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sabato 9 giugno 2012

Tortelli alle erbette

Quando ho letto il tema del contest di Alessandra "Ricette a spasso nel tempo", mi sono detta uaaaaaaooo, qui bisogna documentarsi,mica semplice la cosa, ma stimolante , intelligente e curioso ! E ho abbozzato una prima idea, su quale personaggio storico o famoso cui ispirarmi,e anche qua mica semplice...siamo pieni di personaggi storici e famosi con aneddoti e curiosità, che davvero c'è l'imbarazzo della scelta. Stringi stringi , ho pensato a personaggi famosi del panorama lirico-sinfonico della musica . Ho ristretto poi la ricerca e la mia scelta  è caduta tra due musicisti che hanno lasciato un segno indelebile con i loro capolavori nella storia della musica italiana e che io adoro : Verdi e Puccini . E qui , è stato veramente difficile decidere chi dei due dovesse pretendere tutte le mie attenzioni e finire in un blog di cucina . Ma poi la mia scelta definitiva è caduta su Giuseppe Verdi per tre motivi.
Inizialmente i motivi erano solo due : perchè adoro tutta la sua musica e perchè proprio durante le recite di Traviata ho conosciuto colui che è diventato poi mio marito....si, suonavamo nella stessa orchestra e tra un Amami Alfredo e un Libiamo nei lieti calici , ci siamo in pratica innamorati....L' altro motivo , avrei preferito non rientrasse in questo elenco e vi spiego il perchè. Avendo deciso di cercare la ricetta preferita di Verdi , volevo farmi aiutare da un'amico che in pratica è la reincarnazione del Mestro! Sa vita , morte e miracoli del grande musicista . Un Verdiano d.o.c. ! Tant'è che la figlia ha chiamato la sua prima bambina Verdiana , in onore del nonno. Cosi', mi sono detta chi meglio di Edy puo' aiutarmi in questa ricerca senza scervellarsi troppo , e finire anche citato per l'aiuto che mi ha dato ? Cos'i ho spedito una mail di richiesta ma dopo due giorni di attesa non ricevo nessuna risposta . Qualche giorno dopo ho avuto una notizia che mi ha raggelato il sangue . Edy , l'amico che amava e conosceva Verdi come la sua vita è morto improvvisamente....Lui , da pochi anni in pensione, che quando parlava della sua nipotina gli si illuminavano gli occhi , che teneva conferenze e pubblicato saggi...ancora adesso non ci credo ! Superato piu'o meno lo chock iniziale , ho fortemente deciso di scervellarmi io nella ricerca e di dedicare questo post anche a lui. Sicuramente non avrà le sfumature che avrebbe dato lui , ma ci provo ugualmente a trasmettere quello che so e magari a farvi amare o conoscere questo personaggio veramente grandioso.
Anni fa Rino aveva un concerto a Busseto, e siamo andati ovviamente a visitare la casa dove Verdi è nato e vissuto , a Roncole . Già è un'emozione ripercorrere i luoghi dove un grande personaggio ha trascorso la sua vita e lasciato il segno, ma per un musicista , entrare nei luoghi dove ha mosso i primi passi il suo compositore preferito , è un'emozione indescrivibile. Si ha quasi timore a camminare dove lui ha camminato e mi ricordo che una volta entrati in quella umilissima e semplicissima casa , ci siamo messi a bisbigliare tra di noi , come se le parole potessero in qualche modo , interrompere un incantesimo che solo noi sentivamo sulla pelle e dentro di noi . Vedere nelle teche il certificato di nascita , 10 ottobre 1833 , redatto in lingua francese perchè in quegli anni il territorio era in mano ai francesi , è stato come vedere un qualcosa di cosi privato da sentirsi quasi a disagio. E cosi anche per il resto delle stanze , quasi come se non avessimo nessun diritto di curiosare tra le sue cose , come se violassimo i suoi spazi. Ma anche la sensazione di sentire la sua presenza e avere la sua approvazione a continuare il nostro cammino.....
Non è facile riassumere in poche righe la sua vita  ma vediamo di fare il possibile per incuriosire senza annoiare e senza passare per saputella. Anche per me questo è un ritorno al passato , a quando studiavo Storia della Musica , proprio nel Conservatorio di Musica che porta il suo nome. Citazioni e descrizioni reperite dai ricordi di scuola che stranamente non mi hanno abbandonato nonostante sia passato un bel po' di tempo , e appunti vari  che gelosamente conservo , e qualche notizia presa quà e là nella rete.......

