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Visualizzazione post con etichetta biscotti. Mostra tutti i post
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domenica 10 aprile 2016

Biscotti di frolla montata



Fantastico! La sfida marina di marzo, lanciata da Anna Maria Pellegrino è stata vinta da Dany & Juri del blog Acqua e Menta, Lasciamo il mare e affrontiamo una sfida golosa.
Eh si, Mtc ha un sapore dolcissimo questo mese! Quale? Quello dei Biscotti!
Felice? Si e no....Si, perchè adoro i biscotti, quelli fatti in casa, intendiamoci. No, perchè in teoria sarei a dieta, e dovrei metterlo anche in pratica! Non che sia in stratosferico sovrappeso, ma mi ballano 7 kg di troppo, che fanno la differenza per la mia salute, sia fisica che mentale, dal momento che anche se sto attenta a quello che mangio, non cambia niente....cosi' mi viene un nervoso!!
Colpa del metabolismo bradipico, della menopausa, del dopo Pasqua, delle colleghe che compiono gli anni e che portano torte come se non ci fosse piu' un domani, e visto che sto attenta a quello che mangio, che male vuoi che faccia una fettina di torta.......boh...ma anche questo mese, si attenta alla mia dieta.
Cosi, letto il regolamento, che prevede la possibilità di cimentarsi in tre preparazioni differenti....anche se la gola, la voglia di imparare nuovi impasti, la curiosità della loro riuscita, mi fanno fare mila e mila programmi...c'è la voce della coscienza che mi "obbliga" ad una scelta soltanto. Anche perchè ho solo questo fine settimana a disposizione per realizzare la mia ricetta...Quindi, ho optato per un impasto che non ho mai provato: quello della frolla montata di Leonardo di Carlo.
Letto tutti i preziosi consigli e vista la stupenda infografica della Dany....


...mi sono messa all'opera.
Ad essere sincere, volevo andare "sul sicuro" con la pasta frolla tradizionale, quella che conosco, ma quando ho letto che Leonardo di Carlo, consigliava di tenere l'impasto al fresco per 10/12 h, già ero fuori tempo massimo dalla mia disponibilità. Cosi' mi sono lanciata con l'altra scelta, dove l'impasto andava utilizzato immediatamente.
Comincio a preparare l'occorrente, a pesare gli ingredienti e...il burro non mi basta.
Prendo la macchina e corro subito al supermercato che è abbastanza vicino a casa, ed esco col panetto di burro. Cerco la farina (Rino, c'è la farina W 130/150, se per caso decido di fare quel tipo di biscotti? Si c'è, l'ho comperata, è nel mobile)...la farina aveva un'altra W!!!! Riprendi la macchina e ritorna al supermercato...un'altra persona avrebbe lasciato perdere. Ma io no. Quando mi metto in testa di fare una cosa...
Finalmente, con tutti gli ingredienti presenti e pesati, mi metto ad impastare. Riesumo persino la mia pistola sparabiscotti, cosi' mio marito non deve piu' lamentarsi che impiccia, che non la uso piu', che spesa inutile...voglio dimostragli che per questi fantastici biscotti è ritornata utile!
Bella contenta, comincio a riempirla, scelgo il disco per farli a forma di margherita, ghirlanda e stella, ma...non mi funziona. Abbastanza contrariata, tolgo l'impasto dalla pistola e riempio una sacca da pasticcere e comincio a realizzare i miei biscotti ai tre gusti diversi.
Dopo aver conciato la cucina come un campo di battaglia, eccoli qua, caldi e profumati.
Devo pero' essere sincera e farmi un'autocritica. Il gusto è buonissimo, ma se dovessi rifarli, e sono sicura che li rifaro', devo ricordarmi di lasciarli un po' piu' "cicciosi". Cosi', anzichè realizzarne 50, quanti ne sono usciti, ne escono di meno, e meno sottili. Avendo paura che si gonfiassero durante la cottura, sono rimasta piu' scarsa nello spremere l'impasto. Ma sbagliando si impara, e queste sfide servono per imparare e mettersi alla prova. Nonostante cio', sono veramente soddisfatta.
Tre diverse forme e gusto: ho aggiunto la buccia di mezzo limone biologico passata al mixer, la buccia di mezza arancia biologica anche quella passata al mixer e un cucchiaio di semi di lavanda, pestati grossolanamente nel mortaio. Attenzione a non esagerare con questi, altrimenti si corre il rischio di avere in bocca un sapore "da profuma biancheria"...
Certo, con la sparabiscotti sarebbero state piu' precise ed originali, ma io sono ugualmente contenta!

Ingredienti (per 50 biscotti "sottili")
105 g di zucchero a velo
208 g di burro a 18°-20°C
250 g di farina debole W 130/150
62,5 g di uova intere a 20-22°C (circa un uovo e un tuorlo)
buccia di mezzo limone e arancia biologici tritati finemente
1 cucchiaio di semi di lavanda

Esecuzione
Mescolare o montare leggermente con la frusta la materia grassa con sale e aromi. Unire lo zucchero e montare leggermente la massa. Aggiungere poco per volta le uova. Inserire in più volte la farina e lavorare fino a completo assorbimento.
Dividete il composto in tre parti uguali e aggiungete gli aromi


Amalgamateli bene al composto e utilizzatelo immediatamente realizzando le forme desiderate, con l'aiuto di una sacca da pasticcere. Cuocete a 140° per 15/20 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare su una gratella.




con questa ricetta partecipo alla sfida n. 56 di Mtc

                                            

sabato 21 febbraio 2015

Le macine....di casa mia.....



Tutte le volte che in passato comperavo i biscotti di quella marca che trasmette le pubblicità con le famiglie sempre cosi pomposamente e assurdamente iperfelici, gioiose subito appena sveglie belle fresche e riposate, che saltellano agili e scattanti appena giu' dal letto, o magari anche se hanno passato una notte completamente in bianco hanno un sorrisone stampato in faccia perchè tanto ci sono quei biscotti magici che ti tirano su, nel mulino in mezzo alla campagna, dove c'è sempre il sole, spighe di grano che ondeggiano nel vento....ritagliavo come Sarah, che ci ospita nel suo blog per il gioco The recipe-tionist di febbraio, gli ingredienti dalle confezioni, ripromettendomi di provare a rifarli. Cosa che puntualmente non ho mai fatto. Ma quando ho visto che tra le ricette da scegliere c'erano le famose macine, che non ho mai avuto il tempo/coraggio di fare, bè, ne ho approfittato subito!
Devo dire che il risultato in pratica è uguale alle originali, quindi, mi sa che prossimamente, visto che ho rotto il ghiaccio, come si suol dire, le riproporro' per le nostre colazioni o merende.
Anche se mio marito, che non è molto amante dei biscotti, o meglio, va a periodi, dopo che ne ha assaggiata, ha esclamato...uhm...troppo burro...poco zucchero....e continuava a mangiarle...quelle piu' grosse, i cuoricini, quelle normali....dimostrando cosi che poi alla fin fine non erano nè troppo burrose nè poco dolci...ahahah
E stamattina, con la sveglia che è suonata alle 5.15 anche se è sabato, la giornata è freddissima e piovosa, quindi l'umore non è dei migliori e promettenti.....per fortuna c'erano le mie macine a portare un po' di dolcezza e colore dorato sulla tavola della colazione....non abitero' in un mulino bianco circondato da fluttuanti spighe dorate, cieli azzurri e sole splendente, non balzero' mai giu' dal letto cosi' scattante e aitante,  ma almeno stamattina mi sono regalata un piccolo burroso peccato di gola home made!



