giovedì 26 marzo 2015

Quiche con tonno acciughe e uova di quaglia/con verdure miste in partenza sul binario 9 e 3/4.....



Lo sapevo che non avrei resistito al richiamo della brisée. Ulisse, messo in guardia dalla maga Circe del pericoloso canto delle sirene, si premura di tappare le orecchie dei suoi compagni con la cera, mentre lui deciso ad ascoltarlo, si fa legare all’albero della nave senza tappi....a me invece, mi dovevano legare al divano e spegnere il cervello, che continuava a immaginare tarte e quiche dai mille ripieni. Non c'era pero' nessuna maga Circe a mettermi in guardia da questo richiamo. Solo un marito che continuava a chiedermi quanto tempo ci impiegavo a fare quello che stavo facendo e quanto dovevano cuocere, perché doveva infornare la pizza.
In quel buco di cucina, uno che impastava la pizza, e l'altra che era alle prese con le sue quiche!
E il richiamo è stato grande. Il tempo è poco, la voglia di fare è tanta...due ne ho preparate. Pazza.

Cosa mi ha fatto decidere di sfornare ancora?. Venerdi siamo a Torino a sentire il concerto dei ragazzi del Conservatorio. Un programmone bestiale, musiche da film. Alice fa il primo violoncello (orgogliosa io) e non me la perderei per niente al mondo. Lo ha già fatto altre volte, ma è sempre emozionante vederla suonare in quel ruolo di responsabilità di tutta la fila. Comunque, anche se fosse stata all'ultimo leggio, ci sarei andata lo stesso perché Rino, che ha già assistito alle prove i giorni scorsi, ha detto che sono veramente bravi.

Cosi' ieri mi messaggio in whatsapp con Alice.......
 " Venerdi ti devo portare qualcosa?" " No grazie" " Vuoi il tortino?" " :-) :-) :-) il tortino siiii!!!!" " Ma come lo vuoi....con uova di quaglia, prosciutto, formaggio, verdure, acciughe, tonno, patate..... " "Siiii grazieeeee!!!! :-) :-)..." " Ma guarda che mica ci metto dentro tutta stà roba! Scegli solo qualche ingrediente!!" " Con tonno, formaggio e uova di quaglia".

E fu cosi' che, pensa che ti ripensa, ho pensato di farne due.....cosi' per almeno due giorni sono a posto con il mangiare! Cuore di mamma.... 
In partenza sul binario 9 e 3/4 come nel film di Harry Potter..... 

Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo

per il ripieno 
200 g di ricotta
  50 g di grana grattugiato
  50 g di panna
  1 uovo
  2 cucchiai di erba cipollina

per la prima farcitura
200 g di tonno sott'olio, 6 uova di quaglia, 6 filetti di acciughe

per la seconda farcitura
1 falda di peperone rosso, 1 falda di peperone giallo, 1 carota, 1 scalogno, taccole passate in padella, 4 pomodori secchi, 1 patata, cimette di cavolfiore al vapore, 4 fette di melanzana grigliate, il tutto tagliato sottilmente.

Esecuzione
Preparate la pasta brisée come spiegato qui. 


Stendete l'impasto....

ricoprite lo stampo e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta



Preparate il ripieno, mescolando gli ingredienti sopra descritti.

Dividete il composto in due parti uguali 

Aggiungete il tonno sminuzzato e amalgamate bene. Con un cucchiaino fate un incavo nell'impasto e sgusciate l'uovo di quaglia. Avvolgetelo con un filetto d'acciuga


Aggiungete al composto tutte gli ingredienti della seconda farcitura e ricopritelo con le patate tagliate sottili e con una manciata di preezzemolo




Fate cuocere per 50 minuti fino a quando la superficie della pasta è leggermente dorata.


tonno, uova di quaglia e acciughe....


con verdure miste....