Gli inizi....
L'organista della chiesa del piccolo paese , lo prese sotto la sua custodia e lo indirizzo' alla musica . A soli 15 anni compose la sua prima sinfonia e piu' tardi , grazie all'aiuto di Barezzi si stabili' a Milano a Porta Ticinese dove si stabili' con la figlia , che poi sposo' , del suo benefattore,  E sapete che non era stato accettato all'esame di ammissione al Conservatorio ( che poi prese il suo nome...) ? Certamente uno conosce le opere maggiori, ma non possiamo dimenticare le sue prime opere , quelle che lo fecero conoscere al pubblico , come ad esempio la prima , Oberto Conte di San Bonifacio che ebbe un gran successo e grazie a questo , gli venne commissionato una commedia , Un giorno di regno , che ebbe un esito disastroso in quanto ebbe dei gravissimi lutti in famiglia , la morte della moglie e dei figli. Sempre l'impresario che gli commisiono' l'opera precedente , lo convinse a non abbandonare il suo lavoro e gli consegno' un libretto dal testo biblico : Il Nabucco, che non si degno' nemmeno di leggere. Ma si dice che una sera ,  spostandolo ,  gli cadde e si apri' alle pagine del Va pensiero , che lo scosse a tal punto che lo musico' ed ebbe il successo che tutti conosciamo . Il triste canto degli Ebrei prigionieri in Babilonia trasmette a chi l'ascolta la nostalgia per quei luoghi cari e lontani di cui parlano i versi.
Compose veramente tantissime opere ma quelle piu' popolari che fanno parte appunto della trilogia sono Rigoletto , dove al centro del dramma c'è la storia di un buffone di corte che con la sua difformità , avendo la gobba , veniva deriso ed emarginato . Il trovatore , che si basa su una vicenda dove i protagonisti  sono proiettati verso un futuro ricco di incognite e colpi di scena , e immersi nei ricordi di un passato lontano che li sospinge verso l'inevitabile morte . La traviata la cui vicenda ruota attorno alla storia di una cortigiana travolta dall'amore per un giovane di buona famiglia.
Verdi partecipava attivamente alla vita pubblica , era un patriota convinto , e sostenitore dei moti risorgimentali e altra " curiosità " , la scritta dipinta sulle mura della città durante l'occupazione austriaca via V.E.R.D.I. fosse letta come Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia e il coro del Va pensiero venne interpretato dal pubblico , in questo periodo , come una metafora della condizione degli italiani soggetti a dominio austriaco.
Nel 1848 , ormai ricco e famoso , acquisto' la villa di Sant'Agata dove si stabili' anni dopo con la sua nuova compagna , Giuseppina Strepponi.
L'amore per la campagna fini' con l'assorbire quasi tutto il suo tempo libero , ma nonostante cio' compose altri capolavori : Simone Boccanegra , Un ballo in maschera , La forza del destino , Don Carlos , e nel periodo di massima maturazione personale ed artistica  Aida , che coincise con il suo ritiro a vita privata , interrotto solamente dalla composizione della Messa da Requiem in memoria del suo grande amico Alessandro Manzoni . Gli ultimi capolavori sono Otello , storia del gelossissimo Moro di Venezia e Falstaff , di carattere comico , genere per il quale non aveva piu' composto nulla dopo la disastrosa rappresentazione di Un giorno di Regno.
Con I quattro pezzi sacri si ferma la sua attività creativa .
Verdi passo' gli ultimi anni della sua vita tra Sant'Agata e Milano , in un'appartamento al Grand Hotel et De Milan dove , dopo sei giorni di agonia per un malore , mori' la mattina del 27 gennaio a 87 anni . Semplice ed umile com'era sempre stato nonostante la fama e il successo , aveva lasciato disposizioni ben precise per il suo funerale, che voleva si svolgesse all'alba o al tramonto e senza sfarzo nè musica . Le sue ultime volontà vennero rispettate , ma non si poté impedire alle oltre centomila persone che lo avevano conosciuto e amato di seguire in silenzio il feretro . I giorni che precedettero la morte , Via Manzoni e le vie circostanti , vennero cosparse di paglia affinchè lo scalpitio dei cavalli e il rumore delle carrozze non disturbassero il Maestro .
Insieme a Giacomo Puccini , è l'operista piu' rappresentato al mondo , rientrando tra i piu grandi compositori di tutti i tempi.

