giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!


Si dice che a volte ritornano.....e noi siamo ritornate. Alla grande, ancora piu' entusiaste e orgogliose di prima, per tutto il nostro lavoro e il risultato ottenuto....perchè davvero questo è piu bello, non trovate??
Già all'uscita del nostro primo libro, a dispetto di chi magari non ha creduto in noi, gli e le invidiose, quelli che magari dicevano si ma cosa credono di fare queste qua.... i risultati sono stati strepitosi, ben 2000 copie vendute in sei giorni, ristampa dopo solo un mese....come avevo raccontato qui e qui . E se nel primo libro, ci eravamo divertite e camuffate con  #questonatalebastabiscotti, questa volta è stato automatico dire  #questoepiubello!!
Perchè si...perchè basta sfogliarlo per rendersi conto dell'eleganza e della bellezza delle foto che ritraggono piatti fantastici. Con una cura e dovizia di particolari, che chi ha lavorato in prima linea ha potuto toccare con mano e vivere un'atmosfera da sogno, ribaltata in un'altra epoca, tra scatti, suppellettili e tovaglie preziose. Giornate intere passate gomito a gomito in compagnia di Alessandra ideatrice di questa bellissima collana I libri dell'Mtc edito dalla casa editrice Sagep di Genova a 18 euro, fotografie di Paolo Picciotto, con le illustrazioni di Mai Esteve e impaginazione di Barbara Ottonello e il grande Editor Fabrizio Fazzari che ancora una volta si è trovato piacevolmente coinvolto in questa nostra avventura. In vendita su IBS, Amazon e nelle piu' importanti librerie, come la volta scorsa.

Mi dilungherei per chissà quanto ancora, per descrivere l'emozione, il coinvolgimento, l' allegria e la serietà che ci hanno accompagnato pagina dopo pagina, ricetta dopo ricetta ma....parliamo un po' del libro che come argomento ha le insalate come non le avete mai viste!
41 ricette di "insalate da Tiffany", ossia le insalate pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier &Co al tempo della nascita dell'alta ristorazione.


Seguono poi 53 "pezzi facili", vale a dire insalate nel senso più classico del termine. Le prime sono tutte ambientate nella Belle Epoque, con pezzi d'epoca originali e preziosissimi.........


 le seconde hanno una grafica assolutamente contemporanea, con le illustrazioni della Mai.......



In mezzo, ci sono x alla enne condimenti: emusioni stabili e instabili, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa.
E poi, c'è il "solito" tutto il resto: il c'era una volta, con la parte storica, e la parte più tecnica, con le attrezzaure, i consigli, il come si fa.
E come la volta scorsa, questo libro non è nato per vezzo o per mania di protagonismo ma per una nobile causa.
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


Concludendo....continuate con noi questo viaggio. iniziato lo scorso dicembre con L'Ora del Patè e ora in compagnia di queste stupende insalate! Acquistate il libro, regalatevelo e regalatelo! Lo farete per una buona causa e perché l'insalata qui non è la solita insalata! Sfogliare per credere e anche voi direte han ragione...#questoepiubello...........

domenica 6 luglio 2014

Salvia fritta e pigrizia estiva.....



