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Visualizzazione post con etichetta pasta fatta in casa.. Mostra tutti i post
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martedì 10 novembre 2015

Ravioli in "Dolceforte" "cu-u tuccu" alla salamella mantovana



Sfida fantastica questo mese! Come tutte pero', del resto. Ma ci sono sfide che sono piu' "sentite" di altre, perchè magari si tratta di proporre un cavallo di battaglia, perchè si è abituate a cucinare quel piatto, perchè è un piatto dei ricordi o per altri mila mila motivi. E questa è una di queste. Ho sempre amato preparare i ravioli e tortelli (di zucca) in casa. Fin da bambina guardavo la nonna e la mamma che tiravano la sfoglia a mano o con la macchina, e posavano un mucchietto di ripieno al centro del quadrato di pasta e poi come per magia realizzavano il raviolo. Non con lo stampo, ma sovrapponendo le punte che dovevano stare all'ingiu', e girando la sfoglia, che sembrava cosi' difficile ma che poi non lo era. E si vedeva il gonfiore del ripieno tra le pieghe della pasta. Piu' difficile a dirsi che a farsi. E quando ho incominciato ad aiutare attivamente in questa operazione che sembrava una catena di montaggio domenicale, fatto di sedie sul tavolo, pavimenti di marmo tirati a lucido, pattine sotto le scarpe, arie d'opera che aleggiavano per casa con la mamma che cantava, profumi di bollito e torta sbrisolona o sabiosa, di racconti dei nonni e giochi con i cuginetti, un mucchiettino di ripieno finiva sulla pasta e uno nella mia bocca, con i borbottii di entrambe "muchela che el basta no!"....ma poi bastava eccome, perchè ne preparavano in quantità industriale!
Che ricordi meravigliosi mi porta questa ricetta proposta da Monica e Luca del blog
Fotocibiamo, vincitori della scorsa sfida dell' Mtc. Nella loro versione genovese, i "raieu co-u-tuccu", i ravioli al sugo, ma non un sugo normale, ma il sugo che sobbolle e sobbolle dolcemente e lungamente....come quello che anche se non genovesi, facevano la nonna e la mamma mantovane.
Una ricetta che ci fa un attimo fermare e riassaporare il senso del tempo che scorre, sempre di corsa purtroppo, ma almeno questa volta, lo guidiamo noi, a nostro favore, anzi, a favore della sfida. Riscopriamo quanto è bello fermarci e compiere con gesti pacati ogni movimento, dal taglio della verdura, al dorare la carne, aggiungere il pomodoro e vederlo sobbollire in stato quasi ipnotico, ploff ploff, le bolle che sbuffano...e poi adagiare i mucchiettini di ripieno e chiudere i ravioli....e il tempo scorre ma con un'altro senso ed un altro perchè. Pura poesia in cucina.

Allora ecco che nella mente mi passano davanti ingredienti da usare, non i soliti ripieni, ma un ripieno un po' azzardato e "alternativo".
Lo comunico al marito che subito mi boccia la ricetta, perchè a lui questo ripieno proprio non piace. Ma io lo voglio proprio fare cosi. Preparero' due versioni di ravioli, una per me e una per lui, ecco risolto.
Ma forse, i pianeti sono avversi...già la ricetta inizia "maluccio"...andiamo prestissimo a fare la spesa e per colpa di un def....che sorpassa in un punto non consentito, non so come riusciamo ad evitare un frontale da paura...torniamo a casa e subito mi metto all'opera, perchè anche questo mese sono davvero tirata, e sul tardo pomeriggio mi prendo poi un attimo di pausa e vista la giornata di sole che ancora ci riscalda, ne approfittiamo per andare a fare una passeggiata con gli amici lungo il canale. Al ritorno, vedo la gatta che non viene subito ad accoglierci alla porta come fa di solito, ma se ne sta tutta schiacciata per terra....mio marito accende la luce della cucina e sento dire...."noooo, guarda che casino!!! cosa ha combinato!!!". Mi precipito di là e vedo i miei ravioli sparsi per terra, mangiucchiati dalla gatta, che stava sempre piu' schiacciata per terra, con le orecchie tutte indietro e lo sguardo pietoso.....e io che la sgrido come se capisse (e comunque capiscono), "brutta, guarda cosa hai fatto, non si mangiano i ravioli"!! da ricovero insomma......
Per fortuna, come al solito del resto, io e mio marito non siamo capaci a fare le mezze porzioni o in maniera ridotta, cosi' mi era avanzata la carne che avevo usato per fare il sugo, e il sugo stesso. Quello che mancava era il tempo, cosi' ho dovuto fare un po' i salti mortali per salvarne qualcuno e per rifarne altri, ma ce l'ho fatta! Il giorno dopo eccomi a fare le due versioni, una per me e una per il marito.....

Quindi, una volta che avete messo il "sugo" sul fuoco e impostato il tempo sulle tre ore....dedicatevi ad altro...fatevi una maschera di bellezza, "ciattate" con l'amica, spippolate col cellulare, bagnate le piante, ricamate, stirate, incontratevi con Morfeo, fatevi la ceretta, mettetevi i bigodini, fate zapping selvaggio, coccolate il gatto, leggete un libro, fate le parole crociate, dipingetevi le unghie dei piedi....e quando il timer suonerà vedrete che capolavoro di u-tuccu avrete davanti agli occhi!

Per la mia ho rispolverato una antica ricetta tipica della cucina fiorentina, le cui tracce si trovano nei ricettari del 500, che potete ritrovare qui e qui, e cioè la carne in Dolceforte.
Si preparavano così la lepre, il cinghiale, la lingua di manzo,usati nelle ricorrenze importanti e nei banchetti nell'epoca del grande Lorenzo dè Medici detto il Magnifico. 
Questa salsa veniva preparata con panforte e cavallucci tritati, cioccolata fuso nel burro, uvetta sultanina, pinoli e noci spezzettati, il tutto innaffiato con aceto e fatto cuocere, prima di essere unito alla carne.
Per chi amava particolarmente i contrasti, la salsa era aggiunta solo a cottura ultimata, per mantenere più integri e decisi i sapori dolci.
Prima dell’arrivo dalle Americhe della cioccolata, il Dolceforte prevedeva al suo posto il miele.
Al giorno d'oggi, solo i pochi fortunati che hanno ancora le nonne che preparano questa pietanza, hanno potuto assaggiare questa delizia. Che andrà persa nel tempo se nessuno tiene viva questa ricetta della tradizione.
Non ho la pretesa di competere con le cuoche toscane, ma vorrei far conoscere alle persone che vogliono provare sapori nuovi, decisi, contrastanti e coinvolgenti, questo modo di cucinare la carne.

Ora veniamo alla ricetta. Quella di Monica e Luca la trovate con tutti gli ingredienti e i passaggi, qui.

Contravvenendo alle mie usanze, per questi ravioli ho usato gli stampini che mi hanno regalato gli amici a Natale di qualche anno fa e non ho usato il bellissimo e pesantissimo tritacarne della nonna, quello che funziona a manovella...o facevo la foto o tritavo la carne!

Innanzi tutto, se qualcuno dovesse avere dei dubbi di come fare a scegliere i tagli di carne ecc, guardate qua e ogni dubbio verrà chiarito! La Dani ogni volta ci incanta con le sue infografiche!



