La cucina.Luogo dove sperimentare e perfezionare.Ogni piatto è legato a un ricordo della mia infanzia,di un viaggio o semplicemente a un momento condiviso in allegria.Dove anche un semplice piatto di pasta ha un sapore sublime. Perchè la sapiente combinazione di ingredienti e amore per cio' che si sta cucinando crea un sapore e un ricordo unici.Come la sapiente combinazione di note e interpretazione di Musicisti e del Direttore d'Orchestra creano una Musica che ti porti nel cuore.Per sempre.
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sabato 15 giugno 2013
Cuore all'occhio di bue con punte di asparagi
Giornata dedicata alla pulizia mediatica...foto,ricette,posta,spam,salvataggi vari...uff,non si finisce piu'! Cosi,mettendo a posto le foto,ho visto questa,che era andata nel dimenticatoio,nel senso che quello che cucino lo fotografo...si sa mai!Guardandola mi sovviene che l'avevo cucinata per il mio pranzo solitario.
Quel giorno,voglia di cucinare e fare piatti spaziali uguale a zero.Una che ha un blog di cucina mica sempre ha voglia di essere sempre perfettamente creativa e propositiva.Apro il frigorifero e vedo le uova,urca,fammi vedere,saranno mica scadute!
No,non scadono,ma poi vedo gli asparagi che ho comperato per fare un'altra ricetta,quindi collego l'abbinamento che mi sa conoscono tutti quanti a questo mondo:asparagi con uovo all'occhio di bue!
Pero',per renderlo meno banale,e per non sbatterlo li' cosi nel piatto,cià,diamogli una forma e una parvenza di ricercatezza!Un minimo impegno nell'impiattamento,in una scala da uno a dieci....zero...ahahaha.
Perlomeno,nel silenzio della casa,mentre sistemavo le punte a mo' di raggio di sole,la mia mente si rilassava e cercava di non pensare a nulla....è come se mi fossi coccolata un po'.
Ingredienti
uovo
asparagi
burro
grana grattugiato
pepe nero Tec-Al
Esecuzione
Cuocete gli asparagi in un dito di acqua.Scolateli e tenete da parte le punte.Cuocete l'uovo al tegamino,appoggiando un coppapasta in una padellina antiaderente.
Impiattate mettendo l'uovo al centro del piatto aggiungendo una generosa pizzicata di pepe,circondato dalle punte di asparagi.Versate un po' di burro fuso e spolverizzate con abbondante grana grattugiato
con questa semplicità assoluta partecipo al contest
giovedì 13 giugno 2013
Chicken Caesar salad
Ecco la seconda versione della Caesar salade per l' MTChallenge....quella che quando mi capitava di ordinare,credevo fosse l'originale....invece era quella semplicissima che ho proposto la volta scorsa ad essere stata improvvisata ai clienti da parte di Caesar Cardini.
Anche quando a casa proponevo un'insalata mista come piatto unico,fresco,estivo e ci aggiungevo il petto di pollo tagliato a tocchetti,condito con olio e basta,io la consideravo semplicemente un'insalata mista con pollo!
Questa volta,invece,sulla base del periodo storico,con tutto quello che ho raccontato,l'ho preparata con un attimo di attenzione e "rispetto" in piu'...esagerataaaaaa,per un insalata!!!dirà qualcuno....eh si! Con l'aggiunta dei crostini insaporiti dall'aglio e il condimento diverso dall'olio tradizionale...è uscita si,un'insalata di pollo,ma con i fiocchi,lustrini ed un tocco di eleganza in piu'!!!
E come mi capita spesso,quasi sempre...sempre...cucino in compagnia della buona musica,che mi ispira,mi fa compagnia,e mi riporta nei tempi lontani,quando anche io suonavo magari quello che sto ascoltando e i ricordi galoppano e galoppano all'indietro,ma solo quelli pero' perchè tornare indietro purtroppo non si puo'.......e per l'occasione ho ascoltato il Can can di Offenbach....perchè faceva molto Parigi,di quando ero ragazza ed ero andata a suonare e poi in tempi piu' recenti con la famiglia....che meraviglia le vie con i palazzi in stile Liberty,Le Moulin Rouge,Montmartre....certo,non era molto tranquillo come ritmo,e tagliare crostini e petto di pollo non era molto "sicuro"...visto che la musica mi coinvolgeva da capo a fondo!!!
Pero' ce l'ho fatta a non tagliarmi...ci ho messo un po' di piu' a preparare il piatto perchè non riuscivo a coordinare i movimenti gamba taglio gamba taglio,sembravo posseduta e scoordinata...per fortuna non c'era nessuno a guardarmi!!!!
