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sabato 27 maggio 2017

La mia Caesar salad per il Club del 27


Una fresca insalata per il mio secondo appuntamento con le ricette per il Club del 27 , targato Mtc
L'elenco di ricette "ripescate" tra le tante eseguite nella sfida sulle insalate, erano molto interessanti, ma il poco tempo e altri motivi, purtroppo, non mi hanno permesso di proporne altre. Io, che durante quella sfida, proposi ben 28 ricette di insalate di tutti i tipi!
Per chi volesse, anzi, lo consiglio, puo' trovarle, insieme a tante altre e ad altri consigli, nel libro Insalata da Tiffany. Un libro da tenere sempre a portata di mano, da sfogliare, utilizzare, e regalare. Adesso poi, che arriva l'estate e tutti vogliono stare leggeri e mangiare cose fresche...
Questa famosissima insalata è una di quelle, interpretata i maniera diversa da tutte/i noi che l'abbiamo presentata, ma presente nel libro. All'epoca della sfida la presentai cosi'.
Questa è stata realizzata seguendo le indicazioni di Leo del blog Cozzaman.

Ingredienti
4 cespi di lattuga romana (quella allungata)
60 g di Parmigiano Reggiano
4 uova
10 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 limoni
4 spicchi di aglio

12 gocce di salsa Worcestershire
6 fette di pane casereccio
Sale e pepe qb

Esecuzione
Per i crostini
In una ciotola, versare 6 dei cucchiai di olio extra vergine dal totale, un pizzico di sale, gli spicchi di aglio privati della camicia e leggermente schiacciati. Lasciate in infusione il tutto per circa 10 minuti.
Tagliate nel mentre le fette di pane in cubetti di circa 1 o 2 cm.
Versate l’olio aromatico in una padella, scaldatelo, e friggete letteralmente i cubetti di pane, avendo cura di girarli su ogni lato, appena iniziano a dorarsi.
Scolateli e fateli raffreddare su carta assorbente da cucina.

Per il condimento
Spremete il limone in un colino, così da filtrarne il succo. Aggiungete la salsa Worcestershire, il parmigiano reggiano grattato e mescolate energicamente.
Riempite d’acqua un pentolino, portate a bollore, e aggiungete le uova, precedentemente lavate sotto acqua corrente, facendole bollire per 1 minuto esatto. Raffreddatele sotto acqua fredda, sgusciatele nella ciotola del condimento, e amalgamatele subito al tutto con una frusta a mano. Salate e pepate.
Unire i crostini e mescolate affinchè “bevano” il condimento.
Staccate con cura le foglie dell’insalata, lavatele senza romperle, asciugatele con carta assorbente.

Composizione
Sul fondo del piatto, spezzettare le foglie di insalata creando un “letto”, condire col restante olio, sale e pepe e aggiungere i crostini imbevuti. Mescolare rapidamente e servire in tavola.




venerdì 26 maggio 2017

Leber chenedi per la tappa San Candido-Piancavallo del Giro d'Italia Aifb



Per questa tappa del Giro d'Italia targato Aifb vi propongo questi gustosissimi Leber chenedi. L'ingrediente che li caratterizza è il fegato, che non a tutti piace, ma per gli estimatori e i golosi sono una vera delizia!

Seguiteci fino alla fine.....

                                        

giovedì 25 maggio 2017

Chenedi Ampezzani e la tappa Moena-Ortisei del Giro d'Italia Aifb




Siamo ormai quasi in dirittura d'arrivo. IL Giro d'Italia Aifb prosegue tra le bellissime cime delle Alpi.
E prosegue anche la carrellata di questi buonissimi Chenedi Ampezzani......

                                            

martedì 23 maggio 2017

Canederli per la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb



Per il 100° anniversario del Giro d'Italia, continuando a partecipare all'iniziativa lanciata da Aifb, rimaniamo in alta quota e gustiamoci questi sostanziosi e gustosi Chenedi col formei e Canederli verdi.

                                         

Pizzoccheri di Teglio. Sciatt e Manfrigole e la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb


Continua il nostro Giro d'Italia virtuale e comodo per commemorare il 100° anno del Giro d'Italia. 
in collaborazione con Aifb
Quello "vero" lo lasciamo fare agli atleti. Io mi "limito" a ripubblicare queste ricette che sono il testimone di una "maratona culinaria" non indifferente!: PizzoccheriSciatt e Manfrigole che soddisfano i palati piu' golosi, che vogliono gustare sapori genuini, "forti", rustici e semplici.
Continuate a seguirci.... in questo viaggio. Ne scoprirete delle...buone!



domenica 21 maggio 2017

Quartetto di gnocchi con marmellata di cipolle rosse di Tropea, sesamo e Alga Nori



Tutto comincio' con questi tre ingredienti:......sesamo, nori, arrow root
Anzi no, cominciamo bene dall'inizio....un lontanissimo 22 settembre del 2015, caspita come passa veloce il tempo, mi sembra ieri! quando durante un blogtour organizzato da Aifb- Associazione Italiana Food Blogger, io e altre socie, abbiamo avuto l'occasione di conoscere alcuni dei prestigiosi marchi della zona trevigiana. Vi invito a leggere le realtà di questa fantastico territorio, in questo mio racconto di viaggio.
Tra tutti i marchi visitati in quell'occasione, oggi vi parlero' solo di uno in particolare, perchè da quel giorno, ho avuto l'occasione di incontrare nuovamente il sig. Adriano, il proprietario, a due importanti manifestazioni fieristiche: Cibus di Parma nel 2016 e TuttoFood al Rho appena concluso. E da quando ho conosciuto i suoi prodotti, non ho mai smesso di acquistarli e consigliarli. Di che prodotti sto parlando? Di un piatto che di solito si consuma di giovedi, che magari non hai voglia di preparare perchè ora che è pronto ti è scappata tutta la poesia, perchè non che sia difficile realizzarlo, ma ci vogliono dei tempi tecnici da rispettare, e cosi ti butti sulla prima confezione che trovi al supermercato, magari quella piu' pubblicizzata, ma che non vuol dire che sia poi la piu' buona.
Si, sto parlando degli gnocchi. Ma non quelli plasticosi e mappazzoni che si attaccano al palato che poche volte in passato mi è capitato di assaggiare, facendomi prendere la decisione che è meglio farli in casa. Sto parlando di gnocchi "veri", proprio di patate vere e non in fiocchi, come quelli che si fanno in casa.
Questa realtà si chiama Master e si trova a Vedelago, in provincia di Treviso. Il primo ricordo che è rimasto indelebile ancora oggi, è il profumo di patate che mi ha accolto nel piazzale dell'azienda....
Le radici di Master hanno origini profonde ereditate dalle famiglie dei fondatori che storicamente operavano nel settore alimentare. Partendo nel 1980, con la commercializzazione di prodotti secchi e dolciari, hanno implementato la gamma con una linea di prodotti freschi e di gastronomia, per arrivare poi solo alla produzione degli gnocchi. Il figlio dei proprietari, Adriano, ci ha condotto all'interno del ciclo produttivo dell'azienda dove da una patata sporca di terra, nasce un morbidissimo e gustoso gnocco!
Con un sistema di controllo totale garantito dalle più rigorose Certificazioni di qualità  riconosciute a livello internazionale, quali UNI EN ISO 22000, BRC, IFS e ICEA: la certificazione di garanzia per la produzione di alimenti con materie prime derivanti da coltivazione biologica.
Anche loro hanno un occhio di riguardo verso l'ambiente, impegnandosi a non sprecare l'acqua di lavaggio sporca, che attraverso un impianto di depurazione esce pulita, energia, e scarti di produzione.