Ingredienti
500 g di polpa di spalla
5 carote
2 gambi di sedano
2 cipolle medie
prezzemolo
rosmarino
2 tubetti concentrato di pomodoro
½ bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva
sale e zucchero q.b.
400 g pelati 
pepe
1 chiodo di garofano 
noce moscata secondo i gusti

per la pasta (per 10 ravioli grossi)
1 uovo
100 g di farina bianca
1 pizzico di sale

per la salsa Dolceforte:
50g cioccolata fondente 
30g pinoli
60g uvetta e frutta candita 
50g zucchero 
noce moscata
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
cannella
½ bicchiere d’aceto bianco

Partiamo dal “Tuccu”. Preparate i sapori per il sugo: pulite carote, sedano, cipolle, prezzemolo e rosmarino tagliate a tocchetti quindi tritate per bene. 
In una pentola capiente (perfetta sarebbe una pentola di coccio che mantiene la temperatura) aggiungete l’olio e soffriggete la carne. Quindi aggiungete i sapori e fate soffriggere per bene. Aggiungete il midollo e fatelo sciogliere. Bagnate con vino bianco. 
In una ciotola fate sciogliere il concentrato di pomodoro con poca acqua tiepida, quindi regolate di sale e aggiungete dello zucchero in modo da mitigare un po’ l’acido del pomodoro. 
A questo punto, contravvenendo alla tradizione che voleva questo sugo fatto solo con il concentrato, aggiungete i pelati. Ed infine aggiungete “le droghe” si definivano così le spezie, aggiungete pepe, chiodi di garofano e noce moscata. 
Lasciate cuocere il sugo per almeno 3 ore molto molto lentamente...le nonne dicevano che il sugo deve “pia”...appena appena sobbollire! 
Per avere un risultato di questo tipo.



Sulla spianatoia fate la fontana con la farina, al centro aggiungete l'uovo, un pizzico di sale ed iniziate ad impastare. Lasciate l’impasto a riposare sulla spianatoia coperto a campana con una ciotola per almeno mezz’ora prima di stenderlo per fare i ravioli.
Stendete la pasta con la macchina o con il mattarello e ricavate delle sfoglie. Posizionate la sfoglia sull'apposito stampino, riempite il centro con il ripieno e chiudetelo, ottenendo cosi' il raviolo.
Adagiate i ravioli ottenuti su un vassoio leggermente infarinato.


Ora, con l’aiuto di un tritacarne, iniziate a macinare la carne (non frullatela) cotta (quella che avete preparato col “tuccu”)
Prelevarne 100 g. In un tegame fate sciogliere lo zucchero con il cioccolato grattugiato (o tagliato a tocchetti), aggiungete l'aceto, le spezie, i pinoli e l'uvetta. Aggiungete la carne che avete precedentemente macinato e fate insaporire per 20 minuti a fuoco lento.


Cuocete i ravioli per almeno 10 minuti, o fino a quando salgono a galla. Scolateli e conditeli con il sugo


il "curioso" e gustoso ripieno interno con tuccu, pinoli e uvetta.....



con questa ricetta partecipo alla sfida  52 per l'Mtc



e non ho resistito a preparare una versione dolce, fuori gara, con i ravioli piu' piccoli, fritti in abbondante olio, e spolverizzati con una cascata di zucchero a velo....una proposta sfiziosaper un aperitivo o anche a fine pasto. Buonissimi!!



domenica 9 marzo 2014

Tortelli mantovani di zucca della nonna Cornelia


Un bel...anzi, un certo giorno, ti capita tra capo e collo una notizia che mai e poi mai avevi minimamente pensato potesse arrivare. Una notizia che ti coglie cosi impreparata, di sorpresa, che inizialmente ti va in pappa il cervello, come se quella massa pensante perdesse la sua consistenza molliccia, e ti senti aggrovigliare le budella, la salivazione si azzera di colpo, e per fortuna sei seduta altrimenti potresti cadere per terra. In un nanosecondo, giusto per non far spaventare chi sta all'altro capo del telefono e per non fare la figura dell'ebete che è rimasta senza parole, cerchi di rimetterti in sesto, di far ritornare il cervello alla massa pensante iniziale, sperando che ti escano parole sensate, devi farti tornare la salivazione altrimenti esce un rantolo....cosi accusi il colpo, prendi tempo, elabori un sacco di cose, ti fai un sacco di pensieri, attendi, tergiversi,rinunci, no, aspetta e se poi...allora ci ripensi...bè in fondo cosa sarà mai, passa il tempo, ti consigli con l'amica del cuore, fai tesoro dei suoi consigli. E rimani in contatto con i tuoi fratelli che anche loro si sono trovati coinvolti loro malgrado in questa cosa e visto che sei la sorella maggiore sembra quasi che sei investita dello scettro di quella che porterà avanti la cosa, perlomeno che fa da portavoce tra chi ti ha dato la notizia e noi...ma anche no per la miseria! Io non voglio essere investita di e con nessuna carica. Voglio tornare al giorno prima di ricevere quella telefonata, in quel lontano giugno, caldo e assolato, che ha rivoluzionato la mia...nostra vita. E come è giusto che sia, ognuno di noi ha reagito alla sua maniera, chi piu' coinvolto, chi si è lasciato scivolare le cose rimanendo ai margini della cosa, e chi invece ha speso ogni istante della giornata e ogni energia della sua vita per affrontare la cosa. E sta ballando ancora adesso e chissà fino a quando ballerà!
Una situazione che mi ha portato indietro nel tempo, un dolore che non se n'era mai andato via, ma solo sopito, come sotto uno strato di cenere. Che mi ha portato a ricordare e rivivere ogni istante di nuovo, lasciandomi sfiancata e inebetita per il coinvolgimento fisico ed emotivo che avveniva su e dentro di me.
Un ritorno anzichè al futuro, come dice il film...un viaggio a ritroso con la macchina del tempo.....e immancabilmente sto ancora viaggiando e chissà per quanto tempo ancora viaggero'.....

Cosi', torna indietro di quà, pensa di là....mi ritrovo a fare la spesa e a vedere davanti ai miei occhi una bellissima zucca e mi sono ritrovata a preparare i tortelli, uno dei tanti piatti della mia infanzia...
Preparare la pasta, e pensare che questa operazione funge da antistress è un tutt'uno!
Cosi' eccomi qua alle prese con quello che ormai è il mio cavallo di battaglia,  senza pesare o misurare niente, a parte le dosi per preparare la sfoglia.
E per il ripieno....a occhio, come fa mia mamma, che quando le chiedo le dosi di una ricetta....io mi "arrabbio", ma poi mi rendo conto che davvero, quando una persona è abituata a preparare un piatto tante volte, poi non pesa piu' niente, e cosi mi riscopro ad assaggiare il ripieno, e ad aggiungere quello che manca, fino a "sentire" che è pronto, perchè con quel gusto e consistenza è cosi...buono al punto giusto....
Comunque poi le dosi le ho "estorte" a mia mamma.....

Ingredienti 
Per il ripieno:
 500 g  Zucca
 150 g Grana padano
 150 g Amaretti
 150 g Mostarda mantovana (solo di mele) Lazzaris

Per la pasta:
    4 uova
400 g farina
Sale q.b.

Esecuzione:
Preparate il ripieno il giorno prima. Tagliate la zucca a fette e fatela cuocere nel forno oppure a tocchetti in una pentola col coperchio a fuoco basso con l'aggiunta di un solo goccio di acqua.. Tritate la zucca, gli amaretti, la mostarda scolata dal suo liquido e il formaggio grana. Deve risultare un composto morbido ma “fermo”



Nel frattempo preparate la sfoglia : versate la farina e fate la classica fontana nella quale sguscerete le uova e un pizzico di sale. Con l'aiuto di una forchetta cominciate a sbattere delicatamente le uova raccogliendo man mano la farina sempre dal bordo facendo attenzione a non fare uscire il composto. Quando la farina è tutta assorbita cominciate a lavorare l'imapsto con le mani e continuate fino a quando otterrete un panetto morbido ed elastico.



