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Visualizzazione post con etichetta risotti. Mostra tutti i post
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sabato 9 giugno 2018

Risotto con triglie, pistacchi e limone




Mtc ha cambiato veste. Si é rinnovato. Non piu' la sfida mensile alla quale si partecipava piu' o meno forsennatamente, con calma, con fantasia, con azzardo, con il coltello tra i denti, con entusiasmo, con "nonsalanscccc", ecc ecc ecc. postando man mano, dando cosi' la "possibilità" alle piu'.... "pigre", di curiosare e prendere spunto o scopiazzare tra le ricette che man mano spuntavano come funghi.
Ora si posta tutte alla stessa ora e lo stesso giorno. Suspanssssss fino all'ultimo momento. Nessuna sa cosa fa l'altra fino al giorno X. Come un compito in classe dove è proibito copiare. Ed era ora. Si. Mi piace questa nuova formula. Da un' atmosfera di sano mistero. Un po' come ad essere ad un concorso, ti danno un brano obbligatorio (gli "ingredienti") e poi tu ci metti del tuo, con la tua interpretazione, musicalità, bravura e diciamolo, anche una botta di culo, perchè a volte (e non solo a volte) dipende da molti fattori (chi c'è in commissione, come si è svegliato, con chi hai studiato, quanto sei spinto ecc....) la tua vincita o no. E non sempre vince il/la migliore. O a volte, se tutto è pulito, il livello è davvero talmente alto , da mettere in crisi la commissione.
Quindi, per la seconda tornata (perchè la prima, tra mille vicissitudini e problematiche varie mi è scivolata via come un'anguilla....) delle selezioni per l'ingresso nell' MTC S-Cool, si senza acca, alzata la MysTeryCloche, scoperti gli ingredienti obbligatori Fragole Riso Faraona Limone Pistacchio Triglia Caffè, ho deciso di provarci. Con lo spirito decoubertiano, "L'importante non è vincere ma partecipare", che ho sempre applicato anche nella vecchia versione Mtc, mi sono cimentata in un piatto semplicissimo, normalissimo, senza chissà quali effetti speciali per stupire a tutti i costi. Semplicemente buono e basta.
E ringrazio anche la mia amica Elena. Lei sa perchè. Anche lei semplicemente buona e basta.

Ingredienti
130 g riso Carnaroli
10 triglie ( o di piu' secondo i gusti)
pistacchi q.b.
1 limone
1 cipolla piccola
1 carota piccola
brodo vegetele
vino bianco q.b.

Esecuzione
Aprite le triglie e togliete le spine, aiutandovi con una pinzetta, ricavando cosi' dei filetti. In una padella antiaderente fate cuocere dalla parte della pelle (che ho lasciato per creare un effetto cromatico in fase di impiattamento), 5 triglie, con un filo di olio extra vergine d'oliva.
Sgusciate i pistacchi e tritateli grossolanamente con la lama del coltello.
Grattugiate la parte gialla della buccia di un limone.
Tagliate finemente la cipolla e a dadini la carota e fatele stufare con un filo di olio extravergine d'oliva. Aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con vino bianco. Aggiungete il brodo, man mano che il riso lo assorbe.
Cinque minuti prima della fine della cottura del risotto, aggiungete i filetti delle 5 triglie rimaste, crude e senza pelle, tagliate a tocchetti, una parte di pistacchi e una parte della buccia di limone.
Mantecate bene con una noce di burro e impiattate secondo i vostri gusti, decorando con una spolverata di pistacchi e di limone.


e se volete presentarlo in occasione di un buffet.....



con questa ricetta partecipo a MysTeryCloche


giovedì 26 aprile 2018

Risotto con finocchio, pera e Taleggio


Ecco qua, una ricetta con un ingrediente molto importante per la nostra alimentazione: il riso.
Una volta raccolto a mano dalle mondine, che con la schiena china e le gambe in ammollo nell'acqua, intonando canti per alleviare la fatica, si guadagnavano da vivere.
Molte notizie le trovate dettagliate nel blog Ricette e racconti di riso di  Valentina Masotti, ideatrice insieme ad Aifb, del contest "E tu come lo mantechi".
Poche e semplici "regole" per realizzare questo piatto.
Come riso ho utilizzato un Superfino Baldo, derivato dall'incrocio dell'Arborio, tipico del novarese, vercellese e pavese, che ha la caratteristica di assorbire bene i condimenti, e di ottenere un risotto cremoso e ben amalgamato.
Il finocchio perchè conferisce dolcezza e freschezza al risultato finale.
Il Taleggio DOP, che con la sua cremosità e gusto amalgama bene tutti gli ingredienti.

