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Visualizzazione post con etichetta Garfagnana. Toscana. Mostra tutti i post
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sabato 7 novembre 2015

Blog tour Aifb in Garfagnana. Atto terzo (e ultimo)


....Come temevamo, il tempo è veramente pessimo e occorre mettere in atto il piano B. Ecco che Antonella Poli, Responsabile dell'Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica Garfagnana, che ci ha accompagnato durante tutti questi giorni, in quattro e quatt'otto ci ha organizzato due visite al posto di quelle che dovevamo effettuare e purtroppo cancellate per le condizioni metereologiche avverse....ma il cambio è stato apprezzato da ognuna di noi.
Cosi', invece di andare nei castagneti e nel metato, siamo andati in un allevamento di trote appena sotto lo splendido Eremo di Calomini: l' Allevamento La Jara, dove nelle acque del torrente Turrite di Gallicano, i fratelli Lorenzi allevano, unici in Toscana, le trote gialle, dette giapponesi, utilizzando acque di sorgente e vasche in cemento che vengono mantenute costantemente pulite per garantire la migliore qualità del pesce. Questo allevamento è dotato di un impianto di filettatura del pesce e di un impianto artigianale per l'affumicatura della trota che utilizza i legni aromatici della foresta dell' Eremo di Calomini.
Ci spiega che mentre in natura, le trote femmine, svuotano le uova in acqua passando attraverso i sassi e le pietre del fiume che "schiacciano" il loro corpo, questa operazione nel vivaio, viene fatta manualmente, come ci mostra uno dei due fratelli.


Seconda tappa al Podere Concori una vigna biodinamica gestita dal giovane Gabriele Da Prato, ex musicista di trombone, che ci racconta di come nasce il suo vino il concetto di vigna biodinamica

Il suo sguardo e le sue parole, ci trasmettono tutto l'amore che ha per questa terra e per quello che è riuscito a realizzare. E non gli si puo' dare torto, perchè il vino che abbiamo assaggiato è veramente eccellente.



Terminiamo il nostro tour in un luogo magico,dove sembra che il tempo si sia davvero fermato.
Purtroppo ha ricominciato a piovere, ma il calore che ci accoglie in questo splendido casolare immerso in un castagneto, il profumo del cibo che ci stanno cucinando, la gentilezza un po' schiva, ma genuina e tenera, di queste persone semplici, che vivono a stretto contatto con la natura, ci fanno dimenticare il freddo che c'è fuori.
Qui, dal 2004, vive la famiglia di Mario Cavani, al quale viene chiesto di provare a recuperare la razza della pecora bianca Garfagnina, a quel tempo ne erano rimasti solo pochi esemplari sul territorio e proprio in questo luogo Mario, con la sua famiglia e l'aiuto delle istituzioni locali è riuscito a recuperare questa razza che era destinata ad estinguersi. Oggi Mario ha almeno un centinaio di capi e porta avanti l'attività di pascolo, l'attività casearia, la produzione di salumi, il castagneto e la valorizzazione della lana. Tutto questo lo fa assieme alla sua famiglia ed in particolare grazie all'aiuto della figlia Ombretta.
E' stupendo vedere come le donne di famiglia, si stanno dando da fare nella grande cucina per preparare piatti unici, per noi ospiti un po' "speciali. Sembrano operose formichine, che vogliono dare il massimo ai loro ospiti. Mi ricorda la cucina della casa di campagna dei miei zii a Mantova, quando da Milano si scendeva a trovarli.....
Veniamo invitati a sederci e ci servono dei crostini di pane casereccio con un battuto di lardo, con i funghi, i loro salumi e giardiniera, una deliziosa "pasta al salvietto", chiamata così perchè viene cotta ripiegata all'interno di un salvietto (tovagliolo) di cotone e condita con un ragù di carni miste, agnello e patate arrosto e vitello, tre tipi di torte.......non ci saremmo mai voluti alzare da quel tavolo!


