La cucina.Luogo dove sperimentare e perfezionare.Ogni piatto è legato a un ricordo della mia infanzia,di un viaggio o semplicemente a un momento condiviso in allegria.Dove anche un semplice piatto di pasta ha un sapore sublime. Perchè la sapiente combinazione di ingredienti e amore per cio' che si sta cucinando crea un sapore e un ricordo unici.Come la sapiente combinazione di note e interpretazione di Musicisti e del Direttore d'Orchestra creano una Musica che ti porti nel cuore.Per sempre.
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Visualizzazione post con etichetta dolci di pasqua. Mostra tutti i post
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mercoledì 24 aprile 2013
L'ultima colomba di primavera.....(con lievito madre di Morandin)
Come dicevo la volta scorsa qua,è stata un'impresa mica da ridere quest'anno la scelta della ricetta della colomba!
Ma dopo che la prima versione con il lievito madre è stata veramente un grande successo,ho bissato con la versione al cioccolato ed è stata una soddisfazione ancora piu' grande!
Morbida e soffice ancora piu' della prima,una vera sorpresa,anche perchè fino a che non l'ho tagliata,come l'altra del resto, non mi sono potuta rendere conto di come fosse,se cotta al punto giusto,se il cioccolato fosse ben distribuito....cioccolato che mi ha creato un momento di panico nel momento della glassatura!
Una mia collega mi ha portato delle uova che hanno regalato ai suoi figli,che,svanito il momento iniziale per vedere la sorpresa,hanno dimenticato proprio il cioccolato!
Cosi ho pensato bene di utilizzarlo,spezzettato,nell'impasto finale. E fino a qui niente di strano.
La brutta sorpresa l'ho avuta al momento della glassatura.Scaldo a bagnomaria le uova,cominciano a sciogliersi delicatamente e lentamente,e,nello stesso istante in cui penso,eh ma guarda che bella cremina al cioccolato è venuta....ha incominciato ad addensarsi,a diventare grumoso e ammappazzato.....nooooo....
non sapevo piu' come fare,ho aggiunto un po' di panna fresca,che al momento ha risciolto il cioccolato,ma poi di nuovo raggrumato....disperazione...cosi' all'ultima aggiunta di panna,cogliendo l'attimo giusto di liquidità,l'ho spiaccicato sulla colomba e distribuito gli zuccherini....ma non mi piaceva nemmeno un po' il risultato ottenuto....e comunque,nonostante la glassa non fosse belle liscia e lucida ma un po' piu' rustica,è stata apprezzata anche in questa versione...mah!
Morale della favola: non usate il cioccolato al latte per fare la glassa,ma quello fondente!
Non mi ripeto nell'elencatura degli ingredienti e procedimento che potrete trovare integralmente QUA
Nella foto si vedono le fasi delle lievitazioni e la consistenza dell'impasto......
e le fasi della "pirlatura" (foto 1 e 2) (su Asse di legno massello di GP&me ) la posa dell'impasto nel pirottino (foto 3 e 4)
e il risultato dopo l'ultima lievitazione di 7 ore (foto 5)
E nella foto 6 la glassatura moooolto rustica!!!
La versione con gocce di cioccolato suggerita da Morandin è questa:
É sufficiente eliminare quanto segue dal 2° impasto :
Arancia candita cubettata,165gr e cedro candito cubettato,55gr.
Sostituire con : 175gr di gocce di cioccolato semi fondente fredde di frigorifero.
Inoltre (da fare la sera): in un padellino fare fondere il burro del 2° impasto e ai primi sfrigolii spegnere e aggiungere la buccia grattata di 1 arancia.Coprire con pellicola e riservare in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
Nel momento dell'aggiunta degli aromi se avete della buona pasta di arancia aggiungetene un cucchiaino.
Bene,e con questa versione cioccoltosa si chiude il ciclo delle colombe...anche se i colleghi mi hanno fatto notare che ci sono le colombe con la crema al pistacchio,al limoncello,alla crema,alla.....si lo so!!!
Ma ormai è passato il periodo...anche se oggi,mentre ci stavamo gustando una splendida torta preparata dalla collega,un delizioso pan di Spagna con fragole e crema...mi hanno detto....la prossima volta ci starebbe bene una versione salata....che ne dici di un bel.....panettone gastronomico?........naaaaaaaaaa.....vi assicuro che i calendari sono stati tutti aggiornati,ma a quanto pare....la gola non conosce stagioni e mesi!!
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mercoledì 6 marzo 2013
Pastiera di maccheroni
La Pasqua si avvicina e il contest di Quanti modi di fare e rifare di Anna e Ornella è già arrivato!
Se il mese scorso siamo andati in Svezia, questa volta ritorniamo in Italia e andiamo tutti insieme a casa di Francesca che abita a....Birkenau...ma Birkenau si trova in Germania!! Già, ma Francesca è una vesuviana trapiantata a Essen!! E da brava italiana porta di sicuro i ricordi, i colori e i sapori della sua assolata terra, in quella fredda città tedesca.
Ci siamo stati nel mese di giugno di 13 anni fa a Napoli e dintorni, quando Rino insegnava al Conservatorio di Avellino. Si dormiva ad Atripalda, e abbiamo girato per Avellino, Pompei, Pozzuoli. Ricordo il caldo infernale della Solfatara, la bellezza dei Musei di Napoli, la magia di Pompei, la tranquillità di Atripalda. La pizza incantevole a dir poco, le paste giganti, la disponibilità di alcune persone......
