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Visualizzazione post con etichetta cipolla. Mostra tutti i post
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lunedì 21 novembre 2016

Tiramisu' salato...in punta di piedi, di scalpello e arie...


Bene. Non avevo tempo per bissare. Ma siccome poi mi sono venute milamila idee...tanto valeva fare i salti mortali per riuscirci. Tutta colpa del tema della sfida per l' Mtc
La prima cosa che devo cercare di fare è quella di sintetizzare la mia ispirazione, perchè nella mia scorsa ricetta mi sono ...dilungata un tantino tanto! Arduissima impresa...
Anche perchè altrimenti faccio morire la povera Susy May del blog Coscina di Pollo, vincitrice della scorsa sfida sulle Tapas, che si deve leggere tutte le ricette delle partecipanti....
Che cosa mi ha ispirato questa volta, a tal punto da farmi bissare?
Il lato sensuale e sexy del tema, che ho ampiamente esposto qui ? Boh, forse si, ma in maniera diversa. Mi sono domandata " Che cosa è sensuale, che cosa ispira sensualità, che non sia procurata da uno sguardo, un abbraccio, una carezza, un bacio?" quindi non da una percezione sensoriale tattile ma da un altro fattore? Subito, e non so perchè, mi è venuto in mente il colore bianco, le statue del Canova, la Galleria grande della Reggia di Venaria, Roberto Bolle, Farinelli, e alcune arie delle opere verdiane e pucciniane.... intricato? Forse. Folle? Anche.

Ditemi voi se non sono sensuali queste meraviglie...


Quando durante un blogtour  organizzato per Aifb ci hanno portato anche a vedere la Gypsoteca del Canova a Possagno, ecco, li ho sperimentato personalmente cosa vuol dire essere colpiti dalla Sindrome di Stendhal. Appena sono entrata nel salone che raccoglie i gessi delle sue opere, ho sentito un brivido percorrere tutta la schiena, la pelle d'oca, ho aperto la bocca facendo uscire uno strozzato "Oddddioooo", spalancato gli occhi e mi sono pure messa a piangere per l'emozione! Mi sono dovuta sedere, perchè davvero ero cosi' scossa da tutto quel bianco, magnificenza di quello che si presentava davanti ai miei occhi, che mi girava persino la testa.
Queste statue cosi' immacolate, che sembravano reali, nei loro movimenti, sguardi, muscoli scolpiti in ogni particolare, i capelli, prima in gesso e "freddo" marmo poi, mi trasmettevano emozioni uniche. E quel viso con i "chiodini" neri? Sono i rèperi, l'unità di misura per il passaggio dalla struttura in gesso alla scultura finale in marmo. La sensualità negli abbracci, negli sguardi, nei corpi avvinghiati e intrecciati, nelle bocche socchiuse. La sensualità fatta arte. O forse il contrario?
La stessa cosa, l'ho provata recentemente, quando siamo stati a visitare la Reggia di Venaria, la Galleria grande....mi sono appoggiata a mio marito, mentre guardavo quel salone infinito.

Roberto Bolle...va bene , parliamone...posto che ho una figlia che stravede per lui, che quando ha saputo che il suo papi, lo incontrava tutti i giorni quando era in Scala a suonare i quel periodo, e che non ha mai scattato una foto con relativo autografo, "Son li a suonare, mica a fare foto" " Si, ma ti rendi conto che è Bolle? Andavi su nella sala prove o nel camerino e potevi dire e' per mia figlia!!", (il papà brutto ora tornava utile...ahaha). Ve lo immaginate mio marito che punta Bolle tra una prova d'orchestra e un suo plié?! ahaha
E sempre la figlia che ad una rappresentazione di Romeo e Giulietta , nel bel mezzo dello spettacolo, negli assolo e nei Pas de deux, esclama, nemmeno tanto a bassa voce "Ma ti rendi conto, guarda che cosce, guarda che sedere che ha, che fisico, che spreco pero' porca miseria. Ma guarda questo che sminchio che è (rivolto ad un altro ballerino della compagnia), mentre io guardo in tralce la mia vicina di poltrona, sperando che non abbia sentito e invece ha sentito benissimo e sorride, mentre io penso ehhh gli ormoni della gioventu'...e i miei...eh...si, lo confesso, anche alla mamma piace Bolle, ovvio, ha una perfezione tale ed una bravura mostruosa, chi non rimane conquistata dal suo fisico! Io trovo sensuale anche La danza dei cavalieri, nelle movenze di tutti i personaggi, forse perchè tutto è sottolineato anche dalla musica che scandisce il movimento dei corpi.
Qui, nella scena del balcone e poi qui, nella scena della camera da letto, dove lui si accorge che lei è "morta" e la prende tra le braccia cercando di farla rinvenire? Oltre che ad essere un momento straziante e di una bellezza senza pari, è di una sensualità indescrivibile.
Poi, a guardare il candore della crema di mascarpone ai formaggi, mi viene in mente il candore delle ballerine in tutu' nel Il lago dei cigni e sempre lui. Bolle anche nella La bella addormentata nel bosco (completo), o nel Pas de deux o nell' assolo.... sono senza speranza.