Ingredienti per circa 900 g di biscotti:
500 g di farina 00
200 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero a velo
50 g d fecola di patate
100 ml di panna fresca
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
1 uovo

Esecuzione
Lavorate a crema il burro con lo zucchero a velo, aggiungete l'uovo, la panna e l'estratto di vaniglia e mescolate con cura. Setacciate insieme la farina, il lievito e la fecola e aggiungeteli al composto precedente con un pizzico di sale. Mescolate, quindi mettete a riposare in frigorifero per una ventina di minuti. Stendete l'impasto in una sfoglia di circa 1 cm e con l'aiuto di un tagliabiscotti formate le vostre macine. Con gli "scarti" del buco sono usciti dei piccoli cuoricini......


Infornate in forno, in modalità STATICO e già caldo a 180°, per 10-12 minuti.



con questa ricetta di Sarah partecipo al contest di febbraio per


martedì 9 dicembre 2014

Biscotti di grano saraceno con zafferano, miele e frutta secca...per un Natale diverso, tra ricordi lontani, pensieri e molto altro....


Tutti gli anni, con l'arrivo delle festività ecco puntuali che ritornano stati d'animo contrastanti. Momenti di euforia da togliere il fiato, che ti fa sgranare gli occhi come un bambino curioso e non stare piu' nella pelle, si alternano a momenti di malinconia indescrivibile che ti fa piangere anche per un nonnulla e ti fa venire voglia di essere lontano da tutto e da tutti, e che finisca in fretta questo periodo.
Guardo le luminarie che addobbano le vie brulicanti di gente alla ricerca di un regalo possibilmente utile, ma anche con queste passo dall'allegria alla malinconia alla stessa velocità della luce.
Passa una pubblicità sul Natale ed ecco che la sua musica o canzone mi fa stringere il cuore e salire le lacrime agli occhi.
E allora mi fermo un attimo a pensare, e se chiudo gli occhi, i miei pensieri ritornano indietro come se stessi facendo ritornare all'inizio una vecchia cassetta....mi rivedo bambina, quando con emozione scrivevo la letterina a Gesu' Bambino che abitava in Via del Cielo n. 1. Ma che non mi portava mai il dono che avevo richiesto e non avevo mai il coraggio di chiedere il perchè. Per capire poi che Via del Cielo n. 1 non esisteva, e che i doni li comperavano mamma e papà e per quello non arrivava mai quello che avevo chiesto. Che anche se era poco, era sempre troppo rispetto alle possibilità economiche. Ma non c'era nè il tempo, nè la voglia, nè l'azzardo di fare capricci. Quello era e basta. Non per cattiveria. Ma per quei motivi che per un bambino sono distanti anni luce e non sfiorano nemmeno i suoi giovani pensieri.

E alla fine non mi importava nemmeno piu' di tanto mi sa, perchè tutto andava avanti come se niente fosse. La cosa che mi piaceva di piu' e che aspettavo con gioia, erano i pranzi che si facevano con i nonni, zii e cuginetti. Le lunghe tavolate, con piatti di fumante brodo con i ravioli di carne o con i tortelli di zucca. E il bollito con la verdura cotta che era servita per fare il brodo e il cotechino che facevano gli zii mantovani che avevano i campi e le bestie. Un Natale povero di portate, ma ricco di sapori. E quando ero piu' grandina, anche io aiutavo la mamma a fare i ravioli, alla mattina all'alba, a mettere un pochino di ripieno sul quadrato di pasta sfoglia fatta a mano, e uno in bocca, uno sulla sfoglia e uno in bocca..."Muchela de mangià chel basta no" (Smettila di mangiare che poi non basta...ma non era vero perchè ne preparava sempre di piu'....)

Ma poi col passare del tempo le cose sono cambiate. Ognuno si è creato la propria famiglia, giovani vite che prendono il posto di quelle dei "vecchi". Famiglie allargate che portano a tour vorticosi di qua e di là per non fare torto a nessuno.
Potrei andare avanti all'infinito con i miei ricordi che sono infiniti, ma ho dovuto avvolgere la cassetta fino ai giorni nostri. Quest'anno il mio Natale sarà diverso....ricco di colpi di scena, di euforia ma anche profonda malinconia....e se da una parte sono contenta, dall'altra sono spaventata e anche rassegnata.
Colpo di scena con paura per come si puo' evolvere la situazione e con quella dose giusta di gioia per il gesto coronerà la giornata di Natale, è quello che vede protagonisti noi tre fratelli con rispettivi e rispettive consorti e figlie che vanno dai 26 mesi ai 22 anni, e un padre che è rimasto assente per 26 anni. Che non ha conosciuto le nuore e nemmeno una delle nipoti. Che lo scorso anno ha espresso ai medici che lo avevano in cura, il desiderio di rivedere i propri figli. E dopo una lunga ricerca, quei figli sono stati trovati e messi di fronte ad una realtà crudele da lasciare senza fiato. Con i fantasmi del passato. Con tante domande senza risposte. Ognuno con il suo bagaglio di dolore e di ricordi. Un padre che ricordavamo cosi' come ci aveva lasciati, e che abbiamo ritrovato vecchio,solo, seduto su una sedia a rotelle perchè senza gambe. Che si ricordava ancora di noi e che ha rispolverato ricordi che sembravano cancellati ma che invece erano solo sbiaditi dal tempo, impolverati da quella patina di oblio che ci ha accompagnato fino a poco tempo fa. Che ci ha lasciato ammutoliti e ognuno cercava un segno negli occhi dell'altro. Per trovare un po' di coraggio. Per avere una risposta. Per ritrovare un attimo di conforto e di respiro dopo quello che avevamo visto. Perchè ci ha cercati dopo tutti questi anni? Che cosa vorrà mai? Lo fa perchè si è ravveduto o per convenienza?
Un padre che avremmo potuto ignorare nei suoi appelli e richieste, ma che invece non ne siamo stati capaci. Ed ecco che allora, dimentica e dimentichi del grande male, non fisico, che ci ha fatto, il giorno di Natale lo passerà insieme a noi e ai nostri consorti e alle nipoti, che nel frattempo ha conosciuto. Un gesto che è nato spontaneo e che abbiamo "assecondato" senza tante remore e ripensamenti. Perchè forse è cosi' che sta scritto che deve andare.
Non so come sarà vissuto questo momento. Da parte nostra sicuramente, lascerà un segno diverso nei nostri cuori e pensieri. Da parte sua, chissà se si accorgerà del tempo che ha perso, di quello che non ha vissuto, dei compleanni e feste che non ha mai condiviso.
Ma forse non è nemmeno questo il tempo delle domande e dei perchè. Sarà una giornata forse all'inizio un po' "imbarazzante" nei gesti, visto che è come se fosse il primo Natale che trascorriamo insieme e viste le sue condizioni fisiche. Un Natale che avremmo voluto trascorrere insieme anche lo scorso anno, ma che per motivi di salute non è stato possibile. Brutti momenti che mi hanno fatto dire "Non puoi andartene adesso, non ora che ci siamo ritrovati. Non puoi farci questo!" E poi la graduale ripresa, che ha stupito anche i medici....
Ma poi ci penseranno l'affetto e le parole delle nipoti, che sicuramente vivranno in maniera piu' spontanea e libera da pensieri, la vicinanza di questo nonno, sbucato all'improvviso. L'unica nota stonata in questo concerto di emozioni, sarà l'assenza della mamma che ha preferito non essere presente.


