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Visualizzazione post con etichetta Dolci di Natale. Mostra tutti i post
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venerdì 2 gennaio 2015

"Pan-albero" su ricetta del Panettone classico di Giorilli


Metti che finalmente sei a casa in ferie e che vuoi riposarti, dedicarti alla cucina, fare le mille cose che non hai mai tempo di fare, mettere a posto le innumerevoli foto di ricette che hai fatto, postare le ricette che sono in bozza, andare a trovare amiche che non vedi da tempo, telefonare a quelle che non senti da tempo, sistemare un po' la casa, vedere negli armadi quello che c'è da tenere o scartare....
metti che in vista di tutto questo sei anche stanca, ma cosi' stanca, che non hai voglia di fare nessuna di queste cose...e metti che a grande richiesta ti chiedono, ma quest'anno non lo fai il panettone?
Come fare a dire di no? Cerchi di ottimizzare il tempo, di vedere quello che puoi rimandare, quello che devi assolutamente fare subito, insomma, ti metti un attimo in moto altrimenti se ti viene addosso la pelandrite....non combini proprio niente!!
Cosi' ecco che ti dedichi alla preparazione del panettone, che richiede calma, sangue freddo, il tempo necessario affinchè il risultato sia eccellente. Non è la prima volta che lo faccio, quindi so già cosa mi aspetta.
Senza la dovuta e giusta dose di entusiasmo, dovuta a un po' di pensieri, e questo non va bene....
comincio a preparare il tutto. E siccome sapevo di non avere lo stampo, ma nessuna voglia di andare a comperarlo, mi sono detta, vada come vada....
Questa volta ho voluto provare la ricetta del panettone classico di Giorilli, che ho visto preparata anche da altre blogger, con risultati stupendi, viste le loro fotografie.
E nonostante tutti i presupposti negativi e titubanti....il panettone è venuto bene ugualmente. Le foto, purtroppo non danno il giusto merito alla mia creazione. Nonostante la forma un po' inusuale il sapore è proprio quello del panettone classico. Quindi, confermo che l'abito non fa il monaco....meglio un panettone vestito da albero, ma buono, che un panettone vestito da panettone, ma mediocre....

E come volevasi dimostrare....viste tutte le cose che devo fare, ma anche che non mi devo tirare il collo e stancarmi per farle tutte. con calma mi postero' le ricette....un po' in ritardo, ma fino all'Epifania ho ancora tempo! C'è ancora aria di festa!
Ah...il pan-albero che volevo portare da mio fratello il giorno di Natale...è stato mangiato per metà alla vigilia, e non stava bene portare una cosa già iniziata....quindi gli altri sono rimasti a bocca asciutta!!

(Dose per 1 panettone da 1 kg)

Primo impasto:
75 gr di lievito naturale rinfrescato
75 gr di zucchero semolato
120 gr di acqua
55 gr di tuorli (3 tuorli)
75 gr di burro
240 gr di farina 320/350 W
Secondo impasto:

Tutto il primo impasto
60 gr di farina 320/350 W
Tutto il mix aromatico
3 gr di sale
70 gr di zucchero semolato
95 gr di tuorli
95 gr di burro (5 tuorli)
2 gr di malto d’orzo
120 gr di uvetta sultanina
60 gr di arancio candito in cubetti (9×9)
30 gr di cedro candito in cubetti (9×9)
Qui trovate le dosi per più di un pirottino o per misure diverse, sia con pasta madre solida che lievito liquido.

Mix aromatico per panettone:

30 gr di miele d’acacia
1 bacca di vaniglia
Mezza scorza di limone bio grattugiata
Mezza scorza di arancia bio grattugiata
Il mix aromatico è bene prepararlo il giorno prima, poiché dovrà macerare per 24 ore. Grattugiate la buccia del limone e dell’arancio, miscelateli in una ciotolina con la polpa del baccello di vaniglia e il miele e coprite con pellicola.

Pesiamo l'uvetta e mettiamola a bagno in una ciotola con acqua calda per mezz’ora. A questo punto va sciacquata bene e rimessa a bagno in acqua tiepida per 4/5 ore. Scolatela, strizzatela bene in maniera da farle perdere tutta l’acqua, e poi distribuitela su una placca da forno ricoperta con un canovaccio asciutto e pulito. Copritela con un altro canovaccio e lasciatela asciugare tutta la notte. L’uvetta andrà ripesata prima di inserirla nell’impasto, poiché una volta reidratata peserà di più.

La pasta madre va rinforzata in vista del panettone, avrà bisogno di essere al massimo della sua forza Quindi è opportuno rinfrescarlo spesso nei giorni precedenti, e il giorno in cui faremo il primo impasto, fare tre rinfreschi consecutivi e magari un bagnetto ad inizio giornata. Farlo sempre crescere al caldo, cioè 28°C coperto da pellicola, e controllare che raddoppi in 3 ore. Al termine di questa procedura, avremo il lievito pronto ed in forza per essere usato nella ricetta.

Ho iniziato la preparazione seguendo questa tabella:

Ore 8:00
Ore 12:00
Ore 16:00
Ore 20:00 primo impasto
Fatte tutte queste doverose premesse, passiamo alla ricetta.

Esecuzione
Riunire nella ciotola della planetaria la farina, la pasta madre spezzettata e l’acqua. Usate il gancio a uncino e fate partire la macchina per circa 10/15 minuti, quindi aggiungete lo zucchero e successivamente in più riprese il burro a pomata (andrà lasciato a temperatura ambiente per un paio d’ore prima dell’utilizzo, oppure ammorbidito a microonde). Solo dopo che il burro sarà completamente amalgamato al composto, aggiungete anche i tuorli, emulsionati con una forchetta e sempre in più riprese. Fate attenzione a non lavorare troppo l’impasto, misurate la temperatura con il termometro e se vi accorgete di avvicinarvi ai 26° fermatevi, riponete l’impasto il freezer per 10 minuti prima di procedere, questo discorso vale anche nel secondo impasto. Impastate fino ad ottenere un composto liscio, setoso, omogeneo ed elastico. Questa operazione dovrà durare circa 25 minuti. Ribaltate l’impasto sul piano di lavoro, ricordatevi di staccarne un pezzetto che vi servirà come “spia di lievitazione” e pirlatelo con l’aiuto di un tarocco. Riponete il primo impasto in una ciotola ampia dovrà contenere il triplo del volume e il pezzetto di impasto che useremo come “spia di lievitazione” lo andremmo ad inserire in un contenitore graduato per valutarne la crescita. Se non avete il contenitore graduato, usate un bicchiere con le pareti dritte e segnate il punto di partenza per capire esattamente quando avrà raggiunto il triplo (1+2), con un pennarello oppure un elastico. Coprirete entrambi i contenitori con pellicola, e riponeteli a lievitare cercando di avere una temperatura costante di circa 28/30°C. Se riusciamo ad avere una lievitazione stabile senza sbalzi di temperatura, il nostro impasto sarà pronto in circa 12 ore. Qualora, trascorso Il tempo l’impasto non risultasse pronto, attendere il completo sviluppo, in quanto anticipare i tempi significherebbe ottenere un prodotto finito con un alveolatura più chiusa allungandone anche i tempi delle lievitazioni successive.

