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lunedì 27 novembre 2017

Il pane dolce dello Shabbat per Michael, Micol ed Eleonora


Vi chiederete il perché di quel " ciao Michael" e chi sono anche Micol ed Eleonora. E' una storia lunga o forse anche no. Dipende dalla piega che prenderà questo post, scritto di getto e nemmeno riletto, d'istinto e seguendo le emozioni. Michael, Micol ed Eleonora, sono tre persone che si sono incontrate sulla strada della vita. hanno vissuto emozioni, momenti tristi, difficili e momenti fantastici. Sono persone speciali l'una per l'altra, che sono entrate a far parte anche nella community Mtc. 
Eleonora già presente con il suo blog Burro e miele trasformato poi a quattro mani con l'arrivo di Michael. Abbiamo accolto questo professore, di bellissimo aspetto, con un sorriso speciale, che ha fatto esclamare a tutte le donne della community un "ahhhh ppppero'!!", prima con un po' di timore e titubanza, e poi, una volta rotto il ghiaccio, con la nostra prorompente e contagiosa dose di "sana follia", abbiamo imparato a conoscerci un po' meglio, a farci insieme quattro risate o a parlare di argomenti seri, legati all' alimentazione. Tutto è filato liscio, come in una bella favola. Ma anche nelle belle favole arriva sempre il cattivo di turno.
La community, quando meno se l'aspettava, è stata scossa da questo fulmine a ciel sereno. Le condizioni di salute di Michael, il professore, il Doc, come lo chiamavamo, colui che guardavo con una dose di rispetto e simpatia, che pensavo fosse indistruttibile, che fosse impossibile che si ammalasse....ecco, è stato ricoverato in ospedale. 
In un attimo, grazie alla tecnologia, c'è stato un susseguirsi di notizie e aggiornamenti.
Ci siamo strette virtualmente tutte intorno a Micol, la moglie e a Eleonora, la figlia. Chi pregando, chi lanciando pensieri positivi, chi alla sua maniera insomma. Abbiamo postato pensieri, canzoni, dediche. La prima cosa che facevo al mattino, al risveglio, andavo a curiosare sulla pagina fb, con le gambe che tremavano e lo stomaco stretto stretto, gli aggiornamenti. Già al mattino presto, complice il fuso orario e il filo che legava e lega la famiglia del Doc, con Alessandra, la "mamma" dell'Mtc, si veniva informati quasi in tempo reale. Il Doc, quando si sarebbe ripreso, avrebbe passato giorni e giorni a leggere tutte le nostre dediche. Poi il 6 novembre, un piccolo miracolo, una piccola ripresa. Il suo amico e collega Yanai Ben Gal ci esortava a continuare cosi, pur non sapendo o non capendo bene che cosa in realtà stessimo facendo, ma la nostra unione e il filo conduttore che animava tutta la community per il mondo, stava portando i suoi frutti. Tutti abbiamo tirato un piccolo sospiro di sollievo. Non dovevamo demordere. La tensione e l'unione erano palpabili tanto erano intense. La sinergia che si è creata tra di noi era ed è forte, perchè non siamo solo virtuali, perchè con l'andare del tempo e in qualche occasione ci siamo conosciute di persona. Quindi sappiamo e sapevamo il potenziale che potevamo sprigionare.

Poi, un giorno, riceviamo la notizia che il Doc doveva subire un lungo e delicato intervento e che servivano tutte le preghiere e pensieri possibili e immaginabili. Come per la prima volta. Allora ecco che ci siamo riunite ancora virtualmente. Con maggiore intensità. Con maggiore ansia. Sempre con la speranza che passata questa tempesta, ci saremmo fatti tutti quanti una bella e sana risata liberatoria e un "te possino, che spavento ci hai fatto prendere Doc, non farlo mai piu'"....