La danza, espressione dei corpi, dove nel piu' assoluto silenzio della voce, i ballerini devono trasmettere, mimare la tragicità del momento, l'amore, la gioia, la disperazione, la vita e la morte, accompagnate dalla musica che fa tutto il resto. Secondo me, la forma d'arte piu' completa e toccante nel panorama artistico.
E se vogliamo sconfinare nei balli di sala, come non citare Shall we dance? I corpi che fluttuano nei loro abiti lunghi ed eleganti, leggeri come aria, in un abbraccio cosi' sensuale, gambe che si intrecciano e si lanciano in figure ben precise o improvvisate. In fin dei conti, la parola "tango", prima persona dell' indicativo presente "tangere", toccare, vuol dire quindi "io tocco". E nel tango, il linguaggio dei corpi, che si lasciano trasportare anche dall'improvvisazione, urlano e trasudano sensualità ed erotismo.

E ora veniamo a Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, il piu' famoso castrato della storia della lirica, piu' conosciuto con il nome di Farinelli.  Il padre Salvatore, grande appassionato di musica fece studiare Riccardo, il maggiore, da compositore e Carlo da cantante. Fu il fratello Riccardo a volere per Carlo la castrazione, eseguita poco dopo la morte del padre, avvenuta nel 1717. La castrazione è un'operazione chirurgica che consente ai maschi di poter conservare la propria voce di soprano o contralto prima che lo sviluppo possa modificarla.
All'epoca era d'uso, se non proprio obbligatorio, per chi intendeva intraprendere la carriera di cantante, la pratica di scegliere un nome d'arte, che poteva esprimere o significare diverse cose e conferire all'artista una certa personalità e farlo distinguere da tutti gli altri. In pratica, era come un marchio di fabbrica che doveva dare immediatamente l'idea del personaggio ed aiutare a farlo ricordare e a metterlo in mostra.
Sull'origine del nome Farinelli, o Farinello, ci sono tre ipotesi, la prima che derivasse dalla professione del padre Salvatore, il quale però mai esercitò la professione di mugnaio, né commerciò mai in farina, grano o granaglie. Più nobile l'associazione con la famiglia Farinel, violinisti e compositori provenienti dalla Francia ed in Italia girovaghi per tendenza e necessità. I Farinel però non vissero mai nel napoletano, né ebbero in famiglia un parente cantore evirato.
Resta soltanto quella che è l'ipotesi più accreditata, l'associazione con la nota famiglia di avvocati Farina, uno dei quali lo protesse e probabilmente lo finanziò durante il periodo in cui studiava col Porpora. Mori' all'età di 77 anni, in solitudine e in malinconia, nella villa sontuosa che aveva fatto costruire apposta a Bologna, che è andata distrutta purtroppo.


Il bellissimo film, premiato con il Golden Globe e con una nomination agli Oscar fu interpretato da Stefano Dionisi, mentre nelle parti cantate, per riprodurre la particolare voce di un castrato, sono state registrate separatamente le voci di un soprano donna, Ewa Małas-Godlewska, e di un controtenore uomo, Derek Lee Ragin, poi mixate con mezzi digitali. In queste celebri arie, tutta la sua bravura e particolarità della voce, che faceva svenire alcune dame e anche uomini del pubblico che lo ascoltava, per l'emozione che suscitava : Lascia ch'io pianga e Ombra fedele anch'io,

E per concludere, la semplicità, innocenza e sensualità nelle parole, nelle dichiarazioni d'amore di alcuni dei protagonisti dell'opera lirica, mai sguaiati o fuori luogo, quasi "fuori tempo" e "ridicoli" se paragonati a quelli dei giorni nostri.

Il tenenete Pinkerton che nella Madama Butterfly canta alla neo sposa Cio Cio San : Bimba dagli occhi pieni di malia, ora sei tutta mia. Sei tutta vestita di giglio. Mi piace la treccia tua bruna fra candidi veli.......Vieni, vieni! Vien, sei mia!

Il pittore Mario Cavaradossi che in Tosca, ricordando gli attimi d'amore con la sua Floria Tosca: E lucevan le stelle, Ed olezzava la terra. Stridea l'uscio dell'orto e un passo sfiorava la rena. Entrava ella fragrante, Mi cadea fra la braccia. O dolci baci, o languide carezze, Mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli! qui decisamente piu' spinta rispetto alla prima...

E le castissime parole di Rodolfo che ne La Boheme canta : O Mimì, tu più non torni. O giorni belli, Piccole mani, odorosi capelli, Collo di neve! Ah! Mimi,

Il mio viaggio cultural-gastronomico si conclude qui....un gustoso tiramisu' salato, con una crema di mascarpone ai formaggi dal bianco abbagliante, affiancato dal radicchio rosso, per omaggiare la terra veneta, gli amori impossibili tra Romeo e Giulietta, il rosso dell'amore, il candore delle opere canoviane, e la cipolla caramellata, per dare "quel certo non so che" a tutto quanto.


per i savoiardi salati

Ingredienti
70 g g di albumi a temperatura ambiente
45 g  g di tuorli a temperatura ambiente
70  g di farina 00 setacciata
5 g di sale
5 g di zucchero

per la crema di mascarpone
250 g di mascarpone
 80 g di caprino
 80 g di Parmigiano grattugiato

1 cipolla
4/5 foglie di radicchio di Treviso
semi di papavero q.b.
zucchero q.b.

per il brodo
cipolla, sedano, alloro, carota

Esecuzione
Preparate i savoiardi salati montando a neve fermissima gli albumi aggiungendo lo zucchero e il sale (circa 10-15 minuti con le fruste elettriche).