Tornata a casa, scoperto che il supermercato dove di solito faccio la spesa, aveva tra gli scaffali questi gnocchi...bè, non ho avuto nessun dubbio sull'acquisto. E anche mio marito aveva confermato che erano (e sono) veramente eccezionali, anche se io non avevo dubbi in proposito, avendo visto dal vero questa realtà produttiva. Presa dall'entusiasmo, quel giorno, ho pure "contagiato" una signora che era vicina a noi di fronte allo scaffale, ed era titubante, con in mano due confezioni diverse di gnocchi...io non ce l'ho fatta a stare zitta e le ho consigliato i Master. Bè, alla fine della spesa, era in cassa con le confezioni di questi gnocchi!! Mi veniva da ridere, ma ero soddisfattissima.

Questo era quello che succedeva due anni fa. Ma veniamo ai giorni nostri...a quei tre " misteriosi" ingredienti in apertura...
Quest'anno, a TuttoFood, era presente lo stand della Master, che ha organizzato una VeganMasterclass, lanciando poi tra le partecipanti, un Master Vegan Challenge. Loro ci avrebbero spedito a casa la fornitura di gnocchi, vegan (gnocchi Kamut, con farina di farro, con spirulina, con farina integrale, gnocchi rigati) mentre ognuna di noi avrebbe pescato da una mistery box tre bigliettini, che sarebbero stati tre degli ingredienti obbligatori da utilizzare per la realizzazione della ricetta. Ecco, a me sono capitati questi tre...smarrimento totale...come caspita li utilizzo, mi sono detta! Ok, il sesamo lo sanno tutti cos'è. Anche l'Alga Nori, chi non ha mai assaggiato un Onighiri? Ma l'arrowroot? Ho cercato in rete perchè davvero non la conoscevo E ho trovato qualche informazione, che potete trovare anche voi nel caso voleste approfondire l'argomento e l'utilizzo di questo ingrediente, che riassumo velocemente e brevemente qui: Non è "nient'altro" che un amido ricavato dalle radici di diverse piante tropicali, che studi archeologici hanno dimostrato esistessero addirittura 7.000 anni fa. "Arrowroot (o farina di Marante) rende chiari e brillanti gelati di frutta e impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio in gelati fatti in casa. Può anche essere usato come addensante per alimenti acidi, come la salsa dolce e acida asiatica. Viene utilizzato nella cottura per produrre una salsa chiara e saldata, ad esempio una salsa di frutta. La mancanza di glutine nella farina di arrowroot lo rende utile come sostituto di farina di grano per coloro che hanno un'intolleranza al glutine"....

Alla fine, sono riuscita a schiarirmi le idee e a pensare al mio piatto.
Ho utilizzato quattro tipi di gnocchi, servendoli come finger food, ogni gnocco avvolto da un "nastro" di Alga Nori (solo la lunghezza necessaria per richiuderlo, per non prevaricarne il gusto), su una base di marmellata di cipolle di Tropea fatta in casa da mio marito, legata dall' arrowroot per renderla leggermente piu' densa ed edibile insieme allo gnocco senza difficoltà, insomma. per fare una specie di "scarpetta", qualche seme di sesamo e via. Un piatto che "illustra" i diversi sapori degli gnocchi, sulla stessa base di condimento.

Ingredienti (per la composizione come da foto)
Gnocchi Bio Master (Kamut, farina di farro, spirulina e farina integrale)
Marmellata di cipolle di Tropea
Sesamo, Alga Nori, Arrowroot

per la marmellata di cipolle
(preparata in piu' per conservarla)
2,5  kg di cipolle rosse di Tropea
800 g fruttosio
    3 mele

Esecuzione
per la marmellata:
Cuocete le cipolle tagliate a pezzi con il fruttosio e le mele per almeno 1 h. Frullate il tutto.
Travasatela immediatamente in vasetti sterilizzati, chiudete e capovolgete. Lasciateli in quella posizione fino al completo raffreddamento.

Cuocete. seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, la quantità di gnocchi che vi occorre per la creazione del vostro piatto. Io ne ho usati 8 per tipo.
Prendete qualche cucchiaio di marmellata preparata precedentemente e fatela addensare con due cucchiai di Arrowroot.
Tagliate a listarelle larghe quanto la grandezza dello gnocco, l'Alga Nori. Inumiditela con un pennellino e adagiate su ogni alga lo gnocco, "sigillate" con un goccio di acqua.
Impiattate in porzioni singole, mettendo come base la marmellata di cipolle, lo gnocco e qualche seme di sesamo

Sempre nella marmellata aggiungete l'Alga Nori tagliata sottilissima e qualche seme di sesamo e fatela intiepidire. Aggiungete gli gnocchi e impiattate nel piattino piu' grande, aggiungete qualche listarella di Alga Nori cruda e del sesamo




Con questa mia proposta partecipo a questa simpatica MasterVeganChallenge
Ringrazio il sig. Adriano e Serena Aversano per l'invito a TuttoFood e a partecipare a questa iniziativa