Ma la mattina del 13 novembre, quando ho letto "Il nostro dottore non c'è piu'......." si è fermato tutto.
Continuavo a leggere "Il nostro dottore non c'è piu'...il nostro dottore non c'è piu'"....e non riuscivo ad andare avanti. A cosa serviva sapere il perchè? Purtroppo, le preghiere e i pensieri non sono bastati. 
La sana e bella risata liberatoria ha lasciato spazio allo sconforto, alla tristezza, all'incredulità, alle lacrime. Come era possibile? Ho preso questo come una specie di "tradimento". I nostri pensieri e preghiere, non sono stati sufficientemente forti da sfidare un destino già scritto. 

Inutile dire che la sfida mensile che anima la community, è stata sospesa. E' vero che "the show must go on", ma in una community come questa...chi aveva voglia di lanciarsi nella sfida?
Si sono susseguiti pensieri, ricordi, frasi, canzoni che mi hanno immagonito e intristito. Perchè sono venute a galla le mie di "ferite". Perchè non è mai giusto perdere una persona cara cosi' a "tradimento", quando hai ancora "bisogno" di lei, stai condividendo con lei una parte importante della tua vita, quando vuoi capire e sapere ancora tante cose. Ma cosi' è stato. E non si puo' fare niente se non stringerci in un abbraccio corale e virtuale verso chi è rimasto.
Anche le parole del professor Yanai, che ha assistito all'intervento, e immagino la disperazione che ha provato in quel momento, mi hanno commosso: "E' ora che io lasci questo fantastico gruppo. Non senza ringraziarvi per tutti i pensieri e i segni di apprezzamento che ho ricevuto in questi giorni. Allora, addio persone adorabili, grazie ancora, per tutto il vostro sostegno. Avrei voluto fare di piu'"
Non so se si poteva fare di piu' di cosi'. So solo che come tutti i lutti che vanno elaborati, digeriti, accettati, ci vuole del tempo. Molto tempo. Anche se so che non è cosi'. E' un taglio profondo che si apre nel cuore ed è una ferita che non si rimarginerà mai, perchè quel cuore pulsa sempre, è sempre vivo e non permette la cicatrizzazione. Forse si attenua un pochino. Ma forse.

Che dire ancora, che non appaia stupido, scontato, inutile...non dico forza, vedrete che passerà, fatevi coraggio ecc....se c'è bisogno di piangere, incazzarsi, urlare di rabbia, riappacificarsi con i ricordi o altre emozioni che raffiorano pian piano o dirompenti, fatelo, carissime Micol ed Eleonora. 
Ora Michael, il Doc, sarà sempre presente in ogni luogo dove voi sarete. (e che cavolo pero', era piu' logico e meglio fosse presente anche lui!!). Il Doc che prima andava da New Dely a Tel Aviv con la stessa facilità e frequenza di come io prendo la metropolitana per girare in città.....il Doc che non ho mai voluto "disturbare" piu' di tanto con le mie domande che potevano sembrare semplicistiche e inopportune, quindi messe da parte, lasciando magari piu' spazio al tempo che verrà....ecco, anche qui ho sbagliato i tempi e mi pento di non aver osato di piu'....hai ragione Ele, ora New Dely non sarà piu' la stessa.

E come ha detto lui, sarà in alto a sinistra.....sarà li a vegliare su di voi, ad accompagnarvi anche nelle decisioni piu' difficili o leggere, in un tramonto, un arcobaleno, in una lacrima e in un sorriso. in un'altra dimensione, che solo voi sentirete cosi' presente e palpabile, perchè lo avete amato fino all'ultimo respiro.

Ecco il perchè di questa ricetta dedicata. Che non avrei mai voluto dedicare. Un omaggio da parte mia e di tutte noi, che a nostro modo abbiamo voluto ricordare il Doc. Chi ha avuto la fortuna di averlo conosciuto di persona, chi solo virtualmente, ma che comunque ha lasciato un bel ricordo di lui in Mtc. 
Già avevo preparato questo Pane dolce del sabato, con un altro ripieno, dedicandolo ad Ele, con altre motivazioni. 
Questo invece, l'ho preparato col magone. Perchè ha un altro significato. Perchè...perchè non è giusto, perchè non doveva finire cosi....