E sarà una giornata doppiamente "provante", dal momento che questo sarà forse l'ultimo Natale che nostra figlia passerà con noi, dal momento che andrà a vivere da sola in un'altra città....e pure questo mi lascia attonita e senza fiato. Non sono la mamma chioccia, non ho il cordone ombelicale ancora attaccato, ma....anche se una sa che prima o poi questo momento arriverà, si rende conto di non essere mai pronta. E allora mi sovviene la poesia di Khalil Gibran I figli.... ma non è che mi conforti poi tanto!

E visto che a quanto pare le emozioni non arrivano mai col contagocce ma sotto forma di valanga, questo ponte di S.Ambrogio, insieme ai nostri amici, siamo andati a Mantova e Ferrara. E mi sono voluta fermare a Pietole, dove ricordavo vivono ancora i miei zii, quelli del cotechino. Quelli che avevano i campi e le bestie. Quelli che fino a quando ho avuto una decina d'anni, andavamo a trovare con la nostra Fiat 500 color sabbia e ritornavamo in città con i prodotti della campagna. In realtà sono gli zii di mia mamma, quindi per me sono acquisiti. Ma l'incontro è stato un po' una carrambata....io che non sapevo la via, siamo passati sulla piccola strada e guardando le cascine che trovavamo sul nostro cammino, l'ho riconosciuta subito e ho sentito un tonfo al cuore. Cosi' come l'avevo vista da piccola. E quando mi sono presentata, sciorinando una parte di albero genealogico per farmi riconoscere, si sono commossi e ci è mancato poco che mi mettessi a piangere pure io! Ma non volevo avere nessun tipo di cedimento. Non questa volta. Erano troppo commossi e dopo un grande abbraccio e bacio, li ho salutati con la promessa di ritornare con mia mamma, la loro vera nipote....

Cosi', in questo turbinio di emozioni, attendo che arrivi il giorno di Natale. Non mi immagino di come sarà. Ho imparato che niente è come vogliamo che sia. Non sempre. Quindi vivro' alla giornata, assaporando ogni istante che passerà e che mi sarà regalato. Non so se ricevero' qualche regalo. So di quelli che faro'. Ma il regalo piu' prezioso, quello che faremo e riceveremo, non ha prezzo. Ha solo un nome o forse tanti nomi. So di sicuro che lo ricorderemo come uno dei Natali piu' speciali della nostra vita, dall'infanzia ad oggi. Sicuramente sarà un regalo importante per una persona che per anni lo ha passato per scelta con altre persone e poi da solo. Ma non ci sarà posto per i perchè, per le domande e per le spiegazioni. Ci saranno solo i nostri sentimenti e i nostri sguardi a parlare. E la voce del nostro cuore. Che per un momento ha dimenticato. Perchè forse è giusto che sia cosi'. Perchè forse , da qualche parte, era scritto che doveva finire cosi.....

E per questo meraviglioso contest, volevo preparare un piatto della tradizione, di quando ero piccola. Ma ho pensato di fare questi biscotti per dare un briciolo di dolcezza in piu' a tutto quanto. Perchè in fin dei conti questo Natale sarà speciale.
Come il sapore dei biscotti: il sapore rustico del grano saraceno, i pistilli di zafferano che colorano d'oro il latte, il croccante della frutta secca che a sorpresa trovi tra un morso e l'altro, e il delicato aroma del miele di Girasole che ho appena comperato....e alla fine una nevicata di zucchero a velo, come una polverina magica che porta sorrisi e leggerezza nel cuore.
Questi sono un'anteprima di quelli che sfornero' per i miei cari. Undici sacchettini a testimonianza che li ho preparati con il cuore per le persone che dal mio cuore non ci sono mai uscite e mai ci usciranno.

E anche a tutti voi....buon tutto!

Ingredienti
200 g di farina di grano saraceno fine
120 g di farina bianca
120 g di zucchero di canna
120 g di burro
    1 uovo
    1 bustina di lievito per dolci
    3 cucchiai di latte
1 pizzico di zafferano in pistilli
1 cucchiaio di miele di Girasole
6 noci, una manciata di mandorle e una di nocciole

Esecuzione
Mescolate lo zucchero con l'uovo fino a farlo diventare leggermente spumoso. Non diventerà gonfio e bianco come con lo zucchero bianco, ma si gonfierà leggermente.
Aggiungete il burro sciolto a temperatura ambiente. Scaldate leggermente il latte e aggiungete i pistilli di zafferano. Mescolate bene e versatelo nel composto. Versatele due farine alle quali avrete aggiunto il lievito e mescolate. Aggiungete la frutta secca tagliata non troppo finemente.
Dovrete ottenere un panetto compatto ma morbido. Stendete l'impasto tra due fogli da carta forno, appiattite delicatamente con il mattarello non troppo sottile.
Con gli stampini desiderati date le forme e adagiatele su una placca rivestita con carta forno.


Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Sfornateli, fateli raffreddare su di una gratella e spolverizzateli con zucchero a velo


Ecco il biscotto leggermente croccante fuori ma morbido dentro...........





con questa ricetta partecipo al 1° contest interamente dedicato alla cucina delle feste, organizzato dall' AIFB



venerdì 19 settembre 2014

Terme Euganee e dintorni....cronaca di un viaggio tra benessere, cultura, enogastronomia e vittorie inaspettate con gli amici foodblogger di Aifb , l'epilogo



Questa è la ricetta dei cantucci che ha vinto all'evento organizzato dall' Aifb e che trovate raccontato qui, qui e qui, perchè dal momento che non ho il dono della sintesi, ho diviso il mio resoconto in quattro parti!! Anche perchè abbiamo trascorso quattro giorni cosi ricchi di eventi, ed era impossibile raccontare il tutto in poche righe e poche foto! E comunque sia, lo spazio non è stato abbastanza...ho dovuto tagliare e correggere e scegliere tra tante bellissime fotografie che testimoniano questi giorni passati insieme ad altri amici foodblogger che hanno condiviso con me momenti di relax,cultura e gastronomia.

A questi cantucci, tipici della tradizione toscana, io e Aurora abbiamo dato il titolo "Il cantuccio va sui colli" e si differenziano dagli originali, per alcune variazioni sul tema ....come ha spiegato ai giudici Aurora quando abbiamo presentato la nostra ricetta "Al posto del burro c’è l’Olio Extravergine di Oliva Rasara dei Colli, un olio lento, fruttato, morbido e discreto. L'aggiunta del fior di sale, il sale a fiocchi che non si scioglie nell’impasto, ma resta incastonato in piccolissimi cristalli nell' impasto del cantuccio, in onore dell'area dei Colli Euganei e nello specifico del territorio termale di Montegrotto, e al posto del Vin Santo, lo abbiamo accompagnato al Fior d’Arancio, il sapido e leggero Moscato Tardivo dei Colli Euganei D.O.C.G."
E come tutte le volte che si reinterpreta una ricetta della tradizione, viene guardata con "sospetto e circospezione", ma nonostante l'originalità e "l'azzardo", ha strappato il primo premio, come citato nell'articolo su Il mattino di Padova !


Ingredienti per 800 g di biscotti:
450 g di farina + q.b. per la spianatoia
220 g di mandorle sgusciate
190 g di zucchero
50 g di olio extravergine di oliva
3 uova intere biologiche + 1 tuorlo
3 cucchiai di marsala
8 g di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di fleur de sel

Esecuzione 
Preriscaldare il forno a 180°, disporre le mandorle su di una placca e tostarle per 5 minuti. Salarle con il fleur de sel, e lasciarle freddare. In una terrina sbattere 2 uova intere+1 tuorlo con lo zucchero, fino a renderle spumose. Unire a filo olio evo e marsala, quindi incorporare la farina setacciata con il lievito. Unire le mandorle salate all'impasto, badando di non perdere i fiocchi di sale durante la lavorazione. Formate dei filoncini larghi 3 cm, spennellarli con l'uovo rimasto, disporli su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere a 180° per 25 minuti circa. Sfornare i filoncini e con un coltello a lama liscia tagliarli a fette leggermente diagonali di 1,5 cm circa di spessore. Disporre nuovamente nella teglia, quindi cuocere per 10-15 minuti, fino alla doratura, e lasciar raffreddare su di una gratella. Conservare i cantucci pronti in una scatola di latta a chiusura ermetica.

La ricetta originale la potete trovare qui


 Questi sono alcuni momenti immortalati durante la preparazione dei cantucci.....




 

e che nella concentrazione della preparazione ci siamo dimenticate di fotografare!



 E per ultimo, ma solo per chiudere questa carrellata di eventi....la mitica "Compagnia delle Terme"....

Un grazie ad Aifb per averci dato l'opportunità di condividere insieme tutto questo, e un grazie a tutte le persone che hanno trascorso con me questi giorni indescrivibili. In senso orario: me stessa, perchè sono riuscita a ritagliarmi uno spazio tutto mio, nonostante il periodaccio, senza sentirmi in colpa per aver lasciato fuori dai miei pensieri casa e lavoro,  l' Aurelia delle Ova Afffrittelate che ci ha fatto morire dal ridere, cosi' serena, ma caspita che Donna, con la quale, a mollo nella piscina, ho condiviso un po' di puzzle della mia vita e lei della sua, con una naturalezza che sembravamo amiche da sempre, la riccioluta Anna, anche lei vulcanica e con la quale ho condiviso pensieri e sensazioni perchè ci sentivamo in perfetta sintonia, la " Prof " Antonella, con la quale ho trascorso le ultime ore a Padova in attesa del treno, parlando di tutto, scuola, ricette, pensieri cosi' pacata nonostante la particolarità della sua professione che per me è una missione!  la tenera, timida e simpatica Daniela dalla chioma rossa che si nascondeva ad ogni foto ma qui non ci è riuscita! che ogni cosa le faceva spalancare gli occhi dalla felicità ,la rassicurante, dolcissima e materna "Nonna Sole" Solema, cosi' pacata nei modi ma grintosa q.b.,  Juri, l'unico uomo della compagnia, il moroso di Daniela, che insieme fanno una coppia cosi determinata e tenera, di due gran belle persone, la giovanissima, fresca e spontanea  Francesca che mi ha lasciato a bocca aperta per la sua professionalità e conoscenza sul miele, Aurora, altra giovane e fresca ragazza, molto a modo, con la quale ho condiviso la cucina e insieme abbiamo vinto, Cinzia, che già conoscevo, cosi' preparata, raffinata, e sempre con una buona parola nei tuoi confronti, e la nostra Presidentessa Anna Maria, sempre con il sorriso sulle labbra e sprizzante di energia da tutti i pori.....persone arrivate da regioni diverse, anche lontane tra loro, cosi diverse di età, carattere, pensieri ed esperienze professionali e di vita, ma tutte cosi' felici di stare insieme, semplici, spontanee e desiderose di raccontarsi che è difficile spiegare a parole il sentimento" che ci ha legato. Visti da fuori potevamo sembrare amici da sempre.
Mi auguro di passare ancora momenti cosi' sereni insieme. Ma se cosi non fosse, ne serbero' il ricordo per sempre nel mio cuore. Quindi grazie per avermi fatto sorridere e imparare.....e .....davvero #beatenoi.....










sabato 9 novembre 2013

Pan dei morti o biscotti di novembre?


Se non fosse per gli splendidi colori che ci regala questa stagione, con sfumature incredibili,che sono un colpo al cuore e una gioia per gli occhi,macchie di colori che vanno dall'ocra al senape,dal rosso al mattone,dal verde al marrone che fiancheggiano le strade e i sentieri di montagna,i tappeti di foglie che ricoprono i prati ancora verdi,ricci di castagne che esplodono per il prezioso contenuto,quel senso di smarrimento che a volte ti riempie il cuore,che ti fa sentire perso ma anche cosi' presente in quel paradiso dai colori quasi sopiti,non sfacciati ma che ti scaldano e raggiungono il cuore....