Il mattino seguente, dopo che il primo impasto avrà triplicato il suo volume possiamo procedere. Vi consiglio mentre pesate tutti gli ingredienti di sgonfiare l’impasto lievitato e di riporlo in frigorifero per 30 minuti, in modo tale da abbassare la temperatura poiché partiamo da una lievitazione a 28°. Potete decidere di avvantaggiarvi raffreddando anche la ciotola e il gancio della planetaria. Inserite nella ciotola della planetaria il primo impasto, con la farina e il malto, fate partire a velocità minima e alzate successivamente e fate amalgamare bene il composto, circa 15 minuti. Quindi incorporate lentamente lo zucchero, e solo dopo il suo completo assorbimento, metà dei tuorli, il sale e gli aromi. Lavorate bene tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. A questo punto aggiungete 70 gr di burro, amalgamate e poi aggiungete anche il resto dei tuorli. Impastare bene fino a raggiungere una consistenza elastica, quindi versare nell’impasto i restanti grammi di burro, precedentemente fuso a bagnomaria ma non caldo, l’uvetta, il cedro e l’arancio candito. Continuate ad impastare fino a che la frutta non si sia ben distribuita nel composto. Togliere l’impasto dalla macchina, riporlo in un contenitore e lasciarlo riposare 30 minuti, coperto da pellicola. Dopo questo periodo, ribaltare la massa sul piano, e lasciarla puntare all’aria per circa 15 minuti. Dopo di che, pesare la quantità necessaria a seconda dei pirottini a disposizione.




Se ne mette sempre un 10% in più di peso rispetto alla taglia della forma per compensare l’evaporazione dell’acqua in cottura. Questa dose è per un panettone da un kilo, quindi metteremo nel pirottino 1100 gr di impasto. Ma la ricetta è per 1200 gr totali, perchè strada facendo si perde sempre qualcosa, e se non si abbonda si rischia di ritrovarci con peso insufficiente. Dopo aver pezzato, formare il panetto con il metodo della pirlatura, e lasciar puntare per altri 15 minuti. Poi procedere ad una nuova pirlatura, e posizionare la massa all’interno del pirottino precedentemente sistemato su di una teglia. Riporre a lievitare, sempre coperto da pellicola, ad una temperatura di circa 28/30°C fino a quando l’impasto non sarà arrivato a circa 2 cm dal bordo del pirottino.


Ci vorranno circa 6/8 ore per esser pronto. Quando è il momento, riscaldare il forno a 165°C statico, e lasciare all’aria il nostro panettone scoprendolo per fargli formare una sottile pellicina in superficie che andremo ad incidere a croce con una lama, per poi posare al centro dei piccoli pezzetti di burro.  Possiamo anche “scarpare”, cioè dopo aver inciso a croce, staccare sempre con una lama i 4 lembi formatisi dal resto della massa, scarnificando. Posizionare al centro delle piccole noci di burro, e riposizionare i lembi verso il centro. Infornare nel forno caldo, posizionando la teglia nella posizione più bassa tenendo conto dello sviluppo che il panettone avrà in cottura. Il nostro dolce è cotto quando raggiunge al cuore, cioè nel suo centro, la temperatura di 94°C. Ci vorranno circa 50/55 minuti, e sarà necessario un termometro a sonda per misurare esattamente e senza possibilità di sbagliarsi la temperatura. Quando è cotto, sfornare, e infilzarlo alla base con gli appositi ferri (o in mancanza un paio di ferri da lana) per poterlo poi capovolgere e lasciarlo così in questa posizione per almeno due ore. Trascorso questo periodo, è possibile girare il panettone e rimuovere i ferri, ma prima di confezionarlo è necessario ancora aspettare almeno  10 ore di raffreddamento.


e questo è l'interno soffice e profumato....


un panettone dalla forma un po' insolita ma che sa di panettone classico!

martedì 9 dicembre 2014

Biscotti di grano saraceno con zafferano, miele e frutta secca...per un Natale diverso, tra ricordi lontani, pensieri e molto altro....


Tutti gli anni, con l'arrivo delle festività ecco puntuali che ritornano stati d'animo contrastanti. Momenti di euforia da togliere il fiato, che ti fa sgranare gli occhi come un bambino curioso e non stare piu' nella pelle, si alternano a momenti di malinconia indescrivibile che ti fa piangere anche per un nonnulla e ti fa venire voglia di essere lontano da tutto e da tutti, e che finisca in fretta questo periodo.
Guardo le luminarie che addobbano le vie brulicanti di gente alla ricerca di un regalo possibilmente utile, ma anche con queste passo dall'allegria alla malinconia alla stessa velocità della luce.
Passa una pubblicità sul Natale ed ecco che la sua musica o canzone mi fa stringere il cuore e salire le lacrime agli occhi.
E allora mi fermo un attimo a pensare, e se chiudo gli occhi, i miei pensieri ritornano indietro come se stessi facendo ritornare all'inizio una vecchia cassetta....mi rivedo bambina, quando con emozione scrivevo la letterina a Gesu' Bambino che abitava in Via del Cielo n. 1. Ma che non mi portava mai il dono che avevo richiesto e non avevo mai il coraggio di chiedere il perchè. Per capire poi che Via del Cielo n. 1 non esisteva, e che i doni li comperavano mamma e papà e per quello non arrivava mai quello che avevo chiesto. Che anche se era poco, era sempre troppo rispetto alle possibilità economiche. Ma non c'era nè il tempo, nè la voglia, nè l'azzardo di fare capricci. Quello era e basta. Non per cattiveria. Ma per quei motivi che per un bambino sono distanti anni luce e non sfiorano nemmeno i suoi giovani pensieri.