Coprite la pasta con un canovaccio pulito , tagliatene un pezzetto e cominciate a tirare la sfoglia a mano o con la macchina per la pasta. Realizzate due sfoglie per volta altrimenti la pasta si secca e non riuscirete piu' a formare il tortello.
Adagiate un cucchiaino di ripieno sulla sfoglia e tagliatela a quadrati (o tagliate prima i quadrati e adagiatevi poi il ripieno). (foto 2).Piegate a triangolo con la punta verso il basso schiacciando bene i lati facendo attenzione a fare uscire l’aria altrimenti scoppia durante la cottura e a non “sporcare” con il ripieno i bordi altrimenti la pasta non si attacca. (foto 3).Unite gli altri due angoli tra il dito pollice l’indice,schiacciare (foto 4) e girare verso l’alto (foto 5) .Ecco il raviolo!

 
con questa dose di pasta ne ho realizzati 80!! (non tutti nella foto)
  

Immergete i ravioli in acqua salata bollente nel quale avrete aggiunto un goccio di olio di oliva affinchè  non si attacchino. Man mano che vengono a galla scolarli delicatamente con una schiumarola e condirli con il pesto alla salvia. Buon appetito!!
 

con questa ricetta partecipo al contest

http://colorsandfood.blogspot.it/2014/01/colors-bianco-inverno-e-comfort-food.html

lunedì 18 novembre 2013

Lasagne di castagne con radicchio e funghi porcini e tanti ricordi....


Ci sono giorni,momenti e situazioni,nelle quali non riesci a spiegarti perchè ti senti cosi.O meglio,tu lo sai il motivo,ma agli occhi degli altri sembra che non ci sia nessuna spiegazione per quel tuo sguardo triste,il sorriso spento e il tuo ostinato mutismo.Anzi,pensano che sei un'ingrata nei confronti della vita che stai vivendo.Insomma hai un lavoro,una casa caruccia,un marito che ti ama e che ti aiuta in ogni istante appena puo',una figlia che visto quello che si sente in giro non si droga,non beve e non si vende...cosa vuoi di piu' dalla vita?
E allora decidi che per non dare troppo nell'occhio e per riuscire a stare a galla,tutte le mattine o alla bisogna,indossi la tua bella maschera,spari str... stupidate con le tue compagne di viaggio verso il lavoro,vai a prendere il caffè con le colleghe,fai,disfi e forchi fino a ritimbrare il cartellino e via di nuovo verso casa,ti togli le scarpe e cominci l'altra parte della giornata,quella di moglie,mamma,cuoca,casalinga,fannullona...
dipende da cosa trovi da fare e da come ti senti.E quando è ora di andare a dormire,punti la sveglia e posi la maschera sul comodino.
Con questo non voglio dire che sono una persona falsa,diciamo che non posso e non voglio far pesare i miei problemi sul resto del mondo e cosi uso questo innocuo stratagemma. Fino a quando dura,perchè poi alla fin fine,a furia di far finta di stare bene e di non far pesare i malumori o i momenti gnagnierosi,crollo...perchè va bene tutto ma non sono mica la super eroina che affronta tutto e che sta bene con se stessa e con il mondo intero ecc ecc ecc....
E allora mi vengono questi attacchi di gnagnerite acuta,magari fuori c'è il sole che sorride alla vita e io mi sento proprio scarica e uno si chiede ma perchè???
Perchè oggi butta cosi e penso a un po' di cose successe...allora uno dice,ma guarda avanti!!! Il passato è passato,non si cambia piu'.Certo,ma quando un bel...anzi,un certo giorno,ti capita tra capo e collo una notizia che mai e poi mai avevi minimamente pensato potesse arrivare.Una notizia che ti coglie cosi impreparata,di sorpresa,che inizialmente ti va in pappa il cervello,come se quella massa pensante perdesse la sua consistenza molliccia,e ti senti aggrovigliare le budella,la salivazione si azzera di colpo,e per fortuna sei seduta altrimenti potresti cadere per terra. In un nanosecondo,giusto per non far spaventare chi sta all'altro capo del telefono e per non fare la figura dell'ebete che è rimasta senza parole,cerchi di rimetterti in sesto,di far ritornare il cervello alla massa pensante iniziale,sperando che ti escano parole sensate,devi farti tornare la salivazione altrimenti esce un rantolo....cosi accusi il colpo,prendi tempo,elabori un sacco di cose,ti fai un sacco di pensieri,attendi,tergiversi,rinunci,no,aspetta e se poi...allora ci ripensi...
bè in fondo cosa sarà mai,passa il tempo,ti consigli con l'amica del cuore,fai tesoro dei suoi consigli.E rimani in contatto con i tuoi fratelli che anche loro si sono trovati coinvolti loro malgrado in questa cosa e visto che sei la sorella maggiore sembra quasi che sei investita dello scettro di quella che porterà avanti la cosa,perlomeno che fa da portavoce tra chi ti ha dato la notizia e noi...ma anche no per la miseria! Io non voglio essere investita di e con nessuna carica.Voglio tornare al giorno prima di ricevere quella telefonata,in quel lontano giugno,caldo e assolato,che ha rivoluzionato la mia...nostra vita. E come è giusto che sia,ognuno di noi ha reagito alla sua maniera,chi piu' coinvolto,chi si è lasciato scivolare le cose rimanendo ai margini della cosa,e chi invece ha speso ogni istante della giornata e ogni energia della sua vita per affrontare la cosa.E sta ballando ancora adesso e chissà fino a quando ballerà!
Una situazione che mi ha portato indietro nel tempo,un dolore che non se n'era mai andato via,ma solo sopito,come sotto uno strato di cenere.Che mi ha portato a ricordare e rivivere ogni istante di nuovo,lasciandomi sfiancata e inebetita per il coinvolgimento fisico ed emotivo che avveniva su e dentro di me.
Un ritorno anzichè al futuro,come dice il film...un viaggio a ritroso con la macchina del tempo.....e immancabilmente sto ancora viaggiando e chissà per quanto tempo ancora viaggero'.....

E oggi mi sento proprio un po' gnagnierosa per via di questi pensieri ricorrenti,per via del tempo,per via del mese che non è molto felice,mi manca la mia nonna,per via che devo sempre modificare i miei piani in funzione di chi di cosa di come è perche'. E visto che quando mi metto in mente di fare una cosa,proprio mi tiro il collo pur di farla e getto la spugna proprio se non so da che parte girarmi, ho dovuto anticipare la mia tabella di marcia del tipo,sono sveglia dalle 4 di mattina,e dopo che mi sono girata nel letto come una bistecca sulla griglia,fino alle 6,mi sono decisa ad  alzarmi per  preparare quello che mi ero prefissata.Una colazione veloce,altro che Uova alla Benedict della scorsa sfida! e poi via...con la preparazione.