Se non fosse per il fruscio dei tuoi passi che calpestano le foglie cadute,l'odore di funghi,di bosco,di muschio,delle cortecce che giacciono a terra,bosco che sembra giunto alla fine della sua vitalità e rigogliosità,e che invece è ancora ricco di aliti di vita,diversi,meno frizzanti e chiassosi,piu' sopiti,intensi e pieni di palpabile magia....non ti stupiresti nemmeno piu' di tanto se per caso dovesse comparirti davanti uno Hobbit o uno gnomo del bosco!!

E se anche il sommo Dante ci ha donato di questi bellissimi versi nel Canto III dell'Inferno.....

Come d'autunno si levan le foglie
l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,

magistralmente interpretati dai grandissimi Gassman , Benigni e qui, di cosi diversa interpretazione,ma tutti di egual intensità e trasporto che ti commuove ed emoziona,che ti fa capire ogni parola anche se non l'hai mai studiata o letta, e il mio proff di italiano che ci fece prendere la costosa edizione illustrata dal pittore francese Gustave Dorè, perchè "un'opera di si grande valore non deve essere riprodotta su scarno foglio"....

o la brevissima poesia Soldati di Ungaretti "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"....

o di altri grandi poeti quali Verlaine,G.Lorca,Manzoni,Trilussa,Pasternak,Dickinson......

Se non fosse per le bellissime note che ti entrano nell'anima quando ascolti Le Quattro stagioni'
di Vivaldi,in questo caso l' Autunno ,tipico esempio di "musica a programma",cioè una composizione musicale dove il testo descrittivo è narrato con mezzi puramente musicali,e che troverà il suo massimo splendore in epoca romantica, emozioni maggiormente espresse poi nei bellissimi Poemi sinfonici,e nell'Autunno il terzo Sonetto narra.....
I cacciator alla nov'alba à caccia
Con corni, Schioppi, e cani escono fuore
Fugge la belva, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De' Schioppi e cani, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.
o le emozioni trasmesse dall'incantevole  Waldesrauschen (Mormorio della foresta) dall'Opera Sigfrido di Wagner, che se chiudi gli occhi ti sembra di stare veramente li',o quando guardi stupita il dipinto dell'Arcimboldo o i quadri delle nature morte del Caravaggio.....bè,se non fosse per tutto questo e altro ancora,questa stagione la odierei....

Una stagione che ricorda una triste ricorrenza,che chi piu' chi meno,vive con tensioni e sentimenti diversi. Non vuoi cadere nella tristezza e trascinarti stanca nei ricordi,ma poi inevitabilmente ci ricaschi. Dicono che i propri cari non dobbiamo piu' richiamarli a noi altrimenti non troveranno mai la pace e non si staccheranno mai dalla terra...mah...non ricordo chi l'ha detto,ma è impossibile non farlo!
E anche se sono passati anni e anni dalla loro dipartita,bè,ti sembra sempre ieri che è successo.....e per quanto mi riguarda,delle coincidenze da brivido hanno sempre accompagnato i momenti di morte e nascita nelle nostre famiglie.Che quasi è imbarazzante dirlo ma....impossibile sorvolare sopra a certi particolari e coincidenze....come quando è morto un mio zio poi è nata Alice,mia cugina aspettava il suo primo figlio quando è morta sua nonna,è morto il nonno ed è nata la seconda figlia....pazzesco....

E cosi ti ritrovi con il cuore gonfio tuo malgrado di tristezza,con gli occhi annegati di lacrime,il magone che proprio non se ne vuole andare e ti detesti quasi,perchè non ti sai controllare e dominare questo momento che caspita,non puo' prendere il sopravvento tutte le volte.....ma cosi' è, anche questa volta,quando mi ritrovo a pensare alla nonna Cornelia,che non le piaceva per niente il suo nome e si faceva chiamare Rina...
Quanto mi manca mannaggia! Sono passati già due anni,ma cosa sono due anni di fronte all'intensità e alla grandezza dell'amore e del legame che c'era?
Forse perchè essendo la prima nipote,adorata dal nonno Armando che voleva proprio che la prima nipote fosse femmina ed eccomi qua,ho vissuto i nonni in maniera piu' intensa e piu' a lungo dei fratelli e cugini arrivati dopo.
Per questo il giorno del funerale un pianto inconsolabile non mi ha mai abbandonato,e quando hanno caricato la bara sul carro funebre che la portava al cimitero,sono stata davanti a lei,con la mano appoggiata a quella cassa di legno chiaro,come per sentire ancora un alito di vita che sapevo che non poteva esserci,e volevo ridare un alito di vita,farle sentire che ero li con lei.Quel giorno pioveva,come se tutto quanto fosse triste per la sua perdita.Una splendida giornata di sole mi sembra quasi irrispettosa nei riguardi di una persona che ci lascia per sempre.E io non so quanto tempo sono rimasta davanti a lei,da sola,visto che gli altri parenti erano defilati indietro per conto loro a parlare e rimembrare.E le parlavo con la mente e con il cuore e non volevo e non riuscivo a staccarmi,perchè sapevo che una volta partita,bè,anche quel momento fisico non ci sarebbe piu' stato. E quando mio zio si è avvicinato e mi ha detto dai lasciala andare,mi si è spezzato il cuore e mi sono sentita vuota e quasi in colpa perchè la lasciavo da sola.
Pero' so,e anche se il pensiero e il ricordo,certi giorni fa piu' male degli altri,che lei è sempre con me perchè la porto dentro nel mio cuore.E li,sempre ci starà,quindi non dovrei sentirmi cosi affranta.
Difficile a dirsi e a farsi,perchè ci sono giornate no,giornate si e giornate ni....

E per le solite banali frasi,la vita continua,per riprendermi,reagire ecc...ecc... mi sono messa in mente di fare il famoso Pan dei morti.
Vado a curiosare in rete e ne trovo di ricette! Poi mi imbatto nel blog della grande Eleonora,in "arte" Tata Nora....il suo blog è poesia e magia, riflessione e leggerezza....e mi sono lasciata incantare dai suoi Pan di morti.
Ma poi mi sovviene che ho un bellissimo libro di ricette milanesi,(La cucina Milanese di Laura Longoni) che mio marito mi ha regalato dal ritorno di un suo viaggio a Ferrara,quando in pausa tra una prova e l'altra si è fiondato in una libreria e lo ha acquistato.
Letta la ricetta,avevo quasi tutto,i biscotti secchi no,ma avevo un secchissimo pan di spagna conservato nella latta in attesa di farci qualche cosa...le mandorle le avevo intere,ma dal momento che andavano tritate ho usato la farina di mandorle...quindi,con le dovute modifiche mi sono messa all'opera...chiedendomi poi ma come mai il pan dei morti originale e quello della Nora è scuro e il mio è chiaro?
Evidentemente perchè i biscotti usati sono al cioccolato,e se non li hai al cioccolato,questo lo devi aggiungere,almeno sotto forma di cacao!! Stordita!
Quindi,per la serie "alla mia maniera",ho sfornato questi biscotti che non posso proprio dire che sono gli originali Pan di mort...per questo li ho battezzati biscotti di novembre!!Il gusto è quello degli originali ma la vista è un po' piu' smorta....comunque sia,sono stati divorati senza ritegno tutti nella stessa giornata...e io che pensavo di conservarli per qualche giorno nelle scatole di latta per la colazione!