Vi capita mai di alzarvi la mattina e di non aver voglia di fare proprio un bel niente di niente, che ve ne stareste a letto tutto il giorno ma che poi dite su su dai, forza, mica puoi stare spiaggiata tutto il giorno su quel materasso! Oggi è una giornata di quelle...pigrizia su tutti i fronti!! Con fatica mi sono imposta di alzarmi e cosi, dopo aver fatto colazione, mi sono detta cià su, dai diamoci una mossa e cominciamo a fare qualcosa...visto che tutti dormivano mica potevo ribaltare la casa, cosi' mi sono dovuta dedicare alle faccende silenziose ovvero ritirare i panni asciutti, stirare quelle due robe con la voglia pari a meno di zero, e una volta finito mi sono ringalluzzita nel guardare un po' le mie piante sul balcone e vedo che....l'olivo che mi ha regalato la mia amica ha dei grappolini verdi grandi come piccoli capperi, i pomodori, sempre dalla stessa amica, sono verdi e grossi come olive.....e la mia salvia gigante che ho acquistato a Roma due anni fa e che ha superato l'inverno, a differenza delle altre piante di salvia che ho sempre avuto e poi "ucciso"...è stupenda. Quindi, visto che la mia voglia di fare oggi è pressochè nulla, ho deciso di fare della buonissima e sfiziosissima salvia fritta, che abbiamo gustato insieme alle verdure grigliate che ho fatto ieri e che sono avanzate, dal momento che mio marito ne ha comperate in quantità industriale e che ho grigliato facendo una fumera in casa che non si vedeva niente, nonostante ci fossero le finestre aperte! Pranzo vegetale quindi....
E la voglia di mangiare la salvia fritta me l'ha fatta anche venire la mia amica Eleonora del blog TataNora, che "ogni tanto spesso" vado a visitare volentieri anche perchè, a parte le bellissime ricette che propone, mi piace come scrive, cosa racconta, mi ci perdo e mi ci vedo in quello che leggo.....e ho seguito alla lettera la sua ricetta e la riuscita è stata fantastica! Un fritto croccante e asciutto che è sparito in un batter d'occhio.....gustato nel silenzio che ci circondava in questa lenta e soporifera domenica di luglio, nel verde del mio balcone, tra piante grasse rustiche, e tutto quello che sta per crescere......


Ingredienti
20 foglie grandi di salvia fresca
1 uovo grande
1 bicchiere di birra chiara ghiacciata
6 cucchiai di farina 00
Olio di arachidi per friggere
Sale q.b.

Esecuzione
Lavatele foglie di salvia ed asciugatele
In una terrina sbattere l'uovo con due cucchiai di farina. Aggiungere 2 cucchiai di birra ghiacciata e continuare a sbattere con la frusta.
Aggiungere altri 2 cucchiai di farina e di birra ghiacciata sempre sbattendo con la frusta.
Terminare con la farina e la birra avanzata fino ad ottenere un pastella densa e senza grumi.
Far riposare la pastella coperta per circa 30 minuti
Far scaldare in una padella alta l'olio di arachidi e, quando sarà sufficientemente caldo, tuffare le foglie di salvia passati nella pastella.


Lasciare cuocere per un paio di minuti (girandoli per farli dorare da entrambi i lati) scolare su un foglio di carta assorbente e mangiare caldi dopo averli salati



sabato 5 luglio 2014

Grzanka z mozdzkiem - Crostino di pane con cervella


Lo sapevo....meglio tardi che mai, ma che peccato! Che cosa?! Ma che mi sono accorta solo ieri che il lungo viaggio in giro per l'Europa, termina proprio domani, con la tappa in Polonia....avevo sbirciato qua e là le regole e le ricette di questo bellissimo itinerario, ma per mancanza di tempo e pensando che fosse complicato ho desistito, e mi sono persa veramente in un bicchier d'acqua.
E anche questa volta volevo gettare la spugna, ma poi mi sono detta, ma si dai, per curiosità, guardiamo che ricette ci sono in Polonia....e ho trovato questa fantastica ricetta proprio qui...ho deciso che non me la potevo lasciare sfuggire anche questa volta!
In pratica avevo in casa tutti gli ingredienti, si, anche lei, proprio lei, la cervella, adorata da alcuni, schifata da molti....che aspettava di essere mangiata prima o poi! E che stanziava nel freezer in attesa di essere tolta dal suo stato di ibernazione e finalmente gustata. Io la adoro, fin da piccola la mangiavo, i miei fratelli la schifavano ed io ero ben contenta perchè me la potevo mangiare tutta io! Ovviamente da piccola, bollita con un po' di limone e olio, da grande, fritta.....e che mi piace proprio tanto lo possono testimoniare le mie proposte che trovate quiqui, e qui.... e ora con la Polonia, ho scoperto che non è solo bollita o fritta la sua fine, ma cotta e servita su deliziosi crostini di pane croccante.
Quindi, anche se arrivo ultima....pazienza....oggi ho gustato la mia adorata cervella in un modo veramente semplice e gustoso.....provare per credere!