con questa ricetta, per davvero l'ultima, partecipo alla sfida di marzo lanciata da Flavia del blog Cuocicucidici per l'Mtc


martedì 24 marzo 2015

Risotto alla lavanda



Ho sempre amato questa bellissima pianta, per il colore e per l'intenso profumo. Il mio sogno è quello di camminare nei prati provenzali e di sdraiarmi in questo mare viola e lasciarmi avvolgere dall'intenso profumo. Avete presente il film Patch Adams? Quando nel giardino dell'ospedale viene sistemata una enorme piscina colma di spaghetti e la vecchietta che aveva espresso il desiderio di nuotarci dentro prima che un giorno morisse, viene accontentata? Quanto piangere che ho fatto quando ho visto quella scena! Uhm...a dire il vero ho pianto per tutto il film...
Ecco, a me piacerebbe fare la stessa cosa. E non per niente, come sfondo del mio pc al lavoro, ho un bellissimo campo di lavanda che mi da il benvenuto tutte le mattine (e mi fa anche dire pero' "ma che ci sto a fare qua!!??").....
Cosi' al volo, sbirciando il blog Coccola Time, che già il nome la dice tutta, e andatelo a visitare perché è un sogno, di Enrica, la padrona di casa che ci ospita nel suo blog per il Recipe-tionist di marzo, ho trovato la ricetta del risotto alla lavanda e come potevo lasciarmela sfuggire?

E come tutte quelle "parole chiave" che ti fanno venire in mente un mondo di cose, ecco che la parola Provenza mi fa aprire il cassetto dei ricordi dei tempi del Conservatorio, lezione Storia della Musica, dove con la mia amica Alice, ascoltavamo il proff. Testi raccontarci dei Trovatori e trovieri, in francese troubadours e trouvères, attivi rispettivamente nella Francia meridionale e settentrionale dalla fine dell’XI alla fine del XIII secolo, quasi sempre di nobile famiglia, che componevano ed eseguivano raffinate e intellettuali chansons di soggetto per lo più amoroso. Con loro la musica profana acquisto' un nuovo significato, dal momento che la musica non da ballo e intrattenimento, era destinata solamente nelle celebrazioni religiose.
Trovatori che cantavano i versi in lingua d'oc e trovieri che cantavano in lingua d'oil ( che vuol dire per entrambi i termini "si").
Racconti, ai quali seguivano ovviamente i brani d'ascolto.....che proprio non a tutti tutti piacciono!!

Dopo l'attimo di "ispirazione" guardando e tuffandomi virtualmente in questi campi, ascoltando poi un antico brano provenzale suonato con la mandola....chiuso il cassetto dei ricordi, anche se il tempo è tirannissimo come sempre, la voglia un po' fa cilecca per vari motivi, ma visto che mangiare devo mangiare...mi preparo una porzione di questa meraviglia e via....

Ingredienti
Per il brodo
una cipolla
una carota
rosmarino un rametto
lavanda (io secca)
sale (io aromatizzato alla lavanda)

70 g di riso
80 g di pecorino
30 g di parmigiano
30 g di burro salato

Esecuzione
Fate imbiondire nell'olio la cipolla tritata finemente e unite il riso. Fatelo tostare. Sfumate con del vino bianco e lasciarlo evaporare. Aggiungete il brodo vegetale un pochino alla volta.
Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete la lavanda essiccata, aggiustate di sale, macinate del pepe fresco e aggiungete il pecorino, il parmigiano e mantecate con il burro salato. Qualche fiore fresco per guarnire insieme ad un rametto di rosmarino.



et voilà....con questo risotto profumatissimo mi chiudo la porta alle spalle dal blog di Enrica per


lunedì 23 marzo 2015

Mini tarte e quiche delle quattro stagioni


Ultima ricetta per la sfida lanciata da Flavia del blog Cuocicucidici per l' Mtc di marzo. Tema stupendo, ne avrei preparate non so quante, ma visto che sono in guerra con la bilancia e devo vincere io e non lei, (per salute non per vezzo), visto il tempo che mi manca sempre, visto il periodo altalenante di gnagniiiera/euforia e visto che manca colei che sbafava a tradimento tutto cio' che preparavo....mi sono ridotta a fare, come succede ormai molto spesso, a preparare delle monoporzioni per me e mio marito e basta. A meno che ci siano degli ospiti ovviamente. O al massimo, mini porzioni che il papi porta in quel di Torino, quando va in Conservatorio, e si incontra con la sua "bambina" che ovviamente gradisce questo servizio di catering un po' anomalo!

Questa volta non faro' nessun riferimento a Vivaldi, l'Arcimboldo o Buzzati, come avevo fatto la volta scorsa o alla famosa pizza. Le quattro stagioni di questa ricetta si riferiscono a ben altro.

