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Visualizzazione post con etichetta patate. Mostra tutti i post
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giovedì 22 settembre 2016

Gnocchi di patate




Vi ricordate la pubblicità in bianco e nero dove Ernesto Calindri, in mezzo al traffico caotico di una piazza, seduto ad un tavolino, sorseggiava un bicchierino di liquido scuro dicendo "Contro il logorio della vita moderna, bevete Cynar"?
Ecco, se dovesse girare quella pubblicità adesso, altro che bicchierino...la bottiglia a canna, e nemmeno quella basterebbe!
Dopo la pausa estiva, che piu' che pausa chiamerei quasi letargo, allontanamento per milamila impegni e motivi dai social, se non per sporadiche apparizioni che nemmeno la  Madonna, incomprensioni virtuali che ti fan pensare se continuare o sparire, che ti fan passare tutta la voglia di fare e disfare, scazzi e mazzi, colleghi che mal sopporto, diverbio con la capa, preparazione ad un concorso, problemi vari di salute con annesse visite, pensieri per la "bambina" in tourneè in tutta Italia, che vedo viva, vegeta e arrivata a destinazione dalle foto che pubblica sui social, cosi' tiro un sospiro di sollievo ma anche di rassegnazione /tristezza, e in ultimo, un lutto in famiglia, dopo una lunga, dolorosa e incurabile malattia....vorrei, non importa in che ordine, un bottiglione di Cynar, una bacchetta magica, o scendere da questo mondo che gira troppo vorticosamente con tutti i suoi accadimenti che non mi lasciano un attimo di tregua.

Quando ho visto che per la sfida n. 59 dell' Mtc Annarita del blog Il bosco di alici, vincitrice della sfida precedente, aveva lanciato come tema quella degli gnocchi, ero contenta, ma non ho gioito o tremato come al solito. Non perchè non lo meritasse, anzi, ma perchè con lo stato d'animo in corso, non c'è proprio niente che mi arrivi al cuore e mi faccia gioire.
Io, che gli gnocchi ho imparato a farli fin da piccola, quelli veri, come quelli che ha proprio proposto Annarita. Quelli che la mamma faceva anche se non era giovedi, che mentre lei non vedeva (ma vedeva benissimo e faceva finta di niente) io toglievo dalla fila, non facendo sempre in tempo a rimpiazzare il vuoto, e piu' avanti, quelli che uno rigavo e uno mangiavo...
Ho visto tutte e tre le proposte, tutte bellissime. Avrei voluto partecipare mettendomi alla prova con le altre due ricette, ma proprio non ce l'ho fatta.
Perchè in cucina, se non sei con l'animo sereno, tranquillo, consapevole, concentrato, spensierato, ma con pensieri, distratta, con la malinconia e stato d'animo non proprio esaltante, ti viene tutto una schifezza. Come se trasmettessi tutte le tue emozioni e sensazioni negative in quello che stai preparando.
Quindi sono andata sul liscio, con gli gnocchi che conoscevo già, quelli semplici, sperando che con il mio stato d'animo non mi venissero fuori una schifezza.
Patate e sugo preparato dalla mami, prodotti del suo orto Valtellinese
Anche il sugo è semplice. Non ho voluto stravolgere il gusto dello gnocco, con sughi ricchi e fantasiosi. Anche perchè non ne avevo nè tempo, nè fantasia nè voglia.
Perchè se lo gnocco è buono, è buono anche senza condimento.
Certo, queste sfide servono per mettersi alla prova, per migliorarsi, per imparare. E mi spiace di non aver dato il massimo come per tutte le precedenti. Ma questa volta va cosi...the show go must go on...e va avanti in questa maniera. Semplicemente. Col groppo in gola, Col morale sotto i piedi. Ma almeno ci sono.

Ingredienti
Patate  600g
 Farina 00 180 g
Sale q.b.

 Per il sugo
 Salsa di pomodoro

Esecuzione
Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere  in acqua fredda. Scegliete patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura) saranno pronte.
Scolatele e passatele allo schiacciapatate con la buccia, togliendola man mano che si schiacciano le successive, direttamente sul piano da lavoro. (si evita cosi' di ustionarsi le dita e si risparmia tempo)
Allargate le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungete il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ bene impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% - 30% rispetto alle patate ma come dicevo sopra può dipendere da molti fattori.

Meno farina richiedono le patate e meglio è, gli gnocchi saranno più morbidi.
Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sui rebbi di una forchetta, o sull'apposita asse di legno esercitando una certa pressione farli scorrere dal basso verso l'alto per creare le righe che raccoglieranno meglio il sugo.
Non li infarinate troppo altrimenti risulteranno appiccicosi, eventualmente usate della farina di riso che in acqua si scioglie completamente.

Cuoceteli subito in acqua bollente salata pochi alla volta, appena risalgono in superficie sono pronti per essere conditi con il sugo.



con questa ricetta partecipo alla sfida



sabato 26 aprile 2014

Testina d'agnello arrosto con patate


Questa l'ho cucinata tassativamente quando ero proprio sola a casa. Figlia e marito in Conservatorio, sarebbero tornati a casa solo di sera. Io ero a casa in ferie, quindi mi sono tirata fuori dal freezer questa "cosa" e me la sono cucinata e gustata in solitaria, senza dovermi sentire gli sguardi addosso.
Per quanto riguarda la cervella non ho avuto problemi, già la conosco sia come gusto che consistenza, ma la testa proprio no. Cosi mi sono armata di pazienza e una volta cotta ho tagliato quello che era attaccato all'osso, la guancia e tutto quello che mi sembrava edibile.
Accompagnato da patate passate in padella con salvia e rosmarino, devo dire che mi è piaciuto.  Pero' a ripensarci, magari Alice un assaggio di guancia lo avrebbe dato!
Questa è stato per me il piatto piu' "azzardato". Niente di che, solo semplicemente cucinata arrosto, perchè già è "strano" mangiare certe cose, ma ho voluto lasciarle il piu' naturali possibili per gustarne tutto il loro originale sapore. Ho visto di quelle ricette con ingredienti che farebbero rabbrividire anche Hannibal, e che "coraggiose e intraprendenti" ragazze hanno cucinato sempre per la sfida dell' Mtc e che Cristiana dovrà giudicare! Comunque sia, penso che assaggerei volentieri ogni ricetta che ho visto proporre! Sono curiosa per natura e propensa a nuovi gusti...magari mi posso spingere anch'io un po' oltre, perchè no??!!

Ingredienti
1 testina d'agnello
patate e cipolla q.b.
salvia, rosmarino,sale
olio extravergine,burro q.b.

Esecuzione
Lavare bene la testina. In un tegame fate sciogliere un filo di olio extravergine e una noce di burro. Fate stufare la cipolla tagliata a fettine sottili e aggiungete la testina intera aperta a metà. Aggiungete la salvia e il rosmarino.Fate cuocere fino a quando la carne sarà ben rosolata e dorata.
Tagliate le patate a rondelle e passatele in padella con un filo di olio, con salvia e rosmarino. Quando saranno tenere spegnete e lasciatele al caldo.
Estraete con delicatezza la cervella, tagliate tutta la carne, salate e servite con le patate.

con questa ricetta partecipo a


sabato 25 gennaio 2014

Spezzatino "Notturno" di cotechino nostrano con patate,lenticchie e purè su letto di rösti....