Ingredienti
Pane per toast
300 g di cervella di vitello
sale,pepe,
2 tuorli
prezzemolo
pangrattato
1 cipolla

Esecuzione
Tagliate il pane secondo la forma desiderata. Pulite la cervella e scottatela in acqua bollente salata con un po' di aceto per 5 minuti. Tritate la cipolla e soffriggetela nel burro. Aggiungete il pangrattato (non essendoci nessuna dose nella ricetta originale, ne ho messe tre manciate) e fate saltare ancora per qualche minuto. Tagliate la cervella a cubetti e amalgamatela nel composto appena preparato nella padella. Amalgamate con i due tuorli e farcite il pane. Infornate a 180 per 10 minuti. Sfornate e guarnite con il prezzemolo.



Con questa ricetta partecipo all'iniziativa Abbecedario culinario della Comunità Europea Abbecedario culinario della Comunità Europeache per le ricette della Polonia è ospitato da Anna del blog  Cucina precaria




giovedì 3 luglio 2014

Polpettine di fagiano in una calda serata estiva....


Fagiano? Si... l'ex allievo di mio marito, che ormai si è diplomato e vive in Germania, tutte le volte che si incontrava con lui o per una lezione, che non si faceva mai pagare o per Natale, ci omaggiava con del buonissimo Gorgonzola di Cameri, prodotti del suo orto, riso delle sue risaie e i fagiani o anatre che cacciava suo papà. Mi sa che a conti fatti ci si guadagnava di piu'!! Infatti io ero imbarazzatissima per la quantità di frutta e verdura e tutto il resto...ma mi faceva anche un gran piacere mangiare cose genuine, proprio dal produttore al consumatore! E nel freezer, povero, era rimasto l'ultimo fagiano surgelato, da mangiare con una bella polenta, ma che, chissà come mai, ha passato l'inverno senza essere minimamente considerato!!
E quando l'altro giorno mio marito mi ha fatto notare che il freezer andava sbrinato e pulito...oh oh...e il fagiano? Mi metto a cucinare il fagiano col caldo che fa? Va bè, lo cucinero' senza polenta ovviamente, ma con un insalata....non è proprio la morte sua ma....
La figlia che dice io non lo mangio non mi piace, marito che tornava ad orari impossibili, ne era avanzato piu' della metà. Ah no cari, ve lo propino sotto forma di polpette! Quelle vanno via che è un piacere, una tira l'altra, come le ciliege! Infatti sono state spazzolate in un baleno, dalla sottoscritta mentre facevo le polpettine, una in bocca e una nella farina, una in bocca e una nella farina....come quando da piccola aiutavo mia mamma a fare i ravioli e mettevo un po' di ripieno sulla pasta e un bel po' in bocca...ahaha. Servite con una bella insalatina fresca non hanno fatto rimpiangere la calda e fumante polenta!
Le dosi ovviamente sono "ad occhio", perchè sono convinta che tutti sappiano fare le polpette...o no?!

Ingredienti
Fagiano
prezzemolo, sale,pepe
1 spicchio di aglio
1 uovo intero
farina
olio per friggere
insalata mista

Esecuzione
Frullare il fagiano già cotto insieme allo spicchio di aglio, prezzemolo, sale e pepe.Aggiungete l'uovo. Il composto deve essere compatto e non deve disfarsi quando fate le polpette.
Infarinatele e tuffatele nell'olio bollente, scolatele e servitele con un insalata fresca o altra verdura a piacere o anche cosi al naturale.....

domenica 29 giugno 2014

La piadina "riciclata" perchè si deve partire e svuotare il frigorifero.....


