La cucina.Luogo dove sperimentare e perfezionare.Ogni piatto è legato a un ricordo della mia infanzia,di un viaggio o semplicemente a un momento condiviso in allegria.Dove anche un semplice piatto di pasta ha un sapore sublime. Perchè la sapiente combinazione di ingredienti e amore per cio' che si sta cucinando crea un sapore e un ricordo unici.Come la sapiente combinazione di note e interpretazione di Musicisti e del Direttore d'Orchestra creano una Musica che ti porti nel cuore.Per sempre.
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domenica 4 gennaio 2015
Capodanno con amici...tra comodità, menu' alternativi, ricordi, piccole sorprese e nessuna voglia di salutarci.....
Ricordo che quando eravamo giovani, io e i miei amici, quelli storici della compagnia della palestra di basket dove anche io avevo giocato, l'amica storica del Conservatorio, e gli amici degli amici, dei piu' disparati corsi Universitari, già ad agosto, pensavamo a cosa fare e dove andare l'ultimo giorno dell'anno, come se dovessimo scegliere chissà quale meta, e invece si sapeva già la destinazione. Si pensava a quale menu' preparare, e quello ci portava via un bel po' di tempo ed energie per decidere cosa e chi lo doveva fare....E quando si avvicinava il giorno fatidico, ecco che ci prendeva una frenesia, perchè sapevamo di passare una bellissima giornata con amici e morosi/morose. Allora ecco che la carovana di auto, migrava da Milano in quel di Cusano Milanino, che sembrava fuori dal mondo, direzione casa di Luca, carichi di borse, borsoni, porta abiti, come se dovessimo stare in quella casa chissà per quanti giorni, invece che di una sola notte!
Una volta arrivati in questa casa gelida, portavamo tutte le pietanze nella cucina, noi ragazze, mentre i ragazzi parlavano del piu' e del meno, insomma facevano un po' i cavoli loro. E una volta apparecchiata la tavola e sistemate decorazioni, posti e fatto sparire sacchetti e sacchettini, noi ragazze, che eravamo arrivate rigorosamente sportive, in jeans o tuta, sparivamo in una delle camere da letto e ci cambiavamo d'abito. Uscivamo da li completamente trasformate. Se prima eravamo abbigliate con scarpe da tennis, mollettoni che raccoglievano i capelli, struccate e molto alla buona, ora uscivamo su tacco alto, calze velate, abitini succinti che in quella casa gelida ci stavano come non mai, ma facevano scena e si sopportava, truccate e profumate con i capelli come usciti dal parrucchiere. Un rito. Perchè andavamo nella sala da pranzo dai nostri morosi, accolte da un coro di Ooohhhh.....e poi si iniziava a cenare, qualche gioco di società, il conto alla rovescia, baci abbracci e auguri, qualche petardo scoppiato dal giardino,un attimo di abbiocco sul divano e poi all'alba, tutti a nanna, in posti di fortuna. Ma cosi' contenti di stare vicini vicini. E il giorno dopo, di nuovo in piedi, a mangiucchiare gli avanzi o a bere solo un té...mi continuano a rammentare che io ero l'unica della compagnia che alzata per colazione avevo il coraggio di mangiare la torta pasqualina della sera precedente...e poi, una volta sistemata la casa, si ritornava a casa, un po' rintronati ma felici!
E questo rituale si è protratto per anni e anni. Sempre uguale ma sempre desiderato e vissuto fino in fondo.
Poi ovviamente la vita ci ha portato un po' altrove. Siamo cresciuti, alcuni un po' dispersi. Ma sono convinta che tutti abbiamo sempre nei nostri cuori il ricordo di questa giornata. Con alcuni non ci si frequenta piu' come prima, ma ci si sente per telefono qualche volta.
Con due amici invece ho tenuto i contatti da allora...sono gli amici del cuore, quelli che senti un giorno si e un giorno anche. Quelli che ci sono sempre. Quelli che se per caso non li puoi sentire, li messaggi o sai che comunque sono sempre li. E con loro abbiamo trascorso un fantastico ultimo dell'anno. Non ci sono stati cambi d'abito, trucco e parrucco. Non ci sono stati tacco 10, calze velate e minigonne. Siamo stati sobrissimi. All'insegna della comodità e della naturalezza. Abiti normali e ciabatte.