Ingredienti
per due trecce ripiene:
500 gr di farina 0
2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra 
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
100 gr di uva passa 
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero

Esecuzione
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l'uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e statico a 200°C per circa 15-20 minuti.




.....e per concludere, questa ultima foto. Quella che preferisco. Che ritrae le mani del Doc e Micol che in diversi momenti della loro vita, hanno condiviso con noi sui social.
Mani che hanno inpastato (Challah) insieme ad Ele, che hanno amato, che hanno suonato, che hanno accarezzato e consolato, che hanno dato forza, che hanno compiuto miracoli...Mani che non faranno piu' niente di tutto cio'. Ma che chi le ha strette le porterà sempre nel proprio cuore.

Un abbraccio gigante che non sapete quanto, carissime Micol ed Eleonora. 

Bennato, nella sua canzone L'Isola che non c'è dice....Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritto fino al mattino.Poi la strada la trovi da te,Porta all'isola che non c'è.....
Dal 13 novembre, guarderemo con occhi diversi in alto a sinistra pero', perchè l'hai indicato tu, a Lolo, che ha detto:
- No, mamma, ti sbagli. Gli animali muoiono, ma le persone no. Le persone rimangono, basta       guardare in alto a sinistra per trovarle.
- Lolo, ma dove l'hai sentita questa?
- Me l'ha detto lui, quindi è vero. 
e che magari sei già su quell'isola che non c'è....mannaggia Doc...e le volte che mangero' o faro' del fritto, mi verranno in mente le tue parole...."il fritto fa bene"......

"ciao Michael" 


sabato 20 ottobre 2012

Il pane dolce del Sabato...tra note,emozioni e distrazioni....



Tutti i mese l' MTChallenge ci propone di realizzare ricette fantastiche ,che magari mai e poi mai avremmo sognato di cuinare , credendole difficili, complicate , perchè non appartengono alla nostra tradizione,perchè non ne conosciamo l'esistenza.... ma che poi una volta fatte ci siamo complimentate da sole per la buona riuscita! E' difficile per me dire quale sia stata finora la ricetta migliore proposta e infatti non la scelgo nemmeno. Pero' la ricetta di questo mese è fantastica , per tanti motivi : non è solo la ricetta di un pane qualsiasi , ma di un pane che ha anche un significato religioso importante , il pane dolce dello Shabbat, la tipica ricetta Kosher cucinata per la colazione o la merenda del sabato. E poi per una miriade di ricordi legati ai luoghi che parlano della popolazione Ebraica. Quindi il massimo rispetto per questa ricetta che penso tocchi un po' il cuore di tutti, per il suo significato , anche se non professiamo questa religione.
Nella versione originale, quella presentata da Eleonora , il ripieno di questa treccia è fatto di uvetta o uvetta e mela, mentre la copertura è data dai semi di sesamo o di papavero.
E anche questa versione volevo realizzare ma....qui entrano in gioco le note le emozioni e le distrazioni che ho inserito nel titolo!
Forse in questo post non avro' proprio il dono della sintesi , d'altra parte sono cosi' tante le cose da dire e le emozioni da condividere che...spero mi perdonerete....
Innanzi tutto per sentirla piu' "mia" , l'ho cucinata proprio di sabato mattina , e per creare l'atmosfera giusta ho messo un cd con due brani cosi particolari e stupendi che vi consiglio di ascoltare , anche se non siete amanti della musica classica , perchè sicuramente toccheranno il vostro cuore !
La grandiosa Rapsodia ebraica per violoncello e orchestra di Ernest Bloch ,compositore e violinista
svizzero che nei suoi capolavori riprende molti temi caratteristici della musica ebraica e poi il toccante Kol Nidrei del compositore tedesco Max Bruch , che a 4:50 minuti prepara quello che a 5:21 è per me l'apice della commozione ("Kol Nidrei" è il nome di una preghiera ebraica, recitata all'inizio del servizio serale dello Yom Kippur (Giorno dell'Espiazione) , il giorno ebraico della penitenza, che viene considerato come il giorno ebraico più santo e solenne dell'anno.  Il nome deriva dalle prime parole (in aramaico) della preghiera, che significano "tutte le promesse", rappresenta l'annullamento di tutti i voti pronunciati nel corso dell'anno. Il servizio ha inizio con la preghiera di Kol Nidre che deve essere recitata prima del tramonto) ....
Non mi addentro ulteriormente in particolari , anche se rimango affascinata dalla complessità e dai rituali e usanze di questa religione....non la conosco e non voglio fare solo un copia/incolla di notizie trovate in rete.

