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Visualizzazione post con etichetta aperitivi. Mostra tutti i post
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giovedì 18 maggio 2017

Rolls con Filadelfia e verdure


E buongiorno. La 66esima sfida di Mtc, è iniziata. Giovanna del blog Gourmandia, la vincitrice di quella precedente, ha scoperto le sue carte e quindi ce la giochiamo tutta con questi Roll.
Anche questa volta, e come dubitarne e meravigliarsi, è una sfida pazzesca, secondo me, puntata sulla precisione ed eleganza. Mica si possono buttare li dei cosi rotondi cosi' come capita.
Ma ecco, che dopo lo "sgomento" iniziale, i "te possino", la lettura e rilettura di tutta la ricetta, le regole e frizzi e lazzi...ti fermi, guardi il calendario, che ha sempre gli stessi giorni piu' o meno, gli stessi fine settimana piu' o meno, e il non tempo, o risicato o inventato del tutte le volte, ti accasci sul divano e dici "e adesso, come e quando li faccio?".
Guardi la ricetta di Giovanna, le sue foto, e il cervello in un nanosecondo, formula una frase che non hai minimamente pensato di pensare. Ma che è li, ormai è pensata e uscita. " Rotoli. Come la vita quando dici che va a rotoli"...e non riesci piu' a scacciare quel pensiero, ormai sei in un labirinto e devi trovare la via d'uscita. Per sdrammatizzare visualizzi quelli di ciccia che ti accompagnano amorevoli da un po' e sti cazzi se vogliono andarsene via. Ma sorridi un po' e basta perchè ti prende il nervoso. Dannato meta e dannata meno!!
Pensi a tutte le volte che la tua vita è rotolata piu' o meno rovinosamnete, a tutte le volte che ti sei rialzata o alla meno peggio sei accovacciata ma non spalmata per terra ed è già qualcosa.
Rotoli. Belli rotondi, lisci, che quando cominciano a rotolare non si fermano piu'.
Pensi al passato e forse un poco a quello che verrà. Ma mentre il passato è certo, nel bene e nel male, e anche se non ci vuoi proprio pensare non è come dirlo, non è come scriverlo sulla lavagna e cancellarlo, non è un foglio di carta che appallottoli e butti nel cestino, non è indelebile e impensabile per un bel niente....il futuro ti sforzi di immaginarlo, come vorresti che fosse, come potrebbe essere con quello che hai seminato oggi, ma siccome non hai le capacità divinatorie della Maga Ciccia, rimane sempre un'incognita.
Pensi a come sarebbe potuto e dovuto essere, cerchi di superare questo pensiero, ma è sempre li' ed è difficile non pensarlo, dal momento che hai a che fare con due musici che svolgono beatamente questa professione, uno in casa, perchè l'ho sposato, l'altra in giro e morire se magari ti da un colpo di telefono o un sms o un whatts per dire in che parte del globo è, e qui parte la gnagnera, lo scazzo, la tristezza perchè sei consapevole che ormai è la sua vita, che è normale che è cosi, ma anche se lo sai, e se sei consapevole di tutto cio' non è che ti piaccia poi cosi tanto nè, e che quando assisti ai loro concerti non puoi fare a meno di pensare che hai dovuto appendere lo strumento al chiodo e sti cazzi.
Cosi', visto che la gnagnera, gli scazzi, i bilanci, i pensieri e gli accadimenti della vita, a volte improvvisi e devastanti ti prendono quando meno te l'aspetti, ho preso la decisione che voglio fare qualcosa per me stessa, che è da anni che è sopita li. in attesa che venga il giorno, e forse il giorno è arrivato. Qualcosa che avrei voluto fare già da ragazza, quando volevo cantare nel coro della Rai o della Scala, ma siccome stavo studiando il mio strumento, ho accantonato questo sogno. Col senno di poi, che son piene le fosse, se avessi scelto di cantare, lo avrei potuto fare ancora adesso. Per questo quando vedo un'Opera dove canta il coro, mi prende una malinconia! E sotto sotto, sarà per questo, che so a memoria la maggior parte delle Opere?
Cosi' pensando a chi si crea i suoi spazi e hobby, mi si è presentata l'occasione di entrare a far parte di un coro di quelli seri, non di quelli che vai li a sparare due note perchè non sai come far passare la serata. Quindi per me è una doppia sfida. Mi metto a nudo e alla prova. Rientro per una sera alla settimana, nel mondo che mi è sempre appartenuto, dentro il cuore e nella mente. Sfogo cantando quello che maschero dentro. E per la serie "io speriamo che me la cavo", perchè l'ho sempre solo suonato e mai cantato, tra un Gloria in excelsi Deo, Domine Fili, Propter Magna Gloria del grande Vivaldi, ho "rollato" per questa sfida. Niente di eccezionale, di fantasmagorico. Se avessi avuto piu' tempo li avrei fatti sicuramente diversi, piu' fantasiosi. Ma siccome non sempre le cose vanno come si vuole che vadano....
Qui Greta ci spiega come realizzare dei rolls perfetti in tutti i sensi

Ingredienti
in quantità variabile e a vostra discrezione, come da foto

La scritta Filadelfia non è un errore, ma voluta, per distinguere questo "formaggio" o meglio crema spalmabile, con quella "vera" in commercio. Che ad essere sinceri, da quando l'ho preparata per la prima volta, non ho piu' comperato l'altra, che proprio mi disgusta, la trovo pesante, plasticosa, insomma, non mi piace proprio. Ci si mette un attimo a prepararla e sono sicura che una volta provata, non la abbandonerete piu'. Questi sono gli ingredienti e il procedimento:

1 kg di yogurt intero
sale fino

Esecuzione
Direttamente nel barattolo dello yogurt aggiungete un cucchiaino raso per confezione. Mescolate il tutto e travasate il composto in un fazzoletto di cotone sottile, appoggiato su una ciotola. Chiudete a fagottino e cominciate a strizzare delicatamente, fino a quando non scenderà piu' cosi' copiosamente il liquido dal fazzoletto. Chiudetelo con una molletta o altro, e adagiatelo in uno scolapasta appoggiato su un contenitore alto. No deve appoggiare al fondo, altrimenti sarebbe sempre a contatto con il liquido che tralascia. Lasciatelo in frigorifero almeno 4 ore. Piu' lo lasciate piu' rimane compatto.
Dividete il composto in tre parti. In una aggiungete la melissa tagliata sottile, nell'altra la crema di peperoncino
Per preparare il roller stendete un foglio di pellicola trasparente della lunghezza di circa 60 cm; adagiate su di essa le fette di prosciutto, mortadella, alga nori in modo che siano leggermente sovrapposte tra loro e formino un rettangolo regolare. Cospargete con il Filadelfia lasciando pulita e libera la parte superiore del rettangolo, disponete lungo il bordo inferiore gli ingredienti che avete deciso di utilizzare, e arrotolate partendo dal basso aiutandovi con la pellicola fino a chiudere il cilindro con la parte finale del cilindro.
Bagnate con acqua un piano di lavoro liscio e pulito. Stendete sul piano bagnato altri due fogli di pellicola trasparente di 60 cm di larghezza sovrapponendoli parzialmente (circa 10 cm dei due fogli dovranno essere sovrapposti e ben aderenti l’uno all’altro in modo da ottenere un grande rettangolo). Trasferite su di esso il cilindro senza la pellicola usata in precedenza e arrotolatelo con la nuova pellicola preparata. Tenete la pellicola per le estremità e fate rotolare il roller più volte sul piano bagnato in modo che i lembi si attorciglino e stringano il roller dandogli una forma omogenea e regolare. Chiudi gli estremi con nodi stretti.
Mettete in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore, fino a quando abbia raggiunto la durezza che permetta di tagliarlo senza deformarlo.
Io, obbligata a farlo nel poco lasso di tempo che avevo libero, mi sono ritrovata a sera con i rolls pronti arrotolati, con una luce da schifo per le foto, troppo tardi per mangiare e da mettere ancora nel freezer! Ma dopo essermi consultata con Giovanna, mi ha rassicurata dicendomi di metterli pure nel freezer tutta la notte e un'ora prima di fare la foto estrarli. Cosi' ho fatto ed è andata bene. Quindi, penso per le prossime volte, nel caso dovessi rifarli, di organizzarmi per tempo o di sfruttare il fatto che li possa conservare, e non trovarmi impreparata. In ultimo, potrebbero sembrare un po' troppo "alti", ma le boccucce che li hanno divorati hanno superato brillantemente la prova "sloga mascella"....tutto quanto in un boccone.
Qui sotto gli ingredienti che ho utilizzato e le fotografie del procedimento:

Rolls con alga nori (un foglio di alga= 5 rolls. Il doppio se tagliati piu' bassi)
2 fogli di alga nori ( uno come base e uno sopra il Filadelfia)- asparagi-carote- Filadelfia- melissa (del mio erbolario)

Rolls con prosciutto cotto: (8 rolls. Il doppio se tagliati piu' sottili)
100 g prosciutto cotto-Filadelfia-1 confezione di tonno-radicchio rosso di Treviso-asparagi


Rolls con mortadella: (8 rolls- Il doppio se tagliati piu' sottili)
mortadella-caprino mescolato con salsa al peperoncino (fatta dal collega siciliano con i peperoncini dei suoi appezzamenti)-semi di sesamo-carote-zucchine-pomodorini ripieni


Una volta tagliati, posizionateli sulla tigella intera o tagliata a filo del roll

                           



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 66 di Mtc



venerdì 2 gennaio 2015

Casetta di pancarrè.....per un ritorno a casa come ai vecchi tempi.....


Questo Natale è stato diverso da tutti gli altri. Prima di tutto perchè lo abbiamo trascorso tutti e tre i fratelli con le rispettive mogli/mariti e relative figlie...si, tutte femmine. Un'allegra brigata di 10 persone. Non siamo mai riusciti a trascorrerlo tutti insieme, perchè riunire le famiglie per intero era un po' difficile, quindi un Natale con una e un Natale con l'altra, per cercare di accontentare il piu' possibile tutti quanti. Ma quest'anno c'era una "nuova presenza" che ci ha spinto a fare il possibile a riunirci noi tre fratelli....il "ritorno" di nostro padre, che dopo 27 anni di "assenza", ha espresso desiderio di riallacciare i contatti con noi. Troppo lunga da spiegare qui tutta la storia. Anche se puo' sembrare strano tutto questo, non ce la siamo sentita di abbandonarlo e di voltargli le spalle, dal momento che era rimasto solo e malato. Anche se per come si era comportato con noi, sarebbe stata la piu' "logica" delle reazioni. Sta di fatto, che ci siamo ritrovati tutti insieme, lui ha trascorso una giornata con i suoi figli e le nipoti. Gli abbiamo regalato una giornata diversa, un ritrovare degli affetti, che per varie ragioni, aveva deciso di abbandonare....

E per il nostro pranzo natalizio, oltre ai ravioli, ho preparato il mio cavallo di battaglia. Ormai è un classico. Da quando mi è venuto in mente che il "solito" Panettone e pandoro gastronomico poteva assumere forme diverse, ad esempio quella di casetta come quelle preparate quiqui e qui ,
non c'è festa, ricorrenza, pranzo con amici, che ne prepari una , magari "a tema".
Ogni volta cerco di farcirla in maniera diversa, in base ai gusti dei commensali, e con decorazioni diverse.
Questa è proprio semplice. Per non appesantirla con troppi ripieni e troppi gusti, altrimenti non si capirebbe bene il contenuto, l'ho farcita con una semplice insalata russa, se fatta in casa sarebbe un valore aggiunto!, una tapenade, la deliziosa e saporita salsa provenzale a base di olive nere, capperi ed acciughe presa alla pag. 96 del libro L'ora del Patè e una mousse di prosciutto cotto. Il tutto ricoperto da una crema alla robiola e yogurt greco.
Per realizzare la casetta ho preferito utilizzare fette di pancarrè lunghe, quelle che utilizzano nei bar, cosi si puo fare della dimensione che si vuole, altrimenti se si utilizzano le fette quadrate, si devono fare delle "giunte". Per il tetto ho utilizzato una fetta lunga intera, cosi' il tetto rimane piu' stabile.
E' veramente divertente prepararla, e poi vedere le facce di chi, dopo aver tagliato la prima fetta, vede all'interno, una serie di "colori" e sapori che la rendono variopinta. Purtroppo, presa dalla particolarità della giornata, non ho fatto la fotografia del taglio della casetta....anche se si intravede l'interno durante la fase di preparazione....pazienza!

Ingredienti
pancarrè (preferibilmente fette lunghe)
250 g di prosciutto cotto
1 barattolo di dadolata di verdure miste per insalata russa.
maionese q.b.
400 g di robiola
100 g di formaggio cremoso
250 g di yogurt greco
250 g di olive nere
4 acciughe
1 cucchiaio di capperi sotto sale
carota, semi di zucca,würstel per decorare
Olio extravergine d'oliva q.b.

Esecuzione
Preparate la mousse di prosciutto frullando il prosciutto cotto con la robiola e un cucchiaio di yogurt greco.
Preparate la tapenade frullando i capperi dissalati, con le acciughe e le olive nere, aggiungendo a filo l'olio (io Dante )
Amalgamate qualche cucchiaio di maionese con la dadolata di verdure
Mescolate la robiola e il formaggio cremoso con lo yogurt.
Tagliate le fette di pancarrè nella misura desiderata. Alternate le fette di pancarrè con le varie salse preparate, accorciando le fette di pancarrè man mano che salite con la casetta.
Posizionate la fetta lunga per il tetto e ricoprite il tutto con la crema alla robiola aiutandovi con una spatola.
Decorate come desiderate con il würstel, i semi di zucca e le carote


come ogni casa c'è anche un retro decorato....


inutile dire che è stata gustata fino all'ultimo..."mattone"....

domenica 6 luglio 2014

Salvia fritta e pigrizia estiva.....



Vi capita mai di alzarvi la mattina e di non aver voglia di fare proprio un bel niente di niente, che ve ne stareste a letto tutto il giorno ma che poi dite su su dai, forza, mica puoi stare spiaggiata tutto il giorno su quel materasso! Oggi è una giornata di quelle...pigrizia su tutti i fronti!! Con fatica mi sono imposta di alzarmi e cosi, dopo aver fatto colazione, mi sono detta cià su, dai diamoci una mossa e cominciamo a fare qualcosa...visto che tutti dormivano mica potevo ribaltare la casa, cosi' mi sono dovuta dedicare alle faccende silenziose ovvero ritirare i panni asciutti, stirare quelle due robe con la voglia pari a meno di zero, e una volta finito mi sono ringalluzzita nel guardare un po' le mie piante sul balcone e vedo che....l'olivo che mi ha regalato la mia amica ha dei grappolini verdi grandi come piccoli capperi, i pomodori, sempre dalla stessa amica, sono verdi e grossi come olive.....e la mia salvia gigante che ho acquistato a Roma due anni fa e che ha superato l'inverno, a differenza delle altre piante di salvia che ho sempre avuto e poi "ucciso"...è stupenda. Quindi, visto che la mia voglia di fare oggi è pressochè nulla, ho deciso di fare della buonissima e sfiziosissima salvia fritta, che abbiamo gustato insieme alle verdure grigliate che ho fatto ieri e che sono avanzate, dal momento che mio marito ne ha comperate in quantità industriale e che ho grigliato facendo una fumera in casa che non si vedeva niente, nonostante ci fossero le finestre aperte! Pranzo vegetale quindi....
E la voglia di mangiare la salvia fritta me l'ha fatta anche venire la mia amica Eleonora del blog TataNora, che "ogni tanto spesso" vado a visitare volentieri anche perchè, a parte le bellissime ricette che propone, mi piace come scrive, cosa racconta, mi ci perdo e mi ci vedo in quello che leggo.....e ho seguito alla lettera la sua ricetta e la riuscita è stata fantastica! Un fritto croccante e asciutto che è sparito in un batter d'occhio.....gustato nel silenzio che ci circondava in questa lenta e soporifera domenica di luglio, nel verde del mio balcone, tra piante grasse rustiche, e tutto quello che sta per crescere......