Qualcuno puo' inorridire davanti a tutto cio', leggendolo come segno di trascuratezza, di poco rispetto verso l'un l'altro, di sciatteria....ma eravamo veramente cosi' rilassati e a nostro agio!!! Diciamo che per una volta non abbiamo voluto strafare, esagerare e sentirci "obbligati" a vestirci con abiti tirati e sciccosi, ma di preferire la semplicità. L'involucro dorato ma che sta un po' stretto, fa proprio brutto. L'involucro semplice, con tanta spontaneità e tanta serenità dentro, lo fa sembrare il piu' bell'abito mai confezionato.
Avevamo bisogno di trascorrere il tempo insieme nella piu' completa semplicità, naturalezza e serenità. Perchè è stato un anno difficile per tutti. Per svariati motivi....lutti, salute che fa un po' cilecca, figlie che se ne vanno di casa...qindi il morale non ü che fosse dei piu' alti.... ma siamo riusciti con la presenza di tutti noi, a trascorrere ore preziose e fantastiche!
E sulla tavola, sobria, con segnaposto semplici, pietanze "alternative" e un po' "fuori tema".... Non siamo state ad impazzire a cucinare dall'alba tartine, canapè, sformati, patè o altre leccornie. La mia amica ha espresso buttandolo li' cosi', il desiderio di mangiare la polenta taragna... e allora nel nostro menu' sono comparsi dei semplicissimi salatini, girelle di pasta di pane con pollo e verdure, I miei cantucci al gorgonzola che avevo assaggiato fatti da lei, presi da una ricetta su Giallo zafferano, polenta taragna concia, cervella fritta, desiderio del mio amico, e poi insalate fresche e varie a base di valeriana, avocado, frutta secca, frutta fresca.....il tutto condito con tanta voglia di stare serenamente insieme senza affanni, senza paura di soufflè che si ammosciano, cupole di muffins che non si gonfiano e chissà quale altra "disgrazia" culinaria!!
E dopo il brindisi, baci abbracci e auguri, il lancio delle lanterne che hanno una magia e che regalano un'atmosfera particolare, ancora qualche chiacchiera e poi tutti a nanna.
E il mattino dopo, una leggera colazione, cosi' contenti di essere ancora insieme! E un piccolo regalo da parte nostra, una chiavetta che vedeva raccolte le fotografie dei piu' bei momenti passati insieme. Da fidanzati, sposati, con le famiglie che crescevano, feste trascorse insieme...momenti irripetibili raccontati come la sequenza di un film, con tanto di musica e didascalie..... e io, che già avevo pianto non so quanto e come, mentre lo preparavo, quando lo abbiamo visto tutti e quattro...bè....ci siamo stretti in un abbraccio cosi forte scoppiando a piangere come non mai. Passato questo momento cosi' toccante, ci siamo ricomposti, anche se io in cuor mio, mi sentivo "strana", con un amore verso i miei amici, che si poteva quasi toccare con mano tanto era presente!
Ci siamo rimessi a tavola a pranzo, a piluccare un po' di "avanzi", piu' che altro per la voglia di stare insieme fino all'ultimo momento. E poi a malincuore, il momento è arrivato. Gli amici se ne sono andati, e ho cominciato a sistemare la casa....nel mio cuore e nella mia mente, il ricordo di un capodanno diverso, per tanti motivi. Con la speranza che l'anno nuovo sia un pochino migliore e sereno rispetto a quello appena concluso....
Cantucci al gorgonzola e noci
Ingredienti per 30 cantucci
250 gFarina 00
50 g Burro
Sale, Pepe, Noce moscata q.b.
60 g Noci sgusciate
60 g Pinoli
150 g Gorgonzola dolce
100 g Parmigiano reggiano grattugiato
2 Uova
1/2 bustina di Lievito per dolci
Esecuzione
Per realizzare i cantucci al gorgonzola iniziate a tostare i pinoli: ponete sul fuoco una padella e tostate i pinoli mescolando di frequente per evitare che si brucino . Lasciate raffreddare i pinoli e poi poneteli insieme alle noci in un mixer e tritateli grossolanamente per pochi istanti, non si devono sminuzzare finemente. Poi procedete a formare l'impasto per i cantucci: su di una spianatoia ponete la farina e il lievito setacciati formando la classica fontana. Versate al centro il parmigiano reggiano grattugiato , salate, pepate e aromatizzate con una spolverata di noce moscata grattugiata. Unite anche il burro ammorbidito e il gorgonzola.