Quella che è la mia "terapia"...la pasta fatta in casa che ormai la faccio ad occhi chiusi.Ma questa volta,ho voluto mettermi alla prova preparandola con la farina di castagne,perchè è con questo ingrediente da utilizzare come ci dice la fantasia e il cuore,che ci ha istigati la grandissima Serena,quindi chissà se mi viene come al solito o se esce una schifezza,mi sono detta!Per fortuna c'è la sfida dell' MTC che mi "costringe" a mettermi in gioco e cercare di sentirmi un po' meglio! A volte ci riesco,a volte no...e questo è un momento...ni!

Pensavo infatti di estraniarmi e svagarmi,invece sono ripiombata nei ricordi,ancora piu' lontani,a quando eravamo piccoli e alla domenica arrivavano nonni zii e cugini per il pranzo o eravamo invitati noi da loro e si cominciava all'alba coi preparativi stile caserma,scanditi da orari e tabella di marcia per arrivare prima dell'ora di pranzo con tutto pronto,perchè tassativo,cascasse il mondo,il nonno mangiava alle 12 in punto!
 E allora mi ricordo di sveglie all'alba...sarà per questo che mi è rimasta questa abitudine??!!,sedie sul tavolo,io che passavo la lucidatrice che mi divertivo un sacco nel vedere il sacco color amaranto che si gonfiava quando schiacciavo il pedalino per azionarla e faceva un rumore infernale che bisognava urlare per sentire la propria voce.E la raccomandazione della mamma...tieni il filo perchè se ti va sotto le spazzole è pericoloso...uhm...sarà per questo che...e poi giu' le sedie dal tavolo e tassativamente le pattine sotto i piedi che tutte le volte rischiavi di spaccarti la testa perchè sguishhhh facevi dei lunghi sul pavimento di marmo tirato a specchio! Per che cosa poi,dal momento che si era in metà di mille e quindi ....quindi quasi tutti dotati di pattineeee!!!! ahahahah
E mentre si apparecchiava la tavola col servizio bello della festa...uè sapete che ho ancora qualche pezzo??!!
mia mamma metteva sul giradischi l'opera e cominciava a cantare...e allora tra una gelida manina che ricamava fiori,un vissi d'arte vissi d'amore o un Rigoletto che cercava la sua Gilda...le nostre voci si incrociavano all'unisono....sarà per questo che....ho incominciato ad amare la musica classica e a studiare musica e a sapere le opere a memoria che mi prendono tutti in giro dicendomi che posso fare il suggeritore in buca??!! E quando arrivavano gli ospiti,la musica si spegnava e cominciava il sottofondo delle voci,stai dritta a tavola,mangia tutto,sta ferma sulla sedia,le linguacce tra cuginetti,spintarelle di gomiti,è stato lui,no ha cominciato prima lei,non è vero,stupido...uè cuminci no a litigà...
Comunque sia....ricordo quelle domeniche con gioia e anche nostalgia.Domeniche fatte di profumo di cera sui pavimenti,di brodo di gallina,di ravioli, di sfoglie tirate,di dopobarba del papà e del nonno che era tirato a festa col suo panciotto e cravatta,e dopo pranzo si sdraiava in cameretta a riposare e russava con lo sbuffo..si,faceva sbuffare un lato della bocca e....mi dicono che anche io russo cosi'!!!
Certo che la mente è pazzesca...a volte non vuoi pensare a niente e invece c'è un mulinello di pensieri e fotogrammi che proprio non riesci a fermare! Partiti da un colore,da un profumo da una foto che hai girato e rigirato tra le mani o una diapositiva che non sapevi nemmeno piu' ci fosse e come per magia ti ricordi quel momento come se fosse successo ieri...e allora li è la fine...o sorridi o crolli...

Ad ogni modo,mentre tiravo la mia pasta e pensavo,ricordavo,canticchiavo dentro di me,ad un certo punto mi sono trovata con la pasta sbriciolata tra le dita...ussignur,cosa è successo? Ma cosa mi è venuto in mente?Ma come faccio a trasformarla in una palla bella liscia? Olio di gomito e....via! Non prima di aver rotto un uovo che mi è rovinosamente scivolato di mano e la ciotola piena di acqua della gatta...uhm....cominciamo bene....segnali??!! Mah.

E' nata cosi' la mia lasagna con la farina di castagne....una bontà che non vi dico,ve la lascio immaginare!
Impastata e tirata con tanta calma e come in trance....ogni gesto era pacato e pieno di riflessione e serenità.
"Scoppiare" tra le dita i grumi di farina che non avevo setacciato era stupendo!E mentre alternavo strati di pasta sfoglia e ripieno mi sentivo proprio bene.Vedevo la mia lasagna prendere forma,tra uno strato di radicchio,funghi e besciamella....e il ricordo di tutto quel casino che c'era nella mia mente è stato sostituito dalla gioia di preparare un piatto nuovo per i miei cari.
Senza sedie sul tavolo,lucidatrici rombanti o arie d'opera per l'aere...tutto dentro il mio cuore e i miei pacati ricordi.
E quando ho visto con che gusto hanno assaggiato tutto questo, ho detto, ho fatto centro...e mi sono sentita appagata per questo momento di armonia.Ho lasciato da parte per un attimo i pensieri,che non mi hanno abbandonata del tutto ma mi hanno lasciato per un attimo in pace......ed ecco a voi la ricetta.

Ingredienti
150 gr di farina di castagne
100 gr di farina bianca
  50 gr di farina di grano duro
    3 uova
un pizzico di sale

2 cespi di radicchio rosso di Treviso
100 gr di funghi porcini secchi
1 scalogno

per la besciamella
150 gr di burro
150 gr di farina bianca
1500 ml di latte
sale q.b.

Esecuzione
La besciamella potete prepararla anche il giorno prima.Sciogliete il burro senza farlo friggere,aggiungete la farina e fatelo assorbire.Versate poco per volta il latte e mescolate bene stemperando i grumi.Salate e fate bollire fino a quando non avrete ottenuto un composto bello morbido ma non troppo liquido.
Io vado ad occhio,ho fatto una fatica a ricordarmi di segnare le dosi esatte...per me la besciamella è pronta quando "sa di besciamella",non troppo di farina ma con quel gusto..tutto suo.....come mi ha insegnato mia mamma....
Ammollate i funghi secchi in acqua per almeno un 'ora.Scolateli e fateli insaporire con un po' di burro e un bicchiere di latte.Dovranno risultare cremosi.
In un altro tegame fate stufare lo scalogno tagliato sottile con il radicchio tagliato a listarelle.

Sulla spianatoia (io sulla mia compagna inseparabile di molte ricette,l'asse per la pasta in legno massello della Gp&me ),versate le farine mescolate,fate la fontana al centro e sgusciate le uova. Un pizzico di sale e con l'aiuto di una forchetta cominciate ad impastare raccogliendola man mano dal centro,fino a quando si sarà assorbito tutto l'uovo.Con olio di gomito cominciare ad impastare fino ad ottenere in panetto liscio e compatto,che lascerete riposare coperto da un canovaccio per 15 minuti.


Con l'aiuto della macchina per tirare la pasta,ricavate le sfoglie che se troppo lunghe andrete a tagliate della lunghezza della pirofila che utilizzerete per cuocerle.Fatele bollire in acqua salata  con un filo di olio per pochi minuti.


Cominciate a comporre la vostra teglia di lasagna....uno strato di pasta,uno di funghi,uno di besciamella,
pasta,radicchio e besciamella,fino ad esaurire gli ingredienti.....


Infornate per 30 minuti circa e......questo è il cremoso e gustoso risultato!!