Ingredienti
20 foglie grandi di salvia fresca
1 uovo grande
1 bicchiere di birra chiara ghiacciata
6 cucchiai di farina 00
Olio di arachidi per friggere
Sale q.b.

Esecuzione
Lavatele foglie di salvia ed asciugatele
In una terrina sbattere l'uovo con due cucchiai di farina. Aggiungere 2 cucchiai di birra ghiacciata e continuare a sbattere con la frusta.
Aggiungere altri 2 cucchiai di farina e di birra ghiacciata sempre sbattendo con la frusta.
Terminare con la farina e la birra avanzata fino ad ottenere un pastella densa e senza grumi.
Far riposare la pastella coperta per circa 30 minuti
Far scaldare in una padella alta l'olio di arachidi e, quando sarà sufficientemente caldo, tuffare le foglie di salvia passati nella pastella.


Lasciare cuocere per un paio di minuti (girandoli per farli dorare da entrambi i lati) scolare su un foglio di carta assorbente e mangiare caldi dopo averli salati



giovedì 24 aprile 2014

Gusci di pasta matta con ripieno di cervella...alias "Capsule lunari modello X File.....


E questa è l'ultima ricetta per la sfida dell' Mtc, che ha visto protagonista un ingrediente per alcuni disgustoso, per altri buonissimo, il Quinto quarto, voluto da Cristiana del blog Beuf a la mode, vincitrice della scorsa sfida. In questa, non ci siamo risparmiate proprio niente! Tutte le frattaglie commestibili inimmaginabili, sono state acquistate, cucinate e gustate, o divorate, dipende dal grado di gradimento del pezzo....avrei voluto essere una mosca e vedere la faccia dei macellai di tutto lo stivale e no, alla richiesta dei migliori quinti quarti disponibili! E se potessero comunicare tra di loro, sicuramente si domanderebbero del perchè, il mese d'aprile, c'è stata un'impennata di richieste di pezzi, che prima non se li filava nessuno o quasi.....
Ho visto ricette straordinarie, ho letto post pieni di aneddoti, ricordi che ci han portato tutte lontano nel tempo. Evidentemente, chi piu' chi meno, nella sua infanzia, adolescenza e oltre, ha avuto a che fare con nonne, mamme e zie che cucinavano le frattaglie, come se fosse una cosa normale, senza farsi troppe domande, una pietanza che si mangiava, perchè no?? 
E anche io sono ritornata indietro nel tempo, raccontando in lunghissimi post, quello che era un piccolo ma grande spaccato della mia vita.
Se qualcuno leggendo ha alzato gli occhi mormorando "noooo, ma quanto scrive queeeesta??", o addirittura saltando pari pari e andando al sodo della ricetta, poco mi importa. Perchè la cucina è anche storia. Storia del territorio, storia di un periodo vissuto, storia di un ricordo. E non solo il fatto meccanico di preparare e impiattare. Quando una cucina, oltre a farlo per un piacere personale, lo fa anche come un gesto di affetto nei confronti dei commensali. E se ha dovuto "spignattare" magari fin dal giorno prima, alla fine guarda soddisfatta come mangiano con gusto cio' che ha portato in tavola.
E in tutte le sfide per l' Mtc, ho partecipato con tanta "partecipazione" emotiva, anche con ricordi personali. Sono cosi. Ogni ricetta che propongo non è fine a se stessa, ma ha un filo invisibile che mi lega al passato.
E mai come in questa sfida, un po' "sofferta" da parte mia, visto che non è che fossi in gran forma, ho notato una partecipazione cosi grande di ricordi esternati che ci hanno fatto conoscere un po' piu' a fondo. E condividere con un altro spirito questa avventura insieme.

Come ho già detto io adoro le frattaglie, quindi è un dilemma decidere quale ricetta far entrare nella rosa delle cinque!! Ma le regole sono regole. Sinceramente non ho mai partecipato con la frenesia di vincere, perchè per me l'importante è partecipare. Ovvio, se avessi vinto in precedenza o vincero' in futuro, mica mi dispiacerebbe. Ma questo atteggiamento sereno e "distaccato", non competitivo nel brutto senso del termine, mi fa "gareggiare" con uno spirito assolutamente tranquillo.
Per questo le mie ricette sono semplici, di famiglia, azzardate e inventate, a volte cosi' banali da passare quasi inosservate di fronte a ricette cosi' spettacolari. Ma il bello di questa avventura e dei blog in genere, è che ognuna di noi è diversa e cucina come è, con la sua esperienza, personalità, fantasia.

E siccome ho tre ricette che andranno fuori gara, ho dovuto fare la conta per decidere quale postare....forse le altre lo avrebbero meritato di piu', chi puo' dirlo!
Ma ho deciso questa, perchè è la piu' semplice ma simpatica. Perchè il giorno che ho cucinato la cervella ne ho preparate due versioni. E con la pasta matta avanzata dalla precedente ricetta, ho pensato di fare questi piccoli bocconcini. Un'idea per un aperitivo, o per dirla piu' ganza, un finger food, che puo' contenere qualsiasi cosa. Che mi sono venuti cosi bellini bellini, gonfi, dorati e croccanti che mi sono complimentata con me stessa!! Ahahah
E ne ho preparati pochi, dal momento che la cervella piace solo a me ma...ho fatto i conti senza l'oste, come si suol dire. Infatti quando ne ho fatto assaggiare uno ad Alice....uhm.....alla fine ce li siamo dovuti contendere!!! "Con le capsule è  mangiabile, libera no"..... è stata lei a soprannominarle cosi!
Prima si schifa e poi mi ruba le frattaglie dal piatto!!

 
 
Ingredienti
Cervella
1 uovo
farina, burro q.b.
topping di aceto balsamico
 
100 g farina
50 g acqua
un cucchiaio di olio extravergine
sale q.b.
 
Esecuzione
Per la cervella e la preparazione della pasta matta procedere come descritto qui.
 
Stendete la sfoglia, adagiate un bocconcino di cervella fritta. Ripiegate la pasta sul ripieno e con uno stampo per ravioli rotondo create le forme, che spennellerete con un po' di latte 8 o se preferite di uovo leggermente sbattuto)



 
Infornate a 180° per 15/20 minuti o fino a quando saranno gonfi e dorati. Servite su un letto di lattuga e gocce di topping di aceto balsamico.........



con questa ricetta partecipo a





lunedì 3 febbraio 2014

Patè di olive con waffel all'aglio



Ora che ho la "waffelliera"....e ci ho preso gusto e la mano.....so già che ne preparero' spesso di queste
piccole delizie.
I waffel che ho fatto la volta scorsa sono spariti subito cosi' li ho rifatti e poi serviti con questo delizioso patè di olive, preso dal libro L'ora del patè, che, dopo il grandissimo successo ottenuto con la prima uscita, tutto esaurito in soli sei giorni, ora è in ristampa!
Un accostamento veramente delizioso: il sapore del formaggio e dell'aglio con quello deciso delle olive taggiasche, piccole nelle dimensioni ma con un gusto che le rende uniche e distinguibili!