Iniziate ad amalgamare gli ingredienti impastando a mano, poi unite le uova intere e proseguire ad impastare per incorporare le uova ,per ultimo unite le noci e i pinoli tritati . A questo punto formate con l’impasto due filoncini lunghi all'incirca 30 cm . Trasferite i filoncini su una placca da forno coperta con carta forno e fate cuocere per 20 minuti in forno statico caldo a 190° (oppure in forno ventilato a 170° per 15 minuti circa).
Trascorso questo tempo estraete i filoncini , fateli raffreddare qualche minuto e procedete a tagliarli in diagonale per ricavare dei biscotti (ovvero i cantucci) di circa 1-1,5 cm. Disponete i biscotti ottenuti di nuovo sulla placca e fate "biscottare" in forno statico preriscaldato a 170° per circa 10-15 minuti (oppure in forno ventilato a 150° per circa 5-10 minuti). Estraete i cantucci al gorgonzola , lasciateli raffreddare e poi serviteli.
Polenta concia
150 g farina di grano saraceno tipo fine
350 g farina gialla fioretto
sale q.b.
2 l. acqua
formaggi: casera, alpeggio, taleggio, gorgonzola q.b. o altri formaggi a piacere secondo i gusti
burro q.b.
Esecuzione
Portate ad ebollizione l'acqua, salatela e versate a pioggia le farine mescolate tra di loro, mescolando con la frusta facendo attenzione a sciogliere eventuali grumi. Fate cuocere per un'ora circa, mescolando ogni tanto, fino a quando la polenta si staccherà dal bordo della pentola.
(Io con le mie pentole, ho mescolato con la frusta, poi ho chiuso la pentola con il coperchio e ho lasciato cuocere senza mescolare per circa un'ora. Ho scoperchiato, dato una rimestata e ho impiattato la polenta nei cocci alternandola con i cubetti di formaggio. Terminate con i formaggi, una noce di burro e mettete in forno, anche spento, fino al momento di servire
Cervella
Cervella
1 uovo, farina q.b.
olio per friggere (io Olio per friggere Friggi Topazio )
Esecuzione
Alcuni la passano nel pangrattato,nell'uovo leggermente sbattuto, e poi ancora nel pangrattato. Io l'ho vista sempre passare nella farina, da mia mamma....
Lavate la cervella e togliete delicatamente la pellicina che la ricopre. Infarinatela, passatela nell'uovo leggermente sbattuto e poi ancora nella farina e friggetela in abbondante olio per friggere
Scolatela su carta da cucina e salatela
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sabato 5 luglio 2014
Grzanka z mozdzkiem - Crostino di pane con cervella
Lo sapevo....meglio tardi che mai, ma che peccato! Che cosa?! Ma che mi sono accorta solo ieri che il lungo viaggio in giro per l'Europa, termina proprio domani, con la tappa in Polonia....avevo sbirciato qua e là le regole e le ricette di questo bellissimo itinerario, ma per mancanza di tempo e pensando che fosse complicato ho desistito, e mi sono persa veramente in un bicchier d'acqua.
E anche questa volta volevo gettare la spugna, ma poi mi sono detta, ma si dai, per curiosità, guardiamo che ricette ci sono in Polonia....e ho trovato questa fantastica ricetta proprio qui...ho deciso che non me la potevo lasciare sfuggire anche questa volta!
In pratica avevo in casa tutti gli ingredienti, si, anche lei, proprio lei, la cervella, adorata da alcuni, schifata da molti....che aspettava di essere mangiata prima o poi! E che stanziava nel freezer in attesa di essere tolta dal suo stato di ibernazione e finalmente gustata. Io la adoro, fin da piccola la mangiavo, i miei fratelli la schifavano ed io ero ben contenta perchè me la potevo mangiare tutta io! Ovviamente da piccola, bollita con un po' di limone e olio, da grande, fritta.....e che mi piace proprio tanto lo possono testimoniare le mie proposte che trovate qui, qui, e qui.... e ora con la Polonia, ho scoperto che non è solo bollita o fritta la sua fine, ma cotta e servita su deliziosi crostini di pane croccante.
Quindi, anche se arrivo ultima....pazienza....oggi ho gustato la mia adorata cervella in un modo veramente semplice e gustoso.....provare per credere!
