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giovedì 22 settembre 2016

Gnocchi di patate




Vi ricordate la pubblicità in bianco e nero dove Ernesto Calindri, in mezzo al traffico caotico di una piazza, seduto ad un tavolino, sorseggiava un bicchierino di liquido scuro dicendo "Contro il logorio della vita moderna, bevete Cynar"?
Ecco, se dovesse girare quella pubblicità adesso, altro che bicchierino...la bottiglia a canna, e nemmeno quella basterebbe!
Dopo la pausa estiva, che piu' che pausa chiamerei quasi letargo, allontanamento per milamila impegni e motivi dai social, se non per sporadiche apparizioni che nemmeno la  Madonna, incomprensioni virtuali che ti fan pensare se continuare o sparire, che ti fan passare tutta la voglia di fare e disfare, scazzi e mazzi, colleghi che mal sopporto, diverbio con la capa, preparazione ad un concorso, problemi vari di salute con annesse visite, pensieri per la "bambina" in tourneè in tutta Italia, che vedo viva, vegeta e arrivata a destinazione dalle foto che pubblica sui social, cosi' tiro un sospiro di sollievo ma anche di rassegnazione /tristezza, e in ultimo, un lutto in famiglia, dopo una lunga, dolorosa e incurabile malattia....vorrei, non importa in che ordine, un bottiglione di Cynar, una bacchetta magica, o scendere da questo mondo che gira troppo vorticosamente con tutti i suoi accadimenti che non mi lasciano un attimo di tregua.

Quando ho visto che per la sfida n. 59 dell' Mtc Annarita del blog Il bosco di alici, vincitrice della sfida precedente, aveva lanciato come tema quella degli gnocchi, ero contenta, ma non ho gioito o tremato come al solito. Non perchè non lo meritasse, anzi, ma perchè con lo stato d'animo in corso, non c'è proprio niente che mi arrivi al cuore e mi faccia gioire.
Io, che gli gnocchi ho imparato a farli fin da piccola, quelli veri, come quelli che ha proprio proposto Annarita. Quelli che la mamma faceva anche se non era giovedi, che mentre lei non vedeva (ma vedeva benissimo e faceva finta di niente) io toglievo dalla fila, non facendo sempre in tempo a rimpiazzare il vuoto, e piu' avanti, quelli che uno rigavo e uno mangiavo...
Ho visto tutte e tre le proposte, tutte bellissime. Avrei voluto partecipare mettendomi alla prova con le altre due ricette, ma proprio non ce l'ho fatta.
Perchè in cucina, se non sei con l'animo sereno, tranquillo, consapevole, concentrato, spensierato, ma con pensieri, distratta, con la malinconia e stato d'animo non proprio esaltante, ti viene tutto una schifezza. Come se trasmettessi tutte le tue emozioni e sensazioni negative in quello che stai preparando.
Quindi sono andata sul liscio, con gli gnocchi che conoscevo già, quelli semplici, sperando che con il mio stato d'animo non mi venissero fuori una schifezza.
Patate e sugo preparato dalla mami, prodotti del suo orto Valtellinese
Anche il sugo è semplice. Non ho voluto stravolgere il gusto dello gnocco, con sughi ricchi e fantasiosi. Anche perchè non ne avevo nè tempo, nè fantasia nè voglia.
Perchè se lo gnocco è buono, è buono anche senza condimento.
Certo, queste sfide servono per mettersi alla prova, per migliorarsi, per imparare. E mi spiace di non aver dato il massimo come per tutte le precedenti. Ma questa volta va cosi...the show go must go on...e va avanti in questa maniera. Semplicemente. Col groppo in gola, Col morale sotto i piedi. Ma almeno ci sono.

Ingredienti
Patate  600g
 Farina 00 180 g
Sale q.b.