Francesca, ci ha fatto conoscere un dolce tipico del periodo pasquale che è veramente gustoso, anzi, di piu'!! Semplicissimo da fare e sicuramente originale. Non avrei mai pensato di proporre i cappellini in versione dolce! E la consistenza della pasta, addolcita dal latte e dai canditi, bè....provatela perchè veramente ne vale la pena. Sono quelle ricette della tradizione che ogni famiglia si tramanda, che trasmettono calore, amore e una continuità in quei gesti che andrebbe altrimenti persa. Che si mangiano fin da piccoli, e diventano cosi proprie, che è una specie di rito riproporle ai nostri cari e agli amici. Sono quei piatti tipici che non passano inosservati, che sono semplici, ma che trasmettono un vissuto e un'esperienza che solo chi li ha "toccati" con mano da sempre puo' capirne l'importanza. Ed è anche bello scoprire i piatti della tradizione delle altre regioni. Ognuna con il proprio cavallo di battaglia. Cosi' diverso da tutti gli altri. Ma che ci unisce come un invisibile filo conduttore che è fatto di vecchi ricordi, sapori e nostalgia per un tempo che ormai non torna piu' e orgoglio delle proprie origini.
Infatti non per niente Francesca conclude la sua ricetta dicendo che...Questa pastiera è per me un tuffo nel passato a mia nonna che la preparava al suo grembiule appuntato con gli spilli.....al profumo di fiori d'arancio e zucchero bruciato, alla pastiera di una volta....
Ingredienti
500g capellini
1l latte
1kg zucchero
12 uova
100g sugna
100g pezzetti di cedro canditi
sale
acqua di fiori d'arancio
sugna e farina per la teglia
Si bollono gli spaghettini nell'acqua poco salata e si scola l'eccesso di acqua lasciandone tanta da coprirli. Alla pasta si aggiunge il latte, la sugna, lo zucchero ed infine le uova sbattute, i canditi e l'acqua di fiori d'arancio.
Si cucina la pastiera in una teglia capiente unta di sugna e spolverata di farina.....1h a 200 gradi
Questa pastiera è per me un tuffo nel passato a mia nonna che la preparava al suo grembiule appuntato con gli spilli.....al profumo di fiori d'arancio e zucchero bruciato, alla pastiera di una volta....
con questa ricetta partecipo al contest di
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lunedì 16 aprile 2012
La colomba...il gran finale
....col botto quasi!!! Questa è stata sfornata proprio per i colleghi , visto che avevano apprezzato quella precedente , e per la serie , ma la colomba la puoi fare anche se non è piu' Pasqua....in pratica molto sottilmente mi avevano fatto capire che avrebbero bissato volentieri ! Cosi' ieri mattina , domenica....come al solito alle 04.12 ecco che mi si splancano gli occhi...uff , che si fa a quell'ora ? Dopo un po' di tentativi per riaddormentarmi andati a vuoto , riguardo la sveglia ed erano le 05.30...e allora che si fa ? Ci si alza silenziosamente , si va in cucina e....si prepara la colombaaaaa !!! Cosi' alle 06.00 in punto comincia la preparazione del lievitino....e via via tutto il resto del procedimento che trovate , se volete sbirciare , proprio
qui ....ma ho fatto una modifica sui tempi di lievitazione , ed è forse per questo che il risultato è stato ancora migliore della volta scorsa. Infatti il quarto impasto , anzichè lasciarlo lievitare tutta la notte , l'ho lasciato quasi 3 ore.....risultato , era molto piu' soffice e sapeva meno di lievito....
Quando l'ho estratta dal forno mi sono sentita orgogliosa della mia creazione , io , che non mi vanto perchè non mi piace...mi son detta questa volta ma brava!
E anche i colleghi hanno aprrezzato alla grande , ancora piu' dell'altra. E questo è quello rimasto , gentilmente lasciato da riportare a casa per farlo assaggiare a marito e figlia....
e mi hanno eletto la cuoca dell'ufficio...o di lunedi , per iniziare meglio la settimana , o venerdi per tirarsi un po' su , o quando mi viene l'ispirazione....ecco che quando mi vedono arrivare con la borsa un po' piu' grande del solito , intuiscono che la giornata prevede un fuori programma ...
....ci vediamo alla prossima colomba....
qui ....ma ho fatto una modifica sui tempi di lievitazione , ed è forse per questo che il risultato è stato ancora migliore della volta scorsa. Infatti il quarto impasto , anzichè lasciarlo lievitare tutta la notte , l'ho lasciato quasi 3 ore.....risultato , era molto piu' soffice e sapeva meno di lievito....
Quando l'ho estratta dal forno mi sono sentita orgogliosa della mia creazione , io , che non mi vanto perchè non mi piace...mi son detta questa volta ma brava!
E anche i colleghi hanno aprrezzato alla grande , ancora piu' dell'altra. E questo è quello rimasto , gentilmente lasciato da riportare a casa per farlo assaggiare a marito e figlia....
e mi hanno eletto la cuoca dell'ufficio...o di lunedi , per iniziare meglio la settimana , o venerdi per tirarsi un po' su , o quando mi viene l'ispirazione....ecco che quando mi vedono arrivare con la borsa un po' piu' grande del solito , intuiscono che la giornata prevede un fuori programma ...
....ci vediamo alla prossima colomba....
venerdì 6 aprile 2012
Pizza..schiacciata...casatiello...crescia...
Il "La" me lo ha dato il contest di Anna e Ornella dove si proponeva appunto la Pizza o Schiacciata di Pasqua . Mi ha incuriosito il fatto che avesse già due definizioni e allora mi sono chiesta ma nelle altri regioni come verranno chiamate queste preparazioni tipiche del periodo pasquale? Ho fatto un giro e ho trovato un sacco di informazioni! Anche qui, alcuni nomi conosciuti , ma sui quali non mi sono mai soffermata a pensare a quel filo conduttore , che mai , come in cucina , ho notato ci unisce da nord a sud....
Cosi' ho riscoperto alcuni usi e costumi delle varie popolazioni , che ad ogni festa comandata o no , risplovera i piatti della tradizione , legati ad antichi rituali e alle rappresentazioni religiose , usa il servizio buono , e festeggia con parenti e amici l'evento .