E alla fine non mi importava nemmeno piu' di tanto mi sa, perchè tutto andava avanti come se niente fosse. La cosa che mi piaceva di piu' e che aspettavo con gioia, erano i pranzi che si facevano con i nonni, zii e cuginetti. Le lunghe tavolate, con piatti di fumante brodo con i ravioli di carne o con i tortelli di zucca. E il bollito con la verdura cotta che era servita per fare il brodo e il cotechino che facevano gli zii mantovani che avevano i campi e le bestie. Un Natale povero di portate, ma ricco di sapori. E quando ero piu' grandina, anche io aiutavo la mamma a fare i ravioli, alla mattina all'alba, a mettere un pochino di ripieno sul quadrato di pasta sfoglia fatta a mano, e uno in bocca, uno sulla sfoglia e uno in bocca..."Muchela de mangià chel basta no" (Smettila di mangiare che poi non basta...ma non era vero perchè ne preparava sempre di piu'....)

Ma poi col passare del tempo le cose sono cambiate. Ognuno si è creato la propria famiglia, giovani vite che prendono il posto di quelle dei "vecchi". Famiglie allargate che portano a tour vorticosi di qua e di là per non fare torto a nessuno.
Potrei andare avanti all'infinito con i miei ricordi che sono infiniti, ma ho dovuto avvolgere la cassetta fino ai giorni nostri. Quest'anno il mio Natale sarà diverso....ricco di colpi di scena, di euforia ma anche profonda malinconia....e se da una parte sono contenta, dall'altra sono spaventata e anche rassegnata.
Colpo di scena con paura per come si puo' evolvere la situazione e con quella dose giusta di gioia per il gesto coronerà la giornata di Natale, è quello che vede protagonisti noi tre fratelli con rispettivi e rispettive consorti e figlie che vanno dai 26 mesi ai 22 anni, e un padre che è rimasto assente per 26 anni. Che non ha conosciuto le nuore e nemmeno una delle nipoti. Che lo scorso anno ha espresso ai medici che lo avevano in cura, il desiderio di rivedere i propri figli. E dopo una lunga ricerca, quei figli sono stati trovati e messi di fronte ad una realtà crudele da lasciare senza fiato. Con i fantasmi del passato. Con tante domande senza risposte. Ognuno con il suo bagaglio di dolore e di ricordi. Un padre che ricordavamo cosi' come ci aveva lasciati, e che abbiamo ritrovato vecchio,solo, seduto su una sedia a rotelle perchè senza gambe. Che si ricordava ancora di noi e che ha rispolverato ricordi che sembravano cancellati ma che invece erano solo sbiaditi dal tempo, impolverati da quella patina di oblio che ci ha accompagnato fino a poco tempo fa. Che ci ha lasciato ammutoliti e ognuno cercava un segno negli occhi dell'altro. Per trovare un po' di coraggio. Per avere una risposta. Per ritrovare un attimo di conforto e di respiro dopo quello che avevamo visto. Perchè ci ha cercati dopo tutti questi anni? Che cosa vorrà mai? Lo fa perchè si è ravveduto o per convenienza?
Un padre che avremmo potuto ignorare nei suoi appelli e richieste, ma che invece non ne siamo stati capaci. Ed ecco che allora, dimentica e dimentichi del grande male, non fisico, che ci ha fatto, il giorno di Natale lo passerà insieme a noi e ai nostri consorti e alle nipoti, che nel frattempo ha conosciuto. Un gesto che è nato spontaneo e che abbiamo "assecondato" senza tante remore e ripensamenti. Perchè forse è cosi' che sta scritto che deve andare.
Non so come sarà vissuto questo momento. Da parte nostra sicuramente, lascerà un segno diverso nei nostri cuori e pensieri. Da parte sua, chissà se si accorgerà del tempo che ha perso, di quello che non ha vissuto, dei compleanni e feste che non ha mai condiviso.
Ma forse non è nemmeno questo il tempo delle domande e dei perchè. Sarà una giornata forse all'inizio un po' "imbarazzante" nei gesti, visto che è come se fosse il primo Natale che trascorriamo insieme e viste le sue condizioni fisiche. Un Natale che avremmo voluto trascorrere insieme anche lo scorso anno, ma che per motivi di salute non è stato possibile. Brutti momenti che mi hanno fatto dire "Non puoi andartene adesso, non ora che ci siamo ritrovati. Non puoi farci questo!" E poi la graduale ripresa, che ha stupito anche i medici....
Ma poi ci penseranno l'affetto e le parole delle nipoti, che sicuramente vivranno in maniera piu' spontanea e libera da pensieri, la vicinanza di questo nonno, sbucato all'improvviso. L'unica nota stonata in questo concerto di emozioni, sarà l'assenza della mamma che ha preferito non essere presente.


E sarà una giornata doppiamente "provante", dal momento che questo sarà forse l'ultimo Natale che nostra figlia passerà con noi, dal momento che andrà a vivere da sola in un'altra città....e pure questo mi lascia attonita e senza fiato. Non sono la mamma chioccia, non ho il cordone ombelicale ancora attaccato, ma....anche se una sa che prima o poi questo momento arriverà, si rende conto di non essere mai pronta. E allora mi sovviene la poesia di Khalil Gibran I figli.... ma non è che mi conforti poi tanto!

E visto che a quanto pare le emozioni non arrivano mai col contagocce ma sotto forma di valanga, questo ponte di S.Ambrogio, insieme ai nostri amici, siamo andati a Mantova e Ferrara. E mi sono voluta fermare a Pietole, dove ricordavo vivono ancora i miei zii, quelli del cotechino. Quelli che avevano i campi e le bestie. Quelli che fino a quando ho avuto una decina d'anni, andavamo a trovare con la nostra Fiat 500 color sabbia e ritornavamo in città con i prodotti della campagna. In realtà sono gli zii di mia mamma, quindi per me sono acquisiti. Ma l'incontro è stato un po' una carrambata....io che non sapevo la via, siamo passati sulla piccola strada e guardando le cascine che trovavamo sul nostro cammino, l'ho riconosciuta subito e ho sentito un tonfo al cuore. Cosi' come l'avevo vista da piccola. E quando mi sono presentata, sciorinando una parte di albero genealogico per farmi riconoscere, si sono commossi e ci è mancato poco che mi mettessi a piangere pure io! Ma non volevo avere nessun tipo di cedimento. Non questa volta. Erano troppo commossi e dopo un grande abbraccio e bacio, li ho salutati con la promessa di ritornare con mia mamma, la loro vera nipote....

Cosi', in questo turbinio di emozioni, attendo che arrivi il giorno di Natale. Non mi immagino di come sarà. Ho imparato che niente è come vogliamo che sia. Non sempre. Quindi vivro' alla giornata, assaporando ogni istante che passerà e che mi sarà regalato. Non so se ricevero' qualche regalo. So di quelli che faro'. Ma il regalo piu' prezioso, quello che faremo e riceveremo, non ha prezzo. Ha solo un nome o forse tanti nomi. So di sicuro che lo ricorderemo come uno dei Natali piu' speciali della nostra vita, dall'infanzia ad oggi. Sicuramente sarà un regalo importante per una persona che per anni lo ha passato per scelta con altre persone e poi da solo. Ma non ci sarà posto per i perchè, per le domande e per le spiegazioni. Ci saranno solo i nostri sentimenti e i nostri sguardi a parlare. E la voce del nostro cuore. Che per un momento ha dimenticato. Perchè forse è giusto che sia cosi'. Perchè forse , da qualche parte, era scritto che doveva finire cosi.....