Non so se vi è mai capitato di fare un bilancio della vostra vita. Sicuramente non sono nel mezzo del cammin di mia vita, perché di certo non campero' 106 anni! e non sono nemmeno arrivata alla fine, almeno spero, quindi non sarebbe nemmeno il caso di farli questi bilanci, ma a me capita spesso. E ne esco mica sempre contenta e soddisfatta. Certo, col senno di poi son tutti bravi. Ma se potessi davvero tornare indietro e cambiare alcuni avvenimenti, scelte, situazioni, lo farei volentieri. Ma siccome non si puo'. bisogna andare avanti e accettare tutto quello che si è costruito e passato, perchè se sono successe certe cose, se si sono fatte certe scelte e se si sono affrontate certe situazioni, è perchè da qualche parte stava scritto che cosi doveva essere. Certo, piu' facile a dirsi che a convincersi. Dicono che il destino è quello che noi ci disegnamo. E non sempre allora siamo dei bravi disegnatori. A volte ci si trova davanti ad un bivio e dover decidere magari anche in fretta, che strada prendere. E in base alla strada scelta, la nostra vita prenderà una certa piega. A volte non sei davanti a nessun bivio, sei li bella bella che cammini piu' o meno serenamente per la tua strada ed ecco che ti imbatti in situazioni che ti costringono a cambiare il percorso, a scalciare sassolini, ad aggirare sassi, a scavalcare macigni.
E scalcia oggi, aggira domani e scavalca dopodomani....ad un certo punto non ce la fai piu'. Entri in crisi. Non riesci ad affrontare serenamente e a mente lucida anche la piu' piccola e stupida cosa. Anche il tuo fisico ne risente e comincia a ribellarsi mandandoti segnali prima deboli e poi sempre piu' forti per farti capire che forse è il caso di smetterla di sottoporlo a questo ritmo. Entri cosi' in un labirinto del quale non vedi l'uscita ma ti perdi in continuazione. Quando sembra che hai intrapreso la via giusta e cominci a tirare il fiato, ecco che ti ritrovi nuovamente in un vicolo cieco e devi ricominciare da capo. E tutto questo è snervante e deprimente.
A furia di dover affrontare tutto da sola o quasi, arrivi ad un certo punto che la classica goccia che fa traboccare il vaso, lo fa traboccare di brutto.
La dottoressa ha detto che è arrivato il momento di pensare di piu' a me stessa e di crearmi uno spazio tutto mio....facile piu' a dirsi che a farsi, ma se l'ha detto il dottore...meglio obbedire no??!!

Cosi', in un impeto di ispirazione e riflessioni, è nato questo piatto. Forse, anzi sicuramente, il periodo che sto vivendo in questo momento e i bilanci sono gli ispiratori di queste "quattro stagioni" .
Inizialmente volevo fare 4 tarte o quiche "a tema" dal punto di vista "nutrizionale": infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia, ma visto il poco tempo a disposizione, non ho potuto "studiare" bene gli ingredienti. Cosi' ho interpretato le fasi della vita....anche se puo' essere che gli ingredienti non la rispecchino come dovrebbero...ho giocato di fantasia e di libera interpretazione. La mia....
una quiche ai quattro formaggi, bianca, morbida, il colore della purezza, dell'innocenza, della gioia della vita senza pensieri perchè anche se li hai c'è qualcuno che ti sta vicino e ti aiuta ad affrontare le tue paure. pensieri grandi per un piccolo, e piccoli per un grande. E quando mio fratello mi porta la sua bambina, rivivo questi momenti cosi' speciali e lontani ormai, e mi prende una nostalgia tale, che vorrei tornare indietro....
con verdure miste, filetti di acciughe, prezzemolo alla frutta secca, per quell'età che è "terribile", dove ti vedi brutta, nessuno ti vuole bene, nessuno ti capisce, vuoi la libertà ma vuoi qualcuno che ti stia vicino, non sai nemmeno tu quello che vuoi, sei tante cose insieme, astiosa, amorevole, acida, sensibile, crudele. Tutte le volte che ho dovuto affrontare questi momenti con la mia di "bambina"...ecco, qui non tornerei indietro invece!
con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli, ormai sai chi sei e che cosa vuoi, piu' o meno, o accetti quello che sei e fai alcune cose anche se non vuoi, affronti momenti morbidi e momenti piccanti, momenti che ti faranno versare lacrime, per poi ricominciare tutto da capo di nuovo. Quello che sto vivendo da tempo immemorabile....
con verdure, speck affumicato al ginepro, prezzemolo alla frutta secca, ormai sei giunto quasi al capolinea della tua vita e guardi tutto quello che hai creato, i segni che hai lasciato, le orme che qualcuno avrà seguito. Hai lanciato il seme del tuo essere uomo o donna, che come una giostra, girerà in quel moto perpetuo che si chiama vita. E questa fase, è quella che piu' mi spaventa e angoscia. Forse piu' del periodo che sto vivendo. Perchè forse ora ho ancora le capacità per reagire e scegliere. Ma quando saro' cosi' vecchia da non poter piu' reagire.... Potrebbero sembrare pensieri assurdi ed esagerati, pero' quando vado in istituto a trovare mio padre, e vedo persone abbandonate o visitate per poco tempo, che sono allettate o su una carrozzina, nella sala comune o ad aspettare che servano il pranzo o la cena già dalle quattro del pomeriggio!, persone silenziose o che chiamano il nome di qualcuno o che hanno lo sguardo perso nel vuoto, persone che quando le saluti si meravigliano e sembra rinascano solo per quel semplice saluto o rimangono silenziose con lo sguardo perso...mi viene addosso una tristezza!! E quando esco da li', tiro un respirone di sollievo nell'aria inquinata della città e mi allontano verso casa, con mille pensieri. La voglia di rimanere li a fare compagnia e la voglia di scappare da li' perchè mi mette tristezza tutto quanto....e mi sento davvero il peso dei miei anni addosso. Ed ecco che partono i bilanci....senza scampo e senza sconti per nessuno.

