mercoledì 27 novembre 2013

Lat e castegn,ultima tappa dopo un viaggio tra i ricordi.....


Mamma,hai qualche ricetta vecchia con le castagne che facevate tu o la nonna?

" Ricett vecc,no.Fam pensà.Eh si,el lat cunt i castegn. Ma quela a lè minga nà riceta. La faseva la nona quand a serum picinin e la se mangiava al post della minestra o a culasiun.Ma i giuin a la cugnusen no. Nà volta quel che ghera se mangiava....el lat cun la pulenta o el ris o i castegn. Te se ricordet no che te la fasevi anca a ti quand te seret picinina e te la mangiavet insci' vulentera"....

Gnicccc....riapro il cassetto dei ricordi e...si,mi ricordo! Quando ero piccola la mia mamma mi faceva riso e latte per cena,e per me era una grande evento,quanto mi piaceva!
O al mattino a colazione mangiavo dei tazzoni con la polenta abbrustolita o con le castagne!
La polenta aveva quelle righe lunghe e nere che erano state lasciate dalla bistecchiera che usava per abbrustolirla,e la superficie era secca e quando la tuffavo nel latte andava a fondo.Poi bastava inciderne un po' la superficie col cucchiaio,ed ecco che allora si susseguivano una serie di sapori e consistenze...il latte caldo,il morbido della polenta,la crosticina che scroccava sotto i denti....
Il latte con le castagne,sempre abbrustolite,cosi grosse che quasi non ci stavano in bocca...o forse erano normali,ma si sa che da piccoli,tutto ci sembra piu' gigantesco.....

Si ma come si fa che non mi ricordo? C'è un modo particolare?

"Ma vaaa,particular cusè! Te ciàpet i castegn e te le fe braschè,e pö ti a pelet,te fe scaldà el lat e ti a metet denter. Se no ti a pelet a crüd e ti a fe buli' nel lat fin che diventen tener"

Mamma parla italiano...braschè...cosa vuol dire brascheeeeeè?

"Brüstuli'...te fe un tai e ti a metet süla padela per i castegn"

Ahh ho capito!Ok grazie ciao...Si ciao fam savè.....fai sapere cosa? Se sono riuscita a fare le castagne nel latte?Mah....Con tutte le cose che preparo piu' complicate....

dopo due minuti...suona il telefono e..... ma perchè te servis la riceta cunt i castegn?...e si bella domanda...già...perchè mi serve la ricetta con le castagne?....ehhh,è per il blog,la ricetta del mese,quella dell'MTC,ogni mese una sfida diversa.....lemmecusè ?...Si va bè mamma,te lo spiego la prossima volta va....

a te pödet fa la pasta o i crespel. Iu mangià sü a Tej (Teglio) dumenica pasada cun la marmelada de maron glasè, a l'eren insci' bun!

Si ma io cercavo una ricetta antica....va bè faccio le castagne abbrustolite col latte...ciaooo

Questa è la conversazione mattutina con la mamma,alla ricerca di una ricetta antica,che non fosse banale,troppo inflazionata o sontuosa,ma che fosse davvero datata,un po' una ricetta della memoria.
E questa è davvero una ricetta dei ricordi.Anzi,una "non ricetta".Certo,mia mamma per esigenze legate al momento e al territorio dove abitava,era quasi obbligata a mangiare quello che c'era.
In tempo di guerra,nonni e zii vivevano nelle campagne mantovane,vivevano di quello che offriva la terra.Dove davvero non si buttava via niente.
Dove c'era il rispetto per il lavoro,la fatica nei campi e il raccolto dei suoi frutti.
Dove le bestie venivano accudite e poi vendute.La cascina dello zio Guglielmo,fratello della nonna Cornelia,con tutte le bestie,e i miei nonni alle prese con i campi e il maiale.
Momenti di vita contadina scanditi dalle fase lunari,dalla semina e dal raccolto,dall'uccisione del maiale e la preparazione del salame,della cassöela,del sanguinaccio....

