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Visualizzazione post con etichetta zafferano. Mostra tutti i post
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martedì 9 dicembre 2014

Biscotti di grano saraceno con zafferano, miele e frutta secca...per un Natale diverso, tra ricordi lontani, pensieri e molto altro....


Tutti gli anni, con l'arrivo delle festività ecco puntuali che ritornano stati d'animo contrastanti. Momenti di euforia da togliere il fiato, che ti fa sgranare gli occhi come un bambino curioso e non stare piu' nella pelle, si alternano a momenti di malinconia indescrivibile che ti fa piangere anche per un nonnulla e ti fa venire voglia di essere lontano da tutto e da tutti, e che finisca in fretta questo periodo.
Guardo le luminarie che addobbano le vie brulicanti di gente alla ricerca di un regalo possibilmente utile, ma anche con queste passo dall'allegria alla malinconia alla stessa velocità della luce.
Passa una pubblicità sul Natale ed ecco che la sua musica o canzone mi fa stringere il cuore e salire le lacrime agli occhi.
E allora mi fermo un attimo a pensare, e se chiudo gli occhi, i miei pensieri ritornano indietro come se stessi facendo ritornare all'inizio una vecchia cassetta....mi rivedo bambina, quando con emozione scrivevo la letterina a Gesu' Bambino che abitava in Via del Cielo n. 1. Ma che non mi portava mai il dono che avevo richiesto e non avevo mai il coraggio di chiedere il perchè. Per capire poi che Via del Cielo n. 1 non esisteva, e che i doni li comperavano mamma e papà e per quello non arrivava mai quello che avevo chiesto. Che anche se era poco, era sempre troppo rispetto alle possibilità economiche. Ma non c'era nè il tempo, nè la voglia, nè l'azzardo di fare capricci. Quello era e basta. Non per cattiveria. Ma per quei motivi che per un bambino sono distanti anni luce e non sfiorano nemmeno i suoi giovani pensieri.

E alla fine non mi importava nemmeno piu' di tanto mi sa, perchè tutto andava avanti come se niente fosse. La cosa che mi piaceva di piu' e che aspettavo con gioia, erano i pranzi che si facevano con i nonni, zii e cuginetti. Le lunghe tavolate, con piatti di fumante brodo con i ravioli di carne o con i tortelli di zucca. E il bollito con la verdura cotta che era servita per fare il brodo e il cotechino che facevano gli zii mantovani che avevano i campi e le bestie. Un Natale povero di portate, ma ricco di sapori. E quando ero piu' grandina, anche io aiutavo la mamma a fare i ravioli, alla mattina all'alba, a mettere un pochino di ripieno sul quadrato di pasta sfoglia fatta a mano, e uno in bocca, uno sulla sfoglia e uno in bocca..."Muchela de mangià chel basta no" (Smettila di mangiare che poi non basta...ma non era vero perchè ne preparava sempre di piu'....)