Questa volta Chopin e i suoi Notturni non c'entrano niente. Ho iniziato con una ricetta del "ricordo" e passando per un "riciclo" e una "ratatouille" vorrei chiudere il cerchio ancora con i ricordi....

Cosa c'è di strano vi chiederete? Niente, se in famiglia amassero il cotechino e niente se non fosse che marito e figlia sono stati colpiti dall'influenza intestinale, evento che,con un bagno solo, faceva sembrare la conquista del wc come quella vittoriosa del K2! E io invece, la piu' "fortunata", ho preso quella "normale" chi l'ha detto poi che un'influenza è normale, quella che ti fa sentire come se fossi passata sotto le mani di picchiatori professionisti da quanto sei dolente in ogni parte del tuo corpo, palle degli occhi (va beh bulbi oculari....) denti e radice dei capelli compresi! Una meraviglia! Tutti e tre spiaggiati nei propri letti, con la gatta che ci guardava, nel mezzo del lettone, prima me e poi mio marito, chissà cosa pensava, se pensava....Eravamo abbandonati al nostro destino nei nostri letti di dolore....va bè, non esageriamo!

Ora loro due si stanno rimettendo...oppsssss...riprendendo, forse è meglio.... e io invece sono sempre dolorante e nelle mie nottate inquiete, tra i deliri della febbre, ho immaginato un piatto di cotechino (dello zio Adriano) con patate su rösti croccante per la sfida dell'Mtc...roba da stare in bagno fino a Pasqua, dal momento che abbiamo digiunato per due giorni e poi mangiucchiato qualche grano di riso in bianco....son mica normale lo so....ma ai sogni non si comanda, e se ho sognato questo piatto ci sarà un motivo! Che scopriro' o anche no!

Cosi, nel solito silenzio,visto che Alice dormiva, mi sono preparata questa monodose di sontuosa delizia, sognata in ogni suo particolare, ecco perchè "notturno",si perché tutti i miei piatti vengono prima visualizzati, a volte li ho pure disegnati!! di come vorrei risultassero e poi li comincio a preparare e capita che in corso d'opera, aggiungo, tolgo, modifico, perché le mie sperimentazioni non hanno mai fine....lontano dagli occhi del marito che non puo' mangiare né cotechino né zampone, nostrano o commerciale che sia, perché sta proprio male e andrebbe a vivere in un altro locale della casa e potete immaginare quale...con la speranza di non stare male io questa volta pero' visto che non sono in formissima!
Cosi' ho incominciato la sera prima a preparare un pane e poi oggi, all'alba il resto, si perchè ha voglia mio marito prima di uscire a dirmi,dormi..... ma se mi programmi la lavatrice che finisce all'alba e continua con quel suo biiiip....biiiiiip...finchè non la spegni! Cosi mi sono ritrovata in piedi prestissimo, a stendere il bucato e poi,dopo aver dato uno sguardo al cielo limpidissimo e respirato una boccata di aria gelida, pronti via!

E ad un certo punto,mentre tutto sobbolliva e io preparavo i completamenti del piatto, una voce non proprio graziata squarcia il silenzio e urla ma cos'è sta puzzzaaaaaaa!!!!??? (anche lei non ama il cotechino....) e il profumo della mia delizia e del pane che è in forno si mescola con l'odore degli incensi che ha acceso formando per davvero una nebbia in casa....ma vuoi farmi morire soffocata? E tu vuoi farmi morire dalla puzza?.....va bè, dopo aver spalancato le finestre,che quasi mi riammalo....tutto è tornato nella normalità,si è chiusa in camera sua a studiare violoncello lontano dalle puzze e io ho proseguito.....

Questo è il cotechino che ha confezionato lo zio Adriano con le sue mani, genuino dall'inizio alla fine, quindi doveva per forza finire tra le pagine della sfida del granderrimo Mtc e da sottoporre al giudizio di Marta e Chiara del blog .La cucina spontanea.
Certo, potrebbe fare impressione il fatto che uccida il maiale, infatti una volta gli ho chiesto ma zio, non ti senti in colpa, povero , che ti cresci e curi il maiale e poi lo uccidi e ci fai salami ecc....Mi ha risposto semplicemente "No". Tutto l'anno, tra un maiale e l'altro, va giu' ogni tot al paese, vicino a Mantova, dove tiene qualche bestia, tra galline, vacche ecc che curano quotidianamente i cugini, e poi quando è il momento, le portano al macello e....ci pensa il macellaio a fare "il lavoro sporco"....e poi via, a confezionare deliziosi salami con e senza aglio, cotechini e tutto quello che si puo' utilizzare, perché si sa, ed è vero, del maiale non si butta via niente. Una volta mi ha pure portato da assaggiare il sanguinaccio....io l'ho gradito, che ve lo dico a fà...ma non vi dico le smorfie disgustate di marito e figlia!!!
Del resto, lui, mia mamma, l'altro zio e i miei nonni, sono vissuti e cresciuti in campagna, dove il contatto con la terra e i suoi prodotti era quotidiano. Certo, un po' di dispiacere quando si ammazzavano le bestie, come dicevano i miei nonni, c'era, ma era la vita, avevano solo quello quindi. E mentre preparavo la mia ricetta,ovvio che i ricordi sono andati a quei due grandi nonni che non ci sono piu',e che vorrei avere ancora al mio fianco per sentirli raccontare ancora per l'ennesima volta di quando il nonno era in guerra, la nonna allevava anche i bachi da seta e che aveva vinto anche il primo premio per l'allevamento piu' bello,la loro vita di campagna,racconti di partigiani,e poi di fascismo,delle ristrettezze,della miseria,ma comunque sempre pieni di speranza e di amore......quanta saggezza e quanto patrimonio culturale sono i nonni!

Lasciamo da parte i ricordi e veniamo alla ricetta se no non finisco piu'.....
Ad essere sincera non sapevo come fosse la resa, nel senso che avevo paura si spappolasse durante la cottura prolungata con le patate e le lenticchie,invece è rimasto bello integro,saporito,nel suo colore rosso,e con un sapore che veramente te lo sogni con quelli nelle buste!! Questo ha un gusto forse un po' forte e deciso,ma sicuramente piu' genuino. Che ti lascia in bocca un sapore pieno, che sa veramente di maiale, lavorato con le mani e non con le macchine, quasi che le attenzioni, la meticolosità,la pazienza e comunque l'amore di chi lo ha preparato,passi dalle sue mani al prodotto stesso. Quindi bravo zio!!