Ingredienti
250 g di olive (io quelle taggiasche)
150 g di pistacchi
olio extravergine di oliva



Esecuzione
Snocciolate le olive e frullatele assieme ai pistacchi versando poco alla volta l'olio, fino a ottenere un'emulsione cremosa.
Fate riposare in frigorifero per un ora prima di servire.



Se volete saperne di piu' sul nostro libro......leggete qua, e se siete ancora piu' curiosi di conoscere di persona i protagonisti e gli artefici di questo evento editoriale.....venite alla presentazione!

giovedì 11 luglio 2013

Il bel Danubio blu incontra il Po.....


...e fu cosi che finalmente mi cimentai in quella che da sempre era stata una ricetta che mi aveva fatto una gola quando la vedevo!!...
Ovviamente,per chi mi conosce bene,sa che cosa mi cantavo nella testa mentre preparavo questo buonissimo lievitato vero??? Che ve lo dico a fa??!! Sul bel Danubio blu....di Johann Strauss jr, "An der schönen blauen Donau", che è riconosciuto a livello mondiale come il valzer più celebre scritto dal compositore e come uno fra i più famosi brani di musica classica di tutti i tempi, si dai, quello che trasmettono da Vienna tutti gli anni a Capodanno,dalla stupenda Sala Dorata del Musikverein,addobbata di fiori provenienti da Sanremo...Lui è il piu' celebre della famiglia degli Strauss,che ha dominato la scena musicale a Vienna per oltre un secolo, e ha scritto circa 500 tra valzer,polke,marce....e Robert Schumann,un altro grande musicista dell'epoca,non condividendo lo spirito leggero delle sue composizioni,non poteva fare a meno di ammirarne la professionalità,tanto da fargli scrivere questo pensiero:

« Ci sono i valzer della testa, i valzer dei piedi e i valzer dei cuori. I primi vengono scritti sbadigliando, in camicia da notte, quando in strada sfrecciano le carrozze dirette ad un ballo e nessuno si ferma a raccoglierti. ne risulta qualcosa in Do o in Fa maggiore. I secondi sono quelli di Strauss, in cui tutto ondeggia e salta (riccioli, occhi, labbra, braccia, piedi). Lo spettatore viene trascinato fra i ballerini, i suonatori sono allegri... Le loro tonalità sono in Re maggiore e La maggiore. La terza classe è rappresentata dai sognatori in Re diesis e La diesis maggiore, il cui padre sembra essere il valzer dello struggimento, i fiori serali e le figure crepuscolari, i ricordi della giovinezza amata e di tante altre cose... ».........

Perchè il mio Danubio incontra il Po?? Perchè non mi faccio mai i fatti miei,perchè parlo troppo e alla fine mi sta bene!
Dico solo che sono entrata in cucina alle 15,40 e sono uscita alle 21,40 dopo che ho sistemato tutto quanto....non mi sono nemmeno accorta del tempo che passava e quasi saltavo la cena cosi mi sono preparata al volo un veloce Tuorlo fritto,e che quando mio marito è tornato a casa intorno alle 23,io stavo scrivendo sul divano il post della ricetta del tuorlo fritto,ma ero cosi stanca che mi ha trovato addormentata sul pc!!!
Tutto è nato perchè qualche giorno fa mi dice...giovedi abbiamo gli esami in Conservatorio e ci sono 20 ragazzi,quindi non so nemmeno a che ora finiamo e non mangeremo niente perchè non ne avremo nemmeno il tempo....e io,che appunto non mi faccio i fatti miei e parlo e parlo e propongo...dico...ma vuoi che ti faccio un plumcake salato e il danubio?..e lui uhmmm...si che bella ideaaa!!! Te pareva...già li avevo omaggiati dei cannoncini alla crema quando un collega è andato in pensione..ora,colta da generosità infinità mi sono lanciata nella preparazione di questo lievitato....
Avete presente il caos in cucina,quello piu' caotico e disordinato che possiate immaginare? Ecco...ancora di piu'!...la lavastoviglie pronta per essere avviata ma andava il forno cosi non potevo...il lavandino pieno di contenitori,ciotola della planetaria,coltelli,mestoli,taglieri....sul tavolo in due piatti distinti gli ingredienti per il plumcake e per il danubio....stampi in silicone,carta da forno,tortiere,farina,bilancia....e la macchina fotografica pronta per immortalare i vari passaggi e dal momento che ero sola,quella della "prova velo" della pasta non l'ho potuta fare..(per la colomba piu' o meno c'ero riuscita facendo contorsioni e cercando di non fare la foto mossa!!!), e già ho problemi a farle nitide con due mani,figuriamoci con una.....ma questa volta dovete credermi sulla parola...la prova è riuscita anche se non è stata immortalata dalla foto....certo coordinare le cose e farne uno per volta no... potrebbe dire qualcuno..infatti stavo coordinando tutto quanto,tutto sotto controllo,dovevo incastrare i tempi di cottura di uno e dell'altro senza sbagliare....ma alla fine,nonostante tutto quello che avevo intorno,ce l'ho fatta,mi sono pure cucinata una cena veloce...e nel frattempo ho fatto anche la focaccia coi pomodorini che non ho fatto in tempo a fotografare perchè oggi al ritorno dal lavoro era stata spazzolata....uffffffff.....per cui,non meravigliatevi se mi sono addormentata mentre scrivevo!!
Stanca morta,con una temperatura stile deserto,che nemmeno il ventilatore a palla riusciva a mitigare.... ma il risultato finale è stato proprio soddisfacente.

Bene,visto che mentre ora sto scrivendo la palpebra regge ancora ma non so per quanto,veniamo al dunque..
La ricetta la trovate descritta qua e io ho ripetuto pari pari tutto quanto.

Ingredienti:
500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80gr di strutto
20gr di burro

per il ripieno
provola affumicata,pomodori secchi,melanzane grigliate,filetti d'acciughe,tacchino affumicato in fette (o prosciutto),semi di papavero.

Esecuzione
Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unite l'uovo interno e 2 tuorli (uno tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l'ultimo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all'impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite lo strutto e il burro e impastate fino a che non siano completamente assorbite.
A questo punto continuate ad impastare fino a che l'impasto non sia incordato.
Per rendervi conto vedrete che man mano l'impasto diventerà liscio, lucido e pulirà la ciotola.
Quando arriverete a questo punto fate la prova del velo, cioè staccate un pezzetto e stendetelo finchè non riuscirete a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto dovrete continuare ad impastare.
Quando l'impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio (foto 1)
Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiate l'impasto (foto 2) e formate un salsicciotto (foto 3).
Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l'uno, schiacciateli  con le mani per formare dei dischi (foto 4) e porvi al centro il ripieno (foto 5).
Chiudete i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto. Nel sigillare, cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio (foto 6)
Formate tutte le palline, 13 pezzi,imburrate una teglia da 28 cm e disponete i paninetti vicini, ma non attaccati
(foto 6)
Fate lievitare fino al raddoppio in forno tiepido (foto 7)
Spennellate con del latte o con del tuorlo sbattuto per un effetto più colorito,spolverizzate con semi di papavero (foto 8) e infine procedere alla cottura  in forno caldo a 220° per 10-15 minuti.