(Le zone di produzione di questo formaggio sono la Lombardia (nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia), il Piemonte (provincia di Novara), il Veneto (provincia di Treviso). La sua produzione nasce dall'esigenza degli abitanti della zona di conservare il latte prodotto in eccedenza. Inizialmente il formaggio così prodotto veniva chiamato “stracchino”, nome che per secoli in Lombardia ha contraddistinto, più che un determinato formaggio, in generale tutti i formaggi molli a forma quadrata. Il termine deriva dall'espressione dialettale "strach", che significa stanco, e si riferisce probabilmente alle condizioni delle mucche che giungevano in pianura dopo un lungo periodo estivo di permanenza in alpeggio.
Il nome Taleggio risale invece ai primi del Novecento, quando i casari della valle omonima sentirono la necessità di distinguere i loro formaggi da quelli provenienti da altre zone

E la pera?...per il detto "Al contadin non far sapere..." mi è venuto spontaneo aggiungerla sia nella fase finale della cottura, sia a cubetti come guarnizione.
E visto che "Il riso nasce nell'acqua e muore nel vino"....un bel e buon Barbera d'Asti DOCG ad accompagnare questo piatto.

Ingredienti per due persone
120 g riso Superfino Baldo
1/2 cipolla bianca
1 finocchio
1 pera
150 g di Taleggio DOP
Brodo qb
1 bicchiere vino rosso (io Barbera d'Asti DOCG)

per i cestini
Grana Padano qb

Esecuzione
Preparate i cestini di formaggio. In un padellino antiaderente mettete sul fondo la carta forno. Versate il Grana Padano grattugiato e livellate. Quando comincia a sciogliersi e imbiondire leggermente toglietelo e capovolgetelo su una tazza o stampini per dare la forma desiderata. Togliete delicatamente la carta e proseguite con lo stesso procedimento per gli altri cestini. (uno per commensale)
(io ho usato un padellino da 20 cm di diametro, ma sarebbe meglio leggermente piu' grande per poter dare una forma migliore ai cestini, che di solito mi riescono molto meglio rispetto a questi)

Tagliate finemente la cipolla e fatela appassire dolcemente con un goccio di olio extravergine d'oliva. Aggiungete il finocchio tagliato non molto finemente. (se volete che il finocchio rimanga piu "croccante", aggiungetelo qualche minuto prima della fine della cottura)
Aggiungete il riso e fatelo tostare per qualche minuto, mescolando sempre. Sfumate con il vino. Aggiungete il brodo caldo man mano che viene assorbito quello precedentemente aggiunto.
Cinque minuti prima della fine della cottura (all'incirca 15 minuti), aggiungete la pera tagliata a cubetti. A fine cottura, aggiungete il Taleggio e mescolate delicatamente.
Versate il risotto nei cestini preparati precedentemente decorando con qualche cubetto di pera cruda. (se avete la "barba" del finocchio. la parte verde in cima, per capirci. potete unirla al risotto o usarla come decorazione. I miei erano senza....)




con questa ricetta partecipo al contest

                                                     E tu come lo mantechi?

sabato 14 gennaio 2017

Risotto con zucca in zucca violina


E' un periodo un po'  "scazzato" (svogliato ) della mia vita. Il blog, angolo di svago e rifugio, langue. Non ho piu' tanta voglia di scrivere, pubblicare. fotografare, cucinare. E questo non è proprio un buon segno, per una che appena arrivava a casa dal lavoro, si piazzava di nuovo al pc a sistemare foto, ricette e brigavo e disfavo in cucina, inventando o cucinando. Ci sono altre priorità o semplicemente il "dolce far niente" e il  non far sapere a nessuno cosa mangio, faccio, penso. Per fortuna ho un marito che cucina benissimo, quindi si mette volentieri ai fornelli, ma questo anche prima che mi venisse addosso stà roba indefinita.
Cosi', quando faccio qualcosa degno di nota, o le sue di creazioni, fotografo (fotografa) e archivio, per la serie "non si sa mai" e mi ritrovo un po' di materiale che per ora è li, fermo, in attesa di tempi migliori.

Ma quando ho visto queste zucche, subito ho avuto una illuminazione "Dai, prendiamo anche queste, cosi' le uso come contenitore!". Non ci potevo credere...mi era venuta un'idea.