Ingredienti
Pane per toast
300 g di cervella di vitello
sale,pepe,
2 tuorli
prezzemolo
pangrattato
1 cipolla
Esecuzione
Tagliate il pane secondo la forma desiderata. Pulite la cervella e scottatela in acqua bollente salata con un po' di aceto per 5 minuti. Tritate la cipolla e soffriggetela nel burro. Aggiungete il pangrattato (non essendoci nessuna dose nella ricetta originale, ne ho messe tre manciate) e fate saltare ancora per qualche minuto. Tagliate la cervella a cubetti e amalgamatela nel composto appena preparato nella padella. Amalgamate con i due tuorli e farcite il pane. Infornate a 180 per 10 minuti. Sfornate e guarnite con il prezzemolo.
Con questa ricetta partecipo all'iniziativa Abbecedario culinario della Comunità Europea Abbecedario culinario della Comunità Europeache per le ricette della Polonia è ospitato da Anna del blog Cucina precaria
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sabato 26 aprile 2014
Testina d'agnello arrosto con patate
Per quanto riguarda la cervella non ho avuto problemi, già la conosco sia come gusto che consistenza, ma la testa proprio no. Cosi mi sono armata di pazienza e una volta cotta ho tagliato quello che era attaccato all'osso, la guancia e tutto quello che mi sembrava edibile.
Accompagnato da patate passate in padella con salvia e rosmarino, devo dire che mi è piaciuto. Pero' a ripensarci, magari Alice un assaggio di guancia lo avrebbe dato!
Questa è stato per me il piatto piu' "azzardato". Niente di che, solo semplicemente cucinata arrosto, perchè già è "strano" mangiare certe cose, ma ho voluto lasciarle il piu' naturali possibili per gustarne tutto il loro originale sapore. Ho visto di quelle ricette con ingredienti che farebbero rabbrividire anche Hannibal, e che "coraggiose e intraprendenti" ragazze hanno cucinato sempre per la sfida dell' Mtc e che Cristiana dovrà giudicare! Comunque sia, penso che assaggerei volentieri ogni ricetta che ho visto proporre! Sono curiosa per natura e propensa a nuovi gusti...magari mi posso spingere anch'io un po' oltre, perchè no??!!
Ingredienti
1 testina d'agnello
patate e cipolla q.b.
salvia, rosmarino,sale
olio extravergine,burro q.b.
Esecuzione
Lavare bene la testina. In un tegame fate sciogliere un filo di olio extravergine e una noce di burro. Fate stufare la cipolla tagliata a fettine sottili e aggiungete la testina intera aperta a metà. Aggiungete la salvia e il rosmarino.Fate cuocere fino a quando la carne sarà ben rosolata e dorata.
Tagliate le patate a rondelle e passatele in padella con un filo di olio, con salvia e rosmarino. Quando saranno tenere spegnete e lasciatele al caldo.
Estraete con delicatezza la cervella, tagliate tutta la carne, salate e servite con le patate.
con questa ricetta partecipo a
giovedì 24 aprile 2014
Gusci di pasta matta con ripieno di cervella...alias "Capsule lunari modello X File.....
E questa è l'ultima ricetta per la sfida dell' Mtc, che ha visto protagonista un ingrediente per alcuni disgustoso, per altri buonissimo, il Quinto quarto, voluto da Cristiana del blog Beuf a la mode, vincitrice della scorsa sfida. In questa, non ci siamo risparmiate proprio niente! Tutte le frattaglie commestibili inimmaginabili, sono state acquistate, cucinate e gustate, o divorate, dipende dal grado di gradimento del pezzo....avrei voluto essere una mosca e vedere la faccia dei macellai di tutto lo stivale e no, alla richiesta dei migliori quinti quarti disponibili! E se potessero comunicare tra di loro, sicuramente si domanderebbero del perchè, il mese d'aprile, c'è stata un'impennata di richieste di pezzi, che prima non se li filava nessuno o quasi.....
Ho visto ricette straordinarie, ho letto post pieni di aneddoti, ricordi che ci han portato tutte lontano nel tempo. Evidentemente, chi piu' chi meno, nella sua infanzia, adolescenza e oltre, ha avuto a che fare con nonne, mamme e zie che cucinavano le frattaglie, come se fosse una cosa normale, senza farsi troppe domande, una pietanza che si mangiava, perchè no??
E anche io sono ritornata indietro nel tempo, raccontando in lunghissimi post, quello che era un piccolo ma grande spaccato della mia vita.