Se nel post precedente mi sono dilungata a spiegare il perchè e percome di tutto quello che è successo nella Belle epoque...qui passo subito alla ricetta,che non è nient'altro che la versione originale con l'aggiunta del petto di pollo ...tutto qua....ma ripeto,il gusto,con quei piccoli particolari aggiunti,l'ha resa un po' piu' speciale del solito....pero' prima di lasciarvi la ricetta vi segnalo questa chicca che ci illustra la Grecia ai tempi della Bella epoque...perchè questa bella epoca non è solo Parigi e Italia ma....anche il resto del mondo!
E guardate quali insalate e coltelli usare per trasformare un semplice piatto di insalata in qualche cosa di veramente elegante,creato con classe,cura e amore per i particolari!
E per fare un piatto coi fiocchi non bisogna trascurare il condimento,che deve dare il tocco finale a tutta la preparazione,quindi sarebbe un vero peccato condire con qualcosa che non dia il gusto ricercato e importante a tutto quanto! In un brano anche l'ultima nota che si deve suonare è importante....anzi...è quella che ti trascina in un turbinio di emozioni,che lascia il segno,che quando l'hai suonata aleggia ancora nell'aria,come un'invisibile carezza...tu non la senti piu' con le orecchie ma senti le emozioni che ti ha lasciato nel cuore!
Bene,togliamo il vestito da ballerina e veniamo alla ricetta!!!!
Le indicazioni di Leo e la sua versione....e qui la mia che in pratica è identica alla sua,ma non per questo è un plagio,anche perchè l'ho servita nel cestino di pane che ho sfornato in quantità quando ho fatto la precedente insalata...visto che accendevo il forno ne ho cotti a piu' riprese,anche perchè si conservano per pochi giorni quindi ne ho preparati per le versioni che mi interessava creare.....e alla versione di base ho aggiunto tocchetti di petto di pollo cotti sulla piastra e conditi con curry.....
con questa insalata partecipo alla sfida
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Trittico d'acciughe in Caesar salade
Anchoise si...anchoise no...ovvero acciughe si...acciughe no...nella ricetta originale svelata proprio dalla figlia di Caesar Cardini ,Rosa Maria,a Julia Child,e che lei stessa ebbe modo di assaggiare quando fu ospite nel ristorante di Tijuana,non comparivano le acciughe in alcun modo...ma siccome questo famoso cuoco,trapiantato in America è di origine italiana,mi piace pensare all'idea che unire le buonissime acciughe,pesce azzurro spesse volte bistrattato perchè considerato povero,invece è ricco di qualità nutritive importanti quali l'Omega3 ad esempio...si da un tocco particolare alla base di questa insalata già di per se saporita di suo.
E mentre preparavo questa ricetta per l' MTChallenge pensavo ad una cosa... Io le insalate le adoro e le ho sempre adorate.Tra i miei amici sono conosciuta come la capra del gruppo.Non c'è pranzo o cena condiviso in loro compagnia,senza che mi facciano trovare una ciotola colma colma!!
E ho sempre cercato di dare un aspetto invitante al piatto,curato nei particolari specialmente poi,per invogliare magari quelle persone che sono restie a mangiare la verdura,ad esempio i bambini.Allora bisogna giocare di fantasia per conquistarli!
Ne ho sempre preparate di tutti i tipi con una miriade di ingredienti....ma mai come questa volta mi sono soffermata sul fatto che assemblare il piatto in una certa maniera vuol dire trasmettere amore e attenzioni verso le persone che siedono al nostro tavolo.Quindi non buttare nella ciotola e mescolare,ma disporre i vari ingredienti che compongono il piatto con una certa logica,armonia,colori,dimensioni...insomma,è un'arte preparare anche un insalata eh!!
Cosi,perchè non proporla in un trittico di sapori e consistenze differenti ma altrettanto gustose? Solo con i colori del mare,tonalità verde,azzurro,blu...nessun colore acceso,dato magari da un pomodorino come decorazione....solo tutto cio' che ricorda il mare e la sua immensità.....
E sulle note de La Moldava di Smetana,un bellissimo Poema sinfonico (composizione dove il compositore,
perdonate il gioco di parole... suggerisce le immagini attraverso il timbro,l'intensità sonora,gli strumenti utilizzati,in maniera assolutamente libera e originale che anche ad occhi chiusi si percepisce e si vede quello che sta descrivendo in musica),è nato il mio piatto.....
Questo poema è un po' la metafora della vita:la nascita,il cammino,l'affrontare le situazioni difficili,la riflessione durante la notte,i momenti di festa e condivisione con gli altri,gli impedimenti,
le difficoltà,la lotta,l'arrivo a destinazione quindi la realizzazione dei propri sogni e poi l'addio....e tutto questo viene magistralmente descritto in musica!
....la Moldava che prende vita da piccole gocce interpretate dal pizzicato dell'arpa e dalla melodia ondeggiante del flauto per poi prendere una forma piu' consistente con gli archi e via via sempre in una melodia piu' coinvolgente e corposa con tutti gli strumenti,si percepiscono scene di caccia interpretato dai corni,e poi la semplicità e la gioia mentre lambisce la riva di un villaggio contadino in festa durante un matrimonio, la pianura nella notte,piena di silenzio e struggimento,le tumultuose cascate e poi il ritornello che descrive finalmente l'arrivo trionfale nella città di Praga,e poi l'addio,il momento piu' struggente,come l'addio alla vita ma anche un nuovo inizio dentro il mare infinito....