Con la speranza che questo quartetto sia armonico e non dissonante per la maggior parte di voi....passiamo alla ricetta!

Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

per i ripieni
1 uovo
ricotta, grana grattugiato, ricotta salata, primo sale
bocconcini di petto di pollo, curry, due cucchiai di panna, piccola cipolla, pinoli q.b.
carota, melanzana, zucchina, filetti d' acciuga, prezzemolo, noci, nocciole, mandorle q.b.
speck affumicato al ginepro.

La preparazione della pasta brisée la trovate qui. Quella che ho steso oggi è l'avanzo della scorsa preparazione, dal momento che ho preparato delle mini porzioni, e si puo' conservare in frigorifero per una settimana.

Stendete la pasta nelle pirofile imburrate, ricopritela con la carta forno e riempitele con faioli secchi o biglie di ceramica. Fate cuocere per 15 minuti, togliete i fagioli e infornate nuovamente per una decina di minuti per far dorare l'interno.


Tagliate la cipolla e fatela appassire in una padella con un filo di olio extravergine. Aggiungete un cucchiaio di zucchero e fatela caramellare.
Tagliate il petto di pollo a bocconcini. Fate appassire una cipolla in una padella con olio extravergine, aggiungete il pollo e fatelo dorare da tutti i lati. Aggiungete la panna e quasi alla fine della cottura, il curry. 
Fate grigliare la melanzana e tagliatela il piu' finemente possibile. Grattugiate una carota, aggiungete anche la melanzana e qualche filetto d'acciuga spezzettato.
Grattugiate il prezzemolo con qualche noce, mandorla e nocciola.
Tritate finemente lo speck e fatelo dorare in una padella con un filo di olio extravergine. Fate dorare anche qualche fettina tagliata sottile per la decorazione.

Sbattete l'uovo con un pizzico di sale. Aggiungete la ricotta, il grana e la ricotta grattugiati, il primo sale tagliato il piu' sottile possibile e la panna. Dividete il composto in quattro parti.

Ora componete le tarte e quiche:
foto 1: con il composto ai quattro formaggi
foto 2: una parte di composto al quale aggiungete i bocconcini di pollo, uno strato di cipolla caramellata, ancora una parte di composto con il pollo.
foto 3: una parte di composto al quale aggiungete le verdure tritate, le acciughe e un cucchiaio di prezzemolo alla frutta secca.
foto 4:una parte di composto al quale aggiungete lo speck e il prezzemolo alla frutta secca.



prima della cottura                                                       dopo la cottura



incontri ravvicinati....

ai quattro formaggi....


con verdure e speck affumicato al ginepro.....


con verdure e filetti d'acciughe....



con pollo al curry, cipolle caramellate e pinoli....



e con gli avanzi di pasta....

con questa ricetta partecipo alla sfida di marzo


sabato 14 marzo 2015

Mini tarte con cinghiale in salsa "Dolceforte"