Al di là delle proprietà benefiche della zucca che qui condivido, 

".....può essere considerata l’ortaggio autunnale per eccellenza e viene spesso impiegata per la preparazione di numerose ricette. In effetti non dovrebbe mancare mai sulla nostra tavola, perché è un’ottima fonte di vitamine e di sostanze antiossidanti. In modo particolare la zucca fornisce al nostro organismo il betacarotene, indispensabile per la formazione della vitamina A. L’applicazione dell’olio di semi di zucca favorisce la guarigione delle scottature. Inoltre l’ortaggio presenta proprietà diuretiche e lassative non trascurabili.
Prendendo in considerazione le proprietà nutritive della zucca, bisogna considerare che, pur essendo queste ultime elevate, comunque non si tratta di un ortaggio calorico, visto che fornisce soltanto 17 calorie per ogni 100 grammi di polpa. I componenti essenziali che formano questo ortaggio sono il betacarotene, che il corpo utilizza per la formazione della vitamina A, e poi le vitamine B ed E. La seconda è nota per essere un ottimo antiossidante.
La zucca contiene molti sali minerali: calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, sodio, manganese e zinco. Buona anche la quantità di fibre e l’ortaggio è ricco anche di diversi aminoacidi, come l’arginina, l’acido glutammico, l’acido aspartico e il triptofano.
Le proprietà terapeutiche della zucca sono dovute specialmente al betacarotene, che riesce a prevenire l’insorgenza di varie patologie. In effetti proprio il betacarotene riesce a proteggere il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio e presenta delle proprietà antiossidanti: contrasta l’azione dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento delle cellule. Questa sostanza riesce ad avere anche degli effetti diuretici e lassativi.
Inoltre la zucca presenta delle proprietà sedative: è indicata per chi soffre di ansia, di nervosismo e di insonnia. Il consumo di semi di zucca o dell’olio derivante dall’ortaggio viene indicato per eliminare i parassiti intestinali e per trattare le infiammazioni della pelle, quando si verifica una scottatura o quando si ha un prurito intenso, con fenomeni di arrossamento.
La zucca, infatti, riesce ad ammorbidire la pelle e ha, inoltre, delle capacità emollienti, che la rendono molto utile anche nel caso di punture di insetti. A questo scopo si possono fare anche dei cataplasmi preparati con la polpa cotta e frullata.
Con la zucca si possono mettere a punto anche delle creme e delle maschere antinvecchiamento, che rendono sempre giovane l’aspetto. Il succo di zucca dovrebbe essere bevuto soprattutto in caso di ulcera e di acidità dell’apparato digerente.....",

ho una adorazione infinita per questo ortaggio, che ho imparato ad amare fin da piccola, in diverse preparazioni, una sopra tutte i famosi tortelli di zucca mantovani, essendo mamma e parenti al seguito, di quella magnifica città e dintorni.
Quindi, quando l'acquisto, lo faccio piu' con il cuore e la mente, che non dal punto di vista salutare, che comunque non passa in secondo piano, perchè va da sè, che se mi nutro bene, con cibi genuini, la mia saluta ne trae un enorme beneficio.
E per fare questa ricetta, di ingredienti sani ne ho usati parecchi o forse quasi tutti. La zucca mantovana acquistata dal contadino, il riso direttamente da un produttore del vercellese, vino rosso di una delle tante cantine visitate nel tempo, perchè per cucinare bisogna usare del buon vino e non vinacci, brodo preparato con dado fatto in casa, omaggio della cognata, burro di malga, olio extravergine del collega siciliano, grana del caseificio...insomma, mica male no?

Ingredienti
Zucca (mantovana o a piacere)
Zucca violina
120 g riso
1 cipolla
1 bicchiere di vino rosso
brodo q.b.
burro qb
olio extravergine di oliva
pepe
grana grattugiato qb

Esecuzione
Tagliate a fette la zucca e fatele cuocere in forno a temperatura media fino a quando saranno morbide. Fate lo stesso con la zucca violina.
Togliate la buccia alla zucca, ma lasciate intera la violina, che userete come contenitore per il risotto.
In un tegame, fate appassire la cipolla tritata con olio extravergine di oliva. Aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con un bicchiere di vino e aggiungete man mano che si assorbe, il brodo.
Fate cuocere per una ventina di minuti circa, mantecate con una noce di burro e una manciata abbondante di grana grattugiato e riempite la zucca.
Una macinata di pepe e servite subito.
Ovviamente...mangiate anche il contenitore!!