Come puo' tutto questo accompagnare la realizzazione di un'insalata di acciughe,dirà qualcuno...non lo so.Fatto sta che io quando cucino ho bisogno di ascoltare la musica,dove ritrovo l'ispirazione,l'emozione,i ricordi...che non potendo piu' trasmettere suonando,cerco di trasferire in tutto cio' che faccio e preparo.
E se per qualcuno,questa potrebbe sembrare una semplice insalata d'acciughe,bè è vero,non posso dargli torto,ma è un'insalata d'acciughe preparata con trasporto,emozione e semplicità.E questo brano lo ascolto spesso,perchè mi trasmette delle emozioni veramente forti,e anche a un profano,se chiedo di mettersi comodo sul divano,chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla melodia che sta ascoltando,sono sicura che rimane colpito dalle emozioni e sensazioni che prova dentro di sè!
Ecco il mio personalissimo Poema Sinfonico.....Quello di Leo,originale.....e qua il mio...
La preparazione dei cestini di pane,l'elenco degli ingredienti e la procedura per la realizzazione della ricetta la trovate qui
Per la preparazione delle acciughe,1 kg, è molto semplice.Apritele a metà e togliete la testa e la lisca centrale.
Sciacquatele,e dividetele in tre parti.
Una parte la farete marinata:In una ciotola mescolate olio,limone,uno spicchio di aglio tritato e prezzemolo.In una pirofila bassa versate qualche cucchiaio di marinatura,adagiate i filetti dalla parte della pelle,irrorate ancora con un po' di marinatura,e cosi via fino alla fine degli ingredienti. Coprite e lasciate al fresco.
Due le andrete a infarinare e friggere in olio bollente.Una parte la andrete a mettere in una pirofila bassa e coprite con aceto di vino bianco.Lasciate insaporire anche per qualche ora.
Alla fine impiattate....mettete nei 3 cestini di pane,come base la Caesar salade e poi separatamente le acciughe fritte,marinate,in carpione.
Qui trovate preziosi consigli su come gustare e scegliere il pesce crudo,senza correre rischi per la salute!
con questa insalata partecipo alla sfida
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Caesar salad
E VVVUALA'!!!! Eccoci di nuovo in pista con la sfida cultural-ludico-culinar-creativa dell' MTChallenge! Che ci ricorda che un altro mese è passato! Certo che il tempo corre proprio in maniera impressionante...
abbiamo appena finito di ripulire le nostre cucine dopo tutte le taieddhre che abbiamo preparato che subito ci dobbiamo mettere al lavoro!!Ma per fortuna,almeno nel campo culinario,per tutte noi che partecipiamo con serenità e allegria a questa sfida,questo momento è sempre tanto atteso con curiosità e trepidazione,
domandandoci quale ricetta il vincitore della sfida precedente ci propone di fare...e direi che questo mese si va alla grande!!!! Leo il vincitore,o ha avuto pietà di noi o ha pensato alla prova costume che è già alle porte,per fortuna un po' in ritardo quest'anno,dal momento che il solleone e l'afa,ancora non hanno fatto capolino sulle nostre teste.Cosi abbiamo tutto il tempo per correre ai ripari,preparando questa semplicissima insalata,e tutte le altre rivisitazioni che ci verranno sicuramente in mente!!
E anche se questa insalata,che ad essere sincera conoscevo nella versione col pollo, pensando fosse l'originale,è semplice da preparare,in realtà non è banale perchè ha dei passaggi semplici ma fondamentali nella preparazione del piatto,con ingredienti che creano sapori e consistenze contrastanti che pero' si legano bene insieme.
Quindi prevedo l'arrivo di una valanga insalate fresche,azzardate,classiche,colorate e saporite,
magicamente e sapientemente impiattate...ma che devono seguire determinate regole,mica la foglia buttata li come viene viene! Infatti,non è che il tema del mese è "insalate" e morta li'....ma un tantino piu' sofisticato,culturalmente ricco di invenzioni e di riferimenti importanti nella storia dell'umanità,un periodo che ha lasciato il segno tangibile in tutti i campi e questo tema riguarda la Grande Ristorazione ai tempi della Belle Epoque,periodo storico,culturale e artistico che va dalla fine dell'Ottocento all'inizio della Prima guerra Mondiale,nato in Francia.
E se facessimo un po' di storia???
Come dice il nome,significa L'epoca bella,e indicava la vita brillante nelle grandi capitali europee,riguardo ai cambiamenti artistici e culturali che il il nuovo secolo, cioè il Novecento,si apprestava a introdurre,portando benessere e serenità.