Un boccone davvero indescrivibile....che ti riporta indietro nel tempo....fatto di cose semplici,genuine,sincere.
Un tempo dove nulla veniva sprecato,ma goduto fino alla fine.Un tempo scandito dalle lune,dal raccolto e dalla condivisione di tanta fatica.Un tempo dove la fretta non si sapeva nemmeno cosa fosse.Dove tutto era preparato a mano,tramandato dai vecchi.Dove non c'era ancora la pasta sfoglia già pronta nè tantomeno la besciamella nel cartoccio!Un tempo dove era una gioia stare a tavola con i propri cari,e si era davvero in tanti ma ce n'era abbastanza per tutti.Un tempo dove non esistevano tweet o whats o viber che interrompevano  il momento magico del pranzo.Un tempo fatto di valori e di tante piccole cose,che seppur poche,ti riempivano ugualmente di gioia.
E io,questa sera,assaporando questa lasagna,mi sono sentita come proiettata di nuovo in quel tempo.Non nella mia bianca cucina moderna,ma nella grande cucina col camino dello zio Guglielmo e della zia Giulia,oggi ultranovantenni,a Pietole, vicino a Mantova.Noi,parenti di città,che quando andavamo da loro in campagna, passato il primo momento di imbarazzo,nel mio vestito della festa,mi sentivo poi rinascere e libera di correre per l'aia,con le galline che scappavano di quà e di là,lanciarci dall'alto nel fienile,roba da spaccarsi la testa,e poi andare sul trattore e fare finta di guidarlo e poi giocare a nascondino tra le pannocchie,con i miei cugini acquisiti,mentre i grandi erano nella cucina a fare i discorsi da grandi,per crollare di stanchezza, nel viaggio di ritorno verso casa,sulla 500 color sabbia,pieni di sacchetti con verdura,galline,farina, formaggi....mamma mia che amarcord!!!



e con queste lasagne del buon ricordo...partecipo al contest


giovedì 14 novembre 2013

Pici alle castagne e sapori d'autunno


La giornata di oggi è alquanto strana.O forse sono io ad esserlo. Già è iniziata in maniera vorticosa dal momento che tutti e tre abbiamo puntato la sveglia piu' o meno alla stessa ora,minuto piu',minuto meno,quindi ci siamo ritrovati ad occupare gli stessi spazi,ovvero cucina,bagno e disimpegno nello stesso momento.
Sembravamo palline del flipper,sguissshh di qua...sguissh di là. Dinnng,il timer del microonde che suona,
Vrrrrrr,la macchinetta del caffè che spande per la casa il suo profumo,Vvvvvv,il phone di Alice al massimo perchè altrimenti perde il treno...trucco, parrucco e barba davanti allo stesso specchio,ho finito la schiuma da barba,chi va a prendermela,scendo in cantina,che è una cosa che odio,e prendo la schiuma per Rino,hai tutto,si,il biglietto del treno,si,guardo se ho l'abbonamento,finestre chiuse,tutto a posto ok...
Ciao...ciao...a che ora tornate,alle otto,ok va bene,bacio,bacio...io da una parte verso il pulmann per Milano,loro due dall'altra,verso la stazione,destinazione Torino....
Un po ingrugnata,perchè la settimana non mi passa piu',è lunghissima...e quando sono in metropolitana,mi rendo conto che oggi non è mercoledi come ero convinta che fosse,ma giovedi!!!! Mi si apre il cuore,farei i salti di gioia,che bella notizia!
La giornata passa come al solito piena di cose da fare,una piccola pausa per il caffè e....usti...colpo al cuore...ho dimenticato la Minnie sul balcone!!! Noooo...poverina come faccio adesso?Come fa? Se deve mangiare,bere,andare in bagno,poi prende freddo,mado' che panico.Ho lo stomaco aggrovigliato,salivazione azzerata,povera micia,ma che stordita che sono,come si fa a dimenticarla sul balcone!!
Penso ad una soluzione poi Gnnnicccc,mi blocco di colpo...calma....ripeto a ritroso tutti i gesti che ho fatto prima di uscire di casa e.....no,non l'ho chiusa fuori sul balcone...l'ho anche accarezzata prima di chiudere la porta di casa.....ecco,forse non sono solo strana...sto impazzendo,o forse lo sono già....
Esco dall'ufficio e comincia a piovere,a dirotto,uff che tempo,ho freddo e sono senza ombrello,e non vedo l'ora di ritornare a casa perchè mi sono messa in mente di fare i pici alle castagne e non cambio certamente idea!
Ci ho pensato per tutto il viaggio di ritorno ai pici. Li ho scoperti per la prima volta in occasione di una delle sfide dell'MTC,quando la Patty,aveva vinto una sfida e proposto,come esige il regolamento,una sua ricetta per quella successiva.E mi sono letteralmente innamorata di quei lunghi fili di pasta semplici semplici,tant'è che ne ho preparati in un sacco di versioni....che se volete sapere quali li trovate qui.
Tempo a disposizione per realizzare quello che ho in mente,prima che ritornino a casa,tre ore.Si dovrei farcela,devo farcela!
Cosi mi metto di buona lena a preparare la cena,e nel giro di poco la cucina è ridotta ad un campo di battaglia! Verso la farina sull'asse di legno e dico tra me e me,vuoi scommetetre che quando comincio ad impastare suona il telefono...e cosi è mannaggia! Tutte le sere quelli che ti propongono contratti mega scontati e convenienti,ma signora lo sa che lei spende 35 euro al mese pe l'abbonamento,ah si,non lo sapevo nemmeno,ma come fa a saperlo lei resta un mistero! Non mi interessa,ma signora aspetti...click,metto giu'. Poi è il turno di Rino,che è alle prove di Alice e mi continua a mandare frammenti di registrazione...mamma mia che bravi che sono,Romeo e Giulietta,West Side Story...ciao adesso pero' non ti rispondo piu' perchè sto impastando i pici,ciao.Metto giu' con lui e telefona mia mamma....no ma allora se volete farmi uscire pazza ditelo! E poi ci si meraviglia se perdo i colpi!!! In un batter d'occhio arrivano le otto,sento girare la chiave nella toppa,sono loro,mamma mia che precisione,manco fossero svizzeri! E la prima cosa che dice Alice,quando vede che la cucina è ancora sottosopra e la tavola con la macchina fotografica sopra, che è ancora da apparecchiare,mormora,ecco,
anche stasera minimo minimo si mangia alle dieci.....Uhhh che nervi! Devi andare da qualche parte,no,e allora!Ma come li fai...ah no,io li voglio solo con i funghi,dice Alice,e io col sugo,dice Rino....va bè insomma,ne ho preparate tre versioni apposta,una almeno piacerà!
Padelle e pentole che sobbollono,finalmente i pici sono pronti e....via...impiattare e fotografare...ma allora si mangia o no,si ma che pochi che ne hai fatti....adesso li strozzo...con i pici magari,che son lunghi abbastanza per farlo!
Bè,per farla breve,si sono gustati tutti e tre le versioni,nessuno che parlava,solo un che buoooooniiiiii all'inizio dell'assaggio e poi silenzio....bè....la giornata vorticosa si è placata per un attimo durante la cena,che soddisfazione vederli mangiare con gusto questo mio esperimento!!

Il sapore della castagna che si lega al sapore dei funghi,della frutta secca e del sugo particolare,bè,è davvero l'autunno che ti esplode in bocca!
Ecco qua il procedimento per la realizzazione di questa gustosissima versione di pici,proprio come li fa la grande Patty,e questa ricetta la dedico tutta alla ideatrice della sfida del mese....la signorina Pici e castagne...
ovvero Serena!

