Cookie

Questo sito utilizza i COOKIE per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l'utilizzo dei COOKIE.
Per maggiori informazioni e su come rimuoverli consultare la nostra politica sui COOKIE.

Privacy Policy

Visualizzazione post con etichetta riso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riso. Mostra tutti i post

martedì 25 aprile 2017

Sartu' con pollo speziato, piselli, pecorino toscano e besciamella di farina di segale alle 12 erbe


Quando ho visto che Marina del blog Mademoiselle Marina aveva vinto la scorsa sfida Mtc, pensavo che ci proponesse un piatto serbo o comunque "straniero". Invece, no, o perlomeno, non esattamente. Tutte quante siamo messe alla prova e alle prese con il Sartu', ricetta tipica della Napoli del ‘700 nata durante il dominio dei Borboni nel regno delle due Sicilie. I cuochi francesi che erano a servizio delle case aristocfatiche, hanno deciso di "complicarci" un po' la vita. Eh si, perchè anche se la preparazione è di per sè semplice, è comunque un po' lunga e delicata, specialmente quando arriva il momento di scoperchiare lo stampo che racchiude il nostro capolavoro. Si snocciolano tutti i nomi dei santi del Paradiso, si incrociano le dita, si trattiene il fiato come quando si fa la radiografia e.......voilà. Da come "reagisce" il nostro composto compattato, si capisce subito se è riuscito o no....
Snobbato e definito “sciacquapanza”, povero e insapore, questi cuochi ci hanno dimostrato l'esatto contrario. Perchè la ricetta tradizionale originale del sartù prevede un ripieno di mozzarella o provola, uova sode, piselli freschi, parmigiano grattugiato e ovviamente le polpettine di carne macinata e pane raffermo senza dimenticare i fegatini.
Il riso da utilizzare è il Carnaroli, perchè ha una buona percentuale di amido amilosio che aiuta a mantenere la forma del chicco non sfaldandosi e di amido amilopectina che dà collosità e cremosità al riso e assorbe maggiormente i sapori che si inseriscono nel risotto.
In alternativa al riso carnaroli si può usare il vialone nano che assorbe maggiormente i sapori ma mantiene bene la forma. Se vi piace il rischio utilizzate l'arborio...

Se volete approfondire l'argomento leggete i consigli di Eleonora

Letto e riletto il regolamento, avevo pensato di non partecipare, sia per la mancanza di tempo sia per altri mila motivi che non mi dilungo a spiegare...ma poi, eccomi qua, al pelo! Con un banalissimo sartu', perchè man mano che passava il tempo e comunque pensavo a come poterlo realizzare, dalle fotografie delle altre partecipanti, le mie idee venivano accantonate, perchè monoporzione, nero, alla mantovana, bicolore ecc, le avevano già presentate...
Comunque sia , è stato divorato stasera per cena, quindi devo dire che è andata bene dai.
Un po' "alternativo" per via delle spezie che ho usato e l'azzardo della besciamella.
Lo scorso anno, nel supermercato di Gex, un delizioso paesino francese al confine con la Svizzera, ho fatto incetta di spezie varie. Certo, magari farà un po' strano, ma non ho saputo resistere.
Cosi metà del riso l'ho condita con una spezia chiamata Chorba, e il pollo l'ho aromatizzato con una spezia di nome Poulet (ovviamente apposta per il pollo...)
La besciamella invece l'ho preparata con farina bianca e farina di segale, per dare un gusto un po' piu' "rustico", leggermente smorzato e profumato dalle 12 erbe aromatiche che ho sul balcone, nella parete attrezzata che mi ha gentilmente costruito mio marito (dopo che gli avevo tolto fiato e pelle dicendogli che mi sarebbe piaciuta tanto tanto ma tanto. Una ne avevo chiesta. Due me ne ha fatte....)


E ora veniamo alla ricetta

Ingredienti
Per le polpette
500 g carne trita
100 g salamella mantovana
100 g mortadella
grana grattugiato, prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
farina di segale
salvia e rosmarino q.b.

500 g Carnaroli
1/2 cipolla
brodo vegetale
70 g grana grattugiato
3 uova intere
5 cucchiai di Chorba

Per il ripieno
4 fette di petto di pollo
Spezie (io Poulet)
piselli
pecorino toscano

per la besciamella aromatizzata:
50 g di burro
25 g di farina bianca
25 g farina di segale
500 ml di latte
sale q.b
erbe aromatiche: issopo, dragoncello, timo variegato, timo limonoso, santolina, crescione d'acqua, basilico, cerfoglio, melissa, maggiorana, santoreggia.

Esecuzione
polpette (ne sono uscite 90) :
In una ciotola mettete le 2 varietà di carne macinata con il prezzemolo e l’aglio tritati.
Mescolate con le mani e aggiungete l'uovo il sale e il pepe e poi formate delle palline; passatele nella farina di segale e cuocetele in un largo tegame con olio extravergine d'oliva, salvia e rosmarino
Scolate dall'olio e lasciatele riposare su un piatto con della carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.
risotto;
In una casseruola mettete 1 filo d'olio extravergine e la cipolla tagliata finemente.
Aggiungete il riso e fate tostare qualche minuto.
Aggiugnete il brodo vegetale, 1 mestolo alla volta, e portate la cottura del riso a ¾ mescolando spesso.
Togliete il riso dal fuoco e fate raffreddare prima di inserire le uova e il parmigiano.
Mescolate bene per amalgamare perfettamente il riso con le uova.
Dividete in due parti. In una aggiungete la spezia Chorba

ripieno:
In una padella mettete 1 filo d'olio, aggiungete la carne di pollo tagiata a listarelle e fatela dorare in tutte le sue parti. Aggiungete le spezie, amalgamate e mettete da parte.

besciamella:
In una casseruola preparate il roux facendo sciogliere il burro e amalgamandolo con le farine.
Aggiungete il latte, il sale e mescolate bene, facendo addensare la besciamella fino a quando il composto sarà liscio. A fuoco spento aggiungete le erbe aromatiche spezzettate.