Grandi e importanti furono le invenzioni di questo periodo...l'illuminazione elettrica, la radio, l'automobile,la costruzione di sempre piu' grossi e sfarzosi transatlantici (e l'affondamento del famoso e sfortunato Titanic venne visto come il sogno infranto della Belle Epoque) il cinema, la pastorizzazione, il vaccino per la tubercolosi e altre comodità, che contribuirono ad un miglioramento delle condizioni di vita,la mortalità infantile stava infatti diminuendo, e si diffondeva di un senso di ottimismo.
Gli impressionisti dipingevano "en plein air" che significa all'aria aperta con il cavalletto portatile, con una tecnica rapida che permetteva di completare l'opera in poche ore ,su tele piu' piccole da trasportare.In questo periodo inventarono anche i tubetti per i colori ad olio.I pittori volevano trasmettere dipingendo,tutte quelle sensazioni e il mutamento del paesaggio durante le varie ore del giorno,con il cambiamento della luce,lo studio dal vero del cielo e delle acque.Escono dagli studi nei quali dipingevano quadri di grandi dimensioni o ritratti.
I ritratti che dipingono ora all'aperto,hanno come sfondo il paesaggio che non è un qualcosa a sè stante ma che avvolge le figure e i contorni pittorici sono sfumati.
Gli artisti più importanti dell'impressionismo sono: Edouard Manet,Claude Monet,Edgar Degas, Pierre Auguste Renoir e Alfred Sisley che ci hanno regalato dei dipinti davvero sublimi!
Anche nella musica si verifica un cambiamento in quanto si abbandonano le tradizionali Sonate e Sinfonie a favore di una musica piu' innovativa e descrittiva,composizioni che rappresentano la natura e comunicano a chi ascolta le loro impressioni,che non trasmettono come nel Romanticismo,sentimenti forti, ma sono evanescenti,oniriche e irreali,come quelle descritte da Claude Debussy,considerato dopo Wagner il padre della musica moderna in Prélude à l'Après-midi d'un faune , Erik Satie ("Trois Gymnopédies" ),Maurice Ravel con il suo famosissimo Bolero, Paul Dukas che ha musicato L'apprendista stregone animato da Walt Disney,Alexander Scriabin (Sinfonia n.3) e Frederick Delius Florida Suite.
L'Italia,si accosto' a queste nuove idee quando ormai in Europa si erano ormai esaurite o trasformate in nuove tendenze....sempre ultimi...ma comunque il grande Ottorino Respighi ci ha regalato pagine stupende con la sua Trilogia romana.
L’impressionismo è antiromantico, nel senso che è l'impressione istantanea che viene trasmessa e subito percepita ad essere importante e i colori pittorici impressionisti corrispondono ai colori timbrici strumentali
L'affermarsi della pittura italiana in questo periodo post-unitario è difficile e lento.Per questo motivo molti pittori italiani furono affascinati dal nuovo stile e dall'apertura del pensiero parigino, in cui riscontrano una modernità introvabile nella loro patria.
In contemporanea alla nascita dell'impressionismo,si afferma la corrente dei Macchiaioli,rappresentata dai grandi Sernesi, Cabianca, Borrani e Fattori che vede una similitudine nell'affrontare le tematiche d'attualità e lo stile che ricerca la luminosità attraverso l'uso della macchia,ovviamente con le differenze sociali e del territorio.
I macchiaioli Italiani conoscono Delacroix, Corot, Courbet e i Barbizonniers, e, come gli impressionisti, partono dalle ricerche di questi pittori.Dopo la stagione dei Boldini, degli Zandomeneghi e dei De Nittis, che potremmo chiamare impressionisti franco-italiani viste le loro lunghe permanenze parigine, permane in Italia una tradizione tardo impressionista che si prolunga nei primi tre-quattro decenni del Novecento, legata ora a Monet, ora a Renoir ora a Cezanne,espressa nell'opera di pittori come Emilio Gola, Arturo Tosi, Armando Spadini.
L'impressionismo nel cinema ha come protagonista il regista Jean Renoir, figlio del grande pittore che ha diretto Madame Bovary oltre ad altri capolavori.
Mentre l'Art Nouveau, noto anche come stile floreale o stile Liberty, nato in Francia,ci ha lasciato splendidi capolavori sia in architettura,come ad esempio i bellissimi palazzi parigini e alcuni ingressi delle metropolitane,
Casa Fenoglio a Torino,in pittura con i fantastici quadri di Klimt,famosissimo il suo Bacio,e il grande Tiffany con le sue vetrate,lampade ed altre suppellettili......
E siccome la Bella epoque è nata in Francia ma non è solo Parigi,ma ha influenzato anche le altri capitali europee e non, andate a curiosare come è approdata in Grecia questa nuova epoca!
Si potrebbe parlare ancora di un'infinità di cose ma....la pancia brontola e bisogna iniziare a cucinare....
