domenica 1 febbraio 2015

Aifb a La Casearia Carpenedo.....a chiusura del tour Radicchio tra le Stelle....


E con questa ultima tappa si conclude il tour "Radicchio tra le stelle" che ci ha fatto vivere momenti di relax, apprendimento, degustazione, compagnia e condivisione.
Un viaggio che ci ha portato in un territorio operoso, di gente semplice, dove abbiamo potuto per un po' dimenticare la fretta, l'orologio e le corse e godere di tante nozioni, raccontate da chi vive la terra in toto. Non a parole, ma con il frutto dell'esperienza dei "vecchi", delle tradizioni, dell'innovazione e della passione.
Vedere generazioni che si susseguono là dove costa fatica tirare fuori qualche cosa, ma quando quel "qualche cosa" è nato, c'è una grande emozione e soddisfazione
Cosi' ecco che la storica famiglia dei Carpenedo, composta da  commercianti appassionati stagionatori di formaggi. con 50 anni di esperienza, ci ha aperto le porte del suo Caseificio per farci scoprire con quanta sapienza e maestria, producono formaggi di grande qualità, che abbiamo degustato con vero piacere.

Affinare un formaggio è una vera e propria arte che non si può improvvisare ma richiede anni e anni di esperienza sul campo perchè il formaggio è un alimento vivo e un errato trattamento può provocare irrimediabili conseguenze come infiltrazioni di muffe cattive. Il formaggio reagisce alle diverse condizioni climatiche. Affinare' un formaggio vuol dire portare il prodotto, dopo la fase di stagionatura, a una qualità superiore da quello di partenza e a un gusto arricchito di odori, e sensazioni.

Diventare affinatori di formaggi vuol dire avere anche la volontà di mantenere vivo un settore di mercato messo in pericolo dalla multinazionalizzazione, dalla fretta a discapito della qualità.
La lavorazione in affinamento è molto laboriosa, ci sono i cali di peso e i costi legati a più o meno lunghe stagionature. Pero' fare le cose con calma, senza fretta del guadagno tutto e subito alla lunga questo ripaga.

Ma tutto questo discorso ha senso se alla base c'è una conoscenza del valore del cibo. Non dobbiamo "riempire" il nostro stomaco e basta. Riempirlo si ma bene. Con prodotti di qualità, che ci fanno bene, dei quali si conosce la provenienza e la lavorazione. E se già alla base riusciamo ad avere tutto questo, non si corre il rischio di vedere quel grande divario tra prodotto commerciale e prodotto artigianale...nel senso che purtroppo, siamo abituati a "buttare" nel carrello della spesa la prima cosa che ci capita o la cosa scontata, non guardando nemmeno l'etichetta di provenienza. Si corre cosi' il rischio di acquistare un prodotto di bassa qualità, a discapito del gusto, della qualità e di un'alimentazione sana.
E ci sarà sempre il grande divario tra quello che costa "poco" e costa "tanto". Dimenticando che quel "tanto" è il frutto di "tanto" lavoro e tanti investimenti.

Antonio Carpenedo dice che non essendo piu' giovane dorme poco e cosi' nascono le idee per scoprire profumi e aromi nuovi. Ecco che nascono allora il Formaggio Ubriaco, col marchio registrato di loro proprietà. La gamma degli "ubriachi" é vastissima e pregiata e ognuno ha la sua caratteristica. Il fruttato ed elegante Prosecco, l'intenso Recioto, il robusto e sobrio Barbera, il tipico e intenso Raboso, il profumatissimo Fragola Clinto, al divino ed esoso Amarone fino al superbo Torcolato di Breganze.






E il Vento d'Estate, uno dei tanti "barricati", cioè selezionati in botti di rovere francese, nasce quasi per caso.....
Ci ha raccontato............... che i suoi genitori, Antonio e Giuseppina, di ritorno dal Grappa, dopo essere andati a prendere il Morlacco d'Alpeggio, trovarono sulla loro strada un trattore carico di fieno appena tagliato. Lo superarono, lo fecero fermare e ne riempirono il baule della macchina. Il tutto tra lo stupore del proprietario. Dopo vari esperimenti, è nato un formaggio che porta i profumi del fieno.
Infatti, quando ha aperto la barrique contenente questo formaggio, appositamente per noi, voi non avete idea del profumo che si è sprigionato nell'aria! E che gusto!


..........esperimenti.....



...camere segrete assolutamente off limits...dove si produce il buonissimo e particolarissimo Blu 61



Una volta salite dalle cantine dove abbiamo potuto vedere che tesoro viene sapientemente conservato,....



abbiamo trovato una tavola imbandita con formaggi deliziosi a dir poco!


E anche la degustazione è un 'arte. Non si improvvisa. Ma anche nel mio piccolo, sono riuscita ad apprezzare e "capire" aromi e profumi dei formaggi che ci hanno fatto degustare. Richiede concentrazione, essere a stomaco vuoto, senza forti profumi sulle mani, con la bocca "pulita" da aromi forte tipo caffè, menta, sigaretta...
E la sequenza dell'assaggio è simile a un rituale e deve rispettare delle sequenze rigorosissime: prima i formaggi freschi e delicati, poi quelli mediamente stagionati e alla fine quelli a lunga maturazione.

