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Visualizzazione post con etichetta zucca. Mostra tutti i post
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sabato 14 gennaio 2017

Risotto con zucca in zucca violina


E' un periodo un po'  "scazzato" (svogliato ) della mia vita. Il blog, angolo di svago e rifugio, langue. Non ho piu' tanta voglia di scrivere, pubblicare. fotografare, cucinare. E questo non è proprio un buon segno, per una che appena arrivava a casa dal lavoro, si piazzava di nuovo al pc a sistemare foto, ricette e brigavo e disfavo in cucina, inventando o cucinando. Ci sono altre priorità o semplicemente il "dolce far niente" e il  non far sapere a nessuno cosa mangio, faccio, penso. Per fortuna ho un marito che cucina benissimo, quindi si mette volentieri ai fornelli, ma questo anche prima che mi venisse addosso stà roba indefinita.
Cosi', quando faccio qualcosa degno di nota, o le sue di creazioni, fotografo (fotografa) e archivio, per la serie "non si sa mai" e mi ritrovo un po' di materiale che per ora è li, fermo, in attesa di tempi migliori.

Ma quando ho visto queste zucche, subito ho avuto una illuminazione "Dai, prendiamo anche queste, cosi' le uso come contenitore!". Non ci potevo credere...mi era venuta un'idea.

Al di là delle proprietà benefiche della zucca che qui condivido, 

".....può essere considerata l’ortaggio autunnale per eccellenza e viene spesso impiegata per la preparazione di numerose ricette. In effetti non dovrebbe mancare mai sulla nostra tavola, perché è un’ottima fonte di vitamine e di sostanze antiossidanti. In modo particolare la zucca fornisce al nostro organismo il betacarotene, indispensabile per la formazione della vitamina A. L’applicazione dell’olio di semi di zucca favorisce la guarigione delle scottature. Inoltre l’ortaggio presenta proprietà diuretiche e lassative non trascurabili.
Prendendo in considerazione le proprietà nutritive della zucca, bisogna considerare che, pur essendo queste ultime elevate, comunque non si tratta di un ortaggio calorico, visto che fornisce soltanto 17 calorie per ogni 100 grammi di polpa. I componenti essenziali che formano questo ortaggio sono il betacarotene, che il corpo utilizza per la formazione della vitamina A, e poi le vitamine B ed E. La seconda è nota per essere un ottimo antiossidante.
La zucca contiene molti sali minerali: calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, sodio, manganese e zinco. Buona anche la quantità di fibre e l’ortaggio è ricco anche di diversi aminoacidi, come l’arginina, l’acido glutammico, l’acido aspartico e il triptofano.
Le proprietà terapeutiche della zucca sono dovute specialmente al betacarotene, che riesce a prevenire l’insorgenza di varie patologie. In effetti proprio il betacarotene riesce a proteggere il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio e presenta delle proprietà antiossidanti: contrasta l’azione dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento delle cellule. Questa sostanza riesce ad avere anche degli effetti diuretici e lassativi.
Inoltre la zucca presenta delle proprietà sedative: è indicata per chi soffre di ansia, di nervosismo e di insonnia. Il consumo di semi di zucca o dell’olio derivante dall’ortaggio viene indicato per eliminare i parassiti intestinali e per trattare le infiammazioni della pelle, quando si verifica una scottatura o quando si ha un prurito intenso, con fenomeni di arrossamento.
La zucca, infatti, riesce ad ammorbidire la pelle e ha, inoltre, delle capacità emollienti, che la rendono molto utile anche nel caso di punture di insetti. A questo scopo si possono fare anche dei cataplasmi preparati con la polpa cotta e frullata.
Con la zucca si possono mettere a punto anche delle creme e delle maschere antinvecchiamento, che rendono sempre giovane l’aspetto. Il succo di zucca dovrebbe essere bevuto soprattutto in caso di ulcera e di acidità dell’apparato digerente.....",

ho una adorazione infinita per questo ortaggio, che ho imparato ad amare fin da piccola, in diverse preparazioni, una sopra tutte i famosi tortelli di zucca mantovani, essendo mamma e parenti al seguito, di quella magnifica città e dintorni.
Quindi, quando l'acquisto, lo faccio piu' con il cuore e la mente, che non dal punto di vista salutare, che comunque non passa in secondo piano, perchè va da sè, che se mi nutro bene, con cibi genuini, la mia saluta ne trae un enorme beneficio.
E per fare questa ricetta, di ingredienti sani ne ho usati parecchi o forse quasi tutti. La zucca mantovana acquistata dal contadino, il riso direttamente da un produttore del vercellese, vino rosso di una delle tante cantine visitate nel tempo, perchè per cucinare bisogna usare del buon vino e non vinacci, brodo preparato con dado fatto in casa, omaggio della cognata, burro di malga, olio extravergine del collega siciliano, grana del caseificio...insomma, mica male no?

Ingredienti
Zucca (mantovana o a piacere)
Zucca violina
120 g riso
1 cipolla
1 bicchiere di vino rosso
brodo q.b.
burro qb
olio extravergine di oliva
pepe
grana grattugiato qb

Esecuzione
Tagliate a fette la zucca e fatele cuocere in forno a temperatura media fino a quando saranno morbide. Fate lo stesso con la zucca violina.
Togliate la buccia alla zucca, ma lasciate intera la violina, che userete come contenitore per il risotto.
In un tegame, fate appassire la cipolla tritata con olio extravergine di oliva. Aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con un bicchiere di vino e aggiungete man mano che si assorbe, il brodo.
Fate cuocere per una ventina di minuti circa, mantecate con una noce di burro e una manciata abbondante di grana grattugiato e riempite la zucca.
Una macinata di pepe e servite subito.
Ovviamente...mangiate anche il contenitore!!