Cominciamo il viaggio gastronomico su e giu' per lo stivale allora, partendo da Trieste con la sua Pinza , dolce lievitato, di forma rotonda con tre tagli in superficie. Tipico delle province di Gorizia e Trieste. In questo periodo vengono anche cuciante la Putiza e il Presnitz , che sono di origine slovena.
Scendiamo in terra di romagna con la Zambela ( ciambella ) , dolce tipico che le azdore (massaie) andavano a cuocere al forno la domenica della palme e proseguiamo fino a Sarsina , in provincia di Forli'-Cesena , dove nel 250 a.c. naque il piu' grande commediografo latino ,Plauto . Nella terza e quarta domenica di marzo e il primo di aprile si svolge la Sagra della Pagnotta Pasquale . La Pagnotta si comincia a mangiare, con l'uovo benedetto, la mattina di Pasqua e si prosegue a gustarla ai pasti anche nei giorni successivi.
Pizza di Pasqua o pasqualina, Torta pasqualina o pasquale: dolce rustico al formaggio, tipico dell'Italia centrale
La pagnottella pasquale è tipica anche delle Marche, dove il pane di Pasqua è chiamato Crescia Brusca.
Questa preparazione era stata un po' dimenticata , ma per fortuna , oggi è ritornata ancora viva e presente sul territorio . L’ingrediente che più la contraddistingue dal pane comune, o dagli altri pani dell’Appennino prodotti durante il periodo pasquale, è la presenza insolita dello zafferano la cui pianta è disseminata un po’ovunque nel territorio.Un pane rituale dalla forma tonda e con la parte superiore segnata dal simbolo della croce. Questa ricetta della tradizione , fortunatamente ritornata in auge , viene presentata durante il primo week-end di Aprile nell’ambito della manifestazione: “Il Prato nel Piatto”.
Immancabile nelle case dell’Appennino toscano, tra Casentino e la Valtiberina toscana, nel periodo pasquale la Panina . Ognuno la chiama in modo diverso e la cucina con delle piccole varianti in base ai propri gusti , fino a trasformarla in un dolce. Nella versione con uvetta e cannella diventa Pan giallo, quando è salata può essere Panina unta, Panina con i ciccioli o semplicemente Panina.
La panina è un pane tipico della zona di Arezzo che si puo' preparare in due versioni : la " panina unta " che ha impasto arricchito con pancetta di maiale toscano (il rigatino) e pepe , e quella con lo zafferano, che conferisce il classico color oro all’impasto e uva passa ed è leggermente dolciastra. Ogni aretino ligio alle tradizione la mattina di Pasqua mangia una fetta di panina con uovo sodo ( benedetto dal prete per i credenti) e fette di salame. E poi la Ciaramiglia, la Ciaccia dolce, la Pagnotta pasquale.
La Schiacciata di Pasqua è tipica della tradizione gastronomica della Toscana, ed è un dolce povero della cucina contadina e della provincia di Pisa, in particolare delle zone di Fucecchio e San Miniato.
Nasce nella seconda metà dell'Ottocento dall'idea delle famiglie contadine, per usare la gran quantità di uova del periodo pasquale per fare un dolce, che servisse a festeggiare la Pasqua.
La schiacciata veniva preparata nel periodo della Quaresima e fino alla Pasqua di Rose (Pentecoste), quando non c'era molto altro da mangiare. Un vero e proprio pan dolce preparato con la pasta di pane arricchita di uova, zucchero e aromi.
La tipicità e la particolarità di questo dolce sta ancora nel processo di lievitazione naturale che avviene in tre fasi "ritoccando" l'impasto, cioè aggiungendovi in due volte gli ingredienti e grazie al calore sprigionato nella classica madia dai vecchi bracieri, utilizzati in quei tempi anche per scaldarsi . Procedimento piuttosto lungo e delicato , la cui buona riuscita dipende in larga parte dalla lievitazione che permette alla schiacciata di divenire soffice e leggera. Tutto il processo deve essere svolto in un luogo molto caldo e umido, privo di correnti d'aria o di sbalzi di temperatura . La Schiacciata viene accompagnata con il vin Santo, con la cioccolata delle uova di Pasqua per la merenda, ma perfetta anche inzuppata .
La pasimata, dolce lucchese tipico della Garfagnana , consumato tradizionalemente durante la Quaresima e, benedetto in chiesa, nel giorno di Pasqua. Il nome significa pasta dolce con zafferano cotta al forno .
Profumi e sapori della tradizione appenninica si ritrovano anche in Umbria ( ad esempio a Città di Castello e dintorni) e in Alta Valle del Tevere dove la tradizione vuole che il giorno di Pasqua le famiglie si riuniscano per la colazione e consumino ricette della tradizione preparate in casa, tra cui non mancano il Crostello ,
preparato con lardo soffritto in padella, al quale vengono aggiunte uova , sale , lardo , strutto ,pepe , buccia del limone e lo zafferano , e la Torta al Formaggio. Mentre a Gubbio, nella settimana santa, si è soliti preparare, secondo ricette molto antiche, la “Crescia di Pasqua” nella variante sia dolce che salata.
In altre parti , il nome "crescia " indica alcuni tipi di focaccia diffusi nelle regioni Marche ed Umbria, tutti imparentati alla celebre piadina romagnola , probabilmente consumata dai soldati bizantini che erano presenti in Romagna . La si trova anche nel nord delle Marche fino ad Ancona , e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.
In altre parti , il nome "crescia " indica alcuni tipi di focaccia diffusi nelle regioni Marche ed Umbria, tutti imparentati alla celebre piadina romagnola , probabilmente consumata dai soldati bizantini che erano presenti in Romagna . La si trova anche nel nord delle Marche fino ad Ancona , e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.
