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giovedì 18 maggio 2017

Rolls con Filadelfia e verdure


E buongiorno. La 66esima sfida di Mtc, è iniziata. Giovanna del blog Gourmandia, la vincitrice di quella precedente, ha scoperto le sue carte e quindi ce la giochiamo tutta con questi Roll.
Anche questa volta, e come dubitarne e meravigliarsi, è una sfida pazzesca, secondo me, puntata sulla precisione ed eleganza. Mica si possono buttare li dei cosi rotondi cosi' come capita.
Ma ecco, che dopo lo "sgomento" iniziale, i "te possino", la lettura e rilettura di tutta la ricetta, le regole e frizzi e lazzi...ti fermi, guardi il calendario, che ha sempre gli stessi giorni piu' o meno, gli stessi fine settimana piu' o meno, e il non tempo, o risicato o inventato del tutte le volte, ti accasci sul divano e dici "e adesso, come e quando li faccio?".
Guardi la ricetta di Giovanna, le sue foto, e il cervello in un nanosecondo, formula una frase che non hai minimamente pensato di pensare. Ma che è li, ormai è pensata e uscita. " Rotoli. Come la vita quando dici che va a rotoli"...e non riesci piu' a scacciare quel pensiero, ormai sei in un labirinto e devi trovare la via d'uscita. Per sdrammatizzare visualizzi quelli di ciccia che ti accompagnano amorevoli da un po' e sti cazzi se vogliono andarsene via. Ma sorridi un po' e basta perchè ti prende il nervoso. Dannato meta e dannata meno!!
Pensi a tutte le volte che la tua vita è rotolata piu' o meno rovinosamnete, a tutte le volte che ti sei rialzata o alla meno peggio sei accovacciata ma non spalmata per terra ed è già qualcosa.
Rotoli. Belli rotondi, lisci, che quando cominciano a rotolare non si fermano piu'.
Pensi al passato e forse un poco a quello che verrà. Ma mentre il passato è certo, nel bene e nel male, e anche se non ci vuoi proprio pensare non è come dirlo, non è come scriverlo sulla lavagna e cancellarlo, non è un foglio di carta che appallottoli e butti nel cestino, non è indelebile e impensabile per un bel niente....il futuro ti sforzi di immaginarlo, come vorresti che fosse, come potrebbe essere con quello che hai seminato oggi, ma siccome non hai le capacità divinatorie della Maga Ciccia, rimane sempre un'incognita.
Pensi a come sarebbe potuto e dovuto essere, cerchi di superare questo pensiero, ma è sempre li' ed è difficile non pensarlo, dal momento che hai a che fare con due musici che svolgono beatamente questa professione, uno in casa, perchè l'ho sposato, l'altra in giro e morire se magari ti da un colpo di telefono o un sms o un whatts per dire in che parte del globo è, e qui parte la gnagnera, lo scazzo, la tristezza perchè sei consapevole che ormai è la sua vita, che è normale che è cosi, ma anche se lo sai, e se sei consapevole di tutto cio' non è che ti piaccia poi cosi tanto nè, e che quando assisti ai loro concerti non puoi fare a meno di pensare che hai dovuto appendere lo strumento al chiodo e sti cazzi.
Cosi', visto che la gnagnera, gli scazzi, i bilanci, i pensieri e gli accadimenti della vita, a volte improvvisi e devastanti ti prendono quando meno te l'aspetti, ho preso la decisione che voglio fare qualcosa per me stessa, che è da anni che è sopita li. in attesa che venga il giorno, e forse il giorno è arrivato. Qualcosa che avrei voluto fare già da ragazza, quando volevo cantare nel coro della Rai o della Scala, ma siccome stavo studiando il mio strumento, ho accantonato questo sogno. Col senno di poi, che son piene le fosse, se avessi scelto di cantare, lo avrei potuto fare ancora adesso. Per questo quando vedo un'Opera dove canta il coro, mi prende una malinconia! E sotto sotto, sarà per questo, che so a memoria la maggior parte delle Opere?
Cosi' pensando a chi si crea i suoi spazi e hobby, mi si è presentata l'occasione di entrare a far parte di un coro di quelli seri, non di quelli che vai li a sparare due note perchè non sai come far passare la serata. Quindi per me è una doppia sfida. Mi metto a nudo e alla prova. Rientro per una sera alla settimana, nel mondo che mi è sempre appartenuto, dentro il cuore e nella mente. Sfogo cantando quello che maschero dentro. E per la serie "io speriamo che me la cavo", perchè l'ho sempre solo suonato e mai cantato, tra un Gloria in excelsi Deo, Domine Fili, Propter Magna Gloria del grande Vivaldi, ho "rollato" per questa sfida. Niente di eccezionale, di fantasmagorico. Se avessi avuto piu' tempo li avrei fatti sicuramente diversi, piu' fantasiosi. Ma siccome non sempre le cose vanno come si vuole che vadano....
Qui Greta ci spiega come realizzare dei rolls perfetti in tutti i sensi

Ingredienti
in quantità variabile e a vostra discrezione, come da foto

La scritta Filadelfia non è un errore, ma voluta, per distinguere questo "formaggio" o meglio crema spalmabile, con quella "vera" in commercio. Che ad essere sinceri, da quando l'ho preparata per la prima volta, non ho piu' comperato l'altra, che proprio mi disgusta, la trovo pesante, plasticosa, insomma, non mi piace proprio. Ci si mette un attimo a prepararla e sono sicura che una volta provata, non la abbandonerete piu'. Questi sono gli ingredienti e il procedimento:

1 kg di yogurt intero
sale fino

Esecuzione
Direttamente nel barattolo dello yogurt aggiungete un cucchiaino raso per confezione. Mescolate il tutto e travasate il composto in un fazzoletto di cotone sottile, appoggiato su una ciotola. Chiudete a fagottino e cominciate a strizzare delicatamente, fino a quando non scenderà piu' cosi' copiosamente il liquido dal fazzoletto. Chiudetelo con una molletta o altro, e adagiatelo in uno scolapasta appoggiato su un contenitore alto. No deve appoggiare al fondo, altrimenti sarebbe sempre a contatto con il liquido che tralascia. Lasciatelo in frigorifero almeno 4 ore. Piu' lo lasciate piu' rimane compatto.
Dividete il composto in tre parti. In una aggiungete la melissa tagliata sottile, nell'altra la crema di peperoncino
Per preparare il roller stendete un foglio di pellicola trasparente della lunghezza di circa 60 cm; adagiate su di essa le fette di prosciutto, mortadella, alga nori in modo che siano leggermente sovrapposte tra loro e formino un rettangolo regolare. Cospargete con il Filadelfia lasciando pulita e libera la parte superiore del rettangolo, disponete lungo il bordo inferiore gli ingredienti che avete deciso di utilizzare, e arrotolate partendo dal basso aiutandovi con la pellicola fino a chiudere il cilindro con la parte finale del cilindro.
Bagnate con acqua un piano di lavoro liscio e pulito. Stendete sul piano bagnato altri due fogli di pellicola trasparente di 60 cm di larghezza sovrapponendoli parzialmente (circa 10 cm dei due fogli dovranno essere sovrapposti e ben aderenti l’uno all’altro in modo da ottenere un grande rettangolo). Trasferite su di esso il cilindro senza la pellicola usata in precedenza e arrotolatelo con la nuova pellicola preparata. Tenete la pellicola per le estremità e fate rotolare il roller più volte sul piano bagnato in modo che i lembi si attorciglino e stringano il roller dandogli una forma omogenea e regolare. Chiudi gli estremi con nodi stretti.
Mettete in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore, fino a quando abbia raggiunto la durezza che permetta di tagliarlo senza deformarlo.
Io, obbligata a farlo nel poco lasso di tempo che avevo libero, mi sono ritrovata a sera con i rolls pronti arrotolati, con una luce da schifo per le foto, troppo tardi per mangiare e da mettere ancora nel freezer! Ma dopo essermi consultata con Giovanna, mi ha rassicurata dicendomi di metterli pure nel freezer tutta la notte e un'ora prima di fare la foto estrarli. Cosi' ho fatto ed è andata bene. Quindi, penso per le prossime volte, nel caso dovessi rifarli, di organizzarmi per tempo o di sfruttare il fatto che li possa conservare, e non trovarmi impreparata. In ultimo, potrebbero sembrare un po' troppo "alti", ma le boccucce che li hanno divorati hanno superato brillantemente la prova "sloga mascella"....tutto quanto in un boccone.
Qui sotto gli ingredienti che ho utilizzato e le fotografie del procedimento:

Rolls con alga nori (un foglio di alga= 5 rolls. Il doppio se tagliati piu' bassi)
2 fogli di alga nori ( uno come base e uno sopra il Filadelfia)- asparagi-carote- Filadelfia- melissa (del mio erbolario)

Rolls con prosciutto cotto: (8 rolls. Il doppio se tagliati piu' sottili)
100 g prosciutto cotto-Filadelfia-1 confezione di tonno-radicchio rosso di Treviso-asparagi


Rolls con mortadella: (8 rolls- Il doppio se tagliati piu' sottili)
mortadella-caprino mescolato con salsa al peperoncino (fatta dal collega siciliano con i peperoncini dei suoi appezzamenti)-semi di sesamo-carote-zucchine-pomodorini ripieni


Una volta tagliati, posizionateli sulla tigella intera o tagliata a filo del roll

                           



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 66 di Mtc



lunedì 27 marzo 2017

La mia Torta di zucca e riso ligure per il Club del 27




Una nuova "avventura".  Non è una gara, non è una sfida, non è il numero totale dei partecipanti o iscritti, che sono molti molti di piu'. Ma che cos'è allora? Il Club del 27 "e’ un gruppo che nasce all’interno dell’ Mtc, ma aperto a chiunque voglia farne parte, con lo scopo principale di tornare a cucinare sul web come si faceva una volta: quando il cibo di internet non passava attraverso portali quotati in borsa, prezzemoline in tacco 12, foodblog che ormai sono dichiaratamente vetrine, eventi, lustrini, ricchi premi e cotillons. Ma quando si accendeva il pc con il solo scopo di condividere una ricetta che era riuscita bene, di capire perche’ qualcosa era andato storto, di invitare amici virtuali nelle stanze di una vita quotidiana in cui la cucina era, ancor prima che pretesto, fulcro, cardine, anima.....E ci piaceva cosi tanto che adesso torniamo alla riscossa, riorganizzandoci in un gruppo che mette di nuovo al centro quei contenuti e quello spirito. Lo si fa all’interno dell’MTC perche’ questa community ha sempre cercato di mantenere la sua identita’ (nello spirito della condivisione, nella gratuita’, nella liberta’ di chiunque vi partecipi) e perche’ l’altro obiettivo e’ quello di recuperare le ricette del Tema dei Mesi passati, per farle rivivere in questo clima. Sono talmente belle, talmente curate, talmente ben fatte- e a tal punto espressione di questa voglia di cucinare nuda e pura- che e’ un dolore, vederle travolte dal “panta rei” del web".....
queste sono le parole di Alessandra, che ci tiene simpaticamente e scherzosamente "a bada e in riga" qb, giusto perchè facendo, sbagliando, rifacendo con umiltà senza sentirsi chissà chi, si imparano sempre tante cose e si provano ricette che mai e poi mai avresti pensato di fare o perchè non le conoscevi o perchè ti ponevi dei limiti....

"E allora, ecco l’idea: perche’ non creare un club di appassionati di cucina, che si incontra tutti i giorni in uno spazio virtuale per cucinare il piatto che preferisce, nell’elenco di quelli indicati, come lo preferisce, discutendone con gli altri, condividendo successi e flop, dubbi e certezze, saperi collaudati e “dritte” fresche fresche- e che poi si da’ appuntamento il 27 di ogni mese, pubblicando i propri piatti?"

Ecco...detto...fatto...con la mia tessera n. 33, mi metto in gioco e via...se non fossi in perenne lotta con quella roba chiamata bilancia e se avessi avuto piu' tempo mi sarebbe piaciuto farne di piu' perchè sono tutte fantastiche, ma scegliendo quale fare mi sono accorta che avevo giust' appunto zucca e spinaci, insomma, come dire, erano già li...e cosi' ecco la mia torta. L'originale di Sabrina la trovate qui.

Ingredienti

Farina bianca 400 g
Riso vialone 100 g
Olio extravergine di oliva 130 g
Uova 4 più 1 albume
Zucca gialla 500 g
Maggiorana q.b.
Parmigiano grattugiato q.b.
Cipolla 1/2
Spinaci 180 g
Sale q.b.

Esecuzione
Pelate la zucca, togliete i semi e grattugiate con grattugia grande. Cospargete di sale (poco) e coprite per 20 minuti. Serve ad ammorbidire. Tritate la cipolla e saltate in padella con dell’olio.
Aggiungete gli spinaci mondati e ben asciutti, coprite con un coperchio e fate ammorbidire mescolando ogni tanto fino a cottura. Tritateli con un coltello appena raffreddati.
In una ciotola unite il trito di cipolla e spinaci, la zucca, il riso crudo, le quattro uova, una manciata di parmigiano e maggiorana tritata. Aggiustare di sale e aggiungere 30 g di olio, mescolare molto bene tutti gli ingredienti.