e siccome il Danubio ufficiale doveva essere trasportato integro fino a Torino per essere consumato da mio marito e dagli altri proff,e per questo motivo incontra il Po...ne ho fatto uno piu' piccolo per noi che ho potuto aprire per vedere e assaggiare il risultato finale...
...e alle 14,42 arriva un sms con scritto...buonissssssimoooooo...grazie da parte di tutti!!!!
e queste sono soddisfazioni! Mi nomino cambusiera del Conservatorio G.Verdi di Torino....ahahah


lunedì 8 luglio 2013

Tortilla di patate



Ed ecco come una semplice frittata di uovo sbattuto e patate, in lingua italiana, se la chiamo Tortilla de patatas e la colloco in quel di Spagna...sembra avere un'altro sapore e un'altra storia...da non confondere con il buonissimo e svizzerissimo Rösti di patate,che non prevede l'utilizzo dell'uovo,è una pietanza tipica della cucina spagnola.Che arrivi da Villanueva de la Serena,da Pamplona,dalle Asturie o da Madrid poco importa. E' un deliziosissimo piatto da gustare caldo o freddo,come aperitivo,piatto unico,sfiziosità, in purezza o accompagnato da maionese,curry o altre spezie,arricchita con cipolle,peperoncini,carne o verdure
...che l' MTC aveva proposto un po' di tempo fa e che ora non mi sono lasciata scappare visto che si è presentata l'occasione di cimentarsi in queste ricette "perse" strada facendo!
Da preparare anche all'ultimo momento perchè di solito le uova e le patate non mancano mai in una dispensa,almeno a casa mia è cosi'!
Infatti,quando l'ho messo in tavola,mentre aspettavamo che la piccola Alyssa finisse di mangiare la sua pappa, un boccone a me e un boccone a te....la pigna di quadrotti di tortilla si è pian piano abbassata!
E questo mi ha fatto immensamente piacere,ovviamente!
Non è la prima volta che mi cimento in piatti tipici spagnoli,come la Fideuà o la Paella e mi rendo conto che ne devo cosi fare ancora!! 
Della Spagna non conosco molto,anzi,tolte le Isole Canarie...proprio non la conosco! Mentre Rino,mio marito,ha avuto spesso l'occasione di visitare questa assolata penisola durante i suoi viaggi per concerti,
anche se è rimasto affascinato piu' che dalle grandi città come Madrid,Barcellona,Valencia e Siviglia dai paesi piu' piccoli e a misura d'uomo, come Burgos e Santiago ad esempio...ho già parlato ampiamente di tutto cio' che amo della Spagna qui,per cui non mi ripeto.....ma la Danza rituale del fuoco di Manuel de Falla,compositore spagnolo del periodo impressionista che frequento' Debussy e Ravel ,questa non ve la potete perdere! Questa danza fa parte del balletto El amor brujo (l'Amore stregone) dove coreografia,
musica ed atmosfera ci portano in un ambiente gitano che coinvolge fino all'ultima nota!

La storia, raccontata al librettista Gregorio Martinez Sierra dalla madre di Pastora Imperio, una delle piu' rappresentative ballerine del folclore fiammingo,si basa su una leggenda popolare. Ha per protagonista una gitana di nome Candela che è stata abbandonata da poco da un uomo che credeva la amasse. Così ella si rivolge ad una strega affinché le prepari un filtro d'amore per far tornare il suo uomo da lei.Si reca presso l'antro di questa strega ma lo trova vuoto, così si improvvisa strega lei stessa ed il sortilegio riesce. L'uomo che l'aveva tradita appare d'un tratto nell'antro, non la riconosce, la scambia per la strega e ne ha paura. Candela lo avverte di aver lanciato da poco una maledizione su di lui che potrà essere spezzata solo tornando dalla sua precedente donna. L'uomo, che ha terrore della strega, promette che farà così, poi riconosce Candela, ma ormai il sortilegio ha funzionato ed egli non può più fare a meno di lei che ormai lo ha in pugno.....

Detto questo...passiamo alla ricetta!

Ingredienti
5/6 patate
1 cipolla
6 uova
olio extravergine q.b.

Esecuzione
Tagliate le patate a fettine sottili e fatele cuocere fino a quando diventano morbide.Aggiungete la cipolla tagliata a fettine sottili e terminate la cottura (foto 1). Sbattete le uova con un pizzico di sale,aggiungete le patate,mescolate e versate in una padella antiaderente facendola dorare da entrambi i lati (foto 2 e 3).
Io ho utilizzato la padella doppia apposta per le frittate,cosi evito di fare giochi di prestigio e contorsioni con presine e coperchi,col rischio di veder colare sui polsi la frittata bollente!
Fatela raffreddare e tagliatela a cubetti,se la servite come aperitivo o sfiziosità,altrimenti a fette accompagnandola con un contorno....


Qui proposta liscia....colorata...doppiamente colorata e saporita!


e partecipo a 


mercoledì 3 luglio 2013

Pomodori verdi fritti e salvia gigante alla fermata del treno....


Avete visto il film vero? "La storia di amicizia di due giovani donne anticonformiste, Idgie e Ruth, che nel cuore del sud degli Stati Uniti degli anni trenta, ebbero il coraggio di ribellarsi alla prepotenza maschile e al razzismo dilagante. Ninny,l'anziana signora ricoverata nell'ospizio racconta a Evelyn,che è andata a trovare la zia di suo marito,del Whistle Stop Café, gestito dalle due donne, e dall’amore che lega Idgie e Ruth fino alla fine....."
Il piangere che ho fatto...e tutte le volte è la stessa storia...sapendo cosa succede mi dico adesso non piango adesso non piango, ma poi...mamma mia che commozione!! Ma nonostante tutto lo riguardo sempre volentieri anche perchè ci sono delle scene che alleggeriscono la tensione,come quella dove al grido di Towanda, Evelyn (Khaty Bates),distrugge la macchina delle due svampite che glielo hanno soffiato...

Cosi,quando a Roma ho trovato al Mercato Comunale la salvia gigante che qua a Milano non ho mai trovato ho pensato che già che friggevo quella avrei fritto anche dei deliziosi pomodori verdi e dedico questa ricetta alla mia amica del cuore Alice,compagna di risate,lacrime,confidenze,studi,consigli....che adora il film quanto me.....

Ingredienti
100 gr farina bianca
100 gr farina di segale fine
olio per friggere
sale q.b.
acqua minerale gassata q.b.

Esecuzione
Tagliate i pomodori a fette e alternateli con un pizzico di sale in uno scolapasta (foto1). Preparate la pastella mescolando le due farine con un pizzico di sale e l'acqua minerale freddissima,in quantità tale da ottenere un pastella non troppo liquida ma bella consistente (foto 2)
Impanate le fette di pomodoro con il composto (foto 3) e friggetele nell'olio bollente (foto 4)
Fatele dorare da entrambi i lati e adagiatele su carta da cucina per togliere l'unto in eccesso.
Il gusto della farina di segale,quella che utilizzo per fare i pizzoccheri da un gusto rustico al pomodoro!!


Lo stesso procedimento per impanare le foglie di salvia.Lavate e asciugate le foglie (foto 1).Preparate
la pastella con farina bianca e acqua minerale gassata e fredda (foto 2).Impanate le foglie (foto 3) e friggetele (foto 4).Scolatele su carta da cucina.


