sabato 27 settembre 2014

Riso pilaf con gallinella di mare al sesamo e peperoni caramellati


Ecco qua l'ultima ricetta per la sfida di settembre per l' Mtc. Ultima per davvero purtroppo,perchè domani è l'ultimo giorno utile per postare le proprie creazioni e siccome domani, sarà una giornata piena di impegni, ho dovuto/voluto concentrare le mie proposte in un unica giornata! E poi anche perchè le ricette "consentite" sono solo tre....una per i tre diversi modi di cucinare il riso che ci ha proposto/insegnato Annalena, che ringrazio perchè mi ha fatto scoprire un modo se non proprio nuovo di cucinare il riso, almeno mi ha fatto fermare un attimo a riflettere che come per tutto il cibo ci vuole "rispetto" e una "ritualità" nel cucinarlo. Che non basta buttare in pentola degli ingredienti per dire ho cucinato, ma che ognuno di loro si deve "sposare" con gli altri, in modo armonico, senza dissonanze e contrasti fastidiosi, un po' come nella musica. E io nelle ricette che ho sbirciato nel blog, ho trovato un'armonia di colori, sapori, consistenze, che mi ha lasciato davvero a bocca aperta!

Quindi, non potevo limitarmi ad una sola ricetta, con un solo metodo di cottura, ma ho voluto provare anche le altre due suggerite qui. Anche perchè l'ultima volta che ho mangiato il riso pilaf è stato tantissimo tempo fa, quando me lo ha cucinato la mia amica del cuore che è nata ad Ankara quindi, se non lo sapeva fare lei!!
E devo dire che, nonostante il tempo veramente risicato, è stato un piacere cucinare per me oggi. Due proposte, una dolce e questa... e ho anche avanzato il tempo per scegliere le foto e scrivere senza fretta il post, il che è tutto dire. Ma sto sognando o è vero?? Non mi sento per niente stanca, anzi, sono rilassata e soddisfatta per quello che ho preparato.
E stasera quando ritorna il consorte, troverà per cena un piatto un po' insolito e pure un dolcino....

Penso davvero che certe volte la cucina mi faccia da "terapia"....quindi grazie Annalena per aver proposto questo tema, che come ho già detto potrebbe sembrare banale ma che in realtà non lo è!

Ingredienti
  50 g di riso Basmati
100 ml di brodo di pesce
3 peperoni (giallo, rosso e verde)
1/2 cipolla
1 gamba di sedano
filetti di gallinella di mare
sesamo
olio extravergine di oliva q.b.
2 cucchiai di zucchero di canna
1 uovo

Esecuzione
Tritate la cipolla, metà dei peperoni e il sedano e fateli appassire in una padella dai bordi alti con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungete il riso e fate tostare per qualche minuto facendo attenzione a non farlo scurire troppo. Coprite tutto con il brodo di pesce e portate a bollore. Coprite e fate cuocere per 15 minuti fino a quando il riso avrà assorbito tutto il brodo, ed è sgranato, asciutto e un po' al dente. Lasciatelo riposare per 5 minuti.


Mentre il riso cuoce, passate i filetti di gallinella nell'uovo leggermente sbattuto e passateli nei semi di sesamo schiacciando delicatamente per farli aderire alla superficie. Metteteli in una pirofila con un filo di olio e fateli cuocere nel forno a 180° per 20 minuti.

Mentre il pesce cuoce tagliate a listarelle i peperoni messi da parte e fateli cuocere in una padella con poco olio di oliva fino a quando saranno morbidi. Aggiungete 2 cucchiai di zucchero di canna e alzate la fiamma per farli caramellare.

Impiattate e servite subito.



In alternativa potete riempire un peperone, cotto nel forno fino a quando si sarà ammorbidito, con il riso e servirlo come "contenitore"...



con questa ricetta partecipo al contest di settembre con


Tortino di riso bianco e al cioccolato con cuore fondente su cioccolato fuso e frutti di bosco....per una buona causa...