Stamattina quando è suonata la sveglia alle 7.... si di domenica...il fine settimana è sempre cosi' al sabato addirittura suona moooolto prima! Col marito che deve prendere il treno, o che deve andare a qualche prova...mi è venuto in mente che a mezzanotte scadeva il termine per postare le ricette per la sfida dell' Mtc.
e ieri sera, stavo ascoltando la Sinfonia "Incompiuta" di Schubert comodamente sdraiata sul letto, mi ero riproposta di postare la ricetta dopo il concerto, ma....mi sono addormentata.....e cosi', oltre ad aver fatto un ascolto "incompiuto"....non ho postato la ricetta! Che disastro che sono!
Questa l'avevo preparata prima della partenza, quando aprendo il frigorifero mi sono accorta che c'erano alcune cose che sarebbero scadute o che non sarebbero rimaste fresche durante la nostra assenza.
Cosi ho imbastito questo "piatto-piadina" e ho messo una patata bollita con crema di robiola alla menta, tzatziki, olive, insalata.....niente di che quindi....ma il gusto della piada ha reso questo insieme di ingredienti assolutamente edibile!

Ingredienti per 6 piadine
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate (o anche per dolci)
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

per la farcitura
patata,robiola, menta, rucola, pomodorini, cetriolo, aglio,yogurt greco

Esecuzione
Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline,lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta.


Bollite le patate con la buccia.
Preparate il ripieno amalgamando la robiola con qualche foglia di menta fresca.

Preparate lo tzatziki:
Lavate e grattugiate il cetriolo (con tutta la buccia) molto grossolanamente sul lato grosso di una grattugia e ponetelo in un colino contenuto in una ciotola e fate scolare l'acqua di vegetazione per almeno 1 ora Trascorso il tempo necessario strizzate il cetriolo con il dorso di un cucchiaio
Nel frattempo tritate l'aglio finemente . Mettete lo yogurt in una terrina e mescolatelo con l'aglio e i cetrioli
A questo punto versate alternatamente 4 cucchiai di olio e 2 di aceto  mescolando il tutto con una frusta o un cucchiaio. Aggiustate di sale
Servite sulla piadina la patata sbucciata con la crema di robiola alla menta e gli altri ingredienti....

sabato 28 giugno 2014

Torta di piadina ai sei sapori...per la serie questa casa non è un albergo...e al rientro solo yogurt e insalate....



Quante volte ci si è ritrovate a dire questa casa non è un albergoooo!! Prima di ora, per me mai...era solo per sentito dire, ma adesso che la figlia vive per motivi di studio piu' a Torino che a casa, dove fa le comparsate giusto per fare il cambio vestiario e per far sentire che c'è, per poche ore o un giorno, ma esiste ancora...mi ritrovo anche io a dover dire questa frase....

