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Visualizzazione post con etichetta spinaci. Mostra tutti i post
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lunedì 19 gennaio 2015

Chenédi da magro verdes....ovvero i Canederli di magro agli spinaci




Riaprendo il cassetto dei ricordi.....diciamo che vista come "la milanese", ho frequentato Cortina in maniera un po' "anomala"..."turista" ammogliata ad un ampezzano.
L'unica cosa che mi dispiace è il non essermi sposata su. C'è una simpatica usanza: gli amici degli sposi, organizzano "la stanga", (che in realtà è il palo, quello che chiude una strada, o ad esempio gli accessi alle strade sterrate che portano al bosco che vengono aperte con le chiavi in possesso momentaneo dei Regolieri, quando devono caricare sul trattore la legna tagliata), in pratica uno "scherzo", una sorta di pedaggio,in base all' attività che svolgono i futuri sposi. Ad esempio a mio cognato, che faceva il fabbro/muratore e altro, su un carro gli hanno fatto costruire una vera stufa refrattaria che doveva funzionare, mentre mia cognata, con un grembiulone che copriva l'abito da sposa, azionava una carrucola che portava su e giu' il cemento! C'è chi ha scalato persino il campanile perchè faceva parte degli Scoiattoli di Cortina. (Gli Scoiattoli di Cortina sono un gruppo di arrampicatori non professionisti, quindi non necessariamente sono guide alpine fondato il 1º luglio 1939 da dieci giovani ampezzani che avevano in comune la passione per la montagna e per le arrampicate sportive. Le attività che vedono impegnati questi arrampicatori sono molteplici e vanno dalla promozione dell'alpinismo, al soccorso alpino volontario, all'organizzazione di manifestazioni sportive. I membri del gruppo si riconoscono da uno scoiattolo bianco ricamato sul braccio sinistro di un maglione rosso. Questo logo è indissolubilmente legato a molte imprese alpinistiche tra cui si ricorda la conquista del K2 avvenuta il 31 luglio 1954 da parte di Lino Lacedelli)

....se fosse successo a noi, di sicuro ci avrebbero fatto fare un concertino in piazza o costruire una viola o un bassotuba!! Insomma, c'è un'atmosfera molto coinvolgente, dove tutti quanti, invitati e compaesani, tifano e si fanno un sacco di risate. E poi tutti in chiesa per la cerimonia vera e propria.
Non essendo e nè facente parte del jet set, dei vipsss, dei fighetti, pur avendo avuto anche io la mia piccola dose di notorietà in campo artistico e intellettuale, dopo aver provato cosa vuol dire andare a fare la spesa alle 11 di mattina, fare lo struscio, cercare un parcheggio....ho sempre glissato ed evitato le grandi folle. Perchè davvero, chi non è passato da li, in piena stagione, non si rende conto della moltitudine di gente che popola e anima la valle e il paese! Quindi, andare a fare la spesa all'alba altrimenti si rischia di fare notte e di non trovare nemmeno un buco di parcheggio. Alternativa, muoversi a piedi. E una volta fatte le commissioni, andare a fare qualche gita ai Tondi o in riva al Boite con i piedi a mollo nell'acqua gelida o al Lago Scin o a Zuel su in cima al trampolino degli sci (sono matti a scendere da lassu'!!). O fare proprio un bel niente e stare sul balcone di legno e rilassarsi al sole in compagnia di un bel libro o ammirando il panorama o semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare quello che ci circonda, cioè il silenzio, il ronzio di un'ape, l'abbaiare di un cane, il rumore del trattore che passa li vicino....
E comunque, una volta chiusa la porta di casa, nel tepore della stua, gustarsi un piatto fumante di chenédi è impagabile!!

Anche questa versione è fantastica. Non perchè l'ho cucinata io, ma perchè è una gustosa alternativa a chi non li vuole/puo' mangiare i salumi.
Realizzati con gli spinaci e il formaggio, con una colata di burro imbiondito e insaporito dall'aglio...una vera delizia!
In rete, definiscono di magro quelli fatti con il formaggio (anche se di magro hanno ben poco...visti i formaggi che si utilizzano...). Per noi, quelli di magro sono questi e bon e basta.

Una versione diversa da quella proposta da Monica del blog One in A Million  per la sfida dell' Mtc.

Ingredienti per 16 canederli
1 kg di spinaci freschi
200 g di farina
3 uova
2 panini raffermi ( 150 gr circa)
200 gr formaggio ( Casera , latteria , Asiago o similari )
grana grattugiato q.b.
    3/4 spicchi di aglio
sale q.b.
burro q.b.

per il brodo e il pane vedere qui

Esecuzione
Fate cuocere velocemente gli spinaci in un dito di acqua . Strizzateli e tagliateli col coltello il piu' finemente possibile. Tagliate cosi' anche lo spicchio di aglio .



Tagliate a cubetti il pane e i formaggi . Aggiungete gli spinaci, i formaggi, le uova, la farina un pizzico di sale e una macinata di pepe.


