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giovedì 22 settembre 2016

Gnocchi di patate




Vi ricordate la pubblicità in bianco e nero dove Ernesto Calindri, in mezzo al traffico caotico di una piazza, seduto ad un tavolino, sorseggiava un bicchierino di liquido scuro dicendo "Contro il logorio della vita moderna, bevete Cynar"?
Ecco, se dovesse girare quella pubblicità adesso, altro che bicchierino...la bottiglia a canna, e nemmeno quella basterebbe!
Dopo la pausa estiva, che piu' che pausa chiamerei quasi letargo, allontanamento per milamila impegni e motivi dai social, se non per sporadiche apparizioni che nemmeno la  Madonna, incomprensioni virtuali che ti fan pensare se continuare o sparire, che ti fan passare tutta la voglia di fare e disfare, scazzi e mazzi, colleghi che mal sopporto, diverbio con la capa, preparazione ad un concorso, problemi vari di salute con annesse visite, pensieri per la "bambina" in tourneè in tutta Italia, che vedo viva, vegeta e arrivata a destinazione dalle foto che pubblica sui social, cosi' tiro un sospiro di sollievo ma anche di rassegnazione /tristezza, e in ultimo, un lutto in famiglia, dopo una lunga, dolorosa e incurabile malattia....vorrei, non importa in che ordine, un bottiglione di Cynar, una bacchetta magica, o scendere da questo mondo che gira troppo vorticosamente con tutti i suoi accadimenti che non mi lasciano un attimo di tregua.

Quando ho visto che per la sfida n. 59 dell' Mtc Annarita del blog Il bosco di alici, vincitrice della sfida precedente, aveva lanciato come tema quella degli gnocchi, ero contenta, ma non ho gioito o tremato come al solito. Non perchè non lo meritasse, anzi, ma perchè con lo stato d'animo in corso, non c'è proprio niente che mi arrivi al cuore e mi faccia gioire.
Io, che gli gnocchi ho imparato a farli fin da piccola, quelli veri, come quelli che ha proprio proposto Annarita. Quelli che la mamma faceva anche se non era giovedi, che mentre lei non vedeva (ma vedeva benissimo e faceva finta di niente) io toglievo dalla fila, non facendo sempre in tempo a rimpiazzare il vuoto, e piu' avanti, quelli che uno rigavo e uno mangiavo...
Ho visto tutte e tre le proposte, tutte bellissime. Avrei voluto partecipare mettendomi alla prova con le altre due ricette, ma proprio non ce l'ho fatta.
Perchè in cucina, se non sei con l'animo sereno, tranquillo, consapevole, concentrato, spensierato, ma con pensieri, distratta, con la malinconia e stato d'animo non proprio esaltante, ti viene tutto una schifezza. Come se trasmettessi tutte le tue emozioni e sensazioni negative in quello che stai preparando.
Quindi sono andata sul liscio, con gli gnocchi che conoscevo già, quelli semplici, sperando che con il mio stato d'animo non mi venissero fuori una schifezza.
Patate e sugo preparato dalla mami, prodotti del suo orto Valtellinese
Anche il sugo è semplice. Non ho voluto stravolgere il gusto dello gnocco, con sughi ricchi e fantasiosi. Anche perchè non ne avevo nè tempo, nè fantasia nè voglia.
Perchè se lo gnocco è buono, è buono anche senza condimento.
Certo, queste sfide servono per mettersi alla prova, per migliorarsi, per imparare. E mi spiace di non aver dato il massimo come per tutte le precedenti. Ma questa volta va cosi...the show go must go on...e va avanti in questa maniera. Semplicemente. Col groppo in gola, Col morale sotto i piedi. Ma almeno ci sono.

Ingredienti
Patate  600g
 Farina 00 180 g
Sale q.b.