E se pensate che di zucca ce n'è una sola, o poco piu', guardate qui e ne troverete delle belle, piu' o meno conosciute.

sabato 24 ottobre 2015

Quaglie "sapori d'autunno" in pastella di grano saraceno con sfere di polenta taragna tellina


Se la volta scorsa, ho preparato il pollo farcito seguendo gli ingredienti del cuore, e cioè la zucca, gli amaretti, la mostarda, la salamella mantovana che utilizzo quando preparo i tortelli di zucca, riportandomi alla memoria la mia infanzia, questa volta ho utilizzato gli ingredienti che mi portano in montagna, in Valtellina, e piu' precisamente a Teglio, dove ho trascorso le mie vacanze invernali/estive da quando avevo pochi mesi, fino a qualche anno fa.....
Assolutamente quasi alla fine del tempo concesso per presentare la ricetta per la sfida n. 51 dell' Mtc. Non pensavo nemmeno di riuscire a fare la prima, ed eccomi qua con la seconda proposta, e ne avrei fatte anche di piu', se non ci fosse stato il limite massimo di due ricette. Dove e come sia riuscita a trovare il tempo per fare tutto questo non lo so. Ma ieri ho avuto una giornataccia veramente pesante. Al lavoro, poi al cimitero a trovare mio papà, che ancora non mi sembra vero, le risposte scocciate di mia figlia.....insomma avevo il morale sotto i piedi. Da questo stato d'animo, al cucinare queste quaglie, non so come ci sia arrivata. Perchè quando uno è "scazzato", demoralizzato e in lotta col mondo intero, tutto ha, tranne che la voglia di fare, tantomeno di cucinare un piatto elaborato.
Invece mi sono ritrovata a fare la spesa, e stamattina a cucinare. Di solito le mie preparazioni avvengono con un sottofondo musicale che mi accompagna in tutte le fasi, ascolto, canticchio.....oggi invece è stato diverso. Nessuna musica di sottofondo. Solo il rumore del frigorifero che caricava, la lavatrice che andava, la caldaia che ogni tanto si accendeva. E ogni tanto, quando questi elettrodomestici smettevano per un attimo di funzionare, sentivo il "rumore" dei miei pensieri. Eravamo solo io e loro. Pensieri pesanti, forti, che fanno parte di questa fase della mia vita che mi vede decisamente in crisi. E nel silenzio mi sono ritrovata a disossare, farcire e cucire la mia quaglietta. Era come se fossi in trance. Mi sono ritrovata alla fine, a piatto finito, a rendermi conto di aver fatto un sacco di cose.....e mi stupisco ancora adesso di come abbia potuto farlo.
Ho deciso di cucinare le quaglie, farcendole con zucca, funghi, castagne, salamella, e friggendole con la pastella di grano saraceno......sapori rustici che mi riportano appunto in Valtellina.......

Io che non avevo mai disossato niente, ora ci ho preso gusto, e penso che se dovessi mangiare ancora un pollo....lo disosserei senza tanti problemi. E devo ringraziare la Patty....Patrizia Malomo del blog Andante con gusto, vincitrice della scorsa sfida, che ci ha proposto questa ricetta.

Tutte le spiegazioni, di come procedere per la tecnica del disosso, cottura e preparazione del gravy, le trovate qui, per non scrivere un post chilometrico. Spieghero' invece il procedimento di come ho cucinato gli altri ingredienti di questa ricetta.
L'importante è sincronizzare bene i tempi di preparazione. Per prima cosa preparare la pastella, disossare, farcire, cucire, mettere a cuocere. Mentre le quaglie cuociono, preparare la polenta, preparare il gravy e subito dopo impanare le quaglie e friggerle......sembra complicato ma no lo è.

Ingredienti
2 quaglie
1 salamella
4 castagne cotte
1 manciata di funghi
zucca q.b.
prezzemolo q.b.

olio extravergine di oliva q.b.
1 bicchiere di vino Gutturnio

per la polenta taragna tellina
500 g di farina di grano saraceno
1.5 l di acqua
250 g di burro
300 g di formaggio Valtellina Casera D.O.P.

per la pastella di grano saraceno
200 g di farina di grano saraceno fine
200 g di farina bianca 
un bicchierino di grappa
33 cl di birra o acqua minerale q.b.
1 uovo
1 pizzico di bicarbonato
sale e pepe

Brodo
preparato con la piccola carcassa delle quaglie, ali, interiora e collo

Esecuzione
Per prima cosa preparate la pastella di grano saraceno
In una bacinella unite tutti gli ingredienti e mescolate fino ad ottenere un impasto non troppo morbido che lascerete in frigorifero per circa un'ora e mezza. (vedere poi fotografia piu' sotto)

Procedete a disossare la quaglia come spiegato qui



farcite con salamella, zucca cotta al forno, funghi precedentemente messi in ammollo, strizzati e passati in padella con un filo di olio. burro e uno spicchio di aglio, e infine le castagne


cucite con filo da imbastire......


cuocete con un filo di olio, burro e uno spicchio di aglio, per 30 minuti. Cinque minuti prima dalla fine della cottura, sfumare con un bicchiere di vino Gutturnio.


e mentre le quaglie cuociono, preparate la polenta:
In un paiolo portate a ebollizione l'acqua salata con 50 g di burro. Versate tutta la farina di colpo e mescolate velocemente con un mestolo di legno. Formate una x da lato a lato, abbassate la fiamma
e fate cuocere per circa 20 minuti prima di mescolarla nuovamente dal basso verso l'alto. Questo procedimento fa si che la polenta risulti piu' soffice. Ora, sempre mescolando dal basso verso l'alto, fatela cuocere per 30 minuti, aggiungendo poco per volta il burro. A fine cottura spegnete la fiamma e aggiungete il formaggio tagliato a dadini mescolando velocemente.
(solitamente si versa subito sul tagliere, ma volendo fare le sfere e dovendo friggere le quaglie, l'ho lasciata coperta nella pentola, quindi si è un po' "compattata". L'ho versata in una ciotola inumidita per dare una forma a cupola) 

Impanare velocemente le quaglie nella pastella precedentemente preparata, fino a quando la superficie risulterà dorata.

adagiarle sulla polenta..............(per la fotografia!!!)


Tagliare a fette non troppo sottili e servire con le sfere di polenta taragna e il gravy, (ottenuto dal fondo di cottura delle quaglie, al quale ho aggiunto 3 mestoli di brodo, mezzo bicchiere di Gutturnio, passato con un colino e aggiunto la farina per addensare e fatto cuocere per 20 minuti), che ho volutamente lasciato piu' denso rispetto a quello preparato la volta scorsa

Impiattare .........la croccantezza della pastella di grano saraceno, il morbido della carne, il sapore degli altri ingredienti......






