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sabato 20 ottobre 2012

Il pane dolce del Sabato...tra note,emozioni e distrazioni....



Tutti i mese l' MTChallenge ci propone di realizzare ricette fantastiche ,che magari mai e poi mai avremmo sognato di cuinare , credendole difficili, complicate , perchè non appartengono alla nostra tradizione,perchè non ne conosciamo l'esistenza.... ma che poi una volta fatte ci siamo complimentate da sole per la buona riuscita! E' difficile per me dire quale sia stata finora la ricetta migliore proposta e infatti non la scelgo nemmeno. Pero' la ricetta di questo mese è fantastica , per tanti motivi : non è solo la ricetta di un pane qualsiasi , ma di un pane che ha anche un significato religioso importante , il pane dolce dello Shabbat, la tipica ricetta Kosher cucinata per la colazione o la merenda del sabato. E poi per una miriade di ricordi legati ai luoghi che parlano della popolazione Ebraica. Quindi il massimo rispetto per questa ricetta che penso tocchi un po' il cuore di tutti, per il suo significato , anche se non professiamo questa religione.
Nella versione originale, quella presentata da Eleonora , il ripieno di questa treccia è fatto di uvetta o uvetta e mela, mentre la copertura è data dai semi di sesamo o di papavero.
E anche questa versione volevo realizzare ma....qui entrano in gioco le note le emozioni e le distrazioni che ho inserito nel titolo!
Forse in questo post non avro' proprio il dono della sintesi , d'altra parte sono cosi' tante le cose da dire e le emozioni da condividere che...spero mi perdonerete....
Innanzi tutto per sentirla piu' "mia" , l'ho cucinata proprio di sabato mattina , e per creare l'atmosfera giusta ho messo un cd con due brani cosi particolari e stupendi che vi consiglio di ascoltare , anche se non siete amanti della musica classica , perchè sicuramente toccheranno il vostro cuore !
La grandiosa Rapsodia ebraica per violoncello e orchestra di Ernest Bloch ,compositore e violinista
svizzero che nei suoi capolavori riprende molti temi caratteristici della musica ebraica e poi il toccante Kol Nidrei del compositore tedesco Max Bruch , che a 4:50 minuti prepara quello che a 5:21 è per me l'apice della commozione ("Kol Nidrei" è il nome di una preghiera ebraica, recitata all'inizio del servizio serale dello Yom Kippur (Giorno dell'Espiazione) , il giorno ebraico della penitenza, che viene considerato come il giorno ebraico più santo e solenne dell'anno.  Il nome deriva dalle prime parole (in aramaico) della preghiera, che significano "tutte le promesse", rappresenta l'annullamento di tutti i voti pronunciati nel corso dell'anno. Il servizio ha inizio con la preghiera di Kol Nidre che deve essere recitata prima del tramonto) ....
Non mi addentro ulteriormente in particolari , anche se rimango affascinata dalla complessità e dai rituali e usanze di questa religione....non la conosco e non voglio fare solo un copia/incolla di notizie trovate in rete.

Cosi' ho iniziato a realizzare questo pane , pero' mentre ascoltavo questa musica non potevo cacciare indietro i pensieri e le emozioni che affioravano nella mente e che ho provato quando siamo stati al Quartiere Marais a Parigi , a visitare la Sinagoga e il Ghetto Ebraico a Roma , il piu' antico al mondo, e ancora maggiormente e intensamente nel  Jüdisches Museum Berlin.....quando una morsa mi ha stretto lo stomaco quando sono salita per la lunga scalinata che portava ai piani superiori del museo.... e poi , stralci di brani di libri che ho letto sulla Shoah , racconti di vita vera di persone sopravissute ai campi di streminio . Dopo il Diario di Anna Frank  che tutti sicuramente avranno letto , ho letto  Ho sognato la cioccolata per anni di Trudi Birger che è la protagonista e l'autrice del romanzo nel quale racconta che solo grazie alla sua voglia di vivere e al suo coraggio, era riuscita a scappare e che nonostante la situazione si dimostrava sempre allegra e gentile, per infondere sicurezza a sua madre, che era la sua unica ragione di vita. Sebbene fosse minuta ma molto graziosa e grazie ai suoi capelli biondi riusciva molte volte a impietosire le guardie, riuscendo a farsi risparmiare o a guadagnare del cibo mangiucchiato. La sua infanzia, è stata terribile, dopo il ghetto di Kovno, fu mandata in un campo di concentramento. Dopo tutte le sue disavventure, comunque continuò sempre a sperare, e di immaginare il suo futuro davanti ad una cioccolata calda, e nella Terra d’Isdraele...... questo libro lo abbiamo letto in spiaggia io, Rino, Alice e Andrea , i miei amici del cuore. Certo, non è mica una lettura da spiaggia direte voi , e vi do pienamente ragione , ma l'avevano consigliato alla mia amica e ce lo siamo passato sotto l'ombrellone in pochissimo tempo. Lo abbiamo letto tutto d'un fiato, con sgomento e tristezza , io ho anche pianto , ognuno chiuso come in una bolla , isolato da tutto e da tutti mentre lo leggeva e rispettavamo questo modo di estraniarsi e alla fine,quando veniva passato di mano in mano, nessuno di noi chiedeva se fosse piaciuto o no perchè bastava guardare gli occhi lucidi per capire quanto avesse toccato il cuore!.....
... e tra note e ricordi mi sono trovata a tirare tre lunghe sfoglie , a farcirle , arrotolarle e intrecciarle , per scoprire ormai quando era troppo tardi , che la treccia era lunga quasi quanto il tavolo e mi ero proprio dimenticata di dimezzare l'impasto per realizzare i due pani....cosi', non potendo rimediare al danno e avendo un forno solo di 60x60...ho dovuto piegare a metà la mia treccia , che ho deciso di spolverizzare con due diversi tipi di semi....
Questa ricetta è stata realizzata seguendo tutte le indicazioni di Eleonora e le regole del contest . Quindi troverete pari pari le sue dosi e il procedimento , mentre in rosso la mia variazione, avendo usato il lievito madre.