 Per il sugo
 Salsa di pomodoro

Esecuzione
Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere  in acqua fredda. Scegliete patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura) saranno pronte.
Scolatele e passatele allo schiacciapatate con la buccia, togliendola man mano che si schiacciano le successive, direttamente sul piano da lavoro. (si evita cosi' di ustionarsi le dita e si risparmia tempo)
Allargate le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungete il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ bene impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% - 30% rispetto alle patate ma come dicevo sopra può dipendere da molti fattori.

Meno farina richiedono le patate e meglio è, gli gnocchi saranno più morbidi.
Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sui rebbi di una forchetta, o sull'apposita asse di legno esercitando una certa pressione farli scorrere dal basso verso l'alto per creare le righe che raccoglieranno meglio il sugo.
Non li infarinate troppo altrimenti risulteranno appiccicosi, eventualmente usate della farina di riso che in acqua si scioglie completamente.

Cuoceteli subito in acqua bollente salata pochi alla volta, appena risalgono in superficie sono pronti per essere conditi con il sugo.



con questa ricetta partecipo alla sfida



lunedì 19 settembre 2016

Kiwi e mandorle


Semplicemente cosi. Perchè non sempre si ha voglia di pensare, stupire, sperimentare, osare, giocare.
Perchè magari hai la mente altrove, tra mila mila cose da fare. Perchè il tuo umore non è proprio dei migliori. E allora, sai che se ti metti a cucinare una qualsiasi cosa, anche quella ricetta ne risente. E ti viene male. Quello che facevi ad occhi chiusi, non ti riesce piu'.
Allora ti fermi e pensi, perchè fare e strafare? Perchè non lasciare le cose semplicemente cosi come ci appaiono davanti?
Cosi', se le precedenti proposte ho voluto osare con accostamenti insoliti per gusto, consistente, colori. questa volta non oso niente.
Lo voglio gustare cosi' com'è. Al naturale. Ho aggiunto mandorle tostate per dare un po' di croccantezza e per un piccolo tocco di "coreografia".
Perchè le cose buone, non hanno bisogno di aggiunte in piu'. Quindi, questa volta, il mini Kiwi Nergi ve lo servo cosi'. Semplicemente.




Ricotta con frutta caramellata




Una sana merenda o un pranzo veloce e goloso. Uno spezzafame....
Per gli adulti, la frutta è sfumata con un bicchierino di Cognac e poi caramellata. Per i bambini, solo caramellata

Ingredienti
Kiwi Nergi. pera, pesca, uva bianca, uva fragolina, mela
Ricotta
Zucchero q.b.

Procedimento
Tagliate la mela, la pera e la pesca a metà. Una metà la tagliate a fette non troppo sottili, l'altra tagliatela a tocchetti.  Lasciate gli acidi di uva interi, Tagliate a metà i kiwi.
Sfumate tutta la frutta separatamente con un bicchierino di Cognac per ogni tipo e caramellatela con qualche cucchiaio di zucchero.
Mescolate i tocchetti di frutta caramellata con la ricotta. Con l'aiuto di un coppapasta, assemblate il piatto mettendo al centro la ricotta e tutto intorno, alternate, le fette di frutta caramellate.


 

Al contadin non far sapere....


.....quant'è buono il formaggio con le pere. Perchè una volta scoperta la bontà...
In questo caso, ho aggiunto anche il mini Kiwi della Nergi, per me una assoluta novità. Un frutto piccolo come una grossa oliva verde, e l'interno come il fratello grande, quello che tutti conosciamo.
Questa mia proposta è dedicata ai palati "coraggiosi", a chi vuole osare, perchè ho voluto giocare con consistenze, sapori, profumi.
Quindi, abbinare i vari ingredienti l'un l'altro, secondo il proprio gusto, passando dal croccante delle mandorle tostate, l'uva passa ubriaca di Cognac, il gusto caramellato delle cipolle, il dolce del kiwi e delle pere, il gusto deciso del formaggio...sta a voi scoprire cosa sta meglio con cosa.