Assemblamento del sartù:
Imburrate bene lo stampo e ricopritelo di pan grattato.
Fate la base con il riso bianco, dell'altezza di 1 cm. Foderate anche le pareti, alternando il riso bianco e il riso speziato, secondo la vostra fantasia.
Adagiate le polpettine, il pollo, i piselli e il pecorino
Fate un' altro strato di riso sopra il ripieno alto 1 cm; versate il ripieno restante.
Coprite con il riso, spolverate con il pan grattato e aggiungete qualche fiocco di burro.
Infornate a 180 ° per 35-40 minuti in forno statico. Sarete certi della cottura quando vedrete che i bordi saranno ben dorati e si staccheranno dallo stampo;
Togliete dal forno, fate riposare 15-20 minuti e sformate il sartù sul piatto da portata






le erbe utilizzate:


con questa ricetta partecipo alla sfida n 65 di Mtc








martedì 24 marzo 2015

Risotto alla lavanda



Ho sempre amato questa bellissima pianta, per il colore e per l'intenso profumo. Il mio sogno è quello di camminare nei prati provenzali e di sdraiarmi in questo mare viola e lasciarmi avvolgere dall'intenso profumo. Avete presente il film Patch Adams? Quando nel giardino dell'ospedale viene sistemata una enorme piscina colma di spaghetti e la vecchietta che aveva espresso il desiderio di nuotarci dentro prima che un giorno morisse, viene accontentata? Quanto piangere che ho fatto quando ho visto quella scena! Uhm...a dire il vero ho pianto per tutto il film...
Ecco, a me piacerebbe fare la stessa cosa. E non per niente, come sfondo del mio pc al lavoro, ho un bellissimo campo di lavanda che mi da il benvenuto tutte le mattine (e mi fa anche dire pero' "ma che ci sto a fare qua!!??").....
Cosi' al volo, sbirciando il blog Coccola Time, che già il nome la dice tutta, e andatelo a visitare perché è un sogno, di Enrica, la padrona di casa che ci ospita nel suo blog per il Recipe-tionist di marzo, ho trovato la ricetta del risotto alla lavanda e come potevo lasciarmela sfuggire?

E come tutte quelle "parole chiave" che ti fanno venire in mente un mondo di cose, ecco che la parola Provenza mi fa aprire il cassetto dei ricordi dei tempi del Conservatorio, lezione Storia della Musica, dove con la mia amica Alice, ascoltavamo il proff. Testi raccontarci dei Trovatori e trovieri, in francese troubadours e trouvères, attivi rispettivamente nella Francia meridionale e settentrionale dalla fine dell’XI alla fine del XIII secolo, quasi sempre di nobile famiglia, che componevano ed eseguivano raffinate e intellettuali chansons di soggetto per lo più amoroso. Con loro la musica profana acquisto' un nuovo significato, dal momento che la musica non da ballo e intrattenimento, era destinata solamente nelle celebrazioni religiose.
Trovatori che cantavano i versi in lingua d'oc e trovieri che cantavano in lingua d'oil ( che vuol dire per entrambi i termini "si").
Racconti, ai quali seguivano ovviamente i brani d'ascolto.....che proprio non a tutti tutti piacciono!!

Dopo l'attimo di "ispirazione" guardando e tuffandomi virtualmente in questi campi, ascoltando poi un antico brano provenzale suonato con la mandola....chiuso il cassetto dei ricordi, anche se il tempo è tirannissimo come sempre, la voglia un po' fa cilecca per vari motivi, ma visto che mangiare devo mangiare...mi preparo una porzione di questa meraviglia e via....

Ingredienti
Per il brodo
una cipolla
una carota
rosmarino un rametto
lavanda (io secca)
sale (io aromatizzato alla lavanda)

70 g di riso
80 g di pecorino
30 g di parmigiano
30 g di burro salato

Esecuzione
Fate imbiondire nell'olio la cipolla tritata finemente e unite il riso. Fatelo tostare. Sfumate con del vino bianco e lasciarlo evaporare. Aggiungete il brodo vegetale un pochino alla volta.
Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete la lavanda essiccata, aggiustate di sale, macinate del pepe fresco e aggiungete il pecorino, il parmigiano e mantecate con il burro salato. Qualche fiore fresco per guarnire insieme ad un rametto di rosmarino.



et voilà....con questo risotto profumatissimo mi chiudo la porta alle spalle dal blog di Enrica per


venerdì 13 febbraio 2015

Risotto con verza, Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP, castagne e Vento d'estate



Era da un po' di tempo che lo volevo fare...e alla fine ci sono riuscita. Con una combinazione di ingredienti veramente speciali che hanno reso questo "semplice" risotto, in un "interessante" risotto.
Ingredienti tipicamente invernali ma con una "folata" di vento estivo. Acquistati e avuti in dono durante il tour Radicchio tra le stelle di gennaio, svolto in collaborazione e grazie all' Aifb , al  Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco Veneto IGP e OrtoRomi.
E ora, dopo il post piu' breve di tutta la mia vita... passiamo subito alla ricetta.

Ingredienti
140 g riso Carnaroli
  4/5 foglie di verza
  1 cespo di Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP
10 castagne
Formaggio Vento d'Estate de La Casearia Carpenedo
1 scalogno
olio extravergine d'oliva q.b.
brodo
vodka

Esecuzione
La sera precedente mettete a bagno le castagne e procedete con le indicazioni riportate sulla confezione. (rinvenire in acqua e cotte poi per circa 60 minuti in latte).
Tritate lo scalogno e tagliate a listarelle la verza e fate appassire con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungete il riso e fate tostare brevemente. Aggiungete un bicchierino di vodka e fate sfumare. Aggiungete qualche castagna tagliata a pezzetti, lasciatene qualcuna per la decorazione finale, e fate cuocere per circa 20 minuti. Il riso deve essere al dente.
Mentre il riso cuoce, irrorate il Radicchio con un po' di olio e un pizzico di sale e grigliatelo..Tagliatelo in due parti. Una metà, tagliatela a listarelle e aggiungetela al risotto pochi minuti prima di spegnere.


Impiattate decorando con qualche castagna intera, l'altra metà del radicchio e una generosa grattugiata di Vento d'Estate.

cosi'.....


o cosi......








domenica 11 gennaio 2015

Onigiri con salmone e pomodori secchi con salsa piccante.....per un ritorno in Giappone e a Quanti modi di fare e rifare