..... mi fanno rendere conto che nonostante abbia dovuto dedicare tutta la mattina alla preparazione di questo piatto, assorta nei miei pensieri.....ne è valsa la pena......

con questa ricetta partecipo alla sfida n. 51 di Mtc

 Mtc

giovedì 22 ottobre 2015

Pollo "alla mantovana" con salamella mantovana, amaretti, zucca e mostarda


Si gioca "pesante" questo mese in casa Mtc ! La simpaticissima Patrizia Malomo del blog Andante con gusto, (e quando dico simpatica lo dico sinceramente, perchè è davvero cosi'), vincitrice della scorsa sfida, ha lanciato un sfida pazzesca che ha fatto gioire, allarmare, impanicare, stimolare e inorgoglire tutte noi. No dico, il pollo ripieno! Da disossare con le nostre "abilissime" mani....mai fatto in vita mia, chissà cosa verrà fuori. Quando poi leggo che la tecnica illustrata dal tutoraggio è quella che insegna la scuola del Cordon Bleu di Parigi, quella che quella in assoluto più utilizzata....allora la salivazione si azzera.
Superato il fatto che questa è la ricetta del mese, che lo si voglia o no, passiamo mentalmente il calendario di ottobre, e il panico arriva non tanto per il disosso del pennuto, ma per quando iniziare a operare! Anche quest'anno ottobre ha 31 giorni, (ma dai!!??) ma gli impegni sono cosi' tanti che davvero non so quando cimentarmi in questa impresa. Perchè richiede tempo. E io il tempo non ce l'ho, semplice. Il primo fine settimana in Garfagnana per un blog tour, il secondo nelle Marche sempre per un blog tour, il terzo il diploma di violoncello di Alice....il quarto scade il termine massimo per presentare la ricetta. Ecco. Arrivero' davvero all'ultimo momento, col rischio di fare un fiasco e ciau pep. 
Durante le sfide non guardo mai le ricette delle altre ragazze. Ma questa volta, succede che guardo le fotografie che man mano vedo postare su fb. Mi viene in mente un ripieno, e vedo una fotografia con il polletto con "quel" ripieno. Ne penso un'altro, e vedo una fotografia con "quell'altro" ripieno.....
insomma, piu' il tempo scorre, piu' ripieni cambio, piu' di simili ne vedo.....e allora dico si va bè, ma che ci metto dentro adesso?
Senza scoraggiarmi gioco l'ultima carta, o la va o la spacca.....lo comunico a mio marito che arriccia il naso, no dai, non va bene un ripieno cosi'.... mi viene in mente di riempirlo con gli ingredienti che mi riportano indietro nel tempo, alla mia infanzia, quello dei tortelli di zucca che preparava la mia nonna Cornelia e poi la mamma. Voglio fare un pollo "speciale" perchè il mese di ottobre è stato un mese speciale, tra compleanni, viaggi e mete raggiunte. Un ottobre ricco di emozioni, patemi d'animo, soddisfazioni, quindi non puo' essere un "semplice" ripieno ma "il ripieno".....cosi' lo convinco e allora ecco che si parte alla volta della spesa. 
Guardo al supermercato i polli bruttini, pallidi, scarni. Cosi' decidiamo di andare dalla nostra pollivendola di fiducia, che è piu' ruspante dei polli ruspanti che alleva. Piccoli non ne ha, domanda inutile, lo so che ha dei polli enormi, tutti buonissimi e allevati con tutti i criteri e attenzioni. Me ne da uno che farebbe concorrenza al tacchino di Mr Bean!! Ma quello è. Comunico alla sciura, che non è di molte parole, quello che devo fare, e mi risponde "Auguri"....ecco, la cosa mi inquieta un pochetto.....ritorniamo a casa, col pesantissimo pennuto tenuto per le zampe, in un sacchetto e mi rendo conto che forse non è un pollo ma è un mini tacchino! Non ci sta nemmeno in frigorifero!!!

Il giorno dopo messaggio a mio marito "Prepara la sala operatoria che tra mezz'ora arrivo".....
Pc sul tavolo, coltelli e tutto quello che occorre e via, si parte a rileggere gli spiegoni e regole, non sia mai che si tralasci qualche passaggio fotografico, pena l'esclusione, e consumare con gli occhi la fantastica infografica preparata dalla bravissima Dani che ci spiega dettagliatamente i passaggi, compreso il "tepossino" rivolto alla Patty, al punto 3!


E a ricetta conclusa sapete che vi dico? Che è stato abbastanza facile, con un risultato finale di grande gusto ed effetto. E la soddisfazione piu' grossa è l'aver ricevuto i complimenti da parte di Alice "mamma il pollo e la zucca erano buonissimi" e quelli di mio marito "la cosa piu' buona che hai cucinato. devi farlo ancora"......(si va bè, finora cosa ho cucinato? Ne ho fatte di cose buone!!)
 Cosi', penso che si allargherà l'elenco dei miei cavalli di battaglia. Accanto alla casina di Pan carrè che preparo per Natale, buffet e rinfreschi, i tortelli di zucca e di carne che fanno tanto famiglia, la sbrisolona e la sabiosa che addolciscono i cuori, i pizzoccheri che ricordano la montagna....aggiungero' il pollo farcito....

Ingredienti
1 pollo nostrano (il mio 3,5 kg)
4 salamelle mantovane
mostarda di frutta mista 
20/25 amaretti
500 g zucca 

Per il gravy
brodo di pollo (da preparare secondo la vostra ricetta preferita con la carcassa di pollo)
3 cucchiai rasi di farina 00
Sale grosso e pepe macinato al momento.

Per il brodo di pollo
carcassa del pollo, ali 
 1 carota, una gamba di sedano, 1 cipolla

Esecuzione
Prendete il vostro busto di pollo eviscerato, pulito e fiammato per eliminare eventuali residui di piume. Rinfreschiamo subito un po' di anatomia andando a lussare entrambe le cosce. Con il busto del pollo dritto di fronte a voi, dovrete infilare il pollice della mano sinistra (se non siete mancini) nella cavità intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca. Con l'altra mano tirate indietro la coscia rompendo l'articolazione. Il femore deve uscire dalla cavità dell'anca. Fate la stessa cosa con l'altra coscia. 
Dovete togliere la forcella dello sterno. E' una delle operazioni più delicate: ruotate il pollo sempre in posizione supina, con il petto verso di voi. Spingete indietro delicatamente la pelle della cavità del collo. Toccate la polpa del petto intorno alla cavità e potrete percepire la forcella. Incidetela con la punta del coltello.
Con il coltello raschiate la carne intorno alla forcella in modo da farla apparire, quindi con delicatezza recidetela al vertice con il trinciapollo, facendo attenzione a non bucare la pelle. 
La forcella è libera anche se l'osso lungo è ancora all'interno e verrà eliminato successivamente.


Adesso ruotate nuovamente il pollo e mettetelo con il petto a contatto con il tagliere. Tenetelo   schiacciato con una mano ed incidete nel centro della spina dorsale scendendo dal collo alla coda. Qui troverete resistenza all'inizio ma poi proseguendo sarà molto più agile. Aprite quindi il pollo a libro. Via via che procedete nel lavoro, asciugatevi bene le mani cercando di averle sempre prive di grasso che inevitabilmente potrebbe rilasciare il volatile. Il coltello deve essere sempre ben fermo nella vostra mano. 
Procedendo dall'alto verso il basso e dalla colonna verso l'interno, fate scorrere la lama del coltello appoggiandola alla cassa toracica ed incidendo in profondità, cercando i raschiare bene la polpa dalle costole. Procedete con calma da una parte e poi dall'altra. 