 Per il sugo
 Salsa di pomodoro

Esecuzione
Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere  in acqua fredda. Scegliete patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura) saranno pronte.
Scolatele e passatele allo schiacciapatate con la buccia, togliendola man mano che si schiacciano le successive, direttamente sul piano da lavoro. (si evita cosi' di ustionarsi le dita e si risparmia tempo)
Allargate le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungete il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ bene impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% - 30% rispetto alle patate ma come dicevo sopra può dipendere da molti fattori.

Meno farina richiedono le patate e meglio è, gli gnocchi saranno più morbidi.
Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sui rebbi di una forchetta, o sull'apposita asse di legno esercitando una certa pressione farli scorrere dal basso verso l'alto per creare le righe che raccoglieranno meglio il sugo.
Non li infarinate troppo altrimenti risulteranno appiccicosi, eventualmente usate della farina di riso che in acqua si scioglie completamente.

Cuoceteli subito in acqua bollente salata pochi alla volta, appena risalgono in superficie sono pronti per essere conditi con il sugo.



con questa ricetta partecipo alla sfida



11 commenti:

  1. Ti capisco benissimo e ti sono nel cuore Antonella, ti mando mille auguri di ogni bene <3

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  2. Il tuo stato d'animo lo conosciamo un po' tutti chi per un motivo chi per un altro...malinconia e i suoi fratelli son sempre dietro l'angolo. Spero che almeno per un briciolo tu ti sia distratta facendo questi gnocchi che trovo semplici ma ben conditi e mi riporta ai tempi di scuola quando si tornava a casa affamati e ti trovavi davanti un piatto come questo a riempiti gli occhi...e non solo!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Che buoni, provero' la tua ricetta :)
    Ciao, sono Grace... che ne dici di seguirci reciprocamente via GFC + FB (chiedendoci l'amicizia) + Twitter + Instagram e su G+? Clicca su ''join this site'' nel mio blog e lascia un messaggio con il tuo link cosi' passo a ricambiare!! grazie. :)
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  5. Antonella ti ringrazio per aver partecipato in un momento così e mi dispiace per questo periodo difficile. E' vero che la cucina è calore e gioia ma quando non si ha neanche voglia di mangiare pensare solo di mettersi a farlo è troppo. Apprezzo moltissimo lo sforzo e mi piace che tu ti sia "aggrappata" al ricordo e ai sapori di casa. Forza Antonella.

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    1. Grazie Annarita. E' davvero un periodaccio che va avanti da tantissimo. Mi spiace non aver potuto "onorare" con il mio solito entusiasmo questa sfida. Mi sarebbe piaciuto davvero tanto provare anche le altre due versioni. Forse le faro', fuori sfida, giusto per imparare. Quando mi ritornerà di nuovo quel sano entusiasmo e voglia di fare che da un po', forse troppo, mi ha abbandonato.... grazie.

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  6. Antonella come ti capisco se non si ha la testa libera non si riesce a produrre niente, per fortuna i periodi neri passano, almeno lo spero, però gli gnocchi semplici ti sono venuti benissimo e sono quelli che io amo di più...saluti

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  7. Ti capisco e ti ringrazio il doppio, per aver comunque voluto partecipare, con una ricetta che ha nella semplicita' anche il suo punto di forza: perche' e' vero che i piatti che strappano gli oohhh di meraviglia sono quelli piu' elaborati e complessi, ma poi quando dobbiamo cucinare, e' a queste ricette che ci rivogliamo. Anche quando dobbiamo confortare o consolare. O consolarci. Coraggio, dai, che passera' anche questo!

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  8. Anto... Mi spiace davvero x questo brutto periodo, vedrai che passerà, non so se perché diventiamo più forti noi, o semplicemente più insensibili. Però passa sempre.
    Buoni questi gnocchi della tua mamma, perché così li possiamo definire, hanno un non so che di confortante, così previsti nella forma e con quel Buon sugo delicato ad abbracciarli. Mi piacciono molto, si vede che li hai nel cuore.
    Mi sarebbe piaciuto vedere i tuoi gnocchi ripieni, la prima volta che ho saputo che si potevano fare è stato proprio grazie a quel periodo dove mangiavi gnocchi un giorno si e l'altro pure.

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