In un piatto sbattete i tuorli con una forchetta, poi uniteli agli albumi delicatamente con una spatola in modo tale da non smontarli.
Aggiungete metà della farina e incorporate delicatamente al composto, poi unite l’altra metà e procedete allo stesso modo.
Mettete il composto in un sac-à-poche con bocchetta liscia del diametro di 1 cm circa e preparate 2 teglie coperte di carta forno, stendete il composto in strisce di 5-6 cm ciascuna.
Spolverizzate leggermente con dello zucchero e mettete in forno preriscaldato a 200° per circa 5-6 minuti.
Trascorso questo tempo, i vostri savoiardi saranno cotti e avranno formato una leggera crosticina croccante. Estraete dal forno i vostri biscotti e fate raffreddare.

(io ho avuto un "incidente di percorso"....piu' che a savoiardi, la prima infornata assomigliava a lingue di gatto....siccome non ero assolutamente soddisfatta, li ho rifatti e la seconda volta sono riusciti decisamente meglio, anche se il risultato puo' essere migliorato)


Preparate il brodo di verdure e lasciate raffreddare

Mescolate il mascarpone con i formaggi fino ad ottenere una crema morbida. Se dovesse risultare troppo compatta aggiungete un cucchiaio di latte.

Tagliate sottilmente la cipolla, fatela imbiondire in un tegame con un goccio di olio extravergine d'oliva e aggiungete alla fine un paio di cucchiai di zucchero e fate caramellare.
Tagliate sottilmente anche il radicchio e fatelo appassire in una padella per pochissimi minuti, con un goccio di olio extravergine d'oliva

In una coppetta, fate un primo strato con i savoiardi leggermente imbibiti nel brodo di verdure, crema ai formaggi, un pizzico di semi di papavero, la cipolla caramellata, savoiardi, crema ai formaggi, semi di papavero, radicchio e cosi' via fino al bordo della coppetta. Terminate con un pizzico di semi di papavero.... ma non vi sembrano i rèperi?......







con questa ricetta partecipo alla sfida n. 61 di Mtc








lunedì 23 marzo 2015

Mini tarte e quiche delle quattro stagioni


Ultima ricetta per la sfida lanciata da Flavia del blog Cuocicucidici per l' Mtc di marzo. Tema stupendo, ne avrei preparate non so quante, ma visto che sono in guerra con la bilancia e devo vincere io e non lei, (per salute non per vezzo), visto il tempo che mi manca sempre, visto il periodo altalenante di gnagniiiera/euforia e visto che manca colei che sbafava a tradimento tutto cio' che preparavo....mi sono ridotta a fare, come succede ormai molto spesso, a preparare delle monoporzioni per me e mio marito e basta. A meno che ci siano degli ospiti ovviamente. O al massimo, mini porzioni che il papi porta in quel di Torino, quando va in Conservatorio, e si incontra con la sua "bambina" che ovviamente gradisce questo servizio di catering un po' anomalo!

Questa volta non faro' nessun riferimento a Vivaldi, l'Arcimboldo o Buzzati, come avevo fatto la volta scorsa o alla famosa pizza. Le quattro stagioni di questa ricetta si riferiscono a ben altro.

Non so se vi è mai capitato di fare un bilancio della vostra vita. Sicuramente non sono nel mezzo del cammin di mia vita, perché di certo non campero' 106 anni! e non sono nemmeno arrivata alla fine, almeno spero, quindi non sarebbe nemmeno il caso di farli questi bilanci, ma a me capita spesso. E ne esco mica sempre contenta e soddisfatta. Certo, col senno di poi son tutti bravi. Ma se potessi davvero tornare indietro e cambiare alcuni avvenimenti, scelte, situazioni, lo farei volentieri. Ma siccome non si puo'. bisogna andare avanti e accettare tutto quello che si è costruito e passato, perchè se sono successe certe cose, se si sono fatte certe scelte e se si sono affrontate certe situazioni, è perchè da qualche parte stava scritto che cosi doveva essere. Certo, piu' facile a dirsi che a convincersi. Dicono che il destino è quello che noi ci disegnamo. E non sempre allora siamo dei bravi disegnatori. A volte ci si trova davanti ad un bivio e dover decidere magari anche in fretta, che strada prendere. E in base alla strada scelta, la nostra vita prenderà una certa piega. A volte non sei davanti a nessun bivio, sei li bella bella che cammini piu' o meno serenamente per la tua strada ed ecco che ti imbatti in situazioni che ti costringono a cambiare il percorso, a scalciare sassolini, ad aggirare sassi, a scavalcare macigni.
E scalcia oggi, aggira domani e scavalca dopodomani....ad un certo punto non ce la fai piu'. Entri in crisi. Non riesci ad affrontare serenamente e a mente lucida anche la piu' piccola e stupida cosa. Anche il tuo fisico ne risente e comincia a ribellarsi mandandoti segnali prima deboli e poi sempre piu' forti per farti capire che forse è il caso di smetterla di sottoporlo a questo ritmo. Entri cosi' in un labirinto del quale non vedi l'uscita ma ti perdi in continuazione. Quando sembra che hai intrapreso la via giusta e cominci a tirare il fiato, ecco che ti ritrovi nuovamente in un vicolo cieco e devi ricominciare da capo. E tutto questo è snervante e deprimente.
A furia di dover affrontare tutto da sola o quasi, arrivi ad un certo punto che la classica goccia che fa traboccare il vaso, lo fa traboccare di brutto.
La dottoressa ha detto che è arrivato il momento di pensare di piu' a me stessa e di crearmi uno spazio tutto mio....facile piu' a dirsi che a farsi, ma se l'ha detto il dottore...meglio obbedire no??!!