Ingredienti
200 gr farina di castagne
100 gr farina di grano duro
acqua q.b. (quasi un bicchiere)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un pizzico di sale

Frutta secca (noci e nocciole) q.b.
castagne arrostite
funghi porcini secchi
pancetta affumicata
sugo di capriolo
burro e latte q.b.

Esecuzione
(La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.)

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno.
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.


Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:
Non devono essere pici lunghissimi.
Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
Il picio non è perfetto! Non deve esserlo. La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.


Ecco qua i miei pici impastati su Asse per pasta in legno massello di Gp&me e fatti riposare in vassoio ovale medio palma Ecobioshopping ...e la frutta secca per il condimento....


I condimenti:
Ragu' di capriolo (già pronto)

Per il condimento ai funghi,fateli rinvenire in acqua,e quando sono ammorbiditi,strizzateli e fateli cuocere in una padella con del burro e del latte.Aggiungete la frutta secca tagliata in piccoli pezzi.Deve essere molto morbido.

Per la "carbonara" fate soffriggere la pancetta affumicata con un filo di olio,aggiungete le castagne tagliate a piccoli dadini e fate dorare il tutto.Aggiungete l'uovo alla fine,sulla pasta,come quando fate la carbonara classica.


Ed ecco le mie tre versioni al completo.....



e con questa partecipo alla sfida


sabato 28 settembre 2013

Le raviole del plin con melanzana rossa di Rotonda e caciotta lucana

D

Sabato.Ore 6.45....non c'è niente da fare,anche se oggi non lavoro,son sveglia già dall'alba. Cosi mi alzo,visto che tanto devo andare dalla piccola Alyssa. Apro il frigorifero per prendere yogurt e latte e...usti,vedo le tre melanzane rosse che giacciono sul piatto e pare dicano....allora ci cucini o no?
Uhm....lampo di genio! Non c'è il due senza il tre...le melanzane sono tre....tre è il numero perfetto.....
Insomma,dopo una colazione veloce, ecco che penso alla terza versione dei plin per la sfida dell' MTChallenge!
Taglio le melanzane a fettine e le cospargo leggermente di sale,mi preparo,le cuocio,saluto Rino che nel frattempo si è svegliato e mi chiede ma cosa fai già in piedi.....ma cosa stai già cucinando,ma senti che odore! In effetti,svegliarsi e sentire l'odore di melanzana e non quello di una torta appena sfornata....
Salgo in macchina, e col cd dei Pooh che mi riporta a quando ero giovane e passavo le mie vacanze a Teglio con la mia amica Luciana,vado da mia cognata, dove tra una cosa e l'altra,mentre la piccola gioca sul tappeto colmo di giochini per tenerla impegnata,riusciamo a preparare dei cookies strabuoni!
Si pranza e poi viaaaa....sulla strada del ritorno,impanicandomi quando al casello dell'autostrada,nella corsia telepass-biglietto....oggi non ho il telepass, premo il pulsantone rosso per prendere il biglietto e...non esce niente....salivazione annullata,tremore,il cuore che accellera,schiaccio il pulsante dell'assistenza ma cavoli nessuno mi rispondeeee!!! Si crea una coda con strombazzamenti e improperi vari,ma oh,calmini un attimo nè....non vedete che c'è una donna impanicataaaaa!!?? finalmente una voce metallica mi dice di premere il pulsante che ora esce il biglietto....mavaffanbagno!
Ohmmm.....ohmmmm....calma,riprenditi,vai tranquilla....ok!

Nel tragitto,forse perchè l'impanicamento al casello mi ha destabilizzata del tutto comincio a pensare senza volerlo a tutte le cose che contengono il numero tre...si dice che il tre è il numero perfetto,infatti noi siamo tre fratelli,i porcellini della fiaba sono tre,la Santissima Trinità è composta da tre elementi, Il cappello a tre punte, balletto del compositore spagnolo Manuel de Falla,(qui in una registrazione dove ha suonato Alice),la Trilogia di Wagner.....naaaaa....ahahaah.....quella è la Tetralogia!!! Peccato,è cosi bella! L'anello del Nibelungo...con L'oro del Reno,La Valchiria,Sigfrido,Il crepuscolo degli dei.....ma non andiamo fuori tema!!!
Cosi mi viene in mente il Trittico di Puccini con Il tabarro,Suor Angelica,Gianni Schicchi,e Il trio Lescano con i suoi Tulipan!!
Ussignur...staro' mica impazzendo???!!! Il film Tre uomini e una gamba....e gli enigmi della grandissima e bellissima Turandot di Puccini......Qui,Quo,Qua,i nipotini di Paperino....i Tre porcellini...il trifoglio....le Tre cime di Lavaredo.....la Divina Commedia del sommo Dante....La Sonata è composta da tre tempi.....il Il valzer è una danza dal ritmo ternario...un due treeeee...un due treeee.....

Guidando e farneticando arrivo al casello dove devo pagare il pedaggio...ussignur...panico....dimmi che c'è l'omino...dimmi che c'è l'omino....siiiiii.....vedo spuntare un braccio dalla guardiola che prende i soldi....sono salva!

Ed eccomi a casa,una lavata veloce alle mani e.....eccomi pronta a plinnare per la terza volta.....con Rino che brontola...ma se le hai già fatte le foto la volta scorsa! Si ma i ripieni sono diversi...dai che oggi è l'ultimo giornooooo!!!!
Le mie prime due versioni sono qua e qua,mentre qui trovate quelle di Elisa....che ci ha fatto conoscere questa meraviglia!
Non sto a ripetere gli ingredienti e preparazione ,che trovate,se volete,nelle versioni citate.
Questa volta,visto che siamo solo io e mio marito,ho fatto una dose ridotta...e con un uovo e 100 gr di farina sono riuscita a fare 38 plin...questa volta si che mi sono ricordata di contarli!!

    ho tagliato finemente la melanzana rossa con la ricotta.....


    adagiato una piccola quantità di ripieno sulla sfoglia......

    assemblato......
    su asse per pasta in legno massello di GP&me


    cotti,scolati e conditi con la buonissima salsa di pomodoro fatta in casa, che ci ha regalato la mamma di Roberto,un collega di Rino.....


    ed ecco il gustosissimo interno......


    e con questa ultima,per davvero,versione partecipo alla sfida di


    ringraziandoli perchè in questo periodo incasinatissimo...che è ancora incasinato...sono riusciti a farmi comunque,anche se per poco,pensare ad altro,mentre cucinavo.....grazie di cuore!