Torta del Dunizet e la Tappa Valdengo-Bergamo del Giro d'Italia Aifb



Il cibo e la cucina sono una cosa seria. Nel senso che siamo veramente cio' che mangiamo, quindi dobbiamo stare attenti a tutto cio' che acquistiamo, cuciniamo e portiamo in tavola per preservare la salute di noi stessi e di chi condivide con noi le pietanze cucinate. E siccome la buona tavola è sempre stata sinonimo anche di convialità e allegria, un modo per ritrovarsi, parlare, scherzare, gustare e tanto altro ancora, perchè non "giocare" un po? Da Aifb é nata una bella iniziativa. Dal momento che questa associazione tutela e porta a conoscenza tutte le eccellenze del territorio, e ne abbiamo di eccellenze! , ha pensato bene di far inforcare la bicicletta a tutti i soci che vogliono partecipare a questa biciclettata e....si, ma solo virtualmente!! Perchè questo "gemellaggio" che vogliamo fare è in occasione del 100° Giro d'Italia, e siccome nessuna di noi, o almeno parlo per me, è cosi' allenata, partecipiamo preparando o riproponendo alcune pietanze tipiche della tradizione, delle varie tappe del Giro, che forse ai fornelli siamo piu' allenate!
Quindi, per la tappa del 21 maggio Valdengo-Bergamo, voglio riproporre la Torta del Dunizet.
Gaetano Donizetti, musicista bergamasco, le cui spoglie mortali sono conservate nella Basilica di Santa Maria Maggiore della sua città natale, che gli ha anche dedicato il famoso Teatro.
Autore di piu' di settanta opere, tra le piu' conosciute l' Elisir d'amore, la Lucia di Lammermmor e il Don Pasquale.
Questa torta fu ideata da Alessandro Balzer nel 1948 per commemorare i 100 anni della morte del grande compositore. Quindi c'è un "doppio" legame in questa ricorrenza.

Qui trovate tutte le indicazioni per larealizzazione della torta.

Ma non smettete di "pedalare" con noi. Seguiteci in tutte le tappe di questo gustosissimo Giro d'Italia!!

#aifb #grantour #Giro100 #Giroditalia


giovedì 18 maggio 2017

Rolls con Filadelfia e verdure


E buongiorno. La 66esima sfida di Mtc, è iniziata. Giovanna del blog Gourmandia, la vincitrice di quella precedente, ha scoperto le sue carte e quindi ce la giochiamo tutta con questi Roll.
Anche questa volta, e come dubitarne e meravigliarsi, è una sfida pazzesca, secondo me, puntata sulla precisione ed eleganza. Mica si possono buttare li dei cosi rotondi cosi' come capita.
Ma ecco, che dopo lo "sgomento" iniziale, i "te possino", la lettura e rilettura di tutta la ricetta, le regole e frizzi e lazzi...ti fermi, guardi il calendario, che ha sempre gli stessi giorni piu' o meno, gli stessi fine settimana piu' o meno, e il non tempo, o risicato o inventato del tutte le volte, ti accasci sul divano e dici "e adesso, come e quando li faccio?".
Guardi la ricetta di Giovanna, le sue foto, e il cervello in un nanosecondo, formula una frase che non hai minimamente pensato di pensare. Ma che è li, ormai è pensata e uscita. " Rotoli. Come la vita quando dici che va a rotoli"...e non riesci piu' a scacciare quel pensiero, ormai sei in un labirinto e devi trovare la via d'uscita. Per sdrammatizzare visualizzi quelli di ciccia che ti accompagnano amorevoli da un po' e sti cazzi se vogliono andarsene via. Ma sorridi un po' e basta perchè ti prende il nervoso. Dannato meta e dannata meno!!
Pensi a tutte le volte che la tua vita è rotolata piu' o meno rovinosamnete, a tutte le volte che ti sei rialzata o alla meno peggio sei accovacciata ma non spalmata per terra ed è già qualcosa.
Rotoli. Belli rotondi, lisci, che quando cominciano a rotolare non si fermano piu'.
Pensi al passato e forse un poco a quello che verrà. Ma mentre il passato è certo, nel bene e nel male, e anche se non ci vuoi proprio pensare non è come dirlo, non è come scriverlo sulla lavagna e cancellarlo, non è un foglio di carta che appallottoli e butti nel cestino, non è indelebile e impensabile per un bel niente....il futuro ti sforzi di immaginarlo, come vorresti che fosse, come potrebbe essere con quello che hai seminato oggi, ma siccome non hai le capacità divinatorie della Maga Ciccia, rimane sempre un'incognita.
Pensi a come sarebbe potuto e dovuto essere, cerchi di superare questo pensiero, ma è sempre li' ed è difficile non pensarlo, dal momento che hai a che fare con due musici che svolgono beatamente questa professione, uno in casa, perchè l'ho sposato, l'altra in giro e morire se magari ti da un colpo di telefono o un sms o un whatts per dire in che parte del globo è, e qui parte la gnagnera, lo scazzo, la tristezza perchè sei consapevole che ormai è la sua vita, che è normale che è cosi, ma anche se lo sai, e se sei consapevole di tutto cio' non è che ti piaccia poi cosi tanto nè, e che quando assisti ai loro concerti non puoi fare a meno di pensare che hai dovuto appendere lo strumento al chiodo e sti cazzi.
Cosi', visto che la gnagnera, gli scazzi, i bilanci, i pensieri e gli accadimenti della vita, a volte improvvisi e devastanti ti prendono quando meno te l'aspetti, ho preso la decisione che voglio fare qualcosa per me stessa, che è da anni che è sopita li. in attesa che venga il giorno, e forse il giorno è arrivato. Qualcosa che avrei voluto fare già da ragazza, quando volevo cantare nel coro della Rai o della Scala, ma siccome stavo studiando il mio strumento, ho accantonato questo sogno. Col senno di poi, che son piene le fosse, se avessi scelto di cantare, lo avrei potuto fare ancora adesso. Per questo quando vedo un'Opera dove canta il coro, mi prende una malinconia! E sotto sotto, sarà per questo, che so a memoria la maggior parte delle Opere?
Cosi' pensando a chi si crea i suoi spazi e hobby, mi si è presentata l'occasione di entrare a far parte di un coro di quelli seri, non di quelli che vai li a sparare due note perchè non sai come far passare la serata. Quindi per me è una doppia sfida. Mi metto a nudo e alla prova. Rientro per una sera alla settimana, nel mondo che mi è sempre appartenuto, dentro il cuore e nella mente. Sfogo cantando quello che maschero dentro. E per la serie "io speriamo che me la cavo", perchè l'ho sempre solo suonato e mai cantato, tra un Gloria in excelsi Deo, Domine Fili, Propter Magna Gloria del grande Vivaldi, ho "rollato" per questa sfida. Niente di eccezionale, di fantasmagorico. Se avessi avuto piu' tempo li avrei fatti sicuramente diversi, piu' fantasiosi. Ma siccome non sempre le cose vanno come si vuole che vadano....
Qui Greta ci spiega come realizzare dei rolls perfetti in tutti i sensi