Con la farina, l’olio rimasto, un pizzico di sale e acqua tiepida fate una pasta, lavorandola bene.
Dividetela in quattro parti uguali.
Oliate una tortiera di 28 cm. (bassa, tipo crostata) prendete un pezzo di impasto e stendete per foderare il fondo della tortiera e fate debordare la pasta. Ungetela delicatamente con un pennello.
Fate altrettanto con un secondo pezzo di pasta, oliatela e posatela sul primo disco. Sistemate poi sopra tutto il composto preparato, livellandolo. Con la pasta restante fate altri due strati, oliateli e posateli sul ripieno.
Sbattete l’albume, unite una cucchiaiata d’olio e pennellate con esso la superficie della torta.
Mettete in forno moderato a 180°C e cuocete per un’ora. Durante la cottura gli strati di pasta in superficie tenderanno a rimanere staccati ed a formare delle decorative bolle di aria. Fatela raffreddare e mangiatela tiepida!


E’ squisita, sana e leggera!


N.B. Io ho fatto la metà della dose per il ripieno mentre per l’impasto non ho variato nulla. Pero' la prossima volta lo devo stendere piu' sottile, "riciclare" gli avanzi di pasta facendo dei grissini o altro e usare uno stampo meno alto.
Sbagliando si impara!!

e se volete trovare qualche spunto, le altre ricette le trovate qui !




lunedì 21 novembre 2016

Tiramisu' salato...in punta di piedi, di scalpello e arie...


Bene. Non avevo tempo per bissare. Ma siccome poi mi sono venute milamila idee...tanto valeva fare i salti mortali per riuscirci. Tutta colpa del tema della sfida per l' Mtc
La prima cosa che devo cercare di fare è quella di sintetizzare la mia ispirazione, perchè nella mia scorsa ricetta mi sono ...dilungata un tantino tanto! Arduissima impresa...
Anche perchè altrimenti faccio morire la povera Susy May del blog Coscina di Pollo, vincitrice della scorsa sfida sulle Tapas, che si deve leggere tutte le ricette delle partecipanti....
Che cosa mi ha ispirato questa volta, a tal punto da farmi bissare?
Il lato sensuale e sexy del tema, che ho ampiamente esposto qui ? Boh, forse si, ma in maniera diversa. Mi sono domandata " Che cosa è sensuale, che cosa ispira sensualità, che non sia procurata da uno sguardo, un abbraccio, una carezza, un bacio?" quindi non da una percezione sensoriale tattile ma da un altro fattore? Subito, e non so perchè, mi è venuto in mente il colore bianco, le statue del Canova, la Galleria grande della Reggia di Venaria, Roberto Bolle, Farinelli, e alcune arie delle opere verdiane e pucciniane.... intricato? Forse. Folle? Anche.

Ditemi voi se non sono sensuali queste meraviglie...


Quando durante un blogtour  organizzato per Aifb ci hanno portato anche a vedere la Gypsoteca del Canova a Possagno, ecco, li ho sperimentato personalmente cosa vuol dire essere colpiti dalla Sindrome di Stendhal. Appena sono entrata nel salone che raccoglie i gessi delle sue opere, ho sentito un brivido percorrere tutta la schiena, la pelle d'oca, ho aperto la bocca facendo uscire uno strozzato "Oddddioooo", spalancato gli occhi e mi sono pure messa a piangere per l'emozione! Mi sono dovuta sedere, perchè davvero ero cosi' scossa da tutto quel bianco, magnificenza di quello che si presentava davanti ai miei occhi, che mi girava persino la testa.
Queste statue cosi' immacolate, che sembravano reali, nei loro movimenti, sguardi, muscoli scolpiti in ogni particolare, i capelli, prima in gesso e "freddo" marmo poi, mi trasmettevano emozioni uniche. E quel viso con i "chiodini" neri? Sono i rèperi, l'unità di misura per il passaggio dalla struttura in gesso alla scultura finale in marmo. La sensualità negli abbracci, negli sguardi, nei corpi avvinghiati e intrecciati, nelle bocche socchiuse. La sensualità fatta arte. O forse il contrario?
La stessa cosa, l'ho provata recentemente, quando siamo stati a visitare la Reggia di Venaria, la Galleria grande....mi sono appoggiata a mio marito, mentre guardavo quel salone infinito.

Roberto Bolle...va bene , parliamone...posto che ho una figlia che stravede per lui, che quando ha saputo che il suo papi, lo incontrava tutti i giorni quando era in Scala a suonare i quel periodo, e che non ha mai scattato una foto con relativo autografo, "Son li a suonare, mica a fare foto" " Si, ma ti rendi conto che è Bolle? Andavi su nella sala prove o nel camerino e potevi dire e' per mia figlia!!", (il papà brutto ora tornava utile...ahaha). Ve lo immaginate mio marito che punta Bolle tra una prova d'orchestra e un suo plié?! ahaha
E sempre la figlia che ad una rappresentazione di Romeo e Giulietta , nel bel mezzo dello spettacolo, negli assolo e nei Pas de deux, esclama, nemmeno tanto a bassa voce "Ma ti rendi conto, guarda che cosce, guarda che sedere che ha, che fisico, che spreco pero' porca miseria. Ma guarda questo che sminchio che è (rivolto ad un altro ballerino della compagnia), mentre io guardo in tralce la mia vicina di poltrona, sperando che non abbia sentito e invece ha sentito benissimo e sorride, mentre io penso ehhh gli ormoni della gioventu'...e i miei...eh...si, lo confesso, anche alla mamma piace Bolle, ovvio, ha una perfezione tale ed una bravura mostruosa, chi non rimane conquistata dal suo fisico! Io trovo sensuale anche La danza dei cavalieri, nelle movenze di tutti i personaggi, forse perchè tutto è sottolineato anche dalla musica che scandisce il movimento dei corpi.
Qui, nella scena del balcone e poi qui, nella scena della camera da letto, dove lui si accorge che lei è "morta" e la prende tra le braccia cercando di farla rinvenire? Oltre che ad essere un momento straziante e di una bellezza senza pari, è di una sensualità indescrivibile.
Poi, a guardare il candore della crema di mascarpone ai formaggi, mi viene in mente il candore delle ballerine in tutu' nel Il lago dei cigni e sempre lui. Bolle anche nella La bella addormentata nel bosco (completo), o nel Pas de deux o nell' assolo.... sono senza speranza.