Ma poi col passare del tempo le cose sono cambiate. Ognuno si è creato la propria famiglia, giovani vite che prendono il posto di quelle dei "vecchi". Famiglie allargate che portano a tour vorticosi di qua e di là per non fare torto a nessuno.
Potrei andare avanti all'infinito con i miei ricordi che sono infiniti, ma ho dovuto avvolgere la cassetta fino ai giorni nostri. Quest'anno il mio Natale sarà diverso....ricco di colpi di scena, di euforia ma anche profonda malinconia....e se da una parte sono contenta, dall'altra sono spaventata e anche rassegnata.
Colpo di scena con paura per come si puo' evolvere la situazione e con quella dose giusta di gioia per il gesto coronerà la giornata di Natale, è quello che vede protagonisti noi tre fratelli con rispettivi e rispettive consorti e figlie che vanno dai 26 mesi ai 22 anni, e un padre che è rimasto assente per 26 anni. Che non ha conosciuto le nuore e nemmeno una delle nipoti. Che lo scorso anno ha espresso ai medici che lo avevano in cura, il desiderio di rivedere i propri figli. E dopo una lunga ricerca, quei figli sono stati trovati e messi di fronte ad una realtà crudele da lasciare senza fiato. Con i fantasmi del passato. Con tante domande senza risposte. Ognuno con il suo bagaglio di dolore e di ricordi. Un padre che ricordavamo cosi' come ci aveva lasciati, e che abbiamo ritrovato vecchio,solo, seduto su una sedia a rotelle perchè senza gambe. Che si ricordava ancora di noi e che ha rispolverato ricordi che sembravano cancellati ma che invece erano solo sbiaditi dal tempo, impolverati da quella patina di oblio che ci ha accompagnato fino a poco tempo fa. Che ci ha lasciato ammutoliti e ognuno cercava un segno negli occhi dell'altro. Per trovare un po' di coraggio. Per avere una risposta. Per ritrovare un attimo di conforto e di respiro dopo quello che avevamo visto. Perchè ci ha cercati dopo tutti questi anni? Che cosa vorrà mai? Lo fa perchè si è ravveduto o per convenienza?
Un padre che avremmo potuto ignorare nei suoi appelli e richieste, ma che invece non ne siamo stati capaci. Ed ecco che allora, dimentica e dimentichi del grande male, non fisico, che ci ha fatto, il giorno di Natale lo passerà insieme a noi e ai nostri consorti e alle nipoti, che nel frattempo ha conosciuto. Un gesto che è nato spontaneo e che abbiamo "assecondato" senza tante remore e ripensamenti. Perchè forse è cosi' che sta scritto che deve andare.
Non so come sarà vissuto questo momento. Da parte nostra sicuramente, lascerà un segno diverso nei nostri cuori e pensieri. Da parte sua, chissà se si accorgerà del tempo che ha perso, di quello che non ha vissuto, dei compleanni e feste che non ha mai condiviso.
Ma forse non è nemmeno questo il tempo delle domande e dei perchè. Sarà una giornata forse all'inizio un po' "imbarazzante" nei gesti, visto che è come se fosse il primo Natale che trascorriamo insieme e viste le sue condizioni fisiche. Un Natale che avremmo voluto trascorrere insieme anche lo scorso anno, ma che per motivi di salute non è stato possibile. Brutti momenti che mi hanno fatto dire "Non puoi andartene adesso, non ora che ci siamo ritrovati. Non puoi farci questo!" E poi la graduale ripresa, che ha stupito anche i medici....
Ma poi ci penseranno l'affetto e le parole delle nipoti, che sicuramente vivranno in maniera piu' spontanea e libera da pensieri, la vicinanza di questo nonno, sbucato all'improvviso. L'unica nota stonata in questo concerto di emozioni, sarà l'assenza della mamma che ha preferito non essere presente.


E sarà una giornata doppiamente "provante", dal momento che questo sarà forse l'ultimo Natale che nostra figlia passerà con noi, dal momento che andrà a vivere da sola in un'altra città....e pure questo mi lascia attonita e senza fiato. Non sono la mamma chioccia, non ho il cordone ombelicale ancora attaccato, ma....anche se una sa che prima o poi questo momento arriverà, si rende conto di non essere mai pronta. E allora mi sovviene la poesia di Khalil Gibran I figli.... ma non è che mi conforti poi tanto!

E visto che a quanto pare le emozioni non arrivano mai col contagocce ma sotto forma di valanga, questo ponte di S.Ambrogio, insieme ai nostri amici, siamo andati a Mantova e Ferrara. E mi sono voluta fermare a Pietole, dove ricordavo vivono ancora i miei zii, quelli del cotechino. Quelli che avevano i campi e le bestie. Quelli che fino a quando ho avuto una decina d'anni, andavamo a trovare con la nostra Fiat 500 color sabbia e ritornavamo in città con i prodotti della campagna. In realtà sono gli zii di mia mamma, quindi per me sono acquisiti. Ma l'incontro è stato un po' una carrambata....io che non sapevo la via, siamo passati sulla piccola strada e guardando le cascine che trovavamo sul nostro cammino, l'ho riconosciuta subito e ho sentito un tonfo al cuore. Cosi' come l'avevo vista da piccola. E quando mi sono presentata, sciorinando una parte di albero genealogico per farmi riconoscere, si sono commossi e ci è mancato poco che mi mettessi a piangere pure io! Ma non volevo avere nessun tipo di cedimento. Non questa volta. Erano troppo commossi e dopo un grande abbraccio e bacio, li ho salutati con la promessa di ritornare con mia mamma, la loro vera nipote....

Cosi', in questo turbinio di emozioni, attendo che arrivi il giorno di Natale. Non mi immagino di come sarà. Ho imparato che niente è come vogliamo che sia. Non sempre. Quindi vivro' alla giornata, assaporando ogni istante che passerà e che mi sarà regalato. Non so se ricevero' qualche regalo. So di quelli che faro'. Ma il regalo piu' prezioso, quello che faremo e riceveremo, non ha prezzo. Ha solo un nome o forse tanti nomi. So di sicuro che lo ricorderemo come uno dei Natali piu' speciali della nostra vita, dall'infanzia ad oggi. Sicuramente sarà un regalo importante per una persona che per anni lo ha passato per scelta con altre persone e poi da solo. Ma non ci sarà posto per i perchè, per le domande e per le spiegazioni. Ci saranno solo i nostri sentimenti e i nostri sguardi a parlare. E la voce del nostro cuore. Che per un momento ha dimenticato. Perchè forse è giusto che sia cosi'. Perchè forse , da qualche parte, era scritto che doveva finire cosi.....