Ingredienti
cotechino nostrano (1 kg)
lenticchie Umbre piccole q.b.
10 patate
4 foglie di alloro
3 cucchiai di passata di pomodoro
brodo q.b.
1 scalogno
olio extravergine di oliva q.b.
latte q.b.
sale
noce moscata q.b.

per il pane al sesamo
430 g farina
345 g acqua
1 g lievito secco
8 g sale
semi di sesamo q.b.

per il pane/piadina
esubero di lievito madre
200 g acqua
500 g farina
1 cucchiaino di sale

Esecuzione
Preparate i due tipi di pane anche il giorno prima,altrimenti calcolate bene i tempi di lievitazione ecc....
Per la preparazione di quello al sesamo vi rimando a questo video che ho trovato curiosando sul blog di Eleonora, alla quale è venuto d'incanto,mentre il mio un po' meno,ma sono sempre in tempo a migliorare!
Mescolate gli ingredienti velocemente e lasciate lievitare per almeno 12 ore. Ribaltate l'impasto su un piano di lavoro,fate le pieghe e lasciate lievitare in un contenitore o canovaccio per altre 2 ore. Io l'ho messo in una tortiera con stampo a cerniera...e sarà per questo che non è venuto stupendamente bene.....perchè la ricetta dice di utilizzare una pentola in ghisa o di coccio....peccato che io quella di coccio ce l'avevo ma mi sono ricordata troppo tardi!!!



questo invece è stato fatto con l'esubero di pasta madre (cioè quella avanzata dopo che ho fatto il rinfresco di quella che mi serviva), mescolando tutti gli ingredienti e lasciandolo riposare coperto da un contenitore capovolto. Non servirebbe lasciarlo lievitare, ma nel frattempo dovevo terminare altre faccende e quando sono tornata per fare le piadine il composto si era gonfiato ben bene. Ho ricavato 8 pezzi che ho allargato e cotto su una teglia per piadine. Il risultato è stato un morbido compromesso tra pane un po' sgonfio e piadina un po' gonfia!


Per quanto riguarda il cotechino,se lo acquistate fresco, non di quelli in busta, infilzatelo con degli stuzzicadenti per evitare che scoppi durante la cottura e mettetelo a cuocere in abbondante acqua fredda,facendolo bollire piano piano per almeno 3 ore (dipende anche dalle dimensioni).Trascorso questo tempo togliete subito corda e pelle. Lasciatelo intiepidire leggermente,poi tagliatelo a fette e a cubetti.


Precedentemente ho fatto cuocere per 10 minuti le lenticchie in acqua,le ho scolate e messe in una padella antiaderente con dello scalogno,un filo di olio extravergine.Ho aggiunto 3 patate tagliate a cubetti abbastanza grossi le foglie di alloro,il brodo,la passata di pomodoro e il cotechino. Ho incoperchiato e lasciato cuocere per un'ora abbondante senza mai girare,ma aggiungendo del brodo se si asciugava troppo tutto quanto.



Nel frattempo ho preparato il purè con 3 patate bollite con la buccia e schiacciate con questo schiacciapatate che ha davvero i miei anni o forse piu',dal momento che me lo ricordo che girava per casa quando io ero piccola! Sbucciate la patate appena le togliete dall'acqua, ma non pelatele (anche perchè vi ustionereste le dita!). Passatele direttamente con la buccia,che tanto non passa dai fori dello schiacciapatate. Evitate cosi di scottarvi e di perdere tempo a fare un passaggio in piu',che io,diciamoci la verità,non sopporto!
Aggiungete un pizzico di sale,noce moscata e un po' di latte,circa 3 bicchieri, per ottenere un composto denso e compatto.


Preparate il rösti: pelate le 4 patate rimaste e tagliatele con l'apposito attrezzo o con la mandolina. In una padella antiaderente (io ho usato quella doppia delle frittate), scaldate un filo di olio, versate le patate,aggiustate di sale e schiacciatele leggermente fino a occupare tutta la circonferenza della padella. Fate dorare da entrambi i lati.

 A questo punto potete impiattare.....
sul letto di rösti croccante adagiate al centro una generosa cucchiaiata di spezzatino. Con una sacca da pasticcere circondatelo con ciuffi di purè.....



ecco lo spezzatino di cotechino dello zio Adriano,in tutta la sua golosità e genuinità.....



E con questa mia ultima ricetta partecipo a

http://www.mtchallenge.it/2014/01/mtc-n-35-la-ricetta-della-sfida-di.html
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lunedì 13 gennaio 2014

Spezzatino di manzo e patate in cestino di pane al rosmarino


Seconda proposta? Mah,chi puo' dirlo? Forse un modo diverso e alternativo di proporre questo buonissimo spezzatino. Siccome mi sono lasciata incantare dal post e dalle fotografie della ricetta di Marta e Chiara del blog La cucina spontanea,per la sfida del nuovo anno per l'Mtc, e mi sono persa nei miei ricordi, solo quando ho fatto la spesa e riletto la ricetta mi sono resa conto che le dosi erano per 5 persone...peccato che noi siamo in 3 piu' la gatta,che ha apprezzato qualche bocconcino di carne!
Pazienza,mi sono detta,mi portero' una porzione al lavoro....
Quindi,presumendo che ne sarebbe avanzata un po',quando ho impastato il pane al rosmarino mi sono detta,perchè non fare un cestino di pane...non si sa mai!
Infatti ne è avanzata una porzione abbondante e anzichè riscaldarla e servirla alla brutta,o chiuderla in un contenitore e migrarla in ufficio,stasera l'ho servita in questo cestino di pane,che è stato divorato fino all'ultima briciola,dal momento che si era ben impregnato di "puccina". E' sembrata meno "riciclata" e "riscaldata"... e ugualmente deliziosa!!!

Per gli ingredienti e modalità di preparazione dello spezzatino e del pane vi riporto alla prima versione.....(il cestino l'ho realizzato mettendo la pasta pane dentro una formina antiaderente coperta di carta forno e riempita di fagioli secchi per evitare che si gonfiasse troppo,un po' come si fa quando si prepara una crostata,per intenderci....)

con questa alternativa partecipo al contest


Lo Spezzatino di manzo con patate per inaugurare la prima sfida dell'Mtc 2014.


Eccoci di nuovo qua! Sospesa in occasione delle festività decembrine,riprende con l'anno nuovo la sfida piu' spettacolare e coninvolgente delle amanti della buona cucina,quella dell'MTC.Non che nel frattempo si sia state con le mani in mano,anzi! Abbiamo festeggiato,giustamente orgogliose ed entusiaste,l'uscita del nostro primo libro,il fantastico L'ora del patè,che in soli 6 giorni di vita ha venduto oltre 2000 copie andando esaurito in tutte le librerie dello stivale!Quindi come non avere il cuore scoppiettante di allegria e camminare ad un metro di altezza,dal momento che è nato tutto per un'iniziativa a scopo benefico? Ed emozionarsi quando l'amica del cuore e le altre persone alle quali è stato ovviamente regalato il libro,lo hanno scartato e girato e rigirato tra le mani,sfogliato ed esclamato ma è bellissimo!E vedere poi postate in fb o le foto spedite con sms le ricette eseguite in esso contenute...Ci siamo incontrate personalmente alla prima presentazione a Genova,con tanta emozione,perchè finalmente ci si poteva stringere la mano e scambiare dal vivo due parole.Ci si rivedeva con persone già conosciute,e conosciute invece altre in questa occasione! Se volete scoprire qualcosa di piu' in merito andate qui .

E ora,anno nuovo sfida nuova.E che sfida! Le due vincitrici di novembre, Chiara e Marta,ci hanno proposto un secondo piatto veramente spettacolare e della tradizione:lo spezzatino con le patate. Ussignur,dirà qualcuno,cosa c'è di cosi' spettacolare in questo piatto,fatto di carne e patate?!
C'è tutto di spettacolare.Prima di tutto il tempo per la preparazione...fa parte della cucina a fuoco leeeento,leeeento,quindi bandite le pentole a pressione,(non mi vergogno a dirlo che non so usarla e non la posseggo e mai la possiedero') e cose precotte o prepronte.
In tempi moderni,(e qui mi viene in mente il film con Charlie Chaplin che freneticamente avvita bulloni alla catena di montaggio e viene poi agganciato dagli ingranaggi della macchina),dove tutto va di corsa,da quando si aprono gli occhi al mattino fino a quando si riesce ad andare a letto alla sera,dove in generale (e per fortuna non io) si ricorre all'utilizzo dei piatti già pronti o quasi,le insalate in buste già lavate,confezioni di insalate già lavate e pronte da condire,cartocci con polli che cuociono in 10 minuti,minestroni surgelati,polente pronte in 20 minuti e quant'altro....fermate il mondo voglio scendere,diceva una pubblicità in bianco e nero.....ecco che arriva la cucina che fa rilassare,pensare,riflettere e aspettare.