I Baci della sfida di febbraio dell' Mtc, vinta da Flavia del blog Cuocicucidici, lasciano il posto ad un'altrettanto gustosa e interessante sfida: la Brisée di Michel Roux.
Ad essere sincera, non avevo molta voglia di partecipare. Troppi pensieri, troppi intoppi, troppi imprevisti, troppe persone vicino a me che stanno male, me compresa. Troppo di tutto. Voglia di lasciare perdere, non avere piu' nessun desiderio, nessun programma perchè tanto sai che verrà sempre boicotatto. Trovarsi stanca, sfiduciata, nervosa, rassegnata, con le lacrime in tasca. Dover affrontare ogni volta quasi da sola tutto quanto, è snervante. Sentirsi come se si stesse camminando sulle uova, su un campo minato, non è sempre piacevole. Da un senso di precarietà e di insicurezza che ti spiazzano,ti destabilizzano. Nei pochi momenti di calma apparente, appunto apparente, hai quasi paura a tirare il fiato e un sospiro di sollievo, perché non appena ti azzardi a farlo, ecco che come una "punizione" ti arriva una telefonata, un sms, una notizia ovviamente non buona. E quando senti squillare il telefono o leggi il messaggio quasi tremi...non sai se leggerlo...guardi il numero memorizzato che ti sta chiamando e la salivazione sparisce all'istante...e allora ti sembra tutto cosi' stupido, frivolo e inutile quello che stai facendo. Ti sembra stupido stare su fb, ti sembra stupido e inutile avere il blog, che tanto in questo periodo non se lo fila nessuno, quindi....
Ma siccome non sono mai stata una che si è pianta addosso, nonostante tutte le cose che sono successe, ne sarei già stata ricoverata in qualche nosocomio per "impazzimento", in un attimo di relativa calma, per la serie "nessuna nuova, buona nuova", pensando a questa sfida, mi sono detta che per fortuna c'é l'Mtc che ti sprona un attimino, e chissenefrega se nessuno piu' mi legge, voglio riprendere per un attimo le redini della mia vita e guidarle dove voglio io, mi è balzato in mente subito come realizzare la mia ricetta. Non la "solita" torta salata, con il solito banale ripieno, che per buono che sia, questa volta mi sembrava quasi scontato....questa ricetta la dedico alla mia amica del cuore. Ci sono tre categorie di amicizie secondo me: amicizie, Amicizie, AMICIZIE. La nostra appartiene alla terza categoria. Quasi 40 anni di amicizia/vita condivisa, senza mai uno screzio. Momenti sereni, di studio, di stupidate (pochissime in verità), fin dai tempi del Conservatorio. Momenti pesanti, forti, confessioni, segreti, sogni, consigli, sorrisi e lacrime. Sempre insieme. Chi ci conosce e ci vede insieme "invidia" il nostro rapporto. Per questo stiamo cosi' male in questo periodo. Io a vedere lei che soffre e viceversa. Sembra quasi che viviamo in simbiosi. Unite sempre da qualche cosa. E siccome lei/noi, siamo dolci, forti e in questo momento anche molto vulnerabili....mi è venuta in mente una pietanza che mi aveva fatto assaggiare anni fa, e che mi era piaciuta molto (a mio marito un po' meno, per questo ho realizzato una monoporzione): il coniglio in salsa Dolce forte. A lei, Alice, che ha il nome di mia figlia, o meglio a mia figlia ho dato il nome uguale al suo, toscana verace (anche se è nata in Turchia). Perchè nonostante tutto non ci abbattiamo mai, ma lottiamo e mandiamo giu' sempre bocconi amari per reagire e dare forza agli altri. E forse quando arriva la classica e famosa goccia che fa traboccare il vaso, trabocchiamo di brutto.
Dolci e forti. Speciali come questo piatto. Che non a tutti puo' piacere. Come noi.