Piatti della tradizione che senza la continuità di chi ama i legami e gli affetti andrebbero altrimenti persi.Ricette scritte su quadernetti a quadretti,con bella grafia.Ricette scritte solo nella mente,che quando ne chiedi le dosi,ti senti rispondere ...eh vai a occhio,lo vedi quando è pronto....eh si,sembra facile,potrebbe dire qualcuno. Si. All'inizio si fa un po di fatica,ma poi quando queste ricette diventano i tuoi cavalli di battaglia,li fai con tanta naturalezza che quasi ti sorprendi.
Ed ecco che per la besciamella non pesi niente ma vai ad occhio.E ti accorgi dalla consistenza e dal sapore,che non deve essere troppo di farina,che la besciamella è pronta. Perchè sa di besciamella.E il ripieno dei tortelli di zucca è pronto quando sa di cosi....e quello di carne anche....difficile da spiegare a parole!
Una serie di "non ricette" che ti porti impresse nella mente e nel cuore.

Mai nessun altra sfida,mi ha fatto tornare indietro nel tempo come questa.E pensare che aveva un solo ingrediente...una semplice ed umile castagna.Cosi semplice ma cosi preziosa.Che sa di tempi andati,di lunghe passeggiate nel bosco,con un piccolo bastone,gli scarponcini e un vecchio zaino da riempire col prezioso bottino.E poi tutti davanti alla stufa ad abbrustolirle,dopo che i grandi le avevano incise,e noi si aspettava con impazienza,tra uno scoppiettio e l'altro.E la mamma e la nonna che si ustionavano le dita per pelarle ancora calde e offrircele da mangiare subito perchè calde erano sono piu' buone.
Ecco perchè per l'ultima tappa del mio breve viaggio tra le castagne,concludo con una "non ricetta" del cuore
Ecco perchè prendo gli album di fotografie,la maggior parte in bianco e nero,e comincio a sfogliarli.Un gesto quasi inutile perchè le ho impresse nella memoria una per una.Ma riguardarle,mi da un senso di sicurezza,che quei momenti sono davvero stati vissuti e immortalati.E dentro di me mi sento esclamare....è vero guarda qua...mi ricordo questa foto....ecc....e quanta nostalgia risale dentro di me!

E voglio condividere questi scatti,che sembrano cosi "antichi"...ricordi e valori che ho trovato in comune anche con un altra amica di questa sfida ....la Eleonora in arte Tata Nora....non ho parole per descriverla!Il suo blog non è una vetrina di ricette e basta ma un pezzo di vita ogni volta.
.... io a 3 mesi...in una posa da brivido! Sul calorifero che se solo mi entusiasmavo un po' di piu' facevo uno di quei voli!!E oggi i bimbi sono messi nella sdraietta,nel dondolino con la musica,ben ancorati con le bretelle e cinture...i primi passi nel pratone,dove in pratica sono cresciuta,perchè mia mamma lavorava in una lavanderia,infatti la frazione si chiamava Lavanderie di Segrate,e quindi io passavo allo stato brado le mie giornate con i figli del padrone,a gattonare e poi a camminare e correre e giocare a nascondino,in mezzo alla terra,le formiche,l'erba che ti macchiava i vestiti...altro che asili nido e baby sitter....in posa dal fotografo,per la "foto bella"....a carnevale,vestita da marajà,ma solo per il tempo necessario per scattare la fotografia,perchè era del Mauro,uno dei figli del padrone.Come mi piaceva quel vestito!La cosa sconvolgente è che pur essendo piccola,io mi ricordo nitidamente quel pomeriggio quando ho indossato e tolto poi con dispiacere quel meraviglioso vestito luccicante riccamente rifinito con perle e ricami!....la macchinina rossa,anche quella non mia,perchè di soldi mica ce n'erano....e finalmente la mia pianola! Con il libriccino con il pentagramma e le canzoncine da suonare.I miei primi passi nel mondo della musica.Come mi piaceva suonarla!!......Al mare a Rimini,in braccio alla nonna Cornelia,che è morta due anni fa e mi manca un casino.Mi raccontava che ero una piccola bisbetica,parlavo con tutti,e anche in spiaggia andavo da tutti a chiacchierare e fare domande!Ma tutti le facevano i complimenti perchè ero una bambina simpatica,tiè!.....Il giorno del mio primo compleanno in braccio al nonno Armando,anche lui ormai non c'è piu',da 15 anni ma sembra ieri.Ero il suo orgoglio,perchè ero la sua prima nipote e per di piu' femmina....e poi con mia cuginetta acquisita,anche lei di nome Antonella,due mesi di differenza,a fare il trenino su un muretto a Parre e al di là c'era il vuoto.Anche qui una sicurezza!!!!