Ingredienti
in quantità variabile e a vostra discrezione, come da foto

La scritta Filadelfia non è un errore, ma voluta, per distinguere questo "formaggio" o meglio crema spalmabile, con quella "vera" in commercio. Che ad essere sinceri, da quando l'ho preparata per la prima volta, non ho piu' comperato l'altra, che proprio mi disgusta, la trovo pesante, plasticosa, insomma, non mi piace proprio. Ci si mette un attimo a prepararla e sono sicura che una volta provata, non la abbandonerete piu'. Questi sono gli ingredienti e il procedimento:

1 kg di yogurt intero
sale fino

Esecuzione
Direttamente nel barattolo dello yogurt aggiungete un cucchiaino raso per confezione. Mescolate il tutto e travasate il composto in un fazzoletto di cotone sottile, appoggiato su una ciotola. Chiudete a fagottino e cominciate a strizzare delicatamente, fino a quando non scenderà piu' cosi' copiosamente il liquido dal fazzoletto. Chiudetelo con una molletta o altro, e adagiatelo in uno scolapasta appoggiato su un contenitore alto. No deve appoggiare al fondo, altrimenti sarebbe sempre a contatto con il liquido che tralascia. Lasciatelo in frigorifero almeno 4 ore. Piu' lo lasciate piu' rimane compatto.
Dividete il composto in tre parti. In una aggiungete la melissa tagliata sottile, nell'altra la crema di peperoncino
Per preparare il roller stendete un foglio di pellicola trasparente della lunghezza di circa 60 cm; adagiate su di essa le fette di prosciutto, mortadella, alga nori in modo che siano leggermente sovrapposte tra loro e formino un rettangolo regolare. Cospargete con il Filadelfia lasciando pulita e libera la parte superiore del rettangolo, disponete lungo il bordo inferiore gli ingredienti che avete deciso di utilizzare, e arrotolate partendo dal basso aiutandovi con la pellicola fino a chiudere il cilindro con la parte finale del cilindro.
Bagnate con acqua un piano di lavoro liscio e pulito. Stendete sul piano bagnato altri due fogli di pellicola trasparente di 60 cm di larghezza sovrapponendoli parzialmente (circa 10 cm dei due fogli dovranno essere sovrapposti e ben aderenti l’uno all’altro in modo da ottenere un grande rettangolo). Trasferite su di esso il cilindro senza la pellicola usata in precedenza e arrotolatelo con la nuova pellicola preparata. Tenete la pellicola per le estremità e fate rotolare il roller più volte sul piano bagnato in modo che i lembi si attorciglino e stringano il roller dandogli una forma omogenea e regolare. Chiudi gli estremi con nodi stretti.
Mettete in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore, fino a quando abbia raggiunto la durezza che permetta di tagliarlo senza deformarlo.
Io, obbligata a farlo nel poco lasso di tempo che avevo libero, mi sono ritrovata a sera con i rolls pronti arrotolati, con una luce da schifo per le foto, troppo tardi per mangiare e da mettere ancora nel freezer! Ma dopo essermi consultata con Giovanna, mi ha rassicurata dicendomi di metterli pure nel freezer tutta la notte e un'ora prima di fare la foto estrarli. Cosi' ho fatto ed è andata bene. Quindi, penso per le prossime volte, nel caso dovessi rifarli, di organizzarmi per tempo o di sfruttare il fatto che li possa conservare, e non trovarmi impreparata. In ultimo, potrebbero sembrare un po' troppo "alti", ma le boccucce che li hanno divorati hanno superato brillantemente la prova "sloga mascella"....tutto quanto in un boccone.
Qui sotto gli ingredienti che ho utilizzato e le fotografie del procedimento:

Rolls con alga nori (un foglio di alga= 5 rolls. Il doppio se tagliati piu' bassi)
2 fogli di alga nori ( uno come base e uno sopra il Filadelfia)- asparagi-carote- Filadelfia- melissa (del mio erbolario)

Rolls con prosciutto cotto: (8 rolls. Il doppio se tagliati piu' sottili)
100 g prosciutto cotto-Filadelfia-1 confezione di tonno-radicchio rosso di Treviso-asparagi


Rolls con mortadella: (8 rolls- Il doppio se tagliati piu' sottili)
mortadella-caprino mescolato con salsa al peperoncino (fatta dal collega siciliano con i peperoncini dei suoi appezzamenti)-semi di sesamo-carote-zucchine-pomodorini ripieni


Una volta tagliati, posizionateli sulla tigella intera o tagliata a filo del roll

                           



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 66 di Mtc



martedì 25 aprile 2017

Sartu' con pollo speziato, piselli, pecorino toscano e besciamella di farina di segale alle 12 erbe


Quando ho visto che Marina del blog Mademoiselle Marina aveva vinto la scorsa sfida Mtc, pensavo che ci proponesse un piatto serbo o comunque "straniero". Invece, no, o perlomeno, non esattamente. Tutte quante siamo messe alla prova e alle prese con il Sartu', ricetta tipica della Napoli del ‘700 nata durante il dominio dei Borboni nel regno delle due Sicilie. I cuochi francesi che erano a servizio delle case aristocfatiche, hanno deciso di "complicarci" un po' la vita. Eh si, perchè anche se la preparazione è di per sè semplice, è comunque un po' lunga e delicata, specialmente quando arriva il momento di scoperchiare lo stampo che racchiude il nostro capolavoro. Si snocciolano tutti i nomi dei santi del Paradiso, si incrociano le dita, si trattiene il fiato come quando si fa la radiografia e.......voilà. Da come "reagisce" il nostro composto compattato, si capisce subito se è riuscito o no....
Snobbato e definito “sciacquapanza”, povero e insapore, questi cuochi ci hanno dimostrato l'esatto contrario. Perchè la ricetta tradizionale originale del sartù prevede un ripieno di mozzarella o provola, uova sode, piselli freschi, parmigiano grattugiato e ovviamente le polpettine di carne macinata e pane raffermo senza dimenticare i fegatini.
Il riso da utilizzare è il Carnaroli, perchè ha una buona percentuale di amido amilosio che aiuta a mantenere la forma del chicco non sfaldandosi e di amido amilopectina che dà collosità e cremosità al riso e assorbe maggiormente i sapori che si inseriscono nel risotto.
In alternativa al riso carnaroli si può usare il vialone nano che assorbe maggiormente i sapori ma mantiene bene la forma. Se vi piace il rischio utilizzate l'arborio...