E per questo meraviglioso contest, volevo preparare un piatto della tradizione, di quando ero piccola. Ma ho pensato di fare questi biscotti per dare un briciolo di dolcezza in piu' a tutto quanto. Perchè in fin dei conti questo Natale sarà speciale.
Come il sapore dei biscotti: il sapore rustico del grano saraceno, i pistilli di zafferano che colorano d'oro il latte, il croccante della frutta secca che a sorpresa trovi tra un morso e l'altro, e il delicato aroma del miele di Girasole che ho appena comperato....e alla fine una nevicata di zucchero a velo, come una polverina magica che porta sorrisi e leggerezza nel cuore.
Questi sono un'anteprima di quelli che sfornero' per i miei cari. Undici sacchettini a testimonianza che li ho preparati con il cuore per le persone che dal mio cuore non ci sono mai uscite e mai ci usciranno.

E anche a tutti voi....buon tutto!

Ingredienti
200 g di farina di grano saraceno fine
120 g di farina bianca
120 g di zucchero di canna
120 g di burro
    1 uovo
    1 bustina di lievito per dolci
    3 cucchiai di latte
1 pizzico di zafferano in pistilli
1 cucchiaio di miele di Girasole
6 noci, una manciata di mandorle e una di nocciole

Esecuzione
Mescolate lo zucchero con l'uovo fino a farlo diventare leggermente spumoso. Non diventerà gonfio e bianco come con lo zucchero bianco, ma si gonfierà leggermente.
Aggiungete il burro sciolto a temperatura ambiente. Scaldate leggermente il latte e aggiungete i pistilli di zafferano. Mescolate bene e versatelo nel composto. Versatele due farine alle quali avrete aggiunto il lievito e mescolate. Aggiungete la frutta secca tagliata non troppo finemente.
Dovrete ottenere un panetto compatto ma morbido. Stendete l'impasto tra due fogli da carta forno, appiattite delicatamente con il mattarello non troppo sottile.
Con gli stampini desiderati date le forme e adagiatele su una placca rivestita con carta forno.


Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Sfornateli, fateli raffreddare su di una gratella e spolverizzateli con zucchero a velo


Ecco il biscotto leggermente croccante fuori ma morbido dentro...........





con questa ricetta partecipo al 1° contest interamente dedicato alla cucina delle feste, organizzato dall' AIFB



martedì 7 gennaio 2014

Il fienile.....ovvero tra il dire e il fare.....



Finalmente o purtroppo non so cosa sia meglio,le feste sono finite! Non che siano state proprio festosissime,per una serie di eventi e intoppi che hanno creato un po' di scompiglio in casa, quindi le mie ferie le ho passate a correre tra un ospedale e l'altro e a tralasciare tutte le cose che mi ero prefissata di portare a termine appunto durante le vacanze e che invece sto facendo col tempo,e poi anche perchè sinceramente non mi riduco a fare le maratone e a dissanguarmi alla ricerca dell'ultimo regalo! Regali per pochi e soprattutto utili. Comunque,regali o no,sono arrivata al Natale e oltre,un po' provata!
E in zona  cesarini,come si suol dire, anzi,un po' oltre visto la data,riesco a postare il mio dolcino. Quello che nella mia mente era nato come casa ma che alla fine è stato battezzato da mio marito come baita e poi guardandolo meglio,declassato a fienile in alta montagna, con bacino finale perchè ero proprio affranta!!
Una vera avventura la sua realizzazione,perchè per la serie,quando inizi a fare una cosa o ti squilla il telefono o il campanello di casa o il citofono....
Infatti ,mentre inzuppavo il pan di Spagna,chi ti chiama? Ma la mamma! E quando hai sciolto a bagnomaria il cioccolato ed è della giusta consistenza per essere colato sulla costruzione chi ti chiama e poi suona il campanello? Ma gli amici che passano proprio sotto casa e vuoi che non si fermino a fare un salutino veloce e a darti un pensierino di Natale? Un graziosissimo braccialetto tutto sberluscicante, cosi amica quando lo vedi ti ricordi di me! Che tenera!!E che vorresti stare li a parlare con loro ma siam tutti di corsa....
Cosi arrivi a sera che hai sfornato i cannoncini perchè la Camilla a grande richiesta li rivuole....la costruzione è stata assemblata e decorata alla bell'è meglio ed è messa ben coperta sul balcone a rassodarsi...
finalmente l'ultimo giorno dell'anno è arrivato e ci accingiamo a festeggiarlo con gli amici del cuore.
Anche qua,senza dover strafare,per stupire o meravigliare,anche se a dire il vero,con le nostre casette abbiamo fatto la nostra porca figura,come sempre si suol dire!
Una cena in tutto relax,tra le calde pareti di casa,senza tacco 12 o spacchi vertiginosi,ma con la sana e genuina voglia di passare una serata insieme,per il gusto di stare davvero bene perchè è cosi che ci sentiamo tutte le volte che condividiamo qualche cosa!
Con risate mentre ognuno di noi dava il suo contributo ad apparecchiare la tavola,a impiattare gli affettati a preparare vino e bibite.......
E la nostra tavola è stata imbandita con un buonissimo gateau di patate,la casina di pancarrè con salmone e caviale che ha preparato la mia amica,e poi affettati,patè,cannoncini alla crema e il mio fienile dal gusto fresco e fruttato......



Ingredienti
2 confezioni di pan di Spagna
frutta sciroppata
biscotti Togo,wafer q.b.
3 tavolette di cioccolato bianco

per la crema pasticcera
4 tuorli
100 gr zucchero
500 ml latte
50 gr farina bianca
vaniglia

Preparate la crema pasticcera,sbattendo i tuorli con lo zucchero.Quando saranno spumosi e gonfi,aggiungete la farina facendo attenzione a non far formare i grumi e versate lentamente il latte tiepido e la vaniglia. Fate bollire fino a quando il composto risulterà compatto e liscio.

Dal pan di Spagna ricavate la forma della casina che volete costruire. Imbevete con il succo della frutta sciroppata,adagiate uno strato di frutta spezzettata,una fetta di pan di Spagna inzuppato,la crema pasticcera e cosi via fino ad esaurimento degli ingredienti.
Sciogliete il cioccolato a bagno maria e rivestite la casina.Prima che si indurisca del tutto appoggiate i biscotti e i wafer per la decorazione.