Cosi', in un impeto di ispirazione e riflessioni, è nato questo piatto. Forse, anzi sicuramente, il periodo che sto vivendo in questo momento e i bilanci sono gli ispiratori di queste "quattro stagioni" .
Inizialmente volevo fare 4 tarte o quiche "a tema" dal punto di vista "nutrizionale": infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia, ma visto il poco tempo a disposizione, non ho potuto "studiare" bene gli ingredienti. Cosi' ho interpretato le fasi della vita....anche se puo' essere che gli ingredienti non la rispecchino come dovrebbero...ho giocato di fantasia e di libera interpretazione. La mia....
una quiche ai quattro formaggi, bianca, morbida, il colore della purezza, dell'innocenza, della gioia della vita senza pensieri perchè anche se li hai c'è qualcuno che ti sta vicino e ti aiuta ad affrontare le tue paure. pensieri grandi per un piccolo, e piccoli per un grande. E quando mio fratello mi porta la sua bambina, rivivo questi momenti cosi' speciali e lontani ormai, e mi prende una nostalgia tale, che vorrei tornare indietro....
con verdure miste, filetti di acciughe, prezzemolo alla frutta secca, per quell'età che è "terribile", dove ti vedi brutta, nessuno ti vuole bene, nessuno ti capisce, vuoi la libertà ma vuoi qualcuno che ti stia vicino, non sai nemmeno tu quello che vuoi, sei tante cose insieme, astiosa, amorevole, acida, sensibile, crudele. Tutte le volte che ho dovuto affrontare questi momenti con la mia di "bambina"...ecco, qui non tornerei indietro invece!
con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli, ormai sai chi sei e che cosa vuoi, piu' o meno, o accetti quello che sei e fai alcune cose anche se non vuoi, affronti momenti morbidi e momenti piccanti, momenti che ti faranno versare lacrime, per poi ricominciare tutto da capo di nuovo. Quello che sto vivendo da tempo immemorabile....
con verdure, speck affumicato al ginepro, prezzemolo alla frutta secca, ormai sei giunto quasi al capolinea della tua vita e guardi tutto quello che hai creato, i segni che hai lasciato, le orme che qualcuno avrà seguito. Hai lanciato il seme del tuo essere uomo o donna, che come una giostra, girerà in quel moto perpetuo che si chiama vita. E questa fase, è quella che piu' mi spaventa e angoscia. Forse piu' del periodo che sto vivendo. Perchè forse ora ho ancora le capacità per reagire e scegliere. Ma quando saro' cosi' vecchia da non poter piu' reagire.... Potrebbero sembrare pensieri assurdi ed esagerati, pero' quando vado in istituto a trovare mio padre, e vedo persone abbandonate o visitate per poco tempo, che sono allettate o su una carrozzina, nella sala comune o ad aspettare che servano il pranzo o la cena già dalle quattro del pomeriggio!, persone silenziose o che chiamano il nome di qualcuno o che hanno lo sguardo perso nel vuoto, persone che quando le saluti si meravigliano e sembra rinascano solo per quel semplice saluto o rimangono silenziose con lo sguardo perso...mi viene addosso una tristezza!! E quando esco da li', tiro un respirone di sollievo nell'aria inquinata della città e mi allontano verso casa, con mille pensieri. La voglia di rimanere li a fare compagnia e la voglia di scappare da li' perchè mi mette tristezza tutto quanto....e mi sento davvero il peso dei miei anni addosso. Ed ecco che partono i bilanci....senza scampo e senza sconti per nessuno.

Con la speranza che questo quartetto sia armonico e non dissonante per la maggior parte di voi....passiamo alla ricetta!

Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

per i ripieni
1 uovo
ricotta, grana grattugiato, ricotta salata, primo sale
bocconcini di petto di pollo, curry, due cucchiai di panna, piccola cipolla, pinoli q.b.
carota, melanzana, zucchina, filetti d' acciuga, prezzemolo, noci, nocciole, mandorle q.b.
speck affumicato al ginepro.