E prima che qualcuno, guardando la foto, si ritrovi a esclamare...ohhhhh......uaaaahhhoooo...., sempre nel remoto caso lo facesse sia chiaro....voglio fare una precisazione. Questa creazione non è tutta farina del mio sacco. Nel senso che avevo in mente una cosa del genere prima di partire, ma poi non sapevo se fosse riuscita, non avevo tempo, e al rientro, tempo per farla men che meno, figuriamoci! Ma poi, quando ho curiosato tra le centinaia di piadine per la sfida dell' Mtc , visto che le mie cinque ricette come da regolamento, le avevo già postate, cosa che faccio a fine gara per non  farmi influenzare o deprimermi, perchè ci sono delle ricette sempre straordinarie che fanno sembrare le mie un po' meno straordinarie, una mi è saltata all'occhio, la fantastica creazione di Elena del blog  Zibaldone culinario!! E quando ho visto le foto e il procedimento mi sono detta si puoooo' fareeee!!!!
Mi sono ispirata a quella di Elena, ovviamente non per desiderio di competizione, ma perchè l'ho trovata praticamente geniale e ho voluto provare anche io a farla....e cosi' eccomi qua, ormai fuori gara, ma come si poteva resistere a non preparare una nuova piadina? Mi spiace per Tiziana del blog L'ombelico di venere e mi chiedo come farà a scegliere tra le 200 e passa ricette che sono arrivate! Si chiederà...ma la piada era solo conosciuta con squacquerone e rucola.....cosa hanno combinato queste folli cuoche??!!
Poi non sapevo che cosa preparare e soprattutto per che ora.... per il motivo di cui sopra, figlia che arrivava con un treno, marito che ritornava dalle prove con un altro...la piadina è stata la mia salvezza. A qualsiasi ora si sarebbe potuta mangiare. Cosi, ho cercato di prolungare la preparazione in modo tale che quando i due musici fossero rientrati in albergo...opss...a casa...la piada sarebbe stata ancora tiepida. E siccome eravamo un po' stufi di mangiare le erbette dell'orto della mamma, condite o passate in padella, le ho frullate con un po' di aglio e via....occhio non vede....
E per la seconda volta, il marito ha capitolato....altro che yogurt e insalata! 

Ingredienti per 6 piadine
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate (o anche per dolci)
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

per la farcitura
erbette, pesto alla rucola, peperoncini piccanti (o in alternativa i friarielli), prosciutto cotto affumicato, crescenza,pomodorini

Esecuzione
Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline,lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. 


farcite ogni strato con il ripieno:


e sovrapponete ogni piadina. Farcite l'ultima con le erbette, qualche fettina di primo sale, un peperoncino con pomodorino come guarnizione...o come meglio desiderate.
Tagliate con un coltello ben affilato e guardate l'interno come si presenta!



calda,tiepida o fredda.....è molto gustosa!


con questa ricetta partecipo a

mercoledì 25 giugno 2014

Piadina con formaggio misti,acciughe piccanti,erbette all'aglio,salsa di noci e Savor di Romagna per il "triste rientro dalla patria della piada".....



Si sa che il rientro dalle vacanze é sempre triste e stancante.... non c'è piu' nessuno che ti rifà il letto, che prepara da mangiare e la tua unica preoccupazione e attività è quella di incremarti prima di andare in spiaggia, di scegliere dal ricco buffet cosa prendere e per non far torto a nessuna prelibatezza e per non stare li' a scervellarti e a creare una coda stile tangenziale all'ora di punta, prendi uno di ogni cosa e vai al tuo tavolo con il tuo bottino e una volta seduta apri le danze e mangi con tanto di quel gusto....che ti sembra di essere in paradiso.....insomma, tutte le volte che si ritorna dall' Hotel Caruso, il rientro a casa è poi traumatico....disfa la valigia, fai le macchinate, stira, porta in cantina valigia e quello che non serve, riponi teli da bagno e creme solari...poi apri il frigorifero e la lampadina ti accoglie in tutto il suo splendore e potresti sentire l'eco da quanto è vuoto, se si potesse sentire l'eco da un frigorifero, cosi devi uscire nella calura che ti scioglie come un ghiacciolo, per andare a fare pure la spesa, ed entri nel supermercato dove ti occorre una felpa perchè magari c'è l'aria condizionata che ti fa sembrare sul K2...e poi ricominciare a riporre tutto quanto per bene....e alla fine ti spiaggi sul divano e ti chiedi...ma da quanti giorni sono finite le vacanze?? E sei appena rientrata da poche ore.....E guardi l'orologio dicendo ecco ieri a quest'ora eravamo là, stavamo facendo questo e quello, eravamo davanti al buffet....e allora ti viene una tristeeeeezzaaaa!!!!!

Poi mio marito, il penultimo giorno nell'ascensore mi dice...adesso che ritorniamo che non ti venga in mente di spignattare per le tue ricette e gare perchè io vado di yogurt e insalata...e già, dico io, avevo in mente una piadina con quella cosina che ho comperato..... ah bè te la mangi solo tu.....