Cosi' ho iniziato a realizzare questo pane , pero' mentre ascoltavo questa musica non potevo cacciare indietro i pensieri e le emozioni che affioravano nella mente e che ho provato quando siamo stati al Quartiere Marais a Parigi , a visitare la Sinagoga e il Ghetto Ebraico a Roma , il piu' antico al mondo, e ancora maggiormente e intensamente nel  Jüdisches Museum Berlin.....quando una morsa mi ha stretto lo stomaco quando sono salita per la lunga scalinata che portava ai piani superiori del museo.... e poi , stralci di brani di libri che ho letto sulla Shoah , racconti di vita vera di persone sopravissute ai campi di streminio . Dopo il Diario di Anna Frank  che tutti sicuramente avranno letto , ho letto  Ho sognato la cioccolata per anni di Trudi Birger che è la protagonista e l'autrice del romanzo nel quale racconta che solo grazie alla sua voglia di vivere e al suo coraggio, era riuscita a scappare e che nonostante la situazione si dimostrava sempre allegra e gentile, per infondere sicurezza a sua madre, che era la sua unica ragione di vita. Sebbene fosse minuta ma molto graziosa e grazie ai suoi capelli biondi riusciva molte volte a impietosire le guardie, riuscendo a farsi risparmiare o a guadagnare del cibo mangiucchiato. La sua infanzia, è stata terribile, dopo il ghetto di Kovno, fu mandata in un campo di concentramento. Dopo tutte le sue disavventure, comunque continuò sempre a sperare, e di immaginare il suo futuro davanti ad una cioccolata calda, e nella Terra d’Isdraele...... questo libro lo abbiamo letto in spiaggia io, Rino, Alice e Andrea , i miei amici del cuore. Certo, non è mica una lettura da spiaggia direte voi , e vi do pienamente ragione , ma l'avevano consigliato alla mia amica e ce lo siamo passato sotto l'ombrellone in pochissimo tempo. Lo abbiamo letto tutto d'un fiato, con sgomento e tristezza , io ho anche pianto , ognuno chiuso come in una bolla , isolato da tutto e da tutti mentre lo leggeva e rispettavamo questo modo di estraniarsi e alla fine,quando veniva passato di mano in mano, nessuno di noi chiedeva se fosse piaciuto o no perchè bastava guardare gli occhi lucidi per capire quanto avesse toccato il cuore!.....
... e tra note e ricordi mi sono trovata a tirare tre lunghe sfoglie , a farcirle , arrotolarle e intrecciarle , per scoprire ormai quando era troppo tardi , che la treccia era lunga quasi quanto il tavolo e mi ero proprio dimenticata di dimezzare l'impasto per realizzare i due pani....cosi', non potendo rimediare al danno e avendo un forno solo di 60x60...ho dovuto piegare a metà la mia treccia , che ho deciso di spolverizzare con due diversi tipi di semi....
Questa ricetta è stata realizzata seguendo tutte le indicazioni di Eleonora e le regole del contest . Quindi troverete pari pari le sue dosi e il procedimento , mentre in rosso la mia variazione, avendo usato il lievito madre.