E la cosa bella, durante il viaggio della degustazione, è che tutti i sensi vengono coinvolti.
L'udito perchè con le nocche o con un apposito martelletto, durante la percussione, si "sente la risposta" che determina la presenza di difetti e il grado di maturazione.
La vista per valutare lo spessore della crosta e del sottocrosta, della pasta, il numero e il diametro delle occhiature e il colore dell'erborinatura.
Il tatto valutando la consistenza della pasta, confermato poi dalla degustazione e masticazione.
L'olfatto che è la parte piu' difficile, perchè richiede un notevole addestramento. Va annusato per qualche secondo e si deve cercare di scomporre l'odore nei diversi aspetti. Si puo' ripetere la cosa dopo 5-10 secondi ma non piu' di tre volte perchè interviene la "fatica sensoriale" che crea confusione. La gamma di sensazioni che si puo' percepire si puo' dividere in otto macro-categorie:
sentore di latte e derivati (yogurt, panna ecc...), sentore vegetale e di erbe aromatiche (erba tagliata, fieno,funghi....),sentore floreale (rosa, violetta, acacia....), sentore fruttato (agrumi, noce, mela...), sentore tostato (caffè affumicato, frutti secchi tostati....), sentori animali (letame, cuoio,lana....), sentore speziato (vaniglia, chiodo di garofano,noce moscata....), sentori diversi (rancido,cantina,cotto,muffe,legno....)
Il gusto che si differenzia sulle diverse parti della nostra lingua basato su quattro sensazioni primarie:
Dolce avvertibile sulla punta della lingua
Acido nelle zone laterali anteriori e sublinguari
Salato nelle zone laterali e dorsali
Amaro alla base della lingua

Quindi, se acquistiamo un formaggio di qualità, cerchiamo di non trangugiarlo in un boccone, ma di "sentirlo, guardarlo, annusarlo e gustarlo".

Inutile dire che anche da qua, siamo usciti con un graditissimo omaggio. Una serie di formaggi che abbiamo avuto modo di degustare  sul posto, da portare a casa per continuare ad assaporare ed elaborare sicuramente in una ricetta, da dedicare a chi in questi due giorni, ci ha fatto scoprire tanto.
Professionalità, dedizione, amore per il territorio e i suoi frutti, fatica, ma anche tanta soddisfazione.

e a chiusura del tour un grazie corale a tutte le blogger che mi hanno fatto compagnia e condiviso ogni tappa di questo fantastico viaggio cultural-enogastronomico, a chi ha organizzato e reso possibile tutto questo AifbZeta GroupOrtoRomiConsorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco Veneto IGPIstituto alberghiero di Castelfranco Veneto, e ai produttori che ci hanno aperto le porte delle loro Aziende, Fraccaro Spumadoro, Ristorante FevaAzienda Agricola Bellia ClaudioRistorante San Martino che con fatica, amore, serietà, dedizione, gioia, difendono un grande patrimonio che viene tramandato da generazione in generazione.

Grazie!!!




Aifb in tour con Radicchio tra le Stelle.....la classe non è acqua.....



Quando entri in un ristorante elegante, accolto in maniera impeccabile ma non distante, dove  l' atmosfera ovattata, la cura e raffinatezza nei dettagli non sono ostentati ma ti mettono a tuo agio e la professionalità, la cura e la bellezza delle portate ti fanno dimenticare il trascorrere del tempo....vuol dire che sei nel posto giusto al momento giusto, con la gente giusta e che te lo meriti.
Mi è già capitato di provare questa sensazione, in un ristorante nel ferrarese, dove una volta all'anno, andiamo, perchè è bello regalarsi un momento per sè stessi, di coccole, ottima cucina e piacevole atmosfera una volta ogni tanto. Ed è piacevole scoprire che ci sono altre realtà sul territorio che regalano queste sensazioni. Questa realtà si chiama Ristorante San Martino a Scorzè, dove sono stata ospite insieme ad altre blogger, durante il tour con Aifb e il Consorzio Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco Veneto IGP e OrtoRomi
A conduzione familiare, sorto come Osteria del paese, gestito ormai alla quarta generazione, dalla signora Michela, il marito Raffaele, chef autodidatta, e le figlie, si è trasformato in un elegante e raccolto locale, dove le linee curve delle pareti, dei tavoli, degli arredi, dei servizi , e la qualità dei piatti serviti, non passano inosservati. E di essere presenti nella guida Michelin, Michela lo ha saputo da un cliente, che pensava che si dessero delle arie e aumentassero addirittura i prezzi! Scherzando, ha detto, che sono gente di origine contadina che lavora 20 ore al giorno e non hanno tempo a star dietro a queste cose!
E il tempo è trascorso lento, come se lo facesse apposta, per farci stare insieme il piu' possibile. Chiacchierare in assoluta scioltezza e assaporare raffinati piatti creati apposta per noi dallo chef  è stato un momento indimenticabile e assolutamente delizioso!

Il menu'.........


e la carrellata di piatti sfiziosi e raffinati......


e una "scoperta" che non avrei mai immaginato di fare...il caviale italiano! Si, questo "Uovo su uovo" con selezione di Caviar Giavieri era assolutamente fantastico! Una realtà tutta italiana, che si occupa della produzione e commercializzazione di caviale di storioni di origine russa, allevati in acquacultura dall'Azienda di Brada di Piave, che segue questi pregiati pesci in tutte le fasi dell' allevamento, dall'alimentazione, la temperatura dell'acqua, il rispetto dell'ambiente e il suo benessere. E il caviale viene confezionato direttamente e artigianalmente secondo gli insegnamenti dell'arte russa che ha come caratteristica la tradizione manuale. 

a me piace l'anguilla, quindi poterla gustare fumè in un tortello....una delizia


e la fantasiosa composizione e interpretazione del dolce, "Terra-terra" da parte della figlia, cosi' riservata e quasi intimidita per i complimenti ricevuti....la terra simulata dal pan di Spagna sbriciolato, la meringa era la neve, la barbabietola rossa altro prodotto della terra, e dall'uovo, ecco che esce del Radicchio croccante...un genio!



e come dicevo prima, il tempo sembrava essersi fermato...sembrava appunto! Ma non potevamo indugiare oltre!!! Ci aspettava un' altro appuntamento importante prima del rientro a casa!......



sabato 31 gennaio 2015

Aifb in tour con Radicchio tra le Stelle...scende in campo...