E immancabilmente,mentre si affetta la cipolla e si pelano le patate,si tagliano a tocchetti i pezzi di carne e si va sul balcone a tagliare il rametto di rosmarino,la mente torna indietro,come il nastro di una vecchia audiocassetta e rivive alcuni istanti che si sono impressi indelebilmente su quel nastro,che nonostante il tempo passi inesorabilmente,rimane sempre nitido e chiaro in tutto il suo essere.
Cosi ripenso a tutti i momenti lenti che sono passati per le cucine della mia infanzia/giovinezza,da quella di casa a quella delle vacanze....dalla raccolta delle verdure nell'orto in montagna,che poi andavano pian piano mondate e lavate e tuffate in una grande pentola per farne un delizioso minestrone che nascondeva la crosta di formaggio grana e fortunato colui o colei che la trovava!,il rito della preparazione della salsa di pomodoro in quei giganteschi pentoloni,e io che venivo spedita in farmacia a comperare l'acido acetilsalicilico,che mi sembrava di prendere una roba tanto strana,le verdure sott'olio,il brodo di carne,il ripieno per i ravioli,confezionati con sapiente maestria e messi in fila uno vicino all'altro come tanti soldatini,perfetti quelli che preparavano la nonna e la mamma,i miei un po' meno,ma era questo il bello delle cose preparate a mano,e poi ero piccola quindi avevo la scusante,lo spezzatino o il brasato con la polenta che cuoceva nel paiolo di rame,che alla fine,quando veniva rovesciata sul tagliere di legno,si faceva la gara a chi staccava la crosta che si era formata sul fondo,si ma il suo pezzo era piu' grosso del mio...si ma lei l'ha già mangiata....e quando si andava dagli zii in provincia di Mantova,questo paiolo era appeso al gancio dentro al camino e tutta l'atmosfera aveva un che di magico....
Per questo la ricetta di questo mese mi piace un sacco,perchè mi ha riportato indietro nel tempo.Per questo l'ho realizzata come l'hanno proposta le sorelle Marta e Chiara. Come la faceva la nonna e la fa tutt'ora mia mamma.
E mentre lo preparavo,mi sembrava di essere stata proiettata in un altra dimensione,dove tutto era tranquillo,calmo,con gesti lenti e sereni;non ho nemmeno acceso la radio nè messo cd,che di solito fanno da sottofondo durante le mie preparazioni.Io,che di solito quando cucino sono un vulcano e mi sembra di essere una trottola che gira da una parte all'altra della cucina perchè mentre penso a come preparare quella ricetta,mi viene in mente un'altra idea,uso quel piatto,no aspetta uso quell'altro,e la riduco a un campo di battaglia da quante cose ha in giro,questa volta era ordinatissima,e io rilassata e serena.Marito e figlia dormivano e nel silenzio della casa,il mio piatto pian piano prendeva forma,e anche i profumi cominciavano a prendere consistenza e ad aleggiare per la casa....il pane al rosmarino che cuoceva nel forno,la carne che cuoceva pian piano.....si si,mi sembrava di essere proiettata in un tempo antico. Come in un tempo di velluto,dove tutto era...troppo bello e troppo difficile e impossibile da spiegare con le parole.Solo sensazioni ed emozioni,che si sono trasmesse l'un l'altro anche quando abbiamo mangiato quasi in religioso silenzio,assaporando ogni boccone senza avidità o ingordigia,ma anche questo lentamente,con gli sguardi che dicevano tutto anche senza parole,perchè anche solo una avrebbe spaccato l'incantesimo.....

Per chi avesse dubbi su che carne scegliere puo' leggere questo elenco. E siccome noi dell'Mtc siamo vulcaniche e spiritose q.b.,sbirciate anche qui e  qui e per gli abbinamenti vino/birra lo trovate qui

Ingredienti per 5 persone:
1kg di muscolo di vitellone
800g di patate
100g di polpa di pomodoro
1 cipolla
1 rametto di rosmarino
½  bicchiere di vino rosso
1L di brodo vegetale

Tagliate la carne a cubi di circa 2-3 cm di lato. Infarinate i cubetti di carne e rosolateli in una padella, con un poco di olio. Tritate la cipolla e disponetela in una casseruola (noi ne abbiamo utilizzata una in ghisa) con un paio di cucchiai d’olio. Fate rosolare la cipolla, dopodiché aggiungete la carne a cubetti. Mescolate e sfumate con il vino rosso. Una volta evaporato, iniziate ad aggiungere il brodo vegetale. Aggiungete anche la polpa di pomodoro e un piccolo rametto di rosmarino.
Lasciate cuocere a fuoco lento, girando la carne di tanto in tanto ed aggiungendo altro liquido se necessario. Aggiustate di sale, se necessario. Nel frattempo pelate le patate e tagliatele e cubetti. Dopo circa un’ora e mezzo aggiungete anche le patate. Salate ed eventualmente aggiungete altro liquido. Il tempo di cottura dipende dal tipo di carne che scegliete di utilizzare per il vostro spezzatino e dalla temperatura alla quale viene fatto cuocere. Per questo spezzatino sono state necessarie due ore di cottura mentre per le patate una mezz’oretta.



Pane al rosmarino (con lievito madre)

Ho rinfrescato il lievito: (h 20.00 ma potete farlo anche al mattino!)
200 g di lievito madre
200 g di farina di manitoba
100 ml acqua
1 cucchiaino di miele
e lasciato lievitare per 4 ore. Ho ripesato il composto e ho aggiunto pari quantità di farina di grano duro,metà di acqua ,un cucchiaino di sale e un po' di rosmarino,e impastato nella planetaria fino a quando si è amalgamato tutto perfettamente in un composto elastico e morbido.(Regolarsi comunque con la quantità acqua/farina).Ho lasciato lievitare tutta la notte,fino a quando ha triplicato di volume,e adagiato su una teglia forata. Fare dei tagli con un coltello ben affilato e cospargere di sale grosso. Cuocete a 220° per 15 minuti e a 190° per altri 20 minuti.



con questa ricetta partecipo alla sfida mensile

http://www.mtchallenge.it/2014/01/mtc-n-35-la-ricetta-della-sfida-di.html

martedì 7 gennaio 2014

Il fienile.....ovvero tra il dire e il fare.....