E se pensate che di zucca ce n'è una sola, o poco piu', guardate qui e ne troverete delle belle, piu' o meno conosciute.

mercoledì 29 aprile 2015

Risotto con i luertis


Come al "solito" l' Aifb ci stupisce. Si pensa sempre che l'evento proposto sia il top, ma poi ci si rende conto che il successivo è ancora meglio. Sempre in salita verso la perfezione! Questa volta ci invita a partecipare ad un contest bellissimo legato alla manifestazione GENIUS LOCI – LA TERRA E’ VIVA che si svolgerà a Castagneto Carducci dall’8 al 10 maggio 2015, organizzato da  La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi e dal Comune di Castagneto Carducci, dal titolo curioso: La macchia nel piatto.
Prima che uno si scervelli in fantasiose spiegazioni e ipotesi, legati alla pittura o alla cucina alternativa e d'avanguardia o altro, chiariamo subito che questo termine si riferisce a tutto cio' che riguarda "i profumi e i sapori della nostra macchia mediterranea: dalla cacciagione alle erbe spontanee, piante aromatiche, tuberi, funghi, tartufi, frutti e bacche, in forme nuove e originali o anche reinterpretando piatti classici ma in  chiave 2.0"

Tema stupendo che mi ha entusiasmata, perchè al vincitore verrà omaggiato un esclusivo tour enogastronomico nel territorio della Strada del vino e dell’olio Costa degli Etruschi. Non è detto che vinca, ma siccome applico la filosofia di Coubertin che diceva che "l'importante non è vincere ma partecipare" , ci si prova, anche perchè ci sono stata a Castagneto Carducci, Bolgheri e dintorni e ho visto luoghi cosi' straordinari, assistito a tramonti cosi' emozionanti e commoventi che mi piacerebbe ritornarci, e "spaventata" perchè...si fa presto a dire "macchia mediterranea" e proporre piatti che non siano "banali".
Il termine mi riporta lontano ai tempi della scuola, quando abitavo fuori Milano, a quando la maestra ci portava a scuola rametti di piante aromatiche da annusare e toccare con mano (non so se le maestre di oggi lo fanno ancora, non penso proprio)....
Arrivando a tempi piu' recenti, ho la fortuna di avere una mamma, di origine mantovana, quindi vissuta a contatto con la natura dalla nascita, che pur essendo 78enne coltiva un orto in città e uno in montagna, ovviamente con meno vigore rispetto a quando era piu' giovane, ma sempre con la stessa passione ed entusiasmo : dalle melanzane, pomodori, patate, carote, zucchine e zucche,piselli, sedano e insalate di ogni qualità.....e alloro, rosmarino, salvia, ginepro, fragole e fragoline, fichi e cachi e il suo angolo di fiori misti....uno spettacolo di orto che in ogni stagione da i suoi frutti. Lei fatica e noi gustiamo tutto cio' che conserva in vasetti o raccoglie di fresco. E quando un giorno mi ha chiamato dicendomi "visto che vengo li, vuoi che ti raccolga un po di luertis?" Ovvio che si!!! Cosi' si è presentata con un bel sacchetto pieno pieno di questa bellissima pianta.

l loertis, (o luertis o luertiis) definiti anche i "parenti poveri" degli asparagi, è il modo dialettale di definire il luppolo comune (Humulus lupulus), pianta perenne che si trova in cespugli e siepi, in luoghi freschi, rive dei fossi, terreni incolti e umidi, boschi umidi e i suoi teneri germogli, ricchi di fibre, vitamina A e C, minerali, soprattutto potassio, e con pochissime calorie.fanno capolino in marzo-aprile


Le infiorescenze femminili si usano nella preparazione di liquori casalinghi e grappe amaro toniche. I germogli si prestano per minestre, zuppe, risotti, frittate o, semplicemente, per essere lessati e conditi con olio extravergine d'oliva, sale e aceto.
l loertis è piuttosto diffuso nella bassa bresciana , infatti c'è la Sagra del Loertis a Castel Mella che richiama sempre una moltitudine di persone che già conoscono la bontà di questa semplice pianta e di quelli che ne vogliono scoprire invece il sapore.
Io non sono mai andata ad una sagra dedicata, ma ricordo che quando da bambina andavamo a fare le scampagnate e i picnic, tornavamo a casa con borsate di erba matta, asparagina, luertis...che finivano in deliziose frittate, risotti, con le uova sode o al tegamino o semplicemente in insalata o passate in padella con uno spicchio di aglio....che bontà!