E per questo meraviglioso contest, volevo preparare un piatto della tradizione, di quando ero piccola. Ma ho pensato di fare questi biscotti per dare un briciolo di dolcezza in piu' a tutto quanto. Perchè in fin dei conti questo Natale sarà speciale.
Come il sapore dei biscotti: il sapore rustico del grano saraceno, i pistilli di zafferano che colorano d'oro il latte, il croccante della frutta secca che a sorpresa trovi tra un morso e l'altro, e il delicato aroma del miele di Girasole che ho appena comperato....e alla fine una nevicata di zucchero a velo, come una polverina magica che porta sorrisi e leggerezza nel cuore.
Questi sono un'anteprima di quelli che sfornero' per i miei cari. Undici sacchettini a testimonianza che li ho preparati con il cuore per le persone che dal mio cuore non ci sono mai uscite e mai ci usciranno.

E anche a tutti voi....buon tutto!

Ingredienti
200 g di farina di grano saraceno fine
120 g di farina bianca
120 g di zucchero di canna
120 g di burro
    1 uovo
    1 bustina di lievito per dolci
    3 cucchiai di latte
1 pizzico di zafferano in pistilli
1 cucchiaio di miele di Girasole
6 noci, una manciata di mandorle e una di nocciole

Esecuzione
Mescolate lo zucchero con l'uovo fino a farlo diventare leggermente spumoso. Non diventerà gonfio e bianco come con lo zucchero bianco, ma si gonfierà leggermente.
Aggiungete il burro sciolto a temperatura ambiente. Scaldate leggermente il latte e aggiungete i pistilli di zafferano. Mescolate bene e versatelo nel composto. Versatele due farine alle quali avrete aggiunto il lievito e mescolate. Aggiungete la frutta secca tagliata non troppo finemente.
Dovrete ottenere un panetto compatto ma morbido. Stendete l'impasto tra due fogli da carta forno, appiattite delicatamente con il mattarello non troppo sottile.
Con gli stampini desiderati date le forme e adagiatele su una placca rivestita con carta forno.


Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Sfornateli, fateli raffreddare su di una gratella e spolverizzateli con zucchero a velo


Ecco il biscotto leggermente croccante fuori ma morbido dentro...........





con questa ricetta partecipo al 1° contest interamente dedicato alla cucina delle feste, organizzato dall' AIFB



domenica 6 ottobre 2013

Three Kinds of Saffron Bread (Pane allo Zafferano).......



....per Quanti modi di fare e rifare....proposto da Euan....un gentleman che vive nel Gloucestershire....che tutte le volte che devo pronunciare questo nome mi si inceppa la parola prima che esca dalla bocca,e ne esce una parola sbiascicata e indefinita, gentleman che ha un bellissimo e dolcissimo blog!

Finalmente riesco a tornare tra i miei amati fornelli e agli appuntamenti fissi che avevo purtroppo dovuto abbandonare per motivi vari. Quando avevo la forza e il tempo di guardare al pc le varie ricette e altro,mi piangeva il cuore non poter partecipare,ma veramente non ne avevo nè il tempo nè la voglia di mettermi dietro a spignattare,fotografare,postare....tant'è che il piu' delle volte ero talmente stanca che mi addormentavo sul divano col pc sulle ginocchia...o se stavo sulla sedia...quasi quasi ci cadevo....
Ora che pian piano alcune cose si stanno piu' o meno sistemando e anche perchè un giorno mi sono detta che non era giusto annullare tutto quello che era un mio spazio,mi sono decisa di fare capolino tra le cose accantonate e cosi eccomi qua di nuovo a partecipare a questo appuntamento mensile che ci fa scoprire tante ricette della tradizione o particolari,che visto appunto siamo in tante a interpretare...quanti modi di fare e rifare ci sono di una ricetta proposta??? Non ne avete proprio idea! Qua la fantasia impera,anche se ovviamente ci sono delle regole base che bisogna seguire per non snaturare la ricetta.Fantasia si ma....con moderazione!!