Fin qui il lato artistico , ma ora vediamo qualche altra sfacettatura della sua vita...

Personaggio amato per la sua genuinità e semplicità nonostante il grande successo , amava i frutti della sua terra , la cucina semplice e genuina e tra i suoi piatti preferiti c'erano  i tortelli alle erbette ( o bietole , dipende dove ci si trova...) . E sapeva anche preparare un buonissimo risotto.
Giuseppe Giacosa , il librettista di Puccini , scriveva che ".....Verdi non era goloso, ma raffinato e che la sua tavola era magnifica e la cucina di Sant’Agata avrebbe sicuramente meritato l’onore delle scene, tanto era pittoresca nella sua grandezza e varia nel suo aspetto . Verdi non era un gran mangiatore, né difficile da accontantare. Stava bene a tavola ma ancora di piu' amava veder soddisfatti i suoi ospiti ,con la giocondità sincera che accompagnava  le belle e squisite mangiate: era un uomo disciplinato e come tale credeva che ogni funzione della vita dovesse avere il suo momento di prevalenza: è un artista e come tale considera, e con ragione, il pranzo quale opera d’arte.
Chi visitava la villa, e aveva la fortuna di entrare nella cucina, notava il luccichio delle cento pentole di rame, delle casseruole, degli stampi, delle forme, dei bricchi, uno svariato meraviglioso campionario come oggi è raro vederne. E l’acquaio capiente , i tavoli ampi e la madia o credenza . La stufa forse non è più quella del 1864 che il Maestro s’era fatto mandare da Parigi per ferrovia. Nella sala da pranzo,  rimasta tale e quale, le cristalliere sono ricolme di argenteria e porcellane. C’è anche il samovar portato dalla Russia. Le posate sono dell’Orfèvrerie Christofle di Parigi, acquistate nel 1867 quando Verdi abitava in Avenue des Champs Elisées, oltre cento pezzi  . Su ogni pezzo è incisa elegantemente la lettera V che sormonta due G (Giuseppe e Giuseppina) intrecciate. Dal famoso negoziante parigino acquistarono anche il prezioso vasellame di Sèvres bianco e turchese filettato d’oro. I mobili sono scuri, severi, con intagli che li ingentiliscono, segno di un’agiatezza notevole ma non pretenziosa. Si ricorda come ogni sera il Maestro e Giuseppina si cambiassero d’abito per la cena, che spesso si concludeva con una breve passeggiata o, se c’erano ospiti, con una partita a bigliardo o a carte. A carte Verdi non amava perdere, per cui più volte lo si favoriva.
Gli ospiti illustri che avevano avuto l'onore di frequentare i coniugi Verdi c'erano i Ricordi , fondatori della storica casa editrice musicale milanese , Arrigo Boito, suo librettista , Franco Faccio, Direttore del Conservatorio e Direttore d'orchestra e il soprano Teresa Stolz , grande interprete delle figure femminili delle opere verdiane.
Verdi seguiva da vicino la produzione del vino a Sant'Agata , che mandava in regalo all’ ospedale di Villanova che lui stesso aveva fatto costruire e che manteneva dal 1888. Con la raccomandazione però, da buon parsimonioso qual’era di avere la restituzione delle bottiglie !
Verdi non beveva solo il suo vino. Qui era molto esigente e fine gustatore. In vista del primo viaggio a San Pietroburgo per La forza del destino, il 1861, Giuseppina scriveva che ci volevano tagliatellie e i maccheroni  per rendere Verdi di buon umore in mezzo al ghiaccio e alle pelliccerie…
Verdi, lontano da casa, aveva talvolta nostalgia di polenta e si augurava che il suo ritorno a casa  finisse “in una polenta a Sant ’Agata”, per ritrovare la pace e i sapori della sue origini. Le sue origini di figlio di un oste e di una ostessa, sicuramente brava in cucina....." .
Il busto in bronzo fa bella mostra di sè davanti alla casa di Roncole , mentre in luoghi piu' vicini a me , ritroviamo il Conservatorio di Musica nel quale ho passato i migliori anni della mia gioventu' e la famosa Casa Verdi (guai chiamarla Casa di riposo per Musicisti !) , unica al mondo per il suo genere , considerata l'ulitmo suo grande capolavoro al quale dedica gli ultimi due anni della sua vita . Generoso e umile come si è sempre dimostrato , aveva lasciato disposto che fosse inaugurata alla sua morte, per evitare che le persone ospitate si sentissero in dovere di ringraziarlo per la sua generosità!
Inizialmente sepolto al Cimitero Monumentale , venne poi trasportato solennemente in corteo nella Cripta della Casa da lui fondata.
Questo è un riassunto sulla vita di un grande , e non è facile riportare  , vagliare , scrivere aneddoti a discapito di altri e col rischio di apparire noiosi e prolissi e .... ah si...la ricetta , finalmente direte voi!!
Ho cercato un po' nella rete se c'era un modo particolare per fare questi tortelli  ma poi mi sono accorta che in realtà sono semplicissimi da preparare , in quanto sono come i ravioli con gli spinaci che avevo giä fatto . Pero' ho curiosato un po di piu' nel blog di Milu' , al quale mi sono ispirata portando qualche modifica , giusto per non essere proprio copiona!!! E quando poi ho riletto la sua ricetta mi sono accorta che nel ripieno non ci avevo messo l'uovo....ma è venuto buono lo stesso . Sicuramente il composto sarebbe riuscito piu' compatto ma anche cosi era gustosissimo! Bè , potete scegliere cosi' quale versione provare , quella originale o la mia "distratta" !!