Finalmente seduta sul divano. Finalmente un briciolo di tempo rubato alle mille cose da fare. Finalmente ritorno a sbirciare in  Quanti modi di fare e rifare.....e al volo preparare la ricetta del mese! Gli Onigiri, che si pronuncia Onighiri, mettiamolo anche in lingua originale , 御握り; おにぎり?conosciuto anche come Omusubi, 御結び; おむすび?sono uno spuntino tipico giapponese, di forma solitamente triangolare, ma esiste anche sferica o cilindrica, con una striscia di alga, affinchè possa essere tenuto tra le dita comodamente, in quanto si tratta di "cibo da strada",
Le scorse ricette erano stupende, ma non avevo proprio la testa e il tempo di prepararle. Non che ora vada meglio, ma questa non me la potevo lasciare sfuggire! Non questa che mi ha fatto ritornare col pensiero al mio amato Giappone! Già ne avevo parlato ampiamente qui. Troppo bello e anche troppo lontano purtroppo.... Di tempo ne è passato da quando ci sono stata con marito e figlia e in quella occasione abbiamo rivisto e passato una giornata intera con i nostri amici Seiji ed Etsuko. Amici con i quali ci scriviamo e che quando tornano in Europa per le loro vacanze, non perdiamo l'occasione di macinare chilometri per incontrarci, tra abbracci e baci (si, anche se le loro "effusioni" sono molto contenute), piccoli regali, e parole parole parole....io che parlo in inglese con lei, Etsuko, che traduce in giapponese al marito Seiji, che parla in giapponese con lei, che mi traduce in inglese e io che traduco in italiano a Rino...e si ricomincia il giro.....alla fine della giornata ho la testa in pallone e non so piu' con chi parlare in italiano o inglese o giapponese....eh si, perchè cerco di imparare qualche parola ma è una battaglia persa già in partenza. Mentre i nostri amici arricchiscono il loro vocabolario ogni volta che ci vediamo! E non mi capacito di questa loro "facilità" nell'imparare una lingua cosi' in fretta.
Anche questa estate ci siamo incontrati e abbiamo passato ore stupende. Come quelle trascorse a Kyoto 6 anni fa....mio marito aveva già visitato il Giappone due volte, in occasioni di tournè con l'orchestra ed era rimasto incantato.  E la terza volta ha voluto che lo accompagnassimo anche io e Alice. E' stato un arrivo "sconvolgente"...abituata al caos, al disordine, alle corse, alla maleducazione e alla freddezza delle gente, trovarmi in un paese dove sebbene ci fosse traffico e un numero infinito di persone, tutto era "vivibile" e non stressante...l'educazione e il rispetto per le cose e le persone che incrociavamo, l'efficienza, l'ordine, il pulito, i grattacieli che si affacciavano su parchi stupendi con laghetti interni, piante, bamboo, templi, silenzio, devozione...ci ritornerei per riprovare quella pace che sentivo dentro di me quando percorrevo quei vialetti....la cerimonia del té, i loro piatti, le loro tradizioni....che meraviglia!

Cosi, presa dall'entusiasmo mi sono lasciata coinvolgere in questa ricetta, che confesso, di non avere mai mangiato quando ero in Giappone!!! Devo rimediare. Occorre andare ad assaggiare gli originali!
Eh si, perchè questi i miei sono proprio dei "prototipi"...bruttini bruttini ma buuuuoniiii!.
Spero che i giapponesi mi perdonino per questo tentativo....
Ci ho messo quasi di piu' ad allestire "il set fotografico" che fare la ricetta... e non ho nemmeno tirato fuori tutte le cose giapponesi che abbiamo!!
Il tutto preparato ascoltando e cantando l'opera piu' giapponese che ci sia...la Madama Butterfly...tra Izagi, Sarundasico, Kami e Ten-Sjo-daj...cantati da Suzuki, la serva di Butterfly....e lacrime di commozione tutte le volte che ascolto quest'opera...come tante altere del resto....ma veniamo alla ricetta, che potete trovare per esteso con altri riferimenti qui.

Ingredienti
100 gr. di riso
150 ml. di acqua
salmone affumicato, pomodori secchi, salsa piccante, salsa di soia.alghe Nori, semi di sesamo.

Esecuzione
Il riso, prima della cottura, va lavato accuratamente per togliere l'amido contenutovi. Basta smuovere un poco l'acqua in cui viene lavato, per vedere come sia torbida.
Impugnandolo e strofinandolo con la mano, come se fosse sabbia, si cercherà di pulire bene ogni chicco di riso.
Si dovrà cambiare l'acqua 4-5 volte continuando con questi movimenti. Infine, eliminare completamente l'acqua, scolando il riso con un colino a maglia stretta, e strofinare il riso con il pugno chiuso, come se si lavassero dei panni sul mastello.
Dopo aver cambiato ancora 2-3 volte l'acqua, questa risulterà limpida. Finalmente il riso è pronto per essere cotto.
Cuocerlo nella pentola apposita la suihanki o in una tradizionale in acciaio lasciando il coperchio fino alla fine della cottura, 30-35 minuti
Se non si ha la formina, per dare la forma triangolare è possibile farli con le mani: mettere su un foglio di pellicola per alimenti 65 gr di riso cotto alla giapponese, serrarlo bene e dargli la forma triangolare, se risulta difficile si possono fare anche ovali.
E' importante farli quando il riso è caldo altrimenti non prendono bene la forma,







Li ho arricchiti con salmone affumicato e semi di sesamo tostati in padella per un tipo, e con pomodori secchi tagliati a piccoli pezzetti e passati in padella con della salsa piccante e spolverizzati con semi di papavero, l'altro.
Una volta data la forma il piu' triangolare possibile, li ho circondati quasi totalmente con una striscia di alga Nori. 
Per evitare crolli improvvisi, cosa che per fortuna non si è verificata. ho preferito "sdraiarli" , tranne uno, sul piatto da portata.




con questa ricetta partecipo all' appuntamento mensile con


sabato 27 settembre 2014

Riso pilaf con gallinella di mare al sesamo e peperoni caramellati


Ecco qua l'ultima ricetta per la sfida di settembre per l' Mtc. Ultima per davvero purtroppo,perchè domani è l'ultimo giorno utile per postare le proprie creazioni e siccome domani, sarà una giornata piena di impegni, ho dovuto/voluto concentrare le mie proposte in un unica giornata! E poi anche perchè le ricette "consentite" sono solo tre....una per i tre diversi modi di cucinare il riso che ci ha proposto/insegnato Annalena, che ringrazio perchè mi ha fatto scoprire un modo se non proprio nuovo di cucinare il riso, almeno mi ha fatto fermare un attimo a riflettere che come per tutto il cibo ci vuole "rispetto" e una "ritualità" nel cucinarlo. Che non basta buttare in pentola degli ingredienti per dire ho cucinato, ma che ognuno di loro si deve "sposare" con gli altri, in modo armonico, senza dissonanze e contrasti fastidiosi, un po' come nella musica. E io nelle ricette che ho sbirciato nel blog, ho trovato un'armonia di colori, sapori, consistenze, che mi ha lasciato davvero a bocca aperta!

Quindi, non potevo limitarmi ad una sola ricetta, con un solo metodo di cottura, ma ho voluto provare anche le altre due suggerite qui. Anche perchè l'ultima volta che ho mangiato il riso pilaf è stato tantissimo tempo fa, quando me lo ha cucinato la mia amica del cuore che è nata ad Ankara quindi, se non lo sapeva fare lei!!
E devo dire che, nonostante il tempo veramente risicato, è stato un piacere cucinare per me oggi. Due proposte, una dolce e questa... e ho anche avanzato il tempo per scegliere le foto e scrivere senza fretta il post, il che è tutto dire. Ma sto sognando o è vero?? Non mi sento per niente stanca, anzi, sono rilassata e soddisfatta per quello che ho preparato.
E stasera quando ritorna il consorte, troverà per cena un piatto un po' insolito e pure un dolcino....