Ingredienti per due trecce ripiene:

500 gr di farina 0
2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra ( io lievito madre)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva Dante
10 gr di sale
100 gr di uva passa
fichi secchi , mandorle , pinoli , noci q.b.
3 cucchiai di miele
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero

Esecuzione
(La sera prima ho rinfrescato il lievito , perchè volevo servire il pane per colazione , altrimenti basta eseguire questa operazione di prima mattina per la sera: nella planetaria ho versato 200 gr di lievito madre ho aggiunto 350 ml diacqua tiepida nella quale ho sciolto un cucchiaino colmo di miele e 500 gr di farina . Ho messo da parte una quantità pari ad una pallina da tennis che usero' per le prossime panificazioni e ho aggiunto altri 100 gr di farina , una tazzina da caffè di acqua nella quale ho sciolto il sale , l' olio, lo zucchero e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione.  Lasciate impastare fino a quando il composto è "incordato" (foto 1) . L'ho lasciato lievitare tutta la notte coperto da un canovaccio (foto 2) e al mattino il risultato lo vedete nella foto 3.)

Se non usate il lievito madre procedete come segue:
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. ( io mi sono dimenticata come ho detto di dividere l'impasto e l'ho utilzzato tutto!)
Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Tritate grossolanamente la frutta secca  (foto 1) .Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Stendete un cucchiaio di miele sopra ogni parte , versate la frutta secca .
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti" (foto 2) . Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare (foto 3) . Spennellate con l'uovo sbattuto .  Ho piegato la treccia a metà e ho sploverizzato su una parte i semi di sesamo e sull'altra i semi di papavero ( foto grande)

Fate cuocere a 200° per 20/30 minuti fino a quando la superficie sarä leggermente dorata.
Lasciate appena intiepidire e tagliate a fette...
A prima vista potrebbe sembrare poco farcito ma vi assicuro che il gusto del pane dolce e la quantità della frutta secca è ben equilibrato...altrimenti sembrerebbe uno strüdel!!

p.s. non l'ho mai fatto ,ma questa volta mi sento quasi in "dovere" di farlo....questo pane cosi speciale lo dedico a Eleonora , per la sua ricetta che ci ha donato e per il significato che rappresenta . A Eleonora che ho anche conosciuto ad un pranzo di blogger lo scorso anno....grazie!!

con questa ricetta partecipo al contest




 

domenica 13 maggio 2012

Panino alla cannella ,cioccolato e....

piatto della Collezione Fay Red di Greengate

....aprendo la dispensa ho trovato alcuni fichi secchi ancora commestibili e uvetta passa e goccie di cioccolato a forma di cuore . Cosi' ho pensato di fare questi panini , che proprio dolci non sono perchè sono nati da un impasto la cui storia , per evitare di trascrivere di nuovo , la potete trovare qui ....ho solo aggiunto della cannella per renderli piu' speziati . Anzi , ora che ci penso , avrei potuto mettere come base anche della marmellata e fare una specie di strudel...uhm...mi sono data un'idea per la prossima volta ! Fantastico !
Infatti dal momento che questo era un po' un'esperimento...penso proprio che ci si possa mettere dentro di tutto e renderlo un dolce superpanino ....

Ingredienti
pasta per pizza già pronta ( o preparata con 500 gr di farina , un panetto di lievito , 300 ml di acqua , sale q.b.)
fichi secchi , uvetta sultanina , cioccolato q.b.

Esecuzione
Preparate l'impasto , o se lo acquistate già pronto , e aggiungete la cannella secondo i vostri gusti .

Stendetelo con il mattarello come per fare una pizza e adagiate l'uvetta , i fichi tagliati a pezzetti e il cioccolato a quadrotti
Arrotolate il tutto e mettete in forno preriscaldato a 180° per 20/30 minuti . Quando è freddo tagliatelo a fette e cospargete la superficie con della cannella . Se volete proprio esagerare accompagnatelo con marmellata di frutti di bosco o della panna montata....

con questa ricetta partecipo al contest