e intanto il tempo passa...alla festa dei pizzoccheri in pineta,con il coro di montagna che mi piaceva un sacco e guardavo meravigliata quei vestiti fiorati e lunghi,e quante canzoni cantate insieme!....e qui ecco la signorina Zaira,la padrona di casa,che abitava al piano terra e noi avevamo il timore quando passavamo di fianco alla sua porta.Che non capivo mai perchè aveva la casa divisa in due,la cucina col grande camino sulla sinistra e la camera da letto sulla destra.Che si entrava in silenzio nel piccolo ingresso e poi piano piano salivamo le scale di legno facendo attenzione a non fare scricchiolare i gradini.E le volte che rumoreggiavi un po',
spalancava la porta della cucina e ti faceva morire di spavento!La signorina Zaira,zitella come si diceva allora,che aveva dei lunghi peli ispidi sul mento e pure i baffi,che ci dava i bacini e a me sinceramente facevano un po' schifo e senza essere vista,almeno lo spero! me li asciugavo via.Sono stata a rivedere la casa un po' di tempo fa ed è rimasta cosi come l'abbiamo lasciata noi,come la ricordavo,con il filo della luce esterno di cordoncino ritorto e l'interruttore bianco o nero con una levetta da girare a destra e a sinistra,e il bagno in comune,senza la vasca e il bagno lo facevamo nel grande catino,e i grandi,boh,sinceramente non mi ricordo dove lo facessero.Ma che stupende estati passavamo tutti insieme! Ognuno nella sua parte di casa in comune,tutti per uno e uno per tutti.E quando si doveva asciugare l'insalata,si andava nel corridoio "a scurli' l'insalada" chiusa dentro un canovaccio,tanto tutto il pavimento era di legno e si asciugava subito.E quando era l'ora della merenda mi ricordo che andavo nel pollaio,prendevo un uovo e lo bevevo cosi da crudo,o una bella fetta di pane burro e zucchero....ecco che dall'estate valtellinese sono ancora a trovare gli zii a Parma,questa volta in ottobre,nel mio cappottino color cammello,le mani in tasca che mi pulsavano perchè un cigno mi aveva data una beccata coi fiocchi!....e arriva di nuovo Natale,stessa letterina destinazione via del Cielo 1,questa volta una giacca a vento e un carrello con pentolini e tazzine di plastica (segnale??? ahahah) e l'immancabile scatola di Lego....il giorno di Natale con i nonni Armando e Cornelia e lo zio Adriano,con la mia mamma un tantino incinta di mio fratello Giordano che sarebbe nato a gennaio.....e con i nonni Lino e Teresina.....



Il tempo che scorre,un po' a colori e un po' in bianco e nero....una parte dei regali di Natale.Che tu non capivi mai perchè se sulla letterina a Gesu' Bambino che abitava in via del Cielo 1 avevi scritto che volevi il morbido Cicciobello tutto da abbracciare,ti arrivava tut'altro,dalla bambola Susanna, e poi Lisa,rigide che non potevi coccolartele come volevi e poi la cucina di plastica (sarà un segno....),e l'abbigliamento per la montagna...che strano,io il giradischi,il disco con i Cori di montagna,gli scarponi da sci e i pantaloni,mica avevo scritto che li volevo, su quella letterina!.....e la gita fino a Gressoney col pulman! Mi ricordo ancora adesso,ero la mascotte del pulman,e mi dondolavo in mezzo al corridoio facendo leva sulle braccia,nei miei pantaloni e scarponcini nuovi e tutti guardavano i miei capelli lunghi e lisci fino al sedere......