Ingredienti
1 pera Kaiser
Kiwi Nergi
mandorle q.b.
uva passa q.b.
1 cipolla
formaggio (a piacere secondo i gusti) io Caciotta di capra
pepe q.b.
insalata ( a piacere secondo i gusti)

Esecuzione
Lavate e mondate l'insalata. Tagliate la pera a fette. Tostate le mandorle. Tagliate a fettine il piu' sottile possibile la cipolla, appassitela con un goccio di acqua e caramellatela con lo zucchero
Mettete a bagno nel Cognac una manciata di uva passa.
Tagliate a fette sottili il formaggio
Tagliate i kiwi a metà

Assemblate il piatto: adagiate l'insalata, disponete le fette di pera e man mano gli altri ingredienti, secondo il proprio gusto personale.



alla prossima!!



martedì 13 settembre 2016

L' Intermezzo è servito.....


Dopo un periodo di assenza estremamente lungo, mai successo prima d'ora, di "abbandonare" il mio blog per cosi' tanto tempo, dovuto a milamila motivi, priorità da rispettare, scadenze e altro, eccomi di nuovo quasi in pista, perchè il tempo non è mai abbastanza e le cose da fare sempre troppe, mettiamoci anche una giornata "ni" nel calendario, con una "ricetta" fresca fresca e veloce.
Diciamo che è un po' un correre ai ripari dopo la breve, ma sostanziosissima vacanza sulla riviera romagnola, dove all' Hotel Caruso ci sono tutti gli agi e tutte le parole, al di fuori di dieta, parsimonia, poco, basta, solo un assaggio ecc.....quindi, "solo" quattro giorni, sono stati vissuti fino all'ultima briciola, perchè non è possibile resistere e tirarsi indietro di fronte alla cucina sana, di qualità e abbondante delle due mega cuoche Lusy e Claudia, che sono veramente fantastiche. 
O forse sto giocando d'anticipo, o forse sono troppo scrupolosa e non serve nemmeno che mi metta in riga, perchè mica è detto che debba essere aumentata per forza. E siccome la bilancia è in cantina e non ho proprio voglia di scendere per andarla a recuperare, penso di non dovermi porre nessun problema. In fin dei conti, si sa, durante le vacanze, uno vuole stare bene, si rilassa, trova tutto pronto, mangia bene....quindi, ho tempo gli altri 11 mesi dell'anno per fare la "brava"

Questa mia proposta, da gustare come pranzo, merenda o pausa golosa, spuntino, spezzafame, è adatta per grandi e piccini, che magari non amano troppo la frutta, ed è semplicissima da realizzare.

Spiedini di frutta, frutta in pezzi e frutta secca in un mare di yogurt bianco....frutta riconoscibile, che quotidianamente consumiamo e poi un frutto che per me è una novità assoluta e forse anche a qualcuno di voi.
Un baby frutto verde, il baby kiwi Nergi, un piccolo concentrato di vitamine originario dell'Asia orientale, ottenuto da un incrocio realizzato da alcuni botanici della Nuova Zelanda, grande produttrice dei kiwi di "taglia normale".
Questo mini kiwi viene coltivato principalmente in Italia e in Francia, in agricoltura ecosostenibile, da aziende collegate in forma di cooperativa. E' grande come una grande oliva, veramente curioso, e quando lo si taglia, è come vedere il suo fratello maggiore, e, a differenza di quello, questo ha la buccia commestibile, quindi è sempre pronto all'uso!

L'ho servita in "bicchieri" di una nota azienda che produce vasi per la conservazione, (dotato di tappo a vite, quindi si puo' riempire con qualsiasi ingrediente, si puo' riporre in frigo, portare come pranzo in ufficio ecc.) che mio marito mi ha comperato per farmi una sorpresa "per le tue foto per il blog"...
quindi l'ho subito inaugurato.