Ingredienti per due trecce ripiene:

500 gr di farina 0
2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra ( io lievito madre)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva Dante
10 gr di sale
100 gr di uva passa
fichi secchi , mandorle , pinoli , noci q.b.
3 cucchiai di miele
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero

Esecuzione
(La sera prima ho rinfrescato il lievito , perchè volevo servire il pane per colazione , altrimenti basta eseguire questa operazione di prima mattina per la sera: nella planetaria ho versato 200 gr di lievito madre ho aggiunto 350 ml diacqua tiepida nella quale ho sciolto un cucchiaino colmo di miele e 500 gr di farina . Ho messo da parte una quantità pari ad una pallina da tennis che usero' per le prossime panificazioni e ho aggiunto altri 100 gr di farina , una tazzina da caffè di acqua nella quale ho sciolto il sale , l' olio, lo zucchero e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione.  Lasciate impastare fino a quando il composto è "incordato" (foto 1) . L'ho lasciato lievitare tutta la notte coperto da un canovaccio (foto 2) e al mattino il risultato lo vedete nella foto 3.)

Se non usate il lievito madre procedete come segue:
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. ( io mi sono dimenticata come ho detto di dividere l'impasto e l'ho utilzzato tutto!)
Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Tritate grossolanamente la frutta secca  (foto 1) .Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Stendete un cucchiaio di miele sopra ogni parte , versate la frutta secca .
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti" (foto 2) . Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare (foto 3) . Spennellate con l'uovo sbattuto .  Ho piegato la treccia a metà e ho sploverizzato su una parte i semi di sesamo e sull'altra i semi di papavero ( foto grande)

Fate cuocere a 200° per 20/30 minuti fino a quando la superficie sarä leggermente dorata.
Lasciate appena intiepidire e tagliate a fette...
A prima vista potrebbe sembrare poco farcito ma vi assicuro che il gusto del pane dolce e la quantità della frutta secca è ben equilibrato...altrimenti sembrerebbe uno strüdel!!

p.s. non l'ho mai fatto ,ma questa volta mi sento quasi in "dovere" di farlo....questo pane cosi speciale lo dedico a Eleonora , per la sua ricetta che ci ha donato e per il significato che rappresenta . A Eleonora che ho anche conosciuto ad un pranzo di blogger lo scorso anno....grazie!!

con questa ricetta partecipo al contest




 

7 commenti:

  1. meraviglia, più tardi ascolterò questi bravi, quando l'inquinamento acustico di mia figlia me lo permetterà :-D

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  2. ahaha!!! prenditi anche dei fazzoletti....io mi commuovo sempre quando li ascolto!! Sai che è già la quarta fetta che mi mangioooo????!!!! uffff....

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  3. sarà anche un post, come dici tu, dove non hai utilizzato il dono della sintesi, ma è altrettanto coinvolgente ed interessante in ogni sua parte, dalla descrizione della ricetta in sé e per sé, alla scelta del momento, della musica, alla descrizione delle tue sensazioni , della lettura che ti ha emozionato per finire alle spiegazioni tecniche: bravissima davvero!
    Buona serata e grazie
    Dani

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    1. Grazie mille! Buona serata anche a te!

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  4. oooh! grazie della dedica!!!
    ma...come hai fatto a fare quella treccia così lunga? O__O comunque...bello l'accostamento che hai fatto, in effetti non è necessario assolutamente riempirla troppo, anche perchè poi si rischia che esploda o che sia difficile da arrotolare. Non conosco il libro di cui parli "ho sognato la cioccolata per anni", lo cercherò quando possibile. grazie del post, della partecipazione e grazie ancora una volta per la dedica.
    Ele

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  5. Come ho fatto???? ascoltavo la musica e seguivo il filo dei ricordi etiravo,tiravo tiravo la pasta...poi l'ho farcita, arrotolata,intrecciata...mi sembrava di essere in trance...quando poi ho preso laö teglia del forno per appoggiarla...mi sono svegliata dal mio torpore e....ho dovuto piegarla a metà!!!! ahahahah Il libro è veramente bello e la dedica....fatta col cuore! un caro saluto e grazie!

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  6. Parto dalla fine, cioè da quello che ho pensato vedendo la foto della tua treccia cotta: "che bella la treccia siamese!!!!"
    Poi ho cominciato a leggere il post; poi mi è venuta voglia di ascoltare la colonna sonora da te suggerita e ora mi trovo a scrivere coi lucciconi agli occhi, accompagnata dalle struggenti note dei brani che ci hai proposto. E forse sto cominciando anch'io a entrare nello spirito di questo meraviglioso pane dolce dello Shabbat, che è molto più di un pane: è consapevolezza della fratellanza e dell'uguaglianza tra i popoli.

    Grazie.

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