Penso davvero che certe volte la cucina mi faccia da "terapia"....quindi grazie Annalena per aver proposto questo tema, che come ho già detto potrebbe sembrare banale ma che in realtà non lo è!

Ingredienti
  50 g di riso Basmati
100 ml di brodo di pesce
3 peperoni (giallo, rosso e verde)
1/2 cipolla
1 gamba di sedano
filetti di gallinella di mare
sesamo
olio extravergine di oliva q.b.
2 cucchiai di zucchero di canna
1 uovo

Esecuzione
Tritate la cipolla, metà dei peperoni e il sedano e fateli appassire in una padella dai bordi alti con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungete il riso e fate tostare per qualche minuto facendo attenzione a non farlo scurire troppo. Coprite tutto con il brodo di pesce e portate a bollore. Coprite e fate cuocere per 15 minuti fino a quando il riso avrà assorbito tutto il brodo, ed è sgranato, asciutto e un po' al dente. Lasciatelo riposare per 5 minuti.


Mentre il riso cuoce, passate i filetti di gallinella nell'uovo leggermente sbattuto e passateli nei semi di sesamo schiacciando delicatamente per farli aderire alla superficie. Metteteli in una pirofila con un filo di olio e fateli cuocere nel forno a 180° per 20 minuti.

Mentre il pesce cuoce tagliate a listarelle i peperoni messi da parte e fateli cuocere in una padella con poco olio di oliva fino a quando saranno morbidi. Aggiungete 2 cucchiai di zucchero di canna e alzate la fiamma per farli caramellare.

Impiattate e servite subito.



In alternativa potete riempire un peperone, cotto nel forno fino a quando si sarà ammorbidito, con il riso e servirlo come "contenitore"...



con questa ricetta partecipo al contest di settembre con


Tortino di riso bianco e al cioccolato con cuore fondente su cioccolato fuso e frutti di bosco....per una buona causa...


Questa volta sono proprio in zona cesarini! Già dopo la pausa estiva, la voglia di cucinare e l'ispirazione erano scemate di pari passo, tendenzialmente al negativo. Poi dopo aver letto il tema della sfida mi sono sentita persa che ho detto "si ciao...". Poi mi sono ripresa e ho cucinato la mia ricetta che tanta grazia che sono riuscita a farla visto che sono sempre in lotta con il tempo tiranno. Quindi mi ero messa il cuore in pace, considerandola l'unica per questo mese, anche se man mano mi venivano in mente delle idee papabili. E a furia di pensare, visto che non costa niente e lo posso fare anche quando sono impegnata in altre cose, mi sono rimessa ancora in gioco. Questo dolce è nato a seguito del misuramento della pressione del consorte, a seguito del mio malumore dopo che mi sono pesata, a seguito del mio calo ponderale di 1,4 kg e mi devo pur premiare no ?!, a seguito di una camminata in mezzo al verde per tenerci in forma, mentre spiegavo al consorte come lo avrei fatto e impiattato e per "colpa" di Annalena e l' Mtc.
Secondo la macchinetta misura pressione, quella del consorte era un po' ballerina tendente all'alto, quindi ha incominciato a mangiare cibi che lo aiutassero a tenerla un po' a bada. Tra questi aglio fresco e sott'olio, tanto che il Conte Dracula penso che stia al largo da casa nostra per sempre, ha incominciato a camminare per la sua salute, coinvolgendomi, visto che anche io devo dimagrire e anche il movimento aiuta, o forse sono stata io che in preda allo sconforto gli ho chiesto aiuto se no non riesco a dimagrire......ha comperato pure del cioccolato fondente "perchè fa bene".... quindi, perchè non unire l'utile al dilettevole? Cioccolato fondente piu' riso della sfida uguale tortino! No? Non va bene? Bè, a logica, se dimagrisco e poi mi faccio i dolcetti tanto vale! Pero' la sfida è cosi' intrigante e coinvolgente che non ho saputo resistere!
Allora diciamo che questo dolce è nato per una buona causa va là....si dai! C'è pur sempre il cioccolato fondente che fa sempre tanto bene.....

Cosi' stamattina all'alba, appena lui è uscito di casa, dopo una breve colazione, ho incominciato a cucinare, stando ben attenta a non tralasciare nessuno dei consigli/suggerimenti/regole che ci ha lasciato Annalena. Tranquilla, da sola, nel silenzio della casa, senza fretta. Stavolta senza musica di sottofondo. Io e i miei pensieri. A ruota libera.
Ho preparato tutto in bella vista, cosi' da non dimenticare niente, dal piatto alla tovaglia, insomma, ogni dettaglio, E come al solito, tanto per complicarmi la vita, non faccio un tortino di riso bianco e via. No! Inizialmente doveva essere solo di riso al cioccolato (che mi hanno regalato), ma era poco   (anche se poi, mi sono resa conto che ha avuto una bella resa e sarebbe bastato! E adesso ho un po' di tortini che girano per casa, e stasera quando il consorte ritornerà a casa... ehm... ) cosi ho pensato di farlo bicolore, sicuramente un po' meno banale, quindi con doppie pentole, doppio di tutto insomma, tranne che il tempo.... e peccato che quando ho scattato l'ultima fotografia e mi sono messa dietro a fare un'altra ricetta.. ( ebbene si... mi conoscete no? Mi metto a fare un sacco di cose assieme e il bello è che le porto tutte a termine, un po' morta, ma le finisco...mica normale vero?! ), insomma , apro il frigorifero per prendere gli altri ingredienti e noooooo!!! Non ho messo i frutti di bosco come decorazione del tortino! Riprendi il piatto, rimetti giu' la tovaglia che avevo riposto, prepara i frutti di bosco, la macchina che non si accende piu' , panicooo, la gatta che vuole salire ad annusare quello che c'è sul tavolo....la calma se n'è andata! . Ecco perchè c'è una foto "nuda" del tortino e un altra un po' piu' "vestita"! E già che c'ero, per ritrovare la calma perduta, mi sono concessa una piccola pausa..... un pezzetto di tortino tiepido, con il cuore fondente, accompagnato dal morbido cioccolato fuso e la freschezza dei frutti di bosco... una vera delizia!

Ingredienti
35 g di riso al cioccolato
50 g di riso bianco
1 tavoletta di cioccolato fondente al 72%
1 cubetto di cioccolato fondente al 75% da sciogliere
150 ml di latte per il riso al cioccolato
250 ml di latte per il riso bianco
2 uova ( 1 per quello bianco e una per quello al cioccolato)
10 nocciole
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero di canna (uno per riso)
1 bustina di vanillina
frutti di bosco misti (mirtilli, more, fragole)

Esecuzione
Scottate in due pentolini separati i due tipi di riso in acqua bollente per un minuto poi scolateli e sciacquateli sotto acqua fredda, quindi metteteli in pentola, sempre separate, coperti di latte bollente, con un cucchiaio di zucchero di canna a testa, e la bustina di vanillina solo in quello bianco.
Coprite e cuocete  sulla fiamma a fuoco moderato, per circa 30 minuti, fino all'assorbimento del latte e alla formazione di una crema densa che avvolge il riso e lo lega.
Lasciate intiepidire e aggiungete i tuorli. Dopo aver mescolato bene incorporate gli albumi montati a neve. al riso bianco aggiungete le mandorle tagliate a metà o intere, secondo i vostri gusti.