Se volete approfondire l'argomento leggete i consigli di Eleonora

Letto e riletto il regolamento, avevo pensato di non partecipare, sia per la mancanza di tempo sia per altri mila motivi che non mi dilungo a spiegare...ma poi, eccomi qua, al pelo! Con un banalissimo sartu', perchè man mano che passava il tempo e comunque pensavo a come poterlo realizzare, dalle fotografie delle altre partecipanti, le mie idee venivano accantonate, perchè monoporzione, nero, alla mantovana, bicolore ecc, le avevano già presentate...
Comunque sia , è stato divorato stasera per cena, quindi devo dire che è andata bene dai.
Un po' "alternativo" per via delle spezie che ho usato e l'azzardo della besciamella.
Lo scorso anno, nel supermercato di Gex, un delizioso paesino francese al confine con la Svizzera, ho fatto incetta di spezie varie. Certo, magari farà un po' strano, ma non ho saputo resistere.
Cosi metà del riso l'ho condita con una spezia chiamata Chorba, e il pollo l'ho aromatizzato con una spezia di nome Poulet (ovviamente apposta per il pollo...)
La besciamella invece l'ho preparata con farina bianca e farina di segale, per dare un gusto un po' piu' "rustico", leggermente smorzato e profumato dalle 12 erbe aromatiche che ho sul balcone, nella parete attrezzata che mi ha gentilmente costruito mio marito (dopo che gli avevo tolto fiato e pelle dicendogli che mi sarebbe piaciuta tanto tanto ma tanto. Una ne avevo chiesta. Due me ne ha fatte....)


E ora veniamo alla ricetta

Ingredienti
Per le polpette
500 g carne trita
100 g salamella mantovana
100 g mortadella
grana grattugiato, prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
farina di segale
salvia e rosmarino q.b.

500 g Carnaroli
1/2 cipolla
brodo vegetale
70 g grana grattugiato
3 uova intere
5 cucchiai di Chorba

Per il ripieno
4 fette di petto di pollo
Spezie (io Poulet)
piselli
pecorino toscano

per la besciamella aromatizzata:
50 g di burro
25 g di farina bianca
25 g farina di segale
500 ml di latte
sale q.b
erbe aromatiche: issopo, dragoncello, timo variegato, timo limonoso, santolina, crescione d'acqua, basilico, cerfoglio, melissa, maggiorana, santoreggia.

Esecuzione
polpette (ne sono uscite 90) :
In una ciotola mettete le 2 varietà di carne macinata con il prezzemolo e l’aglio tritati.
Mescolate con le mani e aggiungete l'uovo il sale e il pepe e poi formate delle palline; passatele nella farina di segale e cuocetele in un largo tegame con olio extravergine d'oliva, salvia e rosmarino
Scolate dall'olio e lasciatele riposare su un piatto con della carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.
risotto;
In una casseruola mettete 1 filo d'olio extravergine e la cipolla tagliata finemente.
Aggiungete il riso e fate tostare qualche minuto.
Aggiugnete il brodo vegetale, 1 mestolo alla volta, e portate la cottura del riso a ¾ mescolando spesso.
Togliete il riso dal fuoco e fate raffreddare prima di inserire le uova e il parmigiano.
Mescolate bene per amalgamare perfettamente il riso con le uova.
Dividete in due parti. In una aggiungete la spezia Chorba

ripieno:
In una padella mettete 1 filo d'olio, aggiungete la carne di pollo tagiata a listarelle e fatela dorare in tutte le sue parti. Aggiungete le spezie, amalgamate e mettete da parte.

besciamella:
In una casseruola preparate il roux facendo sciogliere il burro e amalgamandolo con le farine.
Aggiungete il latte, il sale e mescolate bene, facendo addensare la besciamella fino a quando il composto sarà liscio. A fuoco spento aggiungete le erbe aromatiche spezzettate.

Assemblamento del sartù:
Imburrate bene lo stampo e ricopritelo di pan grattato.
Fate la base con il riso bianco, dell'altezza di 1 cm. Foderate anche le pareti, alternando il riso bianco e il riso speziato, secondo la vostra fantasia.
Adagiate le polpettine, il pollo, i piselli e il pecorino
Fate un' altro strato di riso sopra il ripieno alto 1 cm; versate il ripieno restante.
Coprite con il riso, spolverate con il pan grattato e aggiungete qualche fiocco di burro.
Infornate a 180 ° per 35-40 minuti in forno statico. Sarete certi della cottura quando vedrete che i bordi saranno ben dorati e si staccheranno dallo stampo;
Togliete dal forno, fate riposare 15-20 minuti e sformate il sartù sul piatto da portata






le erbe utilizzate:


con questa ricetta partecipo alla sfida n 65 di Mtc








lunedì 27 marzo 2017

La mia Torta di zucca e riso ligure per il Club del 27




Una nuova "avventura".  Non è una gara, non è una sfida, non è il numero totale dei partecipanti o iscritti, che sono molti molti di piu'. Ma che cos'è allora? Il Club del 27 "e’ un gruppo che nasce all’interno dell’ Mtc, ma aperto a chiunque voglia farne parte, con lo scopo principale di tornare a cucinare sul web come si faceva una volta: quando il cibo di internet non passava attraverso portali quotati in borsa, prezzemoline in tacco 12, foodblog che ormai sono dichiaratamente vetrine, eventi, lustrini, ricchi premi e cotillons. Ma quando si accendeva il pc con il solo scopo di condividere una ricetta che era riuscita bene, di capire perche’ qualcosa era andato storto, di invitare amici virtuali nelle stanze di una vita quotidiana in cui la cucina era, ancor prima che pretesto, fulcro, cardine, anima.....E ci piaceva cosi tanto che adesso torniamo alla riscossa, riorganizzandoci in un gruppo che mette di nuovo al centro quei contenuti e quello spirito. Lo si fa all’interno dell’MTC perche’ questa community ha sempre cercato di mantenere la sua identita’ (nello spirito della condivisione, nella gratuita’, nella liberta’ di chiunque vi partecipi) e perche’ l’altro obiettivo e’ quello di recuperare le ricette del Tema dei Mesi passati, per farle rivivere in questo clima. Sono talmente belle, talmente curate, talmente ben fatte- e a tal punto espressione di questa voglia di cucinare nuda e pura- che e’ un dolore, vederle travolte dal “panta rei” del web".....
queste sono le parole di Alessandra, che ci tiene simpaticamente e scherzosamente "a bada e in riga" qb, giusto perchè facendo, sbagliando, rifacendo con umiltà senza sentirsi chissà chi, si imparano sempre tante cose e si provano ricette che mai e poi mai avresti pensato di fare o perchè non le conoscevi o perchè ti ponevi dei limiti....

"E allora, ecco l’idea: perche’ non creare un club di appassionati di cucina, che si incontra tutti i giorni in uno spazio virtuale per cucinare il piatto che preferisce, nell’elenco di quelli indicati, come lo preferisce, discutendone con gli altri, condividendo successi e flop, dubbi e certezze, saperi collaudati e “dritte” fresche fresche- e che poi si da’ appuntamento il 27 di ogni mese, pubblicando i propri piatti?"

Ecco...detto...fatto...con la mia tessera n. 33, mi metto in gioco e via...se non fossi in perenne lotta con quella roba chiamata bilancia e se avessi avuto piu' tempo mi sarebbe piaciuto farne di piu' perchè sono tutte fantastiche, ma scegliendo quale fare mi sono accorta che avevo giust' appunto zucca e spinaci, insomma, come dire, erano già li...e cosi' ecco la mia torta. L'originale di Sabrina la trovate qui.

Ingredienti

Farina bianca 400 g
Riso vialone 100 g
Olio extravergine di oliva 130 g
Uova 4 più 1 albume
Zucca gialla 500 g
Maggiorana q.b.
Parmigiano grattugiato q.b.
Cipolla 1/2
Spinaci 180 g
Sale q.b.

Esecuzione
Pelate la zucca, togliete i semi e grattugiate con grattugia grande. Cospargete di sale (poco) e coprite per 20 minuti. Serve ad ammorbidire. Tritate la cipolla e saltate in padella con dell’olio.
Aggiungete gli spinaci mondati e ben asciutti, coprite con un coperchio e fate ammorbidire mescolando ogni tanto fino a cottura. Tritateli con un coltello appena raffreddati.
In una ciotola unite il trito di cipolla e spinaci, la zucca, il riso crudo, le quattro uova, una manciata di parmigiano e maggiorana tritata. Aggiustare di sale e aggiungere 30 g di olio, mescolare molto bene tutti gli ingredienti.

Con la farina, l’olio rimasto, un pizzico di sale e acqua tiepida fate una pasta, lavorandola bene.
Dividetela in quattro parti uguali.
Oliate una tortiera di 28 cm. (bassa, tipo crostata) prendete un pezzo di impasto e stendete per foderare il fondo della tortiera e fate debordare la pasta. Ungetela delicatamente con un pennello.
Fate altrettanto con un secondo pezzo di pasta, oliatela e posatela sul primo disco. Sistemate poi sopra tutto il composto preparato, livellandolo. Con la pasta restante fate altri due strati, oliateli e posateli sul ripieno.
Sbattete l’albume, unite una cucchiaiata d’olio e pennellate con esso la superficie della torta.
Mettete in forno moderato a 180°C e cuocete per un’ora. Durante la cottura gli strati di pasta in superficie tenderanno a rimanere staccati ed a formare delle decorative bolle di aria. Fatela raffreddare e mangiatela tiepida!


E’ squisita, sana e leggera!


N.B. Io ho fatto la metà della dose per il ripieno mentre per l’impasto non ho variato nulla. Pero' la prossima volta lo devo stendere piu' sottile, "riciclare" gli avanzi di pasta facendo dei grissini o altro e usare uno stampo meno alto.
Sbagliando si impara!!

e se volete trovare qualche spunto, le altre ricette le trovate qui !




domenica 19 marzo 2017

Terrina di verdure con formaggio splamabile in guscio di alga nori con verdure caramellate e zucca allo zenzero