La crescia urbinate, definita anche crescia sfogliata, crostolo o, più raramente, piadina sfogliata, tipica dell'urbinate e del Montefeltro, si prepara con farina, uova, acqua, strutto, sale e pepe. La sfoglia che si ottiene con il mattarello va unta con lo strutto ed arrotolata su se stessa, in modo che rilasci dei pezzi che vanno ad integrarsi con il resto della sfoglia. Schiacciata a disco e cotta, assume una caratteristica struttura a strati, dorata e croccante. Tipicamente si mangia calda con salsiccia, erbe di campo, prosciutto, lonza o formaggio. Una variante, il crostolo di Urbania, prevede la sostituzione della farina di grano con la polenta che resta attaccata al caldaio.
In provincia di Ancona, la crescia si prepara con la stessa pasta del pane, ed è in genere cotta alla griglia, o, in una versione più tradizionale, sotto la brace. Si mangia di solito con erbe di campo, ma la si può accostare anche a salumi come lonza, salame e prosciutto. Una variante fatta con gli avanzi della polenta ripassati sulla piastra è chiamata cresciola nelle zone di Jesi ed Osimo.
Anche nella provincia di Macerata, e nella zona di Gubbio, la crescia si prepara con la pasta del pane, ma assume una consistenza simile a quella della schiacciata toscana. Rotonda, con l'orlo spezzettato e con fossette sulla superficie (che hanno la funzione di trattenere meglio l'olio), si condisce con olio, sale, cipolla o rosmarino. Alcune varianti storiche prevedono l'uso nell'impasto di strutto e ciccioli di maiale (detti anche "grasselli" o "sgriscioli"), e la sostituzione della farina di grano con quella di granoturco.
Proseguendo nelle aree interne della provincia di Ascoli Piceno, ormai lontano dalla zona di dominazione bizantina, la crescia lascia il posto alla focaccia ripiena, o chichì ripieno, più alta della crescia e riccamente farcita.
Nelle Marche settentrionali e centrali, il nome di crescia è usato anche per indicare delle torte salate alte, come la crescia nel pesarese, preparata con un impasto insaporito da formaggio pecorino, che le dona un colore dorato ed un sapore forte e gustoso.
La crescia o pizza di Pasqua dell'anconetano e del maceratese ha come base la preparazione di quella pesarese, ma con l'aggiunta di grossi pezzi di formaggio pecorino, che durante la cottura si gonfiano e lasciano degli alveoli all'interno della crescia; il formaggio che cola all'esterno diventa croccante, e rende particolarmente saporito l'impasto.
Tra le curiosità, è interessante ricordare che ad Offagna (Ancona) esiste un'Accademia della Crescia, che organizza le locali Feste medievali. Questo alimento era così importante, in passato, da dare il nome ad una moneta d'uso corrente, il cresciolo.
La Pigna dolce, tipica della Ciociaria , è un dolce tradizionale dal gusto particolare , dato dall'uvetta , agrumi canditi , cannella , liquore e ricoperta dalla glassa bianca , guarnita da tanti confettini di zucchero colorato. , Questa non assomiglia per nulla ad altri dolci tipici di Pasqua, come la pizza di Terni, la pizza romana o la stessa colomba.
Pizza di Pasqua di Civitavecchia, dolce tipico di Civitavecchia e zone limitrofe. La pasta lievitata dopo la cottura presenta una pellicola scura e l'interno di color nocciola. Ha un inconfondibile profumo di cannella e i pezzettoni di cioccolato la rendono golosissima. Si può mangiare anche accompagnata da affettati e uova nella classica colazione di Pasqua
Tortano di Pasqua di Gaeta, dolce tipico della città di Gaeta consistente in una ciambella (tipo plumcake) ricoperta di glassa e zuccherini colorati.
Il Tortano di pantera, e il Casatiello sono tipici della tradizione campana , con salumi e una quantità variabile di formaggi , in dialetto "caso" , ecco perchè questo nome al casatiello , che all' esterno ha anche le uova che vengono "fissate" con della pasta .
La Scarcella della Puglia o pizz palumm, è una sorta di grossa ciambella guarnita con uova sode munite di guscio, parzialmente inglobate nell'impasto e fermate da strisce di pasta frolla decorata, infornate .
Le Pie, dolci tipici della Calabria e della tradizione di Mileto sono una sorta di pasta frolla a doppio strato contenente all'interno marmellata di uva con noci e aromi naturali . La Pizza pasqualina o Fragone e la Sguta . La sguta , che significa ovale , viene consumata il giorno di Pasquetta e ha la curiosa forma di un bastone con all'interno uno o piu' uova crude che si cuociono insieme all'impasto del pane stesso.
Le Pie, dolci tipici della Calabria e della tradizione di Mileto sono una sorta di pasta frolla a doppio strato contenente all'interno marmellata di uva con noci e aromi naturali . La Pizza pasqualina o Fragone e la Sguta . La sguta , che significa ovale , viene consumata il giorno di Pasquetta e ha la curiosa forma di un bastone con all'interno uno o piu' uova crude che si cuociono insieme all'impasto del pane stesso.
In Sicilia troviamo la coddura o cuddhura, di derivazione ortodossa, un grosso dolce di forma tonda con incorporate uova col guscio , sempre in numero dispari , che le fidanzate usavano regalare ai fidanzati il girono della Resurrezione . La sua forma non è solo circolare: se ne preparano anche a forma di "campanaru" (campanile) per risuonare le campane al Cristo risorto, a forma di "panarieddu" (cestino) per augurare abbondanza, oppure di "gadduzzu" (galletto o colomba) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze, e a “cuore” per i propri amati.
La Casadina, dolce tipico della Sardegna è realizzato con una sottile sfoglia di pasta racchiuso a mo' di scodellina con i bordi delicatamente frastagliati, ha all'interno un ripieno a base di formaggio (il nome ricorda appunto il nome latino del formaggio) o ricotta e uva passa, così conosciuto nella zona del Logudoro, mentre al centro-sud, nel Campidano è realizzata in forme e ingredienti più o meno simili (sovente con l'aggiunta di zafferano prodotto nel sud dell'isola) col nome di Pàrdula .