Finalmente o purtroppo non so cosa sia meglio,le feste sono finite! Non che siano state proprio festosissime,per una serie di eventi e intoppi che hanno creato un po' di scompiglio in casa, quindi le mie ferie le ho passate a correre tra un ospedale e l'altro e a tralasciare tutte le cose che mi ero prefissata di portare a termine appunto durante le vacanze e che invece sto facendo col tempo,e poi anche perchè sinceramente non mi riduco a fare le maratone e a dissanguarmi alla ricerca dell'ultimo regalo! Regali per pochi e soprattutto utili. Comunque,regali o no,sono arrivata al Natale e oltre,un po' provata!
E in zona  cesarini,come si suol dire, anzi,un po' oltre visto la data,riesco a postare il mio dolcino. Quello che nella mia mente era nato come casa ma che alla fine è stato battezzato da mio marito come baita e poi guardandolo meglio,declassato a fienile in alta montagna, con bacino finale perchè ero proprio affranta!!
Una vera avventura la sua realizzazione,perchè per la serie,quando inizi a fare una cosa o ti squilla il telefono o il campanello di casa o il citofono....
Infatti ,mentre inzuppavo il pan di Spagna,chi ti chiama? Ma la mamma! E quando hai sciolto a bagnomaria il cioccolato ed è della giusta consistenza per essere colato sulla costruzione chi ti chiama e poi suona il campanello? Ma gli amici che passano proprio sotto casa e vuoi che non si fermino a fare un salutino veloce e a darti un pensierino di Natale? Un graziosissimo braccialetto tutto sberluscicante, cosi amica quando lo vedi ti ricordi di me! Che tenera!!E che vorresti stare li a parlare con loro ma siam tutti di corsa....
Cosi arrivi a sera che hai sfornato i cannoncini perchè la Camilla a grande richiesta li rivuole....la costruzione è stata assemblata e decorata alla bell'è meglio ed è messa ben coperta sul balcone a rassodarsi...
finalmente l'ultimo giorno dell'anno è arrivato e ci accingiamo a festeggiarlo con gli amici del cuore.
Anche qua,senza dover strafare,per stupire o meravigliare,anche se a dire il vero,con le nostre casette abbiamo fatto la nostra porca figura,come sempre si suol dire!
Una cena in tutto relax,tra le calde pareti di casa,senza tacco 12 o spacchi vertiginosi,ma con la sana e genuina voglia di passare una serata insieme,per il gusto di stare davvero bene perchè è cosi che ci sentiamo tutte le volte che condividiamo qualche cosa!
Con risate mentre ognuno di noi dava il suo contributo ad apparecchiare la tavola,a impiattare gli affettati a preparare vino e bibite.......
E la nostra tavola è stata imbandita con un buonissimo gateau di patate,la casina di pancarrè con salmone e caviale che ha preparato la mia amica,e poi affettati,patè,cannoncini alla crema e il mio fienile dal gusto fresco e fruttato......



Ingredienti
2 confezioni di pan di Spagna
frutta sciroppata
biscotti Togo,wafer q.b.
3 tavolette di cioccolato bianco

per la crema pasticcera
4 tuorli
100 gr zucchero
500 ml latte
50 gr farina bianca
vaniglia

Preparate la crema pasticcera,sbattendo i tuorli con lo zucchero.Quando saranno spumosi e gonfi,aggiungete la farina facendo attenzione a non far formare i grumi e versate lentamente il latte tiepido e la vaniglia. Fate bollire fino a quando il composto risulterà compatto e liscio.

Dal pan di Spagna ricavate la forma della casina che volete costruire. Imbevete con il succo della frutta sciroppata,adagiate uno strato di frutta spezzettata,una fetta di pan di Spagna inzuppato,la crema pasticcera e cosi via fino ad esaurimento degli ingredienti.
Sciogliete il cioccolato a bagno maria e rivestite la casina.Prima che si indurisca del tutto appoggiate i biscotti e i wafer per la decorazione.

Questo è l'interno......



 e queste siamo noi,giustamente orgogliose delle nostre costruzioni.....



che sono state gustate fino all'ultima briciola,storte o imprecise che fossero...ma costruite con tanto amore!
Bè...buon anno allora............

lunedì 8 luglio 2013

Tortilla di patate



Ed ecco come una semplice frittata di uovo sbattuto e patate, in lingua italiana, se la chiamo Tortilla de patatas e la colloco in quel di Spagna...sembra avere un'altro sapore e un'altra storia...da non confondere con il buonissimo e svizzerissimo Rösti di patate,che non prevede l'utilizzo dell'uovo,è una pietanza tipica della cucina spagnola.Che arrivi da Villanueva de la Serena,da Pamplona,dalle Asturie o da Madrid poco importa. E' un deliziosissimo piatto da gustare caldo o freddo,come aperitivo,piatto unico,sfiziosità, in purezza o accompagnato da maionese,curry o altre spezie,arricchita con cipolle,peperoncini,carne o verdure
...che l' MTC aveva proposto un po' di tempo fa e che ora non mi sono lasciata scappare visto che si è presentata l'occasione di cimentarsi in queste ricette "perse" strada facendo!
Da preparare anche all'ultimo momento perchè di solito le uova e le patate non mancano mai in una dispensa,almeno a casa mia è cosi'!
Infatti,quando l'ho messo in tavola,mentre aspettavamo che la piccola Alyssa finisse di mangiare la sua pappa, un boccone a me e un boccone a te....la pigna di quadrotti di tortilla si è pian piano abbassata!
E questo mi ha fatto immensamente piacere,ovviamente!
Non è la prima volta che mi cimento in piatti tipici spagnoli,come la Fideuà o la Paella e mi rendo conto che ne devo cosi fare ancora!! 
Della Spagna non conosco molto,anzi,tolte le Isole Canarie...proprio non la conosco! Mentre Rino,mio marito,ha avuto spesso l'occasione di visitare questa assolata penisola durante i suoi viaggi per concerti,
anche se è rimasto affascinato piu' che dalle grandi città come Madrid,Barcellona,Valencia e Siviglia dai paesi piu' piccoli e a misura d'uomo, come Burgos e Santiago ad esempio...ho già parlato ampiamente di tutto cio' che amo della Spagna qui,per cui non mi ripeto.....ma la Danza rituale del fuoco di Manuel de Falla,compositore spagnolo del periodo impressionista che frequento' Debussy e Ravel ,questa non ve la potete perdere! Questa danza fa parte del balletto El amor brujo (l'Amore stregone) dove coreografia,
musica ed atmosfera ci portano in un ambiente gitano che coinvolge fino all'ultima nota!

La storia, raccontata al librettista Gregorio Martinez Sierra dalla madre di Pastora Imperio, una delle piu' rappresentative ballerine del folclore fiammingo,si basa su una leggenda popolare. Ha per protagonista una gitana di nome Candela che è stata abbandonata da poco da un uomo che credeva la amasse. Così ella si rivolge ad una strega affinché le prepari un filtro d'amore per far tornare il suo uomo da lei.Si reca presso l'antro di questa strega ma lo trova vuoto, così si improvvisa strega lei stessa ed il sortilegio riesce. L'uomo che l'aveva tradita appare d'un tratto nell'antro, non la riconosce, la scambia per la strega e ne ha paura. Candela lo avverte di aver lanciato da poco una maledizione su di lui che potrà essere spezzata solo tornando dalla sua precedente donna. L'uomo, che ha terrore della strega, promette che farà così, poi riconosce Candela, ma ormai il sortilegio ha funzionato ed egli non può più fare a meno di lei che ormai lo ha in pugno.....

Detto questo...passiamo alla ricetta!

Ingredienti
5/6 patate
1 cipolla
6 uova
olio extravergine q.b.