Ormai siamo davvero alla fine, ma per concludere questo stupendo tour in questa stupenda terra, ci portano in una sala esterna al casolare, dove viene proiettato un bellissimo e commovente
cortometraggio Bianca e gli altri. Commovente per me, non perchè ci siano scene strazianti, ma perchè nella sua diretta semplicità, ci trasmette un messaggio importante, scene quotidiane che riportano indietro nel tempo, e fanno capire a noi "cittadini", sempre di corsa, sempre alla ricerca delle cose veloci, che non facciano perdere tempo, della tecnologia piu' sfacciata, che esiste una dimensione piu' "umana", fatta di persone che vivono a contatto con la natura, seguendo i suoi ritmi, che non devono essere stravolti a nostro piacimento. Persone che "respirano" e vivono con essa, anche con fatica, perchè la natura è imprevedibile. Ma quante soddisfazioni sa dare, se viene trattata con il dovuto rispetto che si merita. Guardatelo, vivetelo e "respiratelo"....vi sentirete meglio forse, ma vi domanderete anche tante cose......

E ora vorrei ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del blog tour e che ci hanno accolto con tanto entusiasmo e passione: AIFB- Associazione Italiana Food Blogger, Andrea Bertucci (titolare dell’Osteria Vecchio Mulino), Paolo Fantoni (presidente Unione dei Comuni), Sandro Fioroni (dirigente Unione dei Comuni), Pier Romano Mariani (sindaco San Romano in Garfagnana), Diego e Giulia Micheli (Fortezza delle Verrucole), Antonella Poli (responsabile dell’Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica Garfagnana), Annarita Rossi (organizzazione blog tour), Lorenzo Satti (Garfagnana Coop), Andrea Tagliasacchi (sindaco Castelnuovo di Garfagnana), i fratelli Lorenzi dell'Allevamento trote la Jara, e Gabriele da Prato (Podere Concori).

e un grazie alle mie compagne e compagni di viaggio, con i quali ho condiviso questa bellissima esperienza.


Blog tour Aifb in Garfagnana. Atto secondo


....si riprende il tour! Ritemprate da una bella dormita e da una abbondante colazione, di primo mattino, sotto un cielo finalmente sereno, ci rechiamo a visitare Banca del Germoplasmala a La Piana di Camporgiano. La direttrice, Fabiana Fiorani, ci illustra l'importante progetto regionale che consiste nella tutela e nella valorizzazione di antiche varietà locali di piante e alberi da frutto, attraverso un recupero attivo.

Nel terreno adiacente alla Banca del Germoplasma, vengono coltivate mele lucchesi e mele casciane, il fagiolo fico, il pomodoro fragola, il cavolo di Tresillico, la mela del Giappone (una località della Garfagnana)

Il recupero di queste varietà è avvenuto chiedendo ai bambini delle scuole di portare i semi delle piante che i nonni coltivano nell’orto e il loro utilizzo. In questo modo, non solo si è recuperato il vegetale ma anche un insieme di saperi e di modi di consumo, che possono anche variare da famiglia a famiglia.
La sezione di Camporgiano è stata inaugurata nel 2008 grazie ad un accordo tra l’Unione dei Comuni e la Regione Toscana, e le varietà vegetali sono conservate sia ex situ, cioè sotto forma di semi nelle celle frigorifere, sia in situ come piante vive, nel terreno tutto attorno al piccolo edificio.


Ci sono poi i numerosi coltivatori custodi, volontari che "adottano" una o più varietà vegetali, piantandole nel loro terreno (almeno 3 esemplari per ogni varietà) per proteggerle dalle contaminazioni, contribuendo così a evitarne la scomparsa. Fabiana ci porta nel giardino di casa sua, dove ci fa conoscere il marito, e ci mostra, oltre agli altri meli, un rarissimo "melo morto", che ha regalato al marito, e che viene coltivato e difeso con estrema cura.


Tutte le varietà di piante recuperate con il contributo della comunità, vengono diffuse e distribuite ai coltivatori locali situati in un piccolo raggio, in quanto le sementi non possono essere vendute perché non sono iscritte al registro comunitario delle varietà, ma solo in quello regionale. Il processo per renderle commercializzabili, però, è reso lungo e tortuoso dalla burocrazia oltre che essere contrastato dai grandi produttori sementieri, che considerano questi progetti come una concorrenza, secondo me stupidamente, perchè si corre il rischio di perdere un patrimonio storico importantissimo!