Ogni mese, a turno, qualcuna di noi, si becca un sentito e corale "te possino" quando viene pubblicato il tema della sfida Mtc, Questo mese tocca a Giuliana Fabris del blog La gallina vintage. E da parte mia  molto sentito. Perchè non ho mai fatto una terrina, perchè di carne e pesce non mi andava, perchè sono (sarei) a dieta, perchè non avevo tempo, perchè ho fatto 15 giorni a casa dal lavoro per una bronchite coi fiocchi, quindi ero fiacca e debole, perchè il regolamento era ancora piu' "complicato" delle volte precedenti....ma poi ho preso "coraggio" e mi sono letta e riletta tutto quanto, con tutte le raccomandazioni, sul come e perchè e quante foto pubblicare pena la "squalifica". E ho cominciato a pensare a come e cosa fare. Non so per quale arcano motivo, mi sono venute in mente tre cose. tre desideri mai esauditi, che riguardano la mia infanzia/giovinezza.
Ho sempre desiderato il Cicciobello. Ma costava troppo e i miei non me lo hanno mai comperato. Pero' mia mamma lo ha regalato ad Alice quando aveva due anni. E quando ho visto questo bambolotto morbido, grande, sempre agognato, l'ho guardato, tenuto in braccio un attimo e morta li.
Poi è venuto il turno della Barbie. Guardavo tutte le location di questa bambola fortunata e ricca, la roulotte, la piscina ecc. A me non è arrivata ma a mia cugina, mia mamma l'ha regalata un Natale.
Non vi dico la mia delusione.
E infine, il cubo di Rubik. Ho sempre invidiato profondamente chi in quattro e quattr'otto riusciva a far combaciare tutti i colori. Io pero' ero brava al gioco del 15, anche li un minimo di destrezza ci voleva. Minima si. Ma che ci potevo fare? Quello avevo! E lo scorso anno, mio marito, mi ha fatto trovare il cubo agognato sulla tavola. La mia reazione è stata quella di una "pazza". "Il cuboooo. Il cubo di Rubik. Graaaazzzieee!!!", manco avessi ricevuto un diamante o una caccavella da cucina (che ogni tanto arriva e poi si lamenta che ho troppa roba....). Me lo sono "scombinato" perchè volevo poi rimettere a posto tutti i colori....ma ahimè invano, invanissimo....riuscivo da una parte ma non dall'altra, un nervoso! Cosi è rimasto a impolverarsi sul mobile, fino a quando un giorno, Alice è passata da casa e in quattro e quattr'otto me lo ha sistemato....sorvoliamo sui pensieri e parole che ho pensato e detto va!
Detto cio', alla fine di queste elucubrazioni mentali da ricovero obbligato e immediato, ho deciso come avrei fatto la terrina. Ho preso carta e colori e me la sono disegnata. "La mia terrina sarà come il cubo di Rubik"
Già, ho detto bene....sarà. Perchè tra il dire, il disegnare e il fare....ci sono una serie di incognite e variabili che....come potete vedere il risultato non è proprio "cubico". Ho passato piu' tempo a tagliare le verdure a quadrato che tutto il resto. E mentre assemblavo i colori, sembrava fosse tutto ok. Quando poi ho chiuso tutto con l'alga, mi sono detta "speriamo siano tutti allineati". Cosi è rimasta la "suspanssssss" fino al taglio. E quando ho visto l'interno, mi sono detta "si vabbè, nemmeno questo cubo è riuscito"....e allora vi presento la mia creazione che doveva chiamarsi Terrina Rubik ecc ecc ma che si è trasformata in una terrina tipo mosaico...e siccome non tutte le ciambelle riescono col buco...pazienza, era buona ma buona lo stesso, è questo che conta. Accompagnata dalle verdure che la compongono, caramellate, e dalla zucca caramellata e con lo zenzero.
Se c'è qualche ardimentoso precisino che vuole cimentarsi in una terrina alla Rubik....si faccia avanti. Le terrine di Giuliana le trovate qui, la mia qui di seguito, che piu' la guardo, piu' mi rivedo il cubo davanti agli occhi, piu' penso a come sarebbe dovuta essere e piu' mi diverto del mio risultato!

Ingredienti
1 kg di yogurt intero
1 cucchiaino di sale
verdure: peperone giallo, rosso, cornetti (fagiolini), scorzonera, 2 carote, zucca (io violina), zucchina
alga nori
zenzero qb (io in polvere)
4 fogli di colla di pesce

Esecuzione
Il giorno prima (io venerdî sera) preparate il "formaggio" spalmabile. Aggiungete un cucchiaino colmo di sale allo yogurt. Mescolate e versatelo in un fazzoletto a trama leggera, appoggiato in uno scolapasta. Chiudete i lembi del fazzoletto e strizzate leggermente. Vedrete che comincerà già a colare del liquido giallastro, Tenete chiuso il fazzoletto, appoggiate lo scolapasta su una ciotola o altro contenitore, facendo attenzione che il liquido di scolo non rimanga a contatto con il fazzoletto e mettete in frigorifero. Diciamo che sono sufficienti anche tre/quattro ore per ottenere un buon risultato. Piu' ore rimane, piu' rimane compatto.
(Sabato h 06.00!!) : Lavate e aprite i peperoni a metà, togliete i filamenti bianchi e i semi. Tagliate la zucca a metà, togliete i semi. Mettete queste verdure sulla leccarda e fate cuocere in forno fino a quando saranno cotti. Il tempo dipende dalla loro grandezza.
Togliete la pelle ai peperoni e la buccia alla zucca.
Fate cuocere in tegami separati le carote, la zucchina, la scorzonera, lasciando le carote e la zucchina leggermente "al dente".
Quando le verdure sono cotte, tagliatele per il lungo dando una forma quadrata.
Preparate la gelatina seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, strizzatela e fatela sciogliere in un goccio di acqua. Aggiungetela al formaggio spalmabile e mescolate bene.
Rivestite uno stampo con la pellicola trasparente e adagiate i fogli di alga nori. Fate la base con il formaggio, adagiate tre tipi di verdure secondo i colori che preferite, fate uno strato di formaggio, adagiate ancora tre verdure, ancora formaggio e ancora tre verdure (ricordatevi di come è fatto il cubo...).
Chiudete la superficie con l'alga, inumidite le estremità e mettete in frigorifero tutta la notte.
 (Domenica): Fate caramellare le verdure con due cucchiai di zucchero.
Schiacciate un po' di polpa di zucca lasciando intero qualche pezzetto. Fatela caramellare e aggiungete alla fine due cucchiai di zenzero.
Togliete dallo stampo e impiattate

L'interno del "cubo scomposto"...
con questa ricetta partecipo alla sfida n. 64 di Mtc