La danza, espressione dei corpi, dove nel piu' assoluto silenzio della voce, i ballerini devono trasmettere, mimare la tragicità del momento, l'amore, la gioia, la disperazione, la vita e la morte, accompagnate dalla musica che fa tutto il resto. Secondo me, la forma d'arte piu' completa e toccante nel panorama artistico.
E se vogliamo sconfinare nei balli di sala, come non citare Shall we dance? I corpi che fluttuano nei loro abiti lunghi ed eleganti, leggeri come aria, in un abbraccio cosi' sensuale, gambe che si intrecciano e si lanciano in figure ben precise o improvvisate. In fin dei conti, la parola "tango", prima persona dell' indicativo presente "tangere", toccare, vuol dire quindi "io tocco". E nel tango, il linguaggio dei corpi, che si lasciano trasportare anche dall'improvvisazione, urlano e trasudano sensualità ed erotismo.

E ora veniamo a Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, il piu' famoso castrato della storia della lirica, piu' conosciuto con il nome di Farinelli.  Il padre Salvatore, grande appassionato di musica fece studiare Riccardo, il maggiore, da compositore e Carlo da cantante. Fu il fratello Riccardo a volere per Carlo la castrazione, eseguita poco dopo la morte del padre, avvenuta nel 1717. La castrazione è un'operazione chirurgica che consente ai maschi di poter conservare la propria voce di soprano o contralto prima che lo sviluppo possa modificarla.
All'epoca era d'uso, se non proprio obbligatorio, per chi intendeva intraprendere la carriera di cantante, la pratica di scegliere un nome d'arte, che poteva esprimere o significare diverse cose e conferire all'artista una certa personalità e farlo distinguere da tutti gli altri. In pratica, era come un marchio di fabbrica che doveva dare immediatamente l'idea del personaggio ed aiutare a farlo ricordare e a metterlo in mostra.
Sull'origine del nome Farinelli, o Farinello, ci sono tre ipotesi, la prima che derivasse dalla professione del padre Salvatore, il quale però mai esercitò la professione di mugnaio, né commerciò mai in farina, grano o granaglie. Più nobile l'associazione con la famiglia Farinel, violinisti e compositori provenienti dalla Francia ed in Italia girovaghi per tendenza e necessità. I Farinel però non vissero mai nel napoletano, né ebbero in famiglia un parente cantore evirato.
Resta soltanto quella che è l'ipotesi più accreditata, l'associazione con la nota famiglia di avvocati Farina, uno dei quali lo protesse e probabilmente lo finanziò durante il periodo in cui studiava col Porpora. Mori' all'età di 77 anni, in solitudine e in malinconia, nella villa sontuosa che aveva fatto costruire apposta a Bologna, che è andata distrutta purtroppo.


Il bellissimo film, premiato con il Golden Globe e con una nomination agli Oscar fu interpretato da Stefano Dionisi, mentre nelle parti cantate, per riprodurre la particolare voce di un castrato, sono state registrate separatamente le voci di un soprano donna, Ewa Małas-Godlewska, e di un controtenore uomo, Derek Lee Ragin, poi mixate con mezzi digitali. In queste celebri arie, tutta la sua bravura e particolarità della voce, che faceva svenire alcune dame e anche uomini del pubblico che lo ascoltava, per l'emozione che suscitava : Lascia ch'io pianga e Ombra fedele anch'io,

E per concludere, la semplicità, innocenza e sensualità nelle parole, nelle dichiarazioni d'amore di alcuni dei protagonisti dell'opera lirica, mai sguaiati o fuori luogo, quasi "fuori tempo" e "ridicoli" se paragonati a quelli dei giorni nostri.

Il tenenete Pinkerton che nella Madama Butterfly canta alla neo sposa Cio Cio San : Bimba dagli occhi pieni di malia, ora sei tutta mia. Sei tutta vestita di giglio. Mi piace la treccia tua bruna fra candidi veli.......Vieni, vieni! Vien, sei mia!

Il pittore Mario Cavaradossi che in Tosca, ricordando gli attimi d'amore con la sua Floria Tosca: E lucevan le stelle, Ed olezzava la terra. Stridea l'uscio dell'orto e un passo sfiorava la rena. Entrava ella fragrante, Mi cadea fra la braccia. O dolci baci, o languide carezze, Mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli! qui decisamente piu' spinta rispetto alla prima...

E le castissime parole di Rodolfo che ne La Boheme canta : O Mimì, tu più non torni. O giorni belli, Piccole mani, odorosi capelli, Collo di neve! Ah! Mimi,

Il mio viaggio cultural-gastronomico si conclude qui....un gustoso tiramisu' salato, con una crema di mascarpone ai formaggi dal bianco abbagliante, affiancato dal radicchio rosso, per omaggiare la terra veneta, gli amori impossibili tra Romeo e Giulietta, il rosso dell'amore, il candore delle opere canoviane, e la cipolla caramellata, per dare "quel certo non so che" a tutto quanto.


per i savoiardi salati

Ingredienti
70 g g di albumi a temperatura ambiente
45 g  g di tuorli a temperatura ambiente
70  g di farina 00 setacciata
5 g di sale
5 g di zucchero

per la crema di mascarpone
250 g di mascarpone
 80 g di caprino
 80 g di Parmigiano grattugiato

1 cipolla
4/5 foglie di radicchio di Treviso
semi di papavero q.b.
zucchero q.b.

per il brodo
cipolla, sedano, alloro, carota

Esecuzione
Preparate i savoiardi salati montando a neve fermissima gli albumi aggiungendo lo zucchero e il sale (circa 10-15 minuti con le fruste elettriche).

In un piatto sbattete i tuorli con una forchetta, poi uniteli agli albumi delicatamente con una spatola in modo tale da non smontarli.
Aggiungete metà della farina e incorporate delicatamente al composto, poi unite l’altra metà e procedete allo stesso modo.
Mettete il composto in un sac-à-poche con bocchetta liscia del diametro di 1 cm circa e preparate 2 teglie coperte di carta forno, stendete il composto in strisce di 5-6 cm ciascuna.
Spolverizzate leggermente con dello zucchero e mettete in forno preriscaldato a 200° per circa 5-6 minuti.
Trascorso questo tempo, i vostri savoiardi saranno cotti e avranno formato una leggera crosticina croccante. Estraete dal forno i vostri biscotti e fate raffreddare.

(io ho avuto un "incidente di percorso"....piu' che a savoiardi, la prima infornata assomigliava a lingue di gatto....siccome non ero assolutamente soddisfatta, li ho rifatti e la seconda volta sono riusciti decisamente meglio, anche se il risultato puo' essere migliorato)


Preparate il brodo di verdure e lasciate raffreddare

Mescolate il mascarpone con i formaggi fino ad ottenere una crema morbida. Se dovesse risultare troppo compatta aggiungete un cucchiaio di latte.