Servite immediatamente salandole leggermente.......

venerdì 28 giugno 2013

Corne d'abondance avec scarole braisé, oignons et fruits secs




Eccomi arrivata al traguardo,la mia penultima proposta per questa entusiasmante sfida per l' MTC, questo mese a suon di foglie di insalata,rivisitazioni,fantasia,azzardi cromatici e di sapori.....una sfida leggera ma non per questo banale,anzi....
Questa mia proposta e anche l'ultima,sono un po' da matti,perchè con il caldo che fa,accendere il forno....ma come si fa,ho il lievito madre che mi dice,usami....usami....ahahah

E mentre scrivo due righe di post,mi lascio cullare e distrarre dalle note del fantastico e coinvolgente Adagietto della V Sinfonia di G. Mahler,che è stato utilizzato da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un'arpa. E già che ci sono me l'ascolto tutta!
Troppo bella e coinvolgente,che non lascia insensibili mentre la si ascolta!
Mi riempie sempre il cuore di un'emozione indescrivibile ma cosi' grande che quasi la si puo' toccare.
Profonda,penetrante,che ti scuote e ti fa scoprire emozioni che non sapevi magari di avere....
Si apre con una Marcia funebre,cupa,intensa,per niente statica,dal gusto amaro,dove i passaggi che evocano la morte,sono magistralmente interpretati da squilli di trombe che si alternano agli archi.
Una specie di camminata nell'animo umano,che prosegue nell'agitazione temporalesca,nel mare in tempesta  del secondo movimento,mosso e agitato,che lascia poi lo spazio ad un tema leggermente malinconico che coinvolge in maniera impressionante.Una calma che inganna perchè arriva di nuovo tutto l'insieme concitato dell'orchestra,quasi a minare l'equilibrio interiore raggiunto.Nella parte centrale poi arriva lo Scherzo,dove prevale una sorta di danza spensierata,ma solo in apparenza,perchè c'è una tensione di fondo che non ha mai cessato di esistere ma è sempre in agguato a minare la pace raggiunta.Poi appunto l'Adagietto,con le sue sfumature delicate,suggestive,malinconiche,struggenti e coinvolgenti.
 Dopo questa sublime pagina, la chiusura dell’opera viene affidata al Rondò-Finale: Allegro, che stempera e disperde in un progressivo e potente crescendo dell'orchestra le ansie e le emozioni nate durante l'ascolto dei precedenti movimenti.Emozioni e richiami che ritornano come un eco lontano.....
E quando anche l'ultima nota ha finito di vibrare,si sente dentro di sè un'emozione indescrivibile,sconvolgente,
che scuote l'animo e lascia quasi sfiniti per questa specie di viaggio interiore che si è compiuto accarezzati dalle note e dalle voci dei singoli strumenti.....

Come si fa a passare dall'ascolto di una Sinfonia cosi' coinvolgente e profonda,alla descrizione di un'insalata?
Dunque dunque,vediamo di dare una parvenza di interpretazione e di profondità alla cosa...
Considerando che questa volta ho messo gli ingredienti dentro la cornucopia...o forse sono gli ingredienti che escono da essa.....una continua sorpresa,senza fine,ricca di colori,consistenze,sfumature e stati d'animo.
Si,perchè la combinazione degli ingredienti non è fine a sè stessa,ma ha un qualcosa di "filosofico" e un perchè. Qualche cosa di profondo,che non è solo il trangugiare,perchè sicuramente,ogni boccone assaggiato,per la consistenza,il colore,il gusto,evoca dentro di noi un ricordo,un pensiero,una riflessione....
Deve essere per forza cosi' altrimenti saremmo solo dei contenitori di cibo e basta.....

Ingredienti
110 gr lievito madre
250 gr farina 00
120 gr acqua

scarola,cipolla,frutta secca:noci,nocciole,mandorle,pinoli,pane,pepe nero Tec-Al

Esecuzione
Rinfrescate il lievito,aggiungendo all'impasto esistente,metà quantità di acqua tiepida con un cucchiaino di miele,e farina pari al peso del lievito madre. Anche se comunque vado molto ad occhio,nel senso che dipende anche dall'umidità,la temperatura.....(ricordatevi di staccare una parte di lievito madre che utilizzerete la volta successiva,e a quello che utilizzate per fare la cornucopia aggiungete 5 gr di sale)
Impastate fino a quando sarà ben incordato (foto 1) e fatelo riposare fino al raddoppio (foto 2).
Stendete l'impasto su un foglio di carta forno (foto 3),adagiate un altro foglio  e avvolgete formando un cono (foto 4 e 5) che andrete a riempire con parecchi fagioli secchi (foto 6 e 7).Con qualche ritaglio di pasta avanzata fate delle decorazioni.
Fate cuocere per 20 minuti a 200°,sfornatela e lasciatela raffreddare.


Stufate la scarola e la cipolla con un filo di olio extravergine d'oliva.Tagliate il pane a cubetti e fateli tostare con un filo di olio.Sgusciate la frutta secca.
Mescolate la scarola e la cipolla insieme in una ciotola con il pepe.Riempite la cornucopia con la verdura, la frutta secca e i crostini di pane.
La frutta secca potete usarla o al naturale o tostata e caramellata con un po' di zucchero,in base ai vostri gusti.

preparata per la sfida MTChallenge e il giudizio di Leo


venerdì 17 maggio 2013

Lumaconi con ricotta ed erbette

 
 
Il bello di questo formato di pasta è che si presta bene a qualsiasi ripieno o utilizzo...per un pranzo in piedi,seduti,informale,picnic,terrazzo....
Serviteli su un letto di besciamella,di insalata,di niente,in pirottini come se fossero pasticcini,per un finger food,su lunghi stecchini da spiedino...che si mangiano quasi in un boccone.
Un piatto unico,dal momento che portiamo in tavola pasta,formaggio e verdura in un'unica soluzione!
E se volete presentare questi lumaconi in maniera piu' varia e originale,preparatene tanti,con diversi ripieni,con diversi colori...una base sempre di ricotta mescolata con...peperoni gialli,verdi,rossi,
pancetta affumicata,prosciutto,ragu' e piselli,carbonara,ai quattro formaggi....non dite che non vi ho aiutato e dato qualche idea originale nè!!!!!
Pensate che meraviglia e che colpo d'occhio,una tavolozza di cosi tanti colori e tipi di ripieno....qui davvero nasce l'imbarazzo della scelta e il tripudio della fantasia!
E vincerete il premio per il buffet piu' colorato e originale!!
 
Ingredienti
pasta formato lumaconi
ricotta fresca
erbette
sale q.b.
 
Esecuzione
Lavate le erbette e cuocetele in pocchissima acqua. Tritatele e aggiungetele alla ricotta.Mescolate fino ad ottenere un composto cremoso.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata seguendo le indicazioni riportate sulla confezione,ma lasciandola un poco al dente.Scolate la pasta e conditela con un filo di olio extravergine d'oliva.
Riempite i lumaconi con il composto preparato precedentemente e serviteli subito.....

domenica 5 maggio 2013

Bocconcini di pollo fritti

 
Quando proponi un piatto nuovo,in questo caso una versione diversa di cotoletta impanata,quindi di una semplicità estrema,ma che viene ugualmente apprezzato che viene richiesto un'infinità di altre volte,questo diventa un po' il tuo cavallo di battaglia e diventa cosi semplice realizzarlo,che lo si fa poi ad occhi chiusi, ad occhio,con naturalezza e velocità da fare anche all'ulitmo momento!
Soprattutto è fatto in casa,e non assomiglia assolutamente a quelli che vengono propinati ai vari fast food o a quelli surgelati.
E poi,il pollo proposto in questo modo è anche piu' apprezzato in quanto già pronto all'uso,un boccone tira l'altro e non bisogna usare coltello e forchetta per tagliare i pezzi di carne.
Soprattutto per i pigri poi....è l'deale!Infilzati...addentati...e via...un'altro!
Ed è quello che è successo anche durante il pranzo di Pasqua,dal momento che tutti,specialmente le nipotine adorano la fettina impanata e fritta,ho pensato di porzionarli cosi ed è stato un successo,tanto che i bocconcini avanzati (ne ho fatti una quantità industriale perchè presumevo poi quello che è successo....),sono stati messi in un cartoccio e portati a casa da tutti quanti! Ziaaaaa.....mi dai i bocconcini che sono avanzati??? Come si faceva a dire di no....Un po' a te...e a te....dicevo,quando salutavo i miei fratelli!
Questa volta invece,in dosi meno industriali,sono stati mangiati tutti quanti da noi tre!
 