(in rosso le mie modifiche)
Ingredienti per 16 pezzi
500 gr biscotti secchi (pan di spagna secco)
300 gr zucchero (200gr)
250 gr farina
100 gr uvetta sultanina
100 gr fichi secchi
100 gr mandorla pelate (farina di mandorle)
  60 gr arancia candita (cedro candito)
   4 albumi
1/2 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di vino bianco secco
zucchero a velo
un pizzico di cannella (2 cucchiaini colmi)
1 confezione di ostie (io no)

Esecuzione
Ammorbidite l'uvetta per 15 minuti .Se usate le mandorle intere,tritatele.Tritate i biscotti,tagliate i fichi secchi,l'arancia a cubetti piccolissimi.Mescolate insieme allo zucchero,farina,cannella e lievito.Aggiungete gli albumi,qualche cucchiaiata di vino poco per volta e cominciate ad impastare fino ad ottenere un composto compatto.Formate un rotolo e tagliate poi 16 pezzi che andrete ad appiattire leggermente e allungare a punta alle estremità.

(per impastare il composto ho utilizzato l'asse per la pasta in legno massello di GP&me )

Cuoceteli in forno a 180° fino a quando saranno leggermente dorati sulla superficie.,Lasciateli raffreddare e spolverizzateli con lo zucchero a velo


Ciao nonna........

domenica 21 aprile 2013

Krumiri bis.....



 
A volte ti metti di buzzo buono,con le migliori intenzioni di questo mondo,e dici,ohhh finalmente oggi mi dedico un po' al mio blog,poi,arrivi a casa,e un'imprevisto,un'impedimento,delle priorità,
leggi la posta e devi rispondere,poi ah si devo scrivere all'Assessore per sapere se la proposta per il concerto l'ha valutata o no,poi in Skype ti saluta un'amica e allora cominci a chattare con lei e poi decidi di mettere cuffie e microfono e allora parli e parli e il tempo passa,l'organizzazione familiare che,anche se si ha una figlia grande,richiede ugualmente tempo e impegno,poi ti accorgi che usssignur la carta d'identità scade tra pochi giorni e cosi quella di marito e figlia e allora tutti insieme a fare foto e poi coda in Comune,a pranzo ti si rompe un dente e devi correre dal dentista,perdi il pulmann perchè la metropolitana è in ritardo e allora come ti inveeeersi,oppure una brutta notizia,una qualsiasi cosa si è interposta tra te e i tuoi buoni propositi ed ecco che tutto il tuo buonumore,
leggerezza e pianificazione vanno a farsi friggere (giusto per rimanere in tema culinario!!).
E allora dimentichi per un attimo tutto quello che ti eri proposta di fare e affronti quello che all'improvviso ti ha fatto cambiare rotta ai programmi.
E questo è successo in pratica per quanto mi riguarda.Mi sono accorta,guardando il mio blog,che ci sono periodi molto profiqui ed altri un po' meno attivi.
E questo dipende appunto non tanto dall'umore,che è si ballerino essendo io del segno del Cancro,quindi con tutti gli annessi e connessi del segno..ma appunto da tutte quelle cose che girano intorno e che dolente o nolente ti fanno cambiare rotta.
Quindi mi sento un po' come un marinaio sulla sua barchetta che a volte deve affrontare o il mare calmo o la tempesta perfetta!
Certo,direte,se hai poco tempo e ti metti a scrivere anche i post-romanzo!!Ecco,l'altro mio sogno nel cassetto...scrivere. Ed è quello che ogni tanto faccio.Ma le idee migliori mi vengono o di notte,visto che non dormo mica tanto,effetto dell'età dirà qualcuno,no è sempre stato cosi',direbbe chi mi conosce ...o mi vengono mentre sono sul pulmann che mi porta lal lavoro,ma li,mica posso mettermi a scrivere tutto quello che mi viene in mente!E allora penso che dovrebbero inventare un converitore di pensieri,che mette per iscritto tutto quello che penso in quel preciso istante,frase,poesia,pensiero....
ne avrei già scritti di libri!! Ahaha!
Cosi' quando torno a casa,mi propongo anche di fare questo,ma poi.....e cosi' mi giunge un'altro pensiero:sono tante le cose che voglio fare perchè mi rilassano,scrivere,cucinare,partecipare ad alcuni contest mensili o che trovo strada facendo e che trovo interessanti e divertenti,mettere a posto le foto,curare le mie piante,ricamare....ma il tempo non bastaaaaa!!!
Cosi,dopo aver scoperto da tempo che c'è anche la funzione per programmare l'uscita dei post,mi sono messa in coda una serie di ricette ma....sono rimaste in coda!
Alcuni post scritti e senza la foto che devo andare a recuperare,alcuni con la foto ma con la ricetta scritta solo su di un foglio o quaderno che spero di ritrovare,alcuni solo con il titolo della ricetta e dentro il vuoto assoluto....insomma un disaaaastro!
Io,che mi pianifco le mie cose,con la consapevolezza che posso avere dei cambi di direzione,
insomma,non sono la precisina maniaca,ma non riuscire a fare veramente quello che voglio uffa basta!
Se poi consideriamo che il mio pc è stato attaccato da un virussaccio che mi ha fatto sudare freddo,temendo di aver perso tutto quanto....
Ma oggi mi sono messa di buzzo buono....mentre la colomba sta lievitando (si,non prendetemi per pazza,ma i colleghi,dopo aver mangiato la colomba la settimana scorsa,che hanno trovato buona buona,ora la vogliono al cioccolato....e già qui,la ricetta è un po' come dire,fuori tema,il tempo che è quello che è,rischio di postare la ricetta a luglio!!! ahahah),siamo poi invitati a pranzo quindi i fornelli sono spenti....ancora impigiamata,mentre gli altri dormono (o meglio,dormivano,visto che quando ho iniziato a scrivere il post erano le 6,45!!! e avevo già fatto colazione...e ora sono già le 8,16 e devo ancora scrivere gli ingredienti,si,perchè questa era un post con già inserite le foto in attesa di essere scritto e ho trovato il foglio dove l'avevo scritta....)
E tra tutte queste cose devo trovare il tempo anche di comunicare alla mia capa il piano vacanze da maggio a settembre entro una settimana!!!E anche qui sarà una bella impresa.....
...insomma è ora che mi dia una mossa!
Cominciamo allora con questa ricetta dolce dolce,un bis,visto che ne avevo già fatta una versione ma utilizzando una farina diversa.
Per le altre ricette....si vedrà....dal momento che ora che finisco di scrivere questo post è ora che mi dedichi al secondo impasto della colomba e poi al trucco e parrucco per l'uscita...ahahahaah
 
Ingredienti (per 66 pz)
210 gr farina di mais
150 gr farina bianca
210 gr burro
120 gr zucchero
   3 tuorli
vanillina
sale q.b.
 