Un piatto tipico e antico della cucina fiorentina del quale si trovano tracce nei ricettari del '500.
Si preparavano così la lepre, il cinghiale, la lingua di manzo,usati nelle ricorrenze importanti e nei banchetti nell'epoca del grande Lorenzo dè Medici detto il Magnifico, Grande mecenate, colui che, tra le tante riforme e opere, scrisse i Canti Carnascialeschi, destinati ad essere cantati con accompagnamento musicale durante il carnevale, da un gruppo di maschere che camminavano sulla strada o erano sui carri. Queste maschere rappresentavano i mestieri ( principalmente quelli dello spazzacamino, del tessitore e del pittore) e lo scopo della rappresentazione era quello di descrivere i gesti e le abitudini di queste categorie e di alludere e riferirsi, grazie a doppi sensi, alla tematica della pratica dell'amore. Di autori quasi sempre anonimi, si cimentarono anche il Pulci e Poliziano. Ma quello piu' famoso che di sicuro abbiamo studiato a scuola è quello appunto scritto da Lorenzo il Magnifico, la celebre Canzona di Bacco :

                                                « Quant'è bella giovinezza,
                                                   Che si fugge tuttavia!
                                                   Chi vuol esser lieto, sia:
                                                   di doman non c'è certezza »

Qui, la versione meno "datata" interpretata da Angelo Branduardi.....

Quante ore passate a Storia della Musica ad ascoltare brani e a studiare quest'epoca meravigliosa della nostra Storia. Io, Alice, il nostro compagno Ugo che studiava liuto e sembrava nato apposta per suonare esclusivamente questo strumento. Storia di magnificenze, poeti, grandiosi personaggi, grandiosi musicisti, tra banchetti allietati da ghironde, lire, arciliuti, flauti, vielle, viole d'amore, flauti dolci.....

Più che una ricetta vera e propria era da considerarsi una salsa d’accompagnamento, unita a metà cottura ad animali come lepre o cinghiale preparati in umido.
Questa salsa veniva preparata con panforte e cavallucci tritati, cioccolata fuso nel burro, uvetta sultanina, pinoli e noci spezzettati, il tutto innaffiato con aceto e fatto cuocere, prima di essere unito alla carne.
Per chi amava particolarmente i contrasti, la salsa era aggiunta solo a cottura ultimata, per mantenere più integri e decisi i sapori dolci.
Prima dell’arrivo dalle Americhe della cioccolata, il Dolceforte prevedeva al suo posto il miele.
Al giorno d'oggi, solo i pochi fortunati che hanno ancora le nonne che preparano questa pietanza, hanno potuto assaggiare questa delizia. Che andrà persa nel tempo se nessuno tiene viva questa ricetta della tradizione.

Io non ho la pretesa di fare da "paladina" in questa "crociata culinaria". Ma ho voluto cimentarmi ugualmente, seguendo la ricetta della mia amica, scritta a mano, su un quaderno a righe ormai ingiallito dal tempo. Per lei.  Per me. Per tutti i toscani (che mi perdonino se ho peccato in qualche passaggio!). Per tutte quelle persone che vogliono provare sapori nuovi, decisi, contrastanti e coinvolgenti.

Ingredienti per il ripieno:
400 g polpa di cinghiale
2 fette di prosciutto
cipolla, carota, sedano,alloro
1 cucchiaio di farina
pepe in grani
brodo q.b.
2 dl di vino rosso
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe
aglio

per la salsa Dolceforte:
50g cioccolata fondente
30g pinoli
60g uvetta e frutta candita
50g zucchero
noce moscata
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
cannella
½ bicchiere d’aceto bianco

Esecuzione
Tagliate il cinghiale a tocchetti e metteteli a marinare nel vino con un po’ di aceto e qualche foglia di alloro per tutta una notte. Soffriggete il prosciutto, la cipolla, il sedano e la carota tritati.
Scolate il cinghiale dal vino e rosolatelo nel soffritto. Salate, pepate e cospargete con la farina. Sfumate con il vino rosso ed aggiungere il brodo necessario per ultimare la cottura che durerà circa un'ora.


Preparate nel frattempo il “Dolceforte” mescolando il cioccolato grattato, l’uvetta, i pinoli, i canditi, le spezie, le foglie di alloro sminuzzate, lo zucchero e l’aceto. Lasciate riposare per un'oretta. (il tempo di cottura del cinghiale). Quando il cinghiale sarà pronto versate questo condimento e fate bollire per qualche minuto, o servitelo immediatamente per lasciare piu' decisi i sapori. Nella mia ricetta ho riempito la pasta brisée preparata come segue e passato in forno per altri 10 minuti.
( la ricetta prevede il cioccolato fondente, ma avendolo finito, ho utilizzato il cacao amaro. Pasta e cinghiale "avanzati", infatti ne ho usati la meta', son pronti per altre preparazioni)


Ingredienti per la pasta brisée
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Esecuzione
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.