Tutte le volte che guardo questa foto mi vengono i brividi! Cosi a ridosso del burrone....in cima al P.so dello Stelvio,con il Ghiacciaio del Livrio sullo sfondo.....con mio fratellino Giordano,un patatone che dove lo mettevi stava,vestiti da tirolesi,di fronte alla cappellina della Madonna a Teglio...e sempre a Teglio,il giorno del mio compleanno,festeggiato con tutti i parenti per davvero,perchè era estate e tutti stavamo nella grande casa della già descritta signorina Zaira.....e su in pineta alla Festa dei pizzoccheri,con mio fratello che mi guarda mentre spalanco la bocca chissà pensando cosa e il nonno che mi sorride,già fin da piccola ero una buona forchetta.....e poi con la signora Pina e le sue figlie,a festeggiare l'ultimo dell'anno....



e qui si colorano i ricordi....a Parma,col vestito della festa,a trovare gli zii,con la borsettina ad uncinetto color celeste.....a Teglio,in mezzo a un campo di grano saraceno,quando ancora questa coltivazione la faceva da padrone,caduta un po' nell'oblio,e fortunatamente ritornata in auge adesso,con la riscoperta dei sapori antichi e delle tradizioni.....nella mia maglietta rossa mentre aspetto che dalla stazione della ovovia che portava a Prato Valentino,usciva una cabina di colore rosso,e non c'era verso di scattare la fotografia se per caso uscivano quelle di colore verde,giallo o blu.Io volevo quella rossa punto e basta.Ora la stazione della ovovia non c'è piu'....io e il mio papà,in una scalata di grandissima difficoltà,in doppia cordata! Che a vederla oggi la fai con un balzo ma allora,che messinscena e che racconto dettagliato al ritorno a casa!!....



Si cresce,e il tempo dei giochi deve essere condiviso con gli impegni di scuola.La maestra Lucia,una signorina bella in carne,venuta dal sud,che aveva un grande neo sopra il labbro e che ci voleva un bene dell'anima! Tutti col grembiulino nero col fiocco azzurro,classe mista,si scriveva con la penna a sfera Bic e il primo biondino sulla sinistra seduto,era il mio amore segreto.Claudio si chiamava e io per tre anni, il tempo trascorso alle Lavanderie prima di trasferirci a Milano, tutte le mattine quando entrava in classe,mi batteva forte il cuore,gli correvo incontro e gli bisbigliavo in un orecchio io da grande ti sposero'. Bè,non ci siamo mai sposati nè so piu' che fine abbia fatto.Chissà se ha tirato un sospiro di sollievo quando me ne sono andata o se un tantino non gli è dispiaciuto!!....io in posa sul pattino,quando andavo in colnia con l'Alfa Romeo.I pianti che facevo quando ritornavo a casa e quando non ci sono piu' potuta andare, "per sopraggiunti limiti d'età".Ho passato i piu' bei momenti delle mie vacanze di bimba in quelle colonie....e poi ancora nei boschi di Teglio col nonno Armando...la nascita dell'altro fratellino Lorenzo,che è stato in pratica il mio bambolotto vivente,che mia mamma mi affidava quando era al lavoro di pomeriggio e io tornavo da scuola,bè non desideravo un Cicciobello morbido da coccolare??avevo solo 10 anni ma cosi era....la scalata piu' ardua questa volta,per davvero!!...e la poesia ai miei zii il giorno del matrimonio,una vergogna!Mi sentivo gli occhi di tutti puntati su di me,mentre recitavo i versi scelti dalla Suor Marina dell'asilo delle Lavanderie,asilo dove si mangiava il minestrone piu' buono della galassia!Quanto piangere quando non sono piu' potuta andare all'asilo per..."sopraggiunti limiti di età"!!!Mio fratello,il patatone, piangeva perchè non ci voleva andare e io piangevo perchè non ci potevo piu' andare!