Bene , questo viaggio gastronomico finisce qui....dopo aver curiosato tra questi piatti della tradizione , poveri perchè venivao utilizzati gli ingredienti allora reperibili dalle famiglie contadine , ma ricchi , perchè questi ingredienti erano il frutto della fatica e del loro lavoro . Quindi l'abbondanza di strutto , lardo , salumi e formaggi , che ai nostri tempi ce li fanno apparire "pesanti"....ma che al tempo dei nostri avi , dovevano essere consumati per trarre le energie necessarie per lavorare la terra , o alcuni erano talmente poveri da poterseli permettere davvero solo nei giorni di festa. E allora si che era Festa !!
Io , molto modestamente ripropongo la Pizza o Schiacciata di Pasqua con la quale partecipo al contest
Pizza o Schiacciata di Pasqua ( di nonna Maria ) , per "Quanti modi di fare e rifare"
Quando ho visto la ricetta proposta questo mese per il contest " Quanti modi di fare e rifare" , che è un po' inusuale rispetto agli altri , in quanto non ci sono premi ( e allora perchè ci partecipi , mi potrebbe chiedere qualcuna ) , partecipo perchè mi piace...ma la particolarità sta nel fatto che tutte le partecipanti pubblicano la ricetta il 6 di ogni mese alle ore 8....e che curiosità , vedere come tutte hanno re- interpretato quanto proposto !
Dicevo , quando ho visto che si proponeva la Pizza o Schiacciata di Pasqua di Federica , che nella fotografia sembrava un panettone gigante , la mia mente è andata indietro allo scorso anno , quando mi sono cimentata per la prima volta nell'ardua ma soddisfacente impresa di fare la colomba e poi il panettone e il pandoro ....l'ansia durante le fasi della lievitazione , mi alzavo nel cuore della notte per vedere a che punto fosse...insomma ho vegliato ogni fase come se fosse una " creatura". Ma che soddisfazione !!! E che buone le mie creazioni ( me ne vanto un po' dai , anche perchè ne ho fatte 5 di colombe , 3 panettoni , 25 panettoncini per i colleghi , 3 pandori e tutto quanto è stato gradito da chi l'ha ricevuto....). Cosi' per un attimo ho titubato. Ho pensato che ancora una notte in bianco non l'avrei voluta passare , ma poi ha preso il sopravvento il gusto di provare una nuova ricetta ed ecco qua....la mia verione , che non ha subito l'ansia delle scorse preparazioni , ho fatto affidamento al lavoro del lievito e alla luce del forno....e , questa ve la devo racontare...mi sveglio alle 4 di mattina per bere ( uff...altra ora no eh, per venir sete??) , e non sento la gatta che di solito dorme appallottolata in fondo ai piedi del letto. A luci spente , ma guidata dalla luce soffusa che proveniva dalla cucina , entro , e vedo la gatta di fronte al forno , bella bella a rimirare lo sportello illuminato...ahahh....ha vegliato lei al posto mio?
Ingredienti
2 uova (medie)
400gr di farina (metà farina 0 e metà Manitoba)
100gr di zucchero
62ml di Olio extravergine di oliva Dante (56gr)
(nella ricetta originale olio di semi)
62ml di latte intero (62gr)
1 panetto di lievito di birra
scorza grattugiata di 1 limone
1 bustina di vanillina
5gr di sale
il Doratore della Codap
(nella ricetta originale semi di anice e/o ucetta)
Esecuzione
Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido, lasciate riposare per 5 minuti , poi aggiungete circa 70gr di farina, (foto 1) , formate un composto morbido (foto 2) e lasciatelo lievitare in forno intiepidito a 30° e poi spento , lasciando la lampadina accesa per 30-40 minuti (foto 3)
Nella ciotola dell'impastatrice lavorate con il gancio K le uova con lo zucchero, aggiungete la scorza grattugiata del limone, la vaniglia e l'olio a filo e mescolate fino ad avere un composto omogeneo (foto 1) .
A questo punto aggiungete un po' alla volta il resto della farina, amalgamate , unite il panetto lievitato e quando è perfettamente amalgamato (non devono più esserci striature bianche) unite il sale (foto 2) Sostituire il gancio K con quello ad uncino e lavorate a velocità moderata la pasta (che sarà piuttosto morbida) fino a che risulterà ben incordata (a me ci son voluti circa 20 minuti) (foto 3) Mettere a lievitare nel forno sempre con la lampadina accesa per tutta la notte (foto 4)
Al mattino riprendete l'impasto lievitato, (foto 1) , sgonfiarlo e lavorarlo nuovamente (più lo si lavora, più soffice risulterà la schiacciata, cita la ricetta della nonna!), e lasciatelo lievitare ancora al raddoppio (circa 3-4 ore sempre nel forno con la lampadina accesa ) (foto 2)
Dopo la seconda lievitazione, riprendete l'impasto, trasferitelo sulla spianatoia infarinata, impastate e ripiegate per due volte su sè stesso , arrotondate il panetto con la chiusura sotto
e trasferite in uno stampo per panettone o veneziane da 750gr, ( io ho usato quello di 4 panettoncini che mi erano avanzati a Natale , piu' qualche pirottino grande da muffin . Con queste dosi comunque , si possono sicuramente realizzare 6/7 porzioni) e lasciate lievitare ancora fino a che la pasta avrà raggiunto il bordo per circa 3 ore .
Spruzzate sulla superficie il doratore o in mancanza , spennellate la superficie con del tuorlo d'uovo sbattuto con un po' di latte e infornate a 180°C per circa un'ora, versando un bicchiere d'acqua sulla placca del forno , per creare del vapore , che impedirà alla superficie di seccarsi troppo . ( se dovesse succedere copritela con un foglio di alluminio)
La pizza di Pasqua è migliore se gustata nei giorni successivi alla cottura, si conserva bene per un paio di settimane ben chiusa in una busta di cellophane ma si può anche congelare già tagliata a fette: basterà tirarla fuori dal freezer un paio d'ore prima di consumarla.