La preparazione della pasta brisée la trovate qui. Quella che ho steso oggi è l'avanzo della scorsa preparazione, dal momento che ho preparato delle mini porzioni, e si puo' conservare in frigorifero per una settimana.

Stendete la pasta nelle pirofile imburrate, ricopritela con la carta forno e riempitele con faioli secchi o biglie di ceramica. Fate cuocere per 15 minuti, togliete i fagioli e infornate nuovamente per una decina di minuti per far dorare l'interno.


Tagliate la cipolla e fatela appassire in una padella con un filo di olio extravergine. Aggiungete un cucchiaio di zucchero e fatela caramellare.
Tagliate il petto di pollo a bocconcini. Fate appassire una cipolla in una padella con olio extravergine, aggiungete il pollo e fatelo dorare da tutti i lati. Aggiungete la panna e quasi alla fine della cottura, il curry. 
Fate grigliare la melanzana e tagliatela il piu' finemente possibile. Grattugiate una carota, aggiungete anche la melanzana e qualche filetto d'acciuga spezzettato.
Grattugiate il prezzemolo con qualche noce, mandorla e nocciola.
Tritate finemente lo speck e fatelo dorare in una padella con un filo di olio extravergine. Fate dorare anche qualche fettina tagliata sottile per la decorazione.

Sbattete l'uovo con un pizzico di sale. Aggiungete la ricotta, il grana e la ricotta grattugiati, il primo sale tagliato il piu' sottile possibile e la panna. Dividete il composto in quattro parti.

Ora componete le tarte e quiche:
foto 1: con il composto ai quattro formaggi
foto 2: una parte di composto al quale aggiungete i bocconcini di pollo, uno strato di cipolla caramellata, ancora una parte di composto con il pollo.
foto 3: una parte di composto al quale aggiungete le verdure tritate, le acciughe e un cucchiaio di prezzemolo alla frutta secca.
foto 4:una parte di composto al quale aggiungete lo speck e il prezzemolo alla frutta secca.



prima della cottura                                                       dopo la cottura



incontri ravvicinati....

ai quattro formaggi....


con verdure e speck affumicato al ginepro.....


con verdure e filetti d'acciughe....



con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli....



e con gli avanzi di pasta....

con questa ricetta partecipo alla sfida di marzo


venerdì 25 aprile 2014

Fegato alla veneta con marmellata di cipolle rosse




Giornata dedicata al fegato! In due versioni: qui "comoda", già porzionata, servita in maniera un po' insolita, qua invece, alla maniera classica, accompagnata oltre che dalle cipolle stufate, anche da una delicata e intensa marmellata di cipolle rosse di Tropea.
La prima versione mangiata dalla figlia, che ha voluto provarla con la cialda di pasta matta "che cosi' non me lo hai mai fatto" ma che secondo me era una scusa per risparmiare la fatica di tagliare la fetta!!
E mentre noi due ci deliziavamo con le nostre fettine, Rino si mangiava una triste insalata con dei formaggi misti....con Alice che diceva tu non sai cosa ti perdi!...ahahah
Veniamo alla ricetta, ormai fuori gara per l' Mtc e dal giudizio di Cristiana,, ma fa niente. Come ho detto cucino perchè mi piace. Anche se questo mese ho indirizzato prevalentemente le ricette sul tema del quinto quarto, cioè le frattaglie, primo perchè mi piacciono, secondo, per fare provare nuovi gusti prima di sentenziare definitivamente il giudizio "che schifo" senza averlo assaggiato.
Ma questa volta sono andata sul sicuro....ecco a voi la ricetta, che non servirebbe nemmeno descriverla perchè è davvero banale! La preparazione della marmellata richiede un po' piu' di tempo, e di solito uno la prepara anche per poterne conservare uno o piu' vasetti. Ma siccome sapevo che non sarebbe finita cosi', ne ho preparata in dose ridotta e consumata subito. Questa ricetta è stata anche pubblicata sul nostro primo libro L'ora del patè!

Ingredienti
1 fetta di fegato
1 cipolla
burro, farina q.b.

per la marmellata di cipolle:
1/5 kg di cipolle rosse di Tropea
1 foglia di alloro
15 ml di brandy
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero di canna
50 ml di vino bianco o rosato

Esecuzione
Sbucciate le cipolle, lavatele,asciugatele e tagliatele a fette sottili. Copritele con due tipi di zucchero, il vino, l'alloro,e mescolate bene. Lasciate marinare per 4 o 5 ore, mescolando ogni tanto. Togliete la foglia di alloro e versate le cipolle con il liquido in un tegame. Fate cuocere fino a quando si sarà addensato il composto.
Tagliate la cipolla sottile e stufatela in un tegame con un po' di burro e un goccio di acqua. Quando è pronta, tenetela da parte e fate sciogliere un po' di burro. Passate la fetta di fegato nella farina e cuocetela nel burro caldo fino a quando si sarà scurita la superficie.