Per fortuna, prima di partire avevo fatto le piadine per poterle farcire con tutto quello che avevo in frigorifero...di solito questo succede con le torte salate, si buttano dentro rimasugli di formaggi o altro e alla fine si sforna una prelibatezza che nessuno direbbe mai sia il risultato di un riciclo.
Cosi, dopo aver dato fondo a quello che sarebbe avanzato e scaduto, le ho surgelate, cosa che non faccio mai, ma siccome c'è gente che surgela il pane e poi se lo ritrova come appena sfornato...ho provato con le piadine e devo dire che mi sono proprio salvata!!
Anche perchè non avrei avuto il tempo materiale per impastare e aspettare la lievitazione, visto che avevo qua la piccola di mio fratello....

Quindi eccomi qua, con la mia ultima proposta in gara, anche se ad essere sincera ne ho un'altra ma fuori gara...le regole dell' Mtc sono ferree e rigorose, le giudichesse non transigono, ahah, ringraziando Tiziana del blog L'ombelico di Venere per averci dato la possibilità di imparare a fare la vera piada romagnola e creare dei veri capolavori di farcitura, roba da non credere!
Cosi, spedito il marito a fare la spesa, visto che io ero indaffarata con la creatura, e con quello che ha acquistato, e con la verdura dell'orto che mi ha dato mia mamma, ho farcito la piadina con un mix di consistenze, sapori e colori.....e soprattutto volevo provare il Savor di Romagna, che ho acquistato in un negozio fantastico vicino all'Hotel, che è stato anche apprezzato dalla piccola mangiatrice di formaggi di 21 mesi....la piccola, non la stagionatura dei formaggi!!

Il Savor, in dialetto "savôr", è un'antica marmellata diffusa un tempo soprattutto in Romagna. 
E' un dolce "povero" che si ottiene, dopo lunga bollitura, facendo cuocere nel mosto d'uva nera un'insieme di frutti autunnali ("frutti dimenticati") come frutta secca, polpa di zucca,scorze di arancio e limone. . 
Ha una consistenza densa e scura, ed è ottimo per accompagnare indifferentemente dolci, arrosti e bolliti e il formaggio di fossa di Sogliano.

Cosi' sulla mia piadina, sono finiti un po' di crescenza (lo so, lo squacquerone è un'altra cosa), caprino, e formaggio stagionato sardo, con filetti di acciughe con i peperoncini piccanti dell'orto della mamma, una deliziosa salsa alle noci, un po' di erbette e il fantastico Savor....la piadina pian piano sparisce, insieme ai ricordi della breve vacanza appena trascorsa....comunque non disperiamoci....abbiamo imparato la formula, i ricordi rimangono piu' o meno indelebili dentro di noi...al primo accenno di tristessss e voglia d'estate ecco che la piada comparirà sulle nostre tavole anche se magari fuori c'è la neve, e porterà un po' di sole e allegria e sono sicura con in testa le note della canzone Romagna mia...perchè è impossibile parlare di piada e cassoni, di sole e mare senza ricordare le parole di questo valzer romagnolo, cantato e suonato nelle balere e nelle feste dall'Orchestra Casadei!

ah...per dovere di cronaca.... chi doveva andare di yogurt e insalata....alla fine non ha resistito e se l'è mangiataaaaa!!!! Ahahah...la gola....

Ingredienti per 6 piadine
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate (o anche per dolci)
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

per la farcitura
crescenza,o stracchino, caprino, formaggio stagionato, acciughe piccanti con peperoncini, erbette, salsa alle noci, Savor di Romagna

Esecuzione
Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline,lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. 
Lessate in poca acqua le erbette. Passatele in una padella con uno spicchio di aglio, e tagliatele in piccoli pezzi, o se preferite frullatele con un mixer


Farcite la piadina con tutti gli ingredienti....



con questa ricetta partecipo a