....e qui mi fermo.....non so nemmeno quante siano le foto che ritraggono la mia vita dalla nascita ai giorni nostri.So solo che da mio padre ho imparato ad amare la fotografia e a fermare ogni ricordo oltre che nella mente anche con gli scatti fotografici. Dai miei genitori ho imparato ad amare la montagna,le cose semplici della vita.Pochi elogi....q.b. per dirla in termini culinari e tanto senso del dovere.Nessun capriccio perchè bastava uno sguardo fatto come si deve che subito si capiva che aria tirava e che si doveva obbedire senza tante storie....noi che a Natale era festa solo quel giorno,e i regali arrivavano solo quel giorno. Perchè di soldi.....che se una cosa la potevi fare la facevi altrimenti niente,per la serie non fare il passo piu' lungo della gamba.E questa cosa mi è rimasta ancora adesso.

Ecco,questa sono io.Io che sono cresciuta senza tanti frizzi e lazzi per la testa,con "e dopo il carosello tutti a nanna".Che ha imparato a scrivere davanti alla televisione con il maestro Manzi nel programma Non è mai troppo tardi,prima che a scuola con la maestra Luisa.Che non c'erano reality,e il tempo lo passavo all'aperto a correre nei campi di pannocchie e a costruire capanne insieme ai miei compagni di scuola.Che mi immedesimavo nella Freccia nera o ne La Citadella con il grande Alberto Lupo.Che cantavo a squarciagola Acqua azzurra acqua chiara e tutte le canzoni dei grandi,quelle "in bianco e nero" ....Io che da quel Gesu' Bambino che abitava in via del Cielo 1 ho ricevuto sempre qualcosa anche se non era quello che avrei voluto ricevere.Che ho imparato a memoria le arie delle Opere che ogni domenica mattina,tra un raviolo e l'altro,riempivano la casa.Che sono cresciuta nella semplicità delle cose,nei racconti dei nonni,di guerra,della filanda,dell'allevamento dei bachi da seta,della mamma che faceva i vestiti con la stoffa dei paracaduti degli americani.Che non erano favole ma storie vere.Che piange nel vedere il cartone animato Bamby o Pochaontas.Che rivedrebbe un migliaio di volte Pomodori verdi fritti alla fermata del treno o Il colore viola o tutti quei film che tanti considerano troppo sentimentali.Che Per un amico in piu' andrei davvero a piedi fino a Bologna.che so mantenere un segreto,che mi indigno davanti ai torti e alle ingiustizie,che mi incazzo anche da morire,che mi annullo per gli altri,perchè sono altruista a volte troppo.Io che do un sacco senza aspettarmi niente,anche se poi alla fine dentro di me un pochino indietro di tutto quel bene,ne vorrei indietro almeno una briciola.Che sono romantica,precisa,alternativa,rompiballe q.b.Che ho sofferto un sacco quando ho dovuto appendere la mia viola al chiodo e ho dovuto smettere di suonare,e ancora adesso mi fa male questo ricordo,che rivivo ogni giorno nei gesti e nei concerti di mio marito e di mia figlia.Che anche se faccio finta di niente e sembro forte,ogni nota è una sofferenza e una gioia. Che grazie al mio lavoro ho girato e rigirato mezza europa,conoscendo grandi musicisti,e un pezzetto di mondo,seguendo le tournee di mio marito.Io che sono cresciuta con le mie certezze e le mie debolezze.Io che sembro forte e tutta d'un pezzo ma che poi per la miseria,crollo ogni tanto.Io che speriamo che me la cavo...sempre.... Io,che ogni mese mi metto in gioco con una sfida.Sempre diversa e sempre coinvolgente.Che nonostante i periodi neri che ho passato e sto passando,trovo il tempo,strappato con le unghie dai ritagli che mi rimangono,per riuscire a stare a galla e a trovare un senso in quello che faccio....perchè come dice la bellissima canzone Senso di Vasco,che non amo particolarmente,ma in questa e in altre mitiche canzoni si, voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l'ha......