Oggi inizia il "vero" viaggio nelle terre del Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP. Per me il "titolo" del tour che ci vede coinvolte, "Radicchio tra le Stelle", è pieno di significato.
"Stella" per quanto riguarda gli chef "stellati" che ci hanno fatto conoscere le varie tecniche di cottura e che per noi hanno creato dei menu' che si sono rivelati dei capolavori.
"Stella" perchè questa cicoria è veramente "stellare". Un capolavoro della natura ma anche dell'uomo. Perchè senza il suo aiuto non diventerebbe quello che in realtà è. Quindi, la sapiente mano dell'uomo che entra in sinergia con la natura, ottenendo un risultato finale che è un vero capolavoro!
Basta guardare quel cuore rosso che mi fa rimanere a bocca aperta da quanto è perfetto per capire che niente viene lasciato al caso.

Damiano, dell' Azienda Agricola Bellia Claudio, ci ha portate in campo, e poi nella sua azienda per mostrarci come avviene l'imbianchimento in acqua pura di risorgiva del Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP.
Qui abbiamo conosciuto anche i genitori, Francesco, l'altro fratello e  l'arzillissimo 90enne nonno Elia, che ci metterei la firma ad arrivare cosi' a quell'età!

Coltivare il Radicchio è davvero un'arte.....
La produzione, precoce e tardivo, inizia, indifferentemente, con la semina o il trapianto. Le operazioni di semina, in pieno campo, devono essere effettuate entro il periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 luglio di ciascun anno. In caso di trapianto, questo viene effettuato entro il 31 agosto di ciascun anno. 1. Le operazioni di raccolta per il Radicchio Rosso di Treviso tardivo si effettuano a partire dal 1° novembre e comunque dopo che la coltura abbia subito almeno due brinate, per favorire la colorazione rossa della pianta.
Le operazioni di raccolta per il Radicchio Rosso di Treviso precoce si effettuano a partire dal 1° settembre.

Qui direttamente sul campo, coperto affinchè non passi la luce del sole diretta per evitare la fotosintesi.


Si susseguono poi diverse fasi
Fase di preforzatura. Per questa prima fase le piante raccolte, con parte dell’apparato radicale, vengono pulite dalle foglie più esterne e dalla terra. Quindi i cespi vengono raccolti in mazzi, collocati in gabbie retinate o traforate. in locali adeguatamente condizionati, con un una temperatura e un’umidità idonea alla corretta conservazione delle piante.

Fase di forzatura - imbianchimento, operazione fondamentale ed insostituibile che caratterizzano poi il prodotto finale.  Le ceste contenenti i cespi, vengono parzialmente coperte con teli che lasciano passare pochissima luce, allineate in vasche continuamente alimentate con acqua pura di risorgiva, fino al colletto, per una ventina di giorni. In questo modo la pianta, anche se è stata sradicata dal terreno, "capisce" che deve ancora crescere. Si forma cosi' all' interno il "cuore" dal colore rosso intenso perchè le foglie sono quasi prive di clorofilla, croccanti e dal gusto gradevolmente amarognolo.







     Fase di toilettatura con le quali si liberano i cespi dai legacci o dalle gabbie, si asportano le foglie deteriorate, che si utilizzano per concimare poi il terreno, si taglia e si scorteccia il fittone in misura proporzionale alle dimensioni del cespo. Terminata la toilettatura il radicchio si sciacqua per togliere il terriccio in una prima vasca, posizionato su un nastro trasportatore che lo tuffa delicatamente in una vasca piu' grande contenente acqua corrente.


                 I cespi puliti da tutti i residui terrosi, vengono stoccati in ceste e pronti per essere spediti.



E' seguita poi una piccola degustazione di radicchio in saor e una buonissima crostata con marmellata di radicchio e frutti di bosco, che ho pure comperato nel piccolo spazio nella zona di lavorazione, insieme ad 1 kg di radicchio..... stivali sporchi di fango...borsata con radicchio...qualcuno poteva pensar male!