E con tutta questa prefazione,va da sè che l'insalata non puo' essere banale o pensata come magari succede oggi per chi va di corsa che dice "ho mangiato due foglie di insalata",l'alternativa povera o triste,velocemente condita ma anche no,ma deve essere considerata un trionfo di bravura e fantasia,raffinata ed equilibrata.....
Quindi ecco a voi la famosa insalata di Caesar Cardini,come ce l'ha presentata appunto Leo nel suo blog, e come l'ho pensata io......seguendo e riportando fedelmente tutte le sue indicazioni...almeno per la prima ricetta che ho intenzione di fare perchè poi....mi sa che lascio la fantasia a briglie sciolte e chissà cosa salterà fuori!!!!
Ingredienti:
2 cespi di lattuga romana (i più belli che trovate)
30g di Parmigiano grattugiato fresco,
2 uova,
175 ml di olio d’oliva extra vergine,
1 limone
2 spicchi d’aglio,
salsa Worcestrshire.
Sale e Pepe q.b.
3 fette di pane (io ho usato quello pugliese)
Esecuzione
Staccate le foglie di lattuga con delicatezza (io scelgo sempre quelle centrali ) lavatele con cura senza romperle, asciugatele per bene con della carta assorbente o asciugamani puliti e metterle in frigo.
Prendete gli spicchi d’aglio e schiacciateli leggermente con il palmo della mano . Metteteli in una ciotola con un pizzico di sale e 3 cucchiai d’olio. Poi versate il tutto in una padella e fate tostare il pane tagliato a dadini. Asciugate i crostini e versateli nella ciotola che userete per l’insalata.
Spremete il limone, mischiatelo in una ciotola con della salsa Worcestershire (sei gocce non di più') e grattugiate il parmigiano.
Fate bollire per un minuto esatto le uova per poi raffreddarle sotto l'acqua fredda in modo da fermare la cottura.
Mescolate tutti questi ingredienti nella ciotola con il resto dell’olio, i crostini, un pizzico di pepe e di sale.
Aggiungete le foglie di lattuga tagliate circa a metà e mescolate delicatamente.
Io ho servito questa insalata in cestini di pane che ho preparato seguendo le proporzioni che ho trovato in questo sito. Siccome quando preparavo i miei lievitati,andavo abbastanza ad occhio,seguendo delle proporzioni che calcolavo in modo molto personalizzato e molto ad occhio,ora seguo i consigli di chi ha già provato alcune ricette o cerco qua.E' una meraviglia!!!
110 gr di lievito madre rinfrescato 2 volte
250 gr farina 00
120 gr di acqua
Nella planetaria mescolate il lievito madre con l'acqua e quando è tutto ben amalgamato aggiungete poco per volta la farina e lasciate impastare fino a quando il composto sarà ben incordato. Stendetelo con l'aiuto di un mattarello in dischi non troppo sottili e foderate degli stampini antiaderenti da forno e fateli cuocere a 180° per 20 minuti. Lasciateli raffreddare e toglieteli dalla forma.
con questa ricetta partecipo alla sfida di
e un ringraziamento particolare a tutte quelle persone che hanno avuto la pazienza di leggere il post fino in fondo.....e anche a quelle che hanno abbandonato sfinite....
giovedì 6 giugno 2013
Canederli di spinaci o Spinatknödel a quattro mani......per Quanti modi di fare e rifare
...si...a quattro mani,come in un concerto.Questo non perchè siamo stati presi da manie di grandezza o per distinguerci o darci delle arie ma perchè in fase di lavorazione....UEEEEE....UEEEEE (sirena nel linguaggio dei fumetti e non pianto di bimbo anche se...ci sarebbero stati tutti i presupposti per farlo!!) Ferita grave in vistaaaa!!!!
Ma andiamo con ordine...per l'appuntamento mensile di Quanti modi di fare e rifare,a giugno sono io che ospito le mie amiche di pentole,fornelli e fantasia a casa mia. Per chi non lo sapesse,questo appuntamento,è una simpatica iniziativa proposta da Anna e Ornella, che ci vede coinvolte in un'ospitata mensile nei propri blog,seguendo una tabella di marcia stilata dalle due intraprendenti ragazze,dove ognuna di noi,seguendo le indicazioni della ricetta originale, con qualche piccola variante del caso,puo' proporre la sua versione,in base alla proria fantasia,manualità,esperienza,inesperienza,ardimentosa o azzardata interpretazione personale...insomma,piu' che giustificato il titolo Quanti modi di fare rifare! E potete stare certi,che nessuna ricetta è uguale all'originale! Si, per quanto riguarda gli ingredienti,ma per quanto riguarda l'interpretazione....sono proprio curiosa di vedere come ripropongono questo mese queste gustose pallette di spinaci e tutto il resto...conosciute anche nella versione di pane e speck,che si gustano in brodo o accompagnate da insalata condita,di origine tirolese,che vengono proposte anche nella cucina Altoatesina.