Non essendo dolce, si presta ad essere consumata anche con il salato (nel teramano è tradizione accompagnarla alle mazzarelle o alla fricassea d'agnello) ma per i piu' golosi gustarla insieme ad un bel pezzo di uovo di cioccolato è il massimo !!!
con questa ricetta partecipo al contest
Dicevo , quando ho visto che si proponeva la Pizza o Schiacciata di Pasqua di Federica , che nella fotografia sembrava un panettone gigante , la mia mente è andata indietro allo scorso anno , quando mi sono cimentata per la prima volta nell'ardua ma soddisfacente impresa di fare la colomba e poi il panettone e il pandoro ....l'ansia durante le fasi della lievitazione , mi alzavo nel cuore della notte per vedere a che punto fosse...insomma ho vegliato ogni fase come se fosse una " creatura". Ma che soddisfazione !!! E che buone le mie creazioni ( me ne vanto un po' dai , anche perchè ne ho fatte 5 di colombe , 3 panettoni , 25 panettoncini per i colleghi , 3 pandori e tutto quanto è stato gradito da chi l'ha ricevuto....). Cosi' per un attimo ho titubato. Ho pensato che ancora una notte in bianco non l'avrei voluta passare , ma poi ha preso il sopravvento il gusto di provare una nuova ricetta ed ecco qua....la mia verione , che non ha subito l'ansia delle scorse preparazioni , ho fatto affidamento al lavoro del lievito e alla luce del forno....e , questa ve la devo racontare...mi sveglio alle 4 di mattina per bere ( uff...altra ora no eh, per venir sete??) , e non sento la gatta che di solito dorme appallottolata in fondo ai piedi del letto. A luci spente , ma guidata dalla luce soffusa che proveniva dalla cucina , entro , e vedo la gatta di fronte al forno , bella bella a rimirare lo sportello illuminato...ahahh....ha vegliato lei al posto mio?
Ingredienti
2 uova (medie)
400gr di farina (metà farina 0 e metà Manitoba)
100gr di zucchero
62ml di Olio extravergine di oliva Dante (56gr)
(nella ricetta originale olio di semi)
62ml di latte intero (62gr)
1 panetto di lievito di birra
scorza grattugiata di 1 limone
1 bustina di vanillina
5gr di sale
il Doratore della Codap
(nella ricetta originale semi di anice e/o ucetta)
Esecuzione
Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido, lasciate riposare per 5 minuti , poi aggiungete circa 70gr di farina, (foto 1) , formate un composto morbido (foto 2) e lasciatelo lievitare in forno intiepidito a 30° e poi spento , lasciando la lampadina accesa per 30-40 minuti (foto 3)
Nella ciotola dell'impastatrice lavorate con il gancio K le uova con lo zucchero, aggiungete la scorza grattugiata del limone, la vaniglia e l'olio a filo e mescolate fino ad avere un composto omogeneo (foto 1) .
A questo punto aggiungete un po' alla volta il resto della farina, amalgamate , unite il panetto lievitato e quando è perfettamente amalgamato (non devono più esserci striature bianche) unite il sale (foto 2) Sostituire il gancio K con quello ad uncino e lavorate a velocità moderata la pasta (che sarà piuttosto morbida) fino a che risulterà ben incordata (a me ci son voluti circa 20 minuti) (foto 3) Mettere a lievitare nel forno sempre con la lampadina accesa per tutta la notte (foto 4)
Al mattino riprendete l'impasto lievitato, (foto 1) , sgonfiarlo e lavorarlo nuovamente (più lo si lavora, più soffice risulterà la schiacciata, cita la ricetta della nonna!), e lasciatelo lievitare ancora al raddoppio (circa 3-4 ore sempre nel forno con la lampadina accesa ) (foto 2)
Dopo la seconda lievitazione, riprendete l'impasto, trasferitelo sulla spianatoia infarinata, impastate e ripiegate per due volte su sè stesso , arrotondate il panetto con la chiusura sotto
e trasferite in uno stampo per panettone o veneziane da 750gr, ( io ho usato quello di 4 panettoncini che mi erano avanzati a Natale , piu' qualche pirottino grande da muffin . Con queste dosi comunque , si possono sicuramente realizzare 6/7 porzioni) e lasciate lievitare ancora fino a che la pasta avrà raggiunto il bordo per circa 3 ore .
Spruzzate sulla superficie il doratore o in mancanza , spennellate la superficie con del tuorlo d'uovo sbattuto con un po' di latte e infornate a 180°C per circa un'ora, versando un bicchiere d'acqua sulla placca del forno , per creare del vapore , che impedirà alla superficie di seccarsi troppo . ( se dovesse succedere copritela con un foglio di alluminio)
Non essendo dolce, si presta ad essere consumata anche con il salato (nel teramano è tradizione accompagnarla alle mazzarelle o alla fricassea d'agnello) ma per i piu' golosi gustarla insieme ad un bel pezzo di uovo di cioccolato è il massimo !!!
con questa ricetta partecipo al contest
giovedì 5 aprile 2012
Colomba dorata...