Infarinate leggermente il piano di lavoro (meglio se di marmo) e il mattarello. Stendete la pasta con colpi leggeri e pressione regolare, ruotandola di 90° e girandola di tanto in tanto, per evitare che attacchi e facilitare l’aerazione. Continuate così fino a ottenere le dimensioni e la forma desiderate.
Usate il mattarello stesso per misurare la vostra tortiera. Se usate un anello, appoggiatelo sulla carta da forno. Stendete l’impasto con un diametro di 5-7 cm superiore a quello della tortiera, in base all’altezza. Sollevate la pasta sul mattarello e srotolatela sullo stampo.
Rifilate la pasta in eccesso col coltello o passando il mattarello sulla tortiera. Lasciate raffreddare in frigo per 20 minuti perché non si crepi durante la cottura.


Prima di cuocere in bianco o di versare il ripieno, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire l’aria.
Se utilizzate degli stampini, con un tagliabiscotti delle giuste dimensioni o seguendo il profilo di un piatto, ricavate dei dischi per rivestire gli stampini singoli. In base alla profondità degli stampi, l’impasto dovrà avere un diametro maggiore di 4-7 cm di quello degli stampi. Mettete i dischi di pasta negli stampini e premete delicatamente con le dita per farli aderire e creare un bordo leggermente sollevato.
Rivestite il guscio di pasta con la carta forno e riempitelo con uno strato di pesi ( dai pesi in ceramica da forno, ai fagioli o ceci secchi, o riso) che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.


Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliete i  pesi e la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori per 5-10 minuti. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.
Riempite il guscio con il cinghiale e ripassate in forno per una decina di minuti

(dal momento che non sapevo quale sarebbe stato il risultato, ho eseguito la cottura in bianco, ma penso proprio che si possa cuocere tranquillamente tutto insieme)


questo è il morbidissimo, profumatissimo e speziatissimo boccone di carne con la salsa Dolceforte....


con questa ricetta partecipo alla sfida n. 46 per


lunedì 2 marzo 2015

Pan grigliato con lardo, Basajo, castagne e Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP


Sono stata conquistata dalla bontà e dalla particolarità dei formaggi La Casearia Carpenedo, che ci ha omaggiato di una gamma di sue creazioni, in occasione del blogtour a Mogliano Veneto per Radicchio tra le Stelle. Ho centellinato questi formaggi utilizzandoli il piu' possibile per le mie ricette. Questo è un'altro dei miei piatti inventati, utilizzando il pane fatto in casa, un saporitissimo formaggio Basajo, affinato in vino passito bianco, il buonissimo Radicchio Rosso Tardivo di Treviso e il lardo che arriva direttamente dagli zii che abitano a Mantova....quindi tutti prodotti sicuri per quanto riguarda gli standard della qualità e della provenienza. 
Da proporre come piatto unico, sfizioso, semplicissimo ma veramente gustoso.....perchè il caldo del pane che fa sciogliere la fettina di lardo e il formaggio, il gusto dolciastro delle castagne e la giusta leggera e gradevole amarezza del Radicchio....bè...da provare per credere!!

Ingredienti
pane casereccio
Formaggio Basajo
lardo a fettine 
castagne cotte
Radicchio Rosso Tardivo di Treviso

Esecuzione
Con la macchina del pane ho preparato una pagnotta seguendo le indicazioni del libretto in dotazione.


Se le castagne sono secche, fatele cuocere nel latte fino a quando saranno morbide.
Grigliate il radicchio sulla piastra.
Tagliate dal pane con un coppapasta dei cerchi che farete grigliare sulla piastra.
In una ciotola amalgamate il formaggio fino a ridurlo in una morbida crema.


Una volta che il pane è grigliato, appoggiate una fettina di lardo tagliata sottile, una fetta di pane, uno strato di formaggio, una fetta di pane, le castagne tagliate a piccoli cubetti e qualche foglia di radicchio grigliato.










domenica 22 febbraio 2015

Crema di zucca con crostini ai cereali




Sempre per il gioco del mese di febbraio The recipe-tionist, dal blog di Sarah, una deliziosa crema di zucca, che adoro a dismisura. La utilizzo principalmente per fare i famosi tortelli mantovani, essendo io metà milanese e metà mantovana...ma non disdegno assolutamente dolci, zuppe, creme, risotti, ratatouille, stuzzichini e altro ancora, preparati con questo buonissimo ortaggio ricco di carotenoidi, del quale si utilizzano anche i fiori, da preparare fritti in pastella, farciti con mozzarella e acciuga o semplicemente cosi' , e i semi essiccati e consumati come snack o durante gli aperitivi.
Questa volta, visto il tempo freddo e uggioso....un po' di colore sulla tavola non ci sta proprio male!
Da gustare "in purezza" o con l'aggiunta di crostini ai cereali passati in padella con un filo di olio extravergine d'oliva, che sfrigolano non appena vengono tuffati nella crema...e strappano un sorriso.