Una "piccola" considerazione finale. Io, che mangio insalata in quantità industriale, di tutti i tipi, quando andavo a fare la spesa e vedevo nei banconi dei supermercati le confezioni di questa bellissima cicoria, mi saltava subito all'occhio, dopo la bellezza della sua forma, il prezzo, che consideravo esagerato. E nei supermercati è davvero alto. Vi posso assicurare che il Radicchio che ho comperato presso questa Azienda Agricola, non l'ho pagato cosi' tanto quanto quello proposto dalla grande distribuzione....e pur essendo una cifra piu' "alta" rispetto a quella delle altre insalate, non ho avuto tentennamenti nell'acquistarlo. Anzi, se non fossi stata in treno ne avrei acquistato molto di piu'.
Perchè mi sono resa conto di quanto lavoro, fatica, dedizione e amore per salvaguardare un patrimonio gastronomico che ci caratterizza in tutto il mondo, sta alla base di questo magnifico cuore rosso. Dovete sapere che ogni settimana questa azienda spedisce bancali con 300 kg di Radicchio Rosso Tardivo in Giappone! Un motivo ci sarà....e se persone cosi' lontane capiscono la qualità dei nostri prodotti, e ne apprezzano le caratteristiche, noi "che giochiamo in casa" dovremmo farne un vanto e tenerlo di piu' in considerazione.
Abbiamo aziende familiari che sono il fior all'occhiello del nostro patrimonio gastronomico. Che non devono sparire perchè minate da fattori esterni che creano intoppi e difficoltà di ogni sorta affinchè gettino la spugna, e che portano avanti con orgoglio e fatica, amore e dedizione, quello che hanno lasciato i "vecchi".
Forse mi sta a "cuore" questa cosa, anche perchè mi ricordo che i miei nonni avevano i campi quando abitavano a Mantova. E ho ancora degli zii che lavorano la terra, quindi so cosa vuol dire, anche se alla lontana.
E io, quando Damiano spiegava tutto il processo che va dalla semina al prodotto finale, con gli stivali infangati, con quel cespo di radicchio in mano, che parlava a delle "cittadine", bè, mi sono quasi commossa. Vero è che mi commuovo facilmente quindi non farei tanto testo, ma vedere un ragazzo cosi' giovane, pieno di esperienza, voglia di fare e orgoglioso di quello che ha in mano...bè, credetemi, non è roba da poco.

...ma il tour non finisce mica qui....





venerdì 30 gennaio 2015

Aifb in tour con Radicchio tra le Stelle...chi ben comincia.....




Arrivata con una certa emozione e ansia a Mogliano Veneto, (mi capita sempre quando devo partire e fare qualcosa di importante)  in compagnia di Cristina, l'unica blogger che conosco, ci fiondiamo in un bar dove non avrei dato nemmeno un centesimo, invece abbiamo mangiato un toast alle verdure veramente buono! Per la serie, ci si accontenta, ma sappiamo distinguere un panino gnucco da uno buono....siamo state prelevate alla stazione da Nicole della Zeta Group e poi raggiunte da Francesca e Lara. Faccio la conoscenza delle altre blogger e poi, dopo esserci sistemate nelle stanze, primo incontro dove ci viene spiegato il programma, del perchè siamo qui e i produttori che ci apriranno le porte di casa loro. E le parole di Anna Maria Pellegrino, la nostra presidentessa, che spiega brevemente a chi non lo sa, chi e cosa fa ed è l'Aifb e quelle del presidente del Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco Veneto IGP 
Io che adoro l'insalata...ma non chiamiamo insalata questo rosso capolavoro della natura, qua ci vado a nozze!!
Dopo la breve riunione, siamo andati all' Istituto Alberghiero di Castelfranco Veneto dove lo chef stellato Nicola Dinato ci ha mostrato diverse tecniche di cottura del Radicchio Rosso....stufato, alla griglia, al forno, marinato, crudo, sottovuoto, come marmellata, succo e tisana......



........ tappa "obbligatoria" alla Fraccaro Spumadoro dove ci hanno accolto Luca e Michele Fraccaro e Paolo Pietrobon, rispettivamente in terza e quarta generazione! Questa azienda storica, nata nel 1932 come piccolo panificio sotto l'antica torre del castello di Castelfranco Veneto, fondata da Giovanni ed Elena ha poi aggiunto alla produzione del pane, anche quella delle focacce e panettoni, utilizzando il lievito madre.. Negli anni '70 Ferruccio, Luigino e Antonio, figli dei fondatori proseguono l'attività di famiglia espandendosi tanto da diventare un'azienda leader  nel settore dolciario, pur mantenendo la tradizione artigianale che li ha sempre contraddistinti fin dall'inizio. Luca, Michele e Paolo ci hanno mostrato lo store appena ristrutturato dove facevano bella mostra dolci, pizze, prodotti confezionati, spiegato la loro filosofia nel portare avanti le tradizioni di famiglia salvaguardando anche l'ambiente mediante l'utilizzo di confezioni riciclabili ed energie rinnovabili, e in una saletta riservata, ci hanno portato una tinozza di legno con una fantastica lievito madre di "soli" 83 anni!! Tra lo stupore generale, colmato da ohhhh e scatti fotografici degni di una star di Hollywood, si perchè, non prendeteci per pazze, ma una food blogger che ha a che fare con questo capolavoro della natura, lo accudisce e lo apprezza...non puo' che gioire ed emozionarsi di fronte a tanta bellezza! E che quasi "sviene" se riceve in regalo un pezzetto di lievito madre...che volete....siam fatte cosi'! Perchè tanto "amore" e cura verso questo lievito madre? Ma perchè la differenza è palese: sofficità, fragranza, sapore, profumo, migliore alveolatura,piu' digeribile, piu' disponibilità di minerali, piu' sano e di qualità.
Tutte caratterisitche che si trovano nei loro prodotti, che lievitano dalle 12 alle 72 ore!
Abbiamo poi degustato due fantastiche pizze ovviamente preparate con la lievito madre, soffici, gustose, e il panettone al Radicchio!



Concludiamo la serata presso il Ristorante Feva (Feva è il soprannome della famiglia Dinato) dove lo chef Nicola Dinato che avevamo conosciuto nel pomeriggio, ci ha deliziato con le sue specialità, in un ambiente veramente raffinato e giovanile. La cosa che mi ha subito colpito, una volta arrivati nel parcheggio, la cucina a vista sul piazzale! Una grande vetrata dove niente viene nascosto, ma è possibile osservare tutti i movimenti e le fasi di preparazione della brigata di cucina composta da giovani trentenni, dinamici e con esperienza acquisita nei  piu' grandi Ristoranti italiani e stranieri. A dire il vero siamo state un po' "invadenti"...appena scese dal pulmino, subito a fotografare questi giovani cuochi...che imbarazzo mamma mia!!!


e dopo la fantastica serata...tutti di nuovo alla Villa Giustinian, per un sonno ristoratore.....dove abbiamo trovato un omaggio veramente gradito...una varietà di prodotti di OrtoRomi, un'azienda sul mercato da oltre 15 anni nella produzione e commercializzazione delle insalate di I e IV gamma.