Esecuzione
Ammorbidite il burro a temperatura ambiente e mescolatelo a mano con lo zucchero fino ad ottenere un'impasto morbido.Aggiungete i tuorli e montate fino ad ottenere un composto gonfio.
Aggiungete la farina e la vanillina. Dovrete ottenere un composto abbastanza solido,che metterete a riposare in frigorifero per almeno un'ora.
Trascorso questo tempo,inserite il composto in una sparabiscotti con il beccuccio a stella e formate i biscotti.In mancanza del beccuccio,formate dei salsicciotti che andrete a segnare con i rebbi di una forchetta,come ho fatto qua.
 

Infornate a 200° per 5 minuti e poi a 180° per 15 minuti,o comunque fino a quando la superficie sarà leggermente dorata.

p.s.....finito di scrivere e rileggere alle 8.48....mica male come tempismo vero???!!! ahahahah
Buona domenica!

domenica 10 febbraio 2013

Krumiri



No...io dico...io lo strozzo...immaginatevi la scena: ho tutto l'occorrente per fare la red velvet  ma non sono molto ispirata e rischierei cosi' di fare una brutterrima torta quindi lascio perdere! Allora decido di fare i krumiri,che anche se è la prima volta che li faccio mi sembrano meno rischiosi.Li preparo e mi dico dai faccio anche una ciambella per la colazione visto che accendo il forno. I krumiri son pronti per essere infornati e tiro fuori bilancia farina ecc per la ciambella.Poi mi dico (e basta sto cervello pensare e pensare!!!) quasi quasi rifaccio i bomboloni,si,dai che faccio il primo rinfresco. Guardo sul piano della cucina e ...non lo vedo...guardo sul carrello delle spezie...non c'è...guardo nel frigo...non c'è....salivazione a zero e battito cardiaco in aumento....un urlo squarcia l'aere........
noooooo....dov'è il barattolo del lievito madre??? Chiedo,anzi,urlo a mio marito...dove l'hai messo??? Atroce sospetto.......noooooooooo.....disperazioooone!!! Sabato ha portato alla Rita,la bidella del Conservatorio un barattolo con il kefir e il barattolo del lievito madre....ma TUTTO il lievito!!!! Tristerrrrrima!Sciagura!!!! Per cosi poco direte voi? Si,è una sciagura per chi ormai dallo scorso anno lo usa per fare pizze,pane,focacce....Era un lievito vecchissimo tramandato dai tempi dei tempi.... Spero di recuperarlo domani,quando ritorna in Conservatorio e rivede la Rita,sperando che non lo abbia usato tutto e che me lo abbia trattato bene e che me ne ridia una noce...mi sembra che sia stato rapito...oh ma vi rendete conto di cosa vuol dire? Voi che avete a che fare con il lievito madre mi capite vero???!!! :-(
Cosi ho infornato i krumiri e ho rimesso via l'occorrente per fare la ciambella...ero troppo tristerrima....Ma vi rendete conto....e stasera ho voglia di mangiare tutti i lievitati del mondo....
Per fortuna i krumiri non hanno risentito del mio umore nero e sono riusciti proprio buoni! La ricetta l'ho presa dal blog di Veruska ,che non ha usato la farina di mais come ho visto invece utilizzata in altre ricette.Provero' anche le altre versioni di sicuro!
Io adoro questi biscotti di origine piemontese,di Casale Monferrato per la precisone, la cui nascita pare risalga al 1878,anno in cui mori il Re Vittorio Emanuele,e la loro forma si sia ispirata ai suoi baffi a manubrio.
Facili e veloci da realizzare,ancora piu' veloci spariscono perchè uno tira l'altro!
E questo ho fatto,con la speranza di addolcirmi perchè...stà storia del lievito mica mi è andata giu'...uff....

Ingredienti (per 43 biscotti)
350 grammi di farina 0 oppure 1 di grano tenero
110 grammi di burro
140 grammi zucchero
1 uovo
2 tuorli
Mezza bacca di vaniglia fresca

Esecuzione
Ammorbidite il burro a temperatura ambiente e mescolatelo a mano con lo zucchero fino a formare una crema morbida quindi aggiungete l’uovo intero e i due tuorli e sbattete con lo sbattitore elettrico.
Aggiungete la farina setacciata e la vaniglia fresca e mescolate per bene fino ad ottenere un composto compatto e abbastanza duro.
Mettete l’impasto in frigo per un’ora circa (la ricetta tradizionale prevede che la pasta riposa per una giornata intera ma con 1 ora il frigo il risultato è garantito) quindi prendete la pasta e inseritela nello sparabiscotti,tagliate alla lunghezza desiderata, adagiandoli sulla teglia ricoperta con carta forno o su tappetino di silicone.Modellate dando la forma leggera di una curva e con i rebbi di una forchetta incideteli leggermente e delicatamente.

Infornate per 5 minuti a 200° in forno caldo quindi per altri 15-16 minuti a 180°. Sfornate e lasciate raffreddare.

sabato 2 febbraio 2013

Baci di Dama


Si narra che questi baci abbiano avuto origine in Casa Savoia nel 1852. Molte sono le storie vere o presunte che narrano le sue origini. Di certo pero' sono nati a Tortona . Dall'abilità dei pasticceri Tortonesi che fanno risalire all'ottocento le origini di questa ricetta,che vedeva l'utilizzo delle mandorle,che costavano assai di piu' delle nocciole,altro prodotto tipico piemontese. Per questa ragione,la città di Tortona è famosa in tutta Italia per la produzione dei suoi Baci di Dama.
Ed eccomi qua alle prese con questo capolavoro di piccola pasticceria. Inteso non come mio capolavoro ovviamente,non sono cosi' presuntuosa! Anche se devo dire che comunque,per essere stata la prima volta che mi sono cimentata,sono abbastanza soddisfatta del risultato!
La prossima volta li devo lasciare nel forno un po' meno tempo,cosi dovrebbero risultare leggermente piu' morbidi.
Comunque sia,sono stati letteralmente divorati dai colleghi.Si,quei colleghi che a volte sono le cavie delle mie preparazioni,e che tutte le volte apprezzano cio' che assaggiano e che io speravo di soddisfare e di confondere con questi dolcetti...di modo che dimenticassero il panettone.
Cosa c'entra il panettone? C'entra eccome...due anni fa ho regalato ad ognuno di loro un panettoncino ,lo scorso Natale ho preparato i biscotti di pan di zenzero,ma per San Biagio hanno richiesto il panettone perchè non l'ho ancora preparato ed era proprio buono quello della volta scorsa...Ho cercato di convincerli dicendo che a San Biagio si deve mangiare il panettone avanzato di Natale e non un panettone nuovo,ma non hanno voluto sentire ragioni!
Cosi,mentre sto scrivendo questo post,il lievito madre sta finendo il terzo rinfresco e stasera comincero' col primo impasto!
Questa ricetta era prevista per l'appuntamento mensile di Quanti modi di fare e rifare che io mi sono proprio scordata di fare! Ero talmente presa con mille impegni e contrattempi che proprio mi è sfuggita! Ma non importa,visto che non è una gara ma un bell'appuntamento che ci vede sincronizzate alla stessa ora dello stesso giorno a pubblicare le nostre creazioni,lo faccio ora.Meglio tardi che mai!
Andate a vedere come ha preparato i baci La casa di Artu'! Una meraviglia!
Sono veramente facili da preparare,direi rilassante,creare quelle piccole palline da mettere ben ordinate in fila e poi appaiarle l'una con l'altra,unite da uno strato di cioccolato...come in un dolce bacio!