Questo è l'interno......



 e queste siamo noi,giustamente orgogliose delle nostre costruzioni.....



che sono state gustate fino all'ultima briciola,storte o imprecise che fossero...ma costruite con tanto amore!
Bè...buon anno allora............

mercoledì 25 dicembre 2013

L'albero di Natale che doveva essere panettone e invece.....



Per fortuna la volta scorsa mi erano venuti bene! Che cosa? I panettoncini che avevo regalato ai colleghi due anni fa e che trovate qui!
Quest'anno,armata di buoni propositi,mi decido di prepararne uno solo per noi,quindi mi faccio un giro nel web e rimango affascinata da un blog che ha di quelle robineeeee! Tutti i lievitati possibili e immaginabili! E mio marito che mi dice,ma perchè cambi,fai la ricetta che hai usato la volta scorsa,non sperimentare...e io,ma no dai,guarda che bello questo!
Cosi dedico tutto il tempo che andava dedicato alla preparazione del panettone,seguo alla lettera tutti i passaggi,procedimenti,attese,spunte e pirlature....poi anzichè usare lo stampo classico ne uso uno a forma di albero di natale,ma si è proprio carino!!!
Bene...dopo tutto il lavoro e dedizione,apro il forno e....delusione....non è proprio venuto un bel niente!
Il sapore piu' o meno c'è ma manca la morbidezza,alto due dita...poi con i commenti sarcastici del tipo cos'è questa schiacciatina....il morale è proprio sotto i piedi. Sarà forse che non gli piaceva lo stampo? " Io panettone sono e voglio finire nel mio stampo,altrimenti non mi avrebbero dato questo nome ma Albero di Natale".....

Perchè ho deciso di pubblicare lo stesso questo capolavoro di bruttura? Perchè si.Perchè mi piace la sincerità e l'onestà.
Se guardo altri blog,vedo fotografie bellissime,scatti fenomenali,da studio fotografico,che ti rapiscono. Altri che hanno fotografie piu' alla mano,"normali",casalinghe...
Il mio blog è quello che sono,non sono nata imparata,non gareggio per avere il blog piu' bello della galassia Le mie ricette sono quelle di famiglia che mi hanno accompagnato fin dall'infanzia.Altre volte sono inventate o sperimentate. A volte prese da altri blog dei quali cito la fonte.A volte ci sono foto per me stupende,altre volte normali,ma senza "bucare" o da strepitare.Foto scattate con la luce giusta e con un bello sfondo oppure con una pessima luce e con uno sfondo fin troppo casalingo,dal momento che vengono cucinati e subito consumati...quasi subito...perchè il rito della foto,quello porta via un po' di tempo e allora senti mugugnare alloraaaa ho fame,allora si puo' mangiare adesso,allora dai che si raffredda....
Cosi' eccomi qua,con il mio insuccesso natalizio. Troppo facile fare le ganze postando solo le cose perfette,con la speranza magari di ottenere chissà che cosa.
Come la vita è fatta di alti e bassi,anche la mia cucina è fatta di successi e insuccessi.Del resto,io cucino per i miei cari e gli amici e per puro caso ho deciso di aprire questo blog. Se avessi voluto dare una svolta diversa alla mia vita,avrei sicuramente seguito altri studi,aperto un Agriturismo,un B&B,o una agenzia di Catering e cuochi a domicilio....una persona nel mio blog vede il possibile,non la difficoltà nella realizzazione delle ricette.O meglio,è questo che vorrei si colga.

D'altra parte,quanti personaggi famosi,dopo il primo insuccesso,non si sono dati per vinti ma hanno proeguito con tenacia in quello che credevano? Ora loro sono o sono stati famosi perchè dal loro insuccesso è nata la loro fama e professione....basta ricordare G.Verdi che venne espulso dal Conservatorio di Milano,che cosa è diventato poi? Anche se la sua Traviata venne fischiata alla prima,non si perse d'animo e scrisse le piu' belle pagine operistiche della storia! Anche il compositore russo I.Stravinsky al suo debuto a Parigi venne fischiato e fu costretto a fuggire con l'aiuto della polizia perchè si era scatenata una rissa! E altri personaggi del mondo musicale come F.Astaire ed E. Presley ai quali fu detto che non sapevano recitare e cantare.... A Walt Disney venne detto che aveva poca fantasia e immaginazione,per fortuna!! Lo scenziato C.Darwin per i familiari era un fannullone.Lo scrittore S.King con il suo primo romanzo che venne proprio cestinato. .....

io...chisseneimporta....è venuto male un piatto? Non è presentabile come volevo? Basta che sia commestibile e poi,col sorriso e un po' di ironia,mangiarlo ugualmente senza farsi tante menate mentali! Non perchè non ci tengo ai miei commensali,perchè quando so di avere ospiti,ci metto l'anima e tutto il tempo che posso,ma si sa,non tutte le ciambelle riescono col buco!

Se volete seguire le indicazioni per la realizzazione di quello che avrebbe dovuto essere il mio albero di Natale le trovate qui. A me è andata buca ma voi provateci....sono sicura che ci riuscirete!

E col mio insuccesso natalizio auguro a tutti buone feste e tanti altri ben tipi di successi...che nella vita contano piu di una ricetta ben riuscita!