Che cosa vuol dire I e IV gamma? Fanno parte di questa "classificazione" le verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione del prodotto, seguendo diverse e veloci fasi di lavorazione e confezionati e pronti per il consumo.
L'offerta di verdure, frutta e ortaggi è articolata in cinque gamme, distinte sulla base delle tecnologie e dei processi di lavorazione applicati al prodotto dal momento della raccolta fino al consumatore finale.

Prima gamma: ortofrutta fresca tradizionale.
Seconda gamma: ortofrutta e verdure in conserva proposte in barattolo.
Terza gamma: frutta e verdure surgelate.
Quarta gamma: ortofrutta fresca, lavata, confezionata e pronta al consumo.
Quinta gamma: frutta e verdure cotte e ricettate, confezionate e pronte al consumo.

Quindi il processo di produzione e conservazione delle insalate, degli ortaggi e della frutta di IV gamma, partendo dal campo fino alla tavola dei consumatori, si articola nelle seguenti fasi:

Selezione
Cernita
Eventuale monda e taglio
Lavaggio
Asciugatura e confezionamento in buste o in contenitori sigillati (eventuale utilizzo di atmosfera modificata)

Da anni ormai l'Industria di IV gamma e le aziende agricole produttrici di materie prime seguono per la quasi totalità disciplinari di produzione integrata, limitando fortemente l'utilizzo di fitofarmaci in campo o in serra, con conseguente riduzione dei residui di pesticidi ben al di sotto delle soglie consentite per la produzione tradizionale.

Trasportate in stabilimento, le materie prime sono poste in celle di stoccaggio, con temperature non superiori a 6°C, sufficientemente dimensionate per quantità e tempi di permanenza.

Gli ortofrutticoli di IV gamma sono quindi sottoposti a (almeno) un doppio lavaggio industriale e a un trattamento di decontaminazione che ne garantisce la sicurezza igienica.

Il prodotto confezionato viene verificato al metal detector ed identificato per mantenere la rintracciabilità di filiera e poi posto in cella a temperature non superiori a 6°C. Per mantenere inalterate le sue qualità deve essere conservata a temperature non superiori a 8° e possibilmente non deve essere interrotta la catena del freddo durante il trasporto dal banco frigorifero all'abitazione del consumatore.

(dati presi da Aiipa)

bene, dopo questo viaggio nel mondo delle insalate, si va a riposare....domani ci aspetta una giornata veramente interessante, sul campo, a scoprire un tesoro rosso.....

Il tour Radicchio tra le Stelle minuto per minuto....




Stanotte ha nevicato. Non esageratamente, ma quel tanto che basta per imbiancare tutto quanto. E' l'alba. Apro la finestra della casa di campagna dalla quale si vede la fredda brughiera inglese ed entra un'aria gelida ma pulita. Mi preparo un caffè e appoggio la tazza sul tavolino della biblioteca rivestita da una boiserie di legno di rovere e colma di libri, dove mi aspettano una vecchia e rumorosa macchina da scrivere, il camino acceso, e la poltrona vissuta, di pelle color cuoio, vista giardino. La gatta ha preso posto sulle mie gambe e si è appallottolata facendo le fusa, in uno dei suoi lenti e coccolosi sonni giornalieri. L'atmosfera ovattata dentro e fuori, mi appaga e mi rilassa cosi' comincio a sorseggiare il caffè fumante e a battere le dita sopra i tasti......del pc!!!
Già, perchè non sono in nessuna casa di campagna, in nessuna biblioteca rivestita di legno pregiato e su nessuna poltrona di pelle.Non c'è nessun camino acceso ma un riscaldamento autonomo. Le "uniche" cose in comune con questa descrizione fantastica, nel senso che è di fantasia ma anche di fatto se fosse vera, sono che ha nevicato, che l'aria è fredda ma pulita, che c'è un atmosfera ovattata, la gatta sulle ginocchia e la tazza fumante sul tavolo della cucina, vista parco condominiale, la libreria della sala colma di libri, che adoro davvero la brughiera e l'atmosfera stile Jane Eyre....e tante parole nella mente da mettere sulla carta!
Non per scrivere un romanzo o un racconto o una poesia, ma per descrivere due giorni intensi passati con altre food blogger alla scoperta di prodotti e di un territorio che non sempre si valorizzano quanto si meriterebbero. quindi "perdonate" questo incipit romanzato, ma era proprio l'atmosfera che mi si è parata davanti agli occhi quando, alzando la tapparella, ho visto il giardino imbiancato!