Se qualcuno leggendo ha alzato gli occhi mormorando "noooo, ma quanto scrive queeeesta??", o addirittura saltando pari pari e andando al sodo della ricetta, poco mi importa. Perchè la cucina è anche storia. Storia del territorio, storia di un periodo vissuto, storia di un ricordo. E non solo il fatto meccanico di preparare e impiattare. Quando una cucina, oltre a farlo per un piacere personale, lo fa anche come un gesto di affetto nei confronti dei commensali. E se ha dovuto "spignattare" magari fin dal giorno prima, alla fine guarda soddisfatta come mangiano con gusto cio' che ha portato in tavola.
E in tutte le sfide per l' Mtc, ho partecipato con tanta "partecipazione" emotiva, anche con ricordi personali. Sono cosi. Ogni ricetta che propongo non è fine a se stessa, ma ha un filo invisibile che mi lega al passato.
E mai come in questa sfida, un po' "sofferta" da parte mia, visto che non è che fossi in gran forma, ho notato una partecipazione cosi grande di ricordi esternati che ci hanno fatto conoscere un po' piu' a fondo. E condividere con un altro spirito questa avventura insieme.
Come ho già detto io adoro le frattaglie, quindi è un dilemma decidere quale ricetta far entrare nella rosa delle cinque!! Ma le regole sono regole. Sinceramente non ho mai partecipato con la frenesia di vincere, perchè per me l'importante è partecipare. Ovvio, se avessi vinto in precedenza o vincero' in futuro, mica mi dispiacerebbe. Ma questo atteggiamento sereno e "distaccato", non competitivo nel brutto senso del termine, mi fa "gareggiare" con uno spirito assolutamente tranquillo.
Per questo le mie ricette sono semplici, di famiglia, azzardate e inventate, a volte cosi' banali da passare quasi inosservate di fronte a ricette cosi' spettacolari. Ma il bello di questa avventura e dei blog in genere, è che ognuna di noi è diversa e cucina come è, con la sua esperienza, personalità, fantasia.
E siccome ho tre ricette che andranno fuori gara, ho dovuto fare la conta per decidere quale postare....forse le altre lo avrebbero meritato di piu', chi puo' dirlo!
Ma ho deciso questa, perchè è la piu' semplice ma simpatica. Perchè il giorno che ho cucinato la cervella ne ho preparate due versioni. E con la pasta matta avanzata dalla precedente ricetta, ho pensato di fare questi piccoli bocconcini. Un'idea per un aperitivo, o per dirla piu' ganza, un finger food, che puo' contenere qualsiasi cosa. Che mi sono venuti cosi bellini bellini, gonfi, dorati e croccanti che mi sono complimentata con me stessa!! Ahahah
E ne ho preparati pochi, dal momento che la cervella piace solo a me ma...ho fatto i conti senza l'oste, come si suol dire. Infatti quando ne ho fatto assaggiare uno ad Alice....uhm.....alla fine ce li siamo dovuti contendere!!! "Con le capsule è mangiabile, libera no"..... è stata lei a soprannominarle cosi!
Prima si schifa e poi mi ruba le frattaglie dal piatto!!
Ingredienti
Cervella
1 uovo
farina, burro q.b.
topping di aceto balsamico
100 g farina
50 g acqua
un cucchiaio di olio extravergine
sale q.b.
Esecuzione
Per la cervella e la preparazione della pasta matta procedere come descritto qui.
Stendete la sfoglia, adagiate un bocconcino di cervella fritta. Ripiegate la pasta sul ripieno e con uno stampo per ravioli rotondo create le forme, che spennellerete con un po' di latte 8 o se preferite di uovo leggermente sbattuto)
Infornate a 180° per 15/20 minuti o fino a quando saranno gonfi e dorati. Servite su un letto di lattuga e gocce di topping di aceto balsamico.........
con questa ricetta partecipo a
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domenica 20 aprile 2014
Frolline di pasta matta con bocconcini di cervella su confettura di limoni
Cervella day...e finalmente ce l'ho fatta a preparare le frolline!! Non ci ero riuscita a farle con le cialde di grana, qui, ma questa volta...quando mi metto in mente di fare una cosa la faccio.
Altra versione di questo fantastico piatto del mio ricordo....in piccole monoporzioni da gustare in un sol boccone. Il croccante della pasta, il morbido della cervella, accompagnata da un velo di marmellata di limoni. Un piatto che alcuni trovano disgustoso e che invece io apprezzo alla grande.