Ovviamente, gli spiedini si possono comporre con altra frutta, altri colori, altri gusti....io ho utilizzato la frutta che avevo in casa, quindi, puo' essere una valida alternativa a "riciclare" quello che si ha in dispensa: Kiwi, mela, banana, uva bianca, uva fragola, pesca
yougurt bianco
nocciole, uvetta sultanina, noci, mandorle.

Riempite il bicchiere con la frutta tagliata a tocchetti e la frutta secca, qualche cucchiaiata di Yogurt e gli spiedini




questa è la prima proposta. Ne arriveranno altre....che detta cosi' suona come una minaccia, ma non lo è. Devo solo pensare a come utilizzare in maniera semplice, creativa, non banale e gustoso questo piccolo kiwi. E non è poco.

lunedì 13 giugno 2016

Pizza "marinara" in teglia




Come avevo già anticipato qui , visto che ormai ero sveglia, e che avevo aperto il panetto di lievito, e che sono una testona curiosa, e che mi piace la pizza, perchè la pizza fa sempre festa...ecco anche la seconda versione suggerita da Antonietta del blog La trappola golosa, vincitrice della sfida precedente sui Cheescake. Sono veramente contenta di aver sperimentato anche la versione "in teglia". Anche questa volta, la sfida/scuola Mtc mi ha proprio soddisfatta.
Se volete anche divertirvi un po', e scoprire "che pizza siete", guardate l' Infografica della Dani e il relativo Psico-test della neo-mamma Federica
Anche per questa versione, ho dimezzato le dosi, e il lievito di birra, non sarà stato proprio 1/2 g precisissimo, ma se volete realizzarne di piu' potete seguire le indicazioni qui.

Ingredienti
225 g farina
145 ml acqua
   6 g sale
1/2 g lievito
pomodorini, acciughe, capperi, aglio, peperoncino

Esecuzione
Setacciare la farina, trasferirla in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito di birra sciolto in una tazzina di acqua prelevata dal totale, il resto dell’acqua e il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano la farina,  intridendola con le dita e poi una volta terminato ribaltare sul piano da lavoro e impastare per 10 minuti, piegando e ripiegando più volte, schiacciando l’impasto senza strapparlo.
Trasferire in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar a temperatura ambiente per 1 ora. Trasferire poi  in frigo per 8/10 ore, ma volendo anche 15/18  ore (le farine forti ci permettono questi tempi) .
Togliere dal frigo e lasciar a temperatura ambiente per 2 ore e comunque fino a quando l’impasto risulti gonfio.
Ribaltare sul piano da lavoro, stendere con le mani, senza schiacciare, ma allargando l’impasto dal centro verso il bordo, infilare le mani sotto il disco di pasta fino a poggiarlo su metà avambracci e traferire in una teglia oliata. Lasciar lievitare altre 2 ore.


Riscaldare il forno, condire la pizza, infornare sul ripiano centrale e cuocere per 20 minuti. Controllare la cottura: se sotto si presenta bianca, abbassare il ripiano, viceversa sopra.

Questo è il risultato....non serve aggiungere nessuna spiegazione vero?!