Esecuzione
Tagliate le patate a fettine sottili e fatele cuocere fino a quando diventano morbide.Aggiungete la cipolla tagliata a fettine sottili e terminate la cottura (foto 1). Sbattete le uova con un pizzico di sale,aggiungete le patate,mescolate e versate in una padella antiaderente facendola dorare da entrambi i lati (foto 2 e 3).
Io ho utilizzato la padella doppia apposta per le frittate,cosi evito di fare giochi di prestigio e contorsioni con presine e coperchi,col rischio di veder colare sui polsi la frittata bollente!
Fatela raffreddare e tagliatela a cubetti,se la servite come aperitivo o sfiziosità,altrimenti a fette accompagnandola con un contorno....


Qui proposta liscia....colorata...doppiamente colorata e saporita!


e partecipo a 


mercoledì 26 giugno 2013

Insalata di tonno,patate prezzemolate e altro ancora....



Siamo agli sgoccioli....la sfida sta volgendo al termine,tra un po' finiremo di lavare,sfogliare,tagliare,condire insalate,tostare fette di pane e rivisitare insalate in tutte le salse,forme e colori.....
Stasera ho voluto aggiungere il tonno,anche per provare una cosa.....ma avete presente quelle pubblicità dove la massaia di turno,capovolge la scatoletta di tonno e questo scende bello bello,integro in tutta la sua rotondità,senza avere un pezzetto di polpa fuori posto.....mamma mia che neeeeervi!!!! Io ci ho provato,a fare uscire un po' di olio,a scuoterlo leggermente,aiutandomi con la forchetta...ma niente da fare,rimaneva come incollato nella scatoletta,sfidando la forza di gravità,sordo alle mie preghiere...e io che volevo presentare bello tondino tondetto....questa è pubblicità ingannevole,come quella di certe briosches,biscotti,
mozzarelle o altro,che quando li apri vieni quasi inondata dal cioccolato o dalle gocce di latte che contengono....
Cosi mi sono dovuta arrendere,togliere alla brutta il mio tonno tondetto e adagiarlo dolcemente sul letto di insalata....va bè.....

Ingredienti
Insalata cicoria,regina dei ghiacci,tonno,olive nere,capperi,pomodorini ciliegia,patate,prezzemolo,pane.olio extravergine d'oliva,aglio.

Esecuzione
Tagliate il pane a cubetti e tostatelo con un filo di olio e lo spicchio di aglio.
Lavate,tagliate a listarelle le insalate.Conditele come spiegato qua e da Leo.Lessate le patate,sbucciatele e tagliatele a tocchetti.Conditele con olio extravergine d'oliva e prezzemolo tritato.
Impiattate mettendo come fondo le insalate condite con olio,aceto..Aggiungete al centro il tonno,le patate prezzemolate,olive e tutti gli altri ingredienti....

preparata per l' MTChallenge


venerdì 21 giugno 2013

Octopus Caesar salade



Oggi va un po' meglio,ho voglia di colore,estate,di mare.Poi oggi è il ufficialmente il primo giorno d'estate quindi perchè non portare in tavola qualche cosa che richiami il mare,il sole,il relax....che leghi il mare con la terra,con i suoi colori e le sue diverse consistenze....cosi' altra versione della classica Caesar salade.
La base è sempre quella originale....visto che è già buona di suo,ma oserei aggiungere un morbidissimo polpo o polipo o octopus che dir si voglia,con le sue belle patate che son la morte sua,ma per non farla sembrare la solita insalata di polpo con le patate,che già è buona cosi',ci aggiungiamo qualche pomodorino per dare un po' di colore e qualche olivetta nera per marcare un po' il gusto....da servire o su piatto elegante o....rusticamente in coccio completamente rivestito di foglie di lattuga e riempito di questo bellissimo insieme di sapori e colori.Qua troverete preziosi consigli su come acquistare,cucinare e scegliere il pesce da mangiare crudo,che ci aiuteranno a non correre rischi per la salute.La base della Caesar salade originale la trovate qua.....e altre informazioni preziosissime su quali coltelli usare per non massacrare i nostri ingredienti e che tipi di condimenti usare per impreziosire la nostra creazione.

....e siccome stavo preparando un "octopus"...la mia mente,per associazione di idee ha subito collegato la Sinfonia n.8 di Schubert,(chissà perchè non un Beethoven o Bruckner...mah!),nota come Incompiuta (in tedesco: Unvollendete) perchè alla sua morte,avvenuta nel 1828, risultavano completati solo i primi due movimenti, mentre di un terzo movimento rimane lo spartito per pianoforte quasi completo, ma con sole due pagine già orchestrate. Non si conoscono i motivi che indussero Schubert a non ultimare la sinfonia. La tonalità dell' Incompiuta è insolita per una sinfonia del periodo classico infatti né Haydn, né Mozart né Beethoven scrissero mai sinfonie nella tonalità di si minore, (le tonalità minori in un brano,trasmettono tristezza,profondità di emozioni,mentre le maggiori sono piu' aperte,traspare gioia e allegria) quindi rappresenta un po' il passaggio al Romanticismo,lo Sturm und Drang. Si è tentato piu' volte di completare questa sinfonia sulla base dei suoi appunti ma senza successo,e sebbene sia incompiuta è un fantastico capolavoro.Il tema cupo e quasi doloroso all'inizio degli archi,oboi e clarinetti,ripetuto poi in tonalità maggiore dai violoncelli e subito dopo dai violini e dalle viole,un tema di smisurata tristezza ed emozione....e poi la danza,ritmicamente scandita ma di un'eleganza e armonia che ti rilassano la mente,e mentre l'ascoltavo il mio piatto ha preso forma....

Alla Caesar salade ho aggiunto il resto degli ingredienti:1 polpo,6 patate,qualche pomodorino ciliegia,
prezzemolo,olive nere denocciolate

Esecuzione
Tuffate il polpo in acqua bollente e fate cuocere per almeno 1 ora o fino a quando sarà tenero.lasciatelo raffreddare nella sua acqua di cottura.
Nel frattempo fate bollire le patate con la buccia.Spelatele e lasciatele raffreddare.Tagliatele a quadrotti,conditele con olio extravergine d'oliva e prezzemolo tritato e aggiungete i pomodorini tagliati a metà e le olive intere.



Impiattate come desiderate aggiungendo crostini di pane



con questa insalata partecipo alla sfida



venerdì 24 maggio 2013

"Fsomi' " o falsa Taieddhra alle sarde e tutto il resto....