A questo punto avrete quasi terminato la parte più difficile. La gabbia toracica sarà quasi completamente staccata dal petto. Resterà lo sterno che potrete sollevare e staccare dal basso verso l'alto. Una volta inciso nella lunghezza, si staccherà completamente il resto dell'ossatura. Toccate il bordo del petto all'altezza del collo ed eliminate la parte lunga della forcella sempre incidendo con la punta del coltello. Tenete la carcassa da parte. 


Adesso grattate via la polpa dalle ossa delle anche e staccate l'osso dalla giuntura della coscia con il trinciapollo. L'osso lungo della coscia sarà invece lasciato al suo posto per mantenere una bella forma finale. 
Tagliate con il trinciapollo le ali all'altezza dell'articolazione. Quindi rimuovete il resto dell'ala in corrispondenza delle giunture. Spingete con il dito la pelle dell'ala all'interno della cavità che si sarà formata dopo l'eliminazione dell'osso.  

Il vostro pollo è disossato. Palpate con le mani la carne di tutta la superficie per sentire se qualche piccola scheggia di osso sia rimasta ed eventualmente eliminatela. Procedete a stendere il ripieno con cura. Fate una base con la salamella, adagiate cubetti di zucca passata al forno, 10 amaretti sbriciolati e 10 interi, la mostarda tagliata a fettine (nei tortelli di zucca si mette quella di sole mele, ma non avendola trovata, ho usato quella di frutta mista).



Sollevate i lati del volatile per richiuderlo, fate coinciderei lembi di pelle con grazia e procedete alla cucitura. Cominciate dal collo e scendete cucendo senza tirare troppo la pelle perché con la cottura, tenderà a gonfiarsi e ritirarsi con il rischio di spaccarsi e rovinare tutto il vostro paziente lavoro. Potete usare filo da cucina o filo di seta a vostro piacere. 
Una volta cucito il vostro polletto avrà più o meno questo aspetto. Legate le cosce per mantenere la forma in cottura.
Inumidite un largo foglio di carta da forno ed avvolgetevi stretto il pollo chiudendolo come un caramellone. 
Avvolgete il caramellone in un lungo foglio di alluminio e legatelo con dello spago per dare definitivamente una forma cilindrica al vostro pollo. Adesso potete mettere in frigo per 2/3 ore o se preferite, per tutta la notte fino al momento di cuocerlo. Per la cottura bollita (ad esempio per la galantina), potrete lasciare il vostro pollo direttamente avvolto come indicato. 

Per la cottura al forno, eliminate la carta, condite l'esterno del pollo massaggiandolo con sale e pepe quindi strofinatelo con piccoli fiocchi di burro che serviranno a mantenere morbida la pelle durante la cottura. 
Una volta cotto, questo sarà più o meno l'aspetto del vostro pollo.  Qualora capitasse la piccola sventura di rompere la pelle, non succede niente. Si va avanti e si porta in fondo l'operazione. Sarà probabilmente meno aggraziato ma avrete sempre raggiunto un grande traguardo. Non sarà uno strappo che pregiudicherà la bontà e la riuscita della ricetta. 



Preparate il gravy 
Quando il pollo sarà cotto, dovrete avere già il vostro brodo di pollo pronto e caldissimo.

Dovrete avere a disposizione 800 ml di buon brodo caldo e separato da eventuale grasso rilasciato dalla pelle.
Dalla teglia in cui avete cotto il pollo, scolate i liquidi filtrandoli dalle parti solide (carote, cipolle, aromi), che terrete da parte (potete frullarle con un po' di brodo caldo e fare una seconda salsina di servizio).
Mettete da parte i succhi filtrati in una ciotola.
Mettete la teglia su due fornelli. mescolando con un cucchiaio di legno per staccare dal fondo eventuali rosolature. Togliete dal fuoco.
In una casseruola dal fondo spesso, scaldate a fuoco medio basso, 3 cucchiai dei succhi tenuti da parte.
Aggiungete la farina facendola cadere a pioggia da un setaccio e mescolate con una frusta cuocendo fino a che il composto è fragrante e ben dorato, per circa 9 minuti.
Unite piano il brodo caldo mescolando bene e portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma.
Quando comincia a sobbollire, incorporate il liquido di deglassatura tenuto da parte.
Salate e pepate quindi lasciate sobbollire mescolando ogni tanto fino a che si è addensato (c.ca 20 minuti).
Passate al colino fine in una pentola per eliminare eventuali grumi.
Assaggiate e aggiustate di sale e pepe se necessario.


Tagliate il pollo quando è tiepido. Adagiate le fette, la zucca al forno e il gravy caldo.....







con questa ricetta partecipo alla sfida n. 51 di Mtc



domenica 22 febbraio 2015

Crema di zucca con crostini ai cereali




Sempre per il gioco del mese di febbraio The recipe-tionist, dal blog di Sarah, una deliziosa crema di zucca, che adoro a dismisura. La utilizzo principalmente per fare i famosi tortelli mantovani, essendo io metà milanese e metà mantovana...ma non disdegno assolutamente dolci, zuppe, creme, risotti, ratatouille, stuzzichini e altro ancora, preparati con questo buonissimo ortaggio ricco di carotenoidi, del quale si utilizzano anche i fiori, da preparare fritti in pastella, farciti con mozzarella e acciuga o semplicemente cosi' , e i semi essiccati e consumati come snack o durante gli aperitivi.
Questa volta, visto il tempo freddo e uggioso....un po' di colore sulla tavola non ci sta proprio male!
Da gustare "in purezza" o con l'aggiunta di crostini ai cereali passati in padella con un filo di olio extravergine d'oliva, che sfrigolano non appena vengono tuffati nella crema...e strappano un sorriso.

Ingredienti per 2 persone e 1/2:
600 gr di zucca
1/2 l di brodo vegetale caldo
1 cipolla bianca
1 rametto di rosmarino
30 gr di burro
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva (io Dante)
sale e pepe

Esecuzione
Pulite la zucca e tagliatela a dadi. In una pentola fate dorare la cipolla con il burro e l'olio, quindi aggiungete la zucca e fatela rosolare. Aggiungete il brodo e gli aghi di rosmarino e fate cuocere per una ventina di minuti (o finchè la zucca non risulti morbida). Frullate il tutto con il frullatore ad immersione, aggiustate di sale e pepe.
Tagliate il pane a cubetti e fateli dorare in una padella con un filo di olio extravergine d'oliva.
Serviteli a parte o direttamente nella crema.



con questa ricetta partecipo al contest di febbraio


giovedì 13 novembre 2014

I muffins "mantovani" tra note, ritratti, parole e tanti ricordi ed emozioni......per l'Mtc di novembre