Tagliate sottilmente la cipolla, fatela imbiondire in un tegame con un goccio di olio extravergine d'oliva e aggiungete alla fine un paio di cucchiai di zucchero e fate caramellare.
Tagliate sottilmente anche il radicchio e fatelo appassire in una padella per pochissimi minuti, con un goccio di olio extravergine d'oliva

In una coppetta, fate un primo strato con i savoiardi leggermente imbibiti nel brodo di verdure, crema ai formaggi, un pizzico di semi di papavero, la cipolla caramellata, savoiardi, crema ai formaggi, semi di papavero, radicchio e cosi' via fino al bordo della coppetta. Terminate con un pizzico di semi di papavero.... ma non vi sembrano i rèperi?......







con questa ricetta partecipo alla sfida n. 61 di Mtc








sabato 20 febbraio 2016

Tortine di grano saraceno con miele di castagno e delizia di miele al caffè



Seconda proposta...anche perchè piu' di due questa volta il regolamento non ne permette, per la sfida n. 54 dell' Mtc proposta dai vincitori della scorsa sfida, Eleonora e il Dott Meyers del blog Burro e Miele 

Per addolcire la giornata di domani, momenti preziosi da trascorrere con chi si ama, e la mia giornata di oggi, che mi vede un po' "col fiato corto"... il sabato è una benedizione/maledizione.
La prima, perchè finalmente ho tutta la giornata per me, libera di fare le cose che non sono riuscita a fare durante la settimana, o anche semplicemente di non fare un bel niente, ascoltare musica, coccolare la mia gatta, curare le mie piante. La seconda, perchè appunto avendo la giornata libera, anche la mia mente lo è, e come un cavallo allo stato brado, galoppa quà e là, senza forma, senza meta, senza limiti...pensieri belli che si alternano con quelli cupi. Cosi' mi aggiro per la casa vuota. La gatta appallottolata sui morbidi cuscini nuovi della sedia, la porta della cameretta chiusa, silenziosa, con il pigiama e le ciabatte buttati come capita, dall'ultima volta che è passata per casa. Un silenzio quasi irreale, che fa "rumore" e fa male, che fino allo scorso anno era interrotto dalle note del suo violoncello. Le chiacchierate a tavola, le discussioni, sentire il suo respiro e il suo girarsi e rigirarsi nel letto, perchè una mamma non dorme mai profondamente, ma sente sempre il respiro della sua creatura dentro di sè...Anche la gatta ha i suoi momenti di nostalgia, si mette davanti alla porta e miagola, cosi' la faccio entrare e ispeziona ogni angolo, poi si ferma in mezzo alla stanza e guarda il letto in alto e sta fissa senza muoversi per un bel po'. Fa una tenerezza incredibile, vedere di quanto sono sensibili gli animali e di quanto le manchi anche a lei. E le feste che le fa quando ritorna a casa sono incredibili!

Ma domani è un' altro giorno, e visto che abbiamo a pranzo i nostri amici del cuore, ne ho assaggiata una per "precauzione". Per divertirci, ci mangeremo una buonissima Fondue moitiè moitiè, come quella che abbiamo mangiato a Ginevra, per inaugurare il caquelon, il caratteristico tegame nel quale si intinge il pane, posto sul réchaud, il fornelletto da tavola. Il fine pasto, come vuole la tradizione ginevrina, almeno cosi' me l'hanno "venduta", si deve finire con le meringhe coperte con doppia panna. Ma visto che siamo a "dieta" (ahahah), e questa è un'altra storia, ho optato per queste tortine dal sapore rustico del grano saraceno, in ricordo della Valtellina, che mi ha in pratica vista crescere, e quindi porto sempre nel cuore, reso ancora piu' deciso ma assolutamente profumato e per niente prevaricante, dall'aggiunta del miele di castagno. Insomma, profumi e gusti caserecci, rustici, montanari, per queste morbidissime tortine, intinte per ultimo nel miele al caffè....una coccola per il palato e per gli occhi. Un'esperimento azzardato ma ben riuscito, perchè non ho mai sostituito lo zucchero con una buona parte di miele. Non sapevo come avesse reagito alla cottura, invece devo dire che sono molto soddisfatta del risultato.
Annalena spiega in maniera impeccabile la storia e la geografia del miele. Vi invito a leggere il suo prezioso contributo e se avete dubbi su quale miele utilizzare per le vostre ricette, guardate nell' infografica Dani e spariranno di sicuro!

Ingredienti
per 6 tortine
125 g farina di grano saraceno fine
  25 g fecola di patate
    2 uova
125 g burro
  35 g zucchero
  90 g miele di castagno
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.

Esecuzione
Montate i tuorli con lo zucchero ottenendo un composto ben gonfio. Aggiungete il burro sciolto ma freddo. Aggiungete il miele, la farina, la fecola, il pizzico di sale, aggiungendo l'ingrediente successivo solo quando il precedente è ben amalgamato.Per ultimo, gli albumi montati a neve.


Riempite degli stampini monoporzione, sbatteteli delicatamente sulla superficie del tavolo per pareggiare bene il composto. Infornate a 170° per 30/40 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata e lo stuzzicadenti uscirà asciutto dalla torta.
(io li ho riempiti fino all' orlo, e sono lievitati "a cupola". Se li riempite per 1/3, ne ricaverete di piu' e saranno meno gonfi. Dipende dai vostri gusti.
Lasciateli raffreddare, spolverizzateli con zucchero a velo e servite con il miele al caffé



con questa ricetta partecipo alla sfida n 54 di Mtc


giovedì 18 giugno 2015

Burger di manzo con asparagi, tomino alla piastra, pomodorini glassati, melanzane e peperone grigliati