Ingredienti per 2 persone e 1/2:
600 gr di zucca
1/2 l di brodo vegetale caldo
1 cipolla bianca
1 rametto di rosmarino
30 gr di burro
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva (io Dante)
sale e pepe

Esecuzione
Pulite la zucca e tagliatela a dadi. In una pentola fate dorare la cipolla con il burro e l'olio, quindi aggiungete la zucca e fatela rosolare. Aggiungete il brodo e gli aghi di rosmarino e fate cuocere per una ventina di minuti (o finchè la zucca non risulti morbida). Frullate il tutto con il frullatore ad immersione, aggiustate di sale e pepe.
Tagliate il pane a cubetti e fateli dorare in una padella con un filo di olio extravergine d'oliva.
Serviteli a parte o direttamente nella crema.



con questa ricetta partecipo al contest di febbraio


sabato 21 febbraio 2015

Le macine....di casa mia.....



Tutte le volte che in passato comperavo i biscotti di quella marca che trasmette le pubblicità con le famiglie sempre cosi pomposamente e assurdamente iperfelici, gioiose subito appena sveglie belle fresche e riposate, che saltellano agili e scattanti appena giu' dal letto, o magari anche se hanno passato una notte completamente in bianco hanno un sorrisone stampato in faccia perchè tanto ci sono quei biscotti magici che ti tirano su, nel mulino in mezzo alla campagna, dove c'è sempre il sole, spighe di grano che ondeggiano nel vento....ritagliavo come Sarah, che ci ospita nel suo blog per il gioco The recipe-tionist di febbraio, gli ingredienti dalle confezioni, ripromettendomi di provare a rifarli. Cosa che puntualmente non ho mai fatto. Ma quando ho visto che tra le ricette da scegliere c'erano le famose macine, che non ho mai avuto il tempo/coraggio di fare, bè, ne ho approfittato subito!
Devo dire che il risultato in pratica è uguale alle originali, quindi, mi sa che prossimamente, visto che ho rotto il ghiaccio, come si suol dire, le riproporro' per le nostre colazioni o merende.
Anche se mio marito, che non è molto amante dei biscotti, o meglio, va a periodi, dopo che ne ha assaggiata, ha esclamato...uhm...troppo burro...poco zucchero....e continuava a mangiarle...quelle piu' grosse, i cuoricini, quelle normali....dimostrando cosi che poi alla fin fine non erano nè troppo burrose nè poco dolci...ahahah
E stamattina, con la sveglia che è suonata alle 5.15 anche se è sabato, la giornata è freddissima e piovosa, quindi l'umore non è dei migliori e promettenti.....per fortuna c'erano le mie macine a portare un po' di dolcezza e colore dorato sulla tavola della colazione....non abitero' in un mulino bianco circondato da fluttuanti spighe dorate, cieli azzurri e sole splendente, non balzero' mai giu' dal letto cosi' scattante e aitante,  ma almeno stamattina mi sono regalata un piccolo burroso peccato di gola home made!



Ingredienti per circa 900 g di biscotti:
500 g di farina 00
200 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero a velo
50 g d fecola di patate
100 ml di panna fresca
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
1 uovo

Esecuzione
Lavorate a crema il burro con lo zucchero a velo, aggiungete l'uovo, la panna e l'estratto di vaniglia e mescolate con cura. Setacciate insieme la farina, il lievito e la fecola e aggiungeteli al composto precedente con un pizzico di sale. Mescolate, quindi mettete a riposare in frigorifero per una ventina di minuti. Stendete l'impasto in una sfoglia di circa 1 cm e con l'aiuto di un tagliabiscotti formate le vostre macine. Con gli "scarti" del buco sono usciti dei piccoli cuoricini......


Infornate in forno, in modalità STATICO e già caldo a 180°, per 10-12 minuti.



con questa ricetta di Sarah partecipo al contest di febbraio per