Nuovo mese. Nuova sfida per l' Mtc. Tema: I muffins. E, senza nulla togliere alle sfide precedenti...che sfida!! Questa volta, Francesca, la vincitrice, del blog Burro e zucchero, e Alessandra, la nostra vulcanica "amica capa", l'hanno resa ancora piu' intrigante e profonda.
Si, perchè non si tratta solo di inventare,reinterpretare una ricetta, o altre diavolerie, ma di proporre muffins " obbligatoriamente ispirati a un testo letterario". Che sia romanzo, poesia, libretto d'opera, di una canzone ecc poco importa. Questi muffins, obbligatoriamente non piu' di due, devono nascere da un'idea che la fonte che abbiamo scelto, ci ha ispirato.
Detta cosi' sembrerebbe facile ma...avete presente una libreria colma e ricolma di libri di ogni genere e di cd? Come fare a scegliere? C'è un mondo e pezzi di vita in tutti quei capolavori. Ognuno racchiude emozioni e spaccati di vita e ricordi.... E allora mi sento persa. Come scegliere un capolavoro  a discapito di un altro?! È come fare un torto a un tassello di quel puzzle che forma il quadro della mia vita.
Ma ecco, che man mano che passano i giorni, comincia a delinearsi pian piano e sempre piu' chiara, la fonte ispiratrice che mi farà sfornare un "muffin a tema"...ovviamente non poteva essere semplice, vista la mia vena di "follia"....e non è solo un autore ad avermi ispirata, ma tre, anzi quattro....
Molto diversi tra di loro. L'unico filo conduttore che li unisce è quello che tutti hanno creato degli autentici capolavori che, in diversi ambiti, sono collegati tra di loro......
                                           
                                                                 *****************

".....E Viola rispose con entusiasmo all'invito della stravagante ragazza con il viso tondo da putto, incorniciato da un caschetto nero corvino, e dalla lunga palandrana nera che nascondeva le forme burrose che a bruciapelo le aveva chiesto "Ciao, mi chiamo Cecilia, ti andrebbe di suonare nella mia orchestra? Proviamo tutte le domeniche mattina a casa mia.Questo è l'indirizzo".
All'intervallo Viola e i suoi compagni si erano ritrovati nel corridoio e si erano domandati l'un l'altro "Ma anche a te una ragazza strana ha chiesto se volevi suonare nella sua orchestra? Silvia, l'amica della serie "se ci vai anche tu dico anche io di si", Fulvia la bionda, Fulvia la rossa, Franco, Roberto, Betty e tutti gli altri si accordarono per andare a vedere di cosa si trattasse veramente.
Cosi' , dopo le domande e le raccomandazioni della mamma che l'aveva messa in guardia, inizio' l'avventura concertistica. Tutte le domeniche dalle 9 alle 16, con buona pace dei vicini e pure una pausa pranzo, provavano nel salone, all'ultimo piano di una casa d'epoca tra artistica confusione e tre cagnoni che passavano tra i leggii, buttando a terra le parti, con grande disappunto dei musicisti. Tra note, battiti di cuore e di ciglia, le prime pene d'amore. Ma i maschi dell'orchestra erano o troppo stupidi per accorgersi o avevano occhi solo per lo strumento che stringevano tra le mani. E i sospiri proseguivano inascoltati sulle note di Vivaldi, Corelli, Monteverdi e Bach....
I concerti si alternarono tra biblioteche e oratori, tra le sale comunali e dei cinema di paese e anche all'aperto. Per 20.000 lire e un panino, o a volte solo con un panino un po' gnucco. Ma poco importava. Era bello stare insieme a fare musica. E Viola era orgogliosa. Si sentiva grande. Ai concerti venivano invitati amici e parenti, che in teoria e in pratica erano quasi sempre il gruppo piu' nutrito e numeroso del pubblico. E alla fine di ogni concerto aveva da sistemare un sacco di fotografie rigorosamente in bianco e nero, che le scattava suo padre, a perenne testimonianza della carriera della figlia. Chissà se anche lui era orgoglioso quanto lei!
Ma ecco che un bel giorno, Cecilia avviso'  tutti del colpaccio. Concerto a Novara, in un teatro vero. Il Teatro Coccia. Cosi' tutti eccitati scesero dal pullman ed entrarono da una piccola porta sul retro, un po' sgangherata e quasi anonima, se non fosse per quel cartello INGRESSO ARTISTI che la distingue dalle altre.
Viola rimase rapita e senza parole a quella vista: fondali di scenografie, quinte, corde con contrappesi, fari, attrezzisti che correvano di qua e di là, l'odore di polvere, di legno, di arte, di teatro, un fascio di luce che illuminava alcuni ballerini che, sulle note dell' Egmont Ouverture op. 84 di Beethoven,  danzavano in una miriade di puntini di pulviscolo che si muoveva insieme a loro,tra il fruscio dei tutu' e il tacchettio delle scarpette al suono di una musica che le conquista il cuore... Con il suo strumento si avvicina ancora di piu' ai pesanti tendoni di velluto color rosso amaranto, trattenendo il respiro e in punta di piedi per non disturbare e guarda la meravigliosa sala, con stucchi dorati e poltrone di velluto. E la musica...che musica! Le viene da piangere e si sente scoppiare il cuore dalla gioia e dall'emozione. E non sa piu' se è per tutto quello che ha visto e sentito o se perchè nel frattempo si sono avvicinati il bell'Antonio, il contrabbassista bellissimo,ricciolissimo e nerissimo, e Marco, chitarrista liscissimo e biondissimo, che la salutano e basta quando invece lei non ha occhi che per loro....ahhh l'amore!!
Ma ecco che Cecilia la riporta alla realtà, presto, c'è da fare la prova di assestamento, su ragazzi!
Due o tre punti da rivedere, risate nervose, battutine, momenti di serietà e concentrazione....
Ecco che il momento si avvicina, la sala questa volta è piena. E non solo di parenti. Peccato che la mamma sia rimasta a casa pero' ! I musicisti si sono cambiati d'abito e aspettano di entrare in scena.
Il cuore batte forte piu' che mai e Viola ha paura che tutti lo possano sentire.
Gli applausi danno i benvenuto ai giovani ragazzi. Le luci che accecano lo sguardo e scaldano. Un LAAAA  dato da Elena, il primo violino e....le note de Le Quattro stagioni di Vivaldi si librano nell'aria. Per Viola non c'è piu' il bell'Antonio, il biondo Marco, Egmont o i ballerini....