Mi chiama mio marito in ufficio e mi dice...mi sono tagliato mentre tagliavo il pane...mi si è staccato
quasi tutto il polpastrello.....e io...ti porto al Pronto Soccorso???!!!..e lui...ma va,figurti se perdo tutta la giornata al PS....l'ho disinfettato e ho messo un cerotto,ho riattaccato il lembo e adesso non sanguina piu'! Dovevi vedere quanto sangue pero'!!! (ma anche no grazie!).....non ho parole....
Ritorno a casa e vedo il dito incerottato...lo riapre e...si riapre anche il taglio! Una cosa schifosissssima!!! Non avete idea che senso vedere il polpastrello che si staccava...va bè,basta con queste descrizioni dell'orrore o stile Hannibal....veniamo alla ricetta che è meglio e per fortuna è di colore verde cosi' fa anche meno impressione e porta un po' di calma a queste sanguinolente descrizioni! Ma erano necessarie per spiegare il perchè della ricetta a quattro mani....Lui ha mescolato gli ingredienti,con il mestolo e il dito incerottato poi io ho formato le pallette,che sono decisamente piu' piccole rispetto a quelle che fa lui di solito e che trovate qua!
Chi vuole bissare sicuramente lo fa,viste le dimensioni piu' "umane"....piatto unico,dove una palletta tira l'altra!!
Le dosi scritte sono variabili,nel senso che puo' servire magari un po' piu' di farina,nel caso il composto risultasse un po' "bagnato" e non proprio compatto.Questo dipende dagli spinaci,se sono stati strizzati bene o no.In questa versione,visto che il pane era troppo secco,ho utilizzato il pane ai cereali in cassetta che ho tagliato a dadini due giorni prima per farlo seccare leggermente.
Ingredienti per 21 canederli
1 kg di spinaci freschi
5 cucchiai di farina
4 uova
2 panini raffermi ( 150 gr circa)
(200 gr di pane in cassetta ai cereali)
250 gr formaggio ( fontina , latteria , Asiago o similari )
grana grattugiato q.b.
1 spicchio di aglio
sale q.b.
burro q.b.
Esecuzione
Tagliate a cubetti il pane e i formaggi ( foto 2 e 3) . Aggiungete la farina ( foto 4) e l'aglio tritato (foto 5)
Aggiungeteli al pane e formaggio (foto 2),sgusciate le uova (foto 3) e mescolate bene il composto che dovrà risultare bello compatto e non appicicaticcio e umido (foto 4)
Con le mani inumidite formate delle palle che possono andare dalle dimensioni di una pallina da golf a quella da tennis.....(foto 5). Tuffateli delicatamente in acqua salata e da quando salgono a galla fateli cuocere per altri 10 minuti circa (foto grande)
Fate imbrunire leggermente il burro,scolate i canederli e conditeli col burro fuso e una generosa manciata di grana grattugiato.
ah...giusto per tranquillizzarvi...il dito tagliato sta meglio,il taglio si sta rimarginando e le impronte digitali non sono compromesse piu' di tanto!! ahahah
Con questa ricetta partecipo all'appuntamento mensile di
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martedì 4 giugno 2013
Fagioli piccanti con pancetta croccante e nachos
Se la scorsa ricetta vi ho portato virtualmente e culinariamente tra Veneto e Spagna con l' Exqueisada di baccalà ora vi faccio fare un piccantissimo giro in quel del Messico!
Come ho già detto altre volte adoro,anzi amo il piccante,tanto che a volte stentano a credere che sia milanese,dal momento che lo metto davvero da tutte le parti,quindi anche con la cucina messicana ci vado a nozze!
Mi piace perchè è caratterizzata dai sapori intensi per via delle numerose spezie che utilizzano per condire tutto quello che portano in tavola che spazia dal pollo,maiale,manzo,cipolle,fagioli,pomodori,riso....
Ovviamente i cibi messicani cambiano da regione a regione in base anche alle differenze climatiche
geografiche ed etniche,infatti ci sono alcune varianti in base dal luogo di provenienza,tipo la Cal-Mex di origine californiana e la Tex-mex di origine texana e quella piu' famosa del Nuovo Messico con i suoi burritos.
I piatti principali e più famosi sono i tacos,la salsa guacamole, le tortillas e la bevanda più famosa è la tequila, derivata dalla pianta dell'Agave come l'aguardiente, mezcal....
Oggi gusteremo dei piccantissimi fagioli accompagnati da nachos fatti in casa,che da quando li ho scoperti nel blog di Loredana non li ho piu' comperati perchè sono semplicissimi da fare e piu' sani!
E ho giocato un po' con la fantasia e le forme,pensando a renderli un po' piu' interessanti e stuzzicanti,in occasione di una festa tra amici o semplicemente per deliziare i propri cari con qualcosa di originale.