Tutto è iniziato quando l' AIFB, l'importante associazione della quale faccio orgogliosamente parte, ha comunicato l'evento "Radicchio tra le Stelle", spiegando che c'era la possibilità per un gruppo di food blogger, parolona vero?!, di essere ospitate dal 23 al 24 gennaio dal
Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco Veneto IGP , in collaborazione con OrtoRomi, nella stupenda Villa Marcello Giustinian, il tutto organizzato dalla staff della Zeta Group devo dire in maniera impeccabile. Non deve essere cosi' facile organizzare e prendere contatti con i produttori, albergatori, ristoranti, spostamenti ecc, il tutto scandito da una tabella di marcia da rispettare il piu' possibile. Ma ad ognuno il suo mestiere. Ed è cosi' che un gruppo di "sconosciute" food blogger, che fino al 23 sera si "parlavano" attraverso un pc, ora potevano parlarsi guardandosi negli occhi, in un'atmosfera assolutamente rilassata, come se si conoscessero da chissà quanto tempo, armate di macchine fotografiche, blocknotes, penne e tanta voglia di scoprire tutto quanto. "Guidate" da Francesca, Lara e Nicole alla scoperta del...variegato mondo del Radicchio!! Da lezione sulle tecniche di cottura del Radicchio Rosso di Treviso, nella cucina dell' Istituto Alberghiero di Castelfranco Veneto che ha la sede nella stupenda Villa Dolfin, da parte dello chef stellato Nicola Dinato, con degustazione di tutte le sue proposte. Tappa allo store della famiglia Fraccaro Spumadoro SpA, 80 anni di dolcezze e specialità, che ci hanno mostrato una pasta madre 80enne supercurata e coccolata, da strapparci una serie di oohhh e scatti fotografici degni di una star di Hollywood! Con degustazione al seguito! Cena presso il Ristorante Feva, visita presso l' Azienda Agricola Bellia Claudio, pranzo al Ristorante San Martino di Scorzè e tappa finale, ma non per importanza ovviamente, alla Casearia Carpenedo,

Detta cosi' sembra quasi che abbiamo passato il nostro tempo solo a mangiare. E' vero solo per metà. L'altra metà è stata occupata da visite il loco, davvero sul campo, a conoscere tutto il processo lavorativo dei vari prodotti, a conoscere realtà di Aziende familiari consolidate nel tempo, a visitare luoghi di solito non accessibili al pubblico. Coccolate, "istruite" e omaggiate fino alla fine.
E se durante quei due giorni, per noi è stata una vera "festa" di colori, profumi, sensazioni ed emozioni, una volta a casa è iniziato il "lavoro" vero e proprio. Eh si, perchè mica si va in giro solo a gozzovigliare e basta!

Figura atipica e un po' strana quella del food blogger. Apre il blog per passione o quasi per scherzo scoprendo poi che è proprio una soddisfazione e un angolo tutto suo, posta ricette della tradizione, inventate, azzardate, copiate, (con il link di riferimento ovviamente, almeno le piu' oneste!). C'è chi del blog ne fa una professione. Chi sta nel "suo brodo" perchè le sta bene cosi'. C'è chi invece, pur non essendo cuoca di professione, senza voler essere o sembrare chissà chi, coglie al volo l'opportunità di scoprire nuovi orizzonti, condividere esperienze e si fa un po' portavoce di quello che ha visto e ha vissuto, a favore di chi non ha potuto partecipare a questo o quell'evento. Siamo visibili agli occhi di tutti e dobbiamo raccontare nella maniera piu' trasparente, etica e professionale possibile tutto quanto. E tutto questo è molto lusinghiero ma anche molto delicato. Le aziende che ci coinvolgono in questa esperienza, lo sanno che possono contare su di noi, e che il messaggio che ci trasmettono e che noi a nostra volta trasmettiamo, non è fine a se stesso ma "passa" attraverso le nostre parole. Scusate se è poco!

Per questo, sono passati alcuni giorni dalla pubblicazione dei post di tutto il tour...rivedere il materiale, scegliere le fotografie, cucinare con alcuni prodotti ricevuti in omaggio o acquistati.
Con dovizia di particolari, informazioni e fotografie che parlano da sole!

E in attesa di poter rivivere altri momenti formativi, vi lascio nei prossimi post quello che è stata la mia esperienza....

martedì 27 gennaio 2015

Happy birthday Ale......con la French chocolate cake




E fu cosi che....ritornata a casa, mi piazzo subito davanti al pc per scegliere una ricetta per la sorpresa da fare alla nostra amica.Alessandra (Van Pelt) che proprio oggi compie gli anni .....ma facciamo un passo indietro, perchè non c'è nulla di strano nel voler fare gli auguri e/o una torta di compleanno ad un'amica!
Ma questo è un compleanno diverso, speciale, per tanti motivi. Cosi' noi ragazze dell' Mtc, abbiamo deciso di festeggiarlo degnamente come sa solo fare una community degna di questo nome. Per sentirci vicine alla nostra Alessandra e per far sentire lei vicina a noi. Perchè questa grande donna, è un "pochino" distante. Ha lasciato l'Italia, la sua Liguria, Genova e il Masonshire, per volare fino a Singapore. Da casa mia ci dividono "solamente" quei 10648 km....
Una scelta difficile, sicuramente ponderata, presa con "sofferenza" e coraggio, tanto coraggio, con "incoscienza" e "leggerezza", ma anche con la consapevolezza di sapere quello che lasci ma non sai quello che trovi. Una scelta che non voglio giudicare affatto, anche perchè non ha nessun motivo di essere giudicata e/o motivata, ma solo capita, rispettata, incitata, supportata e condivisa.

Per un attimo mi sono messa nei suoi panni, visto che qualche anno fa si ventilava l'idea di andare a Berlino, dal momento che mio marito aveva la possibilità di andare a fare un concorso nell'orchestra dei Berliner. Quindi, entusiasmo iniziale alle stelle, marce indietro, titubanze, sogni, programmi....arrivato parimerito, ma poi hanno scelto un tedesco....quindi "per fortuna" non si è realizzato questo momento, ma chissà se è stato un bene o un male.... e giorni fa mi ha parlato del Qatar...(ma anche no per favore....no dai!)