giovedì 2 maggio 2013

Tiramisu' di panettone

 
Tranquilli,non sono impazzita! Anche se qualcuno di voi,leggendo il nome della ricetta magari ha strabuzzato gli occhi o inforcato gli occhiali per vedere se quello che aveva letto era giusto o no!
ahahah....allora,questa è una delle tante ricette che sono in coda inattesa di essere pubblicate,e stamattina è il suo turno!
Non mi sembra vero di essere qua alle 9 di mattina a scrivere un post nel mio blog? Perchè? cose è successo? Sono a casa dal lavoro ammalata? No,sono sanissima,a parte i calli sotto i piedi che mi fanno un po' male dopo la camminata di ieri.....
Sono a Romaaaaaa!!!!! Ho "dovuto" prendere le ferie altrimenti le avrei perse,quindi quale occasione migliore seguire mio marito che è in questa bellissima città per i suoi concerti cona la S. Cecilia?
Siamo arrivati ieri pomeriggio,non ho mai visto la città cosi deserta,le strade liberissime..depositiamo i bagagli al B&B e via,in giro per la città senza una meta ben precisa,anche perchè ormai ci siamo venuti talmente spesso che veramente l'abbiamo girata in lungo e in largo in tutte le stagioni,quindi niente di nuovo per gli occhi. Ma ecco che arrivati in P.za di Spagna,P.za Navona,al Pantheon,P.za del Popolo...tutta l'umanità turistica e locale era li,girando con sacchetti,macchine fotografiche,gelati e sguardi un po stanchi e persi!
Gelatone,visto che il clima era appiccicoso,due goccie di pioggia,qualche foto davanti alle fontane e poi a mangiare! Mi sono gustata un piatto di bucatini cacio e pepe che non avete idea¨!!!
E poi a nanna. E ora eccomi qua,mentre Rino è alla prova,fuori piove...dove vado?
Ne approfitto per dedicarmi al mio blog,in attesa che spiova e che finisca la prova in orchestra.
Visto il tempo,questo dolcino non è poi cosi fuori tema anche perchè,lo sapete che agli angoli delle strade ci sono i caldarrostai che vendono le caldarroste??? Si,già lo scorso anno a giugno,si a giugno,avevo scattato pure la fotografia perchè nessuno altrimenti mi avrebbe creduto,le vendevano!!!Con il caldo torrido.....quindi questo mio dolcino di panettone,prodotto tipico natalizio,
periodo ormai strapassato...è piu' che in tema!!!! Ahahaha
E comunque potete utilizzare anche la colomba se vi è avanzata!
 
Bene,visto che ha smesso di piovere,vi lascio gli ingredienti,anche se basta guardare le foto per capire come ho fatto,dai,è di una semplicità mostruosa,e scappo a bighellonare come una turista qualsiasi nella mia bella Italia!
 
Ingredienti
panettone
caffè,marsala q.b.
cacao amaro
 
per la crema al mascarpone
4 uova
250 gr mascarpone
100 gr zucchero
marsala q.b.

Esecuzione
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio. Aggiungete il mascarpone e montate fino ad ottenere un composto soffice e gonfio.Versate qualche cucchiaio di marsala e se volete anche gli albumi montati a neve per ottenere una crema ancora piu' golosa e morbida.
Tagliate le fette di panettone in piccoli pezzi,imbibiteli con il caffè e marsala,e riempite le ciotoline alternando le fette con la crema al mascarpone.
Terminate con la crema sulla quale verserete il cacao amaro......



.......ho appoggiato il levatorsoli a cuore di GP&me per ottenere quei piccoli cuoricini decorativi....

Romaaaaa....arrivooooo!!!!!







 
 
 


martedì 5 febbraio 2013

Panettone per San Biagio


Chi è San Biagio e cosa c'entra con il panettone? Si narra che un giorno,una madre disperata chiese aiuto a Biagio,perchè suo figlio,mangiando del pesce,aveva ingoiato una spina e stava soffocando.Senza perdersi d'animo,fece mangiare al giovane,un pezzo di pane,e il ragazzo ritorno' a respirare nuovamente.Niente di miracoloso dunque,se non per il fatto che,prima di dare al ragazzo il pezzo di pane,lo benedi' facendogli il segno della croce e quindi si grido' al miracolo.Biagio aveva studiato medicina,ma la popolazione voleva che diventasse vescovo.Quindi,un po' per le sue conoscenze mediche,un po' per onorare l'abito talare,riusci a salvare la vita del malcapitato.
E quella di mangiare il panettone il 3 febbraio,giorno di San Biagio,è un'usanza ben radicata nel territorio milanese.Infatti,a colazione,per proteggere la gola e dai malanni stagionali,si scarta un panettone,o avanzato da Natale,o comperato scontato,come vuole la tradizione.

Cosi' i colleghi,con la scusa di essere ligi e rispettare la tradizione,hanno richiesto il panettone per questa ricorrenza. Ho cercato di convincerli dicendo che il panettone deve essere quello avanzato e non fatto fresco ma non c'è stato verso di convincerli! Ho persino detto di portare pazienza,che tra un po' avrei fatto la colomba....niente da fare!
La ricerca della ricetta perfetta,come il surfista cerca la sua onda perfetta da cavalcare,mi stava facendo girare come una trottola da un blog all'altro.Già mi ero cimentata due anni fa tra panettoni e pandori e a detta di chi li ha mangiati e ricevuti come regalo,erano buoni ma...io non ero proprio soddisfatissima del risultato ottenuto.Lo scorso Natale invece mi sono dedicata a preparare biscotti a tutto spiano.Anche questi regalati ad amici,parenti e colleghi di lavoro. Quindi pensavo di essermela cavata cosi', e di aver scampato "l'operazione panettone", ma ho fatto i conti senza l'oste!
Cerca di qua e cerca di là ho finalmente trovato quella giusta! Sono andata a cercare nel blog di Adriano, Profumo di lievito ,un blog che per chi ama i lievitati,quindi pane,pizza,focacce e tutto cio' che è lievito madre,di birra e forno...è una vera delizia!
Ci si perde veramente in mezzo a quelle leccornie,le si vorrebbe provare a fare tutte!
Quindi,dopo aver visto la fotografia del suo panettone e letta la descrizione mi sono detta o la va o la spacca!
E,non per essere presuntuosa o per darmi delle arie ma...questa volta ho davvero fatto centro! E' riuscito veramente come volevo ed era buonissimo! Talmente buono,che con la scusa che ho su la mano,ma ti sei scritta la ricetta vero?...mi hanno detto che lo devo rifare e ma perchè non lo prepari anche per ferragosto? Ahahah....
A rischio di sembrare impazzita...quasi quasi li accontento!!
Intanto vi lascio questa ricetta,che visto che ormai San Biagio è passato e siamo quasi in perdiodo di colombe...sicuramente potrete provare il prossimo Natale.....
Io ho seguito pari pari le dosi e la spiegazione di Adriano . E il risultato,a parte la cupola che non è venuta come quella che tutti conosciamo,perchè ho avuto paura ad inciderla troppo profondamente, è veramente fantastico!
Nella foto....quello che è rimasto di un panettone.....
Ingredienti per un panettone da 1kg
312 gr Farina 00 w360 - 400
  72 gr Lievito madre rinfrescato 3 volte
127 gr Acqua
142 gr Zucchero
  30 gr Miele (possibilmente non pastorizzato)
   8 Tuorli 8 (uova medie)
175 gr Burro
 3/5 gr Sale
 40 gr Cedro candito
110 gr Arancia candita
110 gr Uvetta
3/5 gr Malto diastasico in polvere (facoltativo)
Zeste grattugiate di 1 arancia e ½ limone
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o 1 stecca)
2 cucchiai di marsala

Esecuzione
1° Impasto (serale)
Farina 219gr
Zucchero 72gr
Tuorli 4
Acqua 85gr
Burro 85gr
LM 72gr