Le dosi sono molto soggettive e personali.....in base all'appetito e al numero dei commensali...quindi libertà assoluta,io ho utilizzato all'incirca quelle riportate sotto...
L'importante è che sia tutto......picccccaaaannntissssimoooo!!!!!
Ingredienti
400 gr fagioli borlotti secchi (o in scatola)
1 bottiglia di passata di pomodoro
1 cipolla
rosmarino qualche rametto
pancetta affumicata tesa
peperoncino fresco
per i nachos
125 gr farina di mais
100 gr farina bianca
100 ml acqua
2 cucchiai di olio di semi
sale q.b.
Esecuzione
Mettete in ammollo i fagioli seguendo le indicazioni riportate sulla confezione,o se non avete tempo,utilizzate quelli in scatola,anche se il risultato,secondo me,non è proprio uguale....
In una padella fate tostare leggermente la cipolla,aggiungete i fagioli scolati e risciacquati,mescolate bene e aggiungete il rosmarino e la passata di pomodoro fino a ricoprirli.Aggiungete il peperoncino fresco tagliato a rondelle.Fateli cuocere per almeno 1 ora o fino a quando saranno teneri.In una padella antiaderente fate tostare la pancetta tagliata a fette orizzontali fino a quando sarà bella croccante.
Un piccante buon appetito!!!
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lunedì 3 giugno 2013
Exqueisada di baccalà
Di solito la sorte del baccalà è quella di finire o fritto o in umido in un mare
di polenta gialla o meglio bianca,come vuole la tradizione vicentina.Ma cosa centra
il baccalà con l'exqueisada,che già dal nome si capisce che sono due cose diverse?
Sembrano diverse,ma alla base c'è il pesce che li accomuna:il merluzzo,che se è
conservato sotto sale prende il nome di baccalà mentre se èessicato si chiama
stoccafisso.L'uso di essiccare il merluzzo per conservarlo è antichissimo: vi sono
documenti che attestano questa pratica nei Mari del Nord sin dai tempi di Carlo
Magno. Lo stoccafisso sarebbe stato introdotto nel Triveneto dai veneziani, che erano grandi navigatori e portavano in patria ogni novità. La più diffusa versione dei fatti sostiene che nel 1432 la spedizione veneziana naufragò in Norvegia,sulle coste delle Isole Lofoten. Rientrando a casa portarono lo stoccafisso,che nel Triveneto è tuttora chiamato baccalà(mentre il baccalà nel resto d'Italia indica il merluzzo conservato sotto sale). I veneziani videro nello stoccafisso un'allettante alternativa al pesce fresco, costoso e facilmente deperibile,dando cosi' origine a tante gustose ricette Il Comune di Sandrigo,vicino a Vicenza,è la "patria del baccalà",avendo legami storici con le Isole Lofoten e organizza una festa annuale, che dura una intera settimana, in onore di questo piatto a base di pesce essiccato. Quindi,anzichè proporlo nella versione veneta,lo presento nella versione di
piatticatalani-iberici preparati per la raccolta dell' MTChalleng.
Ogni mese una sfida a tema,ogni mese dei piatti fuori sfida ma sempre a tema.
Io non avevo mai preso in considerazione il fatto di consumarlo crudo! Ma che bella scoperta pero'! Il suo gusto fresco,che sa proprio di mare,come se fosse stato appena pescato... il tutto accompagnato dalla leggera acidità dei pomodorini,dal sapore pungente della cipolla cruda e dal gusto deciso delle olive nere. Accertatevi della sua freschezza e poi gustatelo senza timore!
La cucina di mare è la spina dorsale della gastronomia iberica- e di quella catalana in particolare. Gli Spagnoli hanno saputo da sempre sfruttare le ricchezze di un mare estremamente pescoso, grazie anche ai quasi 4000 km di coste che la caratterizzano e ben presto il loro gusto si è modellato sui sapori del pesce, che hanno imparato ad cucinare e ad apprezzare in mille e mille modi. Non solo: la consolidata abitudine degli equipaggi di cambiare spesso pescherecci e porti ha determinato un mix di tradizioni regionali che hanno reso la cucina di mare alquanto uniforme, tanto che sono in molti a ritenerla la vera espressione di una cucina nazionale, tout court. La Catalogna, neanche a dirlo, fa eccezione, poichè annovera alcune ricette a base di pesce tipicamente sue proprie, specialmente quelle a base di baccalà, altro ingrediente simbolo di questa terra, a cui dedichiamo la ricetta di oggi: un'insolita insalata che prevede l'utilizzo a crudo del baccalà e che rimanda alla cucina povera del "non si butta via niente": in origine, infatti, le strisce del pesce altro non erano che i ritagli avanzati da preparazioni più importanti. La sua bontà lo ha reso comunque piatto degno di grandi chef, se è vero che lo stesso Adrià lo ha inserito nei suoi menu, con tutte le rielaborazioni del suo genio. Noi, qui, ci accontentiamo della versione antica, che quanto a bontà, non è seconda a nessuno.
il baccalà con l'exqueisada,che già dal nome si capisce che sono due cose diverse?