E da quel giorno, tanti concerti si sono succeduti. Tante entrate dall'Ingresso artisti. Sempre tante emozioni.Le palpitazioni adolescenziali sono state sostituite da momenti piu' intensi, profondi e maturi Man mano che i giorni passavano, si giravano anche le pagine della vita. Con i suoi alti e bassi. Con le risate e le lacrime. Tutto intensamente vissuto fino all'ultimo.
Fulvia la rossa suona in una importante orchestra, Roberto in un quartetto, Franco pure, Silvia "se ci vai anche tu dico anche io di si" si è sposata con un trombonista americano.
E Viola? Viola ha mantenuto i contatti con Fulvia la bionda. E ha rivisto anche Marco il biondissimo chitarrista. Non è piu' una ragazzina, ma una signora sposata, col bassotuba di un'importanti orchestre, abbastanza posata, che quando sente le note dell'Egmont è ancora capace di emozionarsi tanto, ma ancora cosi' tanto, da ritornare indietro nel tempo. E se chiude gli occhi rivede ancora quella ragazzina sperduta tra le quinte del teatro, tra l'odore di polvere e di arte. E sente ancora il leggero tonfo delle scarpette delle ballerine che atterrano sul pavimento di legno. Il fruscio dei tutu' e l'aria spostata dai loro movimenti. Un brivido che le percorre la schiena. E il battito del suo cuore, diviso tra le note, una chioma riccioluta e una liscia mai dimenticate...."

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Questo era "l'incipit emozionale" il "Preludio" accennato a Francy....e da qui l'aggancio con Le Quattro stagioni di Vivaldi. Le Quattro stagioni dell'Arcimboldo e il racconto Inviti superflui di Buzzati, che hanno un comune denominatore. Il tempo che passa, attraverso le stagioni.

(Ho scelto l'Autunno perchè siamo in autunno! Perchè mi piace per i suoi indescrivibili colori  e i suoi profumi, di bosco, di foglie morte, di castagne, di funghi e altro ancora.
Perchè non potevo ignorare un riferimento rispetto ad un altro. Perchè il ricordo ha stimolato alcuni sensi: l'olfatto e il gusto per il profumo e il sapore degli ingredienti, la vista per il ritratto e il racconto, l'udito per il capolavoro musicale. Con un "sesto senso", quello delle emozioni! )

Tre grandi artisti che hanno saputo interpretare e trasmettere la loro arte, con stili di comunicazione diversi tra loro, ma cosi' vicini. Vivaldi con le sua maestria, ha musicato i  quattro Sonetti, uno per concerto (Stagione), che sono il tipico esempio di "musica a programma", cioè che descrive in musica un testo scritto. Per intenderci: i toni cupi e tetri dell'inverno, gioiosi e caldi dell'estate con la sua prorompente tempesta finale, la delicatezza della primavera con il canto degli uccelli e il temporale, e l'autunno dove il protagonista è Bacco, con i sintomi dell'ebbrezza, il clima trasognato del dopo festa e i momenti concitati della caccia. Come rimanere insensibili leggendo e ascoltando questi versi musicati in maniera cosi' magistrale?


Allegro
Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor di Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere

Adagio molto
Fa' ch' ogn' uno tralasci e balli e canti
L' aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch' invita tanti e tanti
D' un dolcissimo sonno al bel godere.

Allegro
I cacciator alla nov'alba à caccia
Con corni, Schioppi, e cani escono fuore
Fugge la belva, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De' Schioppi e cani, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.
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E se Vivaldi ci trasmette le emozioni con le note, l'Arcimboldo lo fa attraverso la vista, con le bellissime grottesche "Teste composte" , combinando frutta, ortaggi, uccelli, libri ecc. collegati metaforicamente al soggetto rappresentato.
Le opere piu' famose e conosciute sono appunto le otto tavole raffiguranti, in forma di ritratto allegorico, le quattro stagioni e i quattro elementi della cosmologia aristotelica (Aria, Fuoco, Terra, Acqua).  Ogni stagione è creata, secondo le corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo propri della filosofia aristotelica.

L'Autunno è rappresentato come un uomo dai lineamenti grossolani. Il collo, formato da due pere e da alcuni ortaggi, spunta da un tino parzialmente distrutto mentre le doghe di legno che lo formano sono tenute legate tramite dei rami di salice.
La faccia è formata da pere e mele, visibili in particolare sulla guancia e per il naso; il mento è una melagrana, mentre l'orecchio, un fungo, regge un pendente a forma di fico. Le labbra e la bocca sono formate dal riccio della castagna mentre per la peluria del viso utilizza il grano. La capigliatura è composta da uve e viti, alla cui sommità si trova una zucca.



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Mentre le parole toccanti di Buzzati, descrivono in maniera esemplare lo stato d'animo di un amore, che passa e vive attraverso lo scorrere del tempo, attraverso le stagioni. Ma è poi mai esistito questo amore o è solo un intenso e struggente desiderio nato nella mente del protagonista e descritto come se davvero fosse stato vissuto in ogni sua emozione?

"Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica.
E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo. Ma tu - adesso ci penso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose".
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E per finire, il grande Rigoletto nel suo splendido Quartetto "Bella figlia dell'amore"" interpretato da Gilda,Rigoletto, Duca di Mantova e Maddalena. Verdi, un genio nell'orchestrare nelle sue opere quattro personaggi che cantano insieme, nella propria intensa parte e interpretazione (cosi' come anche Puccini del resto, nelle sue magnifiche Opere), perchè uno degli ingredienti che ho utilizzato è il ripieno dei tortelli di zucca mantovani, quindi, svolgendosi la storia a Mantova, va da sè che Rigoletto va a braccetto con ripieno di zucca!
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Due versioni. In comune la farina di grano saraceno e il ripieno dei tortelli di zucca (zucca, amaretti e mostarda). Quella dolce con l'aggiunta della frutta secca, quella salata con funghi e formaggi.

Il muffin salato, immaginato di essere gustato nella Locanda di Sparafucile, fratello di Maddalena, fuori Mantova, sui tavolacci di legno rustico, accompagnato da un buon bicchiere di vino corposo.
Lo stesso vino corposo bevuto dai cacciatori sotto gli alberi a ridosso del bosco alla fine della battuta di caccia, che se nel testo recita "...ferita minaccia, Languida di fuggir, mà oppressa muore", la voglio pensare libera e loro lo stesso a festeggiar!
Il muffin dolce invece, gustato dal protagonista di Buzzati, che già cosi' tristemente provato per quel desiderio di vedere e sentire al suo fianco il suo amore, nel susseguirsi delle stagioni, che provi almeno un po' di pace, davanti ad un camino acceso, un dolce morbido tra le mani, accompagnato da un buon bicchiere di Zibibbo.
                                                 