Sempre per il motivo spiegato qui, e che non mi chiamo nè Lavinia o Lucrezia, e se fossi stato maschio di sicuro mi sarei chiamato Piermaria, Ludovico, Piersilvio, Giangaleazzo....e come ho già raccontato qui, la cervella ha accompagnato i pranzi della mia infanzia/giovinezza, e quella dei miei fratelli che fortunatamente non apprezzavano, morale, me la mangiavo tutta io!
E la mia mente torna indietro nel tempo.....e a proposito di nomi, comunque, mi è andata proprio bene! Eh si, perché se vi elenco i nomi del parentado di origine mantovana e dintorni....c'è da mettersi le mani nei capelli! Partendo dalla mamma che si chiama Romilda, la nonna Cornelia e il nonno Armando e fin qui....poi c'erano lo zio Alceo e la zia Neva, la zia Cleonice e lo zio Remo, la bisnonna Amelia, la zia Ardiglia e lo zio Mario....non erano proprio i miei zii diretti, ma io li chiamavo cosi lo stesso. Poi ci sono una serie di nomi "normali" dei miei zii, altri parenti acquisiti e dell'albero genealogico discendente che grazie al cielo ha nomi meno "importanti" e la cosa buffa è che le tre prime cugine, mia mamma, Cleonice e Neva, sono rimaste incinte nello stesso periodo e tutte e tre bimbe siamo state chiamate Antonella! Potremmo sembrare "gemelle" se io non avessi deciso di nascere settimina!! E gli altri due figli della zia Cleonice hanno la stessa età dei miei fratelli!! E ci siamo sempre considerati cugini, anche se non eravamo tali. Che storia né!!!!
E io adoravo la Zia Cleonice, per tutti Nice, perché potevo giocare con la mia omonima "cugina" e anche perché aveva un bellissimo negozio di alimentari in via Pomponazzi che aveva l'insegna con scritto Posteria. Quando entravi in quel negozio, sentivi un odore particolare, tipico di quei negozi. Solo chi li ha frequentati sa cosa voglio dire, sa com'è quell'odore. E quando arrivava la Pasqua era una festa grandiosa, perché il giorno di Pasquetta andavamo tutti insieme a fare il picnic e a fare la narcisata, che pero' essendo proibiti da raccogliere, tornavamo a casa con borsate piene di insalata matta! E la zia Nice portava tutte le cose che preparava in negozio, dagli affettati ai nervitt, (i nervetti) che io adoravo! L'insalata russa, le uova sode, i "pesitt" (i pesciolini) fritti, la giardiniera...
il tutto appoggiato sui traballanti tavolini pieghevoli, che racchiudevano le quattro sedie pieghevoli di stoffa impermeabile, che se ti muovevi un po' di piu', rovesciavi tutto e cadevi pure! Ma che meraviglia di giornata che passavamo!
Poi le cose cambiano, ci si crea una nuova famiglia e tutti gli impegni annessi, ci si perde un po' di vista, alcune tradizioni si perdono, e i picnic rimangono un ricordo indelebile nella memoria con tanta nostalgia!
Cià, veniamo ala ricetta.....
Ingredienti
per la pasta matta:
100 gr farina
sale un pizzico
50 ml di acqua
un cucchiaio di olio extravergine
cervella
un uovo
farina, burro q.b.
confettura di limoni
Esecuzione
Pulite e preparate la cervella come spiegato qui.
Preparate la pasta matta mescolando tutti gli ingredienti e lasciandola riposare 30 minuti coperta in una ciotola. Tirate la sfoglia e con l'aiuto di un coppapasta ricavate delle basi che metterete in pirottini di silicone. Fate cuocere per 15/20 minuti.
Togliete le frolline dagli stampini, riempitele con un leggero velo di confettura d limone e adagiate un bocconcino di cervella fritta.......
con questa ricetta partecipo a
venerdì 18 aprile 2014
Spiedini di cervella fritta con pomodorini glassati e cipolle borretane e mele caramellate al brandy e zenzero
Cosa? Perchè?...Boh a Rho... "Non mi piace, hai piu' di 100 battiti, fatti venire a prendere da Rino, anzi,gli voglio parlare. Adesso ti faccio il foglio di accompagnamento e li avverto che ti mando là"....Ussignuuuur!!!