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 58 di Mtc


Pizza con verdure "al piatto" doppia cottura


Il bello e il brutto di avere un marito "famoso" q.b. (in ambito concertistico classico/operistico/jazz), non da servizi su tabloid, gossip, tg ecc, (anche se per certi eventi importantissimi, c'è finito pure nei tg o sulla carta) ma nell'ambiente musicale ha il suo nome e il suo prestigio, è quello che ogni tanto ti "sparisce" per periodi piu' o meno lunghi in luoghi piu' o meno lontani (tipo giugno dello scorso anno era in Australia, cosi per dire). Ed è quello che è capitato proprio in questo periodo.
Lo si sapeva già da gennaio, che a giugno sarebbe dovuto ritornare a suonare, perchè è "lui" che vogliono (ci sarà un perchè!!), e sembrava cosi' lontano questo mese! Invece è arrivato in un batter d'occhio.
Cosi' mi ritrovo sola e "disperata" per vari motivi....
Punto primo, perchè anche la "bambina" 23enne, musicista pure lei, ha il suo bel da fare (eh si, siamo una famiglia molto "armoniosa"), quindi...lacrimuccia...
Punto secondo, oltre ad essere un bravissimo "musico", è anche un bravissimo marito e un efficiente "casalingo", tuttofare (bricoman, amministratore, lavandaio, fotografo, archivista, pero' non stira, insomma Mr Dubtfire è un/una pivellino/ina in confronto!), quindi le faccende domestiche e non, questo mese toccano a me...ma prima che formuliate maligni pensieri nei miei confronti, tipo "che fortuna servita e riverita" ecc...mi aiuta tanto perchè per problemi vari, non sono piu' "pimpante ed efficiente" come una volta...quindi con i miei ritmi (sempre perchè qua siam tutti musicisti), aiuto pure io...
Punto terzo, è un bravissimo "cuoco" e buongustaio, come altri famosi musicisti tipo Rossini, Verdi e Puccini, soprattutto gli piacciono i lievitati, il pane, le pizze e le focacce, da mangiare e da preparare ovviamente...e che sfida c'è questo mese per l'Mtc?! La pizzzaaa, quella "vera vera verace napoletana secondo il disciplinare" che ci ha lanciato la vincitrice della scorsa sfida dei Cheesecake, l'Antonietta Golino del blog La trappola golosa...
A posto sono, mi son detta, quando ho letto e riletto il regolamento. Sono sola, la gatta per curiosità assaggia la pizza ma non posso contare sul suo aiuto, quindi devo già modificare le dosi. Sono massimo tre ricette, che peccato, con tre metodi differenti le avrei volute fare tutte e tre. L'impasto va fatto tassativamente a mano, e qui arriva il mio "problema", impastare per 20 minuti, una tragedia. Ho solo un fine settimana per poter realizzare la pizza, e per la serie buona la prima, deve essere davvero buona. In ultimo, ma non per importanza, anzi, chi mi fotografa mentre impasto e nei vari passaggi....

Detto questo, mi sono armata di coraggio, orologio per calcolare i giusti tempi, gli ingredienti, la macchina fotografica, il disegno di come volevo realizzare la pizza, si perchè ho la memoria di Dori, la pesciolina di Nemo....e alle 5 di sabato mattina, si, alle 5, mi sono alzata per fare la pizza. Non sono normale vero? Si, avete tutte le ragioni per pensarlo e dirlo. Me lo dico spesso anche io, quando mi ritrovo a fare i salti mortali per realizzare una cosa, da quella di vitale importanza a quella un po' piu' "futile", quando ho il tempo contro, ma se mi metto in testa di fare una cosa, mi tiro il collo pur di farcela. Anche se non sempre viene capita e apprezzata la cosa, non dai familiari o amici piu' stretti, ma a me importa sapere di avercela messa tutta per realizzarla.
E bella o non bella, la mia pizza a me mi piace un sacco, anche se a me mi non si dice.
Ho seguito quindi pedissequamente le indicazioni di Antonietta, e appena ritorna mio marito, la devo rifare (ma questa volta la faccio impastare a lui!) perchè cosi' buona non l'ho mai assaggiata. Si, me la canto e me la suono da sola perchè (musicista) sono veramente entusiasta del risultato!
L'unica "difficoltà", impastare appunto per 20 minuti, riuscire a scattare le foto con la mano sinistra (e il bottone della macchina a destra) per riprendere la mano destra che impasta, mentre roteo l'impasto (quello proprio non sono riuscita a scattarlo) e mentre strizzo i pomodori pelati, e misurare i grammi del lievito di birra, che magari è stato un po' di piu' di 1/2 g, ma voglio vedere voi! Certo, esiste il cavalletto, ma il tempo era preziosissimo per me, per stare li' a cercare come fare l'autoscatto ecc...Quindi....giurin giuretto che ho fatto tutto come Antonietta "comanda"!!
Anche questo mese la sfida è allietata e arricchita dalla bellissima Infografica della Dani con relativo "Psico-test" della neo-mamma Federica....quindi che volere di piu'....che pizza sia!
Perchè la pizza è festa, è consolazione, è il piatto che aggiusta tutto, che ispira, che soddisfa, appaga i palati piu' esigenti, è semplice o "porca", la pizzata è dei tempi della scuola, della serata con amici, del dopo concerto, del dopo qualsiasi evento, del compleanno, del mordi e fuggi, del primo approccio neutro.....perchè la pizza è la piu' bella invenzione che ci potesse essere e che tutti tentano di copiarci Perchè la pizza non è mai banale e scontata. La pizza è vera arte. Non ci si puo' improvvisare pizzaioli.
Ed è anche raro, trovare una pizza veramente degna di questo nome, perchè quando si dice che le pizzerie nascono come funghi...come loro, ci sono quelli buoni e quelli velenosi. Nel nostro girare ed esplorare possiamo dire di averle contate sulle dita della mano, le pizzerie degne di questo nome.
Forse per questo abbiamo cominciato a farle in casa. Sempre meglio e sempre con piu' attenzione.
E questa volta, grazie alla sfida lanciata da Antonietta, le nostre pizze avranno quella marcia in piu'.