Lasciamo i campi e ci rechiamo al birrificio La Petrognola accolti da Roberto Giannarelli, che dopo averci fatto calzare e indossare cuffie, mascherine, sovrascarpe e camici, perchè non deve entrare nessun tipo di contaminazione esterna, essendoci la presenza di preziosi lieviti, ci mostra la sua azienda, fondata nel 2002, quando decide di iniziare la produzione della birra di farro, in una piccola stanza con pochissima attrezzatura. La birra di farro inizia ad avere il successo che merita, e nel 2006 è stata premiata come miglior birra artigianale dell'anno. Roberto che ci ha spiegato minuziosamente il processo di produzione, attraverso i vari passaggi: proteasi, metamilasi, alfamilasi, la coagolatura delle proteine che sembran fiocchi di neve, l'aggiunta del luppolo, la bollitura, la centrifuga, l'aggiunta di ossigeno per far partire i lieviti che da aerobici si convertono in anaerobici, e poi l'imbottigliamento... le tipologie di birre prodotte con tutte le difficoltà e le accortezze (sopratutto igieniche) da adottare.


Dopo questa interessante visita siamo stati ospiti dell'agriturismo Il Grillo, accolti dal giovane titolare, Stefano Bertolini ci ha coccolati proponendoci un antipasto tutto a base di farro : insalata di farro, arancino al farro e quiche con farina di farro, pasta con farina di farro ed ortiche condita con un ragù bianco di salsiccia e torte e biscotti con marmellate di loro produzione.


Nel pomeriggio abbiamo avuto il piacere di visitare il Caseificio Marovelli, a Vibbiana, dove si puo' ammirare la Fortezza delle Verrucole, visitata il giorno precedente, e che oggi, vista con il sole, acquista un'aria meno "inquietante e misteriosa".
Qui, la famiglia Marovelli produce da anni formaggi, sopratutto pecorino, ricotta, jogurt ed un'altro formaggio chiamato Bagiolo, che i produttori chiamano "Bagiolo il bacio diventato formaggio".


Ormai la giornata di visite è giunta al termine e ritorniamo in hotel, dove ci aspetta una rilassante e buonissima cena

Il tempo di postare qualche foto sui social, ridere a crepapelle con Elena, la mia compagna di stanza, per i selfie piu' terribile del secolo....e di nuovo a nanna....domani è l'ultimo giorno e ci aspettano altri programmi, si paventa la possibilità di escogitare un piano B, visto che saremo in "esterna" tutto il giorno e il tempo non promette nulla di buono....ma staremo a vedere, domani è un'altro giorno, come disse Rossella in Via col vento.....










Blog tour Aifb in Garfagnana. Alla scoperta delle eccellenze toscane. Atto primo.



Il viaggio comincia all'alba dalla Stazione di Sesto San Giovanni. Ho appuntamento con Elena Arrigoni. Insieme affronteremo questo lungo viaggio verso Castelnuovo di Garfagnana e dintorni, organizzato da AIFB- Associazione Italiana Food Blogger insieme all’Unione dei Comuni della Garfagnana e il Consorzio Garfagnana Produce. Il tempo è abbastanza brutto, anche senza abbastanza. Brutto e basta. Durante il viaggio parliamo e parliamo, del piu' e del meno, di ricette, di cose personali, di progetti. Il viaggio non è per niente stancante, anche perchè ha guidato lei! Impariamo a conoscerci, visto che a volte, i contatti tra food blogger sono fugaci e in rete. Questa volta, siamo gomito a gomito e divideremo pure la stanza dell' Hotel La Lanterna in Loc Le Monache a Castelnuovo di Garfagnana. Man mano arrivano le altre socie, il gruppo si compatta e via, verso la prima tappa di questo tour veramente intenso di visite!
Prima tappa alla Fortezza di Monte S'Alfonso, dove incontriamo le autorità locali, il Presidente Unione Comuni Garfagnana ( che sono 15), dott. Paolo Fantoni e il Sindaco Andrea Tagliasacchi,, che ci spiegano il programma del tour e i produttori che andremo a incontrare.
Ci parla del territorio che ci circonda, e che io non conoscevo. Su 540 km quadrati, il 70% sono boschi, con terrazzamenti, paesini e l'uomo ha plasmato il territorio interagendo con il paesaggio.