Io ho usato uno stampo di silicone per fare un tortino piccolo. Adagiate il riso bianco, fate un incavo e versate velocemente (perchè essendo morbido si "richiude" subito) un po' di riso al cioccolato. Mettete al centro un quadratino di cioccolato fondente  e ricoprite con altro riso bianco.


 Cuocete in forno preriscaldato per 30 minuti o fino a quando sulla superficie non si sarà formata una crosticina dorata. Sciogliete il cubetto di cioccolato fondente a bagno maria, versatelo sul piatto di portata, adagiate il tortino di riso e decorate con frutti di bosco o a piacere.....


o gustatelo al naturale.....


E visto che ha reso tanto sono riuscita a fare anche un tortino in uno stampo a cerniera di 20 cm, sempre con lo stesso procedimento.




e con altre forme di "prova".....




con questa ricetta partecipo al contest di settembre con




martedì 23 settembre 2014

Riso bianco e Venere con mazzancolle e seppioline al Brandy, vongole e filetti di gallinella di mare per l'Mtc


Dopo la lunga pausa estiva, che di estivo non ha avuto proprio niente, visto il tempo che ha fatto, eccoci di nuovo alle prese con le sfida per l' Mtc. Che come tema ha il riso.... si ma mica il "banale" riso come lo intende magari la maggior parte delle persone : in bianco, risotto, nella minestra, nelle arancine ecc...Questo è un signor riso! Nel senso che Annalena del blog Acuaqviva scorre, vincitrice della sfida precedente con la sua bellissima piadina, mi/ci ha fatto conoscere diversi modi per cuocere il riso, dandoci tanti consigli, cenni storici, tecniche e ricette stupende! E se andate a leggere il suo blog, potreste pensare che questa signora non sia italiana. Niente di piu' sbagliato! Ho avuto il piacere di conoscerla e trascorrere un po' di tempo con lei, insieme ad altre blogger, e questa signora minuta, dallo sguardo acceso, che sprizza energia e forza da tutti i pori, è una persona veramente speciale. Le sue ricette ci portano nel lontano Oriente, ci fa viaggiare attraverso le sue fotografie, i suoi fantastici piatti, i suoi racconti, i suoi consigli. Per questo dico che se il tema di questo mese poteva sembrare banale, in realtà non lo è. Come per tutte le tradizioni che vengono dall'Oriente, ad esempio quella della cerimonia del té, alla quale abbiamo assistito anni fa quando eravamo in Giappone, e mentre guardavo e partecipavo a tutta la cerimonia, mi sentivo in colpa per come a casa dicevo "mi faccio una tazza di té", e mi sembrava di aver compiuto un atto sacrilego, nel buttare la bustina nell'acqua bollente e via....anche per il riso, c'è una ritualità che per me lo eleva a cibo prezioso piu' di quanto non si pensi. Se si vuole approfondire la sua storia leggete qui.

E ora andiamo al dunque... quando ho letto il tema, conoscendo Annalena, mi sembrava strano che proponesse il riso senza qualche sorpresa dietro! Infatti, leggendo il regolamento della sfida, sono rimasta, prima rapita, per tutta la descrizione sulle tecniche di cottura, e poi sconfortata perchè mi sono detta che visto il non-tempo che avevo, e come andava cotto, non avrei fatto nemmeno una ricetta.... invece poi, leggendo e rileggendo, mi sono un attimo convinta che forse potevo realizzare qualche cosa, se non di strabiliante, almeno di gustoso.....
E come al solito, quando mi metto all'opera, man mano che proseguo nei lavori mi vengono in mente tante cose e comincio con le variazioni sul tema. Con il risultato che la mia cucina diventa un campo di battaglia e dell'idea iniziale che ho partorito magari è rimasto ben poco!
Ovviamente ho scelto il giorno meno adatto per mettermi a realizzare questo piatto, perchè ho dovuto portare alcune cose alla mia amica Alice che esponeva le sue creazioni alla "Festa sull'aia" di fronte a casa mia e poi avevo a pranzo mio fratello, cognata e nipotina, pero' era l'unico giorno nel quale potevo fotografare con la luce diurna una mia ricetta...cosi' mi sono detta...oggi riso per tutti e via!

Quindi, andando avanti e indietro alla festa ho iniziato a cucinare alle 10.30 e i miei ospiti arrivavano alle 11.30, con una creatura di quasi due anni che appena ti vede in cucina vuole subito mangiare!
E' stata una lotta contro il tempo, quattro padelle con i quattro tipi di pesce a cuocere, (togliere tutto il guscio, tranne la testa, e il budellino alle mazzancolle, perchè fa brutto vedere i commensali che litigano col guscio e si sporcano le mani e il resto si raffredda...) due tipi di riso....che uno potrebbe dire, già non hai tempo cosa ti metti a fare cose complicate....ma alla fine ce l'ho fatta e alle 12 in punto eravamo tutti a tavola!
Bene, per tutte le tecniche e procedimento di cottura delle altre ricette vi rimando al blog di Annalena

Per la mia ricetta ho riportato tutti i suoi passaggi.

Ingredienti
200 g di riso bianco
200 g di riso Venere
1 confezione di seppioline
1 confezione di vongole già sgusciate ( o quelle veraci col guscio che sono piu' coreografiche)
1 confezione di filetti di gallinella di mare
1 confezione di mazzancolle
brodo di pesce q.b.
salsa di soia q.b.
1 Bicchiere di Brandy
8 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
aglio q.b.

Esecuzione
Versare il riso in una ciotola capace, coprire con circa il doppio di acqua fredda e “sprimacciarlo” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.
Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire  con abbondante acqua, che dovrebbe a questo punto rimanere limpida, e lasciar riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti


Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso e coprire brodo di pesce  in pari volume o poco più (1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio) che superi il riso di circa 2 cm. per circa 20 minuti

Nel frattempo pulite le mazzancolle togliendo il guscio, tranne quello della testa e della coda. Con un coltellino affilato incidete la parte superiore e togliete il budellino nero sotto il getto delicato dell'acqua.
In un padellino dorate uno spicchio di aglio con un filo di olio extravergine di oliva, aggiungete le vongole e fatele cuocere a fuoco dolce per 5 minuti. Aggiungete una manciata di prezzemolo e lasciate coperto.
Sciacquate le seppioline, e mettetele in una padella nella quale avrete fatto dorare uno spicchio di aglio che poi toglierete. Aggiungete un bicchierino di Brandy e sfumatele. A fine cottura aggiungete una manciata di prezzemolo tritato. Lasciatele coperte fino alla fine.
In un altra padella passata con un filo di olio, fate cuocere i filetti di gallinella dalla parte della pelle. Quando sarà dorata, giratele e fate cuocere ancora per 5 minuti. Tenete coperto.