Ingredienti
(per due persone)
160 g riso Carnaroli
500 ml brodo vegetale
2 cipolle
olio extravergine d'oliva q.b.
1 bicchiere di vino bianco secco
luertis q.b.
Grana grattugiato (facoltativo)

Esecuzione
Preparate il brodo vegetale con sedano, cipolla, carota, un rametto di alloro e rosmarino.
Tritate finemente una cipolla e fatela stufare in una pentola con un filo di olio extravergine d'oliva. Aggiungete il riso e fate tostare leggermente. Versate un bicchiere di vino bianco secco e fate sfumare. Aggiungete il brodo in quantità tale da coprire il riso e mescolate. Man mano che il brodo si asciuga aggiungerne nuovamente un mestolo alla volta, solo quando il precedente si è assorbito. Puo' essere che non venga utilizzato tutto il brodo preparato. Fate cuocere per 20 minuti circa. Dieci minuti prima della fine cottura aggiungete i luertis tagliati. Terminata la cottura, mantecate con una noce di burro. Impiattate e servite con  gambi di luertis interi e una spolverata di grana grattugiato (facoltativo)

Questa ricetta partecipa al Contest "La macchia nel piatto", organizzato da AIFB in occasione della manifestazione “Genius Loci - La Terra è Viva”, organizzata da La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi e dal Comune di Castagneto Carducci




martedì 24 marzo 2015

Risotto alla lavanda



Ho sempre amato questa bellissima pianta, per il colore e per l'intenso profumo. Il mio sogno è quello di camminare nei prati provenzali e di sdraiarmi in questo mare viola e lasciarmi avvolgere dall'intenso profumo. Avete presente il film Patch Adams? Quando nel giardino dell'ospedale viene sistemata una enorme piscina colma di spaghetti e la vecchietta che aveva espresso il desiderio di nuotarci dentro prima che un giorno morisse, viene accontentata? Quanto piangere che ho fatto quando ho visto quella scena! Uhm...a dire il vero ho pianto per tutto il film...
Ecco, a me piacerebbe fare la stessa cosa. E non per niente, come sfondo del mio pc al lavoro, ho un bellissimo campo di lavanda che mi da il benvenuto tutte le mattine (e mi fa anche dire pero' "ma che ci sto a fare qua!!??").....
Cosi' al volo, sbirciando il blog Coccola Time, che già il nome la dice tutta, e andatelo a visitare perché è un sogno, di Enrica, la padrona di casa che ci ospita nel suo blog per il Recipe-tionist di marzo, ho trovato la ricetta del risotto alla lavanda e come potevo lasciarmela sfuggire?

E come tutte quelle "parole chiave" che ti fanno venire in mente un mondo di cose, ecco che la parola Provenza mi fa aprire il cassetto dei ricordi dei tempi del Conservatorio, lezione Storia della Musica, dove con la mia amica Alice, ascoltavamo il proff. Testi raccontarci dei Trovatori e trovieri, in francese troubadours e trouvères, attivi rispettivamente nella Francia meridionale e settentrionale dalla fine dell’XI alla fine del XIII secolo, quasi sempre di nobile famiglia, che componevano ed eseguivano raffinate e intellettuali chansons di soggetto per lo più amoroso. Con loro la musica profana acquisto' un nuovo significato, dal momento che la musica non da ballo e intrattenimento, era destinata solamente nelle celebrazioni religiose.
Trovatori che cantavano i versi in lingua d'oc e trovieri che cantavano in lingua d'oil ( che vuol dire per entrambi i termini "si").
Racconti, ai quali seguivano ovviamente i brani d'ascolto.....che proprio non a tutti tutti piacciono!!

Dopo l'attimo di "ispirazione" guardando e tuffandomi virtualmente in questi campi, ascoltando poi un antico brano provenzale suonato con la mandola....chiuso il cassetto dei ricordi, anche se il tempo è tirannissimo come sempre, la voglia un po' fa cilecca per vari motivi, ma visto che mangiare devo mangiare...mi preparo una porzione di questa meraviglia e via....

Ingredienti
Per il brodo
una cipolla
una carota
rosmarino un rametto
lavanda (io secca)
sale (io aromatizzato alla lavanda)

70 g di riso
80 g di pecorino
30 g di parmigiano
30 g di burro salato

Esecuzione
Fate imbiondire nell'olio la cipolla tritata finemente e unite il riso. Fatelo tostare. Sfumate con del vino bianco e lasciarlo evaporare. Aggiungete il brodo vegetale un pochino alla volta.
Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete la lavanda essiccata, aggiustate di sale, macinate del pepe fresco e aggiungete il pecorino, il parmigiano e mantecate con il burro salato. Qualche fiore fresco per guarnire insieme ad un rametto di rosmarino.



et voilà....con questo risotto profumatissimo mi chiudo la porta alle spalle dal blog di Enrica per