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Visualizzazione post con etichetta secondi di pesce.. Mostra tutti i post
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sabato 28 maggio 2016

"Come vetrate artistiche. Il cibo visto da Alessandro Colonnetta." e la mia Terrina di alici con pomodorini ciliegia


                                                             Pesce azzurro tela 70x50x4cm

Oggi ricorre la Giornata Nazionale del Cibo nell'Arte per Il Calendario del Cibo Italiano - Aifb e l'Ambasciatrice é Maria Teresa Cutrone, con il suo articolo, una persona veramente deliziosa, anche lei musicista, che ho conosciuto in alcuni blog tour con Aifb. Quindi, un "incontro" tra artisti a tutto tondo, per questa giornata celebrativa! Artisti "diversamente presenti", con una percezione della realtà tutta particolare, con una marcia in piu', o forse diversa, rispetto agli altri. Coi piedi per terra, concreti, ma anche sognatori, sensibili, con la capacità di sfuggire al quotidiano con le emozioni che la nostra arte ci trasmette e fa trasmettere. 

A questo punto, quale tra i famosi pittori, scegliere? Di quale opera pittorica parlare?
Il cibo è stato rappresentato già nei primi graffiti rupestri. Molto spesso, Nature morte adornano l'interno delle tombe degli antichi egizi. Non c'è periodo storico, che non abbia avuto capolavori di questo genere pittorico. Piu' o meno riccamente raffigurati.
Unire cibo e arte non è da tutti, e chi lo ha fatto, ha realizzato opere fantastiche. Anche scultori, (Dan Cretu, Philip Haas), musicisti (dallo Zecchino d'Oro, Mina, Conte, Morandi, De André...con le loro canzoni tra il serio e il faceto) architetti (i Giardini verticali di Patrick Blanc, e le creazioni di Hong Yi) si sono ispirati al cibo mettendolo al centro della propria arte. E tra i pittori, tutti sicuramente ricordiamo le opere di Caravaggio, Arcimboldo, Renoir, Botero, Carracci, Morandi, Matisse...
Rimarrete a bocca aperta per la bellezza!

Nonostante tutto, pur apprezzando i capolavori "del passato", quelli studiati ai tempi del Liceo Artistico,  ho scelto di parlare di un giovane pittore trentunenne, dei giorni nostri, che merita di essere menzionato tra i grandi. Mica facile parlare ex novo di un pittore cosi', su due piedi. Perché non ho voluto leggere nessuna critica, per non essere influenzata in nessun modo nella mia personalissima interpretazione.
Per me conta quello che mi ha colpito al primo sguardo: i colori accesi, definiti, diretti, senza distrazioni, ma tutto convogliato li', dove l'artista vuole incentrare il tema. Dove vuole che lo spettatore, "automaticamente" vada, o forse, piu' che automaticamente, guidato da emozioni dirette, forti, tenere. Da fare esclamare "uaooooo" dopo che hai ritrovato la parola. Perché la prima volta che ho visto i suoi quadri, é stato un colpo al cuore e allo stomaco, un'emozione davvero forte. Quella che mi colpisce tutte le volte che sono davanti ad un'opera d'arte. Ma questa volta é stata piu' "violenta". Due volte, in tempi abbastanza recenti, ho provato questa forte emozione, che ha un termine ben preciso, Sindrome di Stendhal, che oltre ad essere il titolo di un film di Dario Argento é un "disturbo" di natura psicologica/neurobiologica, per dirla in breve e in parole "povere", una reazione quasi esagerata provocata da una forte emozione, quando ci si trova davanti ad un'opera d'arte. 
La prima l'ho provata quando durante un blog tour Aifb, ci hanno portato alla Gipsoteca del Canova. Pensavo davvero di svenire. Tutto quel bianco, la bellezza e maestosità delle sue opere, ho sentito il cuore che accelerava a dismisura, la pelle d'oca e le lacrime che mi salivano agli occhi. Si, ho pianto. Mi sono dovuta sedere, ma davanti ad Amore e Psyche... non é stata una gran bella idea!
La seconda, quando ho visto i quadri questo pittore. Ti ci perdi, li guardi e riguardi, e non provi mai la stessa emozione, per l'impatto diretto, senza tanti fronzoli e giri "di immagini". Ogni volta ci leggi un messaggio sempre forte, che ti arriva al cuore. Questo specialmente per i quadri che riguardano i temi attuali. Perché ci entri, nella storia che raccontano, in momenti e con emozioni sempre diversi. E non puoi far finta di niente.
Guardandoli, mi ricordano le vetrate artistiche delle chiese. Quelle vetrate dai contorni definiti e colori accesi. Che mi lasciano a bocca aperta tutte le volte che li ammiro. Che mi fan fare pace con il mondo intero.