Quando Ale ci ha comunicato la notizia, c'è stato un tam tam di messaggi, frasi di incoraggiamento, complimenti, paure, lacrime di gioia e di "tristezza". Perchè è vero che comunque, anche prima che partisse eravamo distanti, ma saperla "cosi tanto" distante...fa un certo effetto.
Per questo ammiro tantissimo questa donna. Perchè comunque, al di là di qualsiasi commento e pensiero, non è facile sradicare le proprie radici e lasciare qua i propri affetti e tutte le cose che ci hanno fatto compagnia fino a pochi minuti prima di partite.
Per questo io ammiro questa donna che ho avuto la fortuna di conoscere, in tutta la sua esplosiva bellezza, simpatia, modo di fare, carisma, entusiasmo, serietà, allegria, audacia e tanto altro ancora.
Per questo ammiro questa donna, con la quale ho condiviso una buonissima focaccia, sul treno, in mezzo ad un alluvione spaventosa e poi al riparo nella sua casa.
Per questo ammiro questa donna, per tutti/pochi momenti passati insieme tra promozione di libri, risate e anche momenti di confidenze personali.

Per dare un "segnale" della sua grandezza e forza, basta dire che è lei, che ci ha coinvolto in questo fantastico mondo che è l'Mtc, un "gioco" importato da oltreoceano e "Van Peltizzato"in maniera assolutamente originale ed entusiasmante. E' lei che con caparbia, coraggio e classe, ha creduto nell'"avventura" editoriale, che ci ha viste pubblicare ben tre libri per la Collana dei Libri dell'Mtc ( L'ora del patè - Insalata da Tiffany - Dolci Regali ) che sta avendo un successo strepitoso!
Quindi, non posso altro che pensare che anche a Singapore farà furore! Non se ne starà sicuramente con le mani in mano, anzi, fucina di idee qual'è....tremateeee!!!!

Per questo, quando ho saputo dalle altre ragazze della sorpresa, mi sono fatta in quattro pur di riuscire a partecipare anche io a questo evento virtuale colmo di affetto verso di lei. Mi sembrava il minimo che si potesse fare.
Cosi' ognuna di noi ha sbirciato nel suo blog, che già il nome la dice tutta....An old fashioned lady, non per la parola old, perchè lei è tutto tranne quello, ma per il resto, perchè è davvero fascinosa, una signora fascinosa, di classe, anche se indossa un paio di scarpe da tennis.....e ognuna di noi ha scelto una ricetta, che ha riprodotto in suo onore.
Un regalo colorato, profumato, allegro, condito con un pizzico di nostalgia e malinconia q.b.
Un regalo corale e virtuale sincronizzato alla stessa ora, fatto col cuore da parte di tutte noi, a lei che di cuore ce ne mette in tutte le cose che fa!!
E con una vignetta fantastica che trasmette e racchiude questo momento! Disegnata dalla bravissima Mai Esteve.

E io ho scelto questa torta perchè quando ho visto come l'ha sottotitolata mi è venuto da ridere....TORTA SENZA: SENZA FARINA, SENZA LIEVITO, SENZA FRUSTE, SENZA LUCE, SENZA CONNESSIONE E PURE SENZA...in pratica la "mia" torta, dal momento che anche a me mancavano alcune delle cose elencate!

Cosi' ecco qua carissima Alessandra. Questa torta è tutta per te. Dolce, soffice, profumata, morbida, coccolosa, In due versioni: come l'hai fatta conoscere tu, e una con l'aggiunta di un pizzico di peperoncino, che con il cioccolato fondente è la morte sua!
Peperoncino perchè la tua vita non è una vita semplice e banale, monotona e statica. In tutte le cose che fai e che hai fatto, le hai sempre "condite" con quel pizzico di ingrediente in piu', che fa la differenza. Che mette quel brio e quel giusto pizzicore alla vita. Che la rende interessante e intrigante.
Quel pizzico di positività e audacia, coraggio e sensibilità che hai sempre trasmesso. Perchè tu hai insegnato che la vita non è banale ma è un grande dono, che tutto va preso di petto, o come ti viene porto, che va affrontato e risolto. Anche a costo di perderci magari ore di sonno, di mettersi in discussione, di affrontare situazioni che non avresti mai affrontato,  di versare anche lacrime e tante altro ancora. Tu che sicuramente appari forte e determinata, ma che hai anche una sensibilità che ti fa anche commuovere quando è il momento di commuoversi. Perchè una è grande nei momenti si e nei momenti no.

Carissima Ale, non ti elenco nessun augurio, perchè non ne hai di bisogno (o forse si?? )
Ti auguro solo il meglio. Il meglio per la tua nuova vita. Perchè è cosi' che deve essere, per una persona speciale come sei tu.
E insieme a questa torta, ti mando un mega abbraccio e un grande bacio. Da passare q.b. anche a tuo marito, perchè comunque sia, anche lui è direttamente coinvolto in tutta questa "avventura". E anche lui ha dovuto fare delle scelte di vita molto importanti.
Sono sicura che farete grandi cose in quel di Singapore, e anche se ci sono tutti quei mila e mila chilometri, io ti/vi sento vicini perchè siete entrati nel mio cuore.
A presto grande Ale! Ti voglio davvero bene. E non q.b.
... e adesso basta perchè sono commossa...un po' piu' di un q.b......