Consigli e ricetta la trovate qui

Muffins "mantovani" con farina di grano saraceno e frutta secca

Ingredienti per 12 muffins medi
200 g farina 00
100 g farina di grano saraceno
100 g zucchero di canna
  40 g di noci, uvetta, nocciole, pinoli, fichi secchi, per un totale di 200 g.
1/2 cucchiaino di bicarbonato
8 g di lievito in polvere per dolci
un pizzico di sale
un pizzico di cannella
 la scorza grattugiata di un limone
 100 ml di latte
 100 g di burro morbido 
150 g di zucca cotta 
    1 scatola di amaretti
1 vasetto di mostarda di mele o 4/5 pezzi di quella di frutta mista 
1/2 bicchiere + 1 cucchiaio di liquore Amaretto
2 uova medie


Esecuzione
Sistemate i pirottini di carta nella teglia per i muffins oppure ungete e infarinate bene gli incavi, fondo e bordi.
Tagliate la zucca e ponetela su una teglia foderata di carta forno. Cuocete in forno a 160°C per circa mezz'ora. Fatela raffreddare e frullatela oppure schiacciatela con una forchetta. insieme agli amaretti e alla mostarda (Nota: per ottenere 150 g di zucca cotta ne occorre circa 200-250 g cruda, perché in cottura perde peso) Potete preparare il ripieno di zucca anche il giorno prima, cosi i sapori si amalgamano meglio tra di loro. Io la volta precedente ho preparato piu' ripieno che ho poi surgelato e utilizzato questa volta.


Portate il forno a 190°C modalità statica.
Mettete le uvette in ammollo nel mezzo bicchiere di liquore Amaretto per circa 15-20 minuti, poi scolatele ed asciugatele bene.
Tagliate a metà la frutta secca, a parte i pinoli e in quattro i fichi secchi (potete pero' lasciare la frutta secca anche intera, affinchè si veda nell'impasto. A pezzetti si "confonde" creando una curiosa risultanza e sorpresa tra il morbido dell'impasto e il croccante della frutta che ti scrocchia sotto i denti quando meno te lo aspetti)


In una ciotola media lavorare il burro a crema con lo zucchero.
Unite le uova mescolandole con una frusta, aggiungete un cucchiaio di liquore Amaretto, il ripieno di zucca e il latte, mescolate bene e tenete da parte.
In una ciotola grande setacciate tutti gli ingredienti secchi (le farine con il lievito, il sale, il bicarbonato) aggiungere la cannella, la noce moscata e la scorza di limone grattugiata. 
In ultimo unite la frutta secca tagliata grossolanamente e l'uvetta scolata ed asciugata. 
Mescolate uvetta e farina  in modo che le uvette ne siano ben ricoperte  (ciò impedirà loro di depositarsi sul fondo dei muffins in cottura).
Formate una fontana e versateci dentro il composto liquido.
Con un cucchiaio amalgamate i due composti mescolando BREVEMENTE, con non più di 10-11 giri di cucchiaio.
Il composto dovrà risultare grumoso.
Riempite i pirottini o gli incavi della teglia fino al bordo o oltre, per ottenere una bella cupola ed infornate subito. Abbassate la temperatura a 180°C modalità statica e cuocete per 20-25 minuti, controllate la cottura inserendo uno stecchino nel centro dei muffins, se esce pulito sono pronti. 


Dovranno risultare leggermente dorati in superficie.
Sfornateli, lasciateli riposare 5 minuti poi toglieteli dalla teglia e fateli raffreddare su una gratella.







ecco il morbido interno



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Muffins "mantovani" con farina di grano saraceno,funghi,Emmenthal e formaggio di capra Testa Dura O.I.P.




Ingredienti per 12 muffins medi
200 g di farina 00
100 g di farina di grano saraceno
 50 g di Parmigiano Reggiano
 100 g di Emmenthal
100 g di formaggio di capra Testa Dura O.I.P.
1/2 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaio da tavola raso di pepe nero macinato al mulinello
 cucchiaio di erba cipollina q.b.
8 g di lievito in polvere per salati
 un pizzico di bicarbonato
150 g di ripieno di zucca (zucca, amaretti, mostarda)
70 g di burro
100 ml di latte
funghi porcini secchi
2 uova medie

Esecuzione
Tagliate la carta forno in quadrati e sistematela negli incavi della teglia da muffins (danno un aspetto piu' rustico al muffin)  oppure ungeteli e infarinateli bene, fondo e bordi.
Preparate la zucca come indicato nella ricetta precedente
Pre-riscaldate il forno a 190°C modalità statica.
Tagliate i formaggi a cubetti
Mettete a mollo i funghi porcini
Fate sciogliere il burro a bagnomaria e tenete da parte.
Grattugiate il Parmigiano Reggiano

In una ciotola grande setacciate la farina col lievito e il bicarbonato. Aggiungete il Parmigiano grattugiato, i cubetti di formaggio, il sale, il pepe macinato al momento. Scolate i funghi dalla loro acqua quando sono ben ammorbiditi e fateli cuocere con una noce di burro ed erba cipollina secondo i vostri gusti ed aggiungeteli agli altri ingredienti  precedentemente mescolati. Amalgamate bene, fate la fontana e tenete da parte.In una ciotola media sbattete le uova con il latte, aggiungete il burro fuso e il ripieno di zucca. Amalgamate bene e versate il composto nella ciotola degli ingredienti secchi.
Con un cucchiaio mescolate BREVEMENTE, sempre 10-11 giri di cucchiaio solo per amalgamare gli ingredienti.
Riempite gli stampini con la carta forno fino oltre il bordo, per avere una bella cupola, infornate, abbassate la temperatura a 180°C e cuocete per circa 20-25 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stecchino.


Sfornate i muffins 
Lasciateli riposare 5 minuti poi toglieteli dalla teglia e fateli raffreddare su una gratella.


ecco l'interno 


con queste due ricette partecipo al contest di novembre per



domenica 19 ottobre 2014

Lasagne "mantovane" con zucca amaretti e mostarda....in pratica un "tortello sdraiato" ! per l'Mtc di ottobre