E solo in un secondo momento, dopo aver letto la sua biografia rendermi conto che avevo fatto centro, con il mio intuito e sensazioni, mi rende felice.
Chi é dunque questo giovane artista che mi ha trasmesso queste intense emozioni? E' Alessandro Colonnetta, laureato in Storia dell'arte antica, che lavora in un museo. Con l'arte nel sangue, se fin da piccolo ha disegnato, colorato, preferendo fogli e colori al posto dei giochi e della televisione. Se si aggiunge poi che è stato cresciuto da una nonna pittrice, che si alzava in piena notte a dipingere perchè aveva in testa forme e colori che scacciavano il sonno...bè, non servirebbe aggiungere altro! Con lei, che gli aveva insegnato le basi tecniche, passava pomeriggi interi a studiare oggetti, colori e prospettive. A questa nonna, Alessandro ha dedicato un bellissimo quadro, e secondo me anche questo, che testimonia il suo legame profondo con i nonni, parte integrante e fondamentale della sua vita, che possono ammirare orgogliosi i capolavori di questo nipote davvero speciale.
Matite e pennarelli hanno poi lasciato il posto ai colori acrilici e ad olio. Col tempo e tela dopo tela, ha continuato a studiare, sperimentare, alternato periodi frenetici e di inattività. Come ogni vero artista, perchè l'arte non si comanda ma si sente e si deve assecondare, ascoltare, vivere, amare.
Guardando i suoi quadri si puo' notare il suo amore per le scene composite e studiate, ma anche quelle d'impulso, e la predilezione dei toni primari (giallo, blu e rosso) le contrapposizioni tra i colori complementari (viola, verde e arancio), l'uso generoso del colore e i contorni definiti.
Nelle sue tele, c'è il suo mondo, la sua quotidianità, i suoi affetti, il mondo attuale con tutti i momenti belli e le tragedie.
Ama l'arte contemporanea, tra i pittori che ammira di piu', ci sono Cézanne, Van Gogh, August Macke, Franz Marc, l'espressionismo tedesco piu' in generale, Matisse e i Fauves (termine che in francese significa "belve, selvaggi" e col quale si indica un gruppo di pittori, perlopiù francesi, che all'inizio del Novecento han dato vita ad una breve, fino al 1908, ma importantissima impronta nell'evoluzione dell'arte. Questi pittori erano appunto Henri Matisse André Derain, Maurice de Vlaminck, Henry Manguin e Charles Camoin). 
Adora l'immenso, come lo definisce lui, Guttuso e " I sei di Torino" per rimanere nel territorio piemontese, (gruppo costituito nel 1928 da Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio ed Enrico Paulucci) e apprezza moltissimi artisti noti e meno noti, scovati sulle varie piattaforme on line, dove condivide la propria arte.

Da poco piu' di un anno ha deciso di condividere la sua arte con l'apertura di un sito web, e con i social. Partecipa ad Artissima 2015, finalista del Concorso Sunday Painters organizzato da La Stampa e da gennaio 2016 collabora con il blog MTChallenge, creando ogni mese un dipinto legato alle tematiche affrontate nel corso delle sfide culinarie. E tutte noi, siamo ansiose di vedere quale meraviglia "sforna" per l'occasione. In questo contesto, ha avuto modo di esporre queste tele ed altre opere a tema culinario, nel corso della presentazione del libro "Torte salate" avvenuta nel mese di aprile alla Piazza dei mestieri di Torino. E' stato un successo su tutti i fronti . 
Se volete ammirare le sue opere, e davvero lo consiglio, andate qui o qui. Ne rimarrete sicuramente colpiti.
Altro di lui non saprei narrare. Ma di una cosa sono certa. Alessandro, già affermato e riconosciuto artista oggi, sarà sempre piu' affermato e riconosciuto nei giorni a venire. Perchè non puo' essere altrimenti. Certamente il mondo Artistico, quello con la A maiuscola, in generale, non è facile. Ne so qualcosa, anche se nel campo della musica classica. Ma lui ha saputo conquistare il pubblico con le sue opere "colorate" e dirette, che non passano inosservate. 

E come non invidiare la sua morosa, Giulia, che ho incontrato piu' volte, anche lei un'artista e cuoca, che assiste alla creazione di queste magnifiche tele? Per lei, diventa quasi un'"abitudine", non per banalizzare ovviamente, ma fa parte della sua vita, svegliarsi la mattina e imbattersi in questi colori e capolavori.Un inizio di giornata davvero speciale e grandioso! In ogni caso, per tutti, un bellissimo dono da parte di questo giovane artista.