Scaldare in un pentolino l’aceto con lo zucchero e il sale e, quanto è tutto ben sciolto, spegnere e lasciar raffreddare.
Appena il riso è cotto trasferirlo su un piano di legno o in un’ampia ciotola dal fondo piatto, versarvi sopra l’aceto freddo e con un cucchiaio di legno a spatola bagnato mescolare il riso dal basso verso l’alto e dai lati verso il centro con grande delicatezza, fino a che il riso si è quasi totalmente raffreddato, si è profumato in modo uniforme ed i chicchi sono lucidi.
Coprire il riso con un canovaccio umido.

Mentre cuoce il riso bianco,ripetete la stessa operazione con quello nero e fatelo cuocere in acqua non salata. Scolatelo e conditelo con un filo di salsa di soia

Se i pesci si sono raffreddati troppo, date una scaldata velocissima: Aggiungete le vongole al riso bianco e mescolate delicatamente.

Impiattate aiutandovi con un coppapasta per tenere uniti i due tipi di riso. Adagiate i pesci che avete cotto in precedenza, mettendo per ultime le mazzancolle che avrete flambato con il restante Brandy e accompagnate con una ciotolina di salsa di soia

(La foto è sfuocatissima, ma dovevo scegliere se lasciare che la cucina prendesse fuoco o se era piu' importante il "fuoco" della fotografia....)


Questo è il risultato finale...total black per me......


e con sfondo bianco perchè mio marito ha detto che nero su nero non si capiva niente....


e i commensali hanno gradito... compresa la creatura quasi duenne!

con questa ricetta partecipo ala contest



domenica 27 aprile 2014

Risotto con fegato, cuore e durello di pollo con aceto balsamico


Questa è davvero l'ultima... sia perchè non ho più in casa niente di quinto quarto, o meglio, ho ancora una cervella ma è surgelata e non faccio più in tempo a cucinarla, poi la sfida è praticamente finita e poi perchè sono ampiamente fuori gioco e non vorrei attirare le ire delle giudichesse dell' 'Mtc !!
Sono andata sul liscio, i cuoricini e fegatini hanno riscosso successo, con la figlia ovviamente, ma ho messo anche il durello, che non aveva mai assaggiato.
Questo risotto lo faceva spesso mia mamma, e io ho il ricordo di questo risotto "scuro", e nell'aria il profumo del fegato che cuoceva insieme al risotto.
Altri momenti legati al passato li ho "sparati" tutti nei post precedenti. Chi dovesse sbriciare il mio blog, penserebbe che questo mese abbia solo mangiato frattaglie! Ma non è stato cosi'! Mi sono dedicata un po' di piu' a loro, sia per farle scoprire a mia figlia, sia per mangiarle finalmente io stessa.
Quindi vado subito al sodo, ringraziando Cristiana per aver avuto l'ardire di proporre un tema cosi' particolare, che magari inizialmente a qualcuno puo' aver fatto arricciare il naso, per poi scoprirsi artefice di una fantastica ricetta.
Personalmente non ho avuto nessuno schifo o remore a manipolare tutti i quinti quarti coi quali ho avuto a che fare. Non perché non abbia cuore, ma qui si innesterebbe una miccia, e ci si addentrerebbe in un labirinto senza uscita, di discorsi su se sia giusto o no cibarsi di certe cose ecc... che facevo nel mio primo post.
Quindi, senza volermene i vegani, vegetariani, animalisti ecc....che si sono imbattuti per sbaglio tra le mie ricette, e si sono magari inorriditi, questo mese mi sono sfogata con tutto cio' che di buono ed edibile è stato "sacrificato" dell'animale. Ricordando che una volta non si facevano cosi' tante storie, e che comunque, non credo proprio che l'uomo cambi cosi' radicalmente il proprio modo di nutrisrsi, evitando di mangiare carne di qualsiasi genere. Certo, una volta erano altri tempi ecc.... ma siccome non si smetterà di mangiare carne in un numero tale dal preservare la vita a tutti gli animali, se purtroppo è stato macellato, peccato snobbare o buttare tutto cio' che era.
E dopo essermi attirata brutalmente le ire di chi non la pensa come me...passo alla ricetta che è meglio!

Ingredienti
80 g di riso
cuore, fegato, durello di pollo
olio, burro q.b.
1/2 cipolla
1 bicchiere di vino bianco
grana grattugiato
brodo q.b.
topping di aceto balsamico

Esecuzione
Fate appassire la cipolla tagliata sottile in un po' di olio e burro. Aggiungete il riso e fatelo tostare. Aggiungete il bicchiere di vino e fatelo sfumare. Versate il brodo poco alla volta, aggiungendolo man mano che viene assorbito.
Aprite il durello ed estraetene il contenuto, Lavatelo bene e tagliatelo a listarelle sottilissime. Aggiungetelo al riso. Fate cuocere per un totale di 20 minuti, aggiungendo a 10 minuti dalla fine della cottura  il cuore e il fegato. Aggiungete una generosa manciata di grana grattugiato e impiattate versando un po' di topping di aceto balsamico.

Conversazione MADRE-figlia
"Che cos'è questo schifo?" (foto 1). " E' LO STOMACO DEL POLLO, TOCCA, SENTI COME È FATTO! GUARDA COME E' BELLO, QUESTE ANSE!"  "Non ci penso nemmeno. E' un Alien". E va di là..... "E' PROOONTO"..... Impiatto, (foto grande), fotografo in fretta altrimenti si raffredda, con l'idea di prendere qualche cucchiaiata dal suo piatto, visto che ne era avanzato giusto un cucchiaio in pentola. Mi giro a prendere la cucchiaiata avanzata, vado a tavola e......il piatto era già vuoto!!!! Persino l'aceto balsamico si è tirata su con la forchetta....no comment.....


con questa ricetta partecipo a

http://www.mtchallenge.it/2014/04/mtc-n-38-la-ricetta-della-sfida-e.html

e chissà la vincitrice cosa si inventerà di proporre questa volta!!!!

