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mercoledì 7 dicembre 2016

Aspettando Cio Cio San.....


Rieccomi. Dopo un letargico semi abbandono del blog, solo qualche ricetta ogni tanto, vuoi per tanti motivi, piu' e meno seri, la non voglia di cucinare, pubblicare, senza stimoli, eventi luttuosi ecc, eccomi in sordina di nuovo in scena.
E lo faccio con un "progetto" che mi frulla in testa da tanto, ma che per vari motivi non ha mai preso il via. Quello di dedicare una pagina del mio blog a musica e cucina, una sorta di Storia della Musica tra i fornelli, i piatti preferiti dai musicisti, le curiosità e tutto quello che mi viene in mente.
Ora, complici gli eventi, rieccomi di nuovo alla tastiera del pc per la "prima puntata".
Gli eventi sono che prima di tutto oggi è la festa di Sant'Ambroeus, per i milanesi è festa patronale (aldilà del fatto che non si va a lavorare, e per questo infinitamente lo ringraziamo, dovremmo ricordarlo anche per quello che ha fatto e lasciato nel corso della sua vita, ad esempio nella liturgia con il canto ambrosiano, o ricordato con il premio Ambrogino d'oro conferito dal Comune di Milano alle persone che si sono meglio contraddistinte con atti eroici o importanti.
Poi vengono allestite le bancarelle alla Fiera degli Gli Oh bej! Oh bej! che rappresentano una delle più antiche tradizioni milanesi: le prime origini storiche risalgono al 1288, periodo in cui una festa in onore di Ambrogio si svolgeva nella zona dell'antica Santa Maria Maggiore.
Ma le origini dell'attuale festa risalgono al 1510 e coincidono con l'arrivo in città di Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Egli era stato incaricato da Papa Pio IV di recarsi a Milano, nel tentativo di riaccendere la devozione e la fede verso i Santi da parte dei cittadini ambrosiani.
Arrivato nei pressi della città, Giannetto ebbe il timore di non venire accolto con favore dalla popolazione milanese, la quale non aveva mai manifestato forti simpatie nei confronti del Papa. Era inoltre il 7 dicembre, giorno in cui si festeggiava il patrono Ambrogio, in coincidenza con l'elezione vescovile del santo avvenuta il 7 dicembre 374. Decise allora di approntare un gran numero di pacchi, riempiti con dolciumi e giocattoli. Entrato a Milano iniziò con il suo seguito a distribuire il contenuto dei pacchi ai bambini milanesi, i quali si erano radunati intorno al corteo insieme ad una gran folla di cittadini.
Da allora si cominciò ad organizzare, nel periodo della festa dedicata ad Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej!. Venivano allestite bancarelle di vestiti, vecchi giocattoli, e soprattutto di prodotti gastronomici. Tipici dell'epoca, insieme con mostarde e castagnaccio, erano i firòn: castagne affumicate al forno, bagnate di vino bianco e infilate in lunghi spaghi.
Le origini del nome Oh bej! Oh bej! risalgono ancora una volta all'episodio dell'ingresso in città di Giannetto Castiglione. Infatti il nome deriva dalle esclamazioni di gioia dei bambini milanesi che accettavano i doni dell'inviato papale: l'espressione lombarda "Oh bej! Oh bej!" significa "Oh belli! Oh belli!". Oggi, queste bancarelle hanno perso un po' della loro "originalità" e "cultura", in quanto si trovano anche cineserie ecc....
E poi, l'evento mondano per eccellenza, la Prima al Teatro alla Scala, tempio della lirica, orgoglio milanese. Il teatro prese il nome dalla chiesa di Santa Maria alla Scala demolita per far posto al Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala. Qui si sono succeduti nel tempo, i piu' importanti Musicisti compositori, Direttori d'orchestra, Cantanti, Registi, Scenografi e Costumisti. Basta dire semplicemente La Scala, e si capisce a che cosa ci si riferisce.
In questa occasione mondana, personaggi vip o anche no, politici e quant'altro, fanno sfoggio di opulenti  sfarzosi gioielli, abiti sontuosi, striminziti, azzardati, ridicoli, improbabili, tutto per far colpo, per far parlare di sè, e magari che facciano un'opera o un'altra a loro poco importa....perchè sinceramente vorrei sapere quanti di loro davvero apprezzano questa giornata esclusivamente per l'evento musicale e non per trucco e parrucco!
La "solita" Prima, con le "solite" contestazioni che fanno da contorno alla passerella del pubblico vip.

Quest'anno un'opera a me tanto cara, che mi fa piangere davvero come una fontana tanto è toccante. Infatti nel libretto viene definita "tragedia giapponese": Madama Butterfly di Giacomo Puccini nella prima versione del 1904, fischiata dal pubblico, che costrinse Puccini a rivedere alcune cose, come ad esempio l'aria "Addio fiorito asil" per rendere meno crudele il personaggio di Pinkerton.
Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito al Duke of York's Theatre di Londra, nel luglio 1900, all'omonima tragedia (Madame Butterfly) in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898.


Qui la trama dell'opera completa. Che riassumendo, è la tristissima storia d'amore tra una giovane quindicenne, che si sente "vecchia di già", ( quindici anni, l'età dei giochi e dei confetti) scelta in sposa da un sottotenente della Marina degli Stati Uniti, che la sposa per 999 anni, che mette incinta, che abbandona per ritornare in America, dove si risposa. Cio Cio San, che non lo ha mai dimenticato e sempre aspettato, e sempre rifiutato le promesse e le avance dei piu' ricchi uomini giapponesi che offrivano grandi ricchezze pur di sposarla, scopre che la nave del suo grande amore è ritornata, allora si prepara ad accoglierlo nuovamente per tutta la notte. La scena con il  Coro a bocca chiusa è veramente emozionante!
Lui  si reca nella casa di Butterfly (Cio Cio San) con la moglie Kate, dove scopre che dall'amore con la giovane bimba giapponese è nato un figlio, che rivuole. Quando vede come ha preparato la stanza per accogliere il suo ritorno, straziato canta  Addio fiorito asil.... Arriva Cio Cio San, che si accorge della presenza della bionda e giovane moglie, capisce tutto, e promettendo di lasciare all'uomo che ha sempre amato, il bambino, al riparo di un paravento, dopo aver salutato il figlio , si uccide perchè "con onor muore chi non puo' serbar vita con onore"....

E ora, vado a prepararmi per la mia prima casalinga....ovviamente ho scritto il post con il sottofondo della Butterfly, mi siedero' sul divano, certamente in teatro è un'altra cosa, insieme a mio marito, che questa volta non suona e che quindi potrà gustarsela come spettatore, e insieme ci godremo questa spettacolare opera, con fazzoletti di scorta per me, perchè già so come va a finre tutte le volte.....

e poi vi lascio un vecchio contributo culinario per omaggiare questa giornata nipponica, i Maki, che sinceramente non hanno niente a che vedere con la vera cucina giapponese, ma fanno tanto "oriente"
Quando mio marito era in tournè in Giappone, siamo andati a trovare Seiji ed Etsuko, i nostri amici, che ci hanno portato in un vero ristorante giapponese, con del vero cibo giapponese, che non ha niente a che vedere con quello che ci propinano nei All you can eat nati come funghi in ogni angolo delle nostre città.

Bene, nell'augurarvi buon Sant'Ambroeus, buona visione e buon ascolto ... al prossimo atto....


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