Impiattate il fegato con sopra le cipolle stufate e a parte la marmellata di cipolle rosse

con questa ricetta partecipo a



Fegato alla veneta su cialda di pasta matta



Tra tutti i componenti del Quinto quarto, cioè di frattaglie di animali di terra e di mare, che non ha avuto "problemi" di degustazione, il fegato è sicuramente quello che ha riscosso piu' successo di tutti. 
Anche perchè è quello che cucino piu' volte durante l'anno. E pensare che da piccola, Alice non voleva nemmeno "vederlo dipinto sul muro" come si dice! Poi, di punto in bianco, un giorno, mentre mangiavo deliziata il mio fegato con le cipolle, lo ha voluto assaggiare e....ora lo divora! 
E grazie alla sfida dell' Mtc, alla proposta di Cristiana, e alla mia "intraprendenza" nel proporre questi piatti, è riuscita ad apprezzare anche il cuore, e un pochino di cervella.....
Anche perchè io dico sempre che una cosa, prima di dire che non la voglio o non mi piace, la devo assaggiare e non scartare a priori! E ho sempre applicato questa "regola" fin da piccola. Cosi era poi libera di dire per davvero se una cosa era buona o no. Per me che mangio veramente di tutto, mi sembra quasi strano e inconcepibile che le persone possano storcere il naso davanti a certi piatti.

Mi ricordo che anni fa, ero in un viaggio premio organizzato dalla casa madre di questa multinazionale, in Marocco, a Marrakech e tra le varie escursioni che facemmo, i bellissimi mercati del souk, dove c'erano spezie a non finire, coloratissimi piatti in ceramica,abiti, articoli di rame finemente lavorato, una sera ci portarono a cena sotto i tipici tendoni Berberi. Tutti tavoli da 8 persone, ad un certo punto servirono come antipasto una torta salata gigantesca che misero in centro al tavolo e ognuno si servi come voleva. Cominciammo a tagliare le porzioni, i primi cominciarono a mangiare e fecero di quelle face!! Chi la sezionava tutta per vedere cosa contenesse, chi beveva vino e acqua per mandare via il sapore....io li guardavo chiedendomi di che cosa sapesse....cominciai a sbocconcellare e...che buona!!! 
Aveva un sapore molto speziato, conteneva carne, prugne, pinoli....Ad un certo punto nella mia porzione, vidi un piccolo pezzo di carne con un ossicino. All'attaccatura la pelle era squamosa. Chiamai il cameriere e in inglese gli chiesi cosa fosse, carne , pesce...va bè il francese non lo sapevo quindi...e lui comincio` a ridere e mi parlava in marocchino. Va bè fa niente mi dissi, ricominciai a mangiare e feci pure il bis, sotto lo sguardo allibito e disgustato dei miei compagni, che si auguravano che le altre portate non fossero tutte cosi'!Ancora oggi, a distanza di anni, sono ricordata come quella che su 800 persone ha mangiato quella cosa che non si sapeva cosa fosse....In realtà, non lo so ancora nemmeno oggi, ma guardando in rete ho letto che c'è  un antipasto servito nelle cene importanti chiamato "bstalh" o pastilla, che contiene carne di piccione. Siccome non è facile trovarla, la si farcisce con carne, frattaglie e spezie. Fin qua niente di strano mi sono detta, le frattaglie mi piacciono quindi....ma un giorno, a distanza di tre anni da quel viaggio, seguendo la trasmissione Superquark, c'era una puntata sul Marocco e sulle tradizioni. "Sotto le tende berbere vengono servite delle torte salate chiamate "torte dell'amicizia" che contengono frattaglie, varie tipi di carne tra le quali anche quella di iguana"....il gelo scende... guardo mio marito con un debole sorriso e lui mi guarda disgustato e mi dice "che schifo, ti sei mangiata la carne di iguana"...e io "va bè son mica morta. Dammi un bacino"..."non ci penso nemmeno"!!! ahahahha
Avete capito adesso chi sono?? Una che mangia veramente di tutto.....provo, assaggio e decido...
E ora veniamo alla ricetta, semplice semplice. Servito sulla cialda che fa da contenitore e da accompagnamento, perchè il fegato è già tagliato e puo' essere consumato man mano insieme. Le due foglie possono essere usate come forchette. E non ci sono stoviglie da lavare!!
Questa è stata letteralmente divorata da Alice fino all'ultima briciola, contenta di non dover tagliare la fetta e poi mettere il piatto in lavastoviglie! Vita comoda................

Ingredienti
1 fetta di fegato di vitello
1 cipolla
farina e burro q.b.


per la pasta matta
100 g farina
50 ml acqua
1 cucchiaio di olio extravergine
sale q.b.