e la mia colazione antica in bianco e nero ha anche un colore.Quello dei giorni nostri. Perchè nonostante internet,cellulari,palmari,e altre diavolerie che subito vanno fuori moda perchè si.....i ricordi genuini,quelli che ci hanno lasciato un segno nel nostro cuore,quelli che ci portiamo gelosamente custoditi dentro il cassetto dei ricordi,quelli non scadono mai.Non vanno mai fuori moda e non ci tradiscono.E basta un colore,un profumo,
un suono,uno scorcio,a farci riaffiorare questo grande tesoro,che ci fa compagnia per sempre e che non ci lascerà mai.Ricordi che ci fanno increspare le labbra in un tenero sorriso,o in una sana risata o...perchè no,anche allagare gli occhi di nostalgia......



con la mia non ricetta di castagne abbrustolite e latte,ringrazio la Serena per aver proposto questo grande tesoro di ingrediente,tutti coloro che hanno avuto la bontà di arrivare fino in fondo a questo viaggio in bianco e nero e anche no....
 e partecipo alla sfida dell'MTC




4 commenti:

  1. mi sono letta il tuo post parola dopo parola. appassionata, curiosa, emozionata, ed incredibile a dirsi ma ho capito persino il dialetto : ))) persino i oche sono una tontolona intendo...
    le foto, ah! le foto.. da piccina passavo intere giornate a guardare le vecchie foto di mia mamma o dela babbo e dei nonni, mi accontentavo anche di quelle in cui io e mio fratello eravamo picini.. che vuoi, ho una passione per il vintage, per il tempo che fu, per i ricordi, per il bianco e nero.. per le cose semplici,come il latte e castagne.
    che se ancora te lo stessi chiedendo, sì, è una ricetta. della felicità, qualora ne esistesse una.
    p.s.: la Nora ci ha commosse tutte vedo...... : )

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  2. Hai ragione..... Mannaggia alla castagna!!! Un abbraccio e graziè!!!

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  3. Ritrovarmi nel tuo racconto, a quest'ora di notte (farei meglio a dire mattina) fa fermare il cuore.
    Sono tornata più volte indietro nel tuo racconto chiedendomi se non ti avessi conosciuta, sul pratone o alla buca delle lettere. Quelle lettere che in Via del Cielo 1 arrivavano ma che non portavano mai quanto chiedevi.
    Cicciobello è stata la mia richiesta di non so quante letterine.... mai avuto. Anch'io bambole dure, rigide.
    Poi di figlio ho fatto un maschio e nemmeno con lui mi sono potuta sfogare regalandogli/mi un Cicciobello.
    Domani (nooooo oggi!!!) è il mio compleanno e mi sa che il cicciobello me le compro io !!!
    Queste castagne e latte sono state la colazione di mio papà bambino, quando soldi non ce ne erano....
    Baci.... separata dalla nascita!
    Nora

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  4. cara Eleonora....che gioia leggere le tue parole...non perchè commenti il mio post e fa ODIENSSS,perchè sono nà cippa in fatto di tecnologia...ma perchè davvero penso che abbiamo tante cose in comune che si,si potrebbe azzardare a dire che davvero siamo separate alla nascita...sarà perchè siamo "datate" tutte due? ma un po' di saggezza,anche se non è mai abbastanza,l'abbiamo acquisita con l'andare del tempo! E per il tuo compleanno ti mando una valangata di auguri morbidosi...di piu' del Cicciobello...perchè quello poi si rovina...i miei auguri,se vuoi,li puoi conservare nel cassetto dei ricordi...ciao bela tusa!!! Anto

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