Ingredienti
250 farina di mandorle
300 gr di farina bianca
250 gr zucchero semolato
200 gr di burro
cioccolato fondente
(con queste dosi ho realizzato 120 palline cioè 80 baci)

Esecuzione
Impastate gli ingredienti a mano in una ciotola. Formate le palline di impasto e disporle nella teglia, vi consiglio di farle piccole,6 gr l'una, e di lasciarle un poco distanziate perchè in cottura si allargano.
Potete vedere la differenza con le dimensioni della noce.Cuocendo, la base si appiattisce e la parte superiore si gonfia a cupola...

Cuocete a 170-175°C per circa 20-25 minuti. Lasciate raffreddare in teglia, senza toccarli.
Fate fondere a bagnomaria o nel microonde del cioccolato fondente ed accoppiare le calottine a due a due, utilizzando il cioccolato fuso come "collante".
Note: se impastate invece con robot da cucina o planetaria probabilmente otterrete un impasto troppo sbricioloso, quindi  aggiungete due o tre cucchiai di acqua, se necessario.

con questa ricetta partecipo ai contest




martedì 1 gennaio 2013

Cookies
























Buon anno!! Iniziamo col pubblicare una ricetta dolce,che sia di buon auspicio per il nuovo anno appena iniziato. E' l'alba ( anche se ora che finisco di scrivere il post sarà mattino inoltrato!!) e ancora si sentono gli ultimi petardi scoppiettare quà e là,dei coraggiosi che hanno protratto i festeggiamenti ad oltranza!Con il risultato che la mia gatta continua a nascondersi terrorizzata dagli scoppi...povera!
Al telegiornale ci sarà il solito elenco di scriteriati che si saranno spappolati qualche cosa per imprudenza,qualche morto,la gara a chi è nato prima....solito copione di tutti gli anni.
Il mio,anzi il nostro è stato un capodanno in solitaria...amici ammalati,amici partiti,fratello alle prese con una neonata,l'altro in montagna...sembrerà un paradosso ma veramente non ho preparato niente di niente! Persino le lenticchie mi son scordata di mettere a bagno e non avevo voglia di andare a comperare quelle a cottura veloce,visto il caos che c'era nei supermercati! Per la prima volta non mi sono ingegnata nel creare segnaposti,panettoni gastronomici,e altre leccornie....un fine anno in assoluta tranquillità e allo scoccare della mezzanotte siamo usciti sul balcone a vedere i fuochi e a scambiare gli auguri con i vicini di casa,che con il bicchiere in mano da una parte e una stellina scoppiettante dall'altra,auguravano buon anno a destra e a manca! Penso che piu' sobrio di cosi....
Come ho passato la giornata,visto che non avevo ospiti a cena e volevo ingannare il tempo? Mi sono messa a preparare gli ultimi due lievitati dell'anno,il panettone e questi biscotti. Anche perchè,in tutta sincerità,chi mi conosce lo puo' confermare,alle 21 o poco piu' sono già tra le braccia di Morfeo,e visto che almeno volevo fare un brindisi,non potevo divanarmi altrimenti ciao!
Cosi',dopo una cena normalissima,mi sono messa a produrre queste dolcezze,tradendo Morfeo almeno per una volta! Badando bene a sincronizzare le cotture,perchè il panettone era alla seconda lievitazione e i biscotti li dovevo ancora impastare e cuocere! Ma tutto è andato per il verso giusto ed ecco qua il risultato.
Cosi questa mattina,ho potuto gustare questi deliziosi biscotti burrosi che ho deciso di imparare a fare,visto che ne vengono acquistate confezioni industriali! E per fortuna non siamo americani....
Li ho riposti in una scatola di latta,io adoro queste scatole,sanno di tempi antichi,di cose buone,ne ho un po' e non mi stancherei mai di comperarle! Non so quanto dureranno qua dentro....già sono diminuiti drasticamente di numero!
Visto che appunto non li avevo mai preparati mi sono affidata alla ricetta di  Patrizia che trovate alla pag. 21 della nostra rivista. Uguali uguali nella forma proprio non sono,ma il gusto è proprio quello! E visto che sono semplicissimi e velocissimi da preparare,i prossimi riusciranno sicuramente meglio!

Ingredienti
220 gr di farina 00
150 gr di burro
110 gr di zucchero di canna
   1 cucchiaino di miele
   1 bacello di vaniglia
   1 uovo
   1 cucchiaino di lievito per dolci
   1 pizzico di sale
100 gr di gocce di cioccolato

Esecuzione
Montate il burro con lo zucchero e il miele.Mescolate fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete l'uovo,incorporatelo bene e in ultimo la farina con il lievito. Aggiungete le gocce di cioccolato.
Mettete il composto che avrà una bella consistenza compatta (foto 1) in una sacca da pasticcere (o aiutatevi con due cucchiai) e fate dei mucchietti ben distanziati tra loro. Io li ho schiacciati leggermente,ma penso che questa operazione si possa evitare in quanto durante la cottura ho visto che si allargano da soli.Infornate a 175° per 15 minuti.

Bè...un biscotto ideale per una ricca colazione o una golosa merenda!

E con questi deliziosi e burrosi biscotti,vorrei partecipare al primo contest del nuovo anno,inserendo questa ricetta nella categoria scarpa sportiva....perchè? Ma perchè non c'è niente di meglio che preparare una quantità enorme di biscotti,in vista di un picnic e sul piu' bello aprire questa scatola di latta che sa di sapori antichi e aspettare che i nostri amici si tuffino letteralmente per accapparrarsi l'ultimo biscotto...o stupire un'amica che magari ci ha invitato per una merenda...quale regalo delizioso meglio di questo le si puo' lasciare,magari con la ricetta scritta in bella calligrafia....