domenica 30 giugno 2013

Salade Carmen



l nome di questa gustosissima ricetta potrebbe trarre in inganno...infatti,trattandosi di insalata,uno pensa di trovarsi delle foglie di verdura con altri ingredienti ben combinati...Invece...c'è del riso,ma non è una semplice insalata di riso.C'è del pollo ma non è un'insalata di pollo.....cos'è allora? Un'esperimento?
Nooo...è stata tratta dal libro del grande innovativo e creativo "cuoco dei re,re dei cuochi" A. Escoffier,creatore tra l'altro della famosissima Pesca Melba,dedicata alla cantante lirica australiana Nellie Melba,ma questa è un'altra storia!
I primi passi nel campo della ristorazione li muove all'età di 13 anni, come apprendista nella trattoria dello zio a Nizza.A 19 anni si trasferisce a Parigi dove lavora e diventa poi capocuoco al Petit Moulin Rouge,diventato di gran moda e frequentato da personaggi illustri e famosi come il politico Léon Gambetta,il Principe di Galles e Sarah Brnhardt. Durante la guerra franco-prussiana divenne persino cuoco del Generale Mac Mahon
All'età di 30 anni apri' il suo primo ristorante a Cannes,Le Faisan Doré,riuscendo nel contempo a seguire i suoi clienti ed altri ristoranti parigini.
Nel 1884 fondo' e pubblico' riviste culinarie ma soprattutto inizio' la collaborazione con il grande César Ritz,fondatore della omonima catena internazionale di alberghi di lusso che sarebbe rimasta una delle pietre miliari della fama di entrambi e un'icona della Belle époque. Fino al 1888 gestirono insieme la stagione invernale al Grand Hôtel di Monte Carlo e quella estiva al Grand National di Lucerna.Diresse poi il Savoy di Londra e poi segui Ritz quando fondo' il proprio Hôtel Ritz a Place Vendôme, a Parigi, poi tornò a Londra come maître del Carlton, che Ritz aveva acquisito, e vi rimase fino al 1920.
A fianco di Ritz divenne un efficientissimo organizzatore e divulgatore della cucina francese nel mondo e della sua più alta specializzazione, quella del "saucier" (salsiere) e teneva pranzi dimostrativi c he si tenevano contemporaneamente in diverse città sulla base di un suo menu: nel 1914 le città interessate furono 147.
Morì a quasi novant'anni, a Montecarlo, quindici giorni dopo la moglie. Sosteneva che l'arte culinaria dovesse essere praticata con semplicità, valorizzando sapore e nutrimento dei cibi.

Questa è la vera storia della vita di questo grande cuoco. Ma com'è che è nata la ricetta? E perchè con questi abbinamenti? Perchè con questo nome?

Secondo me si è ispirato all'opera di Bizet, Carmen....ascoltate questa splendida,anche se vecchia interpreatzione,quindi con un audio un po' "antico"....della grande Callas!
e un po' di storia....
Spagna. Carmen,la sigaraia,è coinvolta in una zuffa e viene arrestata da Don Josè,il giovane brigadiere che sua madre vorrebbe far fidanzare con la semplice Micaela.Lui si lascia affascinare da Carmen che danza un' Habanera e la lascia fuggire dal carcere e per questo viene punito.Si rivedono e lei lo convince a disertare,nonostante lei sia attratta anche dal torero Escamillo. Don Josè la segue sui monti insieme agli altri contrabbandieri,ma nessuno dei due è felice.Arriva Micaela che convince Josè a ritornare al paese dalla madre morente.Arriva anche Escamillo e i due innamorati si sfidano a duello,divisi da Carmen,che ormai pensa al torero.Josè segue Micaela ma giura vendetta a Carmen.La scena finale si svolge a Siviglia a Plaza de toros,il giorno della corrida ed Escamillo entra trionfante nell'arena.Ignorando i consigli delle amiche Carmen incontra Josè che la supplica di ritornare con lui.Lei rifiuta e gli getta addosso l'anello che le aveva donato.Mentre la folla applaude Escamillo vittorioso,Josè,accecato dall'ira,uccide Carmen e si consegna ai gendarmi.

e ora veniamo alla mia libera interpretazione....condivisibile o no....
Escoffier è francese e l'opera è in lingua originale francese su libretto di Mérimée. Si parla di amore tumultuoso,la figura di Carmen è una voluttuosa e sensuale sigaraia. L'amore è rosso, il drappo del torero Escamillo è rosso e il peperone arrostito che suggerisce nella ricetta è rosso.Tolta la pelle rimane morbido come un drappo.Ma con un gusto che conferisce al piatto un sapore particolare.
Il riso è un elemento importante nella Paella,cosi' come il pollo. E la paella è spagnola.Come Carmen.
Quindi,Escoffier,ha realizzato questa ricetta pensando a Carmen,al suo amore voluttuoso,smorzato dal bianco del riso,saporito dal pollo speziato....

Ingredienti
In parti uguali (io ho fatto 100 gr): peperoni rossi, petto di pollo, pisellini, riso,burro.
1 spicchio di aglio
olio aceto sale pepe senape e dragoncello tritato

Esecuzione
Arrostite sulla griglia il peperone e togliete la pelle. In una padella fate dorare il petto di pollo tagliato a tocchetti.Cuocete i pisellini "all'inglese",cioè facendo colorire leggermente uno spicchio di aglio con il burro,aggiungendo i pisellini e una tazzina da caffè di acqua fino a quando saranno teneri.Fate cuocere il riso in acqua salata e scolatelo bene.
In una ciotola condite tutti gli ingredienti con olio aceto sale pepe senape e dragoncello tritato.
La mia proposta è quella di servirla come vedete nella fotografia:
Adagiate un coppapasta nel piatto e riempitelo senza schiacciare troppo.Decorate con cuoricini di peperone realizzati con l'apposito stampino o come meglio desiderate

Un mix di sapori veramente interessante!!

martedì 28 maggio 2013

Taieddhra con anguilla marinata e le verdure che le spettano...o anche...l'Ultima Taieddhra di primavera....


....eh si...come tutte le cose anche questa avventura è giunta al termine...ohibo'!!
I riferimenti di questa ricetta mi sono balzati nella mente cosi',spontanei....visto che è davvero l'ultima taieddhra che cucinero' per MTChalleng, perchè il tempo scade proprio oggi,mannaggia,e anche se ho in mente altre versioni,mi manca proprio il tempo materiale e andrebbero tutte fuori concorso.Nulla toglie di proporla prossimamente....imparata una ricetta cosi buona...chi la dimentica piu'!!