    venerdì 27 settembre 2013

    Le raviole del plin al Gorgonzola,noci e pere




    Avevo detto che le volevo rifare e cosi' è stato! Chi mi conosce bene sa quanto sono caparbia, testarda, determinata. Se mi metto in testa di fare una cosa, cascasse il mondo la faccio....se so di avere ragione su un determinato argomento, voglio uscirne vincente perchè,cascasse il mondo, se so di avere ragione ,perchè devo cedere? A costo di apparire pedante, pressante, assillante....
    E quando ho deciso che avrei fatto una seconda ricetta per la sfida dell' MTChallenge ero sicura che l'avrei fatta,prima o poi, nonostante tutto. Si, nonostante il periodaccio che mi sta togliendo il respiro,le energie,la serenità....e forse il mettermi alla prova una seconda volta, è un modo per distogliere i pensieri per un attimo dal solito punto, una specie di antistress.
    E mentre li facevo mi sembrava di essere dentro una bolla,io e i miei ravioli,e tutto il resto non esisteva!Era la conclusione di una giornata che dire caotica è dire niente!
    L'idea mi è balenata stamattina,mentre a piedi andavo a prendere il pulmann,nei 20 minuti di tragitto che mi separano da casa, anche se sapevo che nel pomeriggio sarei dovuta andare a sistemare il resto delle cose, da finire entro la fine del mese,quindi sarei tornata a casa tardi . Mi rimane solo oggi o domani,mi sono detta,perchè sabato do una mano per la nipotina.....Al lavoro un deliro come al solito.....nel pomeriggio,man mano che passava il tempo ero sempre piu' stanca e proprio non avevo voglia di prendere due metropolitane,una filovia,sistemare,e fare il tragitto al contrario....cosi è bastato un sms di mio marito che mi diceva di non andare oggi,ma che avremmo sistemato tutto domenica, a farmi tirare un sospiro di sollievo....cosi alla mia ora ho spento il pc e senza pensarci due volte sono uscita....certo,con tutto questo periodo incasinato,sono sotto di ben cinque ore ma.....oggi non mi importava!
    Prendo al volo la metro,al volo il pulmann,e aspetto l'altra coincidenza....non avevo voglia di rifarmi 20 minuti a piedi,volevo tornare il piu' in fretta possibile a casa per plinnare! Aspetto quasi 10 minuti e poi,visto che il pulmann non arrivava mi incammino cosi' di malavoglia! Ma ecco che dopo essermi avviata, spunta il pulmann,che ovviamente non poteva fermarsi fuori fermata,e dopo aver tirato qualche parola non proprio ehm....ho proseguito il mio cammino....arrivata a casa con i piedi a fuoco e stanca,prendo la macchina e mi fiondo dalla dottoressa per una ricetta,e si,perchè nel frattempo mi è ritornata la cistite,sarà lo stress come dice la mia amica,sarà vattelapesca per chissà quale motivo....c'era il mondo cosi la lascio nella sua cassetta....vado al super a prendere uova e pere,pero' mi sfugge che a quell'ora escono i bambini da scuola,quindi quando mi accorgo è troppo tardi,ci sono le transenne,allora faccio il giro dell'isolato e parcheggio la macchina lontano dal super....quando arrivo a piedi a destinazione,hanno tolto le transenne perchè nel frattempo tutti i bambini erano usciti....sorvolo e faccio la spesa....vado a vuotare l'umido e....le chiavi della cantina mi cadono nel tombino proprio di fianco al bidone,ma si puo' mettere un tombino a griglia di fianco ad un bidone ?? Prendo un cacciavite,una pinza,no,non si riesce,allora chiamo Rino, che nel frattempo è bloccato con uno strappo alla schiena,per forza povero,con tutti gli sforzi che sta facendo in questo periodo, e con un inizio di influenza,e anche Alice è a letto con un'inizio di influenza.....cosi' scende con una calamita e riesce a tirare fuori le chiavi dal tombino...si ma allora ditelo...dove sono le telecamere....è uno scherzo? Non è che sono sul set del Truman show???!!
    Finalmente al'alba delle diciotto riesco a entrare in cucina e a iniziare il tanto atteso,agognato plinnamento....e tutto il resto sparisce,solo io e la farina,il ripieno,le uova. E tutto il resto......non mi tange piu'!!!

    Gli ingredienti e la ricetta la trovate qua e qua.

    Visto che marito e figlia non sono in gran forma, ho modificato le dosi,aggiungendo solo due uova. Volevo contare quanti ravioli sono riuscita a plinnare ma mi sono dimenticata!!!!



    Per il ripieno ho utilizzato 100 g di gorgonzola,100 g di formaggio cremoso, 4 noci, 2 pere (una per la decorazione) e ridotto tutto in crema.

    Certamente non ho inventato niente e non sarà un ripieno da urlo ma....la combinazione del gorgonzola naturale,dal sapore forte e deciso,(ma potete usare anche quello dolce che è piu' delicato),che ho smorzato con il formaggio cremoso,unito alla dolcezza della pera e alla croccantezza delle noci spezzettate, il tutto condito con burro fuso e salvia.....bè...è proprio buono!!!



    Tirate la sfoglia.......................



    Ponete una piccola quantità di ripeno sulla sfoglia lasciando una piccola distanza tra un mucchietto e l'altro.....


    Piegate,plinnate,rifinite con la rotella,tagliate......

    su asse per pasta di GP&me....

    ed ecco il plin!


    con questa ricetta partecipo alla sfida mensile di

    giovedì 19 settembre 2013

    Le raviole del plin per l'MTC


    La pausa estiva è terminata....si riprende alla grande con la sfida per MTChallenge che questo mese ci vedrà impegnate con  Le raviole del plin di Elisa. Per me,l'MTC,oltre che un momento di relax e una sfida nel senso buono del termine, è anche una scuola di cucina,perchè i piatti proposti,che fanno parte della tradizione,sono man mano interpretati,reinterpretati,sviscerati,descritti con tale dovizia di particolari che anche la persona che fino a quel momento non si sarebbe mai sognata di cimentarsi in questo o in quello....si ritrova alla fine a cucinare piu' versioni dello stesso piatto,perchè ci ha preso talmente gusto!!
    Ci sono piatti che ci mandano nel panico piu' assoluto perchè proprio non abbiamo mai provato a cucinarlo....quello che ci fa fare i salti di gioia perchè senza volerlo è il cavallo di battaglia per qualcuna di noi....quello che per la miseria,questione di principio ci devo riuscire cascasse il mondo....quello che ci prendiamo talmente tanto gusto a fare che i nostri cari non vedono l'ora che finisca il mese della sfida,ma poi si rendono conto che dietro l'angolo ce n'è subito un'altra e allora sudano freddo!!!

    Questo mese,la ricetta proposta è fantastica, ma purtroppo cade in un periodo particolarmente caotico, difficile e delicato della mia vita, che mi ha costretto ad accantonare tutto quello che mi piace fare,per addossarmi e cercare di risolvere e affrontare situazioni difficili e gravose,sia fisicamente che emotivamente, e a dovermi dividere tra casa,lavoro e queste incombenze, facendomi arrivare a sera stravolta di stanchezza,triste,voglia di cucinare pari a zero, tanto che mi addormento sul divano, col pc sulle gambe,con l'illusione di riuscire a connettermi e aggiornarmi,e poi a passare la notte completamente sveglia a girarmi e rigirarmi nel letto con tanti pensieri.....a volte gli hobby o un diversivo sono un toccasana,che sviano almeno momentaneamente la mente ma....se proprio manca il tempo e la testa è da tutt'altra parte....non c'è blog o hobby che tenga....certe sere ero talmente stanca e demoralizzara che tutto quello che mi stava capitando che trovavo "stonato", troppo frivolo e quasi inutile tutto il resto...pensavo che bastava un click per togliermi da fb e cancellare il blog....un pensiero malsano certo! Tutto il mio lavoro e il mio divertimento erano e sono note stonate in questo momento....ma poi un giorno, riflettendo, mi sono detta che non era giusto annullare tutto quello che avevo creato con tanta passione e tempo fino ad ora e annullarmi....certo non mi sono cercata la situazione dove mi sono trovata mio malgrado coinvolta tra capo e collo, ma non è giusto sacrificare quello che è un mio spazio....cosi' non ho fatto nessun click e grazie a due iniziative importanti sono rimasta.
    Certo, in sordina, perchè non ho il tempo che vorrei purtroppo, le idee ci sono , ma non riesco a ritrovare tutto lo spazio che avevo prima....chi mi conosce e sa che mi butto a capofitto ad azzardare,inventare,provare infinità di versioni di una ricetta,questa volta rimarrà a bocca asciutta!......ma spero di ritornare come ai vecchi tempi....e per fortuna per tutto questo tempo,che purtroppo non è ancora finito, e chissà quando mai finirà, per la serie siamo in ballo,balliamo fino in fondo e fino alla fine,c'è la collaborazione di mio marito che davvero si sta facendo in quattro anzi in mille per aiutare a risolvere tante cose che altrimenti non vedrebbero nessuna conclusione o chissà quando nel tempo....e non finiro' mai di ringraziarlo perchè anche lui si è trovato coinvolto suo malgrado in questa situazione e nonostante tutti i suoi impegni non si tira mai indietro e non si lamenta anzi....è il primo a farsi avanti a fare le cose....e anche lui arriva stravolto e si addormenta sul divano...insomma...un quadretto familiare proprio soporifero!!!