Cosi mi faccio venire a prendere, alle 18 varco la soglia del pronto soccorso, bollino giallo, paziente 345, flebo, elettrocardiogramma e via....Rino lo spedisco a casa tanto è lunga! Flebo di antidolorifico perchè nel frattempo mi è venuto un mal di testa da piangere, una di gastroprotettore, pressione, radiografia, uh ma non finivo piu'! Alle 2.30 del mattino secondo esame a distanza di 8 ore, altra attesa, io continuo a stare male, ma gli esami sono a posto e non si sa cosa ho....alle 4.15 lascio il pronto soccorso, con le mie belle aritmie, senso di peso sul cuore e cappio al collo. Elenco di esami, che ovviamente essendo prenotati con il "servizio sanitario nazionale" in parole povere "con la mutua", i tempi sono biblici...."Signora, ma lei è per caso ansiosa e stressata?"...Mi viene da ridere. Ormai, quando non sanno da cosa dipende qualche cosa, dicono che sei stressata e morta li. Vero è che sono sotto pressione da molto tempo, ma questi sintomi li avevo anche prima di trovarmi cosi incasinata! Boh...
Penso, ohhh, ma se mi ricoverano ciao sfida!!! Il mio quinto quarto fa i capricci !!! E invece eccomi qua, a casa, in malattia forzata perchè io mica volevo stare a casa. Mi sento molle come un fico, anzi, come una cervella, è vero, non mi sento molto in forma, ma siccome non sono mai stata una lamentosa, pian pianino faccio le mie cose. E poi ormai avevo ordinato la cervella, mica potevo lasciarla al macellaio!
Cosi, mentre Rino e Alice sono fuori casa, mi cucino la mia cervella, cosi non vedono niente e non si lamentano!
E mentre la pulisco, me la guardo e penso a che miracolo della natura è questa massa molle, con queste sue anse e tagli profondi che sembrano canyon e non mi fa nessuno schifo.E penso a quando la mamma la cucinava per me e i miei fratelli, io la adoravo e i miei fratelli proprio non ne volevano sapere di mangiarla. Ovviamente non la cucinava fritta, ma bollita condita con un filo di olio e qualche goccia di limone. E io che imboccavo mio fratellino, al primo segno di disgusto e voltafaccia, urlavo alla mamma in cucina "Mammaaaa, non ne vuole piuuuu'" " Mangiala tu allora" e senza farmelo ripetere due volte me la divoravo prima che diventasse fredda! Anzi, ad essere sincera, non insistevo nemmeno e quasi quasi non gli offrivo il primo boccone!! Ahahah
E quando sono ritornati a casa, avevo già finito di friggere e subito, appena hanno messo il naso dentro la porta hanno esordito con un bel "Ma che puuuuzzaaaa! Ma cosa hai fatto!?" Alice si avvicina al piatto dove c'erano i bocconcini fritti e dice "Uh ha fatto le frittelle di mela, ne posso assaggiare una?" La mia perfidia avrebbe voluto dire di si, ma poi, pensando che quel prezioso bocconcino sarebbe stato sputato e sprecato in un nanosecondo, ho detto che erano bocconcini di cervella. "Per fortuna non l'ho messo in bocca, ma che schifoooo!".
Meglio, stasera solo per me questa delizia, anzi mi hanno chiesto addirittura se potevo mangiare prima, cosi non vedevano quello che ingurgitavo...non ho parole....e ora veniamo alla ricetta...
Ingredienti
1 cervella
1 uovo,farina q.b.
pomodorini ciliegia, cipolline borretane q.b.
1 mela
un bicchierino di brandy
zucchero,zenzero e burro q.b.
Esecuzione
Tagliate la mela a cubetti e fatela cuocere in un padellino antiaderente con una noce di burro. Sfumate con il brandy, aggiungete un po' di zucchero e di zenzero grattugiato. Spegnete e lasciate al caldo.
In un tegame antiaderente, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete i pomodorini e dopo qualche minuto un po' di zucchero. Fateli glassare e spegneteli tenendoli in caldo.
Pulite la cervella dalla pellicina, sotto il getto al minimo dell'acqua corrente, Asciugatela, tagliatela a pezzetti
passateli nella farina, nell'uovo sbattuto e nuovamente nella farina.
Fatela friggere in abbondante burro, scolatela, salatela leggermente.
Assemblate gli spiedini, alternando i pomodorini, un bocconcino di cervella, una cipolla e gustatela cosi' o accompagnata con le mele caramellate
con questa ricetta partecipo alla sfida di
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