Dorata perchè....ho scoperto un fantastico prodotto per dorare la superficie dei dolci .Tutto è iniziato quando son ritornata a casa dal lavoro , e mi ero già prefissata di fare la colomba anche quest'anno . Ho fatto due calcoli veloci e mi sono accorta che avrei " sforato" e finito anche questa volta in notturna , come lo scorso anno ! Ma ormai avevo deciso e alle 17 ho incominciato con la prima fase dei lavori . I successivi passaggi combaciavano con la preparazione della cena , la cena ecc....e l'ultima con la messa nello stampo dell'impasto , per il riposo notturno...Alle 3 di mattina ecco che gli occhi si spalancano . Complice anche Rino , che aveva in pratica raso al suolo l'intera Foresta Amazzonica....già che ero sveglia mi sono detta , cià che vado a vedere a che punto è la lievitazione....e guidata dalla luce del forno sono andata in cucina e....mamma mia!!! Era lievitata in modo stupendo e mi sono detta , perchè aspettare? Allora ho deciso che l'avrei cotta e portata la mattina stessa al lavoro...Alle 4,15 un trillo squarcia il silenzio che regnava in casa....ma cosa punti il timer...dai i numeri ? mi dice Rino ! Quando han suonato timer e sveglia ( si , perchè Rino si alzava a quell'ora ) e mi sono alzata anche io , ho pensato , che meraviglia sarebbe , tutte le mattine svegliarsi e alzarsi con il profumo di un dolce appena sfornato....un inizio di giornata in dolcezza !
Morale della favola: ho messo la colomba ancora calda in un sacchetto , e quando sono salita sul pulmann , le solite compagne di viaggio han detto, ma che profumo di colomba! Come me l'hanno invidiata !
E come l'hanno apprezzata i colleghi....anche se per prendermi in giro mi dicevano, scusa, il nome della pasticceria dove l'hai comprata? si si , hai tolto la confezione dal cartone....per poi dirmi con sincerità che era proprio buona !
Per la serie , cosi fresca che piu' fresca non si puo'....
450 gr farina manitoba
2 uova
100 gr burro
140 gr zucchero
40 gr latte
1 panetto di lievito di birra
sale q.b.
frutta candita
Mandorle e granella di zucchero per guarnire
per la glassa
il Doratore della Codap
oppure
1 albume
1 cucchiaio di zucchero
tempo di preparazione 1 h piu' 5/6 h di lievitazione
Esecuzione
(per ottenere una buona lievitazione preriscaldate il forno a 30° , spegnetelo e lasciate accesa la lampadina)
Primo impasto:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido ed impastatelo con circa 40 gr di farina (foto 1) . Fatelo lievitare in luogo tiepido o nel forno con la lampadina accesa , per 20 minuti (foto 2)
Secondo impasto:
Aggiungete al primo impasto 100 gr di farina e 130 gr di acqua tiepida. Fate lievitare per altri 40 minuti .
Terzo impasto:
Unite all'impasto ottenuto (foto 1) ancora 100 gr di farina, 20 gr di zucchero e 20 gr di burro sciolto a temperatura ambiente. Lavorate bene l'impasto fino ad avere una pasta che si stacca dalla ciotola ( foto 2 ) e fate lievitare per 60 minuti .
Quarto impasto:
Passati i 60 minuti il risultato è come nella foto 1 . Aggiungete la farina e lo zucchero restanti . Unite le uova , due pizzichi di sale , la frutta candita tagliata a dadini e il burro , solo quando le uova sono state ben incorporate all'impasto . Il composto risulterà inizialmente appiccicoso , ma andrà lavorato fino a quando si staccherà dalla ciotola ( foto 2 )
Lasciate lievitare per minimo due ore ( io l'ho lasciata tutta la notte ) nel forno con la lampadina accesa ( foto 3)
A questo punto , lavorate brevemente l'impasto anche con le mani, per sgonfiarlo e sistematelo nel tradizionale stampo per colomba ( foto 2 ) . Fatelo nuovamente lievitare per un'ora fino a quando avrà quasi raggiunto il bordo ( foto 2 )
Spruzzate in modo uniforme la superficie con il Doratore , o con la glassa preparata montando leggermente l'albume con lo zucchero . Stendetela sulla superficie , cospargete di granelli di zucchero e mandorle intere ( foto 1 ) . Cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa 40 minuti ( foto 2 )
il risultato ü questo...una morbidissima colomba con una croccante e dorata superficie ....
la lievitazione è risultata un po' diversa da quella fatta lo scorso anno , che trovate qui http://saporiinconcerto.blogspot.it/2011/04/colombissima.html e qui http://saporiinconcerto.blogspot.it/2011/05/cioccolomba.html
ma il risultato è sicuramente riuscito!
E con questa ricetta auguro a tutti Buona Pasqua e partecipo al contest
domenica 19 febbraio 2012
Colomba e contest....
Chissà se quest'anno mi cimentero' nuovamente nella preparazione della colomba ! Dal momento che mi erano venute bene , tanto che ne ho preparate ben 5 e mi è avanzato uno stampo....eh si , mi sa che almeno quello lo dovro' utilizzare ! Se penso alle ore di sonno perse , passate davanti allo sportello del forno a vegliare l'impasto o a puntare la sveglia per curare le lievitazioni!!! Ahahah...pero' il risultato ha ripagato ogni sforzo fatto !
Intanto lascio il link della colomba della Pasqua scorsa.....spero vi piaccia!!!
http://saporiinconcerto.blogspot.com/2011/04/colombissima.html
con questa ricetta partecipo al contest
http://aboutfoodrecepies.blogspot.com/2012/02/2-contest-pasqua-lievitata.html?spref=fb
e al contest
Intanto lascio il link della colomba della Pasqua scorsa.....spero vi piaccia!!!
http://saporiinconcerto.blogspot.com/2011/04/colombissima.html
con questa ricetta partecipo al contest
http://aboutfoodrecepies.blogspot.com/2012/02/2-contest-pasqua-lievitata.html?spref=fb
e al contest
martedì 26 aprile 2011
ColomBISsima
Ecco qua un'altra versione della ricetta della colomba. Non che quella sperimentata la volta scorsa (Cuor di colomba) non fosse riuscita bene, anzi! Ma questa volta, a detta anche di chi l'ha assaggiata, è riuscita ancora meglio! Sarà la musica rilassante che stavo ascoltando mentre la preparavo (Vivaldi, il Largo del Concerto per chitarra in Re maggiore) ?. Sarà perchè la ricetta prevedeva un bel po' di lievitazioni? Sarà perchè la mia amica Cristina mi ha procurato le pirottine della colomba, quelle che usano in pasticceria, quindi non potevo fare brutta figura? Sarà che le ho preparate con tanto amore, pensando alle persone alle quali erano destinate? Sarà quel che sarà. Sta di fatto che sono veramente soddisfatta del risultato!