Perchè ho scelto proprio la tela "Pesce azzurro", tra tutti? Perchè come lui ha detto, andando al mercato è stato attirato da queste alici, e io, che adoro questo pesce, sono stata colpita dal modo diretto con il quale lo ha rappresentato. Non ci sono da fare tanti giri di parole per descrivere la tela. Colpisce punto e basta. Con i loro occhioni spalancati, le sfumature intense color del mare, la loro "vitalità" ormai impossibile da essere presente.

E ho voluto "riprodurre" alla mia maniera questa sua tela. Anzi, avrei voluto. Si, perchè il mio intento è riuscito per metà. Mandare il marito a fare la spesa, dire prendi le alici, senza specificare che dovevano essere intere da pulire, come faccio sempre, perché mi sembrava una precisazione superflua, tornare a casa, aprire il frigorifero e vedere la confezione di alici già decapitate ed eviscerate...bè, non potete capire...un disastro...un disastro...ma ormai era fatta. Ho dovuto fare una modifica e via. Il piatto, dal punto di vista visivo, non richiama l'originale, se non per qualche colore, mentre dal punto di vista gustativo, direi che mi ha lasciata soddisfatta. 
Ma l'importante, in questo mio contributo, non era tanto parlare del mio semplice piatto, ma farvi conoscere questo grande artista. E spero di aver suscitato la vostra curiosità.
Ad ogni modo. qui riporto la mia ricetta


Ingredienti
alici, pane grattugiato, aglio, origano e olio extravergine di oliva q.b.

Esecuzione
Pulite le alici e sciacquatele delicatamente sotto il getto dell'acqua. In una terrina da forno, cospargete il fondo con del pane grattugiato aromatizzato con aglio, disponete i filetti di alici. Fate un secondo strato. Decorate con i pomodorini ciliegia tagliati a metà, ricoprendo tutta la superficie. Irrorate con un filo di olio extra vergine d' oliva e infornate a 180° fino a quando i pomodorini non saranno "appassiti"

con questo contributo partecipo alla GN del Cibo nell'Arte

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domenica 15 settembre 2013

Polpo ripieno di melanzana rossa di Rotonda e ricotta lucana




Guardo la data dell'ultima ricetta e...rimango allibita....mai successo di aver trascurato per cosi' tanto tempo il mio blog!!
Purtroppo una serie di imprevisti, notizie piu' o meno belle, lavoro, incombenze capitate tra capo e collo,con scadenze imminenti da rispettare, mi hanno allontanata dal mio angolo di passione-relax per tutto questo tempo!

Cosi, quando ho visto per puro caso il post che parlava del concorso sui sapori della Lucania, mi sono iscritta d'impulso e d'istinto...tanto ho detto, chissà quanti hanno già scritto....figurati ....
E invece dopo poco tempo ecco arrivare la mail di conferma e allora mi sono detta, bene ,quale inizio migliore? Con un concorso che mi porta lontano,perlomeno inizialmente, a conoscere i gusti e i prodotti di una terra a me sconosciuta. Che mi dia di nuovo lo stimolo a dedicarmi alla mia passione, che per i motivi di cui sopra ho dovuto accantonare! Anche perchè tornando a casa alla sera tardi o stanchissima, a volte cenavo solo con una fetta di pane con olio e pepe...o una pastina...o una tazza di latte....triste vero??!!
Cosi, ho deciso che mi dovevo dare uno scossone e riorganizzare un po' tutto quanto...ed eccomi qua, pronta,piu' o meno, a partecipare a questa bellissima iniziativa per il concorso Iochef, con il regolamento e notizie nel blog di Teresa, che vedrà la vincitrice di questo concorso, protagonista insieme ad altre 11 temerarie, coraggiose e motivate amanti della buona cucina,partecipare a un`importante evento dal 7 al 10 ottobre a Metaponto : il 27° Congresso Internazionale della Federazione Italiana Cuochi (F.I.C.)
Cosa conosco della Basilicata? Niente, a parte il mio ex-collega, il libro autobiografico di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, la città di Matera,patrimonio dell'Unesco, famosa per i suoi sassi, e in ultimo, ma non per importanza, al musicista italiano del 1500, Carlo Gesualdo, principe di Venosa.
Per quanto riguarda i prodotti, anche qui devo ammettere la mia ignoranza, escluso per il pane di Matera, che con la sua forma e sapore caratteristici, già mi aveva conquistato!
Ma la melanzana rossa di Rotonda poi!! Io conoscevo solo quella lunga e tonda di colore viola.Quella che se non la metti subito col sale o la cuoci diventa subito nera e sinceramente non fa una bella impressione!
Ma questa è stata veramente una sorpresa! Sembra un pomodoro,con delle venature verdi,arancioni,e quando si taglia sembra davvero l'interno di un pomodoro! E non diventa nera! Il profumo poi assomiglia davvero al fico d'india...E le sue origini sono africane! La storia documenta che molti cittadini di Rotonda, per la necessità di trovare un nuovo lavoro per costruirsi una vita nuova,nel 1935 partirono con l'esercito italiano destinazione Etiopia e una volta conclusa la guerra si stabilirono in quella colonia.Le famiglie che riuscirono a ritornare in patria prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale portarono con se questa curiosa melanzana.E l'adattamento di questa specie al nuovo territorio fu tale,da differenziarsi addirittura dall'originale. Anche se comunque le sue origini non sono state dimenticate...infatti scientificamente il suo nome è Solanum aethiopicum....non si finisce mai di imparare!
E un'altra sorpresa sono stati i fagioli bianchi.A parte il tempo di cottura inferiore perchè il tegumento è sottile e delicato,il che non è da sottovalutare,visti i ritmi frenetici che ci circondano e vorremmo sempre avere a disposizione tutto e quasi subito.Questi fagioli erano la base dell'alimentazione rurale della Valle del Mercure,ricchi di proteine vegetali, tanto da essere chiamati la carne dei poveri.
Sia le melanzane rosse che i fagioli bianchi si utilizzano per la preparazione dei piatti della tradizione che nulla hanno da invidiare ai piatti ricercati e sofisticati.
Potrei proseguire elencando le caratteristiche di ogni prodotto che mi è arrivato per l'occasione.......