Hamburgher??!! La sfida Mtc n 49 prevede la preparazione dell'hamburgher?! Ma ad Arianna del blog Saparunda's kitchen, vincitrice della scorsa sfida...come le è venuto in mente un "piatto" simile?
Sarà che è estate e nessuno ha tempo/voglia di cucinare, forni spenti, piatti veloci, prova costume e altre ipotesi? Quindi questo mese ci va di "lusso" e prepariamo solo un "panino" e via? Mi sembra tutto molto strano e improbabile ma tiro ugualmente un respiro di sollievo, perchè questo mese proprio sono presa tra milamilamila cose da fare tutte entro il 21, quindi....che panino...opsss...
hamburgher sia!
Leggo di corsa il regolamento e la ricetta (l'ho detto che sono presissima) e li', tiro un singhiozzo di sgomento...ecco, lo sapevo, mi sembrava troppo "banale" come sfida! Mica penserete che bastava schiaffare una fetta di carne con una fogliettina di insalata su una fette di pane, per realizzare un hamburgher degno di questo nome e di questa sfida! Mica come quelli brutti brutti che si vedono in giro e che vanno per la maggiore! Noooooo.....il regolamento dice che il pane, che si chiama buns, quello morbido apposta per gli hamburgher, va preparato da noi, cosi' dicasi per la carne o pesce che sia, cosi' per le salse d'accompagnamento, insomma un hamburgher veramente Home Made!!
E li veramente ho gettato la spugna ancora prima di partire. Mi sono riletta il regolamento, la ricetta, e di nuovo il regolamento e di nuovo la ricetta....non ce la posso fare, mi manca il tempo materiale e sono stanchissima per tutte le cose che sto facendo e che devo fare, sono pure andata via tre giorni nel fine settimana, impegni familiari vari, lavoro, faccende domestiche, vacanze alle porte, tutto da preparare, l'ansia per l'esame di Quartetto di Alice....quando caspita trovo il tempo e la testa (concentrazione) per preparare la ricetta?!
Ma ecco che dopo un respirone e dopo aver realizzato che volere è potere e "io puo'"....eccomi qua con la mia prima versione di questo fantastico piatto! Si, perchè non ha niente a che vedere con quelli che propinano in giro! Questo è davvero un signor hamburgher, non nello specifico quello che ho fatto io, ma quelli che vedrà e dovrà giudicare Arianna alla fine della gara. Perchè fatto in casa è davvero piu' buono!
Quando lo abbiamo addentato sganasciandoci la mascella, tanto era farcito, con la salsa ketchup che colava sul mento e le dita sporche, io e mio marito, che ha bofonchiato tra un boccone e l'altro ma che buonoooooo, ci siamo sentiti un po' come Adam Richman nella trasmissione un po' "inquietante" Man vs Food, che si ingozza di panini e altre pietanze tutte rigorosamente di taglia XXXXL....ma si sa che negli USA tutto è gigantesco!
Io non ho proprio riprodotto un panino di taglia maxi, anche perchè non sono abituata a queste "gigantesche strutture culinarie"! Per cui, vi lascio al mio burgher grande q.b., che a me sembra comunque abbastanza maxi......
La ricetta originale, che ho copiato pari pari come da regolamento, la trovate anche qui

Ingredienti per 4 buns con lievito di birra:

250 g di farina (00 e 1 o Manitoba al 50%)
130 g di latte
20 g di burro
10 g di zucchero
5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)
5 g di sale
4 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele

Esecuzione
Intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. In una boule di vetro capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeno. Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore).



Prendere l'impasto,sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.

Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta.


Formare poi i buns (con queste dosi mi vengono 4 panini da circa 80-90 g l'uno). Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.
Sbattete un uovo con un goccio di latte.
Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Aggiungete sulla superficie semi di sesamo, papavero, girasole....quelli che preferite, o lasciateli anche lisci.

Accendere il forno a 180°C.



Quando il forno raggiunge temperatura infornare e cuocere fino a doratura (nel mio forno 20 minuti).
Sfornare e lasciar asciugare su una gratella.



Ingredienti per 4 hamburger:

500 g di carne tritata
1 cucchiaino di cipolla tritata molto finemente
1/2 cucchiaino di aglio tritato finissimo (o un pizzico di quello in polvere)
un pizzico di peperoncino
1/2 cucchiaino si salsa Worcestershire
sale q.b

Esecuzione
In una boule di vetro mescolare gli ingredienti con le mani velocemente in modo da ottenere un composto omogeneo. Se avete le mani troppo calde raffreddatele sotto l'acqua, questo perché il grasso della carne si scioglie a 20-22°C e noi non lo vogliamo, vero? Per questo è anche importante mescolare velocemente.
Dividere in 4 parti uguali, formare delle piccole sfere e poi schiacciarle leggermente. Devono avere un diametro leggermente maggiore di quello dei buns perché in cottura si ritirano un poco, è inevitabile. Non comprimeteli con troppa forza e non cercate di farli perfettamente rotondi.
Cuocere immediatamente o mettere in frigo coperti da pellicola per un massimo di 2 giorni o in freezer per non più di tre mesi.



Ingredienti per il ketchup:

500 g di pomodori a grappolo molto maturi
100 ml di aceto di vino bianco (o di mele)
100 g di zucchero
1 cipolla tritata (io ho utilizzato una fresca di tropea che è la mia passione)
1 spicchio d'aglio
peperoncino non troppo piccante (facoltativo)
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di senape
sale, pepe

Esecuzione
Lavare bene i pomodori, eliminare i semi e tagliare la polpa a cubetti. Metterli in un pentolino capiente, aggiungere il resto degli ingredienti e far cuocere per due ore buone a fuoco bassissimo e mescolando ogni tanto.
Frullare la salsa e far raffreddare.



Ingredienti per la farcitura
foglie di lattuga, melanzane grigliate, asparagi, peperone rosso alla griglia, tomini alla piastra, pomodorini datterini 
- tagliate le melanzane e mettetele a strati in uno scolapasta con un pizzico di sale grosso tra uno strato e l'altro per 1 ora. Sciacquatele, ponetele in una ciotola con un filo di olio extravergine d'oliva, aglio e prezzemolo tritati.
- tagliate i pomodorini a metà e fateli cuocere in una padella antiaderente con un goccio di olio di oliva. Quando sono appassiti, aggiungete due cucchiai di sciroppo d'acero e fateli glassare.
- tagliate il peperone a falde e grigliatelo su una piastra, togliete la pelle.
- lessate gli asparagi in poca acqua e utilizzate le punte
- grigliate il tomino sulla piastra

"Costruzione" del panino:

Tagliare il pane a metà e adagiate i pomodorini, la foglia di lattuga, le melanzane grigliate, l'hamburgher, la falda di peperone, il tomino, le punte di asparagi.........e il panino maxi q.b. è pronto!


Siccome mi sembrava fosse veramente impossibile riuscire ad addentare una simile "struttura"...l'ho leggermente appiattito e posato su un tagliere....pronto per essere addentato...Ghiretti's family vs Adam Richman! La mia umile e modesta risposta italiana verso il piu' grande mangiatore di mega "strutture culinarie".


fotografabili "solo" le mani.....perchè il resto era un po' troppo....dannatamente "pastrugnato" di ketchup e tutto il resto!
....e gli altri due buns avanzati?....don't worry....

ah...per la cronaca....Alice ha preso 9 all'esame. Peccato non fosse qua a condividere con noi questa delizia!!

con questa ricetta partecipo alla sfida di giugno n 49



giovedì 26 marzo 2015

Quiche con tonno acciughe e uova di quaglia/con verdure miste in partenza sul binario 9 e 3/4.....