Avete in mente quel film vecchiotto tristerrrrimo che si intitolava L'ultima neve di primavera? Ecco,io e la mia amica Luciana,quando eravamo ragazzine e andavamo all'oratorio su in montagna durante le vacanze,ci sciroppavamo film stile questo,e poi Quando la neve imbianca i capelli,Incompreso...non aggiungo altro!!!
Cosi',per una concomitanza di analogie,come nel gioco del domino o delle parole ecco nato il titolo...visto il freddo cane di questi giorni,e sulle montagne che si vedono dalla mia finestra si vede la neve...ecco che mi è venuto in mente il film...saremmo anche in primavera,quindi l'altro riferimento c'è....ho sostituito neve con taieddhra,decisamente piu' confortante!
E l'altro titolo...e tutte le verdure che le spettano è una frase che dice il mio amico Marco,quando si va magari a mangiare fuori e il cameriere chiede se quello che ha ordinato lo vuole con questo o con quello...e allora lui serafico e senza scomporsi risponde...con tutto quello che mi spetta!! Ahahaah
E io ho fatto lo stesso quando a Roma, in un locale siculo DOC , ho ordinato il pani ca meusa....e la signora mi ha chiesto ma lo vuole completo? Io da ignorante,non sapendo che cosa prevedesse questo completo ho risposto...si...con tutto quello che mi spetta! e lei si è fatta una sonora risata!!!!

Bene,inquadrato il motivo del titolo,che ha già occupato mezzo post....veniamo a noi e alla nostra ricetta....
Immagino che le altre tiellatrici saranno alle prese con le ultime creazioni,visto che tutte noi siamo un pozzo di idee e vogliose di coinvolgerci l'una con l'altra in questo progetto. Mi sembra di vederle...verdure da una parte,squame di pesce dall'altra,chicchi di riso sparsi quà e là...macchina fotografica al collo!!
A mezzanotte il sipario calerà su questa lunga carrellata di portate,su questo lunghissimo spettacolo della fantasia e della cucina in nome di un sano e coinvolgente divertimento.
E stasera,quando ormai si saranno spenti i riflettori,andro' simbolicamente a casa di ognuna di loro,a leggermi con calma e a volte spanciandomi dalle risate,tutto quello che hanno scritto.
Uno spettacolo che ci ha visto rappresentare questa ricetta in lungo e in largo per la nostra penisola e anche oltre...piu' giu'....piu' giu'...piu' su...piu' su.....Ognuna con la propria personalità,esperienza,tradizione,
pazzia,audacia...ma che spettacolo è venuto fuori! Alcune addirittura hanno concesso il bis e il tris e repliche su repliche.....addirittura chi, piu' o meno inconsciamente ha presentato le sue creazioni,sforando le regole e andando fuori concorso,ma non per questo si è lasciata intimorire o demoralizzare...una di queste son proprio io con le mie quattro ricette!!! ....de coccio sono....ahahahahha
Uno spettacolo che hanno cercato di boicottare lanciando fischi e metaforici pomodori e a volte offensivi commenti alla volta di questa o quella ricetta,in nome di chissà quale cosa chiamata Tradizione da difendere.
Ma che nonostante tutto non ha subito nessun contraccolpo o defezione tra le partecipanti. Se inizialmente ci han potuto dare fastidio alcuni commenti fuori luogo,questi non ci hanno fatto passare la voglia di divertirci e proporre ricette spaziali e pazzescamente fantasiose,anzi...ci hanno caricate ancora di piu'!
Bè,io mi sono fatta un'idea tutta mia...a parte che il blog è mio e lo gestisco io,ma non per questo dissacro le ricette delle altre regioni o paesi.Sono abbastanza intelligente e colta da sapere fin dove posso spingermi,ma altrettanto audace e pazzerella di permettermi di fare voli pindarici ed evoluzioni,in tutta tranquillità e onestà.
Se poi a qualcuno non piace quello che propongo e cucino io...che non bussi piu' alla mia porta! Anche se a dire la verità si è....autoinvitato!!!!
La cucina è arte,è amore,è fantasia,è sentimento,è audacia,è intelligente tradizione. Ma siccome si sa,ognuno di noi ha le proprie tradizioni familiari,il proprio vissuto, che si porta dentro nel cuore e nella mente da quando è piccina,è plausibile e accettabile che la ricetta che faccio io puo' essere leggermente diversa da quella che fa la mia cugina o la vicina di casa e cosi via....chi puo' dire che i miei tortelli di zucca son quelli veri veri e quelli della signorina Palmira mica tanto?Chi sono io per affermare una cosa del genere?
La base della ricetta è quella,ma poi vuoi per il momento storico,vuoi per la reperibilità degli ingredienti,vuoi per le influenze familiari...e non mi riferisco alle malattie contagiose...ecco che nasce una versione leggermente diversa..e cosi via...nel tempo....tramandata a voce o scritta su fogli che ci son giunti ingialliti e un po' sgualciti ma che hanno un significato particolare e profondo perchè parla della nostra famiglia!
Quindi...detto cio'....non vedo l'ora di allestire il prossimo spettacolo!

Per questa versione ho pensato di utilizzare la buonissima anguilla marinata che abbiamo acquistato quando siamo andati con i nostri amici a Ferrara e Comacchio,appunto quello del tutto cio' che mi spetta!
Per dare piu' sapore al piatto ho grigliato tutte le verdure che ho utilizzato e poi ho proceduto
all'assemblaggio del piatto come le volte scorse e come ci ha insegnato Cristian nella sua Taieddhra di famiglia.
Il gusto dell'anguilla marinata è risultato veramente interessante,decisamente spettacolare nell'insieme! Infatti la prossima volta voglio provare a farla con i "pesit"...quei pesciolini fritti messi in carpione..avete presenti...quelli che uno tira l'altro da tanto son buoni???

Ingredienti
300 gr di riso Roma
   4 patate
  2 zucchine
  1 melanzana
  4 pomodorini ciliegino
cime di rapa
 50 gr formaggio grattugiato (metà grana e metà pecorino)
olio extravergine d'oliva
anguilla marinata
2 spicchi di aglio

Esecuzione
Lavate e stufate le cime di rapa in una padella con l'aglio e l'olio extravergine,senza scolarle dall'acqua di lavaggio e senza aggiungerne altra.In questo modo no si disperderanno le vitamine nell'acqua di cottura. Lavate e tagliate le altre verdure a fette non troppo sottili.Grigliatele separatamente.
Il riso va messo a crudo insieme agli altri ingredienti......
Nei cocci,io individuali,fate una base con le patate (foto 2),aggiungete un pugno di riso (foto 3),le melanzane e il riso (foto 4),le zucchine e il riso (foto 5),l'anguilla (foto 6),le cime di rapa (foto 7),i pomodorini (foto 8),
coprire con il riso (foto 9) e con le verdure (foto grande). Riempite di acqua fino all'ultimo strato di verdure.


Cuocete per 1 ora a 180°....e il risultato è questo.....


E sulle note della coinvolgente Ouverture del  Il barbiere di Siviglia,saluto e mi complimento con tutti i miei compagni di viaggio,che sono saliti su questo palco,dando luogo ad uno spettacolo unico ed entusiasmante!
Ci vediamo al prossimo spettacolo...con tante idee e l'audacia che ci contraddistingue,con tutta la voglia che abbiamo di imparare e divertirci....non vedo l'ora di riallestire tutto quanto!!! Ciao belli/e!!!!

questa è la mia ultima ricetta per la sfida di