Montiamo la foglia ed idratiamo il LM spezzettato nell’acqua, insieme ad una cucchiaiata abbondante di zucchero; aggiungiamo tanta farina quanta ne occorre a legare la massa.
Inseriamo i tuorli uno alla volta, seguiti da una parte dello zucchero e, poco dopo, dalla farina
sufficiente a riportare l’impasto in corda.
N.B.: lo zucchero dovrà essere inserito in quantità leggermente crescente e la successiva immissione di tuorlo dovrà avvenire non prima che l’impasto torni elastico.
Aggiungiamo il burro morbido (ma non in pomata) a piccoli pezzi in tre volte, ribaltando ad ogni porzione l’impasto nella ciotola.
Una volta assorbito il burro, montiamo il gancio ed impastiamo per pochi minuti, ribaltando l’impasto 1 volta.
N.B.: facciamo attenzione a non eccedere con i tempi di impastamento, la massa non dovrà risultare
lucida. Tutta la lavorazione va fatta a ca. 90 - 100 giri al minuto.
Arrotondiamo la massa, sigilliamo con pellicola e poniamo a 26° fino a che triplica il volume (ca. 10 – 12 ore).
Fondiamo 30gr di burro (presi dagli 90gr dell’impasto successivo), uniamo le zeste di agrumi e portiamo ai primi sfrigolii. Uniamo i canditi cubettati e l’uvetta fatta rinvenire in acqua tiepida e marsala e successivamente strizzata, scaldiamo brevemente poi sigilliamo.

2° Impasto (mattino)
Farina 93gr
Zucchero 70gr
Miele 30gr
Tuorli 4
Acqua 42gr
Burro 90gr
Sale 3.5gr
Malto diastasico in polvere 3.5gr (facoltativo)
Massa aromatica con canditi e uvette
Mescoliamo la farina con il malto.

Avviamo la macchina con il gancio a bassa velocità, fino a serrare l’incordatura.
Uniamo l’acqua, un cucchiaio di zucchero e poco dopo la farina occorrente perché l’impasto riprenda elasticità; aumentiamo leggermente la velocità.
Con la massa bene in corda, uniamo i tuorli, lo zucchero e la farina con le stesse modalità dell’impasto precedente, lasciando il miele alla fine ed aggiungendo il sale con l’ultimo tuorlo.
Inseriamo i 60gr di burro rimanente a piccoli pezzi in 2 volte, ribaltando l’impasto ad ogni porzione, terminiamo con la vaniglia.
Una volta assorbiti i grassi, fermiamo la macchina, aggiungiamo la massa aromatica con i canditi e le uvette, leggermente riscaldata, e distribuiamola nell’impasto, avvolgendolo con la spatola.
Avviamo la macchina a velocità minima e lasciamo andare brevemente, ribaltando la massa un paio di volte, fino a che canditi e uvette non siano regolarmente distribuiti ed il burro assorbito.
Lasciamo riposare 30’, spezziamo nelle pezzature desiderate e facciamo una prima pirlatura,(si piega l'impasto su se stesso prima da una parte e poi dall'altra e poi si da la forma tonda) imburrando mani e piano di lavoro.

Copriamo a campana e lasciamo riposare altri 30’.
Pirliamo di nuovo le forme e trasferiamo negli stampi. Sigilliamo con pellicola e trasferiamo nel forno appena intiepidito (28°), fino a che l’impasto non sia arrivato a 2 dita dal bordo (pirottino da 1kg).
Scopriamo e lasciamo lievitare ancora una mezz’ora.
Incidiamo la superficie a croce, con una lametta bagnata e mettiamo al centro un fiocchetto di burro, alzando leggermente le 4 punte.

Inforniamo a 175° in forno statico fino a cottura (ca. 30 - 40’ per pezzature da 500gr – ca. 50’ per pezzature da 1kg). Temperatura al cuore 94°.
Trapassiamo la base con degli spiedini e lasciamo raffreddare capovolto.


martedì 1 gennaio 2013

Panettone con lievito madre



Ecco qua l'ultimo esperimento dell'anno. Il panettone che ho messo in produzione l'altro ieri e cotto ieri....Questa volta ho provato a seguire la ricetta di Laura che trovate magnificamente spiegata anche qui , con un bellissimo video! Sicuramente è lievitato piu' del panettone precedente,battezzato dal mio caro fratellino,la schiacciata di Natale....ma non sono ancora pienamente soddisfatta! Non è molto alveolato ma vi posso garantire che il gusto e la morbidezza sono davvero garantiti! Per quest'anno direi che puo' bastare con i panettoni,anche se a dire la verità il pandoro non l'ho ancora fatto e  mi sa che mi togliero' lo sfizio anche di quello,anche se è passato il momento natalizio,perchè quando mi metto in testa una cosa...la faccio,eccome se la faccio!!
E questo ultimo panettone accompagnerà le mie colazioni,per addolcire le giornate,visto che domani...si inizia nuovamente dopo le vacanze natalizie....
INGREDIENTI (per 1 panettone da 1 Kg)

Primo Impasto
- 310 gr. farina forte Manitoba
- 160 gr. di lievito madre
- 3 tuorli (circa 55 gr.)
- 50 gr. di acqua
- 90 gr. zucchero
- 75 g burro a temperatura ambiente

Secondo Impasto
- 155 g farina forte Manitoba
- 50 gr. di zucchero
- 3 tuorli (circa 55 gr.)
- 45 gr. di acqua
- 5 gr. di sale
- 10 gr. di miele
- 75 gr. di burro morbido
- 130 gr. di uvetta
- 60 gr. di  scorza di cedro candita
- 60 gr. scorza d’arancia candita (o 120 gr. di canditi misti totali)
- 5 gocce Aroma di Vaniglia


Iniziate rinfrescando il lievito madredue giorni prima rinfrescandolo per 3 volte al giorno: venerdi h.21-sabato h. 8.00-sabato h. 14. In questo modo otterrete un lievito molto più reattivo ed attivo, adatto a ricette in cui è richiesta una gran lievitazione. Fate questi rinfreschi anche con il lievito madre classico.
Quando e’ maturo (3-4 ore dopo l’ultimo rinfresco), iniziate il primo impasto

Primo Impasto (io l’ho fatto la sera)

Nella planetaria mettete ad impastare il lievito naturale (o di birra), l’acqua, la farina e lo zucchero. Iniziate a lavorare e quando vedrete che inizia ad amalgamare unite uno alla volta i tuorli. Aspettate che sia incorporato il primo per mettere il successivo. L’impasto sarà appiccicoso, ma voi continuate a lavorarlo a bassa velocità fino a che non inizia a staccarsi dai bordi e ad  “incordare”. Serviranno circa 10 minuti.
Tagliate il burro a pezzi piccoli ed aggiungeteli poco alla volta al composto di uova, continuando a lavorare. L’impasto si ammorbidirà di nuovo e diventerà ancora appiccicoso.