Lo sapevo che non avrei resistito al richiamo della brisée. Ulisse, messo in guardia dalla maga Circe del pericoloso canto delle sirene, si premura di tappare le orecchie dei suoi compagni con la cera, mentre lui deciso ad ascoltarlo, si fa legare all’albero della nave senza tappi....a me invece, mi dovevano legare al divano e spegnere il cervello, che continuava a immaginare tarte e quiche dai mille ripieni. Non c'era pero' nessuna maga Circe a mettermi in guardia da questo richiamo. Solo un marito che continuava a chiedermi quanto tempo ci impiegavo a fare quello che stavo facendo e quanto dovevano cuocere, perché doveva infornare la pizza.
In quel buco di cucina, uno che impastava la pizza, e l'altra che era alle prese con le sue quiche!
E il richiamo è stato grande. Il tempo è poco, la voglia di fare è tanta...due ne ho preparate. Pazza.

Cosa mi ha fatto decidere di sfornare ancora?. Venerdi siamo a Torino a sentire il concerto dei ragazzi del Conservatorio. Un programmone bestiale, musiche da film. Alice fa il primo violoncello (orgogliosa io) e non me la perderei per niente al mondo. Lo ha già fatto altre volte, ma è sempre emozionante vederla suonare in quel ruolo di responsabilità di tutta la fila. Comunque, anche se fosse stata all'ultimo leggio, ci sarei andata lo stesso perché Rino, che ha già assistito alle prove i giorni scorsi, ha detto che sono veramente bravi.

Cosi' ieri mi messaggio in whatsapp con Alice.......
 " Venerdi ti devo portare qualcosa?" " No grazie" " Vuoi il tortino?" " :-) :-) :-) il tortino siiii!!!!" " Ma come lo vuoi....con uova di quaglia, prosciutto, formaggio, verdure, acciughe, tonno, patate..... " "Siiii grazieeeee!!!! :-) :-)..." " Ma guarda che mica ci metto dentro tutta stà roba! Scegli solo qualche ingrediente!!" " Con tonno, formaggio e uova di quaglia".

E fu cosi' che, pensa che ti ripensa, ho pensato di farne due.....cosi' per almeno due giorni sono a posto con il mangiare! Cuore di mamma.... 
In partenza sul binario 9 e 3/4 come nel film di Harry Potter..... 

Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo

per il ripieno 
200 g di ricotta
  50 g di grana grattugiato
  50 g di panna
  1 uovo
  2 cucchiai di erba cipollina

per la prima farcitura
200 g di tonno sott'olio, 6 uova di quaglia, 6 filetti di acciughe

per la seconda farcitura
1 falda di peperone rosso, 1 falda di peperone giallo, 1 carota, 1 scalogno, taccole passate in padella, 4 pomodori secchi, 1 patata, cimette di cavolfiore al vapore, 4 fette di melanzana grigliate, il tutto tagliato sottilmente.

Esecuzione
Preparate la pasta brisée come spiegato qui. 


Stendete l'impasto....

ricoprite lo stampo e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta



Preparate il ripieno, mescolando gli ingredienti sopra descritti.

Dividete il composto in due parti uguali 

Aggiungete il tonno sminuzzato e amalgamate bene. Con un cucchiaino fate un incavo nell'impasto e sgusciate l'uovo di quaglia. Avvolgetelo con un filetto d'acciuga


Aggiungete al composto tutte gli ingredienti della seconda farcitura e ricopritelo con le patate tagliate sottili e con una manciata di preezzemolo




Fate cuocere per 50 minuti fino a quando la superficie della pasta è leggermente dorata.


tonno, uova di quaglia e acciughe....


con verdure miste....


con questa ricetta, per davvero l'ultima, partecipo alla sfida di marzo lanciata da Flavia del blog Cuocicucidici per l'Mtc


lunedì 23 marzo 2015

Mini tarte e quiche delle quattro stagioni


Ultima ricetta per la sfida lanciata da Flavia del blog Cuocicucidici per l' Mtc di marzo. Tema stupendo, ne avrei preparate non so quante, ma visto che sono in guerra con la bilancia e devo vincere io e non lei, (per salute non per vezzo), visto il tempo che mi manca sempre, visto il periodo altalenante di gnagniiiera/euforia e visto che manca colei che sbafava a tradimento tutto cio' che preparavo....mi sono ridotta a fare, come succede ormai molto spesso, a preparare delle monoporzioni per me e mio marito e basta. A meno che ci siano degli ospiti ovviamente. O al massimo, mini porzioni che il papi porta in quel di Torino, quando va in Conservatorio, e si incontra con la sua "bambina" che ovviamente gradisce questo servizio di catering un po' anomalo!

Questa volta non faro' nessun riferimento a Vivaldi, l'Arcimboldo o Buzzati, come avevo fatto la volta scorsa o alla famosa pizza. Le quattro stagioni di questa ricetta si riferiscono a ben altro.

Non so se vi è mai capitato di fare un bilancio della vostra vita. Sicuramente non sono nel mezzo del cammin di mia vita, perché di certo non campero' 106 anni! e non sono nemmeno arrivata alla fine, almeno spero, quindi non sarebbe nemmeno il caso di farli questi bilanci, ma a me capita spesso. E ne esco mica sempre contenta e soddisfatta. Certo, col senno di poi son tutti bravi. Ma se potessi davvero tornare indietro e cambiare alcuni avvenimenti, scelte, situazioni, lo farei volentieri. Ma siccome non si puo'. bisogna andare avanti e accettare tutto quello che si è costruito e passato, perchè se sono successe certe cose, se si sono fatte certe scelte e se si sono affrontate certe situazioni, è perchè da qualche parte stava scritto che cosi doveva essere. Certo, piu' facile a dirsi che a convincersi. Dicono che il destino è quello che noi ci disegnamo. E non sempre allora siamo dei bravi disegnatori. A volte ci si trova davanti ad un bivio e dover decidere magari anche in fretta, che strada prendere. E in base alla strada scelta, la nostra vita prenderà una certa piega. A volte non sei davanti a nessun bivio, sei li bella bella che cammini piu' o meno serenamente per la tua strada ed ecco che ti imbatti in situazioni che ti costringono a cambiare il percorso, a scalciare sassolini, ad aggirare sassi, a scavalcare macigni.
E scalcia oggi, aggira domani e scavalca dopodomani....ad un certo punto non ce la fai piu'. Entri in crisi. Non riesci ad affrontare serenamente e a mente lucida anche la piu' piccola e stupida cosa. Anche il tuo fisico ne risente e comincia a ribellarsi mandandoti segnali prima deboli e poi sempre piu' forti per farti capire che forse è il caso di smetterla di sottoporlo a questo ritmo. Entri cosi' in un labirinto del quale non vedi l'uscita ma ti perdi in continuazione. Quando sembra che hai intrapreso la via giusta e cominci a tirare il fiato, ecco che ti ritrovi nuovamente in un vicolo cieco e devi ricominciare da capo. E tutto questo è snervante e deprimente.
A furia di dover affrontare tutto da sola o quasi, arrivi ad un certo punto che la classica goccia che fa traboccare il vaso, lo fa traboccare di brutto.
La dottoressa ha detto che è arrivato il momento di pensare di piu' a me stessa e di crearmi uno spazio tutto mio....facile piu' a dirsi che a farsi, ma se l'ha detto il dottore...meglio obbedire no??!!

