
Anno nuovo, (auguri), vita nuova...lo si dice sempre per scaramanzia ma tanto poi non cambia niente, se non magari in peggio, sfida nuova...la prima dopo il riposo natalizio. Il blog è andato un po' a riposo, per ricaricare le pile, io, per staccare dal mondo virtuale, per riprendere un po' di fiato, per fare un po' di bilanci, che non andrebbero mai fatti, di come è trascorso l'anno appena concluso. Ecco, per l'appunto, sarebbe stato meglio non farli questi bilanci...annus horribilis, e non era bisesto! Figuriamoci questo allora! Mi lascio alle spalle un bel po' di fardelli, di accadimenti, di pensieri, lutti, ma me li ritrovo comunque sempre addosso, perchè per certe cose, non si puo' far finta che non siano accadute. Forse, bisogna lasciare tempo al tempo, per lenire davvero alcune ferite, che sai già che comunque non si leniranno mai. Cerchi di farti forza e di dire la solita stupida frase "che la vita continua" "che c'è chi sta peggio di te"...e tiri avanti, con i tuoi alti e bassi, con la voglia di esultare o di sotterrarti, di amare tutti quanti o di mandare a quel paese tutti quanti. Con la voglia di cancellare tutto quanto, blog e social perchè li trovi inutili o di strafare perchè ti senti viva...eh si, mica facile la vita. Ti porta in alto, su su fino quasi alle stelle, e quando gioisci per questo stato di grazia, ti fa ripiombare a terra. E ti fai un gran male. Per questo ho quasi paura quando succede qualche cosa che mi fa stare bene e serena...ho il terrore della fregatura dietro l'angolo, e allora, gioiamo con moderazione và, che è meglio, cosi' se devo precipitare, non mi faccio troppo male.
E quando pensi che magari molli tutto, ecco che arriva un input che ti fa dire, no dai, andiamo avanti. E ti rimetti di nuovo in gioco. Cosi' lasci un attimo da parte i tuoi pensieri e non voglia, la tua apatia e...ti ritrovi a leggere con curiosità la sfida del mese, con un tema bellissimo, che sembra facile ma...non bisogna uscire con la solita frase, che zuppa, la solita minestra o altro intercalare. Questa è una signora sfida, lanciata da
Vittoria Traversa, che ha vinto quella del mese di novembre per l'
Mtc.
Perchè minestre, zuppe, passati, potage, vellutate, sono sorbiti in quasi tutto il mondo e in tutte le versioni tipiche del luogo. C'è chi ha la ricetta di famiglia, quella della tradizione, quella "azzardata", maritata, o no. Ma quando si ha davanti un piatto di minestra fumante, si fa la pace con il resto del mondo. Perchè conforta, riscalda, nutre, perchè semplicemente si.
E
Annalena e
Dani hanno riassunto in una bellissima infografica tutte le
zuppe dal mondo. Guardate che meraviglia!
Fin da piccola ho imparato ad apprezzare la bontà delle minestre e passati fatti rigorosamente in casa. D'estate poi, in montagna, mi ricordo che ci sedavamo nel cortile o sul balcone, a sgranare piselli, fagioli, mondare le foglie delle biete, cipolle e tutto l'occorrente, rigorosamente coltivato nell'orto vicino a casa. Si chiacchierava del piu' e del meno, si "spettegolava", le chiacchiere di paese, si ricordavano i vecchi tempi, i figli che crescevano...io e la mia amica Luciana che avevamo "voglia di libertà" ma erano altri tempi e tutta questa libertà non ce la davano, e allora sognavamo di quando saremmo state piu' grandi "che potevamo fare tutto quello che volevamo"...
Il profumo di minestrone che si sentiva quando ci si avvicinava a casa, o quando, finite le vacanze, ritornando da scuola aprivi la porta di casa, era impagabile e me lo ricordo ancora adesso. E chi trovava la crosta del grana, si sentiva privilegiato, e doveva poi, suo malgrado, condividerla con i fratelli o sorella, dipendeva dal fortunato vincitore! Quasi sempre con il riso dentro, o il passato con i crostini dorati, anche quelli fatti con il pane avanzato. Una poesia in tavola! Non come adesso che basta aprire una busta surgelata e far passare per minestrone il contenuto, o peggio ancora, le zuppe e i minestroni in barattolo! Dobbiamo riportare sulle nostre tavole i sapori genuini, autentici e stagionali che per "comodità" abbiamo dimenticato, non io pero'. Non ci si ammazza di fatica a preparare un minestrone con le verdure "vere", dell'orto o acquistate. Il risultato è davvero diverso nel gusto e nel portafoglio.
Qui le infografiche di Dani di
Acqua&Menta
e il "giro del mondo" di
Acquaviva che trovate ben spiegate
qui
La mia proposta per questa sfida, é una semplicissima ma profumata minestra "mista", con cereali che ho acquistato quando sono stata in un blog tour in Garfagnana, e zucca e patate di una contadina che ho la fortuna di avere abbastanza vicina a casa.
E anche oggi, sono ritornata indietro nel tempo, con questo semplice piatto...
Ingredienti
100 g farro
100 g lenticchie
100 g orzo
150 g zucca
1 patata
brodo di verdura
alloro, olio extravergine di oliva, sale e pepe q,b,
pasta di pane (io con lievito madre)
semi di sesamo
Esecuzione
Preparate un brodo di verdura, che aggiungerete alla minestra o che condirete e consumerete a parte.
A freddo, mettete tutti gli ingredienti, zucca e patata tagliate a cubetti, l'alloro e fate cuocere per 45/50 minuti.
Ho servito tutto quanto in ciotole di terracotta, per rendere piu' "rustico" il risultato...un filo di olio extravergine di oliva, e a piacere una spolverata di pepe...
Volendo, potete servire nello stesso contenitore, che coprirete con un disco di pasta pane (io impastata con lievito madre e semi di sesamo) e metterete nel forno caldo fino a quando "il coperchio" risulterà dorato e croccante...
o sempre con la stessa pasta di pane, create dei cestini, che coprirete all'interno con carta da forno e riempirete di fagioli secchi e cuocerete nel forno a 180° fino a quando saranno lievitati. Togliete i fagioli e lasciate ancora per una decina di minuti anche a forno spento. Riempite i cestini cosi' ottenuti, e avrete delle porzioni individuali per i vostri commensali...il pane poi lo potete mangiare con la minestra, piu' densa, ma se anche fosse piu' brodosa, la ciotola di pane regge bene fino alla fine...
con questa ricetta partecipo alla prima sfida dell'anno nuovo dell'
Mtc n. 53