Ingredienti
petto di pollo intero o a fette
uovo,pane grattugiato
Salsa alle cipolle e salsa di amarene di Lazzaris
olio per friggere
 
Esecuzione
Tagliate a tocchetti il pollo. Passeteli nell'uovo leggermente sbattuto e salato,scolateli,passateli nel pane grattugiato premendoli bene.Ripassateli nuovamente nell'uovo e poi ancora nel pane grattugiato.
Tuffateli nell`olio bollente e friggeteli da tutti i lati fino a quando saranno dorati e croccanti.
Serviteli con salse secondo i vostri gusti.

sabato 4 maggio 2013

Grissini ai semi di sesamo con creme ai tartufi

 
Deliziosi e croccanti! Sfiziosi e gustosi,da soli o accompagnati da salse appetitose,come in questo caso dalle fantastiche salse ai tartufi di Sulpizio tartufi che io adoro!!
Stupirete i vostri ospiti,e quando sapranno che i grissini li avete preparati con le vostre mani rimarranno ancora piu' colpiti dalla semplicità della ricetta e dalla bontà di questi lievitati!
Uno tira l'altro quindi preparatene in grande quanità!!
Li potete arricchire con altre spezie,semi ed erbe aromatiche,secondo i vostri gusti.Questa volta ho preferito aggiungere i semi di sesamo direttamente all'impasto,per evitare che si staccassero,come di solito succede quando si mettono solo sulla superficie.
Il gusto particolare e forte delle salse poi...li rendono veramente speciali!
 
Ingredienti
250 gr farina 00
250 gr farina di semola
150 gr lievito madre (o un panetto di lievito fresco o 1 bustina di lievito secco)
350 ml acqua
olio extravergine d'oliva q.b.
 10  gr sale
semi di sesamo q.b.
Crema al tartufo bianco,crema di funghi e tartufo,crema di carciofi e tartufo bianco di Sulpizio tartufi
 
Esecuzione
Rinfrescate il lievito madre come fate abitualmente. In una planetaria inserite il lievito,l'acqua,scigliete il tutto e aggiungete le farine,i semi di sesamo e il sale.Aggiungete un poco di olio extravergine e impastate fino a quando il composto sarà incordato.dovrete ottenere un panetto morbido ma compatto.(Se usate gli altri lieviti,scioglieteli in poca acqua,aggiungete un cucchiaino di zucchero e lasciate riposare fino a quando si sarà formata una schiumetta. A quel punto aggiungetelo alla farina e procedete come descritto sopra)
 
Lasciate lievitare almeno fino al raddoppio (di solito 3 ore),stendete l'impasto in uno strato non troppo sottile e con l'aiuto di una rotella ritagliate dei bastoncini che andrete ad attorcigliare su se stessi.Spennellateli di olio e infornateli a 180° fino a quando saranno ben gonfi e dorati
Potete sbizzarrirvi dando anche altre forme,come ho fatto io,a girella o a treccia.....
 



domenica 28 aprile 2013

Pan brioche intrecciato al prosciutto e mozzarella


Che mi venga un colpo!!! In senso mooooolto metaforico ovviamente!!Ieri stavo mettendo a posto un po' di ricette,lo avevo già detto che sono indietro con la pubblicazione,per impegni vari,virus nel pc ecc...quindi mi sono messa a riordinare un po' di cose.
Allora mi sono data una linea di condotta da adottare per fare le cose piu' velocemente e con precisione e cioè...scaricare le foto,eliminare le foto doppie triple infinite quelle brutte quelle mosse e già qua di tempo ne passa,col programmino taglia ingrandisci firma titola la ricetta,idem come prima,
con l'altro programmino copia il link della ricetta e incollalo nel blog....insomma ieri ho fatto cosi con una parte di fotografie che erano in archivio che nemmeno l'Oliviero ne ha cosi tante!!!!Nonnepotevopiuuuuuuuu'!!!!!!
E ora,che le foto sono nel blog,devo recuperare dal blocco degli appunti e delle ricette scritte in brutta grafia con sigle accorciamenti disegnini ecc...tutto quanto ed è quello che voglio fare oggi...se non tutto almeno in parte....spero!
Cosi ieri sera,dopo che ho finito di caricare le foto, mi sono messa comodamente sul divano a riposare per una mezz'oretta,la frittata era solo da impiattare quindi.... e facendo zapping sono finita sul canale Arturo,quello delle ricette e c'era la Sara Papa,che ogni tanto quando posso e mi ricordo,seguo e rimango a bocca aperta per le sue creazioni, che stava spiegando come fare un pane intrecciato....ma era esattamente come il miooooo!!!!! Ma allora????!!!! E proprio nel pomeriggio avevo caricato la foto del pan brioche che ho fatto poco prima di Pasqua!!! Mah!!!!......
Che poi  ad essere sincera non è nemmeno una mia creazione,ed è giusto citare la fonte dalla quale ho preso spunto....Briossa di Chiacchiere e pasticci e la sua ricetta risale addirittura al 2010!
Non so se anche lei ha preso spunto da qualche altro blog,pero' mi sembra giusto riportarlo almeno qui,altrimenti,se qualcuno guardando la mia ricetta dovesse dire ma guaaaarda che brava e che idee originai ha l'Antooooo....bè,non mi sembra giusto,ecco tutto....

Ha ragione nel dire che è una treccia molto versatile che ben si adatta alle preparazioni dolci e salate.
Un treccione morbido morbido che stupirà gli invitati,dal momento che si scopre il contenuto solo al momento del taglio!
E per fare una cosa carina si possono fare magari dei piccoli pan brioche,pensati anche come simpatici segnaposto...ecco,questa si che è un'idea mia né!!!! Ahahaha
L'unico ingrediente che ho variato è stato il lievito madre,dal momento che da quando me lo hanno regalato uso unicamente questo! (E la mia rettifica è in rosso)

Ingredienti:
200 g farina 00
200 g farina manitoba
2 cucchiai di zucchero (3 se si vuole fare dolce)
1 cucchiaino colmo di sale
1 uovo intero + 1 tuorlo per spennellare
1 cubetto di lievito (25 g)
(io 150 gr di lievito madre rinfrescato 3 volte)
1 bicchiere di latte tiepido (120-130 g circa)
70 g di burro a temperatura ambiente o 70 ml di olio
vaniglia e buccia di arancia o limone se si vuole fare la versione dolce
 