Pane di Matera
Olio evo di majatica
Ficotto di Pisticci
Peperone di Senise I.G.P.
Melanzana rossa di Rotonda DOP (in crema)
Fagioli di Sarconi IGP
Cacioricotta o ricotta lucana
Pomodoro Ciettàicale di Tolve
Ceci neri

ma davvero non finirei piu'! Lascio a voi il piacere e la curiosità di documentarvi.....

Perchè ho utilizzato il polpo? Perchè tra i pesci consigliati per la partecipazione (elencati sotto), mi sembrava il piu' semplice e piu' facilmente reperibile. Chi volesse conoscere le caratteristiche delle altre specie le trova spiegate qui.

Mormora
Seppia
Cefalo
Gallinella
Sauro
Pesce serra
Sciabola o bandiera
Triglia agostinella
Polpo
Pettinessa
Palamita
Rombo
Lucerna o pesce prete

 e ora passo alla descrizione della mia ricetta.....

Un ultima precisazione,che è anche un mio pensiero personalissimo e magari non condivisibile ma....ho preferito lasciare gli ingredienti il piu' naturale possibile,nel senso che avrei potuto frullare i fagioli e ceci e renderli cremosi....glassare o utilizzare altri tipi di cottura o presentazione.
Ma i prodotti ricevuti sono talmente buoni al naturale che mi sembrava quasi un peccato,un sacrilegio, snaturarli presentandoli in maniera innovativa e "moderna" o tentare tipi di cottura alternativi e innovativi.
Un prodotto ottimo e della tradizione si deve gustare cosi com'è,anche col rischio di passare per poveri di inventiva e fantasia.La tradizione e i piatti di famiglia sono una cosa "sacra",che vanno rispettati e fatti conoscere per quello che sono e come ce li hanno tramandati.

Ingredienti
polpo
melanzane rosse di Rotonda
Fagioli di Sarconi IGP
ceci neri di Pomarico
ricotta lucana
melanzane di Rotonda DOP in crema
olio evo
pomodoro Ciettàicale di Tolve

Esecuzione
Mettete a bagno i fagioli bianchi e i ceci neri al mattino (se volete cucinare per la sera questo piatto)
Tagliate le melanzane a fette non troppo sottili e cospargetele con un pizzico di sale,per circa 30 minuti. Sciacquatele e fatele cuocere in una padella antiaderente con un goccio di olio evo. Fate appassire e tagliatele poi sottilmente.

In due tegamini fate cuocere separatamente i fagioli e i ceci coprendoli di acqua e un goccio di olio evo.

Tagliate a cubetti sottili la ricotta e a forma di cuore per la decorazione.

Tagliate a listarelle sottili qualche pomodorino secco e irroratele con un goccio di olio evo

Fate bollire l'acqua in una pentola capiente.Prendete il polpo per i tentacoli e immergetelo per tre volte.Per reazione si chiuderà "a fiore".
Buttate via l'acqua e utilizzate acqua fredda. Aggiungete una gamba di sedano e qualche carota,sale e il polpo. Fate cuocere per due ore.Lasciatelo raffreddare e separate la parte centrale del polpo dai tentacoli e riempitela con la melanzana e la ricotta.



In un piatto da portata versate qualche cucchiaiata di Crema di melanzana ,adagiate il polpo ripieno. e cominciate a decorare il piatto con gli altri ingredienti precedentemente cucinati.Una grattugiata di peperone di Senise e....il polpo è servito!




con questa ricetta partecipo al concorso........

incrociando le dita.....