Con le mani inumidite premete il composto e formate delle palle che possono andare dalle dimensioni di una pallina da golf a quella da tennis.....L'impasto è della consistenza giusta se rimane insieme senza sfaldarsi. Anche in questo caso, l'impasto si deve "sentire" tra le mani quando è giusto,
Fate bollire una capiente pentola di brodo e gettate i canederli . Nel frattempo fate imbiondire bene dell'abbondante burro con gli spicchi di aglio.
Fateli cuocere nel brodo bollente per 10 minuti.
Scolateli delicatamente con una schiumarola e impiattate versando il burro e se si vuole, abbondante grana grattugiato


impiattate e versate il burro imbiondito....


con o senza una spolverata di grana grattugiato....



questo è l'interno....sodo , compatto , con il formaggio appena fuso.....




con questa ricetta partecipo alla sfida per l'Mtc di gennaio



domenica 6 aprile 2014

La torta pasqualina per "Quanti modi di fare e rifare"


Eccoci qua alle prese con un classico della cucina ligure: la Torta pasqualina, che come dice il nome, è un piatto tipico del periodo pasquale, anche se mi è capitato di prepararlo anche in altre occasioni, come pic nic o piatto unico per pranzi informali tra amici!
Uno dei tanti piatti fantastici della cucina ligure...chi nono ha assaggiato almeno una volta la focaccia al formaggio o alle cipolle, la farinata,la panissa,la cima,il pesto,le trofie, le olive taggiasche e il fantastico olio...e l'elenco è lungo ancora!
Della Liguria ho dei ricordi vaghi di vacanze estive passate da piccola a San Remo, poi da ragazza col moroso ad Arma di Taggia e Rapallo, l'esame di quartetto al Conservatorio di Genova, i corsi estivi di mia figlia a Savona, e in tempi piu' recenti lo scorso dicembre quando sono stata alla prima presentazione del libro L'ora del patè, e tutte queste incursioni sono state seguite da una sosta nei locali tipici alla scoperta o alla degustazione dei piatti della tradizione.

Ma veniamo alla ricetta proposta da Arbanella di basilico per l'appuntamento di Quanti modi di fare e rifare , che è  leggermente differente da come l'ho preparato qua. Ma essendo lei ligure,me ne sono ben guardata dal cambiare la ricetta!
Una volta usavo la classica pasta sfoglia, quella già pronta, ma da quando ho imparato a fare la "pasta matta", cosi' veloce e facile, dalla resa fantastica, la preparo sempre cosi'! E' fantastico vedere come la sfoglia diventa sottile man mano che si passa il mattarello e poi la si allarga con le mani, fino ad ottenere un velo!
Di solito la preparo nella classica teglia rotonda, ma questa volta ho voluto preparare tre singole porzioni in piccole teglie a cerniera, cosi' ognuno ha la sua parte senza litigarsi nulla. ognuna con il suo uovo ben nascosto all'interno!
La ricetta originale richiede la prescinseua, ma non l'ho trovata, cosi' ho utilizzato come al solito la ricotta.
Ma il risultato è comunque ottimo!

Ingredienti
600 g farina OO
    6 cucchiai di olio
300 ml acqua
  12 g sale

1 kg bietole o erbette
500 g ricotta
noce moscata,maggiorana,grana grattugiato
   4 uova + 3 (una per ogni porzione)
cipolla

Esecuzione
Portate a bollore una capiente pentola di acqua.
Preparate la pasta matta, impastando la farina,l' olio, l' acqua e il sale. Quando avrete ottenuto un impasto morbido, fate una palla e mettetela a riposare sotto la pentola che avrete svuotato dall'acqua bollente che sarà caldissima e che girata sulla pasta la renderà morbida e  permetterà di tirarla sottile sottile.

Preparate il ripieno.
Tritate 1 cipolla bianca e tagliate a julienne 1 kg di bietole o di erbette, mettete a rosolare la cipolla in padella e quindi unite le bietole per farle appassire. Se dovessero risultare ancora bagnate, strizzatele un po' fra le mani. Battete in una ciotola 4 uova con abbondante maggiorana tritata, 4-5 cucchiai di grana grattato, sale, pepe, noce moscata; da ultimo unite le verdure.
Adesso bisogna stendere la pasta. Tagliatela in tanti parti, poi stendete con il matterello, quindi per renderla più sottile possibile, sollevatela con le mani da una parte e fatela cadere verso il basso trascinata dal suo peso: se la pasta è elastica come deve essere, non si romperà. Se succedesse farete dei piccoli rattoppi. Ungete una teglia (28 cm di diametro) o come nel mio caso, tre piccole teglie e disponete la prima sfoglia. Tiratene un'altra, ungete la prima e coprite con la seconda. Abbiate cura di far sbordare la pasta dalla teglia. Poi mettete il ripieno, livellate bene e coprite con la ricotta. Se vi piace fate una fossetta al centro e apritevi un uovo intero, che si rassoderà cuocendo al forno. Poi preparate le sfoglie di chiusura, io per ogni porzione ne ho fatte 8, le vecchie massaie genovesi ne facevano fino a 12 sottilissime, e ungete sempre fra una sfoglia e l'altra.
Sigillate i bordi di tutte le sfoglie facendo un cordoncino quindi inserite una cannuccia da bibita al di sotto della sfoglia più esterna, soffiate per gonfiare la pasta, quindi chiudete velocemente il buchino, infornate a 190°C per 35-40 minuti.



Questo è l'interno della torta,che volevo servire con l'insalata,almeno come decorazione, ma essendo stata presa d'assalto,ho fatto appena in tempo a fotografarla!



Con questa ricetta partecipo all'appuntamento mensile di Quanti modi di fare e rifare

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/