Nella Casa degli Archi visitiamo la Mostra "Orlando....Curioso" con un allestimento ispirato all’episodio del Castello di Atlante da “L’Orlando Furioso”, il capolavoro di Ludovico Ariosto.
Un tributo allo scrittore e poeta che tra il 1522 e il 1525 fu Governatore proprio di Castelnuovo Garfagnana, quando questo territorio era in mano al Duca d’Este.
Lucca Comics & Games ha dato una lettura nuova e suggestiva sia per chi ha già amato il poema, sia per chi non vi si è ancora avvicinato.



Lo stomaco reclama e prontamente andiamo all' Osteria Vecchio Mulino di Andrea Bertucci, che ci accoglie con la sua simpatia, ci mostra il locale colmo di prodotti che stanno stagionando, suppellettili e attrezzi da cucina che ricordano quelli dei nostri nonni, descrivendoci i prodotti che ci hanno servito. Un fantastico "Tagliere del Pellegrino", che offre anche ai pellegrini che percorrono la Via Franchigena. Da gustare seguendo un ordine ben preciso, per l'intensità dei sapori, che vanno dal piu' delicato al piu' deciso. Ed ecco, che affrontato il tagliere dalle "ore dodici", si va a gustare Manzo di pozza ,stagionato in pozzi di pietra e conservato sottovuoto, Prosciutto Barzone di Garfagnina, Mondiola,, salame garfagnino con foglie di alloro, Salsiccia garfagnina  con solo sale e aglio, Lardo stagionato su legno, Biroldo, (un sanguinaccio) dove sono mescolate la guancia, lingua, sangue, ed è un presidio Slow Food,Trota affumicata, Salsa verde con prezzemolo e uova per bolliti e crostini, Salsa rossa tipica garfagnina, con capperi e allora, e poi torte salate con gli avanzi, i formaggi Fresco vacchino con confettura di mele casciane, di Capra, leggermente affumicato, Pecorino Tuada, (il nome della cantina), Ricotta vaccina  con miele di castagno
Il tutto gustato con dell'ottimo pane alle patate, presidio Slow Food, e poi pane di farro e pane neccino (con farina di castagne) e accompagnato dal vino "Melograno", un ottimo rosso del "Podere Còncori" che andremo a visitare in questo nostro blog tour.


Il "dovere" ci chiama e a Sillicagnana andiamo a visitare il Centro lavorazione del farro- Garfagnana Coop e Consorzio di produttori farro IGP.
Il farro viene coltivato da sempre nei piccoli appezzamenti e si puo' considerare il capostipite dei cereali.
Il Consorzio riunisce 19 soci conferitori, ai quali si aggiungono altri conferitori locali, ed ha il compito di fissare un prezzo comune di acquisto e di vendita. Prezzo che è inevitabilmente più elevato rispetto ad un farro comune di pianura, sia per la diversa qualità che per la maggiore difficoltà di coltivazione,  minata dai mutamenti climatici degli ultimi anni.
Garfagnana Coop, il Consorzio dei Produttori di Farro della Garfagnana, ha realizzato a San Romano un centro unico per la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio del farro, in modo tale da dividere i costi tra i singoli produttori e garantire la sostenibilità economica della produzione. Il presidente Lorenzo Satti ci spiega le problematiche di coltivazione e di sostenibilità, per poi mostrarci l’impianto di produzione dei cereali e delle farine; qui, l’80% dell’energia impiegata è di origine fotovoltaica.
Questo progetto è molto importante perché è volta al recupero dei piccoli appezzamenti a ridosso del fiume Serchio, dove sono stati ripristinati vecchi muretti a secco a protezione del terreno dalle inondazioni e sono stati piantati legumi di vario tipo. Dal momento che le sponde del fiume sono proprietà comunale, in passato, questi appezzamenti erano coltivati da chi non aveva possedimenti nè terre in affitto: così, tutti potevano avere di che vivere.
Non si puo' andare via a mani vuote, e tutti piu' o meno, facciamo man bassa dei prodotti che troviamo nel negozio fornito di pasta di vari formati e cereali, farine, biscotti.....