    Peccato perchè adoro la pasta fatta in casa, le paste ripiene. I ravioli per me sono il piatto tipico della tradizione,che mi portano indietro nel tempo,dal momento che fin da piccola, di domenica si mangiavano in brodo o asciutti, e rappresentavano il piatto tipico della festa,quando ci si riuniva al lungo tavolo con i nonni,zii e cuginetti......si iniziava il giorno prima a preparare il ripieno,cosi diventava piu' buono,e la mattina al'alba a preparare i ravioli...e io che aiutavo mia mamma....un po' di ripieno sulla pasta e un po' in bocca..."muchela li che el basta no....." (....smettila li che non basta)....mamma che buono!!! E poi di nascosto i ravioli crudi....ma quanto buoni erano i ravioli crudi!!!
    La pasta fatta in casa e i ravioli mi fanno sempre ritornare indietro nel tempo,ai sapori genuini,a quando non esisteva la fretta,quando non c'erano i piatti pronti surgelati,ma tutto era preparato in casa,e la domenica era festa già dall'alba,perchè dai piccoli gesti si preparavano grandi cose,che ti emozionavano e ti facevano sentire speciale e coccolata! I pranzi domenicali erano pranzi speciali,non tanto per il numero di portate,ma per l'amore che si metteva a preparare le pietanze...che in pratica erano...ravioli,cotti in brodo di carne che veniva mangiata con la mostarda,la salsa verde,o la senape,un pezzo di arrosto che si era lasciato da parte dopo che si era utilizzato un pezzo per fare il ripieno....oppure i tortelli di zucca....e poi fili e fili di tagliatelle.....insomma che bei ricordi!!!

    L'unica volta che ho mangiato i ravioli del plin è stato al matrimonio di un nostro amico che abitava vicino a Cuneo e mi ricordo che quando li ho visti,cosi piccoli,ho detto...si ciao,non li faro' mai....e invece eccomi qua!
    E' stata una bella sfida....riuscire a preparare questi piccoli raviolini....bisognerebbe avere le dita piiiiiccole e sottili....e ad essere sincera sono riuscita a farli piu' o meno abbastanza uguali...preparati per tre porzioni...gli altri li ho fatti un po' piu' grandi...insomma è capitato come quando preparo i taralli o le polpette...all'inizio sono tutti bellini e piccolini, ma poi mi stanco e allora i taralli cominciano ad essere delle ciambelline e le polpette da biglie si trasformano in palline da golf!!!

    Quindi,molto a malincuore,questa volta partecipero' solo con una ricetta, e tanta grazia che sono riuscita a prepararne almeno una!! Preparata sempre con tanta passione pero',nonostante i pensieri, perchè fare la pasta,manipolarla,passarla nella macchina,preparare il ripieno e per la prima volta plinnare....è stato un po' "terapeutico"....tutti gesti scanditi dal tempo che è tornato indietro, e che mi facevano rilassare mentro ero momentaneamente concentrata a centrare lo spazio tra una piccola quantità di ripieno e l'altro...con un plin!

    Bene,ora veniamo alla ricetta,che trovate descritta anche qua

    Ingredienti per 4 persone
     per la pasta:
     200 g di farina di grano tenero 0
     1 uovo intero (grande)
     2 tuorli (grandi) [4]
     per il ripieno:
     300 g di arrosto di vitello*
     100 g di salsiccia
     400 g di biete
     1 noce di burro
     2 uova
     formaggio Grana grattugiato
     sale
     noce moscata
     per il condimento:
     sugo d’arrosto*
     formaggio Grana grattugiato
     *per l’arrosto:
     500 g di fesa di vitello (o altro taglio adatto alla cottura arrosto)
     1 spicchio d’aglio
     1 rametto di rosmarino
     1 foglia piccola di alloro
     olio extravergine di oliva
     sale
     pepe
     brodo di carne (o in mancanza di questo, brodo vegetale)

    Esecuzione
     Per prima cosa preparare l’arrosto. Legare la fesa con lo spago e farla rosolare in una padella con un filo d’olio, da tutti i lati, in modo da sigillare i pori della carne. Salare e pepare il pezzo di carne e trasferirlo in una teglia unta con un filo d’olio. Aggiungere lo spicchio d’aglio in camicia, leggermente schiacciato con il palmo della mano, il rosmarino e l’alloro. Cuocere in forno a 180°. Dopo 10 minuti bagnare con brodo e far cuocere per altri 40 minuti circa (per controllare la cottura, infilare una forchetta al centro e premere in modo da far fuoriuscire il succo: se il colore è biancastro la carne è cotta, se è rossastro non è ancora pronta).
     Nel frattempo lavare e mondare le biete e saltarle in padella con una noce di burro.

    Salare e tritare le biete. Togliere l’arrosto dal suo fondo di cottura e tritarlo finemente, insieme ai gusti. Unire i due composti ed incorporarvi la salsiccia sbriciolata. Aggiungere le uova, il sale, la noce moscata e il formaggio grattugiato. Mescolare bene con un cucchiaio di legno.

    Mettere la farina a fontana e rompervi all’interno le uova. Mescolare le uova e la farina partendo dall’interno e incorporando poco per volta la farina. Impastare per una decina di minuti con i palmi delle mani finché si ottiene un composto liscio e compatto. Coprire con pellicola alimentare e far riposare per una trentina di minuti.

     Tagliare pezzi di pasta e, che si scelga di usare la macchinetta o il mattarello, tirarla molto sottile.
     Con l’aiuto di uno o due cucchiaini formare delle piccole palline di ripieno (grosse all'incirca come delle nocciole) e disporle sulla sfoglia, a poca distanza l’una dall’altra



     Piegare la sfoglia e pizzicare la pasta tra una pallina e l’altra.Dopodiché tagliare i ravioli con la rotella partendo dalla parte chiusa e muovendosi verso i due lembi sovrapposti.
    E’ importante lavorare con poca pasta per volta in modo da non farla asciugare troppo. Ogni volta che i ravioli sono pronti, disporli su dei tovaglioli puliti e spolverizzarli con farina.


    e dopo tanti plin.....


    .....su asse per pasta in legno massello di GP&me

    Filtrare il sugo dell’arrosto e farlo sobbollire in un pentolino in modo da ridurlo (renderlo più denso).  Tenere in caldo.

    Cuocere i ravioli in abbondante acqua bollente e salata. Scolarli e condirli con il sugo d’arrosto e una spolverata di formaggio grattugiato



    con questa ricetta partecipo al contest