Continuare ad impastare fino a che l’impasto si  uniforma e si stacca dai bordi della ciotola. Dovrà essere molto elastico e non appiccicoso. Dovrete lavorare a lungo, circa 30 – 40 minuti, in modo che si incordi e diventi lucido e elastico, non abbiate paura di lavorarlo troppo e non vi stancate, altrimenti il panettone non verrà. Per vedere se è pronto, dopo circa 30 minuti prelevate un piccolo pezzo di impasto e allargandolo con le dita si deve distendere, diventare quasi trasparente e non rompersi
 Prelevate adesso l’impasto dalla planetaria, infarinate leggermente il piano da lavoro e cercate di formare una palla. Mettetela in una ciotola e copritela con della pellicola da cucina. Lasciatela lievitare a circa 30° (in forno o con la coperta di pile come vi dicevo sopra) per circa 12 – 15 ore. Deve triplicare di volume.
Secondo Impasto  (io l’ho fatto la mattina successiva)Mettete l’uvetta in ammollo per circa 10 minuti, poi scolatela bene.
 Prendete l’impasto lievitato e mettetelo di nuovo nella planetaria, aggiungetevi la farina e iniziate a lavorare a bassa velocità, poi unite l’acqua, lo zucchero, il sale, l’aroma di vaniglia ed il miele e continuate ad impastare. Quando il composto inizia ad uniformarsi aggiungete uno alla volta i rossi d’uovo, aspettando che sia amalgamato il primo prima di mettere il successivo. L’impasto torna ad essere appiccicoso, quindi lavoratelo fino a che non si staccherà dai bordi. Circa 10 minuti.
A questo punto iniziate ad aggiungere poco alla volta il burro fatto a piccoli pezzi, e continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio, ed elastico come dopo la fine del primo impasto. Occorreranno circa 30 – 40 minuti di lavorazione. Fate sempre la prova prelevando un piccolo pezzo di pasta che allargandolo con le dita si deve distendere, diventare quasi trasparente e non rompersi (foto 3)

Aggiungete i canditi, infarinate leggermente l’uvetta ed unitela al composto. Lavorare ancora per pochi minuti a bassa velocità. Potete anche effettuare questo ultimo passaggio dell’impasto a mano.
 Infarinate il piano di lavoro e prelavate l’impasto del panettone. Dategli qualche piega (foto 5-6), poi formate una palla, copritela con una ciotola e la lasciate riposare 30 minuti.
Trascorso il tempo di riposo date ancora un paio di pieghe alla pasta, formate di nuovo una palla e adagiatela nello stampo di carta apposito. La pasta deve riempire più’ o meno un terzo dello stampo. Per uno stampo da 1 Kg. (16 cm di diametro per 12 cm di altezza) ci vogliono circa 1400 gr. di pasta.

Trascorso il tempo di riposo date ancora un paio di pieghe alla pasta, formate di nuovo una palla e adagiatela nello stampo di carta apposito (foto 7). La pasta deve riempire più’ o meno un terzo dello stampo. Per uno stampo da 1 Kg. (16 cm di diametro per 12 cm di altezza) ci vogliono circa 1400 gr. di pasta.
Mettete il panettone a lievitare in un posto caldo come per il primo impasto. Deve aumentare di volume in modo tale da arrivare a circa 2 centimetri dal bordo dello stampo. Io lo lascio lievitare tutto il giorno.

                              
 Cottura  (io lo faccio la sera del secondo impasto)

Tirate lo stampo fuori dal posto dove lo avevate messo a lievitare, stando attenti a non far prendere colpi d’aria al panettone, altrimenti rovinate la lievitazione.
Lasciategli prendere aria per 30 minuti in modo che formi una leggera cuticola asciutta in superficie (foto 8)poi con una lametta molto affilata formate un taglio a croce sulla superficie, e sollevate i quattro lembi. Cioè spicchio per spicchio partendo dal centro sollevatelo, aiutandovi con la lametta nel tagliare la calotta superficiale dal panettone. Fatelo molto delicatamente. Procedete così per tutti e quattro gli spicchi.
 Cospargete la superfici con del burro fuso (cosa che vi consiglio) o adagiatevi una noce di burro al centro (foto 9) poi ricomponete la calotta riposizionando i quattro lembi nella loro posizione originale (foto 10)
Cuocetelo in forno preriscaldato a 190° per circa 50 – 60 minuti. Se vedete che dopo i trenta minuti inizia a colorire troppo la superficie copritelo con un foglio di alluminio, ma non estraetelo dal forno prima del tempo indicato, altrimenti dentro non sarà cotto (foto 11)

Trascorso il tempo di cottura infilzatelo subito alla base con dei ferri da calza e capovolgetelo. Lo potete “appendere” tra due sedie o rovesciarlo dentro una pentola capiente (foto 12) Lasciatelo raffreddare a testa in giù. Questa operazione è molto importante perchè altrimenti si sgonfierà ed il vostro lavoro sarà vanificato!!!

Trascorse 12 ore il panettone sarà ben freddo e pronto per essere mangiato!!!


 






sabato 22 dicembre 2012

Cubàita


Questo delizioso croccante dalle origini siciliane invece,l'ho preso alla pag. 84 e 85 del nuovo numero della nostra rivista,che ha preparato in maniera fantastica Olga Botta .
La parola "cubbiat" in arabo significa mandorlato. Volendo si possono utilizzare i pistacchi di Bronte,in onore della ricetta tradizionale.
Anche questo è finito tra i biscottini dei colleghi ed è stato apprezzato alla grande per il gusto originale del sesamo e delle mandorle.
Per essere la prima volta che lo preparo sono abbastanza soddisfatta. Quello di Olga è stupendo,ma dai commenti dei colleghi...buono,dal gusto arabeggiante...e per il fatto che non ne è avanzato...posso dedurre che era proprio buono!

Ingredienti
250 gr di miele
200 gr di semi di sesamo
100 gr di mandorle
  50 gr di zucchero
1 cucchiaio di olio di semi

Esecuzione
Sciogliete il miele e lo zucchero.Cuocete per 5 minuti.Unite le mandorle e cuocete fino a quando non si addensa. Versate su carta da forno unta con l'olio per lo spessore di 1 cm. lasciate raffreddare e tagliate a losanghe con un coltello unto di olio.

E anche qua...vi rinnovo i miei dolci auguri!