Accompagnati da un tempo da lupi, che rende ancora piu' misterioso e coinvolgente il paesaggio arriviamo alla Fortezza delle Verrucole fondata tra il X e il XI secolo dalla famiglia dei Gherardinghi, E' una sorta di cittadella in pietra costituita da due rocche, una quadrata e una circolare unite da un camminamento; l’assetto attuale le fu dato dagli Este, che intorno alla metà del ‘400 se ne appropriarono dopo un periodo di abbandono seguito al dominio lucchese e a quello della famiglia Malaspina.Venne acquistata dal Comune di San Romano, e oggi è visitabile e resa viva da tante iniziative per adulti e bambini. Il giovane Diego, vestito in abiti medievali, ci guida tra le sale della fortezza raccontandoci in modo semplice e coinvolgente la vita quotidiana del medioevo, gli usi alimentari, gli aspetti bellici e storici dell'epoca.
Grazie al lavoro di questi giovani, e alla sensibilità delle Amministrazioni locali, pronte a promuovere il territorio con iniziative coinvolgenti, rinascono e vengono valorizzati siti storici-archeologici, che sono il vanto del nostro Paese. Sono numerosi, e si spera che questo modello di promozione e diffusione venga seguito da altre Amministrazioni.


le prime "bombe a mano"....nel medioevo le hanno inventate! Il trono dei signori davanti alla tavola imbandita, le bellissime vetrate colorate, mentre nelle case dei poveri usavano le finestre di legno con davanti un panno di stoffa che celava la vista (da qui il termine vetri appannati!). i giochi da tavola in legno, la galera quando davvero era galera! e talmente dura che uno ci pensava bene prima di commettere un reato! e all'esterno il gabinetto di pietra.....

La cucina con i suoi cereali, cacciagione e formaggi appesi a rastrelliere, pasta al farro ad essiccare, il guscio di una noce come unità di misura per utilizzare il burro...la famosa "noce di burro", e tante curiosità che ci elenca Diego....


Alla fine della visita, affrontando un temporale e un nubifragio pazzesco, ci rechiamo a La Taverna del Ratto Guerriero, veniamo accolti da un’ostessa in costume medievale, che ha preparato per noi alcune bevande antiche da degustare insieme ad una sostanziosa spongata, torta di frutta secca, canditi e miele.Ecco cosa ci gustiamo, in questa atmosfera tempestosa: Sidro, bevanda alcoolica a base di mele fermentate. Ippocrasso, vino in cui vengono fatti macerare aromi e spezie (il nome deriva dal medico greco Ippocrate, perché nel Medioevo i medicamenti e le erbe curative venivano somministrati con il vino). Idromele, bevanda alcolica a base di acqua e miele. Ambrosia, liquore a base di erbe.
Ci sono pure alcune rare piante di mandragora , e non posso fare a meno di pensare al film di Harry Potter, nella scena appunto dove queste piante che sono "vive" lanciano acuti stridii che assordano...



Terminata la degustazione, lasciamo l'atmosfera  medievale della fortezza, in un momento in cui il
cielo ha smesso di versare fiumi d'acqua!, Nella scivolosa discesa, al buio, dove incontriamo sul nostro cammino, rane e rospi (o principi?!), arriviamo all' Osteria delle Verrucole dove gustiamo ottimi vini e piatti tipici locali,  preparati in gran parte con prodotti del Consorzio dei produttori di farro: tagliatelle di farro con salsa di noci, polenta al ragù e dolci a base di farro e mele.



Stanche ma inebriate da tutto quello che abbiamo assaggiato, gustato, e bevuto ritorniamo a Castelnuovo in Garfagnana, all'hotel La Lanterna che ci ospita.
Ci aspetta un'altra giornata intensa, quindi spegniamo la luce e......