Ottobre, tempo di zucche, castagne, funghi, cachi, verze, melograni....di colori che vanno dall'ocra al mattone, di foglie cadute che tappezzano viali e giardini. L'autunno è arrivato con il suo carico di profumi, colori e specialità, a qualcuno mette nostalgia e tristezza, a me dipende dalle situazioni.... basta guardarsi intorno per rimanere a bocca aperta guardando questi magici e caldi colori che ti scaldano il cuore. Che fanno tanto camino acceso, con un bel bicchiere di qualcosa di caldo da assaporare...autunno che fa da ponte dalla calda estate (non tanto quella di quest'anno purtroppo....) dai colori abbaglianti, all'inverno dai rumori attutiti e algidi colori....
L'Autunno, raffigurato magnificamente dal grande pittore Arcimboldo e descritto in musica con stupende melodie da Vivaldi.....
Ottobre vuol dire anche nuova sfida per l' Mtc . E la vincitrice del mese scorso, la simpaticissima
Sabrina del blog Les madeleines di Proust, (grazie Sabriiii), da buona romagnola, che ricetta poteva proporre se non la lasagna??!!
Salti di gioia, perchè la lasagna è il mio piatto forte. Perchè mi riporta all'infanzia, quando alla domenica, la mamma o la nonna, mantovane veraci,si mettevano a tirare la sfoglia per fare la pasta, i ravioli di carne, i tortelli di zucca o le tagliatelle. E c'era sempre una tazza di besciamella tutta per me, perchè davo loro il tormento, per la paura che me la finissero tutta per farcire la lasagna! ( Ora è mia figlia che mi chiede se ne ho lasciata una tazza....).
Era il piatto della festa, e che festa! E ancora adesso, se voglio "cavarmela" con i miei commensali, senza scervellarmi troppo, mi butto su questo piatto, che conforta il cuore e il palato.
E siccome questo piatto ce l'ho nel Dna, pur essendo nata a Milano, ma sono metà e metà, suvvia....ho pensato di fare una variante alla pur buonissima ricetta tradizionale. La lasagna con il ripieno che utilizzo per fare i tortelli! Quindi con la zucca,amaretti,mostarda e parmigiano....ovviamente il ragu' con la salamella mantovana.... e questo piatto in pratica è quasi tutto a km zero.... gli unici km che hanno fatto gli ingredienti, sono quelli percorsi da mia mamma per portarmeli... la farina arriva dal mulino di Teglio, dove mi rifornisco sempre da una vita, la zucca da un contadino che c'è vicino a casa mia, le uova da una contadina che c'è sempre nei miei paraggi, la carne trita, la salamella e il latte, da un negozio/agriturismo di fronte a casa mia, il burro di una malga in Valchiavenna dove questa estate siamo andati a fare una passeggiata.... quindi non poteva che uscire un piatto davvero gustoso....
Ad un certo punto della mattinata ho pensato di non farcela...stavo tirando la sfoglia, con il mattarello ereditato dalla nonna, (quando è morta e abbiamo dovuto liberare la casa, ci siamo un po' divisi le cose che erano piu' "interessanti", e quando è stata la volta della cucina. mia mamma chiede "Ma il mattarello della nonna quello lungo, lo vuoi o lo brucio nella stufa"....Cooosa???!!!! Ovviamente me lo sono portato a casa, con il sottofondo "Mi piacerebbe sapere quando lo userai, visto le dimensioni, ci vorrebbe un tavolo adatto") Ed ecco l'occasione giusta!!! Si, un po' ingombrante a dire il vero, pero' cosi' bello....mi sembrava di avere la nonna li vicino a me.... e non so per quale motivo mi sono trovata davanti al frigorifero e l'ho aperto.... il cassetto porta verdure e la base erano colmi di acqua...tira fuori tutto, metti giornali per terra, asciuga, insomma, un disastro.....
Ma dopo un po' la situazione ü tornata sotto controllo, e per ritrovare la concentrazione, mi sono messa un bel cd e ho ricominciato là dove avevo lasciato..... ed avendo deciso di fare la lasagna "tortellosa", pensando alla nonna e alla mamma mantovane, pensando alla mia infanzia, pensando ad Alice che proprio quella mattina era a fare una prova per un concerto con Arie d'Opera dal Rigoletto....pensando che anche io adesso sono passata "dall'altra parte" e cioè quello che faceva mia mamma quando andavo io a suonare e lei stava a casa (ma al concerto veniva e ci vado...)...che cosa potevo ascoltare secondo voi? Il bellissimo Rigoletto, (che nella scena del temporale fa venire la pelle d'oca per la bellezza e l'intensità che trasmette la musica, tanto che sembra davvero di essere davvero nel mezzo di un temporale....), perchè è ambientato a Mantova, e il bello di conoscere le opere a memoria è che puoi continuare a fare quello che sati facendo e cantare allo stesso tempo senza leggere il libretto! La ricetta a memoria per i motivi di cui sopra.... quindi....ecco qua la mia proposta:

Per il ripieno alla zucca
1 zucca
1 confezione di amaretti
mostarda di frutta (meglio se solo di mele)
Parmigiano Reggiano q.b.

Il giorno precedente potete preparare "il ripieno", anzi, è consigliabile, cosi i sapori si amalgamo meglio tra di loro. Altrimenti fatelo pure al momento.....
Tagliate la zucca a fette e fatela asciugare in forno caldo fino a quando si sarà ammorbidita. Con l'aiuto di un cucchiaio scavate la polpa e mescolatela insieme agli amaretti e alla mostarda tritati.
Sarebbe meglio utilizzare la mostarda di sole mele, ma non sempre si trova, quindi ho utilizzato  quella mista. Aggiungete il formaggio grattugiato e amalgamate bene. (Il composto è piu' morbido rispetto a quello che preparo per i tortelli di zucca)
Coprite con della pellicola e riponete in frigorifero fino al giorno dopo


Ingredienti per il ragu'
Carne trita scelta e due salamelle mantovane
scalogno, sedano e carota
olio extravergine di oliva
2 o 3 chiodi di garofano (facoltativi)
salsa di pomodoro

Preparate il soffritto con le verdure tagliate a piccoli cubetti con un po' di olio extra vergine di oliva. Aggiungete la carne trita e le salamelle spezzettate, i chiodi di garofano e quando la carne "sfrigola" aggiungete la salsa di pomodoro e fate sobbollire piano piano 2 ore.



Ingredienti per la pasta
gr. 200 di farina 0 di grano tenero + un po'
gr. 100 di semola di grano duro
3 uova

Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova.
Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.


Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello.
Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello.
La sfoglia l'ho lasciata volutamente piu' "spessa" e non trasparente, perchè mi piace sentire la consistenza della pasta, e non essendo un raviolo ,la preferisco cosi'....
Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.



La besciamella
1,5 l di latte
120 g di burro
150 g di farina 0
noce moscata

Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere.
Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi.
Aggiungere il latte bollente un poco per volta.
Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore.
Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata.

Non metto sale nella besciamella perché ne ho aggiunto nel ripieno di zucca




Mettete a bollire abbondante acqua salata.
Preparate una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.
Tagliate la sfoglia in grandi rettangoli.
Buttarne un paio per volta  nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta.  
Continuate in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.


In una teglia da forno versare un mestolo di ragù e uno di besciamella e stenderli bene fino a coprire il fondo.
Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella e il ripieno di zucca, alternando fino a riempire lo stampo.
Se la sfoglia risultasse troppo grande per la teglia "rifilatela" con un coltello....
Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle.

.... e l'ultima foto parla da sola......


ecco il morbido ripieno "tortelloso" ..........


con questa ricetta partecipo al contest di ottobre