Questa volta sono proprio in zona cesarini! Già dopo la pausa estiva, la voglia di cucinare e l'ispirazione erano scemate di pari passo, tendenzialmente al negativo. Poi dopo aver letto il tema della sfida mi sono sentita persa che ho detto "si ciao...". Poi mi sono ripresa e ho cucinato la mia ricetta che tanta grazia che sono riuscita a farla visto che sono sempre in lotta con il tempo tiranno. Quindi mi ero messa il cuore in pace, considerandola l'unica per questo mese, anche se man mano mi venivano in mente delle idee papabili. E a furia di pensare, visto che non costa niente e lo posso fare anche quando sono impegnata in altre cose, mi sono rimessa ancora in gioco. Questo dolce è nato a seguito del misuramento della pressione del consorte, a seguito del mio malumore dopo che mi sono pesata, a seguito del mio calo ponderale di 1,4 kg e mi devo pur premiare no ?!, a seguito di una camminata in mezzo al verde per tenerci in forma, mentre spiegavo al consorte come lo avrei fatto e impiattato e per "colpa" di Annalena e l' Mtc.
Secondo la macchinetta misura pressione, quella del consorte era un po' ballerina tendente all'alto, quindi ha incominciato a mangiare cibi che lo aiutassero a tenerla un po' a bada. Tra questi aglio fresco e sott'olio, tanto che il Conte Dracula penso che stia al largo da casa nostra per sempre, ha incominciato a camminare per la sua salute, coinvolgendomi, visto che anche io devo dimagrire e anche il movimento aiuta, o forse sono stata io che in preda allo sconforto gli ho chiesto aiuto se no non riesco a dimagrire......ha comperato pure del cioccolato fondente "perchè fa bene".... quindi, perchè non unire l'utile al dilettevole? Cioccolato fondente piu' riso della sfida uguale tortino! No? Non va bene? Bè, a logica, se dimagrisco e poi mi faccio i dolcetti tanto vale! Pero' la sfida è cosi' intrigante e coinvolgente che non ho saputo resistere!
Allora diciamo che questo dolce è nato per una buona causa va là....si dai! C'è pur sempre il cioccolato fondente che fa sempre tanto bene.....

Cosi' stamattina all'alba, appena lui è uscito di casa, dopo una breve colazione, ho incominciato a cucinare, stando ben attenta a non tralasciare nessuno dei consigli/suggerimenti/regole che ci ha lasciato Annalena. Tranquilla, da sola, nel silenzio della casa, senza fretta. Stavolta senza musica di sottofondo. Io e i miei pensieri. A ruota libera.
Ho preparato tutto in bella vista, cosi' da non dimenticare niente, dal piatto alla tovaglia, insomma, ogni dettaglio, E come al solito, tanto per complicarmi la vita, non faccio un tortino di riso bianco e via. No! Inizialmente doveva essere solo di riso al cioccolato (che mi hanno regalato), ma era poco   (anche se poi, mi sono resa conto che ha avuto una bella resa e sarebbe bastato! E adesso ho un po' di tortini che girano per casa, e stasera quando il consorte ritornerà a casa... ehm... ) cosi ho pensato di farlo bicolore, sicuramente un po' meno banale, quindi con doppie pentole, doppio di tutto insomma, tranne che il tempo.... e peccato che quando ho scattato l'ultima fotografia e mi sono messa dietro a fare un'altra ricetta.. ( ebbene si... mi conoscete no? Mi metto a fare un sacco di cose assieme e il bello è che le porto tutte a termine, un po' morta, ma le finisco...mica normale vero?! ), insomma , apro il frigorifero per prendere gli altri ingredienti e noooooo!!! Non ho messo i frutti di bosco come decorazione del tortino! Riprendi il piatto, rimetti giu' la tovaglia che avevo riposto, prepara i frutti di bosco, la macchina che non si accende piu' , panicooo, la gatta che vuole salire ad annusare quello che c'è sul tavolo....la calma se n'è andata! . Ecco perchè c'è una foto "nuda" del tortino e un altra un po' piu' "vestita"! E già che c'ero, per ritrovare la calma perduta, mi sono concessa una piccola pausa..... un pezzetto di tortino tiepido, con il cuore fondente, accompagnato dal morbido cioccolato fuso e la freschezza dei frutti di bosco... una vera delizia!

Ingredienti
35 g di riso al cioccolato
50 g di riso bianco
1 tavoletta di cioccolato fondente al 72%
1 cubetto di cioccolato fondente al 75% da sciogliere
150 ml di latte per il riso al cioccolato
250 ml di latte per il riso bianco
2 uova ( 1 per quello bianco e una per quello al cioccolato)
10 nocciole
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero di canna (uno per riso)
1 bustina di vanillina
frutti di bosco misti (mirtilli, more, fragole)

Esecuzione
Scottate in due pentolini separati i due tipi di riso in acqua bollente per un minuto poi scolateli e sciacquateli sotto acqua fredda, quindi metteteli in pentola, sempre separate, coperti di latte bollente, con un cucchiaio di zucchero di canna a testa, e la bustina di vanillina solo in quello bianco.
Coprite e cuocete  sulla fiamma a fuoco moderato, per circa 30 minuti, fino all'assorbimento del latte e alla formazione di una crema densa che avvolge il riso e lo lega.
Lasciate intiepidire e aggiungete i tuorli. Dopo aver mescolato bene incorporate gli albumi montati a neve. al riso bianco aggiungete le mandorle tagliate a metà o intere, secondo i vostri gusti.



Io ho usato uno stampo di silicone per fare un tortino piccolo. Adagiate il riso bianco, fate un incavo e versate velocemente (perchè essendo morbido si "richiude" subito) un po' di riso al cioccolato. Mettete al centro un quadratino di cioccolato fondente  e ricoprite con altro riso bianco.


 Cuocete in forno preriscaldato per 30 minuti o fino a quando sulla superficie non si sarà formata una crosticina dorata. Sciogliete il cubetto di cioccolato fondente a bagno maria, versatelo sul piatto di portata, adagiate il tortino di riso e decorate con frutti di bosco o a piacere.....


o gustatelo al naturale.....