Sembrano diverse,ma alla base c'è il pesce che li accomuna:il merluzzo,che se è
conservato sotto sale prende il nome di baccalà mentre se èessicato si chiama
stoccafisso.L'uso di essiccare il merluzzo per conservarlo è antichissimo: vi sono
documenti che attestano questa pratica nei Mari del Nord sin dai tempi di Carlo
Magno. Lo stoccafisso sarebbe stato introdotto nel Triveneto dai veneziani, che erano grandi navigatori e portavano in patria ogni novità. La più diffusa versione dei fatti sostiene che nel 1432 la spedizione veneziana naufragò in Norvegia,sulle coste delle Isole Lofoten. Rientrando a casa portarono lo stoccafisso,che nel Triveneto è tuttora chiamato baccalà(mentre il baccalà nel resto d'Italia indica il merluzzo conservato sotto sale). I veneziani videro nello stoccafisso un'allettante alternativa al pesce fresco, costoso e facilmente deperibile,dando cosi' origine a tante gustose ricette Il Comune di Sandrigo,vicino a Vicenza,è la "patria del baccalà",avendo legami storici con le Isole Lofoten e organizza una festa annuale, che dura una intera settimana, in onore di questo piatto a base di pesce essiccato. Quindi,anzichè proporlo nella versione veneta,lo presento nella versione di
piatticatalani-iberici preparati per la raccolta dell' MTChalleng.
Ogni mese una sfida a tema,ogni mese dei piatti fuori sfida ma sempre a tema.
Io non avevo mai preso in considerazione il fatto di consumarlo crudo! Ma che bella scoperta pero'! Il suo gusto fresco,che sa proprio di mare,come se fosse stato appena pescato... il tutto accompagnato dalla leggera acidità dei pomodorini,dal sapore pungente della cipolla cruda e dal gusto deciso delle olive nere. Accertatevi della sua freschezza e poi gustatelo senza timore!
La cucina di mare è la spina dorsale della gastronomia iberica- e di quella catalana in particolare. Gli Spagnoli hanno saputo da sempre sfruttare le ricchezze di un mare estremamente pescoso, grazie anche ai quasi 4000 km di coste che la caratterizzano e ben presto il loro gusto si è modellato sui sapori del pesce, che hanno imparato ad cucinare e ad apprezzare in mille e mille modi. Non solo: la consolidata abitudine degli equipaggi di cambiare spesso pescherecci e porti ha determinato un mix di tradizioni regionali che hanno reso la cucina di mare alquanto uniforme, tanto che sono in molti a ritenerla la vera espressione di una cucina nazionale, tout court. La Catalogna, neanche a dirlo, fa eccezione, poichè annovera alcune ricette a base di pesce tipicamente sue proprie, specialmente quelle a base di baccalà, altro ingrediente simbolo di questa terra, a cui dedichiamo la ricetta di oggi: un'insolita insalata che prevede l'utilizzo a crudo del baccalà e che rimanda alla cucina povera del "non si butta via niente": in origine, infatti, le strisce del pesce altro non erano che i ritagli avanzati da preparazioni più importanti. La sua bontà lo ha reso comunque piatto degno di grandi chef, se è vero che lo stesso Adrià lo ha inserito nei suoi menu, con tutte le rielaborazioni del suo genio. Noi, qui, ci accontentiamo della versione antica, che quanto a bontà, non è seconda a nessuno.
Ingredienti per 4 persone:
700 g di baccalà, già ammollato
1 cipolla
100 g di olive nere
300 g di pomodori
2 dl di olio
pepe nero macinato di Tec-Al
Esecuzone
Riducete il baccalà a strisce, meglio ancora se con le mani e lasciatelo in ammollo
in abbondante acqua fredda per una quarantina di minuti, con l'avvertenza di
cambiare l'acqua tre o quattro volte. Al termine, scolate il baccalà e strizzatelo
delicatamente con le mani per fargli perdere quanta più acqua possibile: badate
però a non schiacciarlo troppo, pena la perdita della sua consistenza.
Affettate sottilmente la cipolla, dopo averla mondata e lavata.Scottate i pomodori
per un minuto in acqua bollente non salata; scolarli con una schiumarola, pelateli
e tagliateli a dadini, togliendo i semi e l'acqua. Versate le cipolle, i pomodori
e le olive in una terrina, aggiungere il baccalà e amalgamate il tutto con cura.
Condite con olio e una macinata di pepe fresco. Aggiustate di sale solo se necessario. E' preferibile servire l'esqueisada dopo averla lasciata mezz'ora in frigo.
Condite con olio e una macinata di pepe fresco. Aggiustate di sale solo se necessario. E' preferibile servire l'esqueisada dopo averla lasciata mezz'ora in frigo.
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