                                                            French chocolate cake

Ingredienti per 6 persone

115 g di cioccolato fondente, a pezzetti
55 g di burro, a pezzetti
3 uova medie, tuorli e albumi
85 g di zucchero semolato
un pizzico di sale
alcune gocce di estratto di vaniglia
20 g di farina
zucchero a velo per decorare
peperoncino in polvere q.b.

stampo a cerniera del diametro di 18 cm, rivestita di carta da forno, leggermente unto
forno: modalità statica, 180°C

Esecuzione
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e, appena inzia a sciogliersi, aggiungete il burro a pezzetti, mescolando finchè non si è sciolto completamente anch'esso. Togliete dal bagnomaria e fate intiepidire.

Nel frattempo, in una terrina piuttosto capiente, montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno soffici e spumosi: a questo punto, versate il cioccolato e il burro fusi nel composto montato e amalgamate con delicatezza, con un cucchiaio di metallo. Unite le gocce di vaniglia e mescolate.

Setacciate la farina ed il sale e  incorporateli delicatamente al composto.

Montate immediatamente gli albumi e incorporate anch'essi al composto, in tre tempi, mescolando dal basso verso l'alto, per evitare che il composto smonti.


Io ho utilizzato due ministampi a cerniera.....
Versate metà del composto nello stampo fino a due dita dal bordo. Nell'altra metà aggiungete il peperoncino in polvere in base ai vostri gusti ed infornare in forno caldo per 25 minuti. La torta gonfierà e formerà una crosta sottile, durante la cottura, che si creperà e si affloscerà appena fuori dal forno.



Lasciate raffreddare nello stampo per una decina di minuti, poi sformate, rovesciando delicatamente la torta sul piatto da portata e spolverate con zucchero a velo e servite.

lunedì 26 gennaio 2015

Pizzoccheri chiavennaschi



I pizzoccheri chiavennaschi non sono la famosa pasta scura di grano saraceno nata a Teglio e diffusasi in tutta la Valtellina, ma degli gnocchetti di pane tipici della Valchiavenna, che della Valtellina è una diramazione.

Molto semplici da preparare e veramente gustosi.
Il segreto è semplice: lasciar riposare a lungo l'impasto prima di procedere: se riposa 24 ore è perffetto. Il metodo di servizio più usuale è quello di accostare agli gnocchi delle patate e condire con formaggi locali e abbondante burro, portato a color nocciola insieme a spicchi di aglio.

I pizzoccheri chiavennaschi tradizionali dovrebbero annegare nel burro, che andrebbe semplicemente versato delicatamente sopra gli gnocchetti in dose doppia di quella indicata e lasciato colare sul fondo, raccolgiendolo poi a fine pasto con altre patate o con croste di pane secco.

Nelle varianti familiari c’è chi aggiunge anche salvia al burro fritto, chi non unisce le patate, chi cambia i tipi di formaggio, chi diminuisce aglio e pepe, chi aromatizza l’impasto anche con noce moscata. Però nessuno aggiunge ai pizzoccheri chiavennaschi verza o erbette, come si fa di solito per i pizzoccheri scuri.

Ingredienti per 4 persone

per i pizzoccheri:
100 g di pane secco
400 g di farina bianca
500 ml circa di latte
3 o 4 cucchiai di olio
sale
pepe nero al mulinello

per il condimento:
100 gr. burro
80 g di formaggio grasso Casera (o Bitto)
80 g di formaggio semigrasso Magnoca
30 g di Parmigiano grattugiato non finissimo
2 o 3 patate
2 o 3 spicchi di aglio
sale
pepe nero al mulinello

Esecuzione

Scaldare in un pentolino il latte con il pane spezzettato, rimestando prima con un cucchiaio di legno e poi con una frusta fino a ridurre il pane a "pappetta" e rendere il composto omogeneo, poi versare in una ciotola e continuare a rimestare fino a quando il composto è cremoso e freddo.

Aggiungere la farina poca per volta mescolando bene, l'olio, il pepe ed un pizzico di sale, rimestare bene, allungando eventualmente il composto con qualche cucchiaio di latte fino ad ottenere una consistenza molto morbida e un po' "collosa", quindi coprire e lasciare riposare per qualche ora: 3 o 4 ore bastano, ma si può anche preparare l’impasto la sera per la mattina dopo.



Tagliare le patate sbucciate a dadini di 2 cm; tagliare a pezzettini i formaggie a lamelle l’aglio.

Portare ad ebollizione abbondante acqua, salarla e tuffarvi le patate, cuocendo 6 o 7 minuti in modo che siano morbide fuori ma ancora leggermente compatte all’interno.

Riempire nel frattempo i piatti da portata o la teglia di servizio di acqua bollente e tenerli in caldo fino al momento in cui si cominciano a cuocere gli gnocchi, quando verranno svuotati ed asciugati per accogliere il burro fuso.

Abbassare il fuoco in modo che l’acqua della patate sia appena fremente e calarvi l'impasto dei pizzoccheri a piccole cucchiaiate, cuocendo per 2 o 3 minuti fino a che gli gnocchi sono tutti a galla.



Nel frattempo in un tegame a parte scaldare il burro con l’aglio fino a quando profuma di nocciola e versarne un paio di cucchiai nei piatti o nella teglia calda ed asciutta.


Scolare gnocchi e patate con una schiumarola e trasferirli a strati nella teglia, alternandoli con i formaggi, il burro fuso e una macinatina di pepe. I veri pizzoccheri non andrebbero rimestati… Terminare con abbondante burro e servire subito, mantenendo l'eventuale piatto unico di portata sopra un rechaud.



questa ricetta la trovate anche qui !