E visto che ha reso tanto sono riuscita a fare anche un tortino in uno stampo a cerniera di 20 cm, sempre con lo stesso procedimento.




e con altre forme di "prova".....




con questa ricetta partecipo al contest di settembre con




martedì 23 settembre 2014

Riso bianco e Venere con mazzancolle e seppioline al Brandy, vongole e filetti di gallinella di mare per l'Mtc


Dopo la lunga pausa estiva, che di estivo non ha avuto proprio niente, visto il tempo che ha fatto, eccoci di nuovo alle prese con le sfida per l' Mtc. Che come tema ha il riso.... si ma mica il "banale" riso come lo intende magari la maggior parte delle persone : in bianco, risotto, nella minestra, nelle arancine ecc...Questo è un signor riso! Nel senso che Annalena del blog Acuaqviva scorre, vincitrice della sfida precedente con la sua bellissima piadina, mi/ci ha fatto conoscere diversi modi per cuocere il riso, dandoci tanti consigli, cenni storici, tecniche e ricette stupende! E se andate a leggere il suo blog, potreste pensare che questa signora non sia italiana. Niente di piu' sbagliato! Ho avuto il piacere di conoscerla e trascorrere un po' di tempo con lei, insieme ad altre blogger, e questa signora minuta, dallo sguardo acceso, che sprizza energia e forza da tutti i pori, è una persona veramente speciale. Le sue ricette ci portano nel lontano Oriente, ci fa viaggiare attraverso le sue fotografie, i suoi fantastici piatti, i suoi racconti, i suoi consigli. Per questo dico che se il tema di questo mese poteva sembrare banale, in realtà non lo è. Come per tutte le tradizioni che vengono dall'Oriente, ad esempio quella della cerimonia del té, alla quale abbiamo assistito anni fa quando eravamo in Giappone, e mentre guardavo e partecipavo a tutta la cerimonia, mi sentivo in colpa per come a casa dicevo "mi faccio una tazza di té", e mi sembrava di aver compiuto un atto sacrilego, nel buttare la bustina nell'acqua bollente e via....anche per il riso, c'è una ritualità che per me lo eleva a cibo prezioso piu' di quanto non si pensi. Se si vuole approfondire la sua storia leggete qui.

E ora andiamo al dunque... quando ho letto il tema, conoscendo Annalena, mi sembrava strano che proponesse il riso senza qualche sorpresa dietro! Infatti, leggendo il regolamento della sfida, sono rimasta, prima rapita, per tutta la descrizione sulle tecniche di cottura, e poi sconfortata perchè mi sono detta che visto il non-tempo che avevo, e come andava cotto, non avrei fatto nemmeno una ricetta.... invece poi, leggendo e rileggendo, mi sono un attimo convinta che forse potevo realizzare qualche cosa, se non di strabiliante, almeno di gustoso.....
E come al solito, quando mi metto all'opera, man mano che proseguo nei lavori mi vengono in mente tante cose e comincio con le variazioni sul tema. Con il risultato che la mia cucina diventa un campo di battaglia e dell'idea iniziale che ho partorito magari è rimasto ben poco!
Ovviamente ho scelto il giorno meno adatto per mettermi a realizzare questo piatto, perchè ho dovuto portare alcune cose alla mia amica Alice che esponeva le sue creazioni alla "Festa sull'aia" di fronte a casa mia e poi avevo a pranzo mio fratello, cognata e nipotina, pero' era l'unico giorno nel quale potevo fotografare con la luce diurna una mia ricetta...cosi' mi sono detta...oggi riso per tutti e via!

Quindi, andando avanti e indietro alla festa ho iniziato a cucinare alle 10.30 e i miei ospiti arrivavano alle 11.30, con una creatura di quasi due anni che appena ti vede in cucina vuole subito mangiare!
E' stata una lotta contro il tempo, quattro padelle con i quattro tipi di pesce a cuocere, (togliere tutto il guscio, tranne la testa, e il budellino alle mazzancolle, perchè fa brutto vedere i commensali che litigano col guscio e si sporcano le mani e il resto si raffredda...) due tipi di riso....che uno potrebbe dire, già non hai tempo cosa ti metti a fare cose complicate....ma alla fine ce l'ho fatta e alle 12 in punto eravamo tutti a tavola!
Bene, per tutte le tecniche e procedimento di cottura delle altre ricette vi rimando al blog di Annalena

Per la mia ricetta ho riportato tutti i suoi passaggi.

Ingredienti
200 g di riso bianco
200 g di riso Venere
1 confezione di seppioline
1 confezione di vongole già sgusciate ( o quelle veraci col guscio che sono piu' coreografiche)
1 confezione di filetti di gallinella di mare
1 confezione di mazzancolle
brodo di pesce q.b.
salsa di soia q.b.
1 Bicchiere di Brandy
8 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
aglio q.b.

Esecuzione
Versare il riso in una ciotola capace, coprire con circa il doppio di acqua fredda e “sprimacciarlo” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.
Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire  con abbondante acqua, che dovrebbe a questo punto rimanere limpida, e lasciar riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti


Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso e coprire brodo di pesce  in pari volume o poco più (1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio) che superi il riso di circa 2 cm. per circa 20 minuti

Nel frattempo pulite le mazzancolle togliendo il guscio, tranne quello della testa e della coda. Con un coltellino affilato incidete la parte superiore e togliete il budellino nero sotto il getto delicato dell'acqua.
In un padellino dorate uno spicchio di aglio con un filo di olio extravergine di oliva, aggiungete le vongole e fatele cuocere a fuoco dolce per 5 minuti. Aggiungete una manciata di prezzemolo e lasciate coperto.
Sciacquate le seppioline, e mettetele in una padella nella quale avrete fatto dorare uno spicchio di aglio che poi toglierete. Aggiungete un bicchierino di Brandy e sfumatele. A fine cottura aggiungete una manciata di prezzemolo tritato. Lasciatele coperte fino alla fine.
In un altra padella passata con un filo di olio, fate cuocere i filetti di gallinella dalla parte della pelle. Quando sarà dorata, giratele e fate cuocere ancora per 5 minuti. Tenete coperto.

Scaldare in un pentolino l’aceto con lo zucchero e il sale e, quanto è tutto ben sciolto, spegnere e lasciar raffreddare.
Appena il riso è cotto trasferirlo su un piano di legno o in un’ampia ciotola dal fondo piatto, versarvi sopra l’aceto freddo e con un cucchiaio di legno a spatola bagnato mescolare il riso dal basso verso l’alto e dai lati verso il centro con grande delicatezza, fino a che il riso si è quasi totalmente raffreddato, si è profumato in modo uniforme ed i chicchi sono lucidi.
Coprire il riso con un canovaccio umido.

Mentre cuoce il riso bianco,ripetete la stessa operazione con quello nero e fatelo cuocere in acqua non salata. Scolatelo e conditelo con un filo di salsa di soia

Se i pesci si sono raffreddati troppo, date una scaldata velocissima: Aggiungete le vongole al riso bianco e mescolate delicatamente.

Impiattate aiutandovi con un coppapasta per tenere uniti i due tipi di riso. Adagiate i pesci che avete cotto in precedenza, mettendo per ultime le mazzancolle che avrete flambato con il restante Brandy e accompagnate con una ciotolina di salsa di soia

(La foto è sfuocatissima, ma dovevo scegliere se lasciare che la cucina prendesse fuoco o se era piu' importante il "fuoco" della fotografia....)


Questo è il risultato finale...total black per me......


e con sfondo bianco perchè mio marito ha detto che nero su nero non si capiva niente....


e i commensali hanno gradito... compresa la creatura quasi duenne!

con questa ricetta partecipo ala contest



sabato 20 settembre 2014

Alici e zucchine alla scapece




Con il termine scapece o escabeche , si intende sia il procedimento per la conservazione di alimenti sotto aceto, che il prodotto ottenuto. Il metodo consiste nel pre-cucinare l'alimento in aceto, olio d'oliva fritto, vino, alloro e pepe in grani. La parola escabeche, proviene dall'arabo sikbâg, che si riferisce ad un sugo di carne con aceto ed altri ingredienti; è un piatto tipico della Persia, che appare già nel libro "Le mille e una notte", procedimento che è stato poi perfezionato dagli spagnoli.
Questo metodo, esteso a tutto il bacino del Mediterraneo, ma che viene utilizzato anche in altre parti del mondo, nasceva dall'esigenza di conservare il pesce e le verdure estive il più a lungo possibile prima dell'avvento dei moderni strumenti di refrigerazione.
 
Riferimenti storici a parte, io mi ricordo che mia mamma metteva "in carpione" tranci di trota, chiusi ermeticamente in vasi di vetro dai quali si vedevano foglie di alloro, grani di pepe, o friggeva i "pesitt", quei pesciolini piccoli che venivano fritti e che se avanzavano si mettevano a conservare con l'aceto....già, se avanzavano....
E in tempi piu' recenti, quando ritorna dalla montagna, ha al seguito barattoli di zucchine e verdure tutte rigorosamente del suo orto, e altre leccornie, conservati con questo metodo, da suddividere piu' o meno equamente tra noi tre fratelli....ma che non durano poi tanto perchè sono troppo buoni!
E quando la volta scorsa mi ha portato borsate di verdura e ho visto spuntare una gigantesca zucchina trombetta, ho pensato che la morte sua fosse quella di finire appunto in scapece....insieme alle immancabili alici.
Volevo conservare il tutto ma....non c'è niente da fare, la golosità ha preso il sopravvento!
 
Ingredienti
1 zucchina (ho usato la varietà trombetta)
150 ml di aceto di vino rosso (io quello bianco)
150 ml di acqua
sale q.b.-2 spicchi di aglio
pepe in grani (io quello rosso)
Alici fresche
6 cucchiai di farina
1 uovo grande
1 bicchiere di acqua gasata ghiacciata

Esecuzione
Lavate e spuntate le zucchine quindi tagliatele a rondelle di circa 3-4 mm di spessore, mettetele in un colapasta e cospargetele con del sale,  quindi lasciate che perdano parte dell’acqua di vegetazione per circa un paio d’ore.
Trascorse le 2 ore sciacquate velocemente le zucchine sotto l’acqua corrente e asciugatele tamponandole per bene con della carta da cucina. Friggete le zucchine in olio d’oliva  a calore non troppo elevato e quando saranno dorate, ponetele a perdere l’olio in eccesso su della carta da cucina. Adagiate le zucchine fritte a strati in una terrina, condendo ogni strato con i grani di pepe.
Versate l’aceto in un pentolino, unite l'acqua  e l’aglio tagliato a fettine  e fate bollire il composto per 10 minuti. Quando sarà pronto, versatelo sulle zucchine. e copritele con della pellicola trasparente e lasciatele marinare per almeno 24 ore prima di servirle.

Preparate la pastella sbattendo l'uovo con la farina e aggiungendo man mano l'acqua ghiacciata mescolando facendo attenzione che non si formino grumi. Fate riposare la pastella per 30 minuti. Nel frattempo diliscate le alici, sciacquatele delicatamente sotto l'acqua corrente, asciugatele e passatele poi nella pastella. Friggetele poco per volta e adagiatele su carta assorbente. Mescolate acqua e aceto in parti uguali, uno spicchio di aglio e fate bollire. Versate l tutto sulle alici e fate riposare per una notte prima di servirle.
 
Ho presentato tutto quanto in gusci di capasanta, adagiando le alici su un letto di zucchine.....



con questa ricetta partecipo al contest

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venerdì 19 settembre 2014

Terme Euganee e dintorni....cronaca di un viaggio tra benessere, cultura, enogastronomia e vittorie inaspettate con gli amici foodblogger di Aifb , l'epilogo



Questa è la ricetta dei cantucci che ha vinto all'evento organizzato dall' Aifb e che trovate raccontato qui, qui e qui, perchè dal momento che non ho il dono della sintesi, ho diviso il mio resoconto in quattro parti!! Anche perchè abbiamo trascorso quattro giorni cosi ricchi di eventi, ed era impossibile raccontare il tutto in poche righe e poche foto! E comunque sia, lo spazio non è stato abbastanza...ho dovuto tagliare e correggere e scegliere tra tante bellissime fotografie che testimoniano questi giorni passati insieme ad altri amici foodblogger che hanno condiviso con me momenti di relax,cultura e gastronomia.

A questi cantucci, tipici della tradizione toscana, io e Aurora abbiamo dato il titolo "Il cantuccio va sui colli" e si differenziano dagli originali, per alcune variazioni sul tema ....come ha spiegato ai giudici Aurora quando abbiamo presentato la nostra ricetta "Al posto del burro c’è l’Olio Extravergine di Oliva Rasara dei Colli, un olio lento, fruttato, morbido e discreto. L'aggiunta del fior di sale, il sale a fiocchi che non si scioglie nell’impasto, ma resta incastonato in piccolissimi cristalli nell' impasto del cantuccio, in onore dell'area dei Colli Euganei e nello specifico del territorio termale di Montegrotto, e al posto del Vin Santo, lo abbiamo accompagnato al Fior d’Arancio, il sapido e leggero Moscato Tardivo dei Colli Euganei D.O.C.G."
E come tutte le volte che si reinterpreta una ricetta della tradizione, viene guardata con "sospetto e circospezione", ma nonostante l'originalità e "l'azzardo", ha strappato il primo premio, come citato nell'articolo su Il mattino di Padova !


Ingredienti per 800 g di biscotti:
450 g di farina + q.b. per la spianatoia
220 g di mandorle sgusciate
190 g di zucchero
50 g di olio extravergine di oliva
3 uova intere biologiche + 1 tuorlo
3 cucchiai di marsala
8 g di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di fleur de sel

Esecuzione 
Preriscaldare il forno a 180°, disporre le mandorle su di una placca e tostarle per 5 minuti. Salarle con il fleur de sel, e lasciarle freddare. In una terrina sbattere 2 uova intere+1 tuorlo con lo zucchero, fino a renderle spumose. Unire a filo olio evo e marsala, quindi incorporare la farina setacciata con il lievito. Unire le mandorle salate all'impasto, badando di non perdere i fiocchi di sale durante la lavorazione. Formate dei filoncini larghi 3 cm, spennellarli con l'uovo rimasto, disporli su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere a 180° per 25 minuti circa. Sfornare i filoncini e con un coltello a lama liscia tagliarli a fette leggermente diagonali di 1,5 cm circa di spessore. Disporre nuovamente nella teglia, quindi cuocere per 10-15 minuti, fino alla doratura, e lasciar raffreddare su di una gratella. Conservare i cantucci pronti in una scatola di latta a chiusura ermetica.

La ricetta originale la potete trovare qui


 Questi sono alcuni momenti immortalati durante la preparazione dei cantucci.....




 

e che nella concentrazione della preparazione ci siamo dimenticate di fotografare!



 E per ultimo, ma solo per chiudere questa carrellata di eventi....la mitica "Compagnia delle Terme"....

Un grazie ad Aifb per averci dato l'opportunità di condividere insieme tutto questo, e un grazie a tutte le persone che hanno trascorso con me questi giorni indescrivibili. In senso orario: me stessa, perchè sono riuscita a ritagliarmi uno spazio tutto mio, nonostante il periodaccio, senza sentirmi in colpa per aver lasciato fuori dai miei pensieri casa e lavoro,  l' Aurelia delle Ova Afffrittelate che ci ha fatto morire dal ridere, cosi' serena, ma caspita che Donna, con la quale, a mollo nella piscina, ho condiviso un po' di puzzle della mia vita e lei della sua, con una naturalezza che sembravamo amiche da sempre, la riccioluta Anna, anche lei vulcanica e con la quale ho condiviso pensieri e sensazioni perchè ci sentivamo in perfetta sintonia, la " Prof " Antonella, con la quale ho trascorso le ultime ore a Padova in attesa del treno, parlando di tutto, scuola, ricette, pensieri cosi' pacata nonostante la particolarità della sua professione che per me è una missione!  la tenera, timida e simpatica Daniela dalla chioma rossa che si nascondeva ad ogni foto ma qui non ci è riuscita! che ogni cosa le faceva spalancare gli occhi dalla felicità ,la rassicurante, dolcissima e materna "Nonna Sole" Solema, cosi' pacata nei modi ma grintosa q.b.,  Juri, l'unico uomo della compagnia, il moroso di Daniela, che insieme fanno una coppia cosi determinata e tenera, di due gran belle persone, la giovanissima, fresca e spontanea  Francesca che mi ha lasciato a bocca aperta per la sua professionalità e conoscenza sul miele, Aurora, altra giovane e fresca ragazza, molto a modo, con la quale ho condiviso la cucina e insieme abbiamo vinto, Cinzia, che già conoscevo, cosi' preparata, raffinata, e sempre con una buona parola nei tuoi confronti, e la nostra Presidentessa Anna Maria, sempre con il sorriso sulle labbra e sprizzante di energia da tutti i pori.....persone arrivate da regioni diverse, anche lontane tra loro, cosi diverse di età, carattere, pensieri ed esperienze professionali e di vita, ma tutte cosi' felici di stare insieme, semplici, spontanee e desiderose di raccontarsi che è difficile spiegare a parole il sentimento" che ci ha legato. Visti da fuori potevamo sembrare amici da sempre.
Mi auguro di passare ancora momenti cosi' sereni insieme. Ma se cosi non fosse, ne serbero' il ricordo per sempre nel mio cuore. Quindi grazie per avermi fatto sorridere e imparare.....e .....davvero #beatenoi.....










domenica 14 settembre 2014

Terme Euganee e dintorni....cronaca di un viaggio tra benessere, cultura, enogastronomia e vittorie inaspettate con gli amici foodblogger di Aifb (terza puntata)

Diario di bordo....29 agosto

Questa è stata la giornata in assoluto piu' "impegnativa" di tutto il soggiorno....non ci credete? Leggete qua e mi darete ragione!!

Alla mattina visita ad Arcquà Petrarca, un delizioso borgo medievale che accolse il sommo poeta gli ultimi anni della sua vita.La casa è una struttura originaria del Duecento . Nel cinquecento ne divenne proprietario il nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco che fece alcune modifiche all'edificio e fece dipingere le pareti con tempere rappresentati scene ispirate al Canzoniere, ai Trionfi e all'Africa, tutte opere del Poeta.


Subito dopo una visita al Frantoio Colli del Poeta, immerso nel verde dell'area protetta dei Colli Euganei,In questo piccolo angolo del Veneto crescono ulivi, nel rispetto della natura e delle regole del biologico. L'olio di questo frantoio è il risultato della spremitura delle migliori olive, in prevalenza di qualità Rasara, raccolte manualmente tra Ottobre e Dicembre e subito frante. La particolarità è data dalle innovative tecnologie di estrazione che mantengono intatte le qualità nutrizionali e organolettiche dell’olio. La spremitura viene fatta tenendo controllata la temperatura, così detta "a freddo", che non supera mai i 27 ° C ed evita spiacevoli difetti (cotto, rancido o metallico). Nella foto il proprietario, il sig. Ottolitri, che si è simpaticamente presentato facendo una battuta sul suo cognome.


A seguire la degustazione presso un produttore di olio e vino Il Pianzio a Galzignano Terme, azienda familiare di Guglielmo e Vittorio Selmin, sita sul versante meridionale del monte Rua all'interno del complesso floro-faunistico del Parco dei Colli Euganei, domina la piccola e assolata vallata del Pianzio, nel comune di Galzignano Terme, da cui prende il nome.
Il gruppo di lavoro è formato dai due fratelli, Guglielmo e Vittorio, dalle rispettive mogli Marzia e Mariagrazia e dai loro genitori fondatori dell’azienda, Eugenio e Norma, Ad ognuno è affidato un compito preciso nell’azienda, che asseconda attitudini e passioni: Guglielmo segue in primis i lavori di campagna, Vittorio è l’esperto cantiniere, mentre Marzia e Mariagrazia si occupano dell’accoglienza dei clienti e delle degustazioni guidate.
I fratelli Selmin sono riusciti in questi anni a conciliare la passione per il territorio con il più avanzato progresso tecnologico in campo enologico. Senza snaturare l'ambiente che ospita i 15 ettari di vigneto della loro azienda - recuperando, ad esempio, coltivazioni a terrazzo nel rispetto degli antichi sistemi e mantenendo rigorosamente la raccolta delle uve a mano - hanno fatto del binomio “artigianalità – ricerca” il motto del proprio lavoro.
L'azienda vitivinicola Il Pianzio offre vini bianchi e rossi tipici della zona collinare che hanno avuto, per il loro pregio, diversi riconoscimenti nell'ambito di manifestazioni enologiche locali e non solo.


E poi visita alla cantina Maeli con degustazione. Un posto fantastico, dal quale, nelle giornate piu' limpide, si possono vedere addirittura la laguna veneta e la Basilica di San Marco!  Elisa ci ha spiegato la filosofia e il progetto dell’azienda che è quello di produrre vini per il nuovo millennio attraverso il metodo e il sapere artigianali e tradizionali. Non avere fretta, sapere aspettare: una sorta di disciplina che viene dal pensiero e dalla filosofia orientali e che If-Zen ha fatto propri nell’approccio con il vino, nell’attesa del momento giusto, senza forzature per ragioni di mercato e consumistiche.Ottenendo cosi' un vino pregiatissimo.



un po' di doveroso relax in piscina......tra idromassaggi, stanza del sale, sauna, risate con le "ova affrittelate" di Aurelia!

e alla sera una cena tipica organizzata l'Associazione Tavole Tauriliane-Ristoranti in Torreglia presso gli scavi romani di Montegrotto Terme che ha allestito un banchetto “alla moda degli antichi romani”, nella suggestiva e magica atmosfera delle fiaccole e da storie narrate da esperti e commedianti, che ci accompagnavano man mano nel percorso che si snodava accanto a quello che è rimasto delle vecchie Terme Tauriliane.


e davvero per finire,...anche perché è proprio finita, domani si riparte, si prosegue a bordo piscina a parlare. Io vorrei fermare il tempo, è stata una giornata "intensa", e sono un po' triste perché domani, la "compagnia delle terme" si scioglie e ognuna ritorna da dove è venuta, sicuramente arricchita da questa fantastica esperienza!
Foto di rito con la mia compagna di cantucci, Aurora, e in mezzo a noi il premio che aspetta di essere condiviso.....


un grazie a chi mi ha dato la possibilità di utilizzare per questo post anche le proprie fotografie scattate durante questi giorni e cioè Juri e Antonella

martedì 2 settembre 2014

Terme Euganee e dintorni....cronaca di un viaggio tra benessere, cultura, enogastronomia e vittorie inaspettate con gli amici foodblogger di Aifb (seconda puntata)



 Diario di bordo... 28 agosto.
(per chi si fosse persa la prima puntata la trovate qui )

Ore 6.50. Il telefono squilla e una voce dolcissima mi ricorda che alle 7 ho i fanghi che mi aspettano.  La giornata è bigia, ho ancora sonno, dal momento che sono andata a letto alla 1.20!! Ma sono abituata a dormire poco e poi non mi aspetta il pulman ma un bellissimo momento di relax! La signora Anna mi fa accomodare su un lettino ricoperto di fango, mi fa sdraiare e comincia a spalmarmi con movimenti lenti e delicati, parlandomi con una voce pacata e musicale. Mi copre con la coperta di lana, un telo, aziona un timer e mi spegne la luce....dire che era una sensazione magica è poco!! Il cielo bigio che vedevo dalla finestra del quinto piano, il buio della stanza, il mio corpo che si rilassava man mano, chiudo gli occhi, vorrei che il tempo si fermasse....mannaggia al timer che mi ricorda al tempo che è finito! Arriva Anna, mi sciacqua dal fango e mi fa sdraiare in una vasca colma di acqua con essenza al rosmarino....aziona un leggero idromassaggio e il rilassamento continua. Il mio momento magico è davvero finito. Aspetto le altre mie compagne di fango....e con una sensazione di benessere e rilassamento andiamo a fare colazione....questo si che è un buongiorno come si deve !!

Ovviamente, non avendo altro da fare, ci rilassiamo nuovamente in piscina, alternando la sauna, il percorso Kneipp, la stanza del sale, idromassaggio, piscina all'aperto e tante chiacchiere e risate....tanto l'acqua è calda quindi non corriamo il rischio di congestione. I nostri argomenti spaziano tra scatti fotografici, spaccati di vita matrimoniale, figli, ricette, barzellette....ova affrittelate....che risate!!!

Il pranzo a buffet ci attende, il bigio se ne è andato ed è uscita una giornata meravigliosa!


Ancora attimi di relax prima di affrontare la gara..eh si perchè non siamo mica qua solo a mangiare e rilassarci nella piscina termale! Ci aspettano al Ristorante Antica Trattoria Ballotta per la preparazione delle nostre ricette che verranno assaggiate e giudicate dai giudici Fausto Arrighi, Marco Colognese, Daniele Gaudioso accademici dell'Accademia della Cucina Italiana e giornalisti enogastronomici.

La "Trattoria Ballotta", è il ristorante più antico dei Colli Euganei, risale ad una rustica dipendenza dei frati agostiniani di Monteortone, che, nel Cinquecento tenevano un loro convento minore sul vicino poggio del "Mirabello". Questo rustico, ceduto ad un privato, venne trasformato in un’osteria, che serviva i cibi semplici del luogo con il robusto vino delle pendici collinari.
Era l’anno 1605. Quasi quattro secoli vissuti nella crescente fama della cucina di casa, nel favore della clientela della città e delle ville, dove, via via fecero spicco uomini illustri dell’Università, dell’arte, della politica della Repubblica Veneziana, del Lombardo Veneto e del Regno d’Italia.
Le cronache ci dicono che da Ballotta si sono fermati personaggi come Galileo, Goethe, Casanova e D'Annunzio, grandi del loro tempo che hanno lasciato qualche traccia tangibile del loro passaggio.
Il  ristorante a Torreglia è tra i primi ad aver proposto l' iniziativa a "chilometro zero" , promosso dalla Coldiretti Veneto per la promozione della tradizione regionale e per far riconoscere quei locali (ristoranti, osterie, gelaterie) che utilizzano prodotti del territorio (vino, olio, salumi, formaggi, latte, frutta, verdura e fiori) acquistati direttamente dalle imprese agricole locali. Il nostro ristorante a Torreglia è tra i primi ad aver proposto questa iniziativa per la promozione della tradizione regionale.

Siamo in dieci foddblogger, divise in cinque coppie e ognuna di noi ha il suo spazio per cucinare la sua ricetta.
Cinzia e Francesca hanno preparato "Mieli,salsa agli agrumi e gelatina di cabernet per accompagnare i formaggi e i salumi del Veneto"
Anna e Solema le "Pittule di fiori di zucca con marmellata di cipolle di tropea"
Antonella e Aurelia "Pappardelle con faraona all'uva"
Juri e Daniela "Crostatina "tollerante" con fichi e lemon curd"
Io e Aurora abbiamo preparato dei cantucci con olio evo e fior di sale che abbiamo chiamato "Il cantuccio va sui colli"

Ecco qua momenti rubati tra una preparazione e l'altra, qui con la gentilissima Cristina che ci ha aperto la sua cucina..... e con la mia compagna "cantuccina" Aurora, una simpaticissima, giovanissima,altissima ragazza....


ultimi ritocchi ..........e si va dai giudici.....che momento emozionante!


Nel frattempo la brigata di cucina  ripropone i nostri piatti, ma in dosi diverse, per i clienti che arriveranno in serata....


Aspettando il giudizio della giuria, è vero che non siamo cuoche di professione, che siamo "solo" blogger, che siamo comunque serene, e che abbiamo preso questa avventura con una sana dose di "cuor leggero" e professionalità, ma il fatto di essere giudicate da professionisti che hanno a che fare con veri cuochi fa sempre un certo effetto, ceniamo, mentre la musica jazz fa da sottofondo, ed ecco il momento fatidico della premiazione. Tutte/i noi veniamo chiamati vicino al palco, la musica si interrompe e viene decretato il vincitore.....rullo di tamburo....la ricetta vincitrice è....Il cantuccio va sui colli!!!! Io e Aurora ci guardiamo a abbracciamo e non riusciamo a credere alle nostre orecchie. Non avevamo nessuna aspettativa, ma questa vittoria ci ha fatto un immenso piacere! Come primo premio ci è stata regalata una bottiglia di Merlot Arche' e ad ognuno di noi una confezione contenente olio extravergine di oliva e un vasetto di miele.

Eccoci raggianti mentre ritiriamo il premio offerto dal titolare della Antica Trattoria Ballotta.


La serata prosegue in piscina, non a mollo nell'acqua, ma comodamente sdraiati a chiacchierare, con un po' di stanchezza addosso, l'adrenalina se n'è andata, ma non se ne va la voglia di andarsene a dormire...si sta troppo bene insieme!
E domani è un'altro giorno ricco di eventi.....