domenica 12 febbraio 2017

Pollo fritto o Fried chicken per Mtc


Eccoci di nuovo in pista, o meglio ai fornelli, con la ricetta della sfida Mtc n. 63, che ci ha lanciato Silvia Zanetti, la vincitrice della volta scorsa sui Macarons: il Pollo fritto.
Una sfida goduriosa, se solo fosse capitata in altri momenti. Per la serie: momento apatico / languente culinario, momento, un po' troppo spalmato nel tempo, di problemini di salute, perenne lotta perennemente persa con la maledetta bilancia, che non si mangiano fritti in casa nostra se non solo durante le vacanze al mare all' Hotel Caruso, che non si mangia quasi piu' carne, che siamo rimasti in due quindi devo riproporzionare tutto quello che cucino o cucina mio marito...insomma, sono entrata un po' in "crisi".
Siccome il pollo, che già mangiamo raramente, non lo comperiamo al supermercato, ma direttamente dalla fornitrice di fiducia, che se chiedi un pollo piccolo ti guarda molto ma molto male, perchè da lei i polli sono cosi' punto e basta (dai 3,5 kg in su, e non sono pompati), ci siamo chiesti "Chi mangia tutto quel pollo?".
La soluzione piu' ovvia sarebbe stata quella di comperare solo due cosce al supermercato, ma....anche no grazie. Cosi' il pollone, è stato comperato dalla "sciüra dei polli", sezionato, porzionato seguendo le utilissime "istruzioni" di Daniela qui e utilizzato due cosce e un ala per questa ricetta, e il resto è stato omaggiato alla figlia, che era passata da casa per una visita lampo.
"Come al solito" mi sono messa come sottofondo un po' di buona musica, che ha spaziato dalla  Banda Musicale del Marines, a Porgy and Bess di Gershwing, da Candide di Bernstein alle Colonne sonore suonate dalla Chicago Synphony Orchestra e infine alla Musica Country..."Ma ce la facciamo a mangiare per le 3?", chiede mio marito, visto che mi stavo lasciando un po' prendere dalla musica...
Mentre friggevo, pensavo a quando siamo stati a Orlando in Florida, a Disney Word, con Alice che aveva 6 anni, e mentre noi bevevamo come cammelli per il caldo, nei parchi incrociavamo famiglie che addentavano una coscia fritta di quello che a noi sembrava un dinosauro...ma si sa, in America è tutto Big....

Quindi, ecco la mia piccola proposta, versione infarinata, e versione con panatura creativa accompagnata dai Pickles, sottaceti lampo davvero eccezionali, per essere la mia prima volta  "Ma non potevi farne di piu'?" " Se avessi avuto piu' aceto lo avrei fatto" "Ma potevi andare a comperarlo". "Non ne avevo voglia"....
La scorzonera, è una radice amare, che non a tutti piace, anzi, quasi a nessuno, ma fa tanto bene, cosi' dicono. E siccome mangiata al vapore e condita con olio e pepe è ormai banale, ho provato a glassarla con lo sciroppo d'acero, giusto per stare in tema Ammmerica... "Quella roba li te la mangi te" "Certo che me la mangio io, ma è cosi' buona cosi'. La vuoi assaggiare?" " No che schifo"...
Il latticello mi spiaceva buttarlo, cosi' l'ho addensato e aggiunto erba cipollina (potete anche aggiungere l'aglio). "Cos'è quella roba bianca?" "Il latticello" "Ah"....
Ma si puo' mangiare? " No aspetta, devo fare la foto sul piatto" " E adesso?" "No, devo fare l'interno"....ahahaha....momenti Mtc...

Iniziamo va...

LATTICELLO 
Ingredienti per 500 g 
250 g latte parzialmente scremato
250 g yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato
In una ciotola versate lo yogurt e il latte e stemperateli, infine aggiungete il limone. Lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti circa e poi versatelo sulla carne, coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.

2 cosce di pollo + un ala
POLLO FRITTO Panatura con farina
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
200 g farina
sale
pepe

Esecuzione
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.

Rimuovete la coscia dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno. Preparate una ciotola abbastanza capiente per contenere 3/4 pezzi di pollo alla volta e metteteci la farina con il sale e il pepe.
In alternativa mettete farina, sale e pepe dentro un sacchetto alimentare capiente.
Prendete la coscia di pollo, mettetela nella farina ed infarinatela pressando leggermente la carne oppure inseritela nel sacchetto, chiudetelo ed agitate finché non sarà ben infarinati.
Scuotete per eliminare la farina in eccesso ed appoggiatela sul piatto preparato in precedenza.

A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più .

(sistema casalingo paraspruzzi...)


Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.

POLLO FRITTO Panatura con uovo e pane aromatizzato
1 uovo
100 g farina
100 g pane grattato
sale
pepe
salvia e rosmarino,
1 cucchiaio di mandorle e 1 di nocciole
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite

Esecuzione
Rimuovete la coscia dalla marinatura, lasciatela scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno. Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.

Grattugiate il pane con la salvia, rosmarino, mandorle e nocciole.
Mettete l'uovo in una ciotola, mescolate con una forchetta, salate e pepate.
Ponete il pan grattato e la farina in altre due ciotole distinte altrettanto capienti.
Prendete la coscia, passatela nella farina pressando leggermente la carne e scuotetela per eliminare la farina in eccesso. Poi immergetela nell’uovo ed infine passatela nel pan grattato pressando nuovamente le carni.
Appoggiate il pollo sul piatto fondo.
Se desiderate una crosticina più consistente potete fare una doppia panatura nel pan grattato cioè pan grattato/uovo/pan grattato.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.

Pickles
Ingredienti per la salamoia
250 ml di aceto bianco
250 ml di acqua
70 g di zucchero
2 cucchiai di sale

Cavolfiori, cipolla, finocchio, zucca, broccoletti di Bruxelles, taccole.

Affettate tutte le verdure con la mandolina, più saranno spesse e più impiegheranno a raggiungere il risultato desiderato, ma generalmente è questione di un tempo che va da 12 ore ad un paio di giorni. Per quanto riguarda broccolo e cavolfiore potete tagliare le cimette in quarti.
Mettete in un pentolino tutti gli ingredienti della salamoia e fate spiccare il bollore mescolando ogni tanto per far sciogliere zucchero e sale. Poco prima di spegnere aggiungete l’aneto.
Riempite i barattoli con le verdure affettate, premendo bene. Quando i barattoli sono pronti versate la salamoia in modo da riempire ogni buchino rimasto vuoto, chiudete col tappo, capovolgete il vaso un paio di volte per far penetrare bene il liquido ovunque e mettete a riposare in frigo. Durante il riposo agitate il vaso un altro paio di volte.

Scorzonera
sciroppo d'acero
zucchero
Con un pelapatate togliete la buccia alla radice di scorzonera. Tagliatela a tocchetti, e fatela cuocere a vapore lasciandola "al dente". Mettetela in una padella, aggiungete un paio di cucchiai di zucchero. Quando è sciolto, aggiungete due/tre cucchiai di sciroppo d'acero e fate glassare.

Salsa al latticello
erba cipollina (secondo i gusti)
farina qb
aglio (a piacere)
Versate il latticello in un tegame. Aggiungete erba cipollina e/o aglio. Se è troppo liquido, aggiustate la densità aggiungendo qualche cucchiaio di farina, poco per volta, fino a quando si sarà ottenuta la giusta consistenza.


con questa ricetta partecipo alla sfida n. 63 di Mtc