Ne ho preparata una con i canditi per i miei amici Alice e Andrea e una al cioccolato per mio mio fratello Lorenzo e sua moglie Elena.
Non lasciatevi scoraggiare dalla lungaggine della ricetta. E' meno complicato di quanto si possa pensare! Non abbiate fretta e procedete passo per passo nella preparazione. Programmate bene l'ora, tenendo conto di tutte le lievitazioni, che in totale sono di 11 ore , altrimenti....vi sveglierete nel cuore della notte a sbirciare nel forno se è lievitata o no! Abbiamo sacrificato ( io e mio marito) un po' di sonno nel "vegliare" la colomba, ma poi che felicità nel vedere che era riuscita cosi' bene!!!
Ingredienti:
Per l'impasto :
450 gr farina manitoba
100 gr burro
140 gr zucchero
40 gr latte
25 gr lievito di birra ( il panetto fresco)
2 uova intere
Per la farcitura:
150 gr di arancia candita
150 gr cedro candito
oppure
200 gr cioccolata amara
Per la glassa:
1 albume
75 gr zucchero a velo
15 mandorle spellate (armelline)
5 mandorle
Per la decorazione:
zucchero in granella - mandorle q.b.
Cottura: 40/50 minuti
Lievitazioni : 11 ore ( il quarto impasto lasciarlo lievitare dalle 3 alle 8 ore, comunque non meno di 3)
Ne ho preparata una con i canditi per i miei amici Alice e Andrea e una al cioccolato per mio mio fratello Lorenzo e sua moglie Elena.
Non lasciatevi scoraggiare dalla lungaggine della ricetta. E' meno complicato di quanto si possa pensare! Non abbiate fretta e procedete passo per passo nella preparazione. Programmate bene l'ora, tenendo conto di tutte le lievitazioni, che in totale sono di 11 ore , altrimenti....vi sveglierete nel cuore della notte a sbirciare nel forno se è lievitata o no! Abbiamo sacrificato ( io e mio marito) un po' di sonno nel "vegliare" la colomba, ma poi che felicità nel vedere che era riuscita cosi' bene!!!
Ingredienti:
Per l'impasto :
450 gr farina manitoba
100 gr burro
140 gr zucchero
40 gr latte
25 gr lievito di birra ( il panetto fresco)
2 uova intere
Per la farcitura:
150 gr di arancia candita
150 gr cedro candito
oppure
200 gr cioccolata amara
Per la glassa:
1 albume
75 gr zucchero a velo
15 mandorle spellate (armelline)
5 mandorle
Per la decorazione:
zucchero in granella - mandorle q.b.
Cottura: 40/50 minuti
Lievitazioni : 11 ore ( il quarto impasto lasciarlo lievitare dalle 3 alle 8 ore, comunque non meno di 3)
PRIMO IMPASTO:
Sciogliere il lievito nel latte tiepido ed impastarlo con 40 gr di farina. Farlo lievitare in un luogo tiepido per 20 minuti (nel forno spento con la lampadina accesa). Si otterrà questo risultato: SECONDO IMPASTO:
Aggiungere al primo impasto, 100 gr di farina e 130 gr di acqua tiepida. Far lievitare per altri 40 minuti sempre nel forno, questa volta preriscaldato a 30° e poi spento, ma sempre con la lampadina accesa :
TERZO IMPASTO:
Unire all'impasto precedente, ancora 100 gr di farina, 20 gr di zucchero e 20 gr di burro fuso ma freddo. Lavorare bene l'impasto fino ad ottenere una palla che si stacca dalla ciotola. Lasciar lievitare ancora 60 minuti sempre nel forno preriscaldato e con luce accesa, con una ciotolina di acqua bollente per creare un ambiente umido:
QUARTO IMPASTO:
All'impasto cosi' ottenuto aggiungere la farina e lo zucchero restanti. Unire le uova e due pizzichi di sale. Quando le uova sono bene incorporate aggiungere il burro fuso. L'impasto all'inizio risulterà appiccicoso, ma poi si staccherà dalla ciotola. Lasciar lievitare anche fino ad 8 ore (quindi una notte intera se preparate l'impasto di sera) :
QUINTA LIEVITAZIONE:
Lavorare brevemente l'impasto per sgonfiarlo e aggiungere i canditi tagliati a dadini. L'impasto risulterà molto "gommoso" :
Sistemare l'impasto nello stampo da 1 kg per colomba. Farlo lievitare ancora per 1 ora sempre nel forno preriscaldato, con la luce accesa .
Nel frattempo preparare la glassa : tritare le mandorle con lo zucchero in un macinino da caffè ( lo zucchero si trasformerà in zucchero a velo), sbattere leggermente l'albume e unire le mandorle e lo zucchero tritati. Il composto dovrà essere un po' liquido ma non troppo:
Stendere la glassa sulla superficie della colomba, delicatamente, altrimenti si richia di sgonfiare l'impasto.
Cospargere di granella di zucchero e di mandorle.
Cuocere in forno preriscaldato a 160° per 40/50 minuti
Il risultato finale sarà questo......
....e poi questo.....
Se si vuole invece preparare la colomba al cioccolato, il procedimento è identico in tutti i passaggi e le lievitazioni, ma invece di aggiungere i canditi si aggiungerà la cioccolata tagliata grossolanamente a pezzetti:
...e questo è il risultato finale......
.....un delizioso cuore di cioccolato.....
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