Preparate la pasta matta mescolando gli ingredienti. Formate un panetto che lascerete riposare 30 minuti coperto da una pellicola.
Trascorso il tempo, tirate la sfoglia fino a ottenere una forma rotonda. Con un piatto, ricavate la forma piu' precisa, tagliando lungo tutto il perimetro e con gli avanzi, con l'aiuto di uno stampo per ravioli, ricavate le "foglie" che userete come decorazione e come forchette.
Infornate per 15 minuti a 180°



Tagliate la cipolla a listarelle e fatela sfumare con un po' di burro e un goccio di acqua. Quando è cotta, tenetela da parte e aggiungete un po' di burro nella stessa padella.
Tagliate il fegato a listarelle, infarinatelo e cuocetelo nel burro sciolto, per pochi minuti.
Impiattate sulla cialda di pasta matta

Con questa ricetta partecipo a

http://www.mtchallenge.it/2014/04/mtc-n-38-la-ricetta-della-sfida-e.html

venerdì 28 giugno 2013

Trio d'oignons sur la salade frisée




E' tutto oggi che ho una gnagniiiiera.....sarà per il tempo brutto,cavoli,ho ancora la copertina sul letto e il pigiama non propriamente sexy,sarà per il lavoro che è sempre piu' incasinato,sarà che mi sento un po' sprecata in quello che sto facendo e che ci sto buttando tutta la mia volontà e serietà e determinazione,con il risultato che siccome faccio 30 posso fare anche 31...32..33...ecc....sarà che ultimamente ne sto combinando di ogni,sarà che sono agitata per l'esame di ottavo di violoncello che Alice ha lunedi,sarà che ho voglia di partire ma anche di starmene a casa,sarà che ultimamente a me e ai miei fratelli è giunta una notizia che ha un bel po' stabilizzato gli equilibri miei personali facendomi cadere un po' di piu' nella malinconia,e nel dubbio amletico se fare o non fare una determinata cosa,prendere o non prendere quella determinata decisione che puo' cambiare emotivamente la mia vita,sarà che il segno del cancro è proprio lunatico e romantico e poi non so cosa....dovrei lasciare perdere tutto quanto e mandare a quel paese un po' di gente e cercare di reagire in maniera diversa agli accadimenti che sono accaduti,e appunto visto che già sono accaduti ormai non si cambia piu' il corso delle cose,ma si deve andare dietro alla nuova piega che ha preso la strada,sarà che voglio fare qualcosa che lasci il segno,qualche cosa di importante,una di quelle cose che sono degne di essere ricordate finchè campi,sarà che tutto succede quando Rino non è qua e devo affrontare le cose da sola,senza potermi confrontare e consigliare con lui,certo,dal momento che quando avevo bisogno di parlare e trovare conforto lui era in tournee in Australia e Giappone,e mi mancava un casino,forse perchè era davvero cosi troppo lontano,il fuso orario,e poi la decisione di non tediarlo o impensierirlo con quello che succedeva qua,ma lasciarlo tranquillo a fare i suoi concerti,cosi mi trovavo a cucinare col pc sul tavolo della cucina per vedere gli spostamenti in tempo reale del suo aereo e calcolare se collegarmi in fb o no....insomma un periodo di emme....oggi,visto che ero in stanza da sola,lavoravo al pc e piangevo.....mado' che complicata che sono oggi.....uffffffffff......
poi tornata a casa mi sono rimboccata le maniche e ho pensato a quello che dovevo preparare per cena ,e veramente grazie al cielo ho questo diversivo di blog e tutte le insalatare dell'MTC che mi hanno sopportato questo mese con le mie creazioni a raffica,e qui lo dichiaro,non sono state fatte per primeggiare o cosa,ma prima di tutto perchè mi piace la verdura in maniera stratosferica e poi è stato un po' un salvagente,che mi ha obbligata a stare a galla in tutto questo casino che mi circonda,quindi mi sono buttata a capofitto nel preparare queste insalate.Pero' chiedo venia....portate pazienza ancora poche ore....ahahahh
Cosi,visto il mio umore non proprio allegro,mi sono messa a pelare cipolle,cosi' le lacrime passavano inosservate....per riproporre un piatto che avevo già presentato qua , ma con qualche variante.....
E giusto per non farmi mancare l'atmosfera giusta....perchè non ascoltare due brani in francese cantati dalla bravissima Edith Piaf.....La vie en rose,e queste parole servirebbero a me,di cercare di vedere la vita piu' positiva,rosa,di non abbattermi....e l'altra Non,Je ne regrette rien.....non è che mi abbiano aiutato molto ma...almeno sono arrivata alla fine della preparazione del piatto...mamma mia come si piange ad affettare le cipolle!!!

Ingredienti
insalata riccia
cipolle di Tropea
pinoli
filetti d'acciughe
pane toscano
aglio
farina
olio per friggere
olio extravergine d'oliva
aceto
prezzemolo
zucchero

Esecuzione
Stufate l'insalata riccia con poco olio extravergine d'oliva.Tagliate le cipolle finemente e dividetele in tre parti.
una parte la marinate con olio,aceto,aglio e prezzemolo tritato,lasciandola insaporire per almeno 30 minuti L'altra,la infarinate e friggete in abbondante olio,e la terza la stufate in padella e poi la glassate con un cucchiaio di zucchero.
Tostate i pinoli. Tagliate il pane a fette e poi a cubetti e fateli tostare in una padella antiaderente con un filo di olio extravergine d'oliva e uno spicchio di aglio
Ora assemblate il piatto...dividete l'insalata in tre porzioni e su ognuna poi adagiate i tre tipi di cipolla:  fritta,glassata con i pinoli e marinata con le acciughe e su tutte i cubetti di pane tostato....