Ingredienti per farcire:
prosciutto cotto in fette
scamorza affumicata

Esecuzione
Sciogliete il lievito nel latte tiepido ed un cucchiaio di zucchero, aggiungete 150 grammi di farina e lavorare bene. far riposare per 30 minuti ed unire gli altri ingredienti lasciando il burro per ultimo. Lavorate molto l'impasto fino a renderlo bello elastico poi stenderlo, piegarlo in due e poi ancora in due come per un fazzoletto e appallottolarlo. Per ottenere un impasto più profumato e più buono bisogna metterlo per almeno 4 ore in frigo ma il risultato è buono anche saltando questo passaggio.
In entrambi i casi l'impasto va lasciato riposare per almeno un'oretta.
Se usate il lievito madre,aggiungete il latte e lo zucchero e impastate bene.Aggiungete tutta la farina e per ultimo il burro.Saltate il passaggio del riposo di 30 minuti ma fate riposare come suggerito.da 1 a 4 ore)
A lievitazione avvenuta si otterrà un panetto molto morbido ma non appiccicoso.
Stendetelo sulla carta da forno (io mi sono dimenticata!!),per evitare che si rompa durante il trasferimento sulla placca del forno, formando un ovale, poi fare dei tagli ai due lati lasciando libere le due calotte inferiore e superiore.
Farcite con gli ingredienti che avete scelto.....
......e incrociate le strisce come si fa per la treccia dolce danese.
Con dei ritagli di pasta ho creato dei cuoricini con il levatorsoli a cuore in acciaio inox di GP&me
Lasciate la treccia sulla carta da forno, posizionarla sulla leccarda e lasciarla lievitare per almeno un'altra ora. Spennellate col tuorlo d'uovo ed infornare a 180° per 35 minuti circa.
 
 
con questa ricetta partecipo ai contest
 
 
 
 

venerdì 26 aprile 2013

Trecce di pane farcite



Ecco qua un'altra fantastica ricetta con il lievito madre. Pensavo fosse difficile,complicato,impegnativo prendersi cura di questo "essere" ma non è cosi'! Passato il primo momento di panico,se mi muore,se non riesco,se non lievita bene e se...e se...ormai si è creato un "feeling" tra di noi,perchè in fin dei conti fa parte anche lui della famiglia ahaha! Cosi' mi trovo a nutrire me,marito,figlia,gatta,piante,kefir e lievito madre!
Ma che soddisfazione tutte le volte che si sforna un prodotto pensato,impastato e creato con le nostre mani.
Con tutta la calma che richiede un prodotto lievitato,che va maneggiato con cura e amore,senza stracciarlo,senza colpirlo con violenza,ma quasi coccolandolo sotto le proprie mani.
E poi è cosi' rilassante,una specie di antistress!!
E il risultato è questa fantastica treccia farcita,da proporre come piatto unico,vista la farcitura,o come stuzzichino per un buffet,o per un picnic,dal momento che a quanto pare la stagione bella ha fatto capolino finalmente!
E i ripieni sono personalissimi.E possiamo scoprire che è un pane salvatutto,nel senso che lo possiamo farcire con qualsiasi "avanzo",pezzettino di formaggio o altro,che dal nostro frigorifero chiede di essere mangiato!!!
E ora veniamo ai miei ingredienti di questo fantastico treccione

Ingredienti
250 g lievito madre 
500 g di farina per pane 
100/120 ml acqua tiepida 
olio di oliva
sale un pizzico
funghetti sott'olio,pancetta affumicata,caciotta affumicata,prosciutto cotto a fette,radicchio di Treviso,grana grattugiato.
Tuorlo d'uovo per spennellare

Esecuzione
Disponete a fontana la farina su di una spianatoia, quindi aggiungete la pasta madre "rinfrescata"     (lievito madre, pari quantità di farina e metà di acqua: es: 100 g lievito madre, 100 g di farina, 50 g di acqua. Mescolate e lasciate lievitare per almeno 4 ore. Ricordatevi di tenere da parte sempre una dose di lievito madre da utilizzare le volte successive e salate quella che andrete ad utilizzare) e l'acqua, tanto da riuscire ad amalgamare l'impasto. Incorporate quindi l'olio ed un pizzico di sale. Mescolate il composto con le mani fino ad ottenere una pasta elastica e consistente.
Disponete la massa ottenuta in una ciotola e fate lievitare coprendo con un canovaccio, ad una temperatura di circa 25 gradi. Quando l'impasto sarà raddoppiato di volume, lavoratelo nuovamente con le mani, quindi dividetelo in tante piccole parti per ottenere le forme desiderate.

Dividete in palline in base a quanti intrecci volete realizzare.Con l'aiuto di un mattarello stendetele in larghe strisce che andrete a farcire con i ripieni che desiderate.Io li ho farciti come vedete nella foto:


arrotolate formando un cilindro

date la forma che volete,spennellandola con l'uovo leggermente sbattuto.


fate cuocere in forno preriscaldato a 180°/200° per almeno 30 minuti o fino a quando la superficie risulterà dorata.
con questa ricetta partecipo ai contest



venerdì 5 aprile 2013

Panini dolci al latte



Sarà la fortuna del principiante,sarà che sono davvero veloci e facili da preparare,sarà quel che sarà,ma questi panini sono proprio riusciti una meraviglia!
Morbidissimi,dolci quanto basta,accompagnati da affettati...sono stati davvero divorati come antipasto per il pranzo pasquale che trovate qui.
E visto il risultato,la prossima festa o occasione sicuramente verranno sfornati ben volentieri!
Non mi sono azzardata a prepararli con il mio fantastico lievito madre per non rischiare nelle proprozioni,visto che era la prima volta.Ma il risultato è stato davvero eccellente anche con il lievito di birra tradizionale!...ecco la ricetta che ho trovato qua.

Ingredienti
500 gr farina di manitoba
  25 gr lievito di birra
  60 gr zucchero
    7 gr sale
300 ml latte
  50 gr burro

Esecuzione
Sbriciolate il lievito di birra in una ciotola, aggiungete due cucchiaini di zucchero e unite 100 ml di latte appena tiepido; mescolate per sciogliere i grumi e coprite la ciotola con un piattino, attendendo che sulla superficie del latte si formi una leggera schiuma. Nel frattempo scaldate appena il resto del latte, unitevi lo zucchero restante, il burro fuso e il sale, quindi mescolate bene per sciogliere il tutto.
Nella planetaria o in una ciotola capiente versate la farina, il composto di latte e il lievito che nel frattempo avrà formato la schiuma .Amalgamate fino a a che l'impasto sarà incordatoper almeno 15 minuti
Ponete l'impasto in una capiente ciotola e copritelo con un panno leggermente umido; mettetelo a lievitare in un ambiente tiepido e senza correnti d’aria per almeno due ore: la pasta deve raddoppiare il suo volume (foto 1)

 Quando la pasta sarà lievitata, toglietela dalla ciotola e formate un salsicciotto e dal filone di impasto ricaverete tanti pezzetti del peso di circa 30 gr ciascuno con i quali formerete delle palline che adagerete su di una teglia foderata con carta forno. Per formare i panini non dovrete prendere il singolo pezzetto di pasta e formare una palla con movimento rotatorio dei palmi delle mani (come per fare una polpetta), perchè i panini non risulterebbero lisci, ma pieni di grinze. Dovrete invece lavorare il singolo pezzetto di impasto prendendolo con le dita delle due mani, tirare i bordi della pasta verso il basso e spingerla con i pollici alla base, premendola poi per saldarla (foto 2).  Così facendo, porterete le increspature alla base della panino e la sua superficie risulterà liscia; la successiva lievitazione attenuerà tutte le increspature sottostanti. Spennellate i panini ottenuti con del latte tiepido e lasciateli lievitare per almeno mezz’ora in un posto tiepido e privo di correnti d'aria.
Nel frattempo accendete il forno a 220° e quando i panini saranno nuovamente lievitati, spennellateli con l’uovo sbattuto (foto 3) e infornateli per circa 18 minuti. Quando si saranno imbruniti, estraete i panini dal forno e lasciateli raffreddare.

Serviti su vassoio tondo in foglia di Palma di Ecobioshopping