...e tutto il resto sono gli ingredienti utilizzati per la Taieddhra "vera"...E questa ricetta è una delle tante pensate e disegnate,si,disegnate,mentre ero in riposo culinario forzato a Roma. Si,perchè dovendo fare io obbligatoriamente le ferie entro giugno e Rino andare invece a suonare all'Accademia  S. Cecilia ho unito l'utile al dilettevole....l'utile è stato il fatto di esaurire le ferie,che comunque non ho esaurito del tutto...,utile è che mi sono rilassata,e il dilettevole è stato girare per le strade di Roma che adoro,e che conosco ormai bene visto che ci siamo già stati un'infinità di volte e anche scoprire nuovi ristoranti dove pranzare e cenare e dedicarci finalmente un po' di tempo per noi!
E alla sera,quando si ritornava al B&B,mi collegavo brevemente, perchè eravamo un po' stanchini e.....mamma mia che invidiaaaaa!!! Vedevo in fb pubblicate le foto di tutte le Taieddhre preparate da quelle scalmanate che senza ritegno e senza considerare che io non potevo cucinare,sfornavano e risfornavano capolavori su capolavori!!! Scalmanate,fantasiose e contagiose! Pubblicavano alla velocità della luce capolavori che mi lasciavano veramente sbalordita e a bocca aperta! Volutamente ho voluto guardare solamente le fotografie,per evitare di essere influenzata o altro,anche se cosi mi rendo conto che magari ora propongo una ricetta già postata...ma pazienza! E velocemente pensavo a cosa avrei potuto fare al mio ritorno e a come interpretare e proporre un piatto senza essere banale,ripetitiva ma abbastanza fantasiosa,propositiva e altrettanto scalmanata......Ma voi avete idea di cosa vuol dire avere voglia di cucinare,avere un'idea in mente che non puoi realizzare,pensare ad una ricetta e subito te ne viene in mente un'altra??? All'inizio della sfida piu' intrigante che abbia mai conosciuto,una sfida che non prevede premi,nè vinti ma solo un vincitore virtuale che propone una ricetta di famiglia,il suo cavallo di battaglia,insomma,decide lui/lei come e cosa proporci...
all'inizio,dicevo,siamo tutte "schisce schisce" a studiare gli ingredienti,a tastare il terreno,a documentarci,perchè tante volte sono ricette che mai ci saremmo mai sognate di fare,ricette con una storia alle spalle,retroscena familiari,quindi non solo pentole e fornelli ma tanta cultura anche,che ci accresce,ci accomuna e ci rende orgogliose di far parte di questo bellissimo e coinvolgente gruppo che si racchiude in una parola: MTChalleng....all'inizio a volte c'è una sorta di "panico" alla lettura della ricetta in gara,un coro di seeeee...figuriamoci se ce la faccio...oppure di hip hip urrà perchè magari è stata già cucinata o un timido...vedro' cosa riesco a fare e poi....tutto ad un tratto,come quando si stappa una bottiglia ed esce il contenuto senza che si riesca a marginarne l'uscita,come un fiume in piena...appaiono foto e foto e foto di ricette,e commenti,e battute a volte cosi'...cosi'...esilaranti che potremmo anche allestire uno spettacolo di cabaret e riscuotere un successone!
E cosi',tra una foto e l'altra,un bozzetto e l'altro,ho pensato di proporre una ricetta mooooolto personale e personalizzata!! Ho pensato che di solito,in vista dell'estate,si allestiscono serate o pranzi a buffet,su terrazzi o in altre situazioni...di solito,perchè a quanto sembra il bel tempo non ha intenzione di arrivare,dal momento che qua ci sono 5 gradi,fa un freddo pazzesco,piove come non mai e hanno persino annullato la tappa del Giro d'Italia P.sso Gavia-Stelvio per neve!!!!
Comunque,dal momento che è umanamente impensabile che l'estate non arrivi...ecco qua la mia proposta per una tavola allegra e stuzzicante! Per fortuna l'ho cucinata e fotografata ieri...poco prima che il sole luminoso che illumina le mie Taieddhrine,lasciasse il posto a nuvoloni neri e carichi di pioggia! 
E siccome,come ho già detto una volta,cerco di ottimizzare tempo e risorse,con questa pasta pane ho realizzato due versioni ,l'altra la postero' nei prossimi giorni!
Quella di oggi è per evitare di tagliare,porzionare,girare con forchette e coltelli...sono monoporzioni da assaltare con un cucchiaino e poi,si mangia anche il contenitore se volete!
Il termine Fsomi' con l'accento sula i, vuol dire pane in lingua Grika,quindi,visto che fa da contenitore a tutto quanto direi che il termine è piu' che azzeccato...e falsa Taieddhra perchè questa volta non ho usato il coccio per cucinare...
Quindi....mi auguro che questa versione sia di vostro gradimento e soprattutto anche quello  di 
Cristian che ha dato il via a questa scalmanata e coinvolgente sfida!!!!
 
Nei prossimi post svelero' alcuni retroscena che serviranno a farvi capire in che stato mentale fossi a Roma e il perchè di certe ricette nate cosi....stravaccata sul letto,con la voglia di mettere subito in pratica quello che avevo ideato....
Ed è stata talmente tanta la frenesia di sfornare queste cosucce che ...ho sbagliato a fare la ricettaaaaa!!!! Ma si puo' essere stordite cosi' tanto? E mi sono accorta tardi ed ormai il "danno"era fatto! In che cosa ho sbagliato?
Allora,dalla foto vedete che i cestini sono fatti in pasta di pane.Cosi' ho incominciato ad impastare,appiattire e a mettere sugli stampini capovolti la pasta.Li ho infornati e una volta cotti....nooooooooooooo,ma sarai' imbecille, mi sono detta! Non dovevo cuocere la pasta pane sui pirottini capovolti ma dovevo cuocere la pasta pane nei pirottini,con dentro gli ingredienti a crudo,tranne il riso, come avevo fatto nel coccio!
Cosi ho dovuto fare una rettifica....cuocere prima il riso dal momento che non potevo aggiungere acqua,visto il contenitore! e tagliare la verdura sottilissima...perchè se cuocete tutto insieme ,il cestino di pane non corre il rischio di diventare troppo croccante e poi l'impronta delle righe del pirottino rimane visibile esternamente....ma nonostante questo piccolo intoppo,devo ammettere che è risultato tutto gustoso!
Quindi,giusto per dovere di cronaca,io vi spiego il mio procedimento,ma ricordatevi che potete fare esattamente....l'opposto di come ho fatto io!!
 
P.S. Con la pasta pane ho realizzato 6 piccoli cestini,un cestino grande e una pagnotta....e anche la verdura è stata ridotta nelle quantità.E se avete un gatto/gatta,chiudetela in un'altra stanza mentre pulite il pesce...che vi risulterà essere piu' facile,rispetto al dribblare i suoi attacchi e agguati!!
La ricetta originale invece la trovate dettagliata qua

Ingredienti
100 gr di riso Roma
1/2 patata
1/2 zucchina
1/2 melanzana
4 pomodorini ciliegino o 1 pomodoro grande
50 g di formaggio grattugiato (metà grana e metà pecorino)
olio extravergine d’oliva (possibilmente pugliese)
12 sarde

150 gr di lievito madre
450 gr farina
200/250 ml acqua

Esecuzione
Preparate i cestini di pane: nella planetaria inserite il lievito madre rinfrescato (100 gr di acqua tiepida 1 cucchiaino di miele e 200 gr di farina),l'acqua,e la farina.Fate incordare l'impasto e lasciatelo lievitare fino al raddoppio (io questa operazione l'ho fatta al mattino). Stendete la pasta e ricavate 6 dischi che andrete ad appoggiare sui pirottini capovolti (foto 1 e 2) e fateli cuocere per una ventina di minuti a 180°.Nel frattempo cuocete il riso acqua sufficiente affinchè rimanga all'onda e che andrete a salare leggermente e lasciatelo leggermente al dente.Una volta cotto,conditelo con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva.
Tagliate la verdura sottilmente (foto 3),togliete la lisca centrale alle sarde (foto 4)
Girate i cestini e riempiteli con un cucchiaio di riso,la verdura,la sarda,il formaggio, in modo alternato fino ad arrivare al bordo del cestino (foto 6-7-8)
Infornate nuovamente per 15 minuti e servite.....la foto 9...quel che rimane del cestino...
( l'alternativa è: cuocete il riso a parte,stendete la pasta pane nel pirottino,alternate gli ingredienti e cuocete il tutto a 180° per 20 minuti)
 

con questa ricetta partecipo alla sfida
 


giovedì 16 maggio 2013

Taieddhra.....amodomio.......