Ingredienti
Per il ripieno:
500 gr di bietole ( erbette )
250 gr. ricotta
parmigiano reggiano q.b.
sale
pepe nero di Tec-Al q.b.
Per la pasta:
200 gr. farina
2 uova
( tot. 25 tortelli )
burro e salvia q.b.

Esecuzione
Pulite e lavate le erbette, e senza scolarle troppo mettetele a cuocere in una pentola senza aggiungere ulteriore acqua , per non disperdere i valori nutritivi . In questo modo non serve nememno scolarle o strizzarle (foto 1)
Preparate la pasta versando la farina sul tavolo e fate una fontana al centro , sgusciate le uova (foto 2) o se avete la planetaria usate l'apposito contenitore .
Si deve ottenere un'impasto liscio e ben amalgamato, (foto 4) e lasciatelo  riposare per qualche minuto coperto con un telo, ( il tempo necessario per preparare il ripieno) .
Tagliate le erbette con il coltello e quando sono fredde aggiungete la ricotta ,  il parmigiano reggiano , il sale e il pepe (foto 5)
Iniziate a fare le sfoglie , aiutandovi con la macchina per la pasta o a mano come fanno le sfogline emiliane tagliatele con la rondella in quadrati della dimensione che desiderate ( in base alla grandezza del raviolo che volete ottenere) mettete la quantità di ripieno in base alla grossezza del quadrato tagliato (foto 6) e piegate la sfoglia come per i classici ravioli (per vedere le foto passo passo clicca qui )
Cuocete i tortelli in abbondante acqua bollente salata, scolateli e conditeli con burro fuso con la salvia ed abbondante parmigiano reggiano grattugiato...

con questa ricetta partecipo al contest


e ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza e la bontà di leggere fino all'ulitma riga...per chi invece ha gettato la spugna.....non importa......
e un ultimo pensiero , anche se non ultimo ,  va ovviamente a Edy , che avrebbe saputo descrivere molto piu' egregiamente di me la vita del grande Maestro .....come vedi , sei finito citato ugualmente....

5 commenti:

  1. Antonella, ti ringrazio tantissimo per la tua partecipazione al contest, ma soprattutto per questo post, ricco di particolari anche su tue vicende private, che hai voluto condividere con me.
    Naturalmente io sono arrivata fino alla fine senza annoiarmi, golosa dei tanti particolari della vita intima di Giuseppe Verdi che tu hai descritto!!

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  2. bellissima ricetta e in bocca al lupo per il contest

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  3. bellissimi questi tortelli!!!!!!!! Brava

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  4. ma è vero che hai vinto???? complimentiiiiiiiiiiiiiiiiiii

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