Euan ci spiega che " il pane allo zafferano è una specialità della Cornovaglia, la contea, anche ducato, che si trova nell’estremità della stretta penisola sud-occidentale della Gran Bretagna. Amo la Cornovaglia come pochi altri luoghi del mondo, mi piacciono i Cornish Pasties (pasticci semicircolari che nel passato nutrivano i minatori di stagno), mi piace la clotted cream (panna densa, dorata, con una crosta) ed i “cream teas” che la usano. E naturalmente mi piace il pane allo zafferano, con il suo colore impressionante e il sapore ricco ma sottile. È buono con la clotted cream, con il burro, con la marmellata, tostato o no." ...e si augura che ci piaccia questa ricetta.....secondo voi?

Cosi,mentre Alice mi deliziava con i Capricci per violoncello,di una difficoltà mostruosa,dove occorre una precisione assoluta come in tutta la musica e tutte le cose del resto...io mi accingevo a preparare questa ricetta,leggendo bene le dosi....che anche queste devono essere di una precisione assoluta altrimenti si rischia di vanificare il risultato....basta una nota stonata a rovinare un'esecuzione....basta un ingrediente buttato li a caso a rovinare una preparazione...

Qui sono riportate le dosi che io ho seguito alla lettera come le sue indicazioni per preparare il pane,eccezione fatta per le parti che segnero' in rosso.....

Per 12 panini ROTONDI o 2 pani
Ingredienti
 Un pizzico grande di filamenti di zafferano
 1 cucchiaio di acqua bollente
 150 ml di latte
 125 g di burro non salato
 100 ml d’acqua
 600 g di farina bianca per pane
     5 g di sale marino fine
     7 g di lievito di birra secco di azione veloce
   85 g di zucchero semolato
 1 uovo medio
 200 g di uva passa
 2 cucchiai di miele per la glassa (facoltativo)
 2 teglie foderate con carta da forno o due stampi per pane di 500g ben unta con burro fuso. Meglio se avete stampi bassi e lunghi.

Schiacciare i fili di zafferano in un mortaio poi trasferirli ad una piccola ciotola e versarvi sopra l’acqua bollente. Lasciar riposare per almeno un’ora per tirare il colore e il sapore dallo zafferano.

Portare il latte ad ebollizione. Sciogliere il burro nel latte quindi aggiungere l’acqua insieme allo zafferano e la sua acqua. Se la miscela non è tiepida, lasciarla raffreddare.



In una ciotolina sciogliete il lievito con una tazzina di latte (tolto dai 150 ml che occorrono) e fate fare la schiumetta (foto 1)
In una grande ciotola, mescolare la farina, il sale, il lievito e lo zucchero. Aggiungere il latte e l’uovo e mescolare bene.

Trasferire l’impasto sul piano di lavoro non infarinato. Impastare per 5-10 minuti fino a che diventa liscio ed elastico. Per ultimo, incorporare l’uva passa (io quella bianca e il tutto nella planetaria)
Un consiglio o suggerimento...l'uva passa fate in modo di lasciarla tutta all'interno senza che fuoriesca altrimenti correte il rischio che si carbonizzi ed è un vero peccato!.......



Rimettere l’impasto nella ciotola, coprire, e lasciare in un luogo caldo fino a quando si raddoppia. Ci vorrà forse due ore o anche di più.













Dopo la lievitazione, trasferire l’impasto sul piano spolverato con un poco di farina e schiacciarlo delicatamente.
Per fare i panini, dividere l’impasto in 12 e formare delle palle. Appiattirle leggermente e mettere sulle teglie, lasciando almeno 3cm tra loro.

Per fare i pani, prendere metà della pasta, dividerlo in 6/7 parti uguali e fare delle palline. Mettere nel stampo come mostrato nella foto.

Coprire i pani/panini e lasciare raddoppiare. Anche questa lievitazione potrebbe essere molto lenta.

il mio a forma di fiore........



e di treccia.....


il tutto su asse per pasta in legno massello di GP&me

Preriscaldare il forno a 220C (ridurre per forno ventilato).

Cuocere i panini per circa 15-20 minuti, i pani per circa 30 minuti, o finché saranno ben dorati. Se colpiti sul fondo dovrebbero suonare vuoti.




Per la glassa, mettere due cucchiai di miele e uno cucchiaio di acqua in una padella e portare a ebollizione. Spennellare i pani/panini due volte con la glassa mentre sono ancora caldi.



(Rino...mi scatti tu le foto visto che al mattino c'è una luce migliore,metti una bella tovaglia ne fai una in generale e poi i particolari e poi mi tagli una fetta e mi fotografi l'interno....ritorno a casa e....la tovaglia blu!!!! a me che piace tono su tono....e il particolare no perchè aveva paura di rovinare tutto....ahahaha...cosi' un po' sul blu e un po' sul rosso.....questo dolce ha avuto ugualmente un gran successo!!!)







e con questo magnifico pane partecipo all'appuntamento mensile di Quanti modi di fare e rifare