 

"Le modifiche a questa taieddhra sono puramente volute.Della taieddhra originale sono stati comunque utilizzati la maggior parte degli  ingredienti.E mentre l'ho preparata ero nel pieno delle mie facoltà mentali"....ahahha
Sono in partenza per Roma,la valigia è pronta e a mezzanotte si va....quindi apro il frigorifero per vedere se c'è qualche cosa in scadenza e cosa vedo? Qualcosa a lunga scadenza,mezza cipolla,un cetriolo,mezzo sacchetto di grana grattugiato,qualche pomodorino,mezzo vasetto di olive,una zucchina,le melanzane che ho grigliato ieri sera,le patate stanno quasi facendo i butti...eh no...bisogna correre ai ripari!!
Allora mi viene in mente una tieddhra rivisitata...moooolto rivisitata,e cosi',per utilizzare questi "rimasugli" ,ho scongelato al volo il pezzo di merluzzo che avevo comperato per la ricetta della volta scorsa e ho azzardato questa versione per la sfida dell' MTChalleng.Spero solo che  Cristian, e le altre Emmeticilline non si sconvolgano piu' di tanto...
Sempre qua trovate tutti i consigli riguardo al riso da utilizzare per ottenere un piatto sano e gustoso, e qui il procedimento.
E mentre aspetto che mio marito ritorni a casa...ho pure il tempo per scribacchiare il post,prima di partire,sempre ammesso che non mi cali la palpebra di colpo...sono una dal calo facile quindi finchè sono ancora nel pieno delle mie facoltà.....vi lascio questa ricetta un po' da "riciclo",ma tanto tanto buona e saporita! Infatti la delicatezza del polposo merluzzo si mescola col sapore deciso delle olive pugliesi.....un insieme di consistenze e di gusti davvero cosi contrastanti da sposarsi comunque benissimo.Si dice che gli opposti si attraggono...quante volte,tra due persone ,si dice che non si azzeccano,sono cosi diverse ma che si compensano....ecco,in questo piatto ci sono tanti contrasti e tanti connubi di sapori da lasciare quasi stupiti!! Se chiudiamo gli occhi mentre mangiamo questo piatto,sentiamo distintamente tutti i sapori,la dolcezza delle patate e delle zucchine,la consistenza del riso,la morbidezza del merluzzo,la leggera acidità dei pomodorini e poi di colpo il salato delle olive e la croccantezza delle patate che si sono gratinate....da provare davvero!!
Ovviamente,dovendo finire gli ingredienti che avevo,non li ho pesati ma sono andata ad occhio,ma se volete farla in dosi maggiori utilizzate le dosi riportate sotto
 
Ingredienti per 4-6 persone (a seconda della fame) per uno stampo rotondo del diametro di circa 30 cm
300 g di riso Roma
400 g di patate (circa due patate di media grandezza)
filetti di merluzzo
100 g di cipolla (circa una cipolla di media grandezza)
300 g di zucchine (circa 3 zucchine di media grandezza)
4 pomodorini ciliegino o 1 pomodoro grande
50 g di formaggio grattugiato (metà grana e metà pecorino)
olive nere pugliesi (o quelle che avete)
olio extravergine d’oliva (possibilmente pugliese)

Esecuzione
Preriscaldate il forno a 160°.
Pulite tutte le verdure, sbucciate le patate e le cipolle, lavate zucchine e pomodori. Tagliate le patate, le zucchine e le cipolle a rondelle molto sottili, dello spessore di circa uno o due millimetri, aiutandovi con una mandolina o un robot da cucina e mescolatele tutte insieme condendole con un po’ d’olio.Ungete il fondo della teglia con un po’ d’olio e fate uno strato con metà delle verdure:cipolle,zucchine,patate e olive.
Sciacquate velocemente il riso in una scodella piena d’acqua, scolatelo e mettetelo nella teglia sopra lo strato di verdure livellandolo bene, dovrà formare uno strato molto sottile giusto a ricoprire leggermente le verdure, perché durante la cottura gonfierà abbastanza.
Mettete sopra al riso i pomodorini tagliati a pezzettini e quindi i pezzetti di merluzzo e ancora qualche oliva.
Spolverate con metà del formaggio grattugiato e fate un altro strato sopra il merluzzo con le verdure rimaste e aggiungete acqua, in maniera tale che arrivi proprio a filo dell’ultimo strato di verdure. A questo punto spolverate con il formaggio rimasto e versate ancora un po' d'olio.

Infornate la teglia e fate cuocere a 160° per un’ora, un’ora e mezza, dipende dal forno, fino a che si sarà formata una bella crosticina dorata in superficie. Eventualmente nell’ultimo quarto d’ora di cottura alzate la temperatura del forno a 200°.

 
....e ora vado a vedere se nella valigia ho messo proprio tutto...Roma....arrivoooo!!!!!
 
con questa versione partecipo alla sfida




domenica 19 agosto 2012

Fantasia di crocchette


Mettendo un po' di ordine tra foto, ricette e appunti vari cosa mi ritrovo ? Questa ricetta ancora in "bozze" che era ancora in attesa di essere pubblicata...una ricetta un po' "vecchiotta"  ma ancora e sempre attuale . Potrebbero sembrare polpettine di carne e invece sono crocchette di patate leggerissime perchè son state cotte al forno anzichè fritte come di solito si usa fare . Croccanti fuori e morbidissime dentro . Ad ogni crocchetta il suo gusto , tutto da scoprire. Sicuramente anche i bambini ne andranno matti !
E lo sfondo.....un attimo di pazzia.o una piccola deformazione professionale!!! ahahah

Ingredienti
300 gr patate
100 gr formaggio gruviera
100 gr prosciutto crudo
     1 uovo intero
    Sale e pepe q.b.
Semi di girasole, semi di zucca, semi di papavero, semi di sesamo: una generosa manciata
Foglie di salvia, 1 pomodoro, per la decorazione ( a piacere)


Esecuzione
Cuocete le patate con la buccia fino a quando risultano tenere. Sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate. Aggiungete l’uovo intero, il formaggio grattugiato sottilmente e aggiustare di sale e pepe. Il composto deve essere ben compatto. Se risultasse troppo morbido, aggiungete del formaggio grattugiato in piu’.
Dividete l’impasto in 5 porzioni. Tritate grossolanamente i semi di girasole e di zucca. Tagliate le fette di prosciutto in lunghe strisce. Aggiungete a 4  porzioni la manciata di semi per ottenere 4 impasti dal gusto diverso. Preparate le crocchette dando la forma di una pallina ( ne avremo una quarantina, dipende dalla grandezza ). Le palline  senza semi le andremo ad avvolgere nella striscia di prosciutto.
Mettete le palline su una placca da forno distanziate in modo da non “confondere” le palline una dall’altra. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti o fino a quando avranno un colore dorato e la fettina di prosciutto risulterà croccante.  Una volta cotte  infilatele su uno stecchino da spiedino, alternando i diversi gusti. Sono buone sia calde che fredde!
Sarà una simpatica sorpresa gustare il morbido della patata e il croccante e profumato seme che differenzia le diverse palline con il suo gusto!!