Cosi', in un impeto di ispirazione e riflessioni, è nato questo piatto. Forse, anzi sicuramente, il periodo che sto vivendo in questo momento e i bilanci sono gli ispiratori di queste "quattro stagioni" .
Inizialmente volevo fare 4 tarte o quiche "a tema" dal punto di vista "nutrizionale": infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia, ma visto il poco tempo a disposizione, non ho potuto "studiare" bene gli ingredienti. Cosi' ho interpretato le fasi della vita....anche se puo' essere che gli ingredienti non la rispecchino come dovrebbero...ho giocato di fantasia e di libera interpretazione. La mia....
una quiche ai quattro formaggi, bianca, morbida, il colore della purezza, dell'innocenza, della gioia della vita senza pensieri perchè anche se li hai c'è qualcuno che ti sta vicino e ti aiuta ad affrontare le tue paure. pensieri grandi per un piccolo, e piccoli per un grande. E quando mio fratello mi porta la sua bambina, rivivo questi momenti cosi' speciali e lontani ormai, e mi prende una nostalgia tale, che vorrei tornare indietro....
con verdure miste, filetti di acciughe, prezzemolo alla frutta secca, per quell'età che è "terribile", dove ti vedi brutta, nessuno ti vuole bene, nessuno ti capisce, vuoi la libertà ma vuoi qualcuno che ti stia vicino, non sai nemmeno tu quello che vuoi, sei tante cose insieme, astiosa, amorevole, acida, sensibile, crudele. Tutte le volte che ho dovuto affrontare questi momenti con la mia di "bambina"...ecco, qui non tornerei indietro invece!
con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli, ormai sai chi sei e che cosa vuoi, piu' o meno, o accetti quello che sei e fai alcune cose anche se non vuoi, affronti momenti morbidi e momenti piccanti, momenti che ti faranno versare lacrime, per poi ricominciare tutto da capo di nuovo. Quello che sto vivendo da tempo immemorabile....
con verdure, speck affumicato al ginepro, prezzemolo alla frutta secca, ormai sei giunto quasi al capolinea della tua vita e guardi tutto quello che hai creato, i segni che hai lasciato, le orme che qualcuno avrà seguito. Hai lanciato il seme del tuo essere uomo o donna, che come una giostra, girerà in quel moto perpetuo che si chiama vita. E questa fase, è quella che piu' mi spaventa e angoscia. Forse piu' del periodo che sto vivendo. Perchè forse ora ho ancora le capacità per reagire e scegliere. Ma quando saro' cosi' vecchia da non poter piu' reagire.... Potrebbero sembrare pensieri assurdi ed esagerati, pero' quando vado in istituto a trovare mio padre, e vedo persone abbandonate o visitate per poco tempo, che sono allettate o su una carrozzina, nella sala comune o ad aspettare che servano il pranzo o la cena già dalle quattro del pomeriggio!, persone silenziose o che chiamano il nome di qualcuno o che hanno lo sguardo perso nel vuoto, persone che quando le saluti si meravigliano e sembra rinascano solo per quel semplice saluto o rimangono silenziose con lo sguardo perso...mi viene addosso una tristezza!! E quando esco da li', tiro un respirone di sollievo nell'aria inquinata della città e mi allontano verso casa, con mille pensieri. La voglia di rimanere li a fare compagnia e la voglia di scappare da li' perchè mi mette tristezza tutto quanto....e mi sento davvero il peso dei miei anni addosso. Ed ecco che partono i bilanci....senza scampo e senza sconti per nessuno.

Con la speranza che questo quartetto sia armonico e non dissonante per la maggior parte di voi....passiamo alla ricetta!

Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

per i ripieni
1 uovo
ricotta, grana grattugiato, ricotta salata, primo sale
bocconcini di petto di pollo, curry, due cucchiai di panna, piccola cipolla, pinoli q.b.
carota, melanzana, zucchina, filetti d' acciuga, prezzemolo, noci, nocciole, mandorle q.b.
speck affumicato al ginepro.

La preparazione della pasta brisée la trovate qui. Quella che ho steso oggi è l'avanzo della scorsa preparazione, dal momento che ho preparato delle mini porzioni, e si puo' conservare in frigorifero per una settimana.

Stendete la pasta nelle pirofile imburrate, ricopritela con la carta forno e riempitele con faioli secchi o biglie di ceramica. Fate cuocere per 15 minuti, togliete i fagioli e infornate nuovamente per una decina di minuti per far dorare l'interno.


Tagliate la cipolla e fatela appassire in una padella con un filo di olio extravergine. Aggiungete un cucchiaio di zucchero e fatela caramellare.
Tagliate il petto di pollo a bocconcini. Fate appassire una cipolla in una padella con olio extravergine, aggiungete il pollo e fatelo dorare da tutti i lati. Aggiungete la panna e quasi alla fine della cottura, il curry. 
Fate grigliare la melanzana e tagliatela il piu' finemente possibile. Grattugiate una carota, aggiungete anche la melanzana e qualche filetto d'acciuga spezzettato.
Grattugiate il prezzemolo con qualche noce, mandorla e nocciola.
Tritate finemente lo speck e fatelo dorare in una padella con un filo di olio extravergine. Fate dorare anche qualche fettina tagliata sottile per la decorazione.

Sbattete l'uovo con un pizzico di sale. Aggiungete la ricotta, il grana e la ricotta grattugiati, il primo sale tagliato il piu' sottile possibile e la panna. Dividete il composto in quattro parti.

Ora componete le tarte e quiche:
foto 1: con il composto ai quattro formaggi
foto 2: una parte di composto al quale aggiungete i bocconcini di pollo, uno strato di cipolla caramellata, ancora una parte di composto con il pollo.
foto 3: una parte di composto al quale aggiungete le verdure tritate, le acciughe e un cucchiaio di prezzemolo alla frutta secca.
foto 4:una parte di composto al quale aggiungete lo speck e il prezzemolo alla frutta secca.



prima della cottura                                                       dopo la cottura



incontri ravvicinati....

ai quattro formaggi....


con verdure e speck affumicato al ginepro.....


con verdure e filetti d'acciughe....



con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli....



e con gli avanzi di pasta....

con questa ricetta partecipo alla sfida di marzo