con questa cipollata partecipo ala sfida



mercoledì 19 giugno 2013

Trio de oignons et des scarole braisé sur des croûtons grillés


Il caldo mi ha dato alla testa?? Mah....fatto sta che quando ho messo sul tavolo un po' di ingredienti per l'insalata,ho guardato le cipolle e deciso di cucinarle in tre versioni....mi è venuta in mente una filastrocca in francese che sicuramente tutti conoscono...Sur le pont d’Avignon,L’on y danse, l’on y danse,Sur le pont d’Avignon ,L’on y danse tout en rond.....che proprio nulla c'entra n'è con le cipolle n'è con l'insalata!
Ma sarà capitato anche a voi,di avere una musica in testa....e quando entra in testa un motivetto non lo riuscite a scacciare nemmeno se piangete in cinese!! (c'era anche una pubblicità del Carosello che diceva....voglio quel motivetto che mi piace tanto tanto e che fa Du du Dufur....le caramelle!!!)....

E sul tavolo della cucina,in questi giorni staziona anche il pc, perché Rino è in tournè con l'Orchestra in Australia e Giappone,e con la differenza di fusi orari e quant'altro,ogni tanto ci si messaggia su fb.... e per scacciare dalla mente la filastrocca ho cercato un brano che almeno doveva avere almeno come riferimento il numero 3...e qui c'era davvero l'imbarazzo della scelta di Sinfonie...ma non avevo voglia di cose troppo impegnative e cerebrali cosi ho trovato una registrazione proprio carina carina,la Danza finale de Il Cappello a tre punte suonata dall'Orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile di Lanciano,scoprendo che era la registrazione dove aveva suonato Alice!Per cui doppiamente sorpresa,perchè non sapevo che l'avessero pubblicata,e orgogliosa.Il compositore De Falla pero' è spagnolo,quindi non c'entra niente con la lingua francese,col piatto o altro.Solo che questo brano mette allegria e voglia di danzare.Non per niente è un balletto, tratto da un romanzo considerato un capolavoro della narrativa spagnola del XIX secolo,che ha come soggetto un Corregidor,un personaggio Reale,che si innamora della moglie fedele del mugnaio,e di tutte le divertenti conseguenze che si susseguono. La musica è ricca di temi che ricordano la musica popolare andalusa,con un'orchestrazione molto raffinata. Nel balletto si trovano esempi di questo patrimonio folkloristico:il fandango che è accompagnato dalle nacchere e dalla chitarra e la jota,accompagnata anch'essa dalle nacchere e gli interpreti sono vestiti con costumi caratteristici regionali .Nella partitura vi appare anche il canto,in questo caso denominato il cante jondo che nella tradizione andalusa significa canzone profonda.
Spesso triste,associato al flamenco,in questo balletto,è accompagnato dalle nacchere e dal battere ritmico delle mani che gli fa assume un carattere lieto e gioioso.

E alla fine del balletto,messo e rimesso in continuazione...il mio piatto ha preso forma!
A essere sincere ho usato la cipolla anche perchè essendo sola e non dovendo baciare nessuno...potevo finalmente sbizzarrirmi a mangiarne quanta piu' ne potevo senza dare fastidio!Cosi' per preparare le insalate per la sfida dell' MTChallenge,finchè Rino è lontano,ho abbondato di aglio e cipolla!!
Questa volta non ho seguito la ricetta di Leo,in quanto la scarola che ho usato l'ho fatta stufare,anche se parte della preparazione l'ho seguita.
Bene,ecco qua gli ingredienti,non misurati,ma ad occhio,per un gustoso tris dai sapori e consistenze differenti e gustosi!

Ingredienti
scarola
cipolle di Tropea
pomodori secchi sott'olio,
pinoli
filetti d'acciughe
pane toscano
aglio
farina
olio per friggere
olio extravergine d'oliva
aceto
prezzemolo

Esecuzione
Stufate la scarola con poco olio extravergine d'oliva.Tagliate le cipolle finemente e dividetele in tre parti.
una parte la marinate con olio,aceto,agli e prezzemolo tritato,lasciandola insaporire per almeno 30 minuti L'altra,la infarinate e friggete in abbondante olio,e la terza la lasciate cruda.
Tagliate i pomodori secchi a listarelle,tostate i pinoli. Tagliate il pane a fette e fatele tostare su una griglia.
A fine cottura passate sopra uno spicchio di aglio.
Ora assemblate il piatto...su ogni crostone adagiate la scarola e poi i tre tipi di cipolla: marinata,qualche pinolo tostato e cubetti di pane croccanti,solamente fritta, cruda con filetti di pomodoro e acciughe
Ecco qua in primo piano le mie amate cipolle!


Pero' dite la verità....il titolo in francese non è proprio SCICCCCC???!!! Ah,a proposito...vuol dire Trio di cipolle e scarola stufata su crostoni grigliati...ahahah

con questo trio partecipo alla sfida