Qui trovate le dosi che ha suggerito Antonietta. Io, per i motivi di cui sopra, ho dimezzato le dosi.
Anche se a dirla tutta, ormai che avevo aperto il panetto del lievito, ho provato anche l'altra versione. Per la serie, se non mi complico la vita non sono contenta....mi spiace di non avere fatto tris, soprattutto per la mancanza di tempo e poi chi si mangia tutte le pizze? Anche se a ridirla tutta, mi ispira un sacco anche quella col lievito madre....e chissà che magari all'ultimo mi si apre uno spiraglio di tempo...vedremo...

Ingredienti
225 g farina
125 ml acqua
    6 g sale
1/2 g lievito di birra
asparagi, peperoni, cipolla, pomodorini, melanzane, uovo

Esecuzione
Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell’altra il lievito di birra.
Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare  fino a raggiungere il “punto di pasta”. Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti.
Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.
Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.
A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.
Riporlo su un telo non infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lasciar quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare).

Mentre l'impasto lievita, preparate le verdure: tagliate la melanzana a fette e fate spurgare l'acqua per un paio d'ore, mettendole in uno scolapasta alternandole con del sale grosso. Tagliate a listarelle il peperone e fatelo stufare in una padella. Lessate brevemente gli asparagi. Tagliate sottilmente la cipolla e conditela con un filo di olio extravergine d'oliva

Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello. Una volta che il panetto è lievitato stenderlo su un ripiano, stavolta va bene anche il legno, spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.







Ho applicato il secondo modo di cottura, forse migliore rispetto al primo, perché produce immediatamente il classico cornicione alto tipico della pizza napoletana.
Scaldare il forno come per l’altro procedimento e scaldare contemporaneamente una padella di pietra o ghisa o comunque dal fondo spesso sul fornello della cucina, fino  a vederla “fumare”. Trasferirci il disco di pizza senza condire e lasciar cuocere per 2 minuti. Nel frattempo estrarre lo stampo  dal forno, trasferirci la pizza, condirla velocemente e lasciar cuocere in forno, nella parte più alta per 4/5 minuti e comunque finchè non risulti bella dorata.

Questo è il risultato: un bordo croccante, e tutto il resto lievitato al punto giusto, alveolato, e anche il centro cotto alla perfezione, non molliccio e crudo, come mi è capitato di mangiare in alcune pizzerie.



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 58 di Mtc

http://www.mtchallenge.it/2